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Full text of "Historiae patriae monumenta edita iussu regis Caroli Alberti. Scriptorum tomus I"

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MONVMENTA 



HISTORIAE PATRIAE 



TOMVS III. 




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MONVMENTA 



HISTORIAE PATRIAE 



EDITA IVSSV 



REGIS CAROLI ALBERTI 



SCRIPTORVM 

TOMVS I. 



AVGVSTAE TAVRINORVM 

E REGIO TYPOGRAPHEO 

M. DCCC. XL. 



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1,-1 



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REGI CAROLO ALBERTO 



AVSPICI • ET • PATRONO • MVNIFICENTISSIMO 



VOLVMEN 



AVGVSTAE • GENTIS • CHRONOGRAPHOS 



EXHIBENS 



CVRATORES • STVDIIS • RERVM • PATRIAE • PROMOVENDIS 



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REGIA DEPUTAZIONE 

SOVRA GLI STUDI 

DI STORIA PATRIA 



Presidente 

S. E. il Cavaliere Gesare di Saluzzo , Cavaliere dell'Ordine Supremo 
deirAnaimziata. 

Vice-Presidente 

S. E. il Conte Alessandro di Saluzzo , Grande di Corona , Presidente 
Generale della seconda Riunione degli Scienziati Italiani* 

Segretarii 

II Cavaliere Luigi Cibrarjo» 

L'Abate e Cavaliere Costanzo Gazzera. 

Segretario a Genova 

L'Abate e Cavaliere Giambatista Spotorno. 

Deputati 

II Barone e Commendatore Giuseppe Marno. 

II Cavaliere Lodovico Sauli. 

II Conte Cesare Balbo. 

IL Conte Federico Sclopis. 

II Cavaliere Luigi Cibrario predetto. 

II Cavaliere Pietro Datta. 

II Cavaliere Professore Amedeo Peyron. 

L'Abate e Cavaliere Costanzo Gazzera predetto. 

II Cavaliere Luigi Provana del Sabbione. 



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Deputati non residenti a Torino 



II Cavaliere Giambatista Spotorno , predetto , a Genova. 



L'Avvocato Matteo Molfino , a Genova. 

II Sacerdote Professore Giambatista Raggio , a Genova. 

S. E. il Primo Presidente Conte Ilarione Spitalieri di Cessole, a Nizza. 

II Cavaliere Giacomo Giovanetti , a Novara. 

Carlo Muletti , a Saluzzo. 

Monsignor Alessio Billiet , Arcivescovo di Ciamberi , a Ciamberh 

II Canonico Antonio Gal , in. Aosta. 

II Marchese Dionigi Arborio di Gattinara , a Vercellu 

II Conte Alessandro Cozio di Salabue 9 a Casale. 

II Canonico Giuseppe Antonio Bottazzi , a Tortona. 

La Deputazione ha eziandio varii corrispondenti nazionali ed esteri. 



La Regia Deputazione ha perduto negli anni 1839 e 1840 

II Vice-Presidente Conte Gaspare Michele Gloria. 

II Cavaliere Giorgio Maria Raymond , Deputato residente a Ciamberu 

II Cavaliere Lodovico Baille , Deputato residente a Cagliari. . 



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LECTORI BENEVOLO 



CAESAR SALVTIVS 



Triplex, ut niihi quidem videtur, historiae genus est; alia Monumen- 
talis , alia Traditionalis , alia Scripta. 

Monumentalis , monumentis insidens, iisdemque unice innixa, non ser- 
mocinatione , non scripta oratione tuetur aut indiget, quin potius specu- 
latione , ut ita dicam , oculorum , non ex verborum congerie , sed ex rerum 
ipsarum effigie, fidem mutuans, rationemque temporum reddens. 

Ad hoc proxime accedit secundum genus, Traditionalis scilicet historiae, 
quae et Oralis, anteactarum rerum memoriam ore vel auditu tenens, atque 
a maiorum aetate ad posteriorem perpetua quasi traditione deducens. 

Tertium genus, Scriptae historiae est, quae videlicet e scriptis prodiit; 
biceps genus; cum, rerum successiones per tempora digestas, nulla prorsus 
habita caussarum atque effectuum ratione, scripta saepe tradat historia, 
Chronographia tunc rectius appellanda ; saepius autem , philosophiae atque 
eloquentiae stipata praesidiis, de moribus hominum graviter disserens, re- 
gnorum conversiones , imperantium praeclara facinora , splehdidiora , uno 
verbo, hominnm facta, recenset; optima humani generis magistra, verius 
tunc proprieque historia dicenda. 

De qua historiae generiim partitione , ( ampla siquidem seges , et copiosa 



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ad dicendum materia ) hoc ego linum 9 quod ad ' rem nostram propius 
accedit, adnotandum hic esse puto; scilicet, primum historiae genus, ad 
omnes indiscriminatim gentes, ut ita dicam, pertinere; cum nulla gens sit, 
eaque tam fera , tam barbara , quae non aedibus , non templis , non sepulcris 
( incessus veluti sui in orbe terrarum vestigia ) in hac rerum universitate se 
prodat. 

Quod idem de secundo historiae genere dicas velim \ cum nulla hominum 
societas extet, utcumque rudis et inculta, quae cantilenis, versiculis, ani- 
libus , ut aiunt , fabellis , antiquissimorum temporum ore-sonantia testi- 
monia , non delectetur ; istisque suffulta adiumentis , rerum suarum memo- 
riam a patrum aetate ad nepotes , a remotiore ad recens aevum , non conetur 
deducere. 

Quae quidem non ita facile de tertio historiae genere , scriptae scilicet 
historiae , ausim affirmare ; liquet enim , Chronographiam , primam quam 
diximus historiae scriptae speciem , eamque minus perfectam , non omnibus 
populis patuisse ; historiam , vero , proprie dictam , tardius extitisse , et non 
nisi cultioribus gentibus, artium iam literarumque studio expolitis, inno- 
tuisse. 

Quibus positis , cum inde multa , de explorandis poenitioribus historiae 
fontibus, de optima historiae pertractandae methodo, de rectiorl demum 
historiarum describendarum ordine^ obvium esset inferre et tradere ( quod 
ab instituto nostro prorsus alienum ) \ cum plura , de historiae dignitate 
atque utilitate, deque gravitate muneris quod in colligendis edendisque 
documentis historiam illustrantibus versatur, praesto essent dicenda (de 
qua re academico more disserere hic locus non est ) haec potius , quae 
ab antedictis, proniore quodam tramite deducta, ad rationem operis strictius 
spectare videntur, nobis hic subiicienda censemus. 

Quae scripturae in voluminibus extant monumentorum historiae patriae, 
muniiicentissimi Regis Caroli Alberti instante sapientia, Virorum clarissi- 
morum , de patria nec non de universa literaria republica optime merito- 
rum , cura et studio iam pridem editis , omnes ad eam historiae scriptae 
speciem pertinent, quam primam diximus, et Chronographiam nuncu- 
pandam esse arbitramur. 

Ad Chronographiam idcirco sunt referendae chartae , diplomata, acta pu- 
blica^ quae in primo collectionis volumine prostant; ad Chronographiam , 



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statuta et leges vmmsipajhs , iqiiftej ia secundo voiumine reperiuntar; ad 
Chronographiam:, dtsvripUa AJpium markimamm > quae in volumine 
adest, q»od tertio laca editum^ quiftfcum coilectionb voltaue» appeilare 
expedtf. 

At enim , ad hanc scriptae historiae speciem , docamenta referenda sunt, 
quae tn hoc lpm volumine continemtur ; imo,. et potiori quidem iure, ut 
mihi videtur ; sunt hic , nempe , Chronographi, qui de rebus a Principibus 
Sabaudae gentis domi forisque gestis. sccipseruiit, antiquiores quotquot 
extant, sed et inedlti omhes. 

Chartae , diplomata, acta publica faces sunt quibus obscurorum saecu- 
lorum ambages et tenebrae illustrantur , dignitates, ofncia, personarum et 
locorum nomina , aiiaque non . raiuus gravia evolvuntur , atque e tenebris 
eruta, in lucem venire coguntur; criticae, quam vocant, artis praestantiora 
eaque validiora praesidia. 

Statuta , leges municipales , membrorum lineamenta sunt quibus civilis 
societatis corpus informatur et constat; humanarum consociationum ad 
perfectiorem civitatis statum conducibilium imagines atque picturae ; 
privilegiorum , sive aliquando et iurium fundamenta , rerumque ad politici 
recentioris regiminis formam spectantium fontes, vel saltem indicia. 

Descriptiones regionum, praesidia et instrumenta sunt, quibus ad histo- 
riam exarandam scriptores summo cum fructu utantur. 

Haec omnia , si vera sunt , ut verissima esse credimus , qui fieri potest , 
ut non potiora subsidia Chronographos historiae praebere dicamus? Nonne 
casus, gesta, acta insigniora ipsi narrant, et quidem, si remotiora, eoque 
et minus certa , candidius ; si recentiora , itemque certiora , sincerius ; 
si syncrona , eoque firmissima , luculentius ? Modeste narrant , inconcinne , 
fateor, et horride; uarrant tamen, et quidem candide, ut dicebam, et in- 
genue, perfectioris iam civitatis status vestigia quodammodo referentes; 
quo quidem quid proximius esse historiae potest, si quidem historia non est! 

Chronographorum habes in hoc volumine , Lector oplime , qui res gestas, 
ut dixi , Sabaudorum Principum narrare aggressi sunt; V etera, ut inscribi- 
tur, Sabaudiae Chronica; Latina, ita appellant , Sabaudiae Chronica; 
Perinetti a Pino Chronica; Altae-Cumbae Chronica; Iuvenalis de Aquino 
Chronica; Machanei Epitomae historicae; Petri Lamberli Commentaria. 

Quid quisque horum praestiterit , quid quisque mercis attulerit, cuius- 



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que pretii , quantum idcirco honoris et fidei umcuique debeatur , vir cla- 
riss. Dominicus Promis inferius docebit, qui in coniectanda scriptorum ae- 
tate, in enodandis scriptorum adiunctis 5 in emendanda corruptissimorum 
codicum lectione , quantum diligentiae, studii, subtilitatis attulerit, laudare 
facilius est quam dicere. 

Additus est liber, Historiale Discorso, Iosephi Cambiani. Praefatiuncu- 
lam praemisit huius moniti scriptor. 

Novum collectionis volumen , mox insequetur , in quo Chrpnographos 
vetustiores, qui res provinciales pertractarunt , habebis, optime Lector. 

Tu , interea, his, quos tibi damus laborum fructus, utere, et studiis hisce 
nostris adsis et faveas. 

Vale. Dabam Augustae Taurinorum xvi kal. apr. anno reparatae salutis 

MDCCCXXXX. 



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ANCIENNES CHRONIQVES 



DE 



SAVOYE 



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AI LETTORI 



DOMENICO PROMIS 



•Nessuna storla della Real Casa di Savoia anteriore al secolo decimoquarto 
sinora si conosce. La piu antica termina cogli ultimi anni di quel secolo : 
fu scritta in lingua francese , e va sotto il titolo di Anciennes Croniques 
de Sauoye. Variano le opinioni sulla sua eta : Monsignor Defla Chiesa (,) 
Pattribul a Pietro Dupin dicendolo vissuto nel 1 340 , ma che , come ve- 
drassi alla cronica del Conte R.osso, scrisse piu d'un secolo dopo. II Gui- 
chenon, nella prefazione alla storia genealogica di questa Real Casa, disse 
Pautore incerto di essa cronica essere contemporaneo del Conte Verde. Nel 
secolo scorso Angelo Paolo Carena pare si sia piu di tutti accostato al vero, 
ne' suoi discorsi istorici scrivendo: « potrebbe essere che fosse stata scritta 
» ib tempoche quelPrincipe (Amedeo VIII) fu dalPImperator^e Sigismondp 
» .creato Duca (1416), tempo oppbrtuno per scrivere Porigine e le gesta 
» de' di lui progenitori. » E quest'opinione pare fondata sul titolo delPul»- 
timo capitolo di essa Chrohique de Ame VII , Conte seizieme, et premier 
Duc de Sauoye^ che cosi leggesi in tutti gli esemplari conosciuti, dal quale 
risulterebbe che Pautore ha terminata la sua cronica essendo Amedeb VIII 
( ivi detto VII ) gia Duca di Savoia. 

Ritomando alle due prime opinioni, e troppo erroriea quella deLChiesa 
per soffermarvisi , che confuse la cronica antica con quella del Gorite Rosso; 

(1) Catalogo de' Scrittori Pieioontesi, Savoiardi e NitsardL Carmagnola 1660. p. a55. 



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ma parmi si possa accordare cib che ne scrisse il Guichenon coll'opi- 
nione del Carena , se asserendo Tautore di quesle croniche essere vissuto 
ai tempi di Amedeo VI morto nel i383, cib non abbia fatto a caso; e 
non sarebbe cosa affatto naturale che quegH fosse nel 1 383 in eta giova- 
nile, eppercib avesse potuto tal compilazione fare trentatre anni dopo? 

A tal proposito mi sia permesso di emettere un mio pensiero, che 
quesfanonimo autore possa essere quel Cabaret^ tante volte citato dal Dupin 
nella vita del Conte Amedeo il Rosso. Trovai che il Dupin ogni qualvolta 
riferisce qualche importante azione di questo Conte, per provarne Pau- 
tenticita subito soggiunge si que Cabaret dit, o selon le memorial o les 
escriz de Cabaret , che anzi alcune volte specifica in qual capitolo del me- 
morialc tale azione sia riportata, come nei seguenti luoghi. II Dupin nel 
capitolo 17 scrive che il Re di Francia portava un grandissimo amore al 
Conte per la prossima parentela, e per le sue rare doti « selon que dit 
» Cabaret eri la fin du second chapitre des instructions qui a moy sur ce 
d ont este donnees; » lo stesso dicendo al capitolo 3o soggiunge « si que 
» dient les escriz faitz par maistre Cabaret , second chapitre d'iceulx. » 
II che precisaniente si riscontra al fine del capo secondo della cronica di 
Amedeo VII nelle cronicbe anticbe. AJ capitolo 38 il Dupin narra che il 
Marescjallo di Savoia ( Giovanni di Vernaj ) ed il Sire della Tbrre pre-» 
sero i castelli RArdon e di Chamoyson ed uccisero tutli gli entrostanti 
« si que Cabaret dit ens le quatriesme chapitre du memorial sur ce feit: » 
e tal fotto leggesi nelle croniche di Savoia al quarto capitolo delle gesta 
di questo Conte. Oltre queste citazioni, molte altre potrei addurre nelle 
quali il Dupin appoggiasi airautorita del Cabaret come ai capitoli 4° 9 
41 , 47, 54 ecc. ooatenenti fatti che si riscontratto ne' capitoli 5, 7, ia, 
r 8 ecc, della vita di Amedeo VII nelle nostre croniche. Aitre volte il Dupin 
dice soltanto selon tnes mstructions , o sekm le memorial a may donne 9 
cib perb che dietro a queste istruzidni o a qtiesto memoriale riporta, 
trovasi sempre nelle anzidette croniche; come anche cfuando dtce al prin* 
cipio del capitolo 59 che Giovanna Regina di Napoli aveva adoltato 
negli ultimi suoi giorni Lodovicb d' Angib , fa notare a' subi lettdri ed 
ascoltatori che tal cosa « ont peu oir 00 oent et douziesme chapitre du 

( 1 ) Cabaret parmi sopranoine dato a quesfiguoto autore , couie a Giovauni d'Oronvil)e Piccardo autore della ViU 
di Lodovico I! Duca di Borbooe scritU uel i4*9 , e cbiamato Maistre Cabarei o Pauvrc Pellcria. 



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V 



» registre on quel ies faiz dii Cont Verd soht registrez; » e questo e appunto 
«narrato al capitolo i ia della vita di Amedeo il Verde nelPesemplare del 
secolo xv delle croniche antiche esistente nella biblioteca privata di S. M., 
quantunque ci6 trovisi nel Servion al n3, ed in altra copia del prin- 
cipio del secolo xvi da me posseduta leggasi nel capitolo 114, che tal 
diversita poco conta , proveniendo dalPessere i primi capitoli distinti in 
«alcurii' esemplari, e confusi assieme in altri. Chi fosse questo Cabaret ce 
lo.fh sapere lo stesso Dupin nel capitolo 3o, della sua cronica, nel quale 
enumerando i molti cavalieri venuti al campo d'Amedeo per Pimpresa 
«lel Vallese nel i384, scrive: « et du pays de Sauoye si vindrent illec 
» en tres grant et frisque arroy multitude de cadez espris de hault har- 
» demant, entre les quelx Cabaret nomme, le sire de la Chambre etc. , » 
■e questa e la sola volta che il suo nome trovisi tra guerrieri nominato. 

Qualunque sia questo mio pensiero , parmi possa concordare con quanto 
dicono il Guichenon ed il Carena, imperciocche supposto il Cabaret di 
a5 anni nel i384, ne avrebbe avuti 57 nel 14 16, anno della creazione 
in Duca di Amedeo VIII, eta di riposo, e nella quale con tranquillita 
avrebbe potuto attendere alla compilazione delle croniche degli antenati 
idel suo Sovrano, chiudendole, per provarne la discendenza, colla na- 
jscita d*Amedeo allora creato Duca. 

Ecco esposte queste iriie congetture sulla antica cronica francese, della 
quale conosconsi molti esemplari manoscritti dei secoli xv e xvi , che 
ha principio con questo titolo. « A ce present liure estrait de maintez 
•» notables et anciennes escriptures est continue la genelogie des illustres 
» seigneurs contes de Sauoye jadis escriptz leurs grants faitz et ouures 
» vertueuses tant en armes comme aultrement ainsi leurs prosperitez ac- 
» croissemens d'honneurs et tiltres et de biens , et ainsi de leurs ad- 
» uersitez : Ia quelle genelogie commence premierement es ancetres de 
» berould filz du duc hugue de Sanczsoingue iadis du quel sont descenduz 
» lesditz seigneurs contes de Sauoye comme sensuit. » Indi segue il primo 
capitolo Othe de Sauocoingue fust le premier empereur de la nation <PAl- 
lemaigne^ e termina col primo capitolo della cronica d'Amedeo primo 
Duca. La Regia Deputazione sopra gli studi di storia patria averido de- 
liberato di renderla di pubblica ragione , scelse 1'esemplare parte mem- 
branaceo e parte carlaceo esislente nella biblioteca della Regia Universita 



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di Torino, scritto da Giovanni Servion famigliare di Filippo Conte della 
Bressa , indi Duca di Savoia , e come leggesi nelPintroduzione ad esso 
diretta, durante la prigionia di questi che fu dall'aprile 1464 alPaprile 
del 1466. Indi non contento il Servion degli ascendenti dati dalla cro* 
nica a Beroldo , li fa salire ad Ezeo favoloso Re di Colonia nelPanno 2,4» 
delPera cristiana , dal quale egli muove a scrivere una lunga storiella 
sul. fare degli antichi romanzi di cavalleria , dove si legge che ad Ezeo 
fu figlio Teseo sposo che fu d'Isobia figlia alP Imperatore Gordiano , e 
da que' due vuole disceso Ottone I Sassone Imperalore nel secolo x. Del 
resto nel corso delPopera in pochissime cose se ne allontana , e solamente 
alcune volte che volle frapporvi note cronologiche sui Papi o sugli Im- 
peratori , sovente per6 false. 

In questa cronica non si cerchi la critica ; scritta in tempi in cui vo- 
leansi cose strane e maravigliose , Pautore servi al secolo , non bado ad 
esattezza e concisione : pure e pregio suo essere la piu antica che ne dia 
i fatti de' Conti di Savoia narrati secondo Pordine de' tempi , Pessere stata 
o quasi intieramente copiata da' nostri susseguenti scrittori , come da Pietro 
Dupin, dalPanonimo autore della cronica latina, dal Maccaneo , Cham* 
pier", Paradino e Pingone , od aver servito di guida ad altri come al 
Botero , Guichenon , Monod ed ai due Chiesa , eppercio ne notero gli 
errori piu essenziali , e siccome e provata mancante la genealogia de' Conti , 
affinche piu facilmente si possa riconoscere, ho creduto bene di collocare 
qui appresso la serie de' Conti colle loro consorti secondo Ia cronica , 
paragonandola con quella del Guichenon corretta sopra autentici docu- 
menti , e cominciando da Umberto I. 



Secondo la Cronica antica francese 



Secondo il Guichenon corretto 



Umberto I 
Amedeo I 
Umberto II 
Amedeo II 
Umberto III 



TOMMASO I 

Amedeo III 

» 

BONIFACIO 



Adelaide di Susa 
Giovanna di Borgogna 
Lorenza del Venaisino 
Gisla d'AIbon 
Metilde di Fiandra 
Anna di Zeringen 
Peronella di Borgogna 
Beatrice di Ginevra 
N. N. d'Albon 
Gecilia di Marsiglia 



Umberto I 
Amedeo I 
Oddone 
Pietro I 
Amedeo II 
Umberto II 
Amedeo III 
Umberto III 

» 

» 

» 



Ancilia 
Adila 

Adelaide di Snsa 
Agnese di Poitiers 
Giovanna di Ginevra 
Gisla di Borgogna 
MeUlde d'Albon 
Faidiva di Tolosa 
Germana di Zeringen 
Beatrice di Vienna 
Geltrude di Fiandra 



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PlETRO 
FlLIPPQ I 

Amedko Iv 



TOMMASO I 



Odoardo 



Amedeo IV - 

BONIFACIO 

PlETRO II — 

FlUPPO I — 
EO V 



ODOAnoo 



AlMONE 

Amedeo VI 



Amedeo VII 
Amedeo VIII 



Beatrice di Ginevra 
Margarita di Fossigni 
Cecilia del Balzo 

Aguese di Fossign\ 
Alice di Borgogna 
Sibilla di Bauge 
Maria di Brabantc 

— Bianca di Borgogna 

— Violante di Monferralo 

— Bona di Borbone 

— Bona di Berri 

— Maria di Borgogna 



Eleonora di Fossigni 
Alice di Borgogna 

— Sibilla di Baiige - 
Maria di Brabante 

— Bianca di Borgogna 
Atmone od Amedeo - Violante di Monferrato 
Amedeo V — Bona di Borbone 
Amedeo VI — Bona di Berri 
Amedeo VII — Maria d» Borgogna 

Da questo paragone appare che 1'autore fondossi sulla genealogia che 
conservavasi nel monastero d'Altacomba , nella quale mancano Oddone , 
Pietro ed Amedeo II , dal che derivo che Amedeo III fu detlo II e cosi dei 
susseguenti , e malamente sono riportati oppure ommessi i nomi di molle 
fralle Contesse sino ad Amedeo IV, al quale invece ne fu data una di piu. 
Egual inesattezza trovasi nelle vite di ciascun Conte \ che ora mancano fatti 
importanti , ora quelli degli uni sono dati ad altri , e poche volte trovansi 
cos\ ragionatamente esposti che loro subilo si possa intiera fede preslare \ 
e primieramente , lasciata a parte la discendenza degli Ottoni tra i molli 
da Eccard W provata impossiblle, esaminiamo le azioni attribuite a Beroldo, 
il quale il nostro cronista suppone vissuto nella seconda meta del secolo 
decimo. Favoloso e riconosciuto il fatto del Conte di Mons e la guerra che 
ne segui, e da nessun istorico antico narrata la presa di quel caslello di 
Culle: la sua gita in Provenza alla Corte del Re Bosone, morto neH'887 , 
quando Pultimo Re d'Arles fu Ugo che manco circa il 947 , e che gia dal 
933 aveva cedula grandissima parte della Provenza a Rodolfo II Re della 
Borgogna Transiurana cohche lo lasciasse tranquillo sul trono d'ltalia : 
la guerra marittima co' Genovesi e quella col Conte del Piemonte , col Mar- 
chese di Saluzzo e col Conte di Susa, in seguito alla quale ebbe Beroldo la 
Morienna, sono un tessuto di favole ed anacronismi da romanzo, che questi 
signori del Piemonte e di Saluzzo nemmen esistevano. Lo stesso si dica 
della Borgogna a lui affidata da Rodolfo III venuto a morte. Egual cre* 
denza merita quanto narra di Umberto I , che altro di vero non trovasi che 
la nascita d'un figliuolo col nome Amedeo, e la sua sepoltura nella chiesa 



(1) Hisloria gencalogica Principum Saxoniae Supcrioris clc. Lipsiac 172?.. 



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di S. Giovanni di Morianna , che nemmeno 1'anno della sua morte fu il 
1048 come scritto, essendo vissuto sin dopo il io56. Allra favola e pur 
la guerra tra il Conte Girardo di Borgogna e quello di Lorena , nella 
quale narrasi essere questi stato perdente pel valore di Amedeo I , il quale 
percio ottenesse dal Conte Girardo la sua figlia Giovanna in isposa , e da 
molti e contraddetto che egli seguisse a Roma Plmperatore, e che non vo- 
lesse presentarglisi senza la coda del suo seguito, onde fu detto dalla coda. 
II cronista porta la morte d'Amedeo al 1076, perche avendo ommessi Od- 
done marilo d' Adelaide Contessa di Torino , per la quale il Piemonte entro 
ne' dominii dei Reali di Savoia , ed i due loro figli Pietro ed Amedeo II , 
facilmente puo fargli subito succedere Umberto II. Di questo collocasi la 
morte al 1 io3, e dicesi sepolto nella cattedrale di Moutiers. Mera inven- 
zione e la vittoria di Amedeo III , dal cronista detto II , sui Saraceni , la 
morte del maestro di Rodi ( nel secolo xn ! ) , e che prendesse per arme la 
croce rossa in campo bianco di que' Cavalieri , la quale non trovasi nello 
scudo di Savoia che ai tempi d' Amedeo IV. Segue Umberto III , nella cui 
cronica sono ommesse Paspra guerra avuta col Delfino Guido VII, e le 
grandi perdite sofferte in Piemonte per aver seguito le parti della Chiesa 
contro Plmperatore Federico Barbarossa, ed invece e detto che.vedovo in 
seconde nozze , e senza prole , fu forzato dai tre Stati , che cominciarono 
ad essere tenuti molto tempo dopo, a prendere una terza moglie, dalla 
quale avuto un figlio maschio, in ringraziamento a Dio abbia fondato il 
priorato del Borghetto , da gran tempo gia esistente. E ommessa la data 
della sua morte accaduta nel 1188, solo vi si dice che fu seppellito in 
Altacomba. Comincia la cronica di Tommaso I col rapimento da esso fatto 
di Beatrice figlia al Conte di Ginevra gia promessa al Re di Francia, la 
qual cosa negano i critici; indi brevemente sono accennate le guerre che 
ebbe in Piemonte, ma non v'e parola delPacquisto di Ciamberi e delFin- 
vestitura che ebbe del Vicariato Imperiale. L'epoca della morte sua che fu 
circa il 12,33, e tacciuta dalPautore; solamente noto che fu seppellito 
nella chiesa abbaziale di S. Michele della Chiusa. A Tommaso successe 
Amedeo IV, ed il cronista ivi nomina i suoi fratelli Umberto: Tommaso II, 
al quale da un solo figlio Lodovico, tacendo di Tommaso III ed Amer 
deo V: Guglielmo morto non nel 12,36, bensi nel 1239: Aimone , Pietro, 
Bonifacio e Filippo, e le sorelle Beatrice la cui secondogenita dice aver 



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sposato Odoardo, quando che fu Enrico III Re d^nghillerra, indi gli da 
una quinta figlia , che confuse Gon Margherita sua nipote , e 1'ultima Mar- 
gherita. II Conte Bonifacio lo crede mancato nel 12.56, quando e certo 
«ssere il ia63. A questi successe Pietro, le di cui gesta sono assai confu- 
samente narrate, e che morto senza prole maschile nel 1268, lascio lo 
stato al : fralello Filippo. Qui Servion volle correggere il cronista e fu suo 
1'errore, dicendo che sedeva Papa Clemente IV quando fu dato in com- 
menda a Filippo 1'arcivescovato di Lione; ora questi ne fu investito da 
Papa Innocenzo IV durante il concilio tenuto in detta cilta nel 1246, ma 
avendovi rinunziato nel 1267 sposo Alice erede del contado di Borgogna, 
dalla quale non avendo figli elesse a suo successore Amedeo secondogenito 
del suo fratello Tommaso 11 ; e falso che assegnasse un appannaggio al pri- 
mogenito Tommaso III morto prima di lui , ed al terzogenito Lodovico , 
che fu Amedeo V che alla morte dello zio per acquetarli diede in feudo a 
Filippo primogenilo di Tommaso III il Piemonte tolte le valli d'Aosta e di 
Susa, ed a Lodovico il paese di Vaud. A Filippo mancato nel i385 suc- 
cesse Amedeo V , il quale gia fin dal 1272 era ammogliato con Sibilla di 
Bauge , dalla quale ebbe Odoardo , Aimone , Eleonora che fu moglie a Gu- 
glielmo di Chalon , Margherita a Giovanni I Marchese di Monferrato , ed 
Agnese a Gu^ielmo Ili Conte di Ginevra. Ai tempi di questo Conte piu 
calda si risveglio la guerra Col Delfino, falso pero che vi morisse di ferita 
Tommaso III, gia mancato di suo male sin dal 1283 in S. Genisio presso 
Aosta , nella qual citta vedesi ancora in duomo la tomba sua. Ecco nuo- 
Vamente che il Servion volendo correggere la cronica la guasta : essa dice 
che la guerra col Delfino fu terminata per interposizione del Papa , del 
Re dUnghilterra , e del Duca di Borgogna, e cib nel 1287 , sedendo Papa 
Onorio IV: indi che Amedeo splendidamente riceve ne' suoi Stati 1'Impe- 
ratore Enrico di Lucemburgo, e 1'accompagno a Roma a ricevere la corona 
imperiale ( e cio nel 1 3 1 2 , e fu incoronato da tre Cardinali deputati da 
Clemente V residente in Avignone ). Tra questi due eventi e vero che v'e 
*m salto di 25 anni , ma almeno non v'e errore nei nomi e nelle circo- 
^stanze. • It Servion invece cangio i personaggi , e scrisse che que' pacieri 
■furorio Papa Gregorip X e 1'Imperatore Rodolfo d'Absbourg, il quale 
tenne da Amedeo accompagnato a Roma a ricevere la corona da questo 
Papa. Continua confusione di tempi e di fatti trovando nella cronica 



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di questo Conte , per non troppo estendermi , diro solamente che la prima 
guerra suscitata dal Delfino fu terminata come sopra nel 12,87, e riaccesa 
nel 1289, fu assopita sino al 1292, ed indi furono ostilita e tregue alter- 
nate sino al i3i2, nel qual anno anche il Delfino assiste in Roma alPinco- 
ronazione di Enrico VII , e dopo la morte sua avvenuta Panno seguente 9 
piu forte si riaccese la guerra , ed allora fu che Amedeo offri di terminarla 
in particolare abbattimento. Nel i3i4 fu rinnovata la pace non gia se- 
condo il cronista, ad istanza di Carlo Re di Sicilia, ma essendo arbitri 
PArcivescovo di Tarantasia , il Vescovo di Grenoble , Filippo di Savoia 
Principe d'Acaia , ed il Sire di Valbonnais. Dopo tal fatto vediamo men- 
tovata la morte della Contessa Sibilla accaduta sin dal 1294, essendo il 
Conte gia nel 1 3o4 passato a seconde nozze con Maria di Brabante che lo 
fece padre di quattro femmine, rultima delle quali non isposo il Duca di 
Chiarenza , ma Enrico d'Austria Re di Boemia. Due anni dopo per causa 
del castello di Ambronay essendosi nuovamente venuto alParmi, duro la 
guerra sinche nel 1 322 fu conchiusa la pace per trattato di Giovanna Re- 
gina di Francia, ma non per causa della morte del Delfino gia avvenuta 
nel i3i9» Nuovamente il Servion, per maggior intelligenza de' fatti, vuol 
innestare nella cronica la cronologia di alcuni Papi ed Imperatori, e mette 
Rodolfo in luogo d'Alberto e di Enrico VII , e confondendo le epoche fa 
andare Amedeo nel i3a3 in Avignone per visitare Papa Giovanrii XXII 
ed Enrico VII , e loro chiedere soccorso pel suo genero Plmperatore Greco 
assediato in Costantinopoli dai Turchi. Questo Conte mori nello stesso anno 
in Avignone lasciando lo Stato ad Odoardo, le di cui guerre col Delfino 
sono narrate a foggia di romanzo , e terminano colla rotta avuta dal Conte 
a Varey , dopo la quale recossi nel 1 328 , non per chiedere soccorso , ma 
accompagnato da molta gente d'armi alPesercito francese cdntro i Fiam- 
minghi , e combatte nella batlaglia di Moncassel , e ritornatfdo inorl presso 
Parigi nel 1^29, di dove fu portata la sua spoglia ad Altacomba cori 
quelle de' suoi maggiori. Essendo mancato senza prole maschile , tocco U 
contado di Savoia al fratello Aimone, che da Violante di Monferrato ebbe 
nel «i334 Amedeo detto indi il Conte Verde, nel i335 Giovanni, morto 
giusta il cronista brevissimo tempo dopo nato , ma piu verisimihnente se*- 
condo altri nel i339; indi una femmina. Poscia narra la cronica che Vio- 
lante manco li i3 novembre mettendo alla luce un figlio , nia Tobituario 



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(TAltacomba la dice morla la vigilia di natale del i342. Di Aimone nar- 
rate sono solamente le guerre col Delfino Guido VIII ucciso sotto il castello 
della Perriere, e la pace stipulata dal Re di Francia tra il Conte di Savoia 
ed il successore di Guido. Ommessi gli altri fatti conchiude che mori nel 
i34a , ma v'e errore avendo testato nel i343 , nel qual anno trapasso, 
essendo vacante 1' impero, e non regnando Carlo IV come aggiunge il 
Servion , che Telezione sua non e che del 1 349. Segue Amedeo VI nato 
nel i334 , salito sul trono nel 1 e morto nel i383, e cosi vissuto 5o 
anni, dopo d'averne regnato 40; ma il Servion volendo al solito correggere 
la cronica, mise errore anche in queste date. L'antico cronista comincia col 
narrarci come il Conte di Ginevra fu rimosso dalla tutela d'Amedeo , ed 
il malcontento che ne segui , cosa con buone ragioni contraddetta dal Gui- 
chenon. Viene in seguito 1'acquisto fatto per propria dedizione d'alcune 
citta, e le trattative di matrimonio con Margherita di Borgogna, quale poi 
non ebbe effetto. Indi ci dice che il Conte in eta di ao anni mosse guerra 
ai Vallesani pel ristabilimento del loro Vescovo, e ne uscl vittorioso; in 
cio si scorge aver egli confusi due fatti diversi , le dissensioni nel i35o 
col Vescovo di Sion, e la guerra mossa nel 13-76 ai Vallesani pel ristabi- 
limento nella sua sede di Odoardo di Savoia, che trovasi in dett'anno af- 
fatto ommessa , narrando solamente la seconda ribellione del Vallese nel 
i384 vivendo il Conte Rosso. Seguono la magnifica giostra corsa nel 1348, 
1'acquisto di Gex, le guerre col Delfino e con Ugo di Ginevra, la battaglia 
d'Apres nel i354, la vendita del Delfinato fatta da Umberto II alla Fran- 
cia nel i343, ed i tentativi falti da Amedeo per impedirla , ed alcunealtre 
azioni menzionate dagli altri storici sino alla famosa spedizione in Grecia 
nel i366, nella cui descrizione alcune cose guasto il Servion, ed alcuni 
nomi trovansi originalmente sbagliati nella cronica. Questa dice che Alessio 
Imperatore di Costantinopoli ( nel 1 366 imperava Giovanni Paleologo ) 
oppresso da Amurat Re de' Turchi che tuttb Pimpero occupato aveva tolta 
la capitale con alcune citta forti , and6 verso 1'Ungheria per chieder soc- 
corso al Re Andrea ( allora vi regnava Lodovico ) , e per istrada fu preso 
prigione delF Imperatore de' Bulgari alleato de' Turchi. Queste cose in 
modo cangio il Servion da non poterle che con pena riconoscere. Le azioni 
di Amedeo susseguenti a questa celebre impresa sono nella cronica narrate 
senza importante varieta , siccome le guerre coi Visconti , la pace di Torino 



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del i38i , e'l soccbrso che condusse nel regno di Napoli a Lodovieo 
d'Angib che ne era stato da Papa Urbano VI investito, e dove avendo il 
Conte presb alcune castella , andato a S. Stefano presso Bkonto fu nel 
i383 attaccato dalla peste, che in poco tempo \o rapl ai viventi. Da' suoi 
Baroni il suo corpo fu portato in Savoia e seppellito in Altacqmha, Salito 
appena snl trono Amedeo VII detto il Rosso, condusse settecento lancie in 
Fiandra al campo di Carlp VI Re di Francia in guerra cogli Inglesi , 
ed ivi corse una famosa giostra nella quale resto vincitore. Avujo avviso 
che ijuovamente i Vallesani avevano cacciato Odoardo loro Vescovo, ritorno 
in Savoia 9 ed entrato nel Vallese lo rimise sulla sua sede. Gli altri fktti 
sono da tutti gli autori egualmente narrati , e piu amplificatamente nella 
sua vita scritta da Pietro Dupin. Mori Amedeo nel 1 39 1 , lasciando in eta 
di otto anni Tunico suo figlio pure di nome Amedeo che fu il primo Duca 
di Savoia, e 1'autore della cronica conchiude dicendo che molti guai allora 
ebbero principio per causa della sua tutela contesa tra Tavola, la madre, 
alcuni suol parenti , e va*i Baroni dello stato. 

Ecco come fu estesa la piii antica storia dei Reali di Savoia. L'autarc 
di essa segpendo esattamente la genealogia de' Conti come la trovo neiran» 
tica cronichetta latina d'Altacomba , fu nelPesporre i loro fatti meno esatto 
a misura che in piii remoti tempi avean vissuto, e per tal modo che pei 
piii antichi di essi , egli non investigfc documento alcuno , contento al ri* 
ferire le favolose tradizioni che ne correvano ; ma succedendo tempi piu 
a lui vicini piu facile eziandio si rendeva la sua fatica, e quindi fu piu 
esatto, non tanto pero che a grave menda non gli si debba apporre e la 
confusione di molti eventi, e la negligenza nel fissarne le epoche; e poiche 
indizio certo abbiamo per giudicare che egli abbia scritto dopo l'innal« 
zamento d'Amedeo VIII al ducato , cosi e danno che egli non abbia 
sino almeno a quest'epoca protratta la sya storia , che in essa avremmo 
esposti molti de' fatti di quelPillustre Principe da autore fededegno perche 
coevo ed istrutto. 



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CHRONIQVES DE SAVOYE 



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CHRONIQVES DE SAVOYE 



PROLOGVE 



Cj comencent les croniques des signieurs et de la a 
maison tres noble de Sauoje , maiz parceque 
Iehan Seruion a troue assez de corrucion alex- 
aimplajrre et par espicial de non racompter 
dont ceulx de Saxogne jssirent , prumierement 
ie ferajr jsj vng petit prologue en comenssant 
a Ottauian qui fust au temps de notre Signieur 
Ihesus Crist, et te quel Ottauian partist de Enee, et 
de part la mere des Senatourz de Rome. Et de 
la queUe progenie partirent les signieurs de 
Saxogne , et des quelz Saxoniens jssirent et 
vindrent les ditz signieurs de Sauoje , comment 
verres se lises apres. Et pourtant que trop seroit 
a dire dont vint Enee et comment ceulx de Sauoje 
en sont jssus , ie men passe et ensujuraj ma 
matere. b 

JVa pas grant temps quen escripuant les gestes 
des papes et des empereurs ie moy trouay a la 
crognique de Ottauian, le quel fust au temps de 
la naissance de Ihesus Crist, et auquel fust demonstre 
par la Sybile Turbburtine la sage ara celj qui en- 
cores est a Rome. Et la trouay comment le dit 
Ottauian estoit partis de Enee> et Enee estoit 
party de Troye etc. Maiz en suyuant les dittes 
gestes ie troay que de ligne en ligne les ducz et 
signieurs de Saxogne , dont apres illy eust trois 
Ottes empereurs, sy partirent du dit Ottauian et 
de la lignce de Enec. Et qui plus en vouldra en- 



querir ie ly responz que tous sumes partys dAdam 
et de Eue nos premiers peres et meres. 

Maiz pour mieulx deciayrier la verite de la con- 
desendence , iay troue que en lan de la naissance 
de notre Signieur Ihesus Crist deuxcent qua- 
rantedeux il eust a Golongne vng roy durapt le 
temps de Giordain lempereur, et soubz legtise au 
temps du pape Fabien xix pape, et le premier en 
nora, le quel roy eust a nom Ezeas , et sy avoit 
a femme vne tres noble femme et dame la quelle 
eus a nom Elayne. Et sy avoyent estes nouelle- 
ment faiz cristiens. Et sy creurent moult ferme- 
ment , et sy furent aucungs temps sans avoir nul 
enffant, dont la royne, qui moufr deuotte estoit, 
estoit moult dolante , sy prioit notre Signieur iour 
et nuit, quil leur donnast aucung oyr , comme il 
fiist , ainsy que verres. Et pour ce quil ma semble 
que ceste cronique fasse moult a la declayracion 
des gestes de mes tres haulx tres euxcellans et tres 
nobles et puissans signieurs mes signieurs de la 
maison de Sauoye , ie me suis voullu pener de 
prumierement mettre en remembrance la cronique 
geste et histoyre du dit Eseu roy de Colongne, a 
cause de ce que de vne pwt, de la partirent les 
signieurs Saxogniens des quelx sont partys, cotne 
ia est dit , mes tres redoubtes signieurs de Sauoye. 
Et pour non plus perdre temps , ie nen feray plus 
de narracion, ains en comenceray au dit Eseu roy, 
et de la royne Elayne sa farame, a cause de pouoir 
paruenir a la prope gesle et cronique de la tres 



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CHRONIQVES 



haulte , tres euxcellente et tres noble mayson de 
Sauoye; empriant Dieu quil ly plaise de moy donner 
grace de la pouoir parfaire et parfurnir a la loange 
de ly , et au plaisir et benyuollence de toute la tres 
noble maison de Sauoye. A la quelle loange iay 
encomencee ceste oeure, et par especial, pour la 
feruante et innombrable amour, a la quelle ie suis 
tenus dauoir a mes deuant dits signieurs mes tres 
redoubtes signieurs mes signieurs de Sauoye, a la 
quelle maison Dieu vueillie accroistre honneur, sante 
prosperite, et longue duree en habondance de tous 
biens, et a la loange de toute la court celestielle, 
ainsy soit il. 

Tres haut tres enzcellant et tres puissant et mon 
tres redoubte signieur Philipe de Sauoye, plaise a 
sauoir a votre grace, que durant votre detencion, 
ie nay pas este en ma liberte, ains suis estes foul- 
les et malmenes , a cause de votre detencion. Et 
a celle cause ie me suis mis a faire ce liure en y 
passant aucunement le dueil de ma tristesse et 
desplaysance, et empriant vng chescung iour pour 
votre deliurance, tant enuers Dieu comme enuers 
le monde, ainsy come veoir porres en la sustance 
dung petit lay qui sy apres senssuit, le quel votre 
indigne serviteur loyal a fait et compille tel quel 
et de peu de vallue. Sy vous playse a lauoir agreable 
empriant Dieu quil vous doint sante et longue vie , 
car a Vavenir ne poues vous fallir. 



Cy apres sensuist le lay de Philipe mon tres re- 
doubte signieur de Savoye le quel Dieu vueillie 
deslivrer et conforte par sa grace. amen. 

O infortune tres parverse 
Qui ta pluyne espars et verse 
Sans avoir tesme ne moyson, 
Qui tout a ton vouloir reverse 
Et tout bien anyent aderse 
Plus par voulloir que par rason : 
Tu donnes poyne et frison, 
Tout envenime ta poison, 
Soit tort ou droit faut quainsi soit; 
Cest lentree de ta mayson, 
Nya serreure ne cloyson, 
Ce clerement a lueil se voit. 

Ta diverse face descoit 
Chestung de ton buyurage boit, 
Maiz cest en grande differance , 
Ung boyteux tu faiz aler droit 
Et ung droit clonp questre ne doit , 
Vault en toy nulle asseurance. 
Pour quoy fistu aller en France 
Le noble Philipe en senffance 
Qui emprison est detenus 
Sans cause par vueil a vltrance , 
Dont trop plus qua habondance 
Sont tant de maulx depuis venus. 

De Dieu tous sumes soustenus, 



Car de mere naisquimes nus. 
Quant premier vismes en ce' monde. 
Ce non obstant suraes tenus 
Au sang dont nous sumes venus 
Par nature quen nous habonde 
Faut il queng in colliart ne fronde, 
Ne nulle chose qui redonde 
Destorne a la fraternite 
Neny bouttes tous a une unde 
Chescung vous suyura a la ronde 
Et sy aures felicite. 

Quant toute iauroye recyte , 
Nya bourc chasteau ne cite 
Qui ne cry a la recourse 
Debuoir les a adce cite. 
Loyaulte les a incite 
A y aller chescung sescoursse, 
Ce garnye naues la bouse 
Nulz ne sen dueillie ne courrouce , 
Vous trouveres des biens assez. 
Pour Dieu Signieurs moustrez secource 
A cely le quel feroit cource 
Pour vous si pouoit ce saues. 

A Seigneur qui tant sceu a vos 
Questes de la trappe eschappes 
Quaues este viel en ionesse ; 
Or ores moustres vous moustres 
Loyaulx amis ames ames 
Ne de sang ne rompe la dresse. 
Est il sagrement ne promesse 
Qui a desrompre se delaisse 
Pour materne fraternite ? 
Philipe de crier ne cesse : 
Je suis prins et tenus a lesse ; 
Aydez moy a mestermite. 

Je nose dire en verite , 
Soit en raison ou equite , 
Les haulx parlers qui partout voullent , 
Moiz ie prie a la ternite 
Que vous mette en telle unite 
Dont mieulx vallient eeulx qui sen doullent 
Et vos amours enssemble acollent 
Tellement que maluaix haboullent 
Et que tous crient a grand ioye , 
En louant Dieu ainsy quilz seulient , 
Par le pays prient et coullent, 
Vive em paix lostel de Savoye. 



EZEUS. 

Cy commencent les gestes et croniques de la noble 
et tres yllustrissime et excellente maison de Sa- 
voye. Et sy encommence a Ezeus roy de Colongne 
et a Helayne sa femme en lan de grace u c xx.ii. 

Hanciennement, en lan de la nativite de notre Si- 
gnieur Ihus Crist deux cent quarante deux, il eust ung 
roy a Colongne le quel fust battize soubz le pape Fa- 
bien XIX, et sa femme aussy, et ly fust mis anom 



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9 DE SAVOYE io 

Ezeus, et a la royne Helayne, lesquelx par avant a et la nuit vint, et celie nuyt ieust et habita le roy 

avoyent estes mescreans, et dominant toute la partie Ezeus avecques la royne Helayne sa femme , et 

de sur le Rin et Saxogne, et iusqaes a la mer de Flan- sy avint que la royne conceust vng filz par natu- 

dre, soubz la dominacion de lempereur Giordain; et relle copulacion et par divine grace de Dieu, car 

fust moult grand signieur, et ly estant serrazin ce non ia toux deux estoyent vieux. Ainst voullust Dieul et 

obstant il maintenoit iustice a ung chescung. Dont le matin la royne ne hoblia pas daller oyr messe 

apres quant il fust cristienne , et quil entendist et de tout dis requerir Dieu et notre Dame. Sy 

1'ordre de la cristienne foy, il multiplya moult en avint que en altant a leglise elle oyst cryer et 

vertus et fust moult catholique, prodons, vray ius- penner la poure femelete en vne poure maison- 

ticier, crueux a punir les mauluaix, doux et mise- nette quiestoit en allant vers la ditte eglise. Et 

ricors en cas de pitie , aymans vertus et remplis quant la royne loyst ainsy doloser , elle fust co- 

de toutes bonnes meurz. Ce tel estoit, la royne sa meue de pitie , et entra dedans la maison et w* 

femme ne lempiroit de riens, ains estoit reamplie contenant elle cogneust que ce estoit la femme qui 

de toute charite et quazi comme toute dedie a avoit este le iour deuant en lourage, et inconte- 

Dieu tellement quelle visatoit les malades , et mes- nant que la royne ly eust mis les mains sus elle 

me les confortoit de ses ognemens et buyurages h deliura et enffanta asses legierement , et fist vng 

desbers et de medecines, et les souvenoit en leurs filz: et quant elle fustdeliuree et elle escria a haulte 

necessites : elle reuestissoit les poures , visitoit les voix: royne, ainsy taviegne comme ie lay requis; et 

hospitaulx, leur amenistroit leur viande et faisoit la royne ly dist: mamye, et quastu requis? — Dame, 

pellerinages, ieunoit, donnoit ausmosnes: en effait quant vous me feistes la cortoysie et que me os- 

elle se penoit dacomplir les oeures de misericorde tates la charge que porter ne pouuoye, et ie mage- 

et seruoit Dieu de tout son pouoir. Ainsy furent noUiay , et requis a Dieu et a nostre Dame de bon 

vng temps ensemble le roy Ezeus et la royne He- cuer , que en tel estat puissiez vous deuenir que 

layne, sans auoir nulz enffans ; et comme nature iestoye: et la roine rist, et puis fist batizer lenffant 

desire dauoir naturelle progenie et hoirs, pour et ly mist a nom Alain pour son nom questoit 

suscesdir tant au nom comme aulx biens, la royne Helayne; et sachiez que ce Alain fust puis valliant 

Helayne requist vng iour au roy Ezeus quil ly et prodome, et laymarent moult le roy et la royne. 

plaisit de voloir faire vng veu a notre Signieur, De iour en iour le temps passa, et la royne si sa- 

afin que notre Signieur Dieu leur donnast lignee. pereeust quelle estoit enceinte sy loa et seruist 

Le roy Ezeus ly outroya: le veu fust tel quilz voyeent moult notre Signieur. Ainsy se tint sans aultre 

a Dieu et a notre Dame, que se il leur donnoit vng c chose fuire qui a conter face iusquez au parture- 

enffant, qui il fonderoyent vne eglise a Colongne ment de lenffant. 
en lonneur de Dieu et nostre Dame , fondee en 
chanoynes et en prestrise honnorablement. Et estre 
fait ce veu ilz le firent amettre en escript, et en 

balliarent leurs lettres cellees. Ce non pourtant THEZEUS. 
la royne natendist pas quelle fust enceinte, ains 
de vne grande confidence quelle avoit a Dieu et 

a notre Dame, elle fist a encommencer le fonde- De la naissance du Jilz 'au roy Ezeus 

ment de la ditte eglise de notre Dame , laquelle qui eust a nom Thezeus et naisquist bossu. 
est encores au ieur dehuy appellee notre Dame de 
Colongne. Et elle mesme il aloit, et se aydoit a- 

vecques les aultres femeletes, et les aydoit a char- Au chief de ix moys la royne Helayne sy acou- 

gier le mortier les pierres et aultres choses ne- cha dung filz, maiz tant y eust quil naisquist tout 

cessayres. Vng iour aduint que vne simple poure bossu et lestoit sy tresfbrt, que quazi la bosse 

femme vint la pour gagnier sa vie , et celle ditte d passoit la teste. Le roy loa Dieu et envoya querre 

femme estoit fort enceinte, quazi apres dacoucher, larceuesquez de Colongne, et le fist batizer et ly 

et celle femme se print a ouurer et a trauallier mist a nom Thezeus. Lenffant fust norris comme 

tellement quelle suoit, et la survint la royne, qui la apartient a filz de roy , et sachiez que combien 

regarda, et fust commeue de pitie, et ainsy quelle quil fust contrait, sy estoit il tres vertueux en son 

vist que la ditte femme vouloit chargier du mor- enffance ; et quant il comenssa a iangullier , tou- 

tier sur sa teste, elle accourust pour ly aydier et tes ses parolles estoyent honestes et son maintient 

en ly aydant elle loyst plaindre, sy retint le mor- nestoit pas denffant, ains se contenoit en homme. 

tier en ses mains, et ly dist: mamye, reposes vous, Et quant il vint de vi a vu ans, le roy losta aux 

car vous nen saures pas mains payee. La poure femmes et le ballia a deux moultz vallians philo- 

femme saiognillia et requist a notre Dame que , sofes et bons clers, lesquelx lendotrinarent aprin- 

par sa grace , autant empeust avoir la royne en drent et tellement, que avant quil vint en son xv 

son ventre comme elle y en avoit , et la royne annee il sceust les vn ars et aprint tellement quil 

qui ia loings delle estoit la vist a genoulx sans savoit respondre a toutez questions : cil ne fust pas 

oyr ce quelle disoit, elie dist amen. Le iour passa prince sans lettre, que dit azie, asnes coronnes. 



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II 



CHRONIQVES 



13 



Comment le roj Ezeus ballia son filz 
en gouernement a la noblesse de son pajrs. 

Le roy Ezeus voyant , et considerant les vertus 
et bonne menrs lesquelles multiplioyent en son filz 
Thezeus, il looit Dieu, et combien quU fust contrait 
et bossu et tres laid de vision , il disoit : « beau 
» sire Dieu, qui tout as fait et forme a ta volante, 
» ie toy loe de ce filz quil ta pleu a moy donner: 
» sy toy prie et requiers quil toy playse quil soit 
» bon, car bonte se passe bien sans beaulte, maiz 
» beaulte ne vault guerres sans bonte. » Ainsy so- 
uantes foys penssoit le roy en son filz , et le faisoit 
assez souuant deuaut ly venir, et ce non obstant quil 
estoit tres laid, la doulceur de ses parolles, et la 
gracieusete de son maintient le faysoyent estre sy 
tres plaisant, que toux ceux qui loeent parler nen 
pouoyeut estre saoulles. Vng iour le roy le print 
en sa cbambre seul a seul et ly dist: « beau filz, 
» quest votre intencion de fayre ? ie suis meshuy 
» vieux, sy vouldroye volentiers pouruoyr au gou- 
» uernement de notre royaubne, sy men dittes ce 
» que vous en semble , car mon volloir et mon 
» intencion seroit de vous mettre en mon lieu et 
» de vous resiner la coronne du royaulme, comme 
» a mon vray successeur et loyal oir. » Quant 
Thezeus oyst le parler de son pere et signieur, il 
mist genoil a terre et dist emplorant : u a , mon- 
» seigneur, tres redoubte monseigneur mon pere, 
» ce nauiegne, ne a Dieu ne playse que ie le 
» sueffre en vostre viuant, car se il playst a Dieu, 
» vous vivres encores longuement et se pendant 
» ie ensuyuray votre gentilesse et la noblesse de 
» votre pays pour aprandre tant en armes, come 
» en la conduytte des aultres choses, afin que ie 
» puisse acquerir la benivoilance de vos pays, du 
» maindre iusquau plus grand. » Et quant le roy 
oyst sa response il loa Dieu et iust moult ioyeux. 
Sy manda tantost aulx barons et noblez de son 
pays , et leur ballia Thezeus son filz en gouerne- 
ment pour laprendre en armes. 



Comment les signieurs et gouerneux de Thezeus 
le menarent a la chache , et comment il devint 
beaulx et droit de son corps. 

Quant les signieurs barons chivalliers et escuyers 
heurent prins Thezeus le filz du roi en gouerne- 
ment, vng chescung se penoit de le mieubx seruir. 
Si avint vng iour quilz desliberarent de le mener 
a la chasce, comment Uz firent. Et ainsy en che- 
nauchant il avint que les ditz nobles parloyent de 
la fillie a lempereur Valerien qui lors regnoit, et 
sachiez que depuis Giordain lempereur XXIIII il 
y eust trois empereux iusques a Valerien, cest 
assauoir Philipe, Decyo et Gallus les quelx ne re- 
gnarent de xhii ans iusques a Valerien. Or avoit 
ce dit empereur Valerien, qui fust le xxvn empe- 
reur, vne sy tres belle fillie que la voix de sa beaulte 



a en coroit par tout le monde , et de celle fillie et de 
sa beaulte parloyent a la chasce les ditz nobies qui 
aloyent et cheuauchoyent avecques Thezeus. Et 
ainsy que Thezeus les oyst parler il leur print a 
desmander: mes signieurs, de quoj parlez vous? et 
vng chiuallier arrogant, fier et orguiliieux ly dist: 
sire bossu, que vous empeut il chaloir? Et lors The- 
zeus de grant despit sy sesuertua et estandist sur son 
chiual, et reclama Dieu et notre Dame tellement, 
que leur grace sespandist de sur ly, et incontenant 
il devint beaux et droys, et tel quil neust en sa 
compagnie nul plus bel ioyne de ly. Et quant ce 
vist le cheuallier il dessandist ius de son palafroy, 
et se mist a genoulx et ly crya mercj; maiz The- 
zeus ly dist beninement: « Dieu vous perdoint, car. 

b » quant a moy ie vous en scay bon gre, et Dieu 
» vous doint sa grace, car la mienne aures vous a 
» touiours; maiz par ia foy que vous deuez a mon- 
» seigneur le roy mon signieur mon pere, or moy 
» dittez de quoy estoit ce dont alors vous parliez. » 
Et le cheuallier tout honteux ly dist: « monseigneur, 
» sachiez certaynement que nous parlions de la 
» tres belle fillie de lempereur Valerien, laquelle 
» est nommee la belle Yzobie, et dist on que au 
» monde , tant sa quant dela mer, il na nulle sy 
» beUe creature. » Et lors dist Thezeus : Sainte 
Marie , peut il estre vraj ce que vous dittes? et 
les aultres signieurs ly disirent quil esloit vray e% 
certain. Et adonques il leur desmanda ou pe en 
quelle cite celle tant belle dame se tenoit et estoit, 

c et ilz ly respondirent queUe estoit en Gostantinoble. 
Et lors Thezeus encommenca a penser moult du- 
rement, tellement que. la face ly pallist et ableuist, 
et se tint vne piece sans mot dire. Quant son mes- 
tre gouerneur le parceust, il cogneust bien quil 
avoit aucune chose sur le cuer, et doubta que au- 
cung mal ne souruenist sur sa parsonne, sy ly dist: 
« a , monseigneur , et quesce que vous aues , ne 
» vullies prandre quelque ennoy de riens que se 
» soit, et se aucune chose avez sur le cuer et U 
» vous plaist a le moy descourir, ie vous iure 
» ma loyaulte que ie vous ayderay a en venir a 
» chief. » Feres, dist Thezeus: et U respondist oj 
seurement. Or gardes, dist Thezeus, que tant que 
vous vous ames, que a nuttuj vous ne descouris- 

d siez le secret que ie vous diraj. Et il dist: mon- 
seigneur, nen doubtes- Et lors Thezeus ly print a 
dire : « Sachez certainement que des lors que ie 
» oys parler de celle tant beUe dame de la fillie 
» de lempereur, que mon cuer fiist sy ardentement 
» espris de sa mour, que ie ne say que fayre doyege; 
» sy vous prie comme a mon cher et loyal mestre, 
» que en ce moy vuUiez conseiller et adressier, et 
» cest tout. » Quant son goucrneur lentendist, U 
doubta de sa personne, et pour le pouoir fayre oster 
de ce dur panssement U aduisa, que cestoit pour le 
mieulx, de ly conforter quil lalast voir, et que cestoit 
legiere chose affaire, et quil ncn doubtast de rien, 
car cestoit chose legiere affaire et quil en viendroit 
bicn a bout. Quant Thezeus oyst ses parolles, il se 



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»3 

reprist a soy mesmes et se mist a faire bonne chiere, 
et cfaeuaucharent tant au retour de la chasce quilz 
vindrent au gitte a Ayex en Alamagne quest em- 
pres Golongne, et la U fust receu comme le filz 
de Ieur naturel signieur et desmenarent toux grande 
ioye de la grace que Dieux avoit fait a Thezeus , 
et ly firent moultz des presans, et desmora la toute 
celle nuit et lendemain, et fist chanter aulx eglisez 
et fist moultz de loanges a notre Signeur et re- 
marcia les bonnes gens de la ville comme bien le 
sceust faire, maiz ce non obstant il noblia pas son 
pancement, ne la promesse de son mestre, et quant 
ilz nestoyent quentre eubx deux cestoit tout dis la 
premiere et la moyenne et derriere parolle que 
de \a belle Yzobie. 



Comment le roj Ezeus receust les nouelles que Dieu 
avoit fait tant de grace a son jilz Thezeus quU 
estoit deitenus droit. 

Subitement que Dieu eUst donnee sa grace a 
Thezeus quil fust devenus droiz, les signieurs prin- 
drent vng message et lescriuirent et manderent au 
roy et a la royne, et lors il monstra bien quil estoit 
tres cristien roy, et mist les genoubx a terre et pa- 
reilliement fist la royne, et loarent Dieu emplorant 
et en le remerciant de tout leur cuer. Et la fist 
le roy sa loange a Dieu , et dist ainsy : « a beau 
» sire Dieu tout puissant , qui toutes ehoses feis 
» bonnes a la volante, qui creas le ciel et la terre, 
» qui formas les quatre elemens, qui donnas estre 
» a toute creature , qui meis ordre aulx celes- 
» tiaulx et mondaynez choses , qui ses la pensee 
» des cuers , et tu es celluy , a qui riens ne se 
» peut celler, ie toy prie que tu moy donnes grace 
» de toy pouoir et sauoir remercier , et quil toy 
» plaise, que ainsy quil ta pleu de faire mon filz 
» beau , que tu le faces bon et vertueux , car 
» beaute sans bonte nest chose valliable; et pour 
» tant, mon tres douxDieu, ie toy recomande laumc 
» de cest enfiaut et son corps, et ne vueilliez re- 
» garder a nos pechies , ains veuilliez ovrer ce- 
» lont ta misericorde , amen. » Et pareilliement 
feist la royne son oreyson secrette , et puis in- 
contenant furent mandez larceuesques et la clergie 
de la cite, et furent ordonnees les processions 
generalles a lendemain, lesquelles se firent moult 
deuottement, et y allerent le roy et la royne, no- 
bles , bourgioys f et de toux estas en grande de- 
uocion. Et la fust fait vng sermon qui prescha en 
desclayrant la diuine puissance de notre Signieur 
Ihus Crist, et en aumentant la fermete de notre 
foy cristienne qui encores par lors estoit moult en 
erreur emplusieurs creatures , lesquelles nouelle- 
ment estoyent cristiannes, maiz ce miracle les con- 
ferma moult a la foy de Ihus Crist , et alors fu- 
rent ordonnes prescheurs lesquelx deussent pres- 
chier aulx iours des dimenches et feste par les 
eglises continuellement. 



DE SAVOYE 14 

a Comment Thezeus ariua a Colongne, et quil en- 
contra le rojr et la rojrne et toute la procession 
qui se faisoit. 

Thezeus et sa compagnie errarent tellement 
quilz vindrent a Colongne a leure de la proces- 
sion , et sy avint tellement que Tbezeus rancontra 
le roy et royne au deuant de lospital de Colongne 
auecques larceuesques et toute la procession, et 
incontenant Thezeus mist pie a terre deuaut la 
croix, et puis vint au deuant du roy et de la royne 
et senclina et fist la reuerence comme il lapar- 
tenoit Maiz vnques le roy ne la royne ne delais- 
serent a faire leur deuocion, et quant Thezeus vist 
ce, il et toute sa compagnie enssuyuyrent la pro- 
b cession iusqua ce que il vindrent a la mere eglise 
et que la benedicion de Dieu fust donnee par lar- 
ceuesque. Et quant ce la fust fait , Thezeus vint 
deuant le roy et mist le genoil a terre, et le roy 
emplorant de ioye le baysa et receust entre ses 
bras moult doulcement et puis ly dist: ceUy qui 
ta fait beau te face bon. Et puis Thezeus ala vers 
la royne et fist parelliement et tout le peuple plo- 
roit de ioye, et ne se pouoyent saouller de le re- 
garder et cryoyent toux: Dieu soit toes, Dieu soit 
loes. Leure fust tarde, car pres fust de mydy, sy 
print Thezeus la royne sa mere et la mena par 
dessoubz le bras iusques au pallaix, les tables fu- 
rent mises , disner fust prest a comble mesure et 
acourt overte, clerons, trompetes, menestriers et de 
c toutes manieres dinstrumens y estoyent plus que 
lon ne soroit dire. Apres disner lon dansca et fist 
on grande chiere: il ly auroit beaucop a dire qui 
tout vouldroit raconter. Apres lon soupa, et apres 
soper lon ala couchier, maiz le bon roy Ezeus 
qui tout dis avoit le cuer a Dieu, ne soy hoblya 
pas, ains manda a larceuesques quil feist faire les 
processions trois iours durant, comme il fist, et la 
continuerent durant les trois iours a la loange de 
Dieu. 

Comment Thezeus fist faire vng tornojrz ei beurdis, 
auquel vindrent mouUz de haulx barons et de 
noblesse de toutes pars. 

d La nuyt estre venue et le congie prms apres le 
soupper et les dances, Thezeus dist a son maistre: 
« vous coucheres auecques moy, car ainsy le vueil, 
» et sachez que iay en vous parfaitte fiance que vous 
» mayderes a venir a bout de la chose que ie en 
» ce monde desire le plus. » Son mestre ly dist: 
» monseigneur, soyez certain que iusqua mort ie 
» moy penneray a vous seruir et complaire, sy vous 
» hobeyray a mon pouoir a votre honnour et prou- 
» fit. » Iensuis certain, dist Thezeus; or allons de 
part Dieu couchier. Lors sen entra Thezeus en sa 
chambre , et se fist a desabillier par les chamb- 
riers, et avoir aporte le vin du couchier chescung 
vuida hors de la chambre, et Thezeus estre couche 
fist son maistre acouchier empres ly. Et lors en- 



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i5 

comensea Thezeus mouU dorement a souspirer, et a 
§on maistre ly dist: « a monaeigneur, quest ce que 
» vous avez ? vous deussez estre le plus ioyeux homme 
» desoubz les cieulx , et il me semble que vous 
» pregnes peussemenk - A, dist Thezeus, mon beau 
u maistre, aves hoblie ce que promis maues tou- 
» chant le fait de la beile Ysobie? » et lors son 
maistre rist et ly dist: « et comment, monseigneur, 
» vous ensouient il encorez ? - Coment, dist Thezeus , 
» ce il men souient ? oy U men souient , et so- 
i, ne iamaiz nauray bien iusqua ce que 



b iaye fait deuoir de la pouoir veir. » Quant son 
maistre lentendi&t, il cogneust que ce estoit acertez, 
sy dist : « monseigneur, or vous dormes et repo- 
» sez/car de tout viendrons bien a bout - Helas, 
» dist Thezeus, mon beau mestre, vous maues mis b 
» en grand douttance quant vous mauez dit se il 
» men souuenoit encores, maiz maintenant vng 
» peu moy reconfortes quant vous dittes que nous 
» en viendrons bien a chief, car ce ainsy nestoit, 
ft sachiez que morir me faudroit. » Quant son mais- 
tre vist que cestoit adcertes, il ly dist: « monsei- 
» gneur, or vous dormes et reposes, et demain 
» nous y mettrons tel commencement que a laide 
» Dieu la fin en sera bonne. - A, dist Thezeus, Dieu 
» le vueUlie, maiz certainement de dormir ne moy 
» parles, car iusqua ce que vous mayes donne au- 
» cung bon conseU de pouoir paruenir a chief de 
» ceste bcsoingne, ie ne porroye dormir, ains suy 
» en telle fason que ie ne scay quoy faire, sy ne 



CHROMQVES 16 

» rons auis et conseil au desmorant » Quant The- 
zeus oyst son maistre ainsy parler, il fust tout re- 
couforte, et ly dist: « a mon beau doulx maistre, 
» benoitte soit leure que vbus naisquistes , car 
» certaynement a votre conseU ie moy tiens ,' et 
» tout ainsy comme laues dit et ordonne ie le fe- 
» ray r a laide de Dieu; sy vous prie, mon mestre, 
» que nayes par mal si ie ne vous ay laisse dor- 
» mir, mais encores vous requerray ie daucune 
» chose, et puis dormirons, sy vous prie que moy 
» vuUiez ottroyer ce de quoy ie vous requerray. » 
Et le bon chiuallier respondist: « ee naviegne quil 
» faliie que moy requeriez, car a vous est du co- 
» mander, et a moy est de hobeir. » Lors dist 
Thezeus : « ie vous mercye ; er sauez vous que 
» vous mauez outtroye, vous me creanteres et pro- 
» metteres que vous ne mabandonneres , ne de- 
» laisseres durant ce voyage, ne aussy iamais , et 
ie vous promez que ie vous tiendray comme 



» maistre, frere et compagnon; » et le cheuaUier 
ly promist et creanta en le remercyant de lon- 
neur quil ly faisoit : et estre faite la promesse , 
ilz sendormirent et reposerent iusques au leuement 
du roy et de la royne. A lendemain , le soloeil 
estre leues , se leuarent Thezeus et son maistre , 
et sabiUiarent et assenarent tous deux de mesmes 
le plu$ cointement quilz seurent, ne peurent, et 
puis vindrent au leuement du roy. Et quant il 
fust deuant le roy, U ly donna bon iour en fai- 
sant la reuerence quapartient de filz a pere , et 



» moy parles de dormir. » Quant son maistre vist c le roy le salua moult doulcement , comme celly 



et cogneust quil lauoit la puce damours en loreUlie, 
et lors il print party , et ly dist : esse donques 
adcertes , monseigneur : et Thezeus respondist et 
dist, ojr seurement, mon beau maistre. Et lors se 
print a parler son maistre qui moult sage chiual- 
liot estoit, et ly dist: « or entendes, monseigneur, 
» 



qui voiantiers le vist, et puis se mist au chemin 
pour aller oyr la messe en la chapelle du pallais 
mesmez , et puis la royne vint apres 0 ses dames 
et damoyselles, et la fust chanter la messe soUen- 
neement a grande compagnye de chantres a toute 
melodie : et loffice estre fait, le roy vint en la 



quant se viendra demain apres la messe, et que sale de parement, et la deuisa vng petit avecques 
m le roy sera assis a table , vous viendres deuant sa noblesse , et moult se delitoit a la contenance 
» le roy et deuant toute sa compagnie , et sy ly de son filz Thezeus, car moult estoit de beau main- 
» prieres quil vous donne vng don, et ie say quil tient , et moult doulcement se conteneit. Les ta- 
» ne vous refusera en ryen, et lors vous ly dires: bles furent dressees, et le disner et mengier prest, 
» — mbuseigneur , ie vous requiers et prie quU le roy et la royne lauarent, et puis sassistrent, et 
» soit de votre plaisir de vouUoir faire crier vng quant Uz furent assis, le roy dist et comanda a 
» tornoyement , beourdis , et ioustes , et vng as- Thezeus quil sassit. Et lors vint Thezeus devant la 
» semblement de noblesse, tant de vos pays, comme d face du roy et lung des genoilx a terre , et dist : 
» daultres lieux, ensemble dames et damoyseUes, « A, monseigneur, humblement ie vous suplie quil 
» afin que puissions veoir vne partye de lassem- » soit de votre grace , et quil vous playse a moy 
» blement de vostre noblesse, et ausy comme ainsy » outtroyer vng don, lequel ie vous ai a requerir, 

» et lequel de deuoir il faut que ie face. » Et le 
roy qui le vist tant doulcement parler, et tant 
plaisantement estant en sa contenance, ly ottroya, 
et dist : « mais que ce soit celont Dieu , et deust 
» il couster la moytie de notre royaulme, notis le 
» vous ottroyons; » et Thezeus le remercya moult 
ainsi que bien le sceust faire. Et puis dist en 
hault, tellement que vng chescung le peul bien 
oyr : « monseigneur le roy , vous mauez done et 
» ottroye de moy mettre empoint pour aller fayre 
» vng voage oultre la mer, et ausy que afin que 



» soit , que quant Dieu eust feit miracle en vous 

» que vous voastes vng veu lequel il vous est ne- 

» Cessayre de randre et acomplir, et ce estre fait, 

» vous pourres eslire et cernir esleccion de vos 

» nobles pour vous acompagnier et conduyre , et 

» cfe croyre me voullez , a nul qui soit vous ne 

» descoureres votre entencion. Et par ce moyen 

» le roy vous furnira de finances, de nefs siglans 

>> du Rin iusqua la mer, et de lentree de la mer 

» iusqucn Gonstantinoble , et Ia vous pourres veoir 

» celle quc tant defires, et en voagiant nous au- 



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1*7 



DE S.VVOYE 



18 



» vng chescung , qui vouldra faire le passage , se a w notis voullez voUs delaisser ? au moins attendis- 

» puisse m#ttre empoint; monseigneur, se il vous » siez que nouS fussions mors efe paruenus ehl 

» plaist, tous feres acryer et mander partout, que » paradis , et puis feissiez ce qtie bon vous sem<- 

» par tOut le moys de mars qui vient , que vous » bleroit ? sy vous prye tant que ce puis et qtie 



» tiendres court overte a votre hatit doys, dt que 
» la se fera vng tornoyx et behordis, et ptiis apres 
» ioustes ensembte le festoyement des dames. » 
Et quant le roy loyst ainsi parler, il fust moult 
contant , de lung des coustez pour ce quil voyoit 
sy vertueux corage , maiz daultre part moult ly 
desplaysoit sa despartie , car cestoit le baston de 
sa vielliesse; maiz ce nonobstant il ly outtroyat et 
•ptiis ly comanda quil sasist au maingier, et sy fist 
lors oyssyez sonnef trompettes et clerons et coras 
serrasinoys, menestriers et saquebontes, et de tou- 
tes manieres dinstrumens , tellement que tout en b 



» faire le scay que ce possible est que VOus destor-* 

» nez de ce voyage. » Et Theseus ly dist : « a ma 

» dame pour Dieu mercy car ce ne peust estre , 

» maiz confortez vous car, a layde Dieti, ie vous 

» reuerray embrief et a tel ioye que vous aures 

» catise destre ioyetise et contente. » Quant le roy 
oyst ce que Theseus disoit , il dist : « ie prie a 

» Dieu quainsy sok il; or sa^ beau filz, 11 vouS fatit 

» pourvoir; veez vous cy quatre dofires do finatices, 

» et veez cy vng coffre plain de ioytiulx, sy vons 

» gouernes sagement et alles a la garde dieu, et 

» dieux et notre dame, qui tant vous ont fait de 

» grace, vous condtiyent maytient et ramaynent : » et 



retentissoit : la feste fust grande trop plus que lon 

ne seroit raconter. Et apres disner lon dansca et fist puis le baisa et ly donna la benedicion de Dieu 

on haidte et ioyeusse chiere, et heraulx furent en- et la sienne. Et puis la royne la proucha et le 

voyez partout, en vint ia nouelle du tornoyement, baisa et ly donna vng charboncle , le qtiel dtitig 

sy y vindrent, au iour nomme, signeurs et chiual- inestimable prts , et de moult grande value: Et 

liers de toutes pars et nobles gentilz hommes. Et ainsy print Thezetis congie dti roy et de la royne 1 , 

quant ce vint au iour assigne Thezeus print onze et puis sen mofita sur ie rin atout plusetirs bat- 

cbiu&Iliers atiecques ly, dont son maistre fut lvng teaux de aune doulce, et voyagia tant quHlvint a 

des princepaux, et furent toux douze abiliez pareil- la mer de haulatide, et la il print deux carraqueS, 

liement, et Dieu voulust que tous le firent moult chescunne de cinq cent bottez, et puis les arma et 

bien, maiz sur tous aultres Thezeus le fist oultre adouba moult bien et puis monterent sus ly et soti 



mesure tres bien et tellement, que de ceulx de de- 
dans ii emporta leprins: la feste dura huit iours, 
tant du behordis , oome en ioustes et en dances et 
festoyemens. Maiz ce nonobstant Thezeus et son 
mestre faysoyent leur appareil tant de nefs , comme 
danltres choses. Et le roy sen apperseuoit bien, ain- 
sy estre la feste aoomplie , chescung retourna qui 
sa, qui la, ou bon ly sembla, et prindrent congie 
au roy et a la royne et a Thezeus et aulx dames, 
et ilz les remarciarent. Et eulx estre partis, et The- 
zeus choisist ceulx qui bon ly sembla, et puis se 
uiist en appareil ; et quant il vist que tout estoit 
prest , vng iolir il vint vers le roy , et ly dist : 
« monseigrieur , quant il vous playra vous moy 



maistre et totite sa compagnie, et siglerent par la 
mer tellement quilz paruindrent atit port cle Con- 
stantinoble et la desmorarent celle nuit sans entrer 
en la ville. 



de vous. 



ComtnSnt The&eus entta en la viilede Constanti- 
noble deguise cofnme ung marchand de ioydiud, 
et son maistte avecques Ijr comnte variet , et 
delaysserent leurs nefi hors de la -viUe en ta 
mer. 

ThezeuS et sou maistre nauoyent pas souiotirtie 
de parler et de deviser , comment ilz feroyent , 
» donres licence et congie pour pouoir acheuer tout au long dd leur voyage, et comment ilz pour- 
» mon voyage. » Et le roy ly dist: « faut il don- royent veoir la belle Yzobie fillie a lemperetir. 
» queS que ainsy soit? Oy, monseigneur, ce il Et teliement esploytarent et firent comtne vous le 
» vous plaist. Or soit de par Dieu, et ie le veux: porres oyr ci apres. 

Or attendez iusque demain , car il fatit penser Quaut Thezeus fust tant aprochie de Constantino- 

ble qtiil peust voir la cite et le palaix, le cuer ly crust , 
et entra en dtir pancement, car amours lesmeureut 
tellement, que quazi il fust destourne de son sen- 
timent, et devint pale et terny. Et son maistre qui 
le regarda, doubta moult de sa parsonne et lescria 
et dist : a Thezeus 6u est la fermite de ton sen- 
tement, et Thezeus quant il entendist que celly qui 
tout dis lauoit appelle SlgUieur lappella par Son nom, 
ii tressallist et respondist: mon doulx mdistrt ie suis 
cy nayez paour. « En tlom de dieu, dist son maistre, 
* vous etes cy voyrement, mais vostre cuer et pan- 
» cement sont aillietirs, of refermez votre cOfage et 
« monstres que vous Soyez homme et nayez nulle 
» doubtance, car seurement, nous en viendrons a 

3 



Comment Theseus print congie de son pere et de 
sa mere , et comment ils ly donerent or argent 
et ioyaulx. 

Quant ce vint a lendemain, Theseus vint ati leuer 
du roy et ly donna bon iour et puis vers la royne 
et fist pareilliement Et lors pour sa desparlie ne 
le roy ne la royne ne ly peurent dire riens, mais 
a chief de piece, ia royne iy dist emplorant. « A 
» soustenal de nostre vieliiesse, et lapuyal du bas- 
» ton vostre pere ou voullez vous aller? pour quoy 



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20 



CHRQNIQVES 

te *** Or'u Uur -™« s, bi.u quil* ™, eu 1™^^ veallent Mhetter «. «oir de 

TO, r«coy soub* U oooerture d« rne roche, e, I. ysy 4 D „,„„5^««,. » 

S^JLt-h-. ancrcs, «> puis «— *-> " ™ Z^ust^ parler U M moul, 
m.is«r« s« degwsereu, en „ ie stt ? „L,urier, «, se Uy — • 

e, prindren, m« purtU d«s mdhaurs my.ux q«d «t V ^ eur et . s& 

heura.» «, P»U monlarent snr 1« barquo «t s« » cbose qu p r _ ^ ^ me 



neureni- ct. r , ">^ — - - 

mistrent dedans Constantinoble , et eulx cstre ari- 
T ies Uz desmandarent au mUlieur logis et .1 leur 
fast monstre, et la logerent par ceUe nuyt. Quant 
le iour vint et tans fast de leuer, et Thezeus en 
«uise de marchant print son mestre comme son 
varlet, et allerent a Sainte Souphie oyr la messe, 
et quant ilz heurent oye la messe , et Thezeus se 
print a marcher avau la v itte , comme marchans 
« . _„ i «.«'11 nassa Dar 



, fiUie , au nom dieu soit , et sy vous dis vne 
M chose , car vous ne perdres pas vos pas et 
» teUement satisferay a votre payne que vous 
„ vous en loeres. > Et l'orfeure respondist : cest 
du mains , et tant ly plaisoit le parler de The- 
zeus qu'U ne soy povoit saouller de lescoutter 
e reglrder; sy avJ qu'U dist a Thezeus: fa- 
sire ou estes <vous logiez , et Thezeus respondxst. 



print a marcher avau la vitte , comme marchans stre ™ ° ^ * ne 

ont de coustume , et sy ly avint q«'U passa par b p ar bonefoj ne^J, £ auoirung 

.ne rue ou lorfeure de 1'empereur tenoitson etaU f™™*^^* de grande importance. 

U regarda dedans louroer et vist que U ly avoit £ **"f"T J£ ^ vous aures 

vn Lnd tas de compagnons bessongnans, et sy Et lorfenre ly dis^. ce P ^ 
le dit maistre orfeure — 

st si^V^ - — ie — - 1=1=; 

1 1.. r.n^i np.nst faire. E 



dant ce aucunne chose ly falloit quil peust faire. Et 
Thezeus ly dist oy; « mon beau mestre, sachiez que 
» ie suis vng aventurier marchant de ioyaulx et sy 
„ ayaucunes pierres de grande importance a mettre 
» en oeure et se moy vouttez traiter cortoysement 

- . T?* l/>J*niirs mil ifiS 



vouUust faire voyre pour le bien payer et contenter, 
et il ly outtroya; et a ceUe heure Thezeus d.st a 
son varlef. aUes etcontentes notre hoste largement 
et faUtes apporter nos bagues. Et Torfeure dist : 
sire nous disnerons prumierement et pwz d le 
1 f_.-,;» TKp».ftus dist : comme 



» en oeure et se moy vouttez traiter cortoysemem «r« mm. -- » - r fa dist . comme 

vous aures de mon argent. . Et lorfeure qui les porra fure a beau fa*r, et ^ ^ 

couu empenssant den mieuly valloir, le receust cor- U «J^ - ^^ de tOute' manieres, 

toysemeni et le convoya a boyre en sa ma^on, et habondantement et de & ^ 
Thezeus y alla moult voulantiers. Et son ma.stre, c matae gr^ ^ ^^Ures espices aroma- 

q ui lors estoit son vaxlet, se tenoit la loings non ,oyse, musc amb« grise e^ ^ ^ 

Lant semblant d'aucune chose , ce non obstant ^^^^t peu ^eulx faire; et en 

quil sembloit au maistre orfeure quil fust moult qud e^o , d ^ ne ly eus p ^ ^ 

tomme de bien, et ausy qu'U veoitque son mawtre dunant Uz parlerent de ^ ^ ^ ^ fc 



se fyoit de ly, sy le fist boyre et ly fist cbere 
Apres moultz de paroUes Thezeus dist a 1'orfeure . 
mon beau mestre vous plaist il a veoir aucune 
chose de mes besongnes, et 1'orfeure ly dist, le les 
verraj voulantiers, etausy ce cest votre plaisir te 



msnani iu pui^. — ^ .. i 

sesbayssoit l'orfeure du grant sens questort en ^ 
veu que sy ioyne estoit. ApTes disner 1'orfeure ly 
fist ordonner vne chambre tapisee de tapis serra- 
zinoys et de soye a pluseurs ovrages , et pu« ly 
dist: sire marchant ie men voix parler a lempereur 

. . -ii „~ frtifo /tnnnrter 



■verrar voulmtiers, elamj ce cest votrepumr te oisv. » „.„^ n , alter faire apporur 

voJen momtreray tant ie, myennet -« * pourvo»,,*? porre, «MM ^ *> 

renpereur. Ce, pioU«s pl««r«n, moul, . Th«s«us ^ oague,^ «» ^ t ^ 

SJ ippeU, soo wle, e, dis,: «enes sa, baUiez moj . U tonne »«* ***J « 

luTde ces coffies gue vous portes. Et d qu, deulx e ' ™ * firen, ohJgi«r lTur 

sauoit bien 1« quoli il 1, de.oit ballier 1, lendys, «ndren, a lenr log^ , etlm . n b 
,es deur demaindre vaUue. Et lors Thezeus en me « ^2^"' SSET«— • « 

moidt grande maniere eomensca a desployer per- de loAure e, lurent en la _ ^ f _ 



les, diamans, rubis, baUais, saphirs, et thopasses 
et gamaus de toutes manieres, tant en oeure comme 
hors doeure et teUement que le mestre orfeure 
sen esbayst. Et ce non obstant le dit maistre avoit 
vne cottier d'or garny de moultz riche pierrerie , 



son maistre , et devisoyent comme leur fait leur 
aduenoit moult bien. Lorfeure sen ala au palaix 
et troua lempereur et sa fiUie qui se devisoyent 
ensemble,et pour auoir miUieur entree, il pourta 
avecques ly le collier de la belle Yzobie, le quel .1 



JUUU3UU «» »a.w*.— , — i 

appetta son varlet et ly dist, sa venes bdllie mojr 
ee coUier que vous avez , non pas le plus grand, 
mais le maindre; et le varlet le tira desoubz son 
manteau et le desploya ly mesmes; mais quant 
l'orfeure le vist il fust trop plus quesbay , car ce 
coUier estoit de trop inestimable value. Sy ly dist: 



fiUie loyst ; ah sire ce vous aviez veu ce que jaj 
veu : et sa fillie dist ; et quoi esse , et le roy dist; 
dittes qu esce. «Certaynement, dist lorfeure, U la en 
» ceste ville vng avanturier marchant de icyaux le 
» quel a des plus beUes bagues que ie veisse iama« 
» et sy sachies que ce coUier est beau et riche, ma.s 



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t 



21 



DE SA.VOYE 



aa 



» il en a vng qni passe; n Et quant la fiUie de lemr a sa dame, ue le laissoit dormir ct ne desiroit que 



perrur loist , elle ly requist quil le vausist faire 
venir, et lempereur dist alorfeure quil lamenast a 
lendcmain, et lorfeure ly promist quil le feroit, et 
Ja belle Yzobie lerapria moult ; ainsy print le 
roaistre orfeure congie et retorna en sa maison 
ct la il troua ses ostes auqucU il fist bopne et 
grnnde chiore, et dist et conta a Thezeus comme 
il lauoit exploite et fait, et comme lempereur et sa 
lillic ly avoicnt comande et prie quil ry deust mener 
le matin. Quant Thezeus lentendit il ne fist nnl 
semblant, maiz il ne fault pas adesmander la ioye quil 
eust en son cuer, et son maistre lo regarda et doubta 
quil ne soy trasmuast, et Thezeus le cogneust bien, 
mais semblant nen fist. Et dist Thezeus a lorfeure; 



le iour venist et que la nuit fust passee. Ainsy 
avint que le matin ThezeuS et son varlet se leuar 
rent et habilliarent en attendant leure , que lon 
les deraandast. Et peu apres vint le maistre or^ 
frure , pour les reueltier, maiz il les troua tous 
leues, ilz se donnarent bon iour lung a lautre, et 
puis se mirent a chemin pour aller au palaix de 
lempereur. Et quant ilz furent la \\z attendirent. 
aucunement. Et lors lempereur yssist de sa cham- 
Lre menant sa fillie par la main, et aUerent a la 
messe Et en passant Ia helk Yzobie vtst le mai- 
stre orfeure et Thezens empria ly sy ly» sembla 
bien que cestoit lomme, et ly getta les yeux sns, 
et tout iour regardoit sur ly, et Thezeus lapper- 



or soit de par dieu ie seraj prest quant il vous b ceust bien , maiz semblant non fist. Et estre Ui 



plajrra. iie maistre. orfeure laissa Thezeus en sa 
chambre avecques son varlet, et puis a la pencer 
du maynnge et fist aprester pour le soupper et ala 
veoir ses ouriers, dont il lanoit vng grand tas. Et 
Thczeus et son maistre varlct desraorarent en la 
chambre et cqmmancerent a ordonner de leurs 
ioyauv et a mettre adroit leurs couffres, et mistrent 
tont par ordre, les ioyaux de maindre vallue pru- 
mierement, et puis en suyuant de mieulx en mieulx, 
et la commancerent a deuiser, at dist le maistre; 



messe ditte , et lerapereur reuint au palbux et 
cntra en sa chambre et sa fillie avecques ly , et 
tantost dist la belleYzobie ason pere; monseigt\eur 
iaj veit votre orfeure faittez le demander o tomme 
qui esf avecques Ij, et lempereur le fist, et tantwt 
ilz furent mandes et allentrer lon d is * vy entte 
que ceulx que |on a desmandes, lprs dist Thezeus, 
laisses entrer cestuj car il mest neeessajre , et 
ainsy ny entra queulx trois , lempereur fust assis 
et sa fillie empres ly. Et Thezeus fist la reuerence 



Thezeus et se Iqn ne mj lajssoit entrer, ie seroje come cely qui bien la sauoit faire, et fist ses pre- 
bien trompe. En nom dieu, dist Thezeus, se ie j paratiues avecques son varlet et a chestunne 
entre vous j entreres , ne vous soussiez car vous monstre , il faisoit son parler sy gracieux et sy 
aures le gouvernement de moustrement. Dieu le avenant que la belle yzobie le print a regarder 
vous merite, monseigneur, maiz pour dieu, dist son c plus que ne faisoit les ioyaux. Et la moustra , 
maistre, gardes quamours ne vous troublent et Thezeus, moultz de ioyaux, maiz le collier ny es* 



ajez ferme contenanee , car ne vous soussiez puis 
que viendrons sj qvant nousj entrerons plus par-> 
font : ces parolles pleurent moult a Thezeus , et 
ainsy passerent en deuisant iusques lorfeure , les 
vint querre pqur le soupper. Et lors lauerent les 
mnins et sc mistrent a table , et ce bien furent 
seruis ne chant deroander , ainsy souppcrent en 
dcuisant de maintez chosez , et le parlcr de The- 
zeus et de son varlet playsoit tant au maistre 
orfeuro qiiil ne soit povoit saouller a les oyr et 
escoutter. Et.par les festoyer , le dit orfeure fist 
que .sa femme amena aucunes ses parentes et voy- 
sincs qui soupparent avequenlx, mais ce fust me- 



toit pas encoures. Et la beUe Yzobie vist ce et eUe 
prtnt a regardcr Thezeus meult dquleement et ly 
dist, a mon beau maistre vous resamblez a cstre 
moult cortojs , ie vous prye que encores moj 
vulliez monstrer aucune ckose de beau, oar ie sdj 
bien que vous nauez pas tant de bellez chqsez 
sans en avoir plus largement. Et ly fust sy espris 
de ces doulces pareUez qn'il ne respondist riens, 
ains rougist, et Yzobie laperceust moult bien., et 
ausy fist son maistre varlet sy sauansca , et dist , 
madame, ce il ne le vous veult monstrer ie le vous 
monstreraj, lors tira il de soubz son manteau vne 
boitle couerte de veUu ou ce collier estoit et la 



rucilliez du gracieux mantient de Thezeus et de d deiferma, et puiz despVoya le coUier, ainsy comme 



son varlet teUement que toutes hiissoyent le man- 
gie pour les regarder. Le soupper estre parfait 
Je temps se passa emplaisans parolles, et le temps 
et leure viudrent pour aUer cpuchier et reposer , 
lors prindrent congie au vin et auh espices, et 
puis convoyerept les dames, comme bien faire le 
sceurent, et au retour furent menes au couschier. 
Ne desmandcs se ilz heurent dras linges de pris, 
couerture de toutes variettes counrechiez parfu- 
mes de toutes espiqes , soefs adorans les greaulx 
dasmaqujnoiz pour lauer iambes et piez et toutes 
fornisons , au choiz du corps. Et ainsy ilz saUe- 
rent couchier, maiz ce non obstant tous ses ayses, 
grande volante quavoit Thezcus de la veue de 



bien faire le sceust, et le monstra a Yzobie, et 
quant eUe le vist elle sesbayt de la richesse et 
de la beaute , et puis dist a lempereur. A mon- 
seigneur pleust a Dieu que vous keussiez volante 
de le moj ackater! ' Et lempereur dist, lon le por- 
roit tellement donnet que sj ferajge : et le maistre 
varlet dist , madame de ce ne vous soussiez nous 
en chuierons bien. Et lors , durant ces paroUes , 
Thezeus se reuint , et puis dist a Yzobie, mada- 
me , ce mon varlet vous a monstre aucune chose 
de bien , il est en moj de vous monstrer encores , 
aucunne chose. Alors dist a son maistre varlet, sa 
balliez moj lauttre boitte , et lors il tira et mist 
avant laultre coUier qui dasses estoit plus riche 

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a3 CHRONIQVES A 

que laultre nestoit, et la belle Yzobie, en fast sy a » ysi venus tant seullement pour loyr de la beaulte 

» de la fillie de lempereur laquelle ie desire a 

» avoir par femme et aultrement non, sy moy sem- 

» ble que se vous me voulles aydier que ie laurays, 

» et nen doubtez que vous aures des biens lar- 



entalentee quelle ne sauoit que faire, sy dist a son 
pere lempereur; a monseigneur ie vous supplie 
que vuUiez marchader avecques cestuy homme , 
car il moy semble, quil vous fera pris raisonnable, 
car il est homme de bien. Et quant Thezeus loist, 
U dist ; madame mettes y le pris, et ie y mettray 
le terme du payement et sy vous plaist vous le 
garderes , et puis vous empayeres celont ce que 
bon vous semblera , car ie ne suis pas encores 
pbur moy partir et en vltre, madame, ce illya ysy 
riens qui vous plaisse, pregnes te a votre vouloir 
et a Ut ditte de votre maistre orfeure. Yzobie le 
marcya et ausy fist lorfeure. Et puis dist Yzobie a 
Thezeus , mon maistre ie vous prie que moy dittes 
combien ce coUier coustera, et il ly dist, rien ce ° 
non ce quil vous plaira , gardes le seullement et 
puis empayeres celon ce quil vous semblera ; et 
lempereur dist : le maistre dist bien, lon y avisera, 
et lors lon fist apporter vin et espices et firent 
colacion et tout dis Thezeus sy regardoit Yzobie 
et eUe ly emplain visage et moult playsoyent lung 
a laultre. ainsy print Thezeus congie et sen revint 
avecques son hoste. 



gement. » Quant lorfeure lentendist U fust moult 
esbays, et se leua et ly fist honnour et reuerence. 
Et ly dist : « a monseigneur pour dieu mercy se 

» ie ne ay honnore et servi comme ie doy, mais 

» daultre part ne vous desplaise car pour morir 

» ie ne vouldroye faire trahison. » « A , dist The- 

» seus , mon beau maistre , ie veulx que vous 

» sachiez que ie ne vous en vouldroye en orter 

» ne requerir; ains vous vouldroyes employer en 

» toute loyaulte, et aultrement non , et comment 

» lentendes vous ie ne desire ne ne vueU ceste 

» fiUie ce non a loyal mariage , et daultre part ie 

» saiz filz de roy, et combien que son pere soit 

» empereur sy nest pas mains grand signieur , 

» monseigneur mon pere, quil est, et pour tant 

» quant eUe sera ma femme elle nen sera de rien 

» abaissee, maiz il faut que vous descoeure mon 

» cas. II est vray que ie naisquis bossu et contrait 

» moult durement, et tel ie fus iusqua leage de 

» xv ans : sy moy trouay a la chasce avecques les 

» signieurs chiuaUiers et escuyers de monseigneur 

» mon pere , el lors ilz se prindrent a parler en- 

» treulx de la beUe Yzobie, et de sa beaulte ; et 

» ie qui nentendis aucuime chose prins a deman- 

» der de quoy ilz parloyent, et vng chiuaUier qui 

Et quant le maistre orfeure eust ramene son c » aucu nement fust oultrageux , me respondist , 



Comment Thezeus se fst a cognoistre a lorfeure, 
et qu\l se decourist quant ilz furent en sa 
maison. 



hoste en sa maison U le prisa moult plus que 
deuant , et entrerent en sa chambre , et comen- 
cerent a parler, et le varlet monstra semblant daUer 
en la viUe comme U fist, car Thezeus et ly avo- 
yent toute la nuyt deuise comme ilz le feroyent. 
Et quant Thezeus ce vist seul avecques son hoste 
U ly dist : « a mon hoste vous deues estre comme 
» conffesseur, car tout hoste doit estre, letus sicut 
» hectour , ut Salomon introducens , ut Sybilia 
» sapiens , et ut iob paeiens. Gest a dire que 
» tout hoste doit estre ioyeux , qui dostel est rec- 
» tour doit estre ioyeux comme Estour, et comme 
» Salomon introduysant, et comme SybiUe savant, 



» sire bossu , que vous empeut il chaUoir , et ie 
» fas ramplis de courroux et dire, et mestiray et 
» esvertuay de tous mes membres, et dts a Dieu, 
» ie me rens a toy, ton plaisir soit en moy fait; 
» et la grace de Dieu sespandist en moy et sub- 
» bittement ie deuins tel que moy voyez. Sy voay, 
» ad ce moment, que iamaiz ne cesseroye de moy 
» penner et trauallier de pouoir veir la belle Yzo- 
» bie, et que ie feroye tout mon pouoir de lauoir 
» pour ma femme , veu la grace que Dieux ma- 
» uoit fait a cause deUe : et pour ce , mon beau 
» mestre, ie vous prie que a ceste oeure qui est 
» sainte , licite , bonne , et honneste , il vous 



et pascient comme fust iob de tout ce ne peut » plaise a moy consetUier et vous ferez vng grand 
» avoir trop. Sy vous prie que moy vuUiez pro- d » bien. » Quant le maistre orfeure lentendist il 



» mettre la foy de moy tenir secret et loyal et 
» de moy donner la foy , et ie vous promez em- 
» bonne foy et loyaulte que, ie vous iferay le plus 
» grand maistre et le plus riche homme du pays. » 
Quant lorfeure lentendist, et avoir veu ce quil 
lauoit veu, il dist : « mon bel hoste soyez seur 
» que par moy naurez nul damage, sy me pouez 
» dire et descourir ce quil vous playra seurement, » 
lors Thezeus se leua et lembrassa et ly dist: « a 
» mon chier hoste mon frere et mon amis ie moy 
» recomande a vous, et metz en vos mains ma 
» parsonne mon anme et mes biens et pour Dieu 
» mercy. Sachiez certaynement que ie suis filz de 
» roy et de royne et qui sont puissans , sy suyz 



se sengna et sesmerueiUia moult et ly dist : « par 
» foy cest ung grand miracle et ie cognoiz que 
» cest chose diuine et puis quainsy est, monsei- 
» gncur ordonnes et deuises et dittez ce quU vous 
» plaist que ie face et a mon pouoir ie la com- 
» pliray. » Quant Thezeus lentendist il fust moult 
ioyeux de ce quil lauoit le mestre orfeure , et le 
remercya et puis sabandonna de ly parler plus 
largement et ly dist: « mon hoste sachiez que 
» ceUy qui est avecques moi se dist estre mon 
» varlet , cest vng chiuaUier grant signeur a lostel 
» de monseigneur mon pere, et sy est meult loyal, 
» sage, et secret , et vaUereux en armes et pour 
» ce me fust il baliie pour maistre et gouerneur , 



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25 



DE SAVOYE 



26 



» sy nay riens fait ce non par son conseil , sy 
m vous prie que vulliez que nous trois soyons tous 
» vngs , et que ne faissiez de nous aultre sem- 
» blant , et ie vous diray cause pour quoy mais 
» que mon maistre soit venus. » Et lorfeure res- 
pondist, monseigneur soit fait comme il vous 
plaist car ie suis et serajr a votre hobeissance et 
comandement , et Thezeus len remercya, maiz sur 
tout il ly pria quil ne lappellast plus monseigneur, 
et quil ne fist aultre semblant de ly. Ainsyparlant 
revint le mestre de Tbezeus et entra en la chambre 
et lors dist Thezeus : « mon maistre soyez vous la, 
» nous ne sumes ysy ce non nous trois, sy sachiez 
» que tout ainsi que nous restames a nuit dacort 
» que ie ly ay tout conte et dit notre affaire , et 
» que nous sumes et que nous querons et ce qua- 
» vons entreprins de faire , hors de lordonnance 
» de laygle dor de la quelle nous parlames arsoir, 
» sy vous prie que ly vulliez dire et declayrier 
* tout ainsy que nous le deuisames. » Et le mai- 
stre Thezeus qui bien sauoit son parler dist a 
monseigneur; vous le seriez mieulx dire de mqjr, 
maiz puis quil vous plaist ie diraj a votre cor- 
recion. Sy encommensca a parler et dist : « a 
» mon beau mestre orfeure vous poues veoir ce 
» monseigneur se fie de vous quant illa mis sa 
» personne , son honneur , et ses biens en vdtre 
» discrecion, sy le vuelliez auoir par recommande, 
» et non doubtes , car bien en seres remunere 
» et guerdonne et se seurement vous souflise. » 
Et lorfeure respondist ; cest du mains , mais puis 
que ie lajr dit ie le servirajr lojralement : lors le 
remercyerent Thezeus et son maistre. Or sa dist 
le maistre Thezeus; « il est vray que nous avons 
» ysy en la piage du port deux navires ou nous 
» sumes bien trois cens , et sy avons grant avoir 
» dor et dargent et de ioyaux sy avons entreprins 
» de annuit aller visater nos gens pour deux ra- 
» sons ; lune illya ia huit iours quilz nont heu 
» riulle nouvellez de nous, sy les conforterons et 
» esioyrons ; car ils rie seuent riens de notre 
» entreprise ; lautre sy est pour apporte deux 
» coffres qui sont plains dor , du quel or nous 
» avons ordonne, que vous doygiez faire vne aygle 
» sy grande que vng homme puisse estre et ester 
» ens, et quelle soit faitte sy soultilement que nulz 
» ny puisse trouer ne cognoistre issue ny entree, 
u et puis quant elle sera faitte et acomplie , 
» monseigneur se mettra dedans et vous la pre- 
» senteres a 1'empereur de la part du roy de Co- 
» longne Ezeus , et puis laisses faire a monsei- 
» gneur qui est ysy et cest notre deuisacion. » 
Lors dist lorfeure, « linvencion est belle , et me 
» plaist moult, car de ce faire l'on ne moy por- 
» roit chargier, maiz il me sembleroit que mieulx 
» serott que lon la presantast a la belle Yzobie, car 
» incontenant elle la fera mestre en sa chambre, et 
» ce elle, estoit presentee a lempereur il la porroit 
» retenir. » « A, dist Thezeus, inon beau mestre que 
» vous dittes bien, ainsy lacorde, et demain nous 



» yrons nostre voye le plus secrettement que noos 
» porrons ; sy ne falliez pas de aller a la court et 
» de tout dis avoir lbeil au boys : » lors, dist 
» lorfeure, ne vous soussiez et laisses faire a mojr. 
Le soupper sapresta sy penssa la dame de leans 
moult songneusement deulx et firent grande chiere, 
et parlarent de moultz de choses passant le 
temps , iusques a leure de dormir. Et lors , dist 
Thezeus , « ma belle mestresse , et hostesse , ie 
» ne vous seroye ne porroye vous remercyer de 
» lonneur de la poyne et trauail quanes heu pour 
» nous , il nous est de necessite de nous aller 
» en aucung lieu pour vng peu de temps ; maiz, 
» a layde Dieu , brief reuiendrons , sy vous quil 
» vous playse aprandre en gre , et porter pour 
» mon amour cest annel de peu de value , » lors 
ly mist au doit vng anel dor a tout vng ruby qui 
bien valloit cent onces d'argent. Et lostesse le 
remarcia moult doucement en regardant son mary 
et rogist , et son mary qui sage estoit ly dist en 
hault, ne le refusez pas, car il vient de bon lieu: 
ainsy se mirent emplaisantes parolles iusques au 
congie prandre du vin du couchier et des espices, 
et puis prindrent congie pour eulx partir au matin 
comme ilz firent et ainsy furent moultz confortes 
dauoir gagne leur hoste. 

Comment Thezeus vint trouer ses gens sur la mer, 
les quelx furent toux confortes. 

Thezeus et son maistre se partirent au matin 
moult par temps, sy montarent sur vne barque et 
singlarent par mer tant quilz vindrent soubz la 
roche ou ses nefz avoyent prins port, et quant ilz 
furent dessandus et montes , ne faut pas raconter 
la ioye et la feste qu'ilz firent quant il les virent 
ioyeux et hayttiez, sy furent tout ce iour eassemble, 
en grande melodie, et quant ce vint a lendemain, 
Thezeus et son maistre firent tenir conseil, sy ap- 
pellarent les patrons , les nauchiers et toux les 
officiers, et puis parlarent a eulx disans ainsy; 0 Sei- 
» gneurs et amys , il ne vous faut pas esbayr ce 
» nous avons tant desmoure sans vous riens faire 
» assauoir, car il lya cause grande la quelle em- 
» brief vous saures , mais ce ne peust estre en- 
» cores , et si est de necessite , que encores at- 
» tandiez par aucungs iours , iusques ad ce que 
» ayez nouelles de nous, et se vous avez mestier 
» de refreschement de viures, vous porres enVOyer 
» en la cite , sy nespargnez or nargent , et vous 
» tenes les plus aysez que vous porres, car ainsy 
» le veux. et me plaist » Lors respondirent toux 
a une voix : « vous etez notre seigneur , votre vo- 
» lante soit faicte maisque soyez sains et haitties, 
» nous ne nous soussions d'autre chose , a vous 
» est le comander et a nous est d'obeir, » adon- 
ques respondist Thezeus , et les mercya , et les 
asseura moult quilz auroyent beaucoup de biens , 
et firent ioyeuse chiere ce iour, et quant ce vint 



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37 



CHRONIQVES 



33 



sur la vespree et deux barquez se chergerent de a a figures de plusieurs varietes, et leur fist prandre 

gens et vindrent en Constantiuoble pour eubt laygle dor et la fist a mettre sur la dorque , et 

refrecbir et pour nouuiaulx viures , et Thezeus puis la fist courir dung samit de damas , mout 

et aon maistre estoit entreux , mais nul sem- richement, et puis comanda aulx hommes de porter 

blant nen faisoyent, car il lenr avoit deffandu, et aller et cheminer iusques au palaix, et ly desmora 

quant ilz furent dessanduz a terre chescung alla derniere pour aller apres et leur comanda quilz 

pour querre logis , et Thezeus et son maistre , attendissent a la porte , et lors il vint vers le 



firent chargier les deux coffres plains dor et les 
firent porter a lostel de leur hoste lorfeure le quel 
les receust a grande et lie chiere, et ausy fist sa 
(emme , mais tant fut que onques puis , quilz fu- 
rent a lostel ilz nissirent hors de la maison et se 



maislre Thezeus qui moult estoit dollant , et ly 
dist , ne vous esmayez car tout viendra a bonne Jin. 
A , dist le maistre Thezeus , Dieu le doint, maiz 
certaynement ie nauray iamaiz bien tant que ie 
reuoye monseigneur , et Dieu ly doint a venir a 



tindrent tant coyement comme possible fust. Et chief de son entreprinse. Et lorfeure le reconforta 

quant ilz fijrent souppes ilz ne furent queulx trois, au mieulx quil peust , et puis sen ala apres son 

sy dist Thezeus, mon cher hoste, frere, et amy, et aygle et fust acompagne de varles moult honora- 

mon tout, tenes vojrla de quoy, et ovrist les deux b blement et chemina , tant qu'il vint au palaix et 



eoffrea, pregne. ce que. bon vous semblera, et faittez 
dermtin en commencer notre ovrage. Lorfeure 
sesbaiat du grant tresor sy dist, moinseigneur ie ne 
veux que cent , liures dor au presant, et lors il 
print baUances et poix et pesa et print a son beau 
plaisir. Au matin le maistre orfeure print de ses 
ouuriers tant comme il ly sembla bon et leur fist 
a encomencer la besongne , et tellement fist la- 
borer que laygle fust acheuee et faite. Et lorfeure 
avoit este maintez foys vers la belle Yzobie , qui 
moult ly avoit demande du marchant, disantpour 
quoy il ne se venoit payer de son colier ou quil 
le reprist , et lorfeure ly respondoit et disoit ma- 
dame il ne sen soussie guerez , il est alle en ro- 



chescung sesmeruellioit que ce pouoit estre , qui 
tant pesant et tant gros estoit. Ainsy vint lorfeure, 
atout son aygle iusquau devant de la chambre de 
la belle Yzobie , ou dauenture estoit lempereur 
son pere. 



Comment lorfeure presenta laygle dor a la beUe 
Yzobie en la presence de lempereur son pere 
de la part du roy Ezeus de Colongne. 

Lorfeure tabussa et buca a luis de la chambre 
de la belle Yzobie, et luissier dist quest la, et il 
respondist cest lorfeure , et incontenant luys fust 



des, et croy que brefs il retornera , et tout cesy c ouert et il «ntra ens et fist sa reverence comme 
conta lorfeure a Thezeus dont souant rioyent. Et bien le seust faire, et puis fist entrer ens ceubi qui 
quant laygle fust parfette , et ilz ordonnarent le portoyent laygle dor et puis dist; « tres illustrime 



iour de la presanter et coment Thezeus seroit de- 
dans , et tout comme il feroit, et ainsy fust fait, 
et avint comme vous orres, ysy apres, et tant que 
ce temps dura, sachiez quilz firent et menarent 
ioyeuse chiere et bonne, et leur hostesse empensa 
moult bien. 



» tres euxcellente et tres haulte damele Roy Ezeus 
» de Golongne, se recommande a votre bonne grace, 
» et ausy fait il a la votre , chier Sire. Sy vous 
» envoye ysy vng present, le quel i| prie a vous 
» madame que le vulliez prendre en gre : » lors 
il losta le samit et descourist laygle d'or et la 
mist au devant de lempereur et de sa fiUie Yzobie. 
Quant lempereur la vist il en fist moult grane 
conte et la prisa moult et ausy fist sa fillie, et le 
mercyarent toux deux et ne se pouoyent saouller 
de la regarder, tant playsant et bien faitte estoit. 
Et lors dist la belle yzobie, en nom Dieu, monsei- 
Thezens se vestit dvng pourpoint de drap dor d gneur, voysy vng beau parement en une chambre, 



Comment Thezeus entra dedans laygle dor , et 
comment lorfeure la fst porter a la belle 
Yzobie. 



moult riche et fust chausse gentement et puis re- 
garda son maistre et lorfeure , et leur dist , que 
vous semble ne suis ie asses faittis compagnon , 
et iallist moult appertement , et puis acolla son 
maistre, et puis lorfeure, et leurs dist adieu tout 
en riant. Et son maistre et lorfeure encommen- 
cerent a plorer ne onques ne ly peurent dire mot, 
et il sans plus mot dire' sen entra en son aygle 
et puis ferma son guinchet, et apres leurs escrya, 
dr alles quant vous playra car ie suis logiez. Lors 
ala lorfeure et print quatre hommes et les mena 
«n sa chambre , et la eust apparellie une dorque 
«n manyere de une littiere a hommes, la quelle 
feist couerte de drap dor de chipres a oyseaux, et 



et en oultre voycy tout propice a poser mes ves- 
teures et habillemens quant ie moy desabillie de- 
uers le soir, et lempereur respondist, vous lauez 
tost trouve. Et ainsy furent vne piece , et firent 
apporter le vin et puis print conge lorfeure , et 
sen retourna , et conta tout comment il lauoit 
exploiltie et se conforterent moult du grant plai- 
sir que lempereur et sa fillie y avoyent pris. 
Maiz Iempereur se partist asses tost de la cham- 
bre et desmora, sa fillie o ses dames, et deuiso- 
yent de celle aygle d'or et de sa vallue et beaulte. 
Et la belle Yzobie print le collier que Thezeus 
ly avoit laisse , et le mist au col de laygle dor 
et le regarda plaisantement et puis dist: pleust a 



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2 9 



DE SAVOYE 



3o 



Dieu que le marchant de qui il est fust ores jrsjr a 
et qtiil veist ceste richesse, car moult ly playroit, 
Et Thezeus oyoit tout. 



Comment Thezeus yssist hors de laigle 
quant Yzobie fust couchee. 

Quant la belle Yzdbie fust couchee el endormye, 
et ce ftist envers la mynuit, et lors yssist Thezeus, 
hors de son aygle , et quant il eust defferme le 
guinchet bien soultiuement, il sa cousta du lit et 
puis dist moult doulcement ; madame najrez paour 
et souffrez que votre serviteur vous die aucunne 
chose pour votre honnour et bien. Et la belle 
Yzobie eust sy grant paour quelle sescrya a haulte b 
voix et fist tellement grant effroy que vng ches- 
chuDg se .leua et mesment. lempereur. Et se pen- 
dant Thezeus se reboutta en son aygle dor et re- 
ferma son guinchet et se tint tout quoy. Lempe- 
reur Gst alumer lumynayres torchez et fallos , et 
vint en la charabre de sa fillie , et ly dist , belle 
Jillie quaues vous. Et elle dist ; vrayement il est 
venus jrsjr aucung qui a voullu parler a moj, maiz 
ie ne scajr que cest ; lors print lempereur a ens- 
serchier par tout et soubz lis et soubz couerture, 
et par mains lieulx, maiz il ne troua riens, et puiz 
il desmanda ce luys avOit este defferme, et chescung 
dist de non, et puis il desmanda aulx pucelles qui 
couchoyent en la chambre celles auoyent riens oy. 
EHes dirent de non cenon les crys de leur da- c 
me. Lors dist lempereur; par foy, ma belle fillie, 
vous songiez et aviez quelque jrmaginacion, dormez 
vous et vous reposes et vous recomandes a Dieu 
et sojrez a la bonne nuit ; et elle ly randist son 
salut et lempereur se retrayst en sa chambre. Et 
les ktminayres demorarent et clayroyent comme 
ce se fust iour : lors doubta moult Thgzeus que 
ainsy ne feissent ia nuit enssuyuant, toutez foys il 
se conforta et pensa du remede ce besoing ly 
aduenoit. La belle Yzobie tint longuement en ca- 
quet ses damoisellez disant que sans faute elle 
avoit senty aucung, et les dames distrent que par 
avcnture cestoit quelque fantosme et quil nen de- 
buoit chaloir; et ainsy elles sen dormirent, et au 
lendemain a la nuit, pour non faire long langage, d 
quant ce vint que Yzobie fust endormie et ses • 
damoyselles, et Thezeus yssist de rechief de son 
aygle et vint vers Yzobie et ly dist, dame nayez 
paour car ie suis cellys qui est tout votre et qui 
vous suis venu servir, sjr ne doubtez derien ius- 
qua ce que sachiez que ie suis. Et Yzobie getta 
vng grant plaint et dist, adieu qui este vous. Et 
ce mot oyrent les dames qui en la chambre dor- 
moyent , et comme toutes effrayez elles se leua- 
rent. Et quant Thezeus les sentist il se reboutta 
en son aygle et ne dist mot: de rechief les dames 
sans faire aultre effroy quirent et chercharent par 
tout maiz riens ne trouvarent, et sy \y firent en- 
tendre que vrayement elle lauoit songie. Et quant 



elle entendist ce , et elle dist embasset quant 
ses femmes fhrent rettrettez. En nom dieu ce il 
vient plus,ie ne crieray plus, maiz parleray a fy. 
et saurajr ce ie aurajr songe 6 non. Et ses pa- 
rolles oyst et entendist Thezeus et eust grant ioye 
car il ne dormoit pas , et quant il sentist que les 
dames dormoyent il yssist de rechief et vint vers 
Yzobie qui pas ne dormoit , et ly dist : «c dame 
» bien say que pas ne dormes, sy viens^a vous 
» afin que il soit de votre plaisir qui vous playse 
» destre demain de iour toutte seulle en ceste 
» chambre , et vous saures losMfc que ie suis sy; 
» vous donne ysy ung anel *y riche que plus 
» ne peut , sy me rens a votre bonne grace , 
» car sachiez que ie suis filz de roy, et afin que 
» vous nayez plus paour de moy , ne de ryen , 
» ie suis votre prisonnier , et suis . dedans votre 
» aygle dor, sy me pouez faire morir ou viure. » 
Maiz ce non obstant ses parolles Yzobie doubta 
moult, maiz toutes foys elle se teust et puis achief 
de piece elle ly dist : ce ainsy est comme vous 
dittes soit de part dieu, sy allez, et vous rebouttes 
ens laygle , et demain ie vous verray. Lors The- 
zeus ly embla ung baisier , et puis dist, ce obey- 
ray. Et adonques il sen entra en laygle dor, et 
Yzobie loist bien fermer et deffermer sy seust 
bien que ce nestoit pas - fantosme ; et ce penssa 
qne a tendemain elle verroit que ce seroit; la nuit 
ly fust longue guierez , ne dormist en attendant 
quil aiournast, et ce elle avoit long temps , The- 
zeus lauoit encores plus. Et Yzobie disoit tout 
bassement, ellas et quant sera il iour ; moult lon- 
guement leur dura celle nuit , maiz quant le iour 
fust venus et Yzobie se leua , et ausy firent ses 
dames et damoisellez ; et Ysobie Leur deffahdist , 
sur payne de la mort , que nulle delles ne le 
deissent a lempereur , car vrayment elle cognoi- 
soit quelle auoit songe, et ainsy le firent et firent 
moult bonne chiere , et ce fust teu. 



Comment Yzobie ala en sa chambre , 
et comment eUe parla a Thezeus. 

Quant Yzobie fust assignee et vettue elle yssist 
hors de sa chambre o ses dames et damoiselles, 
et puis vint en la chambre de lempereur et ly 
donna bon iour , et lempereur ly rendist son sa- 
lut, et puis ly desmanda celle avoit puis riens oye 
ne sentu; et elie respondist de non. Ainsy sen ala 
lempereur a la messe , et sa fillie ala apres. Et 
quant la messe fust chantee , lempereur entra en 
conseil, et dist a sa fillie : aUes car tost ie vien- 
dray, et puys disnerons. Et Yzobie a qui tardoit 
de veir ce quelle na sauoit sen vint et entra en 
sa chambre a tout une pucelle sans plus , et puis 
dist a sa pucelle : alles et ma prestez de luyUe 
soef flagrans , car ie vefix oindre mon chief sur 
le mydy , et gardes que a nul non dittes rien ; 
et la pucelle print congie et sen ala , et Yzobie 



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3i 



CHRONIQVBS 



32 



ferma luys , et puis getta vng grant sottspir et 
puis dist ce quest leans ysse dehors. Et Thezeus 
defierma son guinehet et puis yssit hors en vng 
riche pourpoint de drap* dor , et salua Yzobie 
comme bien le sceut foire. Et quant Yzobie le 
vist elle fust sy esbaye que riens ne peust res- 
pondre , et incootenant elle cogneust que ce es- 
toit le marchant aventurier qui ly avoit laisse le 
coiiier. Et quant eUe peust parler a chief de piece, 
et elle ly dist : ha dieu quest ce sy nestes vous 
pas le tel marchant ; et Thezeus commensca a 
rire et puis ly dkt, ce suige vrayment sy vous 
prie quil vous playse a moy escutter et entendre, 
car tel que me veez ie suis filz de roy et ne suis 
party hors du royaulme mon pere ce non pour 
lamour de vous j et encomensca a parler moult 
dtttcement, et sagement, et tellement que moult 
ly pleust, et susy elle le vist tant bel sy enfut 
tantost surprinse. Maiz eUe doubta la venue du 
disuer a lempereur sy ly dtst: « mon beau sire, 
» ie ne vous porroye ores escutter a cause du 
» disner a lempereur ou il me faut estre , maiz 
» apres ie reuiendray sy me poise que nauez a 
w boyre rty a merigier et bien dairiea meshuy 
» avoir fein et soef, » et tantost eUe print vne 
boitte despices et de confiture , et la ly baUia et 
se prmt vne fioUe playne de maruaisie , et puis 
ly dist , retornez en votre lieu. Et lors il mist le 
genoil a terre et la remercya , maiz tant ly dist : 
a ma tres honnoree dame se il estoit de votre 
grace de moy donner vng baisier ien seroy moult 
repeuz. Et eUe rougist , et rist , et puis dist ; ce 
ne setoit pas le prumier ie nay pas oublie celly 
que a nuit me tobastes $ et puis eUe se baissa , 
et il la baisa. Et ne faut pas desmander ce il fust 
ayse, maiz a ceUe foys, U sen rentra en son aygle, 
et serra son guinchet, et elle se print a aHer vers 
luys de la chambre, pour ovrir maiz elle ny fust 
pas sy tost que lon la vint desmander pour disner, 
car lempereur latendoit , ainsy elle vint vers son 
pere , et lauarent mains , et se mistrent a table. 
Les mes furent servis, trompettes et menestriers, 
et corns serrazinoys retentissoyent et toutes ma- 
nieres dinstrumens sonnoyent et fust la courl 
grande et plainere , et la eust de haultes entre- 
prises tant de ioustes comtne de beurdis et de 
tornoys pour mains chiualliers et escuyers sy en 
y eust vng asigne an troisieme iour apres venant. 
Et la belle Yzobie sa pensa la porrastu bien veoir 
la vaUiantise de celly qui dist quil la tant fait 
pour toy. Et la furent faittez les ordonnances des 
ionstes et bourdeis sy furent douze nommes at- 
tendanS; et furent les lices ordonnees, et des celle 
heure chescung pensa de soy mettre empoint. 
Apres disner lempereur tint conseil, et Yzobie print 
congie , et pttis se retrayst en sa chambre , et 
quant eUe fust la entree o ses dames et damoy- 
selles , et elle leur dist : « mes amyez se vous 
» avez a prendre quelque esbattement pour vous 
» esbaudir vous le pouez fayre car. iay a oindre 



a n mon chief pour la chaUeUr et a penser de moy 
» sy ne veulx que ma mignotte , ma puceUe. » 
A celle parolle toutes prindrent congie et ne resta 
en la chambre avecques elle que sa mignotte , et 
quant eUe pensa que chescung fust retrait, etyzo- 
bie dist a sa mignotte: alles et sy dittes au maistre 
de cuysine-, que il vous ballie vng pareil de 
perdris et vng plat de gellee, car ie veulx banc- 
queter apres mon lauement. Et la mignotte ala , 
et tant tost elle eust ce queUe desmanda, avecques 
deux flacons dor plains de vin blanc et la porta; 
« en nom dieu , dist ysobie , vous estes bonne 
» fiUie , vous ny estes pas aUee pour noyant or 
» sa alles moy querre mon lauement , et puis 
» vous en aUes en ma garderobe, et empeses, et 

b » mettes a point mes vels et courechiez , et ne 
» reuenes iusqua ce que ie vous sonne , car ie 
» veuhx dormir , » et la puiceUe le fist 



CommentThezeus ysSist la tierce foys horsde laygle, 
et comment il parla a Yzobie seul a seul. 



Quant Yzobie eust la porte fermee, et elle vint 
vers son aygle , en puis en sOuspirant elle dist , 
a mon aygle comme tu seras cause ou dung grant 
bien , ou dung grant mal. Lors yssist Thezeus 
hors et fist la reuerance a sa dame , comme bien 
le sceust faire, etprintson parler. Et encomensca 

c moult douicement et amoureusement en grande 
humilite , disant : « A tres haulte et tres euxcel- 
» lente dame, ie vous crye mercy sy vous playse 
» a moy pardonner, car il ne mest pas possible 
» que ie iamaiz vous puisse faire tant de plaisir^ 
» ie vous fait denuyz , maiz ma treschiere , tres- 
» desiree , et tresamee dame ne vulliez ad ie re- 
» garder , ains vulliez comprendre lardant de^ 
» sir, et haulte volante a quoy loyr parler de 
» vous et de vostre biaute et bonte ma amene 
» et conduit , et ausy la grace que iay par vous 
» heue , car ma treshaulte et tres amee dame 
» plaise vous sauoir que ie naisquis bossu et con* 
» trait , et vne foys les seigneurs chiualliers ' et 
» escuyers de monseigneur le roy mon pere par- 

d >* loyent de votre beaulte et bonte, et ie desman- 
» day et dis qui est celle dont tant de bien dittes, 
» et illy eust ung chiuallier qui fier et orguillieux 
» estoit, qui me respondist, et que vous en doibt 
» il challoir , sire bossu. Et adonques ie eux sy 
» grant despit que ie reclamay dieu , et puis 
» mesuertuy sy deuint droit, sain, et haitye comme 
» vous me voyez , et lors ie vouay dieu aulx da- 
» mes et a paon que iamaiz ne cesseroye iusqua 
» ce que vous verroye et que se possible esloit 
» que ie vous eusse , et que ie vous auroye -, sy 
» ay suyuys mon entreprinse et suis venus ad ce 
» quCmoyvees, pour quoy tres euxcellente dame 
» ne vuliiez regar se mains digne suis de vous et 
» se.ma personne , et moft estre sont de peu de 



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33 



DB SAVOTE 



34 



» valae , maiz vultiez regarder a la oontrainte 
» damours qui iusqua cy ma conduit non pengsant 
» aucune villanie , et dieux men gard car plutost 
t> morir vouldroye ; ie suis votre esclaue serviteur 
» a hobeir en tont honnour de mariage et damours. 
» Et pourtant ma tres amee dame et doubtee 
» plaise vous a moy reconforter a ceste foys par 
» la doulceur de votre parolle car a vng seul mot 
» qui vous playsa a dire il y gist ma mort , ou 
» raa vie, » et lors mist le genoil a terre, et dist: 
a madame mercjr mercjr. Et la belle Yzobie fust 
«t estoit sy souprise , tant de son parler oomme 
damours , que ne sauoit que respondre cenon que 
tant ly yssist de la boche quelle ly dist ; « mon 
» bel amy , en verite ie vons vouldroye complaire 
» en tout bien et honnour aultrement non sy 
» vouldroye bien que se mariage se tratast par le 
» moyen de votre pere et de monseigneur lempe- 
» reur se faire se . pouoit , car ie ne veis vnques 
» bomme ou mon vueil et corage fust plus quen 
» vous. » « A » dist Thezeus « madame ie vous re- 
» mercie, roais pour dieu ayez pitie de raoy, car 
» le plus attendre sera le definement de raa vie, 
» $y vulliez avoir de mois mercy : » et lors The- 
zeus devint pale , plombe et terny et trembloyt , 
quazi eomme evanuyssant , sans plus pouoir mot 
souner ne dire , et Yzobie la perceust sy le print 
entre se bras moult doulcement, et ly dist, « a, 
» mon doulx aroy , . esse la valliantise que ie croy 
» . qui soit en vous confortes vous car ia se dieu 
» piaist ie ne seray cause dung sy grant mal comrae 
» de votre mort ; et puis que »e apparscoy votre 
» bonne volante , en tout honnour et bien ie suis 
» votre et seray tant que ie viuray, » et puis le 
baisa. Quant Tbezeas entendist ce , moytie viuant, 
et rooitie esuanuy, il enclina sa teste, et cheist en 
son giron sana rien pouoir dire, et elle le conforta 
tellement quil reuint a chief de piece , et quant il 
fust revenus , ainsy comroe il peust dire il dist. 
« A mon Dieu eternal , comroe tu es puissant et 
» benigne. Comment fera ce que iamaiz te puisse 
» randre rctribuyr deseruir les grans bieiis qne 
» mas fait et donnes , sy moy recommande a ta 
» grace, pitie, et misericorde tu mas fait de con- 
>» trait estre droit, tu mas donne la coropiisseroent 
» de toux mes desiriers , le tout de mon vueil , 
» et le soustenement de roa vie. » Et puis se torna 
vers sa dame , et moult douloement ly dist : ma 
treschiere dame et amje vees cy votre hobeissant 
et serviteur , et le tout votre , et lors il print le 
charboncle que la royne sa mere ly avoit donne, 
et le mist a doit a Yzobie ep nom de mariage ; 
et elle le print et receust , ne chaut desroander 
la dovlce et amyable chiere quilz firent. Et lors 
ly dist Yzobie : mon chier et bel amy amours 
vous ont asset peu, U faut que nature vous paisse; 
et lore elle print la viande que la pucelle avoit 
apportee et la banquetarent , et la conta Thezeus 
toute lentreprise de laygle et de son maistre et de 
lorfeure , et tout leur afayre , et sy ly dist ; et 



a sachiez madame qu« ilx ont long temps iusqua ce 
quilz sachent noueUes de moy. Et Yzobie ly dist 
en riant , et quoi heussiez vous fait se ie vous 
keusse estee malgracieuse et que ie ■ vous heusse 
malmenez. Et Thezeus respoodist , ie heusse keu 
ce que ie voulsisse avoir. Et quoi , dist elle ; et 
il dist , la mort , car soyez seure , et certayne 
que mors fusse se ie neusse votre grace acquise; 
et elle rist , et puis ly dist : et comment , mon bel 
amjr , vujrderes vous hors de seans he comment 
vous emporres partir , sans etre apperceux. Et 
Thezeus se leua et ala en son aygle , et tira vng 
martel hors , et puis dist : « madame, oyez notre 
» ordonnance de votre orfeure et de monmaistre 
» ie prins ce martel au quel nous romprons le 

6 » becq de laygle, et puis vous emplaindres a lem- 
» pereur et il la fera raporter a lorfeuve pour la 
» radouber, car vous dires quelle sera cheutte, 
» et ainsy ien saray raporte comme ie fus apportes. » 
Quant Yzobie lentendist, elle se sengna, et puis 
dist : en veriti se fust bien vise , et ainsjr il sera 
fet , maii sachiez que ie ferajr demain belte peur 
a lorfeure; et ilz sen prindrent toux deux a rire, 
et puis ly dist Yzobie : mon amjr sachiez que de- 
dans trois iours se feront vnes moult beUe ioustes 
el apres un bordejrs, vous jr plaistil pointa estre. 
A , madame, dist Thezeus, a vous est le coman- 
der ; et elle dist : mais le prier ; ce nauigue , 
dist Thezeus ; et lors elle dist : rompres vous 
doncques trois lances par lamour de mojr : ien 

c ferajr mon debuoit , dist il : et a quelx ensengne 
vous cognoistrajr , ie dist elle: a cellez quil vous 
plajrra moj donner , dist il : or bien , dist elle , 
ien penserajr bien. Et tantost apres beaucop de 
parolles elie ly dist : « mon chier amy , ieore 
» commence a tardoyer sy seroit . meshuy temps 
» que ie appellasse ma mignotte et que soyez re- 
» trait , et demain nous aviseront et ordonnerout 
» sur votre partie, et sur tout notre fait. » Et 
Thezeus moult doulcement dist : tout ainsjr comme 
il vous playra ie hobejrrajr. Et lors prendrent 
congie lung de iaultre embaisant et en acoulant , 
en remercyant et en repaissant leurs yeux lung 
sur 1'autre, et ainsy entra Thezeus en son aygle. 
Maiz quant le guinchet fust serres ne faut dire les 

d grans regretz que furent seullement dauoir perdu 
la veue lung de laultre : et puis Yzobie ce partist, 
et ala en sa garderobe , et appella sa mignotte , 
et quant elle fust en sa chambre et Yzobie se re» 
print a mangier , et dist a la pucelle : vous ne 
sauez apres mon dormir il ma prins sjr tres grande 
faim que iay quazi tout mengie , et a paynevous 
ayge garde ses reliques sy mangiez ; et la puceile 
enoomensca a rire, et lydist : bon preuvous face 
madame , U moy souffist bien de ceoy ; ainsy de* 
uiserent entre elles deux , et la pucelle sesbayssoit 
de sa dame qui tant ioyeuse estoit , car unques 
roaiz ne lauoit veue tant ioyeose. Et puis Yzobie 
print uq attour et lessaya , et puis emprint vng 
aultre , et puis vng auLtre , ainsy passarent tout 



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35 



CHRONIQVES 



36 



ce iour ioyeusement iusques adce que lempereur a fallist obeir, et SanS pouoir mot dire Thezeus entra 



vint au souper. Quant lempereur fust venus lon 
desmanda Yzobie pour soupper, et elle vint moult 
ioyeusement , et se fust assignee et vestue dvng 
ricbe samit de soye , tout blanc , le quel moult 
bien ly avehoit , et lempereur la vist moult vou- 
lantiers, et lors furent tables dreciez, napez mises, 
et mes apportes, et fust lassemblee moult grande, 
et recommenssa la parolle des ioustes et du bour- 
doiz , et chescung saprestdit du mieulx faire. Et 
ainsy se passa le souper , et puis furent faittez 
dances et chanssons a grande melodie, et la avoit 
Yzobie toutte ioyeusete, maiz que son amy y eust 
este au quel tout dis avoit regret , car pas ne ly 
estoit avis que nul sy bel fust en la compagnie , 
et aussy hauoit il , et en danssant disoit en son 
corage , a comme ly doit bien aduehir le danscer 
et le festoyer et ainsy dura la feste iusques a la 
nuit, et a temps de couchier. Et lors lempereur 
se retrayst , et sa fillie print congie a ly a la 
bonne nuyt , et puis vint en sa chambre et sy ne 
voult que nulle des dames dormissent ensacham- 
bre que la pucelle sa mignotte , ainsy prindrent 
toutes congie, et chescune ala en son retret. Et 
puis Yzobie dist a sa mignotte : allez et sy dittes 
a lescuyer de la cusine, et au maistre dostel quilz 
viegnent bancqueter avecques nous et que ce ilz 
ont riens de bon que il la portent ; le pucelle ne 
fust pas lente et sy fist moult bien son message 
tellement quilz vindrent a forniture de viande oul- 
tre mesure autantique et aplante a tout musc et 
ambre grise et aullres espices aromatiquez , car 
chescung se penoit de la servir. Et la firent grande 
et bonne chiere, et dist la beile Yzobie de moultz 
ioyeuses sornettes et leur conta la faim quelle avoit 
eu toute iour , et rirent et gallarent , et tout se- 
crettement elle avoit mis a part du plus beau et 
du millieur en faisant le lourc et puis dohna a 
chescung congie et fist couchier sa mignotte au 
cheriot, qui tantost fut endormie , car lasse estoit. 
Et quant Yzobie vist et cogneust que sa pucelle 
cstoit fort endormie et elle vint vers son aygle et 
la baisa , et puis dist : mons ayglon yssez hors ; 
et lors Theseus yssist hors de laygle et sentrebai- 
serent et acollerent moult doulcement; sy ly dist : 
a mon amy , ie me suis esbattue et gallee et vous 
avez este emprison, que pleust a Dieuque ie heusse 
estee en vostre lieu et que vous heussiez este du 
mien. Et Thezeus dist : ma dame ce mest vne plai- 
sant prison , puis que ie scay par quelle rattsson 
ien puis eschapper,non obstant quoy que lon die 
quonques ne fust belle prisoh ne layde amye ; 
ainsy ordonnarent tout leur affaire , durant celle 
nuit a le fayre comme oyr porrees, se lisez oul- 
tre, et quant ce vint peu prez du iour la furent 
baisiers reseuz et donnes la eust souspirs de tou- 
tes pars la fiist regrette que celle nuit avoyt sy 
peu dnree la contregnist amours les deux cuers 
tellement que le dire adieu dire ne se pouoit. 
Maiz quant fairc le couicnt vint cmplace il lcur 



en son aygle. Le iour vint , Yzobie se leua , et 
quant, elle fust assegnee et vestue , et elle aht 
donner bon iour a lempereur comme acoustume 
iauoit et puis a la messe , et au retour , elle en> 
tra en sa chambre , iusquez au diner et tint mo- 
yen denuoyer sa pucelle , et cependant Thezeus 
yssist et rompirent le becq a iaygle , et puis print 
Thezeus congie de sa dame, et fust entres eh son 
aygle la quelle fust tombee et cheutte et ce pen- 
dant la pucelle reuint, et troua la becq a laygle 
rompu et dist: eUas qui a ce fait; et Yzobie dist : 
ce ayge fait en tirant ma cotte ius, maiz cest peic 
de fait ie le diray a lempereur le quel la fera. 
tantost raparellier a lorfeure. 

b 

Comment Yzobie monstra son aygle a lempereur, 
qui le becq avoit brise , et comment lon la fist 
retorner a lostel de lorfeure. 

Lempereur vint pour disner, sy envoya pour sa 
fillie et sistrent a table et furent seruis a la cous- 
tume, maiz Yzobie ne pouoit faire bonne chiere, 
ne ne mengiot ce peu non et son pere lempereur 
sen aperceust bien, maiz semblant nen fist iusques 
leves furent de tables , graces furent dittes , et 
lempereur print sa fiUie par la main et ly dist : 
ma chiere fillie , qui a este tant ardy a vous 
courroucier, quest ce quavez? Et Yzobie respon- 
dist moult doulcement : monseigneur , nuUuy ne 

c ma corrocee que moy mesme ; maiz se U vous 
plaist vous viendres iusques en ma chambre ; et 
lempereur y ala et lamena pour la main, etquant 
ilz furent la , et Yzobie ly dist : a gardes , mon- 
seigneur , le bel ourage que iay au iour de huy 
fait , iay rompu le becq a ma belle aygle; et son 
pere la regarda et dist : et esce tout dont tant 
vous doulles ? il ne faut que mander lorfeure et 
quil la faise reparellier; et incontenant fust mande 
le maistre orfeure , le quel vint incontenant et 
sans desmeure , sy vint a lempereur et ly dist : 
sire y vous mauez mande , quest ce que vouUez 
comander ? et il ly dist : alles et faittez raporter 
laygle ma Jillie , la quelle a son becq rompu et 
la faittes raparellier , car elle nest toute marrie ; 

d maiz aultre part gissoit sa doulleur , et lors vint 
lorfeure et entra en la chambre de Yzobie qui 
assise estoit a terre sur vng capitre de soye et 
moult piteusement regardoit soh aygle , ct la lar- 
mentoit disant, ellas quant vous rarayge, et puis 
dist a lorfeure : a mon beau maistre , gouuernez 
la moy doulcement , et layez pour recomandee. 
Et lorfeure qui bien lentendoit la conforta moult 
doulcement , et dist : ne vous en soussiez , ma 
dame ; car a layde Dieu ie la vous rendray em- 
brief en millieur point que ne fust vnquez : lors 
fist aporter la dorque couerte de samit, et puis 
eust qualre de ses varles , et dressarent laygle et 
la mirent sur la dorque, et lcmportarent a lostel 
dc lorfeure. 



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37 

Commerit Thezeus yssist hors de'laygle a lostel de 
lorfeure , et la grande chiere quilz sentrejirent 
: tous troys. 

Quant laygle dor fust a lostel de lorfeure et elle 
fust portee en la chambre de Thezeus et chescung 
yuyde hors fors lorfeure et le maistre Thezeus , 
Thezeus ourist son guinchet et yssit: hors ne faut 
pas desmander la grande chiere quilz se firent et 
la ioye quilz heurent, et les racontemens de tout 
son estre , aiusy iusqua temps de soupper , sy 
monstra Thezeus quil fust venus daucung lieu loing- 
tain, et se fust vestu en guise de marchant, et en 
son prumier estre sy vint baisier la dame de leans 
son hostesse et la bienviengna et elle luy , et ne 
faut pas desmander se elle ayse de boyre et de 
mengier et de couchier et de loutes chosez , et 
firent bonne et grande chiere, et comme le mestre 
Thezeus pouoit parler a son signieur , ne cessoit 
a ly enquerir et desmander de tout et comment 
il lauoit fait, et par entreposees Thezeus ly disoit 
et desclayroit , et quant son maistre loyoit parler 
il se bagnoit en ses parolles, ainsy furent iusques 
a la pres soupper. Et lors desmorarent eulx trois 
sans plus sy leur conta Thezeus tout son affaire , 
et puiz leur monstra labilliement blanc que Yzobie 
ly avoit fait et donne, et coment eile ly avoit co- 
mande quil rompist trois lances pour lamour delle, 
et comment illy falliot avoir cheual, armes et escu, 
et comment U voulloit estre celles , et venir sur 
les rengs sans nuUuy et quil sen retorneroit ausy 
secrettement, et prya a son hoste lorfeure que de 
tout ce ly vausist aydier a pourueir. Et lorfeure 
ly dist : mon cher seigneur , ne doubtez , car a 
lajrde Dieu ie vous furniray bien ie say vng che- 
ual quil na le sien pareil de bonte ne de beaute, 
et suis que ie lauray demain ains que soyez leuez ; 
des armes ien ay assez et descu, vous aurez celly 
qui fust au bon ffector de Troye , sy nayez es- 
mayr de rien , et ne pensies qua faire ioyeuse 
chiere. Et Thezeus le mercya , et puis dist , a 
madatne , a madame ; et a ce mot il desmora sy 
pensif , que quazi U perdist toute contenance. Et 
son maistre lapperceust , et le hurta moult dure- 
ment , et ly dist : et quest ce estes vous rauis 
penses a bien faire votre debuoir. Et il respondist: 
a mon beau maistre , ie say quelle na pas mains 
que iay or Dieu iy doint ce que son cuer desire. 
Ainsy se partist iorfeure , et le couchier fust a 
temps et chescung saia reposer ; toute la nuit ne 
firent que parler Thezeus et son maistre, car beau 
loysir avoyent de dormir la matinee, pair ce quilz 
ne voulloyent estre veuz. Et lorfeure nobUa pas 
ce a quoy il avoit a poarueir ; sy fist tant quU 
eust le bon detrier qui fust en toute la contree , 
et puis fist aporter arrnes a plante en la chambre 
Thezeus , tant quU eust ce que naestier ly estoit, 
et son escu quil ly eust deux tellez lettres Y. T. 
qui sont y. et t. en lettres dor , et quant il eust 
tout son faist prest et lorfeure ly dist : mohsei- 



Dli SAVOYE 



38 



a gneur, iay vng manoyr pres du lieu ou les iou- 
stez serpnt sy loereye qae tout feissions la porter 
et que au iour vous vous armiez la et puis ystres 
et retorneres sans ce que nulz vous apperSofue. 
Et Thezeus dist : a que vous dittez bien. Et ainsy 
fust fait. Lapres boire Thezeus et son varlet aUe- 
rent avan la viUe , et la vironnarent et vihdrent 
sur le port et soubz la tour du palaix ou estoit la 
belle Yzobie ; et en regardant en hault et il dist 
a tour : Dieu te sauf et ce qui est dedans; et ainsy 
comme il regardoit et U vist la belle qui les avoit 
apperceu et cogneuz a labit de marchant , sy se 
mist asses avant de la fenestre et Thezeus fist ma- 
niere de voUoir regarder la tour et le paUaix sy 
leua son chapel de son chief et la belle Yzobie ly 

6 enclina son chief et puis se retrayst, car bien 
scauoit que tant quelle seroit illecques il nen 
bougeroit ; et quant Thezeus vist ce , ii sen ala , 
car U cuyda entendre queUe le vouloit ainsy. Et 
lors tornoyarent tant qnilz vindrent au manoyr de 
lorfeure ou estoyent toutes ses armeures et ses 
habiUiemens , et son detrier , et la deuiserent de 
maintes chosez et puis reuindrent pour soupper a 
lostei de lorfeure ou iiz furent moult bien seruis, 
car leur ostesse se penoit moult a les bien tenir 
ayses. Ainsy passerent iusques au iour du bordeis, 
et la noueUe en courust par tout tellement que 
aucungs des chiualliers de Thezeus qui estoyent 
sur les nefz et qui moult estoyent esbays de ce 
que leurs seigneur desinoit , tant ilz dessandirent 

c a terre pour veoir les ioustez , mais Thezeus ne 
soy raonstra point a eulx , ains se tint muscee- 
ment iusquau iour de ioustes; ainsy ioarent aulx 
eschees et aulx tables Thezeus et son hostesse et 
furent raoult ioyeusement 



Comment les ioustes commencerent , 
et comment Thezeus y vint. 

Le iour et leure vindrent pour aUer sur les 
rengs et les douze attendant vindrent sur les ii* 
ces , et lempereur et sa fiiUe furent montes sur 
les eschaufaux o belle compagnie de dames et de 
damoyseUes , sy comencerent a venir de toutes 
d pars cheuailiers et nobies moult bien montes et 
armes et tellement quU ly en eust sans nombre ; 
et la belle Yzobie gartoit moult se eUe verroit 
point venir celly que tant desiroit , et ne tarda 
guerez queile vist venir son cheuaUier blanc le 
quel portoit trois lances tout a vng cop , et les 
portoit moult subtilement, car U en portoit lunne 
entra sa cuisse et la seiie , et lautre en sa main 
senestre a tout le regne de la briie et lautre 
preste pour mettre en la rest. Et quant il fiist au 
bout des lices U se plongia ens et du prumier cop 
il abatist cheuaUier et cheual , et puis print sa 
lance de la main et ladersa en la rest et en freppa 
vng aultre et le batist et rompist comme ia pru~ 
miere , et puis print la tierce et ia mist en lar- 

6 



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39 



CHRONIQVES 



4o 



rcst et frappa a destre et a senestre tellement que a mandement que de vne ; maiz quant madame me 



il fist merueliie. Et quant il enst ses troix lances 
brisees, il se retraist a vng coing des lices, et la 
se tint tout quoy comme se il fiist mort. Et la belle 
Yzobie le vist , sy fust moult esbaye de ce quil 
ne faisoit plus riens , sy dist a une pucelle qui 
pres delle estoit : alles , dist elle , et pregnes celle 
lance , et la portes a ce cheuaUier blanc et ly 
dittes qui lemploye pour lamour de vous ; et elle 
le fist , et sy vint vers le cheuallier blanc et ly 
dist : gentil cheuaUier, tenez ceste lance , et lem* 
plojrez pour lamour de mqjr. Et Thezeus print la 
lance et sy appuya et ne fist aultre semblant ; et 
quant la pucelle vist ce , elle fust moult courrou- 
cee et dist tout en haut : deshet haye ce palliart 
cheuallier qui ne degne rompre vne lance pour 
lamour de vne pucelle noble et gentil femme. Et 
Thezeus ne dit mot ; la pucelle sen revint par 
despit et dist a sa dame: par fojr cest le plus 
colutrt cheuallier que ie veys vnques , il na co- 
rage de sojr bougier. Et Yzobie ne sauoit que 
penser, sy sauis,a et vist vng valet qui portoit vng 
branc dacier et lappella et ly dist : mon amy , ie 
yoy la vng chiuallier blanc moult> pensif; ie vous 
prye que ly portes votre brant et ly dittes , que 
puis quil ne cure de plus iouster , quil monstre 
au bordeys ce quil sera fayre pour lamour de sa 
dame se nulle en a. Et le varlet fist le comman- 
demcnt de Yzobie, et vint au cheualiier et ly dist. 
Et quant Thezeus oyst ce, il print le brant dacier 
et puis rompist la lance quil tenoit en deux tros, 
et puis se mesla en la mellee , tellement que il 
estoit veuz aulx. quatre bous et au mylieu, et fai- 
soit meruelliez. Quant lances furent falliez , ches- 
cung se print a beorder a espees et amassez , et 
lors veissiez le cheuallier blanc faire a vltrance 
darmes , et sembloit estre comme vng eslude puis 
sa puis la , et tellement faisoit que chacun cryoit 
le cheuallier blanc ,. et Yzobie qui le veoit dieux 
set celle estoit ayse , et disoit en son cuer , voy- 
sement estez vous Jils de rois , et ly croysoit le 
cuer en 6a mour et se bagnoit en son bien faire. 
Ainsy dura le beordeys iusques a la uesprie ; et 
quant Thezeus vist que plus nestoit du desmorer, 
il se retrayst tout secretement en sen ala au ma- 



manda que ie employasse le brant dacier pour 
madame et pour la plus beUe , le cuer me creust 
la volante me, sourmonta , et se iay fait aucung 
bien , se a eUe fait et non pas mpy. En ses pa- 
rolles , se desabilla Thezeus , et se reuestist de sa 
robe de marchant et vindrent a lostel de lorfeure, 
et la print refrigere , sans fayre aultre semblant , 
ilz beurent et quaquetterent iusquez a leure de 
soper et soupparent de bonne heure pour pouoir 
aller veir la court et les contenances tant du men- 
gier comme des dancez qui se feroyent au palaix> 
comme ilz firent 

Lempereur tint court overte et plangere, etfust 
assis en son hault doix, et sa fillie o luy et ches- 
cung fasist celon son estre. La table donneur fust 
drecee , et celles des cheualliers et escuyers, des 
dames et des demoyselles et fusent seruis de mes 
a vltrance. Et puis vindrent heraux , trompettes , 
clerons, menestriers et corns serrazinoix et toutez 
manieres dinstrumens, chescung y pouoit venir qui 
vouloit , et ainsy vint Thezeus o lorfeure et o son 
varlet, et regardoyent de loings au dernier des 
aultres , car grande presse de gens y avoit. Et ne 
tarda guieres que vng heraut print a crier : pyez t 
oyez, oyez, lon comande de la part de lempereur 
notre sire que ce le cheuaUier blanc est en ceste 
place quil se face cognoistre , et ce il ny est que 
quiconques le cognoistra, ou saura quil le doyge 
manifester sur la poyne de Undignacion de lempe- 
reur notre sire. Ainsi le cria le herault par trois 
foys, maiz tout le monde se teust sans riens dire, 
et Thezeus qui loyoit ne dist mot. Et quant lon 
ne peust trouer, ii fust ordonne que lon meist le 
pris en dispost entre les mains de Yzobie, et fhst 
dit quelle le gardast ; «insi fust le pris questoit 
vng moult bel fermail a pierres et a perles et 
pendott a vng las dor et de soye blanche, et puis 
fust mis au col de Yzobie, et il ly fust moult bien 
seant, et puis prindrent a dancer. Et la belle get- 
toit les yeux la ou plus ly challoit, et Thezeus la 
regardoit moult volantiers, combien quil se tenoit 
ariere des aultres , non voulliant estre cegneuz. 
Et a chief de piece , quant Yzobie eust cesse a 
dancer , et elle dist a lescuyer du vin : venes sa 



noir de lorfeure son hoste , tellement quil fust " vees vous la nostre orfeure , et ce matchant de 



pardus sans estre cognoy. Quant il fust au manoir 
et son maistre' et lorfeure le desabiliierent et le 
baisoyent et accolloyent et beneyssoyent leure 
quil naisquist, car ilz auoyent veuz sa vailliantyze, 
et.il leur disf. ce nayge pas fait, ains la fait ma 
dame Yzobie. Et lorfeure ly dist : quant vous eu- 
stez rompuez vosz trois lances , pourquoy desmo- 
rastes vous quoy. Et lors dist Thezeus : Dieu ne 
vuellie que ie tresspasse commandement ; ma dame 
mauoit comande que ie rompise trois lances , et 
ausy Jis ie, se plus men eust commande , plus en 
heusse fait^ Et pour quoy , dist lorfeure , nem- 
ployastes vous la lance de la pucelle ? et The- 
zeus dist : ie rie suis a nidle subget ne au com- 



ioyaulx ; alles et les menes en ma chambre , et 
leur faittes faire colacion et les tenes bien ayses. 
Et il fist commandement , et ala et lez mena en 
la chambre de Yzobie , et le festoya de vin et 
despices. Tantost apres vint. Yzobie pour changier 
et muer habit comme il appertient -de faire , et 
entra en sa chambre, et festoya ses ostes , et puis 
entra en son retrait , et se mua , et vestit dung 
riche samit blanc , dore a or et moult riche. Et 
puis revint o le fermail du pris en son col. Et 
puis dist au marchant : or avises ce fermail nest 
il pas bel et riche 1 en nom dieu , dist le mar- 
chant , oy. Or sa , dist elle, ie le veux ausy re- 
garder sur vous et que ie voye combien il est 



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4i DE SAVOYE 

bel ; et le ly mist au col et puis le regarda , et a 
dist : voyrement voust est U bien. Et se gagnie 
leussiez quil vous desmorast ; et Thezeus rogist, 
et dist f U eust bien en vous madame, car gagnie 
et desserujr laues ; sy le print Thezeus et losta 
de son col et puis le baisa en lieu de crence , et 
le ly tendist , et elle dist : beau mestre , ce nest 
pas le prumier iocl que mis avez au cols des da- 
mes , sjr le moy saiirez bien mettre , se il vous 
plest. Lors mist le marchant genoil a terre , et puis 
se leua et ly mist au col , dieux eomme leust vo- 
lantiers baise Yzobie , et ly elle se faire leussent 
oze; lors retorna Yzobie a la dance et leur donna 
bonne nuit. Et Thezeus et lorfeure prindrent con- 
gie , el sen vindrent a leur logis , le heure fust 
tarde dormir allerent et au matin prindrent con- b 
seil de aller visater leurs nefs , comme ilz firent. 
Et la feste estre faitte , chescung repaisa en son 
maisnage , et ainsy desmora Yzobie a penser en 
•Thezeus et Thezeus en elle , sy sapparellierent 
pour acomplir leur voloir comme verres. Car 
Thezeus fist aprester ses nefs et a regarder se 
riens y falliot , et en ieurs armeures et en tout , 
et leur en orta destre prest , car brief les falliot 
partir. 



Comment Yzobie se dessandist contre a val la 
tour, et que Thezeus la receust en sa nej elle 
et sa pucelle , et lorfeure et sa femme, et tout 
leur maisgnage. c 

Thezeus avoit moult bien ordonne en tout son 
allaire et toute la nuit lorfeure et sa femme ne 
firent que tramuer leur bagues et entrarent en la 
nefc , et quant ce vint vers la nuit , et Thezeus 
eust mis la nefs a pic de mur, et Yzobie qui ne 
dormoit pas avoit ausy apreste tout son fait , et 
avoit tendues ses muflles a trentedeux roes , et 
quaut elle vist et sentist que Thezeus teuoit la 
mestre corde , et elle dist a sa mignotte , entres 
ens de ceste canavesiere , qui estoit faitle comme 
vne courbillie enpegee , et la pucelle fist son co- 
mandement , et avoit grant paour , maiz Yzobie 
lassura , car incontenant elle se mist dedans avec- 
ques elle et puis collarent tout doulcement em- d 
bas. Et Thezeus les receust, et quant elles furent 
en la nefs ne chaut demander la grande ioye quilz 
heurent et quiez firent , Thezeus avoit escriptez 
vnes lettrez lesquelles il mist en la canevasiere , 
disoyent ainsy. « A mon seigneur lempereur salut 
» et hobedience. Sache que Thezeus le filz du roy 
» de Colongne a prinse sa fillie par mullier en 
» tout honnour et beniuollence , et celonc dieu le 
» quel la ainsy ordonne et le quel se par offre de 
» servir lempereur en grand puissance en contre 
» tous ses ennemis , sy ne sen vullie corrocier, et 
» adieu. » Et puis prindrenl a sicler par mer, car 
bon vent heurent empope , et fierent empeu de 
temps moult grant chemin et vindrent par la mer 



4* 

de Sardagne et de Bisquaye et passerent par de- 
vant Palerme, et vindrent en la mer de Flandre, 
et puis a Vtreq qui estoit sien. Et la il dessandist, 
et vint a terre o toute sa compagnie, et fist dre- 
scier charios branlans et eust grant foyson de 
aubnis et de palafroix et a Qninec yriandoyses sy 
fist quil eust grant partie des dames du pays, et 
puis monterent et prindrent a cheminer teUement 
quilz vindrent a Colongne, ou son pere le roy et 
sa mere la royne le resceurent moult ioyeusement 
et honorablement , et furent mandes toux les sei- 
gneurs et dames du pays , et furent faittes les 
nosses comme appertenoit et y eust ioustes et 
tornoys, et dura la feste quinze iours entiers , et 
ne chaut desmander se la royne pregnoit grant 
plaisir en sa fiUie qui sy belle estoit et le roy nen 
faisoit pas mains. Et la belle Yzobie leur sauoit 
bien complayre , car sage estoit : ainsy vyuoyent 
ioyeusement. Maiz vng peu laisserons a parler 
deulx et retornerons a parler de lempereur qui 
mal contant fust quant il eust sa fillie pardue. 
Quant ce vint au matin et lempereur fist a des- 
mander sa fiUie a la coustume, maiz nulz ne res- 
pondist en la chambre et ne tarda guieres que 
lon vint dire a lempereur coment il lauoit vnes 
muflles qui pendoyent a la fenestre de la cham- 
bre de sa fillie. Lors fist rompre luys, maiz ii ny 
trouua nulluy , sy cuyda bien desesperer , et in- 
contenant ii souspesconna , en envoya querre son 
orfeure. Maiz ce fust pour noyant , car il sen es- 
toit aUes. Et lors comme lempereur regardoit en 
la canauasiere et il vist la lettre qui disoit ainsy, 
coinme ia a este dit, sy cuyda estre hors du sens, 
et iura que iamaiz ne cesseroit quil ne destruyst 
et le roy et son filz et tout le pays. Sy fist incon- 
tenant mettre sus vne armee pour volloir aller vers 
les partiez de Colongne, maiz dieu ly suscita vne 
noueUe et grande guerre , car toute la Grece se 
rebella a lencontre de ly, et les Gotz et Magotz; 
sy failust par force quU tornast son armee ceUe 
part; sy ly print bien a bel de requerir son beau 
filz Thezeus quil ly venist a secours comme ii fist, 
car incontenant quil leust noueUes de la requeste 
de lempereur, U sapresta pour y aller et y ala , 
et erra tant quil vint en Constantinoble ; maiz 
lempereur estoit ia alle en Grece, et Thezeus tira 
apres , et fist tant quU troua son beau pere , et 
quant lempereur le vist a tout sy belle et grande 
compagnie il fust mouit ioyeux et le receust a lie 
chiere , et ly dist : beau filz, ne moy poujrez des* 
mander ma fillie, car ie la vous heusse volantiers 
donnee. Et Thezeus dist : sire , se ie leusse sceu, 
ie leusse bien faU ; mais ien doubtoje. Et quant 
lempereur le vist sy bel et sy sage , U fust trop 
plus que contant. Et le iour apres Uz entrarent 
au pays , a force , et la fist Thezeus et ces siens 
tant darmes que ce fust merueliiez , et firent tant 
quen peu de temps ilz reconquistarent tout le pays, 
et misent a subgeccion les Gotz et les Magotz , 
et puis relornarent ariere en Constantinopoly et 



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43 



CHRONIQVES 



44 



la festoya lempereur son beau filz et fust moult a 
coatant de ly. A chief de piece dist Thezeus a 
lempereur : monseigneur , il me tarde que ie re- 
uoje ma dame votre fittie, sj vous prix quil vous 
plajse de mojr donner congie. Et il greuoit mouit 
a lempereur , toutez foys vng iour lempereur le 
print devant toute sa baronye , et leur dist : en- 
tendes , mes amis , ie vous charge sur la feaute 
que vous mauez , que apres ma mort vous sojez 
tenus de faire la fidelite de tout mon patrimojne 
a mon beau filz Thezeus- , et a ses enffans. Et 
ilz le promirent et iurarent. Et apres ce se partist 
Thezeus et se reuint vers sa femme ; maiy aussy 
tost que les Gotz et Magotz seurent la despartie 
de Thezeus, ilz envoyarent querre lempereur et ly 
manderent quil viensist pour son grant bien et illy b 
ala , et ilz le trahirent , et locirent. Et sachiez 
que de Giordain iuques a la transmigrace de 
lempire des Grecz aulx Franscoys illy eust xlviii 
empereurs. Et apres fust faitte la transmigracion 
des Franscoiz de lempire aulx AJlamans qui enco- 
res le tiennent , et fust le prumier empereur dez 
Alamans Otto de Sansxogne , en lan de notre 
Seigoeur ii c lihi (954). Sy retorneronS a Thezeus, 
le quel retorna ioyeusement de son armee , et 
quant il fust ariue il troua sa femme grosse et 



enceinte , sy rie faut pas desmander la ioye quil 
en eust. Et pour abergier notre matere ie dit 
Thezeus eust trois filz de sa femme Yzobie et vne 
fillie : lung deux fust heritier du patremoyne de 
lempereur Giordain, et laultre fust duc de Brun- 
sivil , et laultre fust duc de Saxogne. Et la fiuie 
fust marie au roy de Vngrie ; et ainsy de Hgnye 
en lignye vindrent les ducz de Saxongne iusques 
a Otto et a son frere qui puis fust empereur 
comme le verres apres aulx crogniques de Sauoye; 
les quels signieurs son issus de Saxogne. Sy lais- 
serons ysy a parler de Thezeus ce non tant que 
dirons comme son bon pere Ezeus et sa bonne 
dame Elayne vesquirent longuement et plains de 
iours tant quilz virent la tierce et quarte gen«ra- 
cion de leur enfiant, et morurent en bonne ame- 
moyre , et ordonnarent que Colongne et sa confi- 
nite fussent donnes a leglise, qui apres fust fautte 
archiueschie ; et ainsy fust donnee a leglise tant 
pour eulx comme par leurs successeurs les quelx 
paruindrent iusqua la suscession de Saxogne, comme 
devant a este dit. Et Ies quelx suscesseurs fonde- 
rent puis la cite de Maideburg , et y fonderent 
vne eglise colegiale au nom et honnour de saint 
Mauris , come plus a plain sera veu cy apres a 
ceulx qui lire le vauldront. 



Cj fine listojrre de Ezeus le roi de Colongne et de la Helajne sa femme , et de leur filz Thezeus 
qui naisquist bossu et puis devint droit , et comme il print Yzobie la filtte de lempereur Giordain, 
et comment U suscidit et parvmt iusques a la signorie de Saxogne, dont sont jrssus les jhutrismes 
signeurs de Sauoje. 



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45 



DE SAVOYK 



46 



Cy apres senssuyent les antiques crognices de Sauoye , ainsy que 
Seruion les a troueez^ il les en suyura par ordre apres Thezeus; 
maiz auant il fera la narraiwe des empereurs iusques a Otto le 
prumier empereur dAlamagne et duc et signieur de Saxogne, 



Comme il ce treuue auls anciennes escriptures, 
et «omme le troueres en lystorial martinyane , il 
ly eust depuis Valerian iusques a Charlez Magne 
quarante buit empereurs. Et la fust transgredis lem- 
pire des Grecz aulx Franscoys. Et depuis Charles 
Magne, dit Charles le Grant, il ly eust iusques a Otto 
de Saxogne prumier empereur dAlamagne , trente 
sept que empereurs , que aultres roys partendant 
a lempire. Et tout ainsy comme lempire avoit este 
transmigre des Grecz aulx Franscoys , tout ainsy 
an bout des trente sept dessus ditz fust translate, 
mue et transmigre lempire des Franscoys aulx Ala- 
mans apres la mort de lempereur Berengier en Olto 
de Saxogne , qui fust fait empereur soubz pape 
Iehan X, et en nombre des papes cent vingt un. 
Et en lan vuifxim ie quel Otto regna douze ans. 
Item puis apres ly regna par succession son filz 
nomme Otto en lan ix c lxviii , et qui regna huit 
ans , et cestuy eust deux filz, cest assauoir Hugue 
et Otto , ou Otto et Hugue , car Otto fust lains , 
et suscidist a lempire , et fust appelle Olto III , 
et en comensca a regner en lan de notre Seigneur 
ix c lxxvi ans, et regna dixneuf ans. Et depuis le de- 
falliment de la suscession de lempire a scs trois 
Ottes, ont este fais les empereurs par elecion des 
sept eletteurs et par decret. Comme tout a plain 
emparle lystoyre martinyanne , comme ia deuant 
a estc dit *. sy nemparlerons plus du passe , ains 
retournerons a la genolosie des tres illustres, tres 
cxceliens, tres haulx et tres puissans signieurs de 
Sauoyc. . . 



a OTTE III. 

Olte de Saxongne, le tiers empereur par susces- 
sion, fist Hugues son frere duc de Saxogne, lequel 
Hugue eust trois fiiz, cest assauoir Volrich, Fride- 
rich et Berauld, lesquelx furent apres la mort de 
leur pere soubz le gouernement de lempereur leur 
vncle, lequel leur vncle les fist enssegnyez soubz 
bonnes meurs et embonne dottrine , vertus et a 
beau maintient. Et car cest empereur estoit moult 
prodens : venoyent vers ly de touttes pars em- 
- -baixeurs et legacions , et de toutes nacions du 
monde gens. Et quant il vist les grans affaires qui 
iy souruenoient, et que il ne pouoit pas bien expe- 
dier vng chescung, comme il eust volantiers fait, 
b sy sauisa et ordonna quatre barons avecques gens 
de grande prudence, et fist quatre secretayres pour, 
et afin quilz pourueyssent a lespedicion des beson- 
gncs et afayres, tant de lempire, comme aulx aui- 
tres signories, qui en grande habondance sourue- 
noyent. Et car il veoit son nepueu Berauld de 
Sanxongne , de son ioyne eage estre tant adroit , 
sage et soubtil , et que molt ly playsoyent ses 
meurs et condicions, il voullust quil fust du cous- 
seii et de lordonnance avecques les deuant ditz , 
et ce afin quil se aydast a lespedicion et quil 
aprint , comme il avint , car le dit Berauld en 
voyant les grans besongnans , trafiquemens et af- 
faires, ii sa soubtilla et adressa, et se maintint sy 
sagement , sy gracieusement et sy prodomyement, 
quc tout Io mondc lc loyoit et prisoit et amoit, et 



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47 



CHftONIQVES 



48 



mesmement lempereur son huncle le print en sy a » daynement a luys de la chambre , et ne feis 



grande amour et plaisance, que ce estoit son tout, 
Et se nestoit pas de merueilliez, car en son temps 
nul sy sage ne se trouoit; il estoit bon bien doub- 
tant , il estoit beau , soy peu prisant , il estoit 
pietable et chariteux , il estoit cortoix et doux ou 
il appertenoit, il estoit fier et grant iusticier, non 
portant hayne ny amour en fait de iustice , non 
regardant a destre ny a senestre , en maintenant 
la ligne de iustice. Et quant son huncle le cogneust 
tel , il lordonna le chief et le par dessus de toux 
les affaires, tant de lempire comme de toutes aul- 
tres signoryes , et laymoit et tenoit chier et tel- 
lement que toux les affaires de lempereur estoyent 
en squ pouok\ Et il les regissoit sy sagemenl, que 



que butter que luys souurist , et ie vueUiant 
» mettre la main soubz votre coussin pour pran- 
» dre vos reliquez et ie meis la main sur le vi- 
» sage et sur la barbe du mestre dostel de lem- 
» pereresse; sy desmanday , et dis , dame qui est 
» ce qui o vous est couchie ; et elle dist , vne 
» de mes dames ; et ie que la barbe avoye sentue, 
» fus espris de mal tallent en voyant votre hon- 
» neur blescie , sy tiray mespee et les occis toux 
» deux. » Et lempereur fust suprinz de grant an- 
goysse teUement quil fust quazi pasmez et desmora 
sans parler vne piece; et puis il estre revenus, il 
dist en souspirant : ie suis jres et corrouces ius- 
ques a la mort de la grande deslojaulte que ma 



dieux et le monde ly estoyent contant; et ce fust 0 femme ma fait , car Dieu en desmande atesmoing 
lan de #»ce de notre Seigueor corant, ix c xcvm. que ie Ij ajr tenue lojaultedepuis. que ie lesposaj, 

et sjr lamojre plusque parsonne vivant ; maiz puis 
quainsj est quelle cest ainsjr mesfaite , ie suis 
Comment Berauld de Sasxongne occist lempere- trescontant de la pugnission que faitte en aves. 
resse femme de Otto III pour ce quil la troua Lempereur fust moult doullant, et fist triste chiere, 



en mesfait. 



maiz ses barons le confortarent disans que de vne 
telle femme ne Iy deuoit challoir , car mieulx ly 
valloit estre sans eUe, quavoir leUe compagnie. Et 
lors lempereur se partist et cheuaucha tant par 
ses iournees quil vint a Colongne, ou U tint court 
de iugement, et donna audience, et y sougiourna 



Vng iour advint que lempereur alaist visatant 
les cites de sur le Rin , et quant il eust cheuau- 
chie toute iour, et U fist au voloir dailer couchier, 
et il cuyda trouer ses reliques , et lanel de saint 
Mauris quil lauoit acoustume de porter sur ly pluseurz iours, en tenant court overte. 
continueUement , il ne les troua point. Lors sauisa 
et ly recorda quil les avoit hobliees et laisseez 

soubz le coussin de son lit , sy fust mal contant , c Comment le conte des Mont soeust la mort de sa 
«t lors il appeUa Berauld son nepueu, et ly dist: fitiie iempereris , et comme il manda ses quatre 



jili vers lempereur , Ijr mandant quU feist iu~ 
stice de Bercuild. 

Qnant ie conte des Mons , qui pere estoit a 
lempereresse , scenst la mort de sa fiUie que sy 
honteuse estoit , a peu quil ne fersonna de doul- 
leur ; maiz ce non hobstant il voullust courir la 
honte et le deshonnour , et voullust mettre sus a 
Berauld quil lauoit occise et mardrie par maltal- 
ient et par iniquyte et par mal vuiliance quil la- 
uoit sur elte. Et incontenant print le conte ses 
quatre filz Tyterich , Henrich , Conrad , et Ludi- 
fearbe dung homme, et ilz iiist esbays, et ilz ses- wich, qui tous quatre estoyent cheualliers, et leur 
ueilliarent toux deux ; iors dist Berauld : dame , d dist: « aiies vers lempereur , et ly dittez , que ie 



beau njres iajr hoblje mes reliquez et mon anel de 
saint Mauris soubz le chief de mon Ut ; et car 
ie ne moy jie fors de vous a les aUer querre , ie 
vous prie que les vulliez alier querre. Et celty 
qui iamaiz ne ly avoit dit de non de ryen quil ly 
euSt comande, respoadist: moult ■volantiers , mon- 
seigneur, ie jr <vojs. Lors monta Berauld a cheual 
et esploicta tellement qml vint peu pres apres 
minuyt, et vint tout droit a luys de ia chambre 
de lempereris , et ne fist qoe vrtel , et luys fust 
overt ; lors vint Berauld et cuyda mettre ia main 
eoubz le coyssin et il ia mist sur le visage et 



qai gist cy avecques vous ? et moult esbaye elle 
respondist : cest vne de mes damez. En non Dieu, 
dist Berauld , ie ne veis iamaiz femme ne dame 
qni portast telie ne sj grande barbe. Et lors il 
estre plain de yre et de corroux , il sacba son 
espee hors du feurre et ferir le cheuallier telle- 
ment qnil locist et tua, et sy fist il Iempereresse. 
Ek puis print ies reliques et retorna vers lempe- 
rear son huncie. Et en les ly baUiant ly dist : 
a monseigneur or pleust a Dieu que vous j keus- 
siez trdmis vng aultre que moj. Comment , dist 
lempereur , j ail rien que bien. Et Berauld dist : 
« oy , monseigneur , sachiez que quant ie arriuay 
•n a volre palaix que ie entray ens , et vins soul- 



» ne suis pas celly qui vueille souflfrif tel oultrage 
» comme Berauid ma fait , et comment quil soit 
» quil fkce prendre Berauld, et quil en fiice \us* 
» tice, ou ce non que ie y remedieray. Et sy ly 
» dittes que quant ie le vouldroye soufirir, que 
t> vous estes ceulx qui ne le porriez souflrir. Et 
» puis retornes et moy raportes ce quil en vaul- 
» dra fayre afin que ie y puisse pourueir et re- 
» medier , et que ie face pugnir le mnrdrier , ce 
» aultre rayson nen est faitte. » Ilz furent hobeis- 
sans, et dirent : monseigneur , nous ferons votre 
comandement. Et incontenant se partirent au mn- 
tin les quatre filz du conte des Mons, et errarent 
tant par leurs iournees, quilz vindrent a Colongne 



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49 J>B SAVOYE 06 

ou lempereur eitoit. Et quant ilz furent au k>gis, u Comtnent le conte fusi mal coutant de la responce 
ilz se deshabillarent , et puis vmdrent a la court 
de lempereur, et ly firent a dire quU leur donnast 
audience. Et lemperenr dist que lon les feist venir, 
et quil les orioit £t lors quant ilz furent deuant 
la mageste de lempereur , Luduuig le pius ioyne 
qui estoit le mieubx eloquent du comandement de 
ses freres print la paroUe, et dist: « tres bault, 
» tres yflustrisme, tres euseellant et tres puissant 



quil ettst , et comment ,il fist fajre guerre a la 
terre de Berauid, et eomment Beraukl fust fait 
cheuallier. 

Avoir beu et oye la respooce le conte des Mons 
que lempereur avoit fak a ses filz , ce il lauoit 
este courrouce et desplaissaut , encores le fust il 
plus; et lors appella ses quatre filz, et leurdist: 
» seigneur, nous quatre frerez de votre feue femme ie vous tiens par mes enffans, comme vous estez, 
» sumes venus deuant votre mageste pour vous maiz ne vous mettei iamaiz en ma presence ius- 
» dire, que notre seigneur et pere est bien es- qua ce quayez vengie la mort 4e votre suer et 
» meruelliez couuneut vous ne faittez nul aultre votre honte, et se vous ne le faittes, vous ne he~ 
» semblant de ce traytre murdrier votre nepueu riteres iamais en tna terre. Quant les quatre freres 
» Berauld, le quel a sy faucement murdrye votre oyrent la volante de lenr pere qui estoit chaut efc 
» femme , sa fillie et notre smer , et ausy sumes b bulliant le quel deuoit estre a trempre , eulx qui 
» nous tous quatre qui ses freres fumes , et sy ioynes estoyent , furent encores plus eschaufles. 



» vous faifc dire que vous en faisriez iustice aul- 

m trement , il ne nous ne le porriemes tollerer, 

»> comporter ne soufirir. Et sy summes moultz 

» esbays comment vous le souflres en votre com- 

i> pagnie, et que vous le bonnores plus que ia- 

» maiz ; sy plaise a votre grace de nous en res- 

» pandre volre volante , car soyes certain, que se 



Et euk esmeux de mal taUent , manderent leur 
parans et amys , «t firent armee au plus defibrt 
tniilz firent et peurent. Et mirent gens darmes a 
grant nombre sus , celonc leur puissancc , et vtn- 
drent assallir, courre et envayr la terre de Saxo- 
gne, appartenant a Huolrich, Friderich et Berauld, 
les quelz freres estoyent , et les guerroyarent au 



y> veus ny remedies , que netre seigneur et pere t^ us eflbrcement quilz peurent Et quand Berauld 

» et nous y remedierons, veu que voas estes cetiy «entist et sceust , ly estant a la court de lempe- 

» qui iustice doibt aministrer a vng chescung , et reur , que les quatre fUz au conte des Mons avo- 

-» pour ce vuUiez faire iustace aussy bien de votre yent cheuaucbie sur le terrain de ses freres et 

» nepueu comme des aultres , saus decliner a ly , il fust espris de mal tallent et de courroui , 

» destre ne a senestre. i> Et sy ly dirent moultz s y vult v ers lempereur son huncle , et ly dist : 

daultres paroiles griefues et pognans. Et lempereur c * ire et monseigneur , ie vous supplie et requiers 

qui prodons et moult sage estoit , les assigna a quM vous plaise a mojr donner congie afin que ie 

leur respondre en sa cbambre a la presdiner, sans puisse atter a ajrdier a deffandre votre terre et 

fayre aukre bruyt , et Uz furent contans ; ainsy nostre , la quelle les filz du conte des Mons 

chescung se despartist , et quant ce vint a lapres ont assaUie ei envaye, et que ie les garde et def- 

disner, et ilz vindrent , et lempereur les fist toux fande de non courir , gaster et greuer la terre 

qnatre entrer en sa chambre, et leur dist le plus ,te le P°/s. Et ansjr que ilz ne puissent pas dire 



secrettement et le plus doulcement quil peust : 
« beaulz freres ie vous prie que pour votre hon- 
» nour et pour le mien que phu ae vulliez par- 
» ler de ceste matiere , ear taut plus en parleres 
» et tant plus se descoaurera votre hoate et la 
» grande desloyaulte de vatre suer ; sy vous prye 
» que plus non soit parte ne mot sonne. » Alors 
sesmeurent les quatre freres et en courroux dis- 



quilz sojrent venus sans trouer a qui paries , car 
ie ne le porrojre sauffrir pour votre honnour et 
par le nostre. Lors ly distlempereur: monbeaulx 
nief , alles , car bien dittes ; sj pregnez tout ce 
quii vous plajrra, finances et gens , et vous con- 
dujrses celont ce que bien le saures faire, et Dieux 
vous doint honne aventure. Et lors Berauld qui 
moult iestoit aymes de toutes gens et en toute la 



treut a lempereur: « et comment est ce lesmande ^ oourt de lempereBr pour *a bonte, dolceur et gra- 



» la queUe fayre nous voulles de la mort de no- 
» tre seur. Sachiez tout par, certain que puis que 
» vous ne vouUes faire raison en votre court de 
» Berauld, que nous sumes ceulx qui empredrons 
» veniance , et ces mal fait a vous de le vouloir 
» soustenir en son delit et malfait. Et sacbiez que 
» par la mort de notre suer ilz eu auorront a 
» milliers. » Et tors se partirent ies quatre freres 
sans dire adieu a lempereur. Et sen retemarent 
au phts brief quUz peureut et sy vindrent vers 
leur pere le conte et ly ' opntarent tout au i»ng 
ieur propoMle , la replique et duplique , et tout 
leflesement quUz arvoyent eu avecques lempereur. 



cieusebe , requist les nobles cheuaUers , escnyers, 
-et tous aultres, et fist vne moult noble et grande 
assemblee , et puis passa le Rin a Colongne , et 
erra et cheuaueba tant quil vint anpres de sau 
pays; et iy estre smr les champz, U encontravng 
valfet , cest vng escuyer de sa terre, le quel avoit 
a nom Guewich , le quel avoit este prins par les 
quatre filz de Mons, et quand il renconlra Berauld 
il le cogneust , et ly dist : du venez vous P et le 
vallet ly dist : manseigneur , manseigneur, ie viens 
de prison des mains de vos ennemis , et sjr leur 
suis eschappez gruces a Dteu. Et Berauld ly .dist: 
ou les avez vous laisses ? et le vaUet ly dist : 
monseigneur , moult pres decjr , en ce viUage, et 



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5i 



CHRONIQVES 



5a 



sceuent U riens de ma venue ? et illy dist : mon 
seigneur, neny; ains se sont refrechis au viUage 
et ne se doubtent de riens, et segallent, non cuy- 
dant que nulz ne leur puisse nuyre. En non Dieu, 



gastent tout le pays. Et Berauld ly desmanda: et a les aultres deux filz des Mons, ilz fiirent esbays, 

et non sans cause, et se mirent a la fuitte, et qui 
se peust sauuer sy se sauua. Et o peu de compa- 
gnie seschapparent les aultres deux freres et vin- 
drent vers leur pere , le conte des Mons. Et quant 
dist Berauld , ce sont bonnes nouveUes ; nous sau- leur pere les vist , ne feut desmander la douleur 
rez vous mener ou ilz sont ? Et Guewich respon- qnil eust et ausy eust tout le pays ; et des lors 
dist: oy monseigneur securement. Et Berauld qui encomensca vne tres grftnde guerre, fiere etmor- 
le vist a pie, le fist monter sur vng cheval, et puis talle , entre les Saxogniens et le conte des Mons, 
les mena iusqua la veue du village et de leur lo- la quelie dura long temps sans avoir acord. 
gis. Et quant Beraud vist le logeis de ses ennemis, 



il mist ses gens en ordonnance ; et puis appella 
vng moult notable et valiiant chiuallier, qui moult 
avoit veu et suyvy armes , et en tirant son espee 
il dist au cheuallier : beau pere en armes, ie vous 
requiers lordre de ckeuallerie, combien que enco- 
res ne lajre paz desseruy ; maiz ie vous promez , 
sur lordre de cheuallerie et sur mon honnour , 
que iamojr pennerajr a la desseruir et gagnier a 
mon pouoir. Et le cheuallier qui vist la honnour 
que son signeur ly faysoit , il mist le genoil a 
terre, et puis ly dist : mon tres redoubte seigneur, 
ie vous mercye quant par mes mains vous plaist 
a estre chiuaUier , et Dieu vous face sjr valliant 
et prodome , comme ont estes vos predecesseurs ; 
et puis ly donna la collee, et le fist cheuallier de 
part Dieu et saint George , et puis ly narra ce 
quappertient a lordre de cheuallerie, comme a plein 
le trouerez en, larbre des battaillez. 



Commenl Berauld nouel cheuallier desconjist les 
quatres freres qui JUz estoient au conte des Mons, 
dont les deux plus iojrnez jr morurent , et les 
aultres sjr fuyrent et vindrent a leur pere. 



Ceulx qui estoyent cheuaucheurs de la part des 
quatre freres des Mons , dauanture apperseurent 
larmee de leurs ennemis et les virent en moult 
notable ordonnance et defait , ilz brocharent che- 
uaulx des esperons et acourrurent au logis , et sy 
cryarent , aulx armes , aulx armes , veez cy les 
ennemis ; les quatre freres et leurs gens furent 
effrayes , et desmanderent , questre ? et ilz leur 
distrent, veez cy vos ennemis en beUe ordonnance, d 
aprestes a vous combattre. Et lors monta a cheual 
qui peust, non attendant lung laultre, ains se par- 
tirent Conrat et Loys les deux plus ioynes freres, 
et yssirent de leur logis a tout ce de gens quilz 
peurent avoir et qui prest furent , et vindrent a 
lencontre de monseigneur Berauld , et lassallirent 
moult fierement et asprement. Et monseigneur 



Comment lempereur Otto se trauaUia de mettre paix 
entre ses nepueux et le conte dez Mons. 

b Lempereur Otto regarda les grans daumages et 
inconueniens , murdres buttemens de feux quy 
sourdoyent par celle ditte guerre , sy fist comme 
prodrons , et fist entremesler pluseurs grans et 
bons parsonnages de faire la paix , dont il ly eust 
de grans signeurs et princes circonvoysins , les 
quelx sentremelerent a la paix faire. Les seigneurs 
princes et circonvoisins furent comeux ad ce fiiire 
et sentremirent de pourparler de lacord et de la 
paix; et fiirent faittes moultz de parolles et parle- 
mens, en remonstrant au conte des Mons son tort 
dont ie moy tays , et les orgueilz de ses enffans , 
et les oultragez ; et en effet, le conte condenssen- 
dist a lacord tout tellement, et fitst esgarde pour 
le bien de royaulme dAlamagne , Ie quel ne des- 
c morast en telle diuision. Et fust outroye Lacord 
entre toutez deux partyes en la manyere quil 
senssuit. Et prumierement que bonne paix et con- 
corde deust estre entre les enffaus de Saxongne 
et le conte des Mons et ses deux filz Thiekerich 
et Henrich et toux leurs suyuans par telle condi- 
cion que monseigneur Berauld fust entenus de 
vuidier les terres et pays dAlamagne, et de non y 
habiter de dix ans. Et ainsy furent faittes les pro- 
messes , et fust conclus , et ce estre fust conclus 
et ordonne bonne paix entre les deux partyez et 
entre les signieurs. Et vltre fust dit que le dit 
Berauld ne deust porter durant ce temps les armes 
de Saxongne, maiz que lempexeur ly deust donne 
nouellez armes. 



Comment Berauld print conge de son huncle 
lempereur , de sa femme et de ses freres. 

Estre la paix eryee et prononcee, monseigneur 
Berauld se vint a partir et print congie de son 
huncle lempereur , de sa femme et de ses freres; 



Berauld le nouel chiuallier ne voullost pas fallir a sy ne chaut desmander langoysse , les desplaisirs 
la pTomesse quil avoit fait a lordre de cheuallerie qui furent entre eulx , car lempereur laymoit sur 



et ne voullust estre recreant, ains les receust val- 
liantement et fierement tellemeht que ad ce ren- 
contre morurent les deuant ditz deux freres des 
Mons et moultz de leurs gens, tant que mors, que 
prins, que desconfis. Quant Thieterich et Henrich, 



toute riens et ausy il le valloit ; sy ly dist lem- 
pereur : « beau nyefz , votre despartie mest moult 
» dure et sera labregement de ma vie et sy sa- 
» chiez que pour vous fayre desmorer iay vollu 
» donner or, argent, villes et chasteaux, et faire 



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53 



DE SAVOYE 



54 



» de mOuitz grafis chbses; or il ny a nul remede a, 
•» quilz y ayent vollu conssentir, et que iez cho- 
» sez qui ont esteez pourparleez ne se tiegnent 
» et acomplisent , et iay esperance en Dieu que 
•» ce sera pour votre mieuix , au quel ie vous re» 
■» comande , ly pryant quil vous sault et gard de 
» toux dangiez et perilz. Et pour ce quil la este 
» pour parlc que plus ne doygiez porter les ar- 
» mes de Saxogne, ie vous donne a porter armes, 
» cest assauoir , vng champ dor a vne aygle de 
» sables voullant et estandue, membree et coron- 
» nee de goullez. Et en vltre ie veulx que soyez 
» acompagne et habiliiez de toutes chosez come a 
» nyefz dempereur appartient , et tellement que 
» riens ne vous faiUie. » Monseigueur Berauld 
remercya son huncle, comme bien le sceust faire, b 
sans soy esmayer de riens, et ly dist ; « mon sei- 
» gneur , iay bien entendu tout ce quil vous a 
» pleu a moy dire , et comme dit avez ie tiens 
» que Dieu veult quainsy soit pour mon mieuli et 
» avancement , car ie feys iamaix chose dont ie 
» puisse ne doyge avoir raproche , et sache ches- 
» cung que ce se ne fust pour evadir ia murdre- 
» rie de tant de noblez et bonnez gens , et le 
» gastement de tant de bons payx, que ie iamaix 
» ny heusse consenty, car Dieu set se iay tort ou 
» droit ; et a vous mes freres ie vous recomande 
» les bonnes gens de vos pays , et ne vous sous- 
» yez de moy, car mon Dieu nest pas mort. » 
Lors ly fist desliurer lempereur geus, or et argent, 
et pareiUiement le firent ses freres. Et anssy car 
il estoit moult aimes de toute la noblesse et de 
tout le pays tellement que vng chescung le voU 
loit ensuyure et aller avecques ly. Et fust sy grant 
sou apareil, que nuiz prince dAlamagne nauoit 
par avant eu tel. En telie maniere print monsei- 
gneur Berauld congie de son huncle iempereur et 
de ses deux freres Friderich et Volrich et de toute 
|a cheuallerie. Et se mist en chemin pour faire 
son voyage en Grenade et puis a saint Iaques en 
Galice. 



Comment monseigneur Berauld print le chastel 
de Culle et le seigneur. 

Ainsy come a este dit se partist monseigneur 
Berauld de Saxongne de la region dAlamagne, et 
de vne cite nommee Maidburg et cheuaucha et 
erra tant par ses iournees quii vint aulx marcbes 
de Burgongne en la langue Galique ; et de la ii 
yint en la marche de Vaudz et sy reposa vne nuit 
a vng chastel nomme les Cies en Vaudz, et de la 
ii vint a Geneue sur le Rosne , et de la il sen 
ala a vne ville nommee Saissel sur le Rosne, dont 
vng seigneur cbeualUer et prodons estoit signieur, 
ie quel signieur de Saissel le receust ly et sa com- 
pagnye moult honorablement. Et le dit seigneur 
de Saissel fist enquerre quil estoit , et quant il 
sceust quil estoit nyefe a lempereur, il le vint vi- 



sater en son iogis , et a grande requeste le Bpena 
iogier au chastel de Sayssel. Et la le festia o sa 
dame de femme et o tant de dames et demoiselle 
et gentilz femmes quil peus avour, et la deuisarent 
des nouelles de plusieurs partiez. La nuitpassa, 
le matin vint , sy fist le seigneur de Saissel a 
chanter la messe, et le disner du matin fust.prest; 
et apres plusieurs paroiles ie seigoeur .de; Saissel 
dist a monseigneur Berauld : « monseigneur, saebes 
» que en ce pays sont toutes signoriez diyisez. Et 
» sy a ysy pres vng chastel nomme Culie de Mojnr 
» veran ou ii habite vng signieur le quei tient 
» avecques ly toutes manieres de gens amasseys, 
» et qui tous sont fais au piiiiage et a la soberye, 
t> et sy sappeUent ennemis dung chescung. Pqur 
» quoy par mon conseU vou/s he passeres mye par 
» la ?e ne voullez estre .desrobez et piUiez et avoir 
» brigue , car nuiz ne sont seurs envers eutx ne 
» marchans ne aultres, et sy gastont tout ie pay& » 
Quant monseigneur Berauld lentendist ainsy park 
ii desmanda au seigneur de Saissel , et. ly dist.; 
« comment est U possible que vng seul seignew 
» tiegne ce chastel ouitre ia voiante de tout ie 
» pays, et dittes moy ce seigneur en est il sei- 
» gneur naturel. .» , Lors dist le seigneur de Says- 
sei : « neny voir monseigneur , ains appartient le 
» dit chastel de droit au roy Bouzon dArle , maiz 
» celly qui le tient avecques plusieurs brigans et 
» larrons le prindrent demblee et lont depuis te- 
» nus , et nous maynent sy ce pays dure et male- 
» vie , et nous sont touz iez iours aulx portes , 
» et nosons aller ne yssir. » Lors ce mist mon- 
seigneur Berauld moult en son cuer , et dist en 
aliemant a son maistre dostel : faittes apprester 
toutes noz gens en ordonnance. Et puis dist au 
seigneur de Saissel : mon hoste , Dieu le vous 
mire , et me doint grace a vous rendre les. ser* 
uicez et honnours que faiz mauez- , et puis baisa 
la dame de Saissel et ly donna vng anel dor et 
puis print congie auix dames , et monta , et sen 
partist o toute sa compagnye en moult noble arroy. 
Et quant le signieur de Saissel vist son ordonnance 
et conduytte, il fist aprester ce de gens quii peust 
avoir et la compagoa , dont monseigneur Berauid 
fust moult contans. Et quant ilz furent oultre les 
vignes et furent dessandus au plain sur le ryuage, 
monseigneur Berauld fist aller sou bagage et son 
carriage devant, et se tint sur sa garde ; la gaitte 
et les gardes duchatel choysirent le bagage venir 
par le chemin sy le noncerent a leur seigneur et 
ly distrent : monseigneur sachiez que nous voyons 
venir par le chemin chars , charrios et chiuaulx 
de bagagez a grande foison , que nous comandes 
vous ? Et lors ii lauoit envoye et mande dehors 
quazi la plus partie de ses gens pour aller en 
forrage , dont il cuyda eurragier , maiz pour k 
grant conuoytise de gagnier , le dit seigneur et 
chastellain de Culle print tant de gens coimme il 
peut avoir, et deuaila du chastei «t vint prendre et 
assallir le bagage, en ie cuydant enmener et ga- 

8 



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$5 



CHROHIQVES 



56 



gnier. Et lors monseigneur Berauld qui avoit mis 
son embuche , vist le heure qui ly estoit propice 
et necessayre , et se mist a assallir les pilliars , 
larrons et brigans , et se mist prumier la lance 
au point , et ses gens pareilliement , et les assal- 
lirent sy fierement que ce fust meruelliez et eulx 
se mjrent a la deffance comme gens de faiz quilz 
estoyent. Maiz ce non obstant riens ne leur val- 
lust, car la vaUiantize de monseigneur Berauld les 
vainquist et y fust occys le capittayne et chas- 
tellain de Culle, dont la reste se myrent affuytte 
yers le chastel pour .se sauuer, Maiz ce leur vallut 
peu ou rienz, car monseigneur Berauld les suyuist 
sy de pres, quil entra au chastel de Culle avec- 
ques eulx , et la furent prins et randus , et lors 
ce estre fait, monseigneur Berauld dist au seigneur 
de Saissel : seigneur de Saissel venes sa , ie loe 
Dieu de ce quil nous est advenus. Et pour ce que 
prodons estes, ie vous ballie ce chastel en garde 
et gouemement au nom de qui il appertient ou 
appartiendra , soit du rojr dArle ou daultre , et 
sjr vqus comande que de ses gens soU faUte pu~ 
gnission. Le seigneur de Saissel ly bobeist, etfist 
mener toux ses brigans au chastel de Sai6se) , et 
tint, et garda 6uHe de Monveran, et des celle 
heure fust celle contree empaix. 



CommerU monseigneur Berauld se partist de Culle 
et sen ala vers le roy Bouzon tn Arle. 



Quant monseigneur Berauld eust conquis le 
chastel de Culle et quil eust deliure le pays des 
brigans, pUliars et larrons , il appeUa le seigneur 
de Saissel, et voyant toux les gentilz hommes qui 
evecques ly avoyent estes , et ly dist : allez et gar- 
des ce chastel et faittes iustice a vng chescung , 
car jcjr ie ne veulx plus desmorer nj arester. 
Lors le remercya le seigneur de Saissel et ausy 
firent toux les nobles, et sy pryarent et requistrent 
a monseigneur Berauld quil ly plust a tenir et 
posseder le dit castel de Culle , car se ainsy le 
faisoit le pays en seroit plus asseure et plus em- 
paix. Et monseigneur Berauld leur respondist : 
« beauhc seigneurs, sachiez que ie ne suis pas ysy 
» venus pour a moy acroistre sur aultruy heritage, 
» ne pour riens prandre ne du roy dArle ne daul- 
» tre , maiz moult content suis et moult ioyeux 
» que bonne aventure maye ysy amene et conduit, 
» et que par mon moyen et a votre ayde vous et 
» le pays soyez desliures dung sy maluaix voysin- 
» nage. Maiz ce non obstant ie vous mercye de 
» votre bonne offerte et de votre grant et bon 
» voloir, et sy ne refuse pas a pouoir seiourner 
» avecques vous et de mener ioyeuse vie , quant 
» ce viendra a mon retour, quant a Dieu plaira 
» que ie auray acomplys mes voyages les quelx 
» iay entrepris de fayre. » Lors disnarent et firent 
grande ;ehiere , et puis fist monseigneur Berauld 



a garde et lieutenant du dit chastel de Culle le sei- 
gneur de Saissel , et puis print a errer par ses 
iournees teUement que ii ariua au royaubne dArle, 
et y ariua de nuyt ; le quei royaulme domineitet 
signorissoit le roy Bouzon. Et quant monseigneur 
Berauld fust ariue au pays , il oyst moult grande 
et bonne renomee du dit roy, sy desposa daler en 
Arie, et de visater le roy Bouzon. Et quant le roy 
sceust la venue de monseigneur Berauid, et qnil 
fust informes quil estoit nyefz a lempereur Otte , 
ii se deslibera de le festoyer a toutte puissance , 
sy haultement comme fayre se pouoit , et ly en- 
voya a lencontre vne moult betie compagnye de 
seigneurs chiualliers et escuyers en noble aparail , 
les quelz le vindrent rancontrer sur ies champs et 

b apres le conduysirent iusques a la presence du roy, 
le quel ie veist volantiers et le receust a chiere 
lie , et le festoya tout ce iour. Quant ce vint au 
lendemain le roy dArie fist appeUer en 'son con- 
seil monseigneur Berauld et ly prya quil ly vau- 
sist faire assauoir la cause de sa venue et de son 
cas, et monseigneur Berauld ly conta et dist tout 
au long et vint au conte de son ▼oyage iusques 
a la prinse de son chastel de CuUe, et puis conune 
il estoit venns vers ly et ieffait de tout son vo- 
yage. Et quant ie rey leust oy et entendn , U le 
remercya du recouurement ne son chastel, et co- 
gneust bien la vaUiantize de iy , sy ly dist : alles 
et acomplisses votre vqjrage , et vous prie quil 
soU de votre plaisir de reuenir et retourner par 

c J S J > car W moult a vous parler , et sjr mest 
necessajrre davoir votre acointance. Ef moult 
pleurent au roy les meurs et condicions et ma- 
niere de monseigneur Beranld, sy le retint et fes- 
toya aucungs iours moult ioyeusement , et puis 
quant ce vint au despartemeut , le roy ly donna 
de moultz beaulx presens , et le deffroya , et Iy 
presenta or et argent et de ses biens. Et apres 
print congie du roy et se mist a la voye du par- 
faire son voyage , et de la tint son chemin vers 
Arragon , et visata le roy dArragon , le quel roy 
les fist mouit grand honnour, et donna son ordre 
a ly et a plusieurs de ses noblez. Et de Ia sen 
ala en Espagne, et vint vers le roy dEspagne,le 
quel le receust moult honorablement , et lors ses- 
toit faitte vne armee a lencontre du roy de Gre- 
nade, ou estoit venus le roy de CeciUe, et mon- 
seigneur Berauld y ala avecques Ie dit roy et 
firent grand daumages aulx Serrasins , et la se 
monstra ia valliantize et cheuaUerie de monsei- 
gneur Berauld et de ses gens, car par le rapport 
dn dit roy il se porta tellement et fist tant dar- 
mes , que nulz nen peust plus faire , et estre lar- 
mee faliie le dit roy de CeciUe sen retorna et 
ausy fist monseigneur Berauld. Et pour tenir sa 
promesse il reuint par deuers le roy Bozon roy 
dArle , le quel ie receust en grant liesse beny- 
voiientement, et festia et le retint a gages et son 
principal consseUier. 



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57 »JB SAVOYE 

Commenl monseigneur Berauld fiist fait capitajrne a 
general et lieutenant du rojr Bouzon a son 
retour. 

Qnant monseigneuv Berauld enst acomply son 
voyage dEspagne, de saint Iaqnes et de Grenade, 
il avoit entreprins de aller vltre mer en Iherusalem , 
a saint Batellme,et d« voyagier tant longuement, 
que le terme de son bagntssement fust passez. 
Maiz pour cequU lauoit promis au roy dArle de 
retprner par deuers ly U vouUust obtenir sa pro- 
messe , penssant ausy que le voyage de la mer de 
MarsseUie est mains greuable que nest ceUy de la 
mer dEspagne pour passer en Iherusalem ; sy se 
mist a cheminer au retour et erra tant par ses 



58 



» contre leur feaute. Et pour ce ie loeroye que 
» vons entendissiez , a • subgiguer les Geneuoix que 
» sont le chief que vos snbgiez , car qtiant vos 
» aures subgiguez principaux, vous aures tant 
» moins a faire a la reste. » 'Ei quant le roy et 
son conseil oyrent monseiguetir Berautd, Uz loe- 
rent son opnseU ; et lors fist le roy secrettement 
son armee et greua moult les Geneuoix et les. mist 
en moult grant desroy. Et voyant le comung de 
Genes les griefe et daumagez que leur faysoit le 
roy dArle , Us se mistrent enssemble> et acourru- 
rent aulx quatre lignages de Genes, cest assauoir 
Flesco et Espinole , Orye et Grimanlde , et ceulx 
acourrurent au duc qui lors , estoit des Campfur- 
goses , et ceubx firent armer naues ,' fustes , bar- 



iournees quU nint et ariua en Arle pu le roy le b ques et gallees a grande puissance , et nagerent 



receust voullantiers , car bien mestier en avoit. Et 
qnant ce vint apres son bien vigne, le roy dist a 
monseigneur Berauld : u Sachiez que iay guerre et 
». question avequez les Genevoix, non obstant que 
» nous sumes en treues. Et de nouel aucung de 
» noz subiects se son rebeUes a lencoritre de nous 
» a les monement des dilz Geneuoix , cest assa- 
» uoir , le conte de Piemont, le conte de Cana- 
uaix, le marquis de Saluces , le conte de Suze, 
» le prince de Piemont, le conte de Mondeuis et 
» le conte de Morianne, et tous leurs circonsvoy- 
» sins. Et sy nous font guerre, sy vous voudroye 
» prier que vausisses desmorer aveques moy, et 



» 



teUement quilz ariuerent an port de Protholi. Maiz 
ilz noserent entrer an dedans du port. Quant le 
roy et monseigneur Berauld tes sCntirent sy pres 
deulx , ilz prindrent conseil , se ilz ystroyent a 
lencontre de leurs ' eonemis , ou se ilz se tien- 
droyent dedans le port, ou se ilz les attendroyent. 
Et lors fust dit et ordonne par la plus grande par- 
tie , que lon se deust mettre et entrer en la bou- 
che du port de Protholi, ou ilz seroyent et estoyent 
seurs. Maiz le roy fust chaut et buUiant de val- 
liantise sousprins et iura quilz. les yroit envayr et 
assaUir. Lors ny eust nul contredit, ainz fust co- 
mande aulx gallees de voguer, et chescung sa- 



» que moy vuUiez adier conseiUier et souenir, et presta de bien fayre , et tout a vog crys Uz fal- 
» que vulliez eslre mon capitayne general et lieu- c lirent hors du port de Protholi, e( a sons de trom- 

» tenant de mon royaulme. » Et monseigneur pettes et de clayrons , le roy print a assaUir le 

Berauld remercya le roy comme bien le sceust Geneuoix moult fierement. Et les Geneuoix se 

fayre , et puis ly dist , que il troueroit bien plus defiandirent asprement , ainsy furent pele mele 

propice de ly , et en oultre quil ly falloit acom- tusques la nuit les despartist. Sy peust de moultz 

plir son voyage oultre mer. Lors de rechiefz le roy beaulx fais darmes faiz dnne part et daultre , et 



le requist et prya tant, quU ly outroya a desmorer 
celle saison. Et lors fust le roy moult ioyeux et 
fist aveitir sa baronnye et ses nobles et ses troix 
estas, et la fust fait cree et instituys monseigneur 
Berauld lieutenant de roy et general capitayne 



sy y en eust moult de mors et de bleces de tous 
deux coustes , maiz entre les aultres fust blece et 
naufre le roy Bouzon dArle. Quant nuyt fust ve- 
nue noyre , et obscure, le roy et ses gens se re- 
trayrent dedans le port de Protholi , et les Ge- 



du roy , et de toux le paix, dont moult ioyeux et neuoix se retrahirent an port de Vintmille. Quant 

ayses en furent toutes gens. Estre ce fait le iour ce vint vers la mynnyt et monseignenr Berauld fust 

passa, et quant vint a lendemain lbn tint conseU refroydie , et il se sentist moult playe , et ausy 

et la fust ordonne que le roy deust mander vne firent plusieurs chiuaUiers , escuyers et nobles 
ambaixade aulx Geneuoix pour auoir treues et asti- j hommes, et lors toux dung accord ilz firent voille 

nance de guerre ; afin que durant ce tempz le et heurent bon vent et nagerent tant quilz ariva- 

roy peust contraindre ses subgiez dessus nommez. rent au port de MarseiUie. . Et la fust medecine le 

Sy y ala son chanceUier et plusieurs nobles pour roy et les blesciez. Et la seiourna le roy tant seul- 

traytier la paU ou les treues ; mais quant tout lement tant quil peust cheuauchier , et de la il 



heurent pourparUe dune part et daultre ilz sen 
reuindrent sans riens fayre. . 

Quant les embaysseurs du roy furent retornes 
de Genes , et quil entendist que nul traytier ne 
pouoit auoir avequelx > il se mist en consseil , et 
Monseigneur Berauld fust la qui dist : « Monseigneur 



sen ala en Arle ou il fust receus a grande solemp- 
nite. Le roy estoit amoureux en Arle, sy fist plu- 
sieurs exceps tant de femes come de boyre et de 
mengier, et ne voullust croyre ne les sourlpgiens, 
ne les phisiciens , dont ses playez ly adronclerent, 
et apostimarent tellement quil en morust en moult 



or pouez vpus cognoistre , que vos subgiez.font peu despace; sy en fist monseigneur Beranld mer- 

» ce quil fpnt soubz lombre des Geneuoix , et ueillieux dueil , et ausy fist tout le pais , car il 

» ausy les Geneuoix se tiegnent fort soubz la fiance estoit mors sans heritier de son corps , et nauoit 

» de vos suhgiez lesquelx font contre vpus et laissie nulz enfans qui apres ly deussent regner. 



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59 



CHRONIQYES 



60 



Et lors sf> mistrent a conseil mooseigneur Beranld a et leur donna audience ; et quuY heurent faitte la 

reuerence , il ly conterent la mort de sOn sigoieur 
et frere le roy Bouzon. Quant monseigneur Ruodulf 
lentendist , il en mena merueiUieux dueil, tel que 
plus ne se peust dire ; et quant nature eust fait 
son debuoir , et monseigneur Berauld ly dist : 
monseigneur , cest assez, il faut entendre a aultre 
ckose, et au prqfit du rojraulme, Et alors fist partir 
de Vienne , et le conduist iusques en Arle , et la 
a peu de bobance, et destatfust coronne le Ruodulf 
-et receust la Gdelite des noblez et du pays ; et 
sy print et eust la possesskm du royaulme sans 
contredit, passifiquement. 

Comment les Geneuoix eorrurent par mer en 
Prouence, que Morianne fust occupee par leurs 

alies. . 

Sachant le duc de Genez et les Genoiz la mort 
du roy Bouzon dArle, ilz assembla les quatre li- 
gnages de Genes, que sont Flesco, SpinoUa, Orye 
et Grimauldy , et tout le comung, et entreprirent 
de renforcier la guerre , veu la mort du roy , sy 
armerent par mer et par terre, et ala larmee de 
mer , et entra en la Prouence, ou ilz firent grans 
daumagez , et corrurent asprement. Et de lautre 
coste par terre se mistrent sus le conte de Pie- 
mont , le marquis de Saluces , le conte de Suze, 
lesquelz sestoyent rebellez, et sestoyent alyez aulic 
Geneuoix : ceulx vindrent et corrurent , cest assa- 



et les barons) et noblee du pays , sy ordonnarent 
que deuaut toutes chosez lqbsequie et lintunjulle- 
meut du roy. fust fait tput. prUmierement , et que 
\e seruice diuin fust acomplys comme faire se de- 
huoit, et:ak*s,y le firent, ,et fust eaterres le roy 
cn la grande eglise eu la chapelle royaule. Dieu 
en ayt laume. 

Comment monseigneur Berauld eia a Vienne queriv 
monseigneur Ruodolf >le frere du rojr Bouzon , 
. et le mena en Arle coronner. 

Estre faitte la sepulture du roy Bouzon. , les 
seigneurs et barons sassemblarent .au palaix.dArle, 
et la fust monseigneur Berauld le capitayue ge- 
neral. Sy print le chancellier . la paroUe par le 
comandement . de toux , et dist : « Gapitayne , U 
» ne faut pas quo lon vous remonstre les haulx et 
» grans seruices , dont vous avez seruy le rdy et 
», toux, ses pays et ausy toux nous aultres en ge- 
» neral , car il est tout nottoyre que ce le roy 
» notre sire vous eust croyre , U fust encores en 
)) vie , et sy neust pas beu la desfortune quil la 
n heu. Or soit que soit il ne peust estre aullre- 
» meat ; pourtant , mdn cher siguieur et. capi- 
» taine , tout le pays enesemble , toux les trois 
» estats vous pryont et requierent que ne nous 
)> vuUiez habandonner iusquace cesi cilqui doibt 
)> estre notre roy par vraye succession , et ausy 



quil vous playse de ce voUoir aller querre et de c uoir les gens du conte de Piemont cerrurent en 



» lamener afin quil soit noronne : et se ainsy le 

» vous plaist affaire , nous vous en serons a tout 

» iours maiz tenuz. » Lors respondist monseigneur 
Berauld et dixt : « Mes signieurs , ie ne refuse , 

» ne ne diray de non a faire. de tout mon pouoir 

» tous les seruices, honnours, et plaisirs, et prou- 

» fis a vous aulx signieurs , et a tout Les pays , 

» que a moy possible seront de fayre. Car iay 

» trouue en vous tout honnour, cortoysie et plaisir. 

» Et sy content de aller vers monseigueur Ruodolf, 

» lequel doibt estre roy ; maiz avant il seroit de 

» besoing que lon porueust aulx ports , destroys 

'» et passages, par lesquelx les ennemis du royaubne 

» nous peulent greuer , et avoir ce fait, nous por- 



la val de Stuanne , et ceulx du marquis vers Mdn- 
geneue ou Ieniese, verz Ebron, et ceubx du conte 
de Suze corrurent vers la Morianne , et rompirent 
les trois assemblees a vng cop par terre, e larmee 
des Geneuoix par mer sy entrennit que avant que 
le roy Ruodolf y peust remedier, il pardist toute 
la Morianne et moltz daultres pays et contrees. 
Tout ainsy comme les noueUes souruindrent au 
roy Ruodulf , et monseigneur Berauld desmandoit 
au roy congie et licence pour aUer a complir son 
voyage oultre la mer , se message print a dire : 
Sire , sachiez que gens darmes sont entres a puis- 
sance en la Morianne et.au Gappazois , et en la 
conte de Focquoquier , et on gaste , et la plus 



rons mouoir a aUer querre notre signieur, et de d grande partje du pays prins; et comme celly par- 



» le coronner comme il appartient. » Alors tous a 
vne voix cryarent ; ainsjr soit fait eomme dit laues, 
et benoit soit Dieux, qui en ce pajrs vous amena. 
Et pourtant comahdes et nous hobejrrons. Moiisei- 
gneur Berauld les remercya , et puis ordonna en 
toux 4es lieux ou mestier estoit gens darmes et 
detret , et mist ses garnisons ordonneement. Et 
puis aprez ilz ordonnarent vne moult noble ambay- 
xade , ou furent des plus princepauk du royaulme, 
et avequelx fust monseignenr Beranld, et se mis- 
trent au chemin , et errarent par leurs iournees 
tant quils vindrent en la eite de Vienne , la ou 
estoit monseigneur Ruodolf. Quant il sceust que 
ceUe atnbayxade esloit venue, U les fist aduenir, 



loit encores , il arriva vng aultre messagier quil 
dist : Sire , larmee aulx Geneuoix est entree en 
Prouence , et daumage , et degaste tout. Quant 
roy oyst les nouelles, et comment monseigneur Be- 
rauld volloit prandre congie , ce il fiist esbays , 
ce ne fust meruelliez. Sy comensca a souspirer , 
car toute sa uye il avoit vescu passifiquement et 
ioyeusement a Vienne et au pais, sy ly fust moult 
grief de oyr tellez eslampeez» Sy dist a monseigneur 
Berauld : A heau cosin vous ojrez et vojrez que 
cest : eertes il nest pas ores temps de voagier ne 
vitre mer, ne allieurs ; car se vous mabandonnez 
ie suis pardus ; sjr vous prie que ad ce besoing 
mojr vulliez secorir , soufinir et ajdier. Quant 



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6i 



DE SAVQYE 



62 



monseigneur Berauld loyst airisy parler, U ly res- a CommentmonieigneurBerquldse partistdeFienne,. 



pondist . moult overtement et hardiement : Mon- 
seigneur ne vous esmayez car cest peu de fait\ «t 
a laide Dieu , et votre bon droit nous mettTons 
en tout bon remede. Ne vous souissiez, car.. ie ne 
vous lajrqj pas. Ad ce mot fust le roy moult con* 
fortes , et manda son conseit. Et la fust deteraine 
et ordonne que monseigneur Berauld auroit la charge 



et ala desconfire ceulx qui avpjent prinse la 
Morianne , et les Piemontojs. 



Quant messire Berauld eust prinse sa possession 
a Vienne , apres estre leuez le siege de Gap, il se 
partist de la cite de Vienne, et sen ala a Grenoble. 



des ' gens darmes par terre , et le seneschal de Et la il fust receuz comme viceregent, et gouer- 



Provence auroit Ia charge de la mer. Ce seneschal 
estoit signieur de Venterolles , et moult valtiant 
chivallier sans reproches : sy reseurent ces deux 
signieurs la charge de la guerre tant par mer comme 
par terre. Et lor dist monseigneur Berauld au roy 
oyant toux: Monseigneur , confortez vous , car a 



neurs , et capitayne generaL Et la vindrent vers 
ly toux les barons, et toute la noblesse, bourgioix 
et marchans , et le peuple de toute la contree , 
comme ceulx qui furent reconfortes de sa venue y 
et qui heurefnt esperance destre tous restores par 
son moyen. Sy le reseurent a grant honneur , et 



lajde de notre Signeur et de votre bon droit, nous b ly firent hobeissance , et ly presenterent corps et 



ferons tant que vos ennemis seront vaincus , et 
sojez seur que se iestoje en Iherusalem, ie revien- 
droje pour vous servir et ajdier. Et le roy le 
remercya , et le fist son Ueutenant royal , et eapi- 
tayne general , et si fist U amiral de la mer le se- 
nechal signieur de Venterolles. Sy leur ballia le roy 
finances a poison , et mistrent gens darmes sus 
tant par mer comme par terre , tellement quilz 
heurent belle compagnie. Le seneschal se mist en 
mer a tout ses nauires , et eust si bonne fortune 
quil reboutta les Genoix iusques vers Nice , et 
gagna sur eubx deux gallees corsayres, et se porta 
moull valliamment Et monseigneur Berauld tira vers 
la terre , et mist en ordre ses gens et son artille- 



biens, et les nobles , et gentilz hommes, et ceulx 
qui pouoyent porter armes sarmerenl , et se mis- 
trent empoint pour lacompagnier. Et puis le vin- 
drent vasater vng iour, et le remercyercnt gran- 
dement de sa venue , ly disant : u Monseigneur , 
» vous soyez le tres bien venus, car nous auons 
» bien necessite de votre bonne ayde. Et sachiez 
» que ce pays avoit acoustume a viure empaix, et 
» maintenant sumes souprins de tant de multitude, 
» de gens darmes , que tout le pays est gaste, ne 
» nulz hardis daller par le pays quil ne soit mors, 
» prins , et derrobes : sy vous playse a y reme- 
» dier , et pouruoir , et nous vous ayderons a tout 
» pouoir, et viurons et morrons aveques vous. » 



rie, et vint tout droit deuant la cite de Gap, ou c Quant monseigneur Berauld les oyst ainsy parler , 



les signieurs dessus ditz tenoient le siege. Monsei- 
gneur Berauld , qui sage estoit, mist son embuche 
sy secrettement quil ne fust point aperceuz , et 
quant ce vint a la my nuit, et il vint, et sy les 
soupprint a desroy , et frappa sur le siege moult 
vigureusement en teile manyere que la plus grant 
partye de ceulx du siege furent que mors , que 
prins, et le plus des aultres fuyrent par les mon- 
tagnes , et de la narresterent iusquad ce quilz fu- 
rent. au marquisaL Et quant ceulx de Gap sentir 
rent la meslee et le bruit , et oyrent cryer Arle 
Arle , ilz se mistrent empoint quazi sur le point 
du iour , et yssirent de la ville , a grant voloir , 
et de tant leur pouoir, et loarent Dieu du secours, 



et les vist sy tost aprestez , il fut moult reioys , 
et ayse en son cuer, sy les remercya comme bien 
faire le sceust, ct les receust, et accepta , et leur 
desmanda, et dist: Mes signieurs, quelx gens sont 
ce , et ou sont ilz. Et lors vng viel et ancien chi- 
uallier se mist avant, et dist: « Monseigneur, vul- 
» liez sauoir, que quant les Geneuoix heurent 
receu le grant daumage par mer la , ou vous 
fustes aveques le roy Bouzon , et comme ilz 
sceurent sa mort, ilz se alliarent avecques le 
» conte de Piemont, le marquis de Saluces, et le 
» conte de Suze , et des aultres signieurs du Pie- 
» montoys , lesquelz se mirent en armes , et pas- 
sareut la val Asturanne par Celuces, et par les 



et gagniarent toute lartillierie , et firent grant d » montagnez dAmbrunnoys, et s«s gens sasembla- 



chiere. Ce monseigneur Berauld fust receuz ioyeu- 
sement ne le faut desmander. Et ainsy soiurna La 
par aucungs iours , iusques les naufres et bleciez 
furent gueris , et puis resfreschier ses gens , et re- 
mettre a point leurs arnoys, et referrer, et rafre* 
chir leurs chiuaulx. Et puis cen partist de Gap , 
et vint tout droit a Viehne, ou il print la posses- 
sion de son oflice, et la il fust receuz honnora- 
blement des noblez, et de cittoyens, et de toutes 
gens ; car ilz satendoyent destre restoreres et mis 
empaix parly. 



rent deuant Gap , ou nouvellement tlz ont estes 
desconfis par votre proesse. Et laulti-e party 
passa par Suze , et dessandirent au pays de Mor 
riaone , lequel ilz ont prins , et occuppe , et 
ceux sont qui tout dis nous murdrissent,,robent, 
et pUlient en ses marches,, et puis se retrayent 
ens les, montagnes, ou nulz ne lez peut greuer, 
ne nuyre. » Quant^monseigiicur Berauld eust ce 
oy, il dist: « Qr $a, mes, signieurs, ne vous sousr 
» siez , car a layde de Dieu nous les ti-ouveronsj 
» porqupy vng chescung 6apreste pour au iour- 
» dehuy , et garde vxrg, chescung que rien ne ly 
» fallie , et que chescung endroit soy soit prest 
» a la my nuit, et faittes que nous ayons bonnes 



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63 



CnitOMQVES 



64 



» guides , et assez, et qui bien sachent les passa- 
» ges afin que ne puissons errer. » Et toux les 
nobles du pays loarent Dieu, et le remercyarent 
de hault et bon voloir, et ly distrent: Monseigneur, 
tous sumes prestz a vous hobeir, et de viure et 
morir o vous. En cel arrest chescung avisa a soy 
mesmes , et quant ce vint a la my nuit, monsei- 
gneur BerauW fist asonner ses trompettes et cle- 
rons, et chescung fust de grant cuer, entailentif, 
sy se mistrent les guidcs en chemin, et chiuau- 
cherent contre a mont la riuiere de llsere rusques 
apres la riuiere dAch. La troua monseigneur Beraukl 
les ennemis asses pius pres quil ne cuydoit, car 
les deuants ditz signieurs de Piemont, enssemble 
vne moult grande compagnie de Geneuoix, les 
vindrent racontrer en grant nombre, et la se mes- 
krent ensemble lez deux partye; sy fust la meslee, 
et le fereys aspre et dur dung coste et dautre ; 
htquelie meslee sy dura moult longuement , maiz 
a la fin ceulx de Piemont ne peurent soustenir 
nendurer la grant force , et les hauix faix darmes 
que ie bon chhiatier monseigneur Berauld, et ses 
gens faysoient , sy se mistrent a la fiutte , en re- 
toraant vers la Murianne , maiz monseigneur Be- 
rauld les aia chassant , murdrisant , et apprison- 
nant, en les mettant a desconfiture iusqua vng pas 
nomme le Mont de pierre. Et combien que la des- 
confiture fust grande , se la nuit ne fust sourue* 
nue, elle eust estee asses plus grande. Quant il 
fust anuittye , et monseigneur Berauld fist sonner 
la rettrette, et fist ses gens alogier, et a fayre 
feux et gait, et fist regarder aulx naufrez, et ado- 
ber ses gens au mieulx quil peut, et la desmora 
celle nuit iusques au iour, a tout ce peu de su- 
stance quflz peurent avoir. 

Comment monseigneur Berauld fist edifier et forti- 
fier Charbonnieres et HermeHlan en Muritmne , 
et quil en deschassa les ennemis par sa proesse. 

Gelle nuit reposarent monseigneur Berauld et 
ses gens asses petit, car iiz se sentoyent empays 
assez peu seur. Et quant ce vmt au matin, mon- 
seigneur Beranld , qui ne dormoit pas a la sus et 
ius , en regardant le pays, qui moult estroit estoit, 
et lez haultes montagnes de toux coustez , sy sa- 
penssa de feyre atrcunne seurte au dit pays pour 
hvy, et par ses "gens, et ou ilz peussent avoir au- 
cung retrait au besoing, par lequel moyen ilz peust 
contrester, et resister aulx ennemis. Lors ilvist du 
couste deuers Aygnebelie , il vist pres dHecques , 
au my lieu de oeHe vaWee , vers lentree de la Mu- 
rianne., une roche baulte, rouste etaspre au mon- 
ter; 'sy monta en hault , et troua quil ly avoit vne 
nroult gente pkroeure , et quant 3 fhst la sus , il 
dist a ceubx qui avecques luy estoyent montes : 
"Qtue vous semble, ce lieu me plaist moult, car a 
peu de fortifiement , et dedifiement ce lieu seroit 
impnegnable. Etles signieurs chinafiers et escuyers, 
qut o\ay estoyent, ly consentirent, et lenconfor- 



a tarent ' moult. Et subittement, il fist mander les 
ouvriers de toutes fassons, et fist aedifier vng cha- 
stel en ce tieu, lequel il appella Charbonnyeres ; 
et ia cause .pourquoy il lappeUa ainsy ce fust pour 
ce que «u mesme lieu les charbonniers du pays 
fayssoyent les charbonnyeres de tout le charbon. 
qui se despandoit a lentour du pays. Ainsy ie dit 
monseigneur Berauld fist edifier par mainz iours , 
iusqua ce que le dit tieu fust asseure, et il mes- 
mes se tenoit la atout ce de gens qui o luy pouo- 
yent habiter , et La reste se tenoyent a lentour 
tant au viUez comme aulx villages, et toux se te- 
noyent souhzbonne conduitte. Et sachiez que Ieurs 
ennemis, lesquelx avoient esproues monseigneur 
Berauld et sa compagnie, nestoyent ozes, ny hardis 

b de passer le Mont de pierre. Quant messire Be- 
rauld vist que ses ennemis ne le voulioyent, ou 
ozoyent envayr, ne assallir, et quil eust mis son 
chastel a seurte , et il priat a dire a ses compa- 
gnons, et a ses gens: il me semble, que nos en- 
nemis sont tous mors , ne scay quil semble a euLx 
que nous fajrsons , ie suis deslibere de les aUer 
veoir ; et toux ly consentirent , 6y sarmerent , et 
monterent sur leurs monteures, et se prindrent a 
chiuauchier deuers la MuriAne. Et cuydoyent pas- 
ser la riuiere dArch , maiz sy grande fust qne 
passer ne la peurent , et sy trouarent leurs enne- 
mis sur le Mont de pierre, lesquelz les reboutte- 
rent fort , et leur resisterent a toutte puissance , 
en leur deffendant le passage. Et lors monseignear 

c Berauld comanda a lassembler , et la au destroit 
fust grande la meslee, de lune part et dautre, et 
ia eust moultz de gens mors et blesces de toux 
deux costes. Maiz le franc chinallier se mist de- 
uant, en faysant son escry, et sy fist tant darmes, 
ly et les siens, que a jfbrce de proesse ilz rompi- 
rent leurs escadres. Et lors prindrent a souyr cenli 
du Piemont, et les arbalestriers Geneuoix, sy en 
y eust moults de mors et prins , et les enssuyst , 
et chasca monseigneur Berauld itrsques au pont, 
a Manfro , et la se sauuerent les fuyans auix raon- 
tagnes tout a lentour de Saint tehan de Murianne. 
Quant le gouerneur de Murianne vist le grant dau- 
mage que ly , et ses gens avoyent reseu par mon- 
seigneur Berauld , et par les gens du roy dArle , 

d et quil estoyent aflfeblis et deminuys , il voullust 
monstrer quil estoit valliant homme , et sy estoit 
il. Et lors a ce peu de gens quil tauoit, il monta 
sur vng hault tieu en la roche pres dHecques, ou 
ilz avoient estes desconfis. Berauld manda les bons 
hommes du pays, et fist la bastir et edifier vne 
forteresse , pour faire garde et clef au pays , et 
ausy pour eulz retrayre et garantir. Et fist appelle 
celle place Hermeiiloii. Ainsy eust dcux places au 
pays monseigneur Berauld. 



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65 



DE SVVOIE 



66 



Comment ceulx du Piemont , et les ennemis du 
roj dArle se retrajrent en lAuzojs quant mort- 
■ signeur Berauld les vint par combattre. 

, ::Voyant ceulx du Piemont qui en Morianne esto- 
yent pour le marquis, et par le conte de Piemont, 
de Canaueix, et du signieur.de Suze,et ceulx qui 
leurs aydans estoyent de la part de Genuoyx , 
quilz estoyent sy mal menes par monseigneur Berauld 
gouerneur du Viennoix , et quilz ne pouoyent re- 
sister a sa proesse et puissance , ne ne se pouo- 
yent plus tenir , ne defiandre , ilz manderent au 
marquis de Saluces , et aulx aultres signieurs du 
Piemont, et a toux leurs aliees quilz les vaulssis- 
sent secourir , et que ilz venissent a force , ou 
aultrement quil leur falliot habandonner le pais ; 
car monseigneur Berauld avoit encomence vne for- 
teresse a edifier , que qui ne la ly viendroit def- 
fandre , ce seroit la destruccion deulx et du pays. 
Quant les signieurs du Piemontoys heurent ces 
uouelles , ilz lirent aprester gens tant a pie comme 
a cheual , et en grant nombre , et les envoyarent 
en layde du gouerneur de Morianne ; maiz quand 
tlz fiuent la, et ilz oyrent la valliance de monsei- 
gneur Berauld el de ses gens , ilz le doubtcrent 
tellcment , quilz noserent passer la riuicre dArch 
au prcs dErmeillon , sy se mistrent au pres de 
Saint Iehan comme en maniere de siegc sans eulx 
mouoir. Quant monseigneur Berauld vist quilz ne 
sc mouoyent, il ne fisl anltre semblant iusqua ce 
quil eust acheue , et parfctte sa place de Ermeil- 
lon ; et quant ce vint vng iour apres quil eust 
furnye et garnye la place, il appella ses gens dar- 
uies , et moult ioyeasement lcs festoya , et puis 
leur dist : « messieurs , freres et compagnons , ie 
» ma parseoy que les ennemis du roy ont le cuer 
» fully , veu que en tant de temps ilz non estcs 
» ozez ne sy hardis de faire vne seullc envaye sur 
)) uous , ne se sont amis de passer vers.maiz puis 
» quainsy est, ce bon vous semble , il nous faut 
» allcr vers eulx, et nous faut essayer se deslogier 
» les porrons. » Ad ce conscil sacordarent tous , 
sy sarmerent, et se mistrent empoint, tant a cheual 
comme a pie, et le plus coyement quilz pcurcnt, 
vindrent iusqucz au bort de la riuiere. Et Ioi-s 
prindrent a sonner trompeltes et clayrons , et 
leaune estoit appetissee , sy se prindrent a passer, 
ct a cryer alarmc alarmc, et sapresta chescung a 
bien fayre son debuoir. Quant les Piernontoys, et 
Genuoix lcs virent sy fierement \enir embatallie 
rengee , embelle ordonnance, ilz nosercnt attandre 
monseigneur Bcrauld , nc sa compagnie , ains se 
mistrent toux ensscmble, et se dclogerent du champ, 
et sy entrerent en la cite de Saint Iehan, et pas- 
serent tout oultre sans arester , et monterent le 
contremont de la moutagne a lencontremont de la 
Moriaune , et narcstcrent iusqua ce quilz furent 
sur la roche au pas du dAuzoys. Et monseigneur 
Berauld les suyuy iusquau Bourget, et la il saresta 
par aucun"s iours : ciuant il fust la . il envova lc 



a chancellier de Viannoyz ariere a Saint Iehan pour 
reseuoir, et prandre la fidelite de ceulx de la cite, 
car au passer nauoit voullu arester pour non de- 
laisser densuyure les ennemis. Et ainsy desmora 
plusieurs iours au Bourget monseigneur Berauld , 
penssant tout dis de pouoir passer oultre , et les 
combattre; maiz ce nestoit en son pouoir de y 
entrer , ia fust ce que ly ct ses gens sen essays- 
sent tous les iours. 

Comment monseigneur Berauld degetta les enne- 
mis du roj hors de Morianne par sa proesse. 

Quant monseigneur Berauld vist quil ne pouoit 
nuyre a ses ennemis , il dist a ses compagnons : 
b « Messieurs, nous perdons temps, ysy il nous faut 
» tenir vne aultre voye , et me semble que bon 
» seroit que nous despartons nos gens, cest assa- 
» uoir que lune partye sy passe leaune, et laultre 
» partye desmore ysy; car ceulx qui passeront Ia 
» riuiere seront dernier nos ennemis, et les aul- 
» tres seront a front, sy les porront comprendre 
» de tous coustes, et les porrons garder quilz ne 
» porront plus rcsister a lencontre de nous. » Adce 
conseil sacordarent tous , et alors monseigneur 
Bcrauld ordonna , que le ballif de Viennoys, vnd 
moult valliant chiuallier et sage , desmoi-ast au 
Bourget a tout vnc partye dc leurs gens. Et il re- 
torna a Modane, et de Modane, il erra contremont 
la riuiere dArch toute la nuyt, tellement quil ariua 
c au solocil a Auzoyz, et dela il passa a Termignon. 
Quant leurs ennemis virent ce, ilz furent surprins, 
et se virent enclos de tontes pars, ilz se mistrent 
a partir au mieulx quilz pcurent, et habandonne- 
rent la roche dAuzoys , et se rengerent embatallie 
en vng petit plain. Quant le ballif de Viennoys 
apperceust qne les ennemis sy heurcnt habandonnee 
la roche, il se print a monter le pas de Auzoys, 
et quant il fust oultre , il rengia ses gens emba- 
tallie , et les mist en .ordonnance. Et pour tant 
quil estoit moins fort de tant de gcns comme 
monseigneur Bcrauld menoit , il ne voullust assallir 
lcs ennemis , ains fist comme sage , et attandist 
tant, que son capytaine et compagnon monseigneur 
Berauld fnst venus Et quant il vist monseigneur 
d Berauld il natendist riens, ains subiltemcnt il des- 
sandit , et se mist en vne ale, et dessandist vigu- 
reusement par son conste , et monseigneur Berauld 
de laultre part , embonne ordonnance, sy assalli- 
rent leurs enneinis moult fierement, et ilz se prin- 
drcnt a delfandrc tellement quil ly eust vne moult 
licre meslec , laquelle dura depuis heure de tierce 
iusque a vespres , et la furent mors et bleciez 
nioultz dung coste et daultre , maiz toute foys le 
cliainp et la place dcsmora a monseigneur Berauld 
et a scs gens ; car monseigneur Berauld se plongia 
cn la plus forte escadre de ses ennemis, lesquebx 
estoyent au marquis et les Gennoys , et les rom- 
pist , et alors prindrcnt la fuytte , et senfuyrent 
iusques a Lcnneburg. Et monseigncur Berauld les 



«7 



CHROSIQVES 



68 



suyuoit roydement et asprement, et quantilz seu- 
rent quU les suyuoit, ilz se priridrent a passer la 
montagne du Mont Senix , et de la chescung se 
trayst en ses marchez tant vers le marquis comme 
vers les contes et signieurs du pays. Ainsy enchassa 
vigoureusement monsigneur Berauld les ennemis , 
et rebelles du roy dArle hors de Morianne en telle 
manyere que par la crainte de sa valliantise et 
proesse de lors en avant nulz ne fust qui soy 
ozast leuer , ne rebeller pour contredire a la ho- 
beyssance du roy dArle, et ainsy fust desliuree la 
Morianne par monseigneur Berauld des mains des 
ennemis du roy, ou il, et ses gens conquerarent 
grant honnour. 

Comment monseigneur Berauld jist son orqyson, et 
fonda vne chappelle en loant Dieu quant ses 
ennemis Jurent dechasses , et quil heust victoyre. 

Monseigneur Berauld le preux, franc et bon chi- 
uallier , quant il se vist quil eust gagne toute la 
Morianne , et quil eust vittoyre sur les ennemys 
du roy , il dessandist ius de son corssier, et voyant 
tous , il se mist a genoulx moult deuottement, et 
puis dist en comenssant son oroyson. « A mon 
» Dieu eternel, a mon Dieu tout puissant, mon 
» createur , mon redempteur , a beaubx signieur, 
» Dieu de grace , de pitie et de misericorde , qui 
» sces , et qui cognois les cuers et les panceez 
» des gens, benoit soit ton nom, et toute loange 
» soit a toy atribuye : comment seray ie celluy 
» qui assoufisance te puisse recognoistre les biens, 
» les honnours que donnez to mas? Et comment 
» serayge celly qui le peusse regracier du garan- 
» tissement des perilz, ou iay este iusquaci? Beau 
» syre Dieu, mon aume, mon corps, et toux mes 
» biens soyent en tes mains, et en ta protection; 
» mon vray Dieu , tu sces , que ie ne prens pas 
» plaisir au murdre des gens, ne ausy au daumage 
» du peuple, et que a moy desplet la descussion 
» du pays ; et sces que ie ay emprise ceste guerre 
» tenant que le roy aye bonne et iuste querelle, 
» et que ie tiens que ces gens se son forfaiz a 
» lencontre de leur droitturier signieur monseigneur 
» le roy , sy toy plaise a moy avoir pour reco- 
» mande en toy cryant mercy de toux les maulx 
» que iay fait depuis mon baptesme iusqua ceste 
» heure , et mon Dieu . plaise toy a prendre en 
» gre le sacrifice que iay entreprins a tby faire en 
» fondant ysy vne chappelle a ta loange , et a la 
» loange de notre Dame la glorieuse Vierge Marie, 
» et a la louange de monseigneur Saint Laurens, 
» le glorieux martir, pour ce quil est au iourdhuy 
» la vigille de la sa feste, et a la loange de toute 
» la court cellestielle, amen. » Quant il eust son 
oroyson acheuee et acomplie , il fist mander les 
ovriers, et sy fist edifier sur vng rocq asses pres 
de la , ou avoit este la desconfiture audessus du 
village des Cordieres vne chappelle en lonneur du 
glorieux martir Saint Lorens. Et apres fist a re- 



a torner les bons hommes qui estoyent hors chasses, 
et mist gens pour y faire iustice , et pour tenir 
le pays seur , et fist a vng chescung rendre le 
sien , et passifia les pays, et les passages asseura 
tellement que tous pelierins , marchant, priuez , 
et estrangiers y passoyent sans empechement, donl- 
cement et seurement. 

Comment le signieur de Suze fat ses aUiances pour 
deschasser monseigneur Berauld hors de Mo- 
rianne et du pays. 

Le signieur de Suze soy voyant ainsy malmenez 
par le franc chiuallier monseigneur Berauld, et qne 
la desconfiture estoit tournee sur ly, et sur ses 

b alliez, il fust oultrageusement corrousces, et sen- 
fellona , et iura que ainsy ne desmorroit , et que 
pas vray ne seroit que vng estrangier allamand le 
deust ne segnorizier , ne gouverner. Et lors manda 
au marquis de Saluces , au conte de Piemont, au 
conte de Canauaix, et a moultz daultres quilz leur 
pleust a venir vers ly , et de le conseUier a son 
besoing , comme amis et parens. Quant Uz heu- 
rent ses noueUes, tous saprestarent , et vindirent 
vers ly. Quant Uz furent ariuez, U fust moult io- 
yeux , sy entrarent en conseil, et lors Ieur dist le 
signieur de Suze : « Mes signieurs parans et amis, 
» sachiez quU est venuz par dessa comme bien 
» sauez vng chiuaUier aUamand , de la part du 
» roy dArle , sy mayne en sa compagnie vne 

c » grande compagne de gens darmes, lesquebi sont 
» fiers et hardis , et il est vngs preux et vaUiant 
» chiuaUier , et se nome Berauld de Sassogne , 
» lequel a ia par quatre foys desconfis nos gens, 
w et soudoyers teUement , que peu en sont des- 
» mores, et sy a recoure tout cestuy pays, et sy 
» y a desia edifie forteresses et eglises , quU fait 
» fortifier et garder, sy faiz grant, double, qutl 
» ne viegne passer par dessa , et quil masallie. 
» Pourquoy, signieurs, ce dauenture il mauoit des- 
» confist, et quil viensist a ganier ceste cite de 
» Suze , vous ne seriez pas seurs, car legierement 
» il porroit ganier vos signories, et apres porroit 
» vers Genes qui que le vausist, ou non ne aqui 
» il depleust ou pleust. Et pour ce que ses choses 

d » vous peuUent grandement atouchier, ie vous prie 
» et requiers, que tous vulliez fayre par maniere 
» que ne moy , ne vous ne soyons destruys , ne 
» gastes. » Adonques, chescung print a aviser 
endroit soy, et tindrent conseil de heure en heure, 
maiz a la parfin toux sacorderent de faire leffbrt 
de leurs mandemens, et de fayre toute puyssance 
a resister a lencontre de monseigneur Berauld, et 
desliberarent de laler trouer ou quil fust , et de 
le combattre , et de le desconfire ainsy comme il 
les avait desconfist, et de le ranuoyer en Alamagne. 
Et tout ainsy comme ilz le ordonnarent, ilz le 
firent, sy firent leffort de leur mandemans. Leqnel 
fust moult ample tant a cheual comme a pie , et 
et se tcnoycnt seurs de le desconfire, et puis 



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69 »E SAVOYE 

apres de aller au Viannoys , et de totit gaster et a 
destruyre, et ordonnarent le iour que tous seroyent 
assembles a Noualayse. Comme ilz furent, et quant 
ilz furent enssemble ilz firent deliberacion de tout 
leur affaire. 



Comment le signieur de Suze , et les signieurs de 
Piemont Jirent leurs effbrts a deschascier mon- 
seigneur Berauld, et quii se deffandist vigu- 
reusement. 

Nouelles vindrent a monseigneur Berauld , comme 
le signieur de Suze , et le conte de Piemont , et 
toux les signieurs de Piemont alliez restoyent as- 
semblez toux enssemble, pour le venir deboutter, 
deschascier et destruyre, et que desia ses ennemis b 
estoyent a Noualese pour vertir sur ly. Adonques 
il fist avenir ceulx de son conseil , et ausy fist il 
toutes les gens darmes , et puis leur dist : « Si- 
» gnieurs freres et compagnons , nos ennemis et 
» rebelles du roy se sont vantes qnilz moy rebut- 
» teront artere iusqties en Alemagne pour la doubte 
» et paoure quilz ont , que ie ne les remette en 
» la subgeccion du roy. Et Dieu deuant iay espe- 
» rance que ainsy leur aviendra , moyen le bon 
» droit du roy, et notre bonne querelle, car Dieu 
» ne nous a point detaissiez iusqua sy en tous nos 
» afiaires. Sy loeroye que nous allons a lencontre 
» deulx, et que soyohs sy prodomes, quilz ne nous 
» reboutterons pas ne en Alamagne , ne allieurs. » 
Et tous sacordarent a sOn conseil; sy fist a sonner c 
trompettes et clerons potir chescung monter a 
cheual; et se partist de Lenbourg, embel appareil, 
et en ordonnance, et se mist a la voye o ses gens, 
et montarent contremoht tellement quilz vindrent 
sur le plain du Mont Senix. Et ainsy comme toux 
furent sur la moytie du plaiu vltre lospital, et 
monseigneur Berauid print plaisir a vcir sa belle 
compagnie ; sy les fist toux arengier et mettre en 
ordonnance de batallie comme se il deust com- 
batre aulx ennemis. Et ainsy comme il se te- 
noit la , sy vindrent des cheuaucheurs quil avoit 
envoye , et de ses espiez , sy ly dirent : « Mon- 
» seigneur , ce vous ne cheuauchiez hastinement , 
» vos ennemis gagneront le pas de lEchielle , et 
i) sachiez que se ilz le gagnent vous estez pardus, d 
» car ilz sont sans nombre asses trop plus de gens 
» que nous ne sumes. Et sachiez que toute la 
» puissance piemontoyse y est avecques moultz 
» darbalestriers gennoys , et nous les avons veuz 
» a Nouallayse a vne grande puissance de gens 
» tant a pie comme a cheual , et sy ont tant che- 
» uauchie quilz sont pres de la Ferriere. » Lors 
loa Dieu monseigneur Berauld, et dist: « Or nau- 
» rons pas tant de payne ales aller querre sy loing 
» puis quilz sOnt sy pres. Or sa mes signieurs amis 
» et compagnons, ie vous prie et requiers, que 
» ainsy comme vous aves iusqua sy bien fait, que 
» encores a la iournee dauiourdehuy vous vullies 
» avoir cuer et bonnc volante, et a layde dc Dieu 



70 

» iiz seront nostres. » Et lors print a cheuochier 
monseignetir Berauld et sa compagnie tant quil vin> 
drent au dessus du pas de lEchiele, brs veist aper* 
tement ks banieres , estandars et pennons de ses 
ennemis , et choisit playnemetit la puissauce de 
ses ennemis , et les vist entrer en la prayere suv 
le col dAynard. Et quant monseigneur Berauld vist 
quilz saprestoyent , pour monter le contremont , 
il sapresta a volloir dessandre, et de voloir passer 
le pas de lEschielle, et de ks aller combattre au 
pie du mont sur te plain tant chaut fust il par 
celle heure ; maiz plusieurs de ses bons cheualiers 
qui estoyent anciens, froiz et atrempres se mistrenl 
enssemble , et larresterent en ly disant : « Estes 
» vous forsonoe, ou bors du sens qui voullez mettre 
» lonneur du royaume , et vous et nous en peril 
» de perdicion, et ausy de repevdre a vne heure 
» tant de pays , que tant longuement , et a sy 
» graude payne aves mis a conquaster. Certayne* 
ment vous ne voullez pas que vos ennemis vous 
remaudent en Alamagne, maiz vous voullez quilz 
occrent et vous et nous en ce lieu sauuage, ou 
nous serons deuores des bestes, et mengiez des 
oyseaux, ne choisez vous, et veez tout aperte- 
ment quilz dix contre vng de nous. » Lors dist 
monseigneur Berauld : « Et que voulez vous que 
» se face, vouUez vous que nous fuyons , car ou 
» fuyr , ou combattre : et quant a moy. iaymc 
» mieulx morir en ly combattant a honnour, que 
» fuyr et viure a honte. » Lors dist le president 
de Viannoys : « Monseigneur, peu avises a ce que 
» dit avez, car vous ne sorez morir tant cheual- 
» lereusement, ne tant vailliantement, qui ne vous 
» torne a honte. Et sy ne seres garder, ne def- 
» fandre vos ennemis de passer , ou quil faillie 
» quilz sen retornent, que se ne vous soit loange 
» et honnour. Sy loeroye que vous et nous des- 
» sandons iusqiiau pas de lEschielle sans plus oul- 
» trepasser , et la nous tenons ; car nous sumes 
» assez pour ce pes garder , et sy les porrons 
» nuyre et greuer, et non pas eulx, nous , et a 
» layde Dieu an peu de gens que nous . sumez , 
» nous conqUeterons pris los et honnour. » Adce 
conseil se tiut motiseigneur Berauld , et tous les 
siens sy acordarent ; sy se mistrent a descandre 
iusques au pas , et k ils se logerent de rocq en 
roCq , et aulx lieux ou defFancc appartenoit , ct 
monseigneur Bcrauld se togia sur le pas, et prirtt 
o soy cetilx qui bon ly setabla , et se mirent en 
ordre deulx dcffandre, et de garder leurs ennemis 
de passer, et se tindrent ctiy et asseureement. Et 
quant les signicurs du Piemont et leurs aydans les 
choisirent, et les virent sur le pas sans eulx mouoir, 
lors commencerent a cr)ier , et a huer aulx ar- 
mes aulx armes, a la mort, ilz sont hdstres , or 
a mont a mont , ilz sont coars et cuers Jalli. 
Lors , sans avis et sans ordonnance ce mirent a 
monter le contremont comme se tous dcssent voul- 
lcr , et ne tenoyent pas mains quilz nc gagnassent 
le pas incontenant; maiz le preu et bon cheuaUier 



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CIIROKIQVE8 



monseigneur Berauld et ses gens les reboutterent a Comment le signieur de Suze et les signieurs du 



tellement et : sy lourdement , que aux plusieurs ne 
print tallent de plus monter; sy y furent mors et 
blesciez vng grant tas , car le pas estoit estroit , 
et ilz estoyent au bas , et la nauoit de combatre 
de seul a seul, et main a main. Et le gens de mon- 
seigneur Berauld poussoyent le contrabas de leurs 
lances fortes et roydes, et sy leur gettoyent les 
gros sax des pierees du hault embas , tellement 
quilz tomboyent lung sur laultre,et plusieurs mo- 
rurent en celle esturbie , car les vngs se rompo- 
yent le col en tombant , et les aultrez ne sauoyent 
ou retrayre ; ainsy dnra moult longuement celle 
assallie. Quant les signieurs du Piemont qui en la 
praerie dessoubz estoyent , virent leurs trois esca- 

dres a desconfiture , ilz prindrent aultres trois b rent , et sy y desmorarent long temps, en esperant 



Piemont tindrent le siege au pie de Mont Senix 
iusqua liuer. 

Celle nuyt estre passee , le iour et le matin 
vint , sy sassemblarent le marquis et les aultres si- 
gnieurs, et tindrent conseil quil estoit de fayre ou 
de partir ou de tenir siege, maiz veu quils avoyent 
estez sy grandement greuez par monseigneurBerauld 
et les siens , et quilz estoyent asses plus gens quil 
non estoit, ilz dirent que se seroit honte et ver- 
gogne deulx partir ; sy fut ordonne quilz tendroyent 
siege, et ainsy le firent, sy firent leurs logis sur 
le ruysel qui la court au dessoubz du pas de lEs- 
chielle, tant que tenoyent les pres et la se k>ge- 



escadres ponr les refechir , sy les firent monter 
sus , et firent dessandre les lasses , et ceubx qui 
estoyent fres se mirent a assallir le pas moult vi- 
gureusement , et monseigneur Berauld a deffandre 
tant, que a celle assemblee en morurent moultz 
des piemontoyx , maiz des grans faiz darmes que 
soustenoyent monseigneur Berauld et les siens ilz 
furent moult lasses. Et quant le marquis , et les 
signieurs lapperceurent , ilz se mistrent a monter 
apres, et firent tant quil conuint que monseigneur 
Berauld habbandonnast le pas de lEschielle, et se 
retrahirent en combattant iusques au dessus du 
Mont Senix , et la combatirent durement Maiz 
Dieux voullust, que vng cheuallier du Viennoiz, 



de pouuoir gagnier le pas. Et se temps durant il 
ly eust de moultz belles armes fettes en eulx, es- 
pruant empluseurs manieres , tant pour la guerre, 
coment aucune foys donans la scurte lung a laultre, 
et de fayre fait darmes pour lamour de leurs da- 
mes; ainsy furent la iusqua lentree de liuer que 
vnques ne peurent riens prandre sur monseigneur 
Berauld, ne sur les siens, car moult les tenoit court, 
et ausi se deffandistmonseigneur Berauld iusqua vng 
iour quil avint quil tomba vne moult grande nege, 
et fist sy diuers temps quil fallust par force que 
les signieurs du Piemontais leuassent leur siege, et 
tornerent a Suze , et de la chescung print chemin 
et retourna a son hostel. Quarit monseigneur Be- 



lequel nestoit peu venir a temps pour estre en la c rauld et les siens virent larmee de leurs ennemis 



compagnie de monseigneur Berauld , lequel avoit 
nn c hoinmes en sa compagnie , souruint et ariua 
a celle heure , et donna secours a monseigneur 
Berauld et aulx siens , car il estois fres , et se 
mist a faire darmes moult grandement , et quant 
ceulx du Piemont les virent ilz cuyderent quilz 
fussent trop plus quilz nestoyent, et le corage 
creust a monseigneur Berauld et au siens, et furent 
sy reconfortez, quil leur sembla quilz neusset com- 
batus de tout le iour , et firent tant par leur ef- 
fort , que a force darmes ilz reboutterent leurs 
ennemis le contrabas de la uallee , et regagnerent 
le pas de lEchielle, et ainsy fallut que le signieur 
de Suze , et les aultres signieurs se retrayssent en 



rompue , ilz loarent Dieu , et encores gardarent le 
pas et la montagne par aucungs iours , iusqua ce 
quilz furent bien acertanes que du tout sestoyent 
leurs ennemis retrays. Et lors se partist monsei- 
gneur Berauld o les siens , et retorna a Lenle- 
bourg , ou les gens du pays ly vindrent a lencon- 
tre, et le rescurent a honnour; et de la vint en 
Ayguebelle ou la pluspart de son carriage estoit, 
et la deslibera a soy reposer cel yver; sy donna 
licence et congie aubx cheualiers et nobles du Vian- 
nois pour eulx aller yverner en leurs maisons, car 
longuement lauoyent bien accompagne, et sy avoyent 
bien seruy leur signieur le roy dArle. Quant ceulx 
de qui il se pouoit passer furent partis , monsei- 



playne embas. La nuyt souruint, sy se print che- d gneur Berauld ordonna ses garnisons par tout ou 
scung a logier , et la furent tendus trefs , tentes besoing estoit , et a pres ordonna de soy mesmes 
et pauellione , et fut leur gait ordonne. Et mon- et de ses gens , et desmora la vng temps, en met- 
seigneur Berauld garnist le pas de lEschielle , et tant le pays empaix. Et sans fayre aultre chose 



puis remonta sur le chief du Mont Senix , et la 
fist logez de boys , et ordonna cequil lauait de 
tentes et paueillons , et fist ses gens alogier , et 
puis fist regarder aux bleces, et ainsy passa celle 
nuyt , car moultz lasses furent de toutes pars ; sy 
leur print bien tallant de reposer. 



qui aconter face , se non que moult se fist amer, 
craindre et doulter de toux et pres et loings. 

Comment monseigneur Berauld envoja en Alamagne 
querre sa femme et son JUz. 

Estre le pay empaix , et avoir mis ses officiers 
avan le pays, il appella ses gens quil lavoit amene 
avecques ly de Saxogne , et leur dist : « Mes si- 
» gneurs freres, compagnons et amis , vous saves 
» commc iay ma femme et mon filz en nostre 



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DE SAVOYE 74 

et ausy ont les pluseurs de vous , sy a a fust espanchee, et que lon recordoit la valliantise 

de monseigneur Berauld , chescung se mist en ap- 
pareil de venir a la ditte venue , et tellement quil 
ly en vint a trop plus grand nombre que Ton neust 
pance, et tellement que tous ne pouoyent avoir 
logis. Maiz quant le bon chiualier vist ce , il ne 
fust pas esbays , ains fist incontenant faire logis 
de boys follius pour les chiuaux , et fist tendre 
trefs , tantes et pauillions tout a lentour de la ville, 



-» payz, 

-n grant piete que ne les veysmes , ne il nest pas 
» possible que aller y puissions ne delayssier ce 
» pays a notre honnour ne au profit du roy , ne 
» ausi notre terme nest encores acheve ; pour quoy 
» ie locroye que se bon vous semble que nous les 
» envoyrons querre , et que viegnent ysy, et nous 
» ferons a prester ce pendant les logis , car ysy a 
» bon seiourner. » Ad ce conseil se tindrent tous 
cheualiers et escuyers et le marciarent ; lors or- et les fist sy bien ordonner que caxi mieulx il ly 
donna ceulx qni y allarent , et les envoya en Sa- furent logies que ne furent ceulx de la ville ; 
xogne , et escriuist a Jempereur de tous se affay- daultre part il lavoit ordonne ses pouruoyeux, ses 
res , et ly manda quil ly pleust de ly envoyer sa forriers et ses gens sur toute vittuallie , que ces- 
femme et son filz, et aveques elle ces dames et toit infinite chose a veoir.et accroyre, tellement 
damoyselles dont les maris estoyent avecques ly. sy lauoit il ordonne. Et quant ce vint au iour de 
Quant lempereur eust les nouvelles de son nepueux, b la venue de dame Katelline , de son filz et de sa 
il fust moult ioyeux, et loa Dieu de son bon por- compagnie , que fust la vigille de Pentecostes , 
tement et avancement, sy fist moult noble appareil la plus part des signieurs chiualiers, escuyers et 
de par la froys , daqueueez et de monteure , de nobles hommes qui estoyent des ia venuz se mi- 
charios branelans et de chars a bagage, et puis rent empoint chescung au mieulx qui peust, et 
dist a sa niepce: « Ma fillie, ma mour et mon acompagnerentmonseigneurBerauldleregentloings 
» bien, il me grieve moult que vous nous layssiez, 
» maiz veu la bonne fortune que Dieu vous a en- 
» voye , ie lo6 que vous alliez la vers votre si- 
» gnieur et mary , et a layde Dieu embrief temps 
» vous et ly nous reviendres veoir; » sy ly donna 



hors de la ville , lequel a toute sa belle compa- 
gnie vint racontrer dame Katelline sa femme sur 
la playne quest au plus pres de Ayguebelle. Quant 
la dame les apperceust de loings , elle fust esbaye 
du grant nombre de peuple qui ly avoit; or tant 
or, argent, ioyaux et robes, et la mist en grant saprocherent que monseigneur le regent vint au 
et riche estat, et puis la baisa , et la comanda a deuant de sa femme , et lors subbittement il mist 
Dieu lermoyant, et la dame le mercya comme bien pie a terre et sauansca et cuyda embracier sa 
fayre le sceust, et puis se mist en chemin. Et femme sur son pallestroy, mais la dame fust ha- 
erra tant dame Katelline de Sanxongne avecques c bille sy sallist ius , et puis corrust les bras tendus 
son filz Humbert et sa compagnie, quil vindrent au col de son signieur et le baisa, et ly elle, maiz 



a Ayguebelle. 

De venue dame Katelline. 

Monseigneur Berauld eust cheuauchures lesquelx 
se despartirent ausy tost que la dame fust partie, 
se devancerent et ly apporterent les nouelles de la 
venue de dame Katelline sa femme, et ausy de son 
beau filz Humbert, et ly conterent lonnour que 
son huncle lempereur avoit fait a sa femme , et les 
dons ct tout le comandemant a Dieu quilz avoyent 
fait lung a laultre , les lermes , les souspirs dung 
coste et daultre , et toute sa despartye entierement. 



ce fust sans mot dire , car la ioye de tous deux 
fust sy grande , quilz desmorarent grant piece sans 
pouoir mot dire lung a laultre en souspirant et 
lermoyant de ioye. FareiUement firent tous les ma- 
ries a leurs dames , et quant ce vint a chief de 
piece quilz furent reuenus, monseigneur le regent 
monseigneur Berauld print sa femme et la fist re- 
monter sur son pallestroy , et puis monta sur son 
corssier, et vindrent parlant ensemble iusqua Ay- 
guebelle, et la fist monseigneur Berauld ordonner 
gens a chescung mener en son logeis ; et la print 
chescung sa chescune , et se deshabiUiarent de leurs 
habis cheuauchables , et se ayserent et prindrent 



Quant monseigneur Berauld loyst , ilz fust moult d repos dames et chiualiers ensemble, et tous seffor- 



confortes et plora de ioye, et puis desmanda a 
quel iour elle porroit arriver, et ilz ly distrent 
que a layde Dieu elle y seroit aulx festes de Pen- 
tecostes. Et lors U manda messagiers poursuyuans 
et heraux partout, tant au Viannoys, au Dauphine 
et emProvence, et ausy a ses circonvoysins, et 
leur fist assauoir la venue de dame Katelline et 
de son filz , et ausy coment il entrepregnoit vng 
tornois et ioustez a encommencer au quatrieme 
iour de Pentecoste , et que la auroit trois pris 
donnes , cest assauoir, a celly qui viendroit plus 
gentement, a celly qui frapperoit Ie plus beau cop 
de lance, et a celly qui se porteroit plusvalliam- 
ment loiu au long de la iournee. Quant la voU 



scoyent a fayre grande et bonne chiere. Leure du 
soupper vint, sy commencerent a corner menes- 
triers et trompetes, clerons et toutes manieres 
dinstrumens , sy sapresta chescung pour aller a la 
court , et la veissiez venir dames , damoyselles , 
puceUes et de touttes manieres , lesquelles sem- 
bloyent angelz de toutes beaultes; la veissez court 
ample planiere et ouverte ; la commensca de duyt 
oultre mesure a raconter. Les maistres dostel vin- 
drent et firent lordonnance de la siette, et quant 
la siette fust parfette, ce seruys furent de toutes 
manieres de mes ne chaut desmander teUement 
que toux fiirent plus que contens. Apres soiipper 
graces dittes , lon fist aucungs esbaltemens tant de 



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^5 CHRONYQVES 7° 

danes comme de desbattemeas de gieux , et puis « tenu sy quoy par avant qtte lon nen fcwoit aultre 

fust la rettraite, et chescung se retrayst en sen lcr conte de ly vint tout arme et monte sur son des- 

geis , et fust tellement ordonne, que toux estoyent trier tout couert tellement , que nulz ne le co- 

sy passifiquement quil sembloit quil ny eustnuUuy; gnoissoit, sy fist tellement au ioustes quil habatist 

ainsy passa celle nuyt a grandc playsance de ceulx cheualliers et cheuaux , et se porte tellement, que 

et de celles qui longuement nesloyent veux. de tous et de toutes ly fust le prix donne , sy se 

Lendemain que fust le iour de la Pentecoste, my da partir du reng secrettement , maiz les he- 

furent les signieurs de leglise chanoynes et prestres raux , roys darmes et poursyuans le suyuyrent 

prestz et ordoqnes pour fayre le seruioe diuin et de sy pres pour non perdre leurs droys , que a 

saint,etla vint monseigneur le regent monseigneur lissir des Uces ilz le retindrent et ly leuerent le 

Berauld a toute sa noblesse, moult honorablement, aume de la teste, et lors fost cogneuz Albert de 

et apres vint dame KatelUue sa ferame o ses da- Saxongne , sy fust chescung esmeruellie comment 

mes , damoyseUes et pucelles et acompagnie dez il la voit fait sy grandement, veu la ionesse de ly; 

nobles et dames du pays et de celles de Viannoys sy ly fut otroye le pris, mais monseigneur Berauld 

qui la estoyent venues pour lonneur de monseigneur son pere ne ie voullust souffrir, ains le fist don- 

Berauld ; et sy estoit la court sy de grande beaulte b ner a vng cheuailier des circonvoysins qui apres 

que il seroit trop longue chose a le raconter et ly restoit le mieulx porte. Non obstant Albert eust 

escripre. La fust Dieox loe et remercye et prye et la voix des dames et damoyselles et des heraulx et 

regracie, et estre le seruice fini , lon vint a la dung chescung; et fust dit des dames, du pays, 

court et la chescung disna aysement , et puis des- princez et estranges , quil ensuyuoit bien la na- 

morarent tout ce iour sans fayre bobances ne ef- ture son pere en proesse et en yalliantise; et apres 

forcement daultre feste, se non parlans les vng$ les ioustes il fust festoye oultre mesure et celle 

aulx aultres, sur le my dy chescung se retrayst, qui le pouoit atouchier sy estoit bien ayse , et car 

et ainsy furent insqua vespres , et quant vespres le dit Albert dit Humbert avoit les plus bettez 

furent dittes , lon vhU au soper et apres au cou- mains que nuk peust avoir, il fust appelle Hum- 

chier et retrayre- Ainsy ,passa celle iournee en euk bert aulx blanches mains , le quel non il porta 

tenans et entendans au seruice de notre Signieur tous les iours de sa vye. 
et honeste et bonne deuociop , car dame Katelline 

estoit moult de grande deuocion et de grande as- Le tomojrement et beordis de quatrieme iour 

tinence et sy estoit de nioult grande beaulte, ver- et les ordonnances de noblesse. 
tueuse et sage , et en secret de moult grande asti- c 

nance , aumonsneuse , doulce et piteuse a toutes Au quatrieme iour de Pentecouste apres toutes 

gens, et sy aymoit et doutoit Dieu , et sy estoit aultres festes faittes, fust fait le tornoyement et 

ioyeuse deuant les gens. Quant ce vint a lende- au deffaut du tornoys fust fait le beordis , que 

maio, chacun sabiilia au plus cointement quil peust, fust grande et noble chose a veoir, car monseigneur 

et vtndreot attendre deuant. la place du chastel Berauld y fust empersonne, et aussy fust Albert 

iusqua ce que monseigneur le regent et madame sa son filz, maiz Albert ne porta pas ne le timbre, 

femme fut venus , pour aller a la messe. Et quant ne les armes que son pere porta , car son pere 

Uz furent yssus, ia veissiez belle ordonnance sy porta vne aygle de sables membree et coronnee, 

fust le seruice diuin amministre , et la mease chan- de guelles ens vng champ dor , et Albert porta 

tee, et apres ce mireut a aiier au disner, lors les propres armes de Saxongne, que sont fessees 

oyssiez trompettes et menestrters sonner tellement de quatre fessez de sablez en vng escu dor et en 

que la terre en relentissoit , et la fureut faittes trauersant vng chappellet de synople; et sy fust lo 

dances de plusieurs manieres , et fust la ioye am- pere chief dung couste , et le filz fust chief de 

ple et grande , de morisques , de ieux et de tou- lautre ; sy furent mespartys les signieurs chiual- 

tes les manieres desbattemens. Estre le disner furny, d liers et escuyers et nobles au tant dunne part que 

graces furent dittes, et lors comensca vng ches- dautre, et puis furent les vieux francs chiualliers 

cung a dancer et a fayre ioye, et quant la dance au my lieu avecques les heraux, lesquelx tallierent 

eust asses duree, et quil fust temps dauoir le vin, les cordes quant leure fust; et la veissiez mainte 

monseigneur Berauld vint et print dame Katelline espee multe reluyre et mainte massce leuee, maiz 

sa femme par la raain, et puis fist comander que cops donnes et resceuz , la furent cognuz noblez 

vng chescung prtpt sa femme , sy firent, lors une sans raproche, la furent cogneuz les bons et lo- 

dance, qui fust toute de mariez qui fust belle chose yaulx, la furent cogneuz coars et fnyttifs, la fu- 

a veoir, et puis chacun dansoa , et tout ainsy se rent cogneuz les blasphamens et maldisans des da- 

passa celle iournee iusques a lendemain. Quant ce mes , et kt furent cogneuz les infames et viuans 

vint au tiers iours , les ioustes furent et les lices en reproche de noblesse , sy en y eust de ceulx 

faittes., pour iouster lors vindrent ceulx qui voilante a qui il fust remonstre comment ilz deuoyent vi- 

avoyent de iouster et qui mieulx peust le fist. Sy ure en gentillesse t maiz non pas si rigureuseraent 

aduint que Albert que lon nomrae Humbert en comment lordre du tornoys requeroit ; car monsei- 

franscoys le fils monseigneur Berauid, lequel sestoit gneur le regent les vouUust fayve supporter a cause 



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77 »E SAVOYE 78 

de k venue de.raadairie la regenle. Or apres celld a corps , et en ly faUist la lignee royalie du regne 

rigour la fust mainte vailliance faitte , et sur toux dArle et de la signorie de Prouence et du Vian- 

Albert se portoit sy doulcement et sy valliante- noys et des aultres pays quil segnorisoit. Sy tomba 

ment, que ly et les siens faisoyent plusieurs foys et escheut a la chambre imperiale de droit tout le 

vuider place a son pere et aulx siens , et puis se royaulme et toutes ses signories. Quant monseigneur 

laissdit foller et se. laissoit chassier, et ce dura Berauld sceust la mort du roy, il mena grant dueil, 

longuement , iusqua ce que les heraux cryarent le et fust fort entrepris , et ne sauoit que fayre ; et 

beordis. La veissiez peUe melle chiuaux tomber et en ce pancement , ariuarent les ambaisseurs des 

chiualiers par terre , la ne se cognoissoit amis ny pays qui orphelins estoyent desmorez, sy priarent 

ennemis. La faisoit chescung du mieulx quil pouoit, monseigneur Berauld qui vausist venir en Arle , 

et durai iusqua la nuyt serree , lors lez dames qui pour aydier et conselUer a redressier le poure ro- 

estoyent sur les logez et chauffaux en la compa- yaulme desolle , et il fust contant , et sen ala en 

gnie de dame KateUine le retrayrent toutes vers Arle avequeux; maiz ceulx du pays firent secret- 

eUe , la furent apportes torches et faUos et de tou- tement vne ambassade a lempereur sans le sceu 

tes mdnieres de lumieres , sy sen vindrent toutes de monseigneur Berauld , et ly requistrent , quil 
au chastel et la attendirent que monseigneur Be- b leur baUiast par leur regent et gouerneur monsei- 

rauld «t son filz et les aultres fussent desarmes , gneur Bcrauld son nyefs , ly euxposant comment 

et furerit les tablez misez et fist chacun au soper. il estoit celly qui avoit garde et garanty le pays 

Apres sonpper lon danssa et la fust donne le pas de toutes leurs necessitez et miseres. Et quant lem- 

au .senesohal de Prouence, lequel estoit bon et pereur lentendist U fust moult ioyeux du bon por- 

valliant eheuaUier. tement de son nyefe et de lamour qui ly estoit 

•1 portee, sy leur ottroya toutes teUes lettrez quUz 

Comment monseigneur Berauld contenta chescung voullurent et les espedia sy briefinent , que bien 

tant par mariages , comme par terres et par tost furent apres ly en Arle. Et vng iour que mon- 

dons. seigneur Berauld avoit mande les trojs estas, pour 

aviser a la porueance du pays, et les ambexeurs 

La feste dura toutte la semayne entiere et lors furent retornes deuers lempereur , sy vindrent au 

print congie qui prandre le deuoil , et monseigneur conseU des trois estas et la presentarent les lettres 

Berauld les remercya moult grandement, sy donna de la mageste imperialle , et comment lempereur 

aulx vngs chiuaulx , aulx aultres arnoys et aulx Otte trois instituoyt, constituoyt, ordonnoit et fai- 
aultres draps de soye et robes , et aulx aultres c soit et creoyt son nyefs monseigneur Berauld regent 

beUes parolles , et se mantint sy faittement que et vicayre et gouerneur general du dit royaulme 

toux furent contans de ly a leur despartement. Et et de toux les pays. Quant ceulx des trois estats 

aucungs iourz apres monseigneurBerauld avisa ceulx virent et-oyrent ses lettres, Uz criarent toux a vne 

qui bien seruy lauoyent , sy se trauallia de marier voix : « Benoitte soit la sainte mageste de lempire 

richement ceulx qui marie nestoyent ; sy avisa en » qui nous a donne et outroye tant de grace ; et 

son regiment tant au Viannoys comme aUieurs , » chantarent toux Te Deum laudamus, ainsy soit 

dames vesues , et puceUes de toux estas , qui a » ainsy soit » Quant monseigneur Berauld oyst ce 

marier estoyent, et puis avisa ceuk a qui apper- U fust toux esbays, et se voullust euscusser; maiz 

tenir porroyent chescung en son endroit; sy fist ce fust pour neant ; car il faUust quil la cestat. 

moult et beaucop de mariages , et aulx maries U Et ainsy se mist a regir et gouerner le pays ou 

donna rantes, terres et possessions , et aulx aultres il est mainte payne a le redrescier. 
il donna de largent, et les assigna tant en Mu- 

rianne comme au Viannoys , es aulx aultres terres De la mort de monseigneur Berauld et des beUes 

de son regement ; et sy gouerna sy bien et sy sa- parolies quil dist a sqn Jilz et a ses chiualUers. 
gement et sy valliantement que le roy dArle et d 

tout le pays loerent Dieu de son bon gouernement, Comment vous avez oy que monseigneur Berauld 

car la renommee de ly et de sa prodomye sespan- se partist dAyguebette pour aUer en Arle, a cause 

doit iusqua ceulx qui iamaiz ne lauoyent veu. de la mort du roy dArle, sachiez que au partyr U 

dist de moultz beUes parolles a dame Katelline sa 

Sjr senssujrst de la maladie et de la mort du roy femme; et sy fist a toux et attoutes , et sy manda 

Ruodolf dArle, et comment monseigneur Berauld querre les nobles du pays et leur donna hofices 

desmora gouemeur general. et benefices et leur recomanda la dame de femme 

et tout son hostel, et ausi fist il a dame KateUine 

Na resta guieres que durant ses iours le roy ceulx du pays , et puis print son filz et le 'fist 

Ruodolf dArle vint a maladiser, et le sousprint vne monter a cheual et prindrent conge les vngs des 

maladie que lung appelle la quillance, de laqueUe aultres , moytye ioye et moytye dueil. Maiz la ilz 

maladie morust asses souldaynement, et sy fust sa ne cuydoyent pas , quilz ne se deussent iamaiz veoir 

mort sy briefue quil ne fist ne ordonnement ne comme il ia vint lasse. Ainsy vint monseigneur Be- 

testement, et Sy morust sans hoirs naturelz de son rauld en Arle et la fust vng espace de temps tant 



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70 



CHROimQVES 



80 



bien regissant, quil estoit ame, non pas tant seul- a 
lement des subgiez ne des amys , maiz aussy des 
circonsvoysins et de ceulx qui solloyent estre en- 
nemis du royaulme , et en effet il gouerna telle^ 
ment quil passifya et asseura , et mist empays tout 
le pays , et mist moult grande payne a remettre 
sus la iustice du pays , tellement que quazi ceulx 
du pays la droyent, et disoyent que cestoit vng 
saint de paradis. Car il estoit fiers aulx mauluaix, 
doulx aulx simples, courtoys aulx bons, cregnant 
Dieu et honorant leglise , deflandeur des orphelins, 
et aydans aulx femmes veues , en maintenant ius- 
tice a toux endroyts. Or ne vouUust Dieu que tant 
de bien fust en celluy pays, ne que plus durast la 
vie du bon signieur prodomme chiuallier et valliant, 
ains souffrist quil fust frappe et soupprins subbit- b 
tement de vne moult horrible maladie , nommee 
paralisie, et tellement que a vng cop il pardist 
toute la puissance de ses membres , hors tant seul- 
lement Ia parolle et la langue. Quant le bon mon- 
seigneur Berauld se vist ainsy frappe de la playe 
de notre Signieur , il loa Dieu , et puis fist appel- 
ler Albert dit Humbert son filz et toiix ses nobles 
chiualiers et escuyers , et les fist venir en sa pre- 
sence. Et quant ilz fiirent venus, il leur dist : 
« Mes signieurs freres et amys, iay este avecques 
» vous vng grant espace de temps , et vous et moy 
» avons bien et loyaulment seruy les deux roys 
» de ceste signorie, et par la grace Dieu et vos 
» proesses nous avons deschasse et reboute maintez 
» foys leurs aversayres et ennemys , et sy auons c 
» reconqueste le pays et la terre de Murianne la 
» quelle rebellee sestoit, la quelle terre les ro- 
» mains appellerent la Murianne a cause de ce 
» quilz ilz y envoyent en exil ceulx quilz voullo- 
» yent que y morussent, et que iamaiz ne tornas- 
» sent a Rome, et ainsy envoyent Ia morir ceulx 
» qui leur estoyent contrayry, dont la terre fust 
» appellee Morianne ; et se dist que aucungz ro- 
» mains qui furent de ceulx de la collonne furent 
» la mandez en exil, et furent le prumiers qui y 
» firent prouains, et plantarent vigne, dont encores 
» son appeUes les prouanes , et ceulx qui encores 
» en sont portent les armes oscarteUeez de la col- 
» lonne et du prouain. Or, graces a Dieu , pour 
» le moyen de vos valliances , le pays ce peut bien d 
» maintenant nomer le pays des Viuans, car le 
» pays est habitte et laborable, et les allans et 
» les venans y peuuent passer seurement. Or, mes 
» signieurs , ie cognoiz quil plaist a notre Signieur 
» Dieu de moy appeller en sa compagnie, et quil 
» moy conuient la vostre delaisser , et ie prens 
» en gre ce quil ly plaist , sy crie a vng chescung 
» roercy, ou ce porroye avoir mespris. Sy vous 
» recommande ma femme et mon chier filz Albert, 
» tous priant quil soit de votre plaisir de lez 
» conseillier , a drescier et aydier en toux leurs 
» affayres , besoings et necessites , ainsy comme 
» tous maues tout dis souuenuz et conseiUies. » 
£t puis appella son fils Albert dit Humbert , et 



hy dist : u Beault filz, ie ioe Dieu quil vous a fait 
» et laisse venir en leage de cognoyssance , sy vous 
» comande que vous les croyez et que soyez et 
» desmorez a leur conseil, et quevous ayez votre 
» bonne mere par recomandee sur tout, et que 
» soyez de bonnes meurs , aymant et doubtant 
» Dieu et que soyes hobeissans a leglise, deffan- 
» deurs des veuues , et aydans aulx orphelins, et 
» deuant et apres toutes chosez que soyez main- 
» tenant iustice; » et puis le baisa et ly dist: «Mon 
» filz , ie vous recomande au Pere, au Filz et au 
» Saint Esprit. » Et apres il fist son ordonnement 
pour son ame, et quil fust ensseuellis en la mestre 
eglise dArle, et que lod ly feist son obsequie et 
toutez les chosez quil desiroit a estre faittes. Et 
puis fist avenir les prestres, et se confessa et receu 
toux les sains sacremens de leglise, comme bon 
cristien quU estoit, et puis au tiers ioWs il se mo> 
rust et trespassa , et fust ensseuellis bien et bono- 
rablement , comme a tel signieur appaikenoit ; et 
ainsy morust monseigneur Beraold embbnns me* 
moyre, en lan mU et vint, et six et sy avoit regne 
vint huit ans , Dieu en ayt latune. 



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8i 



BE . SAVOIE 



li 



Cjr commencent les croniquez de Albert dit Humberi 
aux blanches mains fitii de monseigneur Berauldi 

Quant monseigneur Berauld iust trespasse»et son 
obseqnie fait et accompUz , son filz Albert voullust 
hobeir an commandement de son pere, et enssuyure 
a sa volante; sy iogoist et acousta aveqques ceulz 
qul tout dis avoyent seroy layaulement , et ce mist 
en leur gouernement du tout intierement , et se 
maintint moult sagement et fust de bonnes meurs. 
Et lors iut avise que lon deust envOyer vers lem- 
pereur son huncle grant , maiz en ce pendant il 
fust mort et fust fait et cree a empereur Hanrick 
duc de Boeme r le quel par sa bonne vie a este re- 
pute comme saint. Et quant Albert et les siens le 
sceurent , ilz desposarent denuoyer vne ambayxade 
vers le dit empereur Hanrich prumier, duc de 
Boeme , et sy firent ; et quant kmpereur Hanrick 
sceust la mort du bon chiuallier monseigneur Be- 
rauld, il le plegnkt ibrt. Et puis dist aulx ambays- 
seurs : « Mandez a votre signieur Albert que in» 
» contenant il viegne , car ie suis entallente a ly 
» fayre du bien. » Et lors mandarent incontenant 
a Aibert dit Humbert quil viensist vers lempereur 
lequel estoit a Rome. Et quant Aubert enst le 
mandement de lemperenr , ii se desposa pour aller 
vers lempereur, et mist garnisons par tout auk 
ehesteaulx et villes, et mist le pays en ordonnance. 
Et puis se mist en chemin, et erra tant par ses 
iournez quil vint a Rome ou lempereur Hanrich 
estoit. Et vint a tant de ly fayre lobeyssance , et 
quant lemperenr le vbt, il ly plenst moult, et prisa 
anoult sou parler et sa cognoissance , et avecques 
ce il eust sy grande et bonne relacion de sa par- 
sonne , et puis considera les meritez de son fea 
pere monseigneur Berauld et les paynes quil avoit 
hcuez et souffertez pour les terres de lempire , et 
comment il lauoit remise Murianne, qui rebeilee 
estoit a la droitte subgeccion du royaulme dArle, 
dont lescheutte etoit reuenue a limperiale mageste, 
et ausy pour tout dis avoit le passage et la con- 
duitte de Ytalie en la Gallie , et pour ensuyure 
les anciennes coustumes des Romains, et parpiu- 
sieurs aultres bonnes raisons qui ad ce fayre le 
meurent , il lestablist conte de Murianne et ly donna 
en droitte suscession avecques toutez les terres quil 
avoit conqueruez, et by donna posterite de plu- 
sieurs dignites et prenelegez , dont ly et ses sus- 
cesseurs ont dtpuis ioys et gaudis, et encores ioys- 
sent et gaudissent. 

Comment tetnperettr Htmrich Jist le fih de la suer 
de tempereur Otte III conte en Albaneys qui 
nomme estoit Raoul. 

Avoh* este fait le conte Humbert aulx blanches 
mains, vindrent et ariuarent les nobles du Vian- 
noys vers ietnpereur» Et ly racontarent comment 
apres la mort du bbnt et valliant chiuallier mon- 
seigneur Berauld yl avoyent et estoyent moultz es- 



» candellises et trobksj et se il ny remedioit, le pays 
torneroit en ruyne y pxrar quoy il ly vOuUust piayre 
de leur pourueir par sa grace dung bon et ydonee 
gouernear, sy avoit en sa cOurt vng ioyne chivai- 
lier de temps , maiz vieux estoit de temps , «ar 
sage , preux et valliant chiuaiiier estoit, et sy ea- 
toit filz de k sner de lempereur Otte UI, sun p*e* 
decesseur , et sy avoit a nom RaouL Et par le cans- 
sentement du. conseil des eilettenrs lempereor le 
fist conte dAlbaneya au Danlphine , et le fist ret> 
tour dn Vknnoys. Et par ainsy vaquant . le srege 
de la royauite dArie , furent fitiz deux contes par 
k dit empereur , cest assauoir , le conte Hnmbevt 
de Murkane et le ebnte Raool dAlbannoys t au 
Daulphine. Et sy avint que qnant tes ambayxeurs 

b du Viannoys heurent leur conte et gouerneur mon- 
seigneur Raoul, ik distrent an corrte de Murtaane 
comment le signieur de Suze sefforaoit dentrer et 
gaster son pays, et se ly distrent ik en k pre- 
sence de lempereur. Et lors fist te conte de M*- 
rianne k reaerence a lempereur deuant tonx et 
puis iy dist: « A tressainte coronne et trcshaulte 
» mageste , il vous a pleu de moy donner et empfi* 
» tuonser k terre, laqueQe mon bon-pere conqne- 
» sta sy me seroit vergogne que ie k laksasse 
» perdre , et sy me greuerott bien; poor quoy s< 
» ii vous plaist vous me donres congie, pour lale? 
» deikndre , en vous requerant ayde, confort et 
» souenement en temps et en lieu, non obstant 
» que a iayde Dieo et la bonne feante de ceulx 

c » du pays ie me faiz nuUe donbte que ie nen vie» 
» gne bien a chief. » Et lors lempereur Hanrick 
ry donna licence et congie , et ly donna de moultz 
beaux cbiuaux ; et pnis chiuaucha tant par ses iour»- 
nees quii ariua en sa eonte de Murknne k on ii 
fust receus moatt honorablement par se vassaulx 
et furent mooltz ioyeux de k venne et de ce quik 
tauoyent a signieur perpetuel; sy ly conterent com- 
ment te signieur de Snze les avoit mal traitez, et 
comment ii sestoit souantes foys par foree et penne 
dentrer ens au pays et de les gaster et desiper. 
Et quant monsigneur Humbert kntendist, ii fust 
asses ptus que mal contant. Et puis dist: « Ea 
» verite se le signieur de Suze fust aliez en quel- 
» que bien ioingtajn voyage, et ne meust il m 

d » recomande son pays , sy ry eusse ie gardte et 
» garanty ses hommes et son pays ainsy comme se 
» doyt fayre entre tonx nobles , et sy ne ly voul- 
» droye avoir fait le tour quil ma euyde fayre. Or 
» ie cognoiz quil ma peu prise, et ma temi ponr 
» forestier et estrange , et ne cuydoit qne ie de- 
» husse iamaiz venir: maiz a taide Dien ie ly 
y> moustreray que ie snis renenus , et qnii aura 
» voisin perpetuel en moy. » Quant il enst vng 
poy sciourne , it se mit empomt , le mieuk et k 
plus secrettement qnil peust sans fayre grant bruyt, 
et vng ioor de lAscenssion il et ses gens se trona- 
rent sur le Mont Senis , et puis garnirent k pas 
de lEschelle, et pareillement firent il aw pie da 
mont , et puy ly et vne grante partk de ses bons 



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83 



CHRONIQVES 



84 



gens darmes , corrurent iusques deuaut Suze ; et o 
recuyUuKnt la proye de Suze , et prindrerit beau- 
cop des bons hommes de Suze , et puis lemmene- 
rent qui que le vouUust ou non iusques sur le 
Mont Senis , et de la a Lencebourg , et lors re- 
commensca la guerre en eulx deux, qui puis dura 
longuement, et sy fust aspre et dure teUemfent 
que les bons hbmmes ne pouoyent cultiuer, ne les 
marchans traffiquer , ne marchander, ne les pelle- 
rins voyagier. Maiz, tout dis en avoit monseigneur 
Humbert le conte de Murianne du millieur, 

Comment le signieur de Suze voullust marier sa 
filUe AdUs au marquis de Sahwes, et tjuil eust 
conseil du contraire. 

b 

Avint que le signieur de Suze deuint vieux et 
ancien, et cogneust que sa vie sabreuioist, car U 
estoit fort malade. Et se sentist moult agreues, sy 
se vist quil nauoit nulz enffans masles, et nauoit 
que vne seulle fiUie nomee AdUs ; sy penssa que 
moult mieulx vaUoit quil .la mariast en sa vie que 
seUe se marioyt apres sa mort ; sy aduisa que le 
marquis de Saluces avoit vng moult bel escuyer 
de filz le quel lavoit ia aultrefoys desmandee et 
requise, etausy avoyent fait plusieurs aultres prin- 
ces et grans signieurs , car moult beUe estoit. Et 
quand U eust pance et acheue son pancement, U 
fist appeller ceuk de son conseil, et sy fist desman- 
der des plus grans de son pays chiuaUiers et es- 
cuyers et nobles, et leur dist : « Mes signieurs feals c 
» et amis, iay este vostre signieur tant comme U 
» a pleu a Dieu, et sy vous ay troues loyaulx et 
n feaux, or est ainsy quU moy semble que Dieu 
» veult que ie voyse en sa compagnye , et ausy 
» mon cours de nature ne me veult plus souste- 
» nir en ce monde, or est ainsy comme vous vees 
» que ie nay ce non ma fillie Adlis de toux enffans 
» en ce monde. Sy vouldroye bien pouruoyr avant 
» ma mort daucung qui pregnist ma fiUie, et qui 
y> apres moy vous regist et gouernast ausy bien 
» ou mieulx que iay fait; sy ay avise que mon 
» beau cosin le marquis de Saluces a vng beau 
» domoysel de filz, lequel est sage et adroit, et le 
• quel par plusieurs foys a £u£ a desmander Adlis, 
» et U est notre voisin, et vous porra aydier, d 
» secourir, pour quoy moyen votre conseU ie lo 
» croye quel lalast querre, et que lon ly donnast.» 
Lors se retrayrent les signieurs gentilz et nobles 
du pays, et heurent conseil, sy fust aduise que 
pour le mieulx du pays , et pour mettre paix en- 
tre Murianne et Suze que mieulx et plus conue- 
nable estoit, que lon donnast Adlis a monseigneur 
Humbert conte et signieur de Murianne. Et adce 
conseil ilz sacorderent toux , sy priarent a vng 
moult notable et ancien chiualUer qui sages estoit, 
quil vausist fayre ceste paroUe a leur signieur. Et 
lors Us vindrent vers leur signieur de Suze, et print 
la paroUe le deuant dit chiuallier. Et print a dire : 
u Signieur, nous vos subgez sumes cy empartye, 



» sy avons bien entendu ce qufl vous a pleu a 
» dire, se U plaist a Dieu vous viures encores 
» longuement, et si aures embrief bonne garison ; 
» maiz , ce non obstant , vous aves bien considere, 
» car en toutes manieres U est temps de marier 
» ma domoyseUe Adlis , maiz de 1a donner au fibt 
» du marquis de Saluces , il nous semble -que iUya 
» asses parenteUe et amitie et afinite entre vous 
» pour quoy a nous sembleroit que mieulx seroit 
» que lon la mariast a aucung signieur le quel fust 
» pour maintenir et nous et votre terre, et que 
» des ores fust pour tous seruir et pour nous def- 
» fandre et garantir. » Et lors respondist le signieur 
de Suze : « Vous aves oys ce que dit vous ay sy 
» y avises, car quant a moy ie suis deslibere de 
» croire votre conseil. » Et adonques sauanca le 
deuant dit ancien chiuaUier et ly dist : « Mon- 
» seigneur , vous saues comment ce pays a heu lon- 
» guement guerre et tribulacion , et y sont mors 
» nos predecesseurs, et sont les bons hommes du 
» pays foUes et le pays est apouris et y est le 
» traffiq pardu; et se moyen Dieu et vous ny est 
» mis apointement avant votre mort, nous sumez 
» bien tailUez dauoir encore pis. Or donques que 
» vouUes vous aUer querre loings ce que vous aves 
» pres? Que faut il au conte Hnmbert de Murianne? 
» II est de noble maison, U est preux et vaUiant 
» chiuaUier , il est sage et bien ame de ses sub- 
» getz, et est prise dung chescung, pour quoy a 
» nous semble que guieres mieulx ne poues marier 
» vostre fiUie que en ly , car en ce faysant vous 
» ferez de deux guerres vne bonne paix, et pour 
» redrecer le gouernement de votre signorie vons 
» le feres , se nous en croyes. » Lors respondist 
le signieur de Suze, et dist : « Yous toux mes fireres 
» et amis vous semble U que ainsy U se doyge 
» fayre ? » Et Uz respondirent : « Oy signieur, et 
» nous vous emprions et requerons. » Et U dist : 
« Et ie lotrye. Or sa or eslises qui vous y envo- 
» yes. » Lors fust esleu pour chief de lambayssade 
le deuant dit chiuaUier qui parle aroit. 

Le mariage entre le conie Humbert de Murianne 
et demojselle Adlis fiUie au signieur de Suze. 

Les ambaisseurs du signieur de Suze se mistrent 
au mUlieur point que fayre ce peut, et puis envo- 
yarent querre sauconduit vers le conte Humbert, 
le quel U leur ottroya voulantiers; et quant le sau- 
conduit fust retorne, et le bon chiuaUier se mist 
en chemin o toutte sa compagnie sy chiuaucherent 
tout droit a AyguebeUe ou le conte se tenoit Et 
la furent receuz moult honorablement en toute ma- 
nieres ; apres soupper furent festoyez par les dames 
et par la contesse mere de monseigneur Humbert 
en dances et a chanssons tant et sy grandement 
que ilz sen. loarent moult ; quant U fut tart ilz 
heurent vin et espices, et puis ala les couchier. 
Empregnant congie, ilz dirent au conte Humbert 
et a sa mere quilz leur donassent leure quUz poiv 



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BE S.YVOYE 



86 



royent euxpestr kur creance et dire ce pourquoy # 
ik esteyent venns, et lon fcs rcaust apres la messe, 
et ainsy cbescung se retraist , et aUerent au cou- 
chies. Quant vint lendemain au matin et la messe 
fust chantee, fe eonte entra eu cwaseil et fist ap- 
peller les ambaysseurs pour venir dire feur creance 
et pour oyr se quilz voaMroyent dire. Et lors ilz 
entrarent en la chambre du conseil , et print lam- 
jbaysseur a parler , et dist : « Tres faonore et tres 
» doubte signieur , notre signieur et prince le si- 
» gnieur de Suze se recommande bien a vous sy 
» vuUiez sauoir que Jon ly a desmandee demoyselle 
» Adlis de plusieurs pars et de maints grans si- 
» gnteors, sy est a tant venus qnil a mende pour 
» ia gentilliesse , et a vouliu avoir conSeil et de- 
» liberation avecqnes eulx peor logier et marier b 
» sa iiUie , car il se sent desia vieux et ancien et 
» agreues, sy desire fort de pouoir pourueir en sa 
» terre daucung qui bien la regisse et gouerne 
» deuant et apres ly , pour quoy toux les nobles 
» de son pays et nous avecqueulx avons avise que 
» par plusieors causes et raisons il na nulluy a 
» qui ta moyselfe Adlis fust mieulx a Venant qua 
» vous ; car premierernent eUe est bien nee et 
» de tresnoble lignee , eUest sage , avenant et 
» adroite, et sy est sy beUe qne par sa be&ulte 
» eUest desiree de plnsieors grans signieurs, et 
» vltre plus la terre de son pere est iognant et 
» meslee a la votre et vltre, pour redrecier le 
» pays et pour fayre de deux mortels guerres vne 
» bonne paix, nous sumes cy venus pour vous prier c 
» et requerir que adce vous voUiez accorder sy 
» playse a votre signeurie de lauoir mieulx entendu 
» que ie ne lay difc etc. » Quant monseigneur Huna- 
bert les eost oys, et il dist: « Ie vouldroye bien 
» que madame ma mere vous eost oys pour quoy 
» se U vous plaist ie la yray querre , car riens ne 
» feroye sans eUe ; » et tous en furent bien con- 
tans. Lors se leua le conte mesmes , et ala querre 
dame KaieUine de Salogne sa mere , et quant eUe 
fiist venue, et le conte ieur pria quilz vausissent 
redire ce quilz iy dveyent dit et euxpose. Et Hi 
le firent y et quant Uz keureat tout dit, ilz se re- 
trayrent Et le conte et sa mere desmanderent leur 
conseil qott leur en estott avis. Apres beaucop pa- 
roUes la chose pkost a daeae Katelltne sa mere , d 
ct ausy il a ly et encores mkulx » tous ceulx de 
son conseii et a to«t le pays ; finabkment le bon 
chiuaUier ceaduyt sy bka leffet de la besongne 
que le mariage fust otroye, et la paix faitte entre 
les deux signoriez. Et quant tout fust otroye et 
fait, et le conte les mena et leur monstra lurti- 
lierie et lapareil quil avoit fait pour aUer rendre 
ie seruice au signieur de Suze de ce quil lavoit 
guerroye son pays et ses gens, du temps quil lauoit 
este vers lempereur , et leur dist : « Dieu soit loez 
» quant par le moyen de ce mariage il ly a paix 
» entre nous, car iestoye delibere de vous fayre 
» forte et bonne guerre. » Et toux se prindrent 
a rire, et ly respondirent : « Adce que nous vo- 



» yoes vous aviez bon vouUoir a nbus festoyef . >>> 
Et ainsy se festoyarent ceUe ionrnee, et firent ban- 
ques el ioye. 

Le bon ehiuaUier qui venUs estoit en iasnbaxyade, 
ne dormi&t pos toute la nuyt , ains ste kua aupiq» 
matin et sen ala vers dame KateUme mere dueonte, 
et ly dist : « Madame , ie vous vueil humbfcaient 
» requerre quii soit de votre plaisir a moy escu- 
» ter. » Et eUes dist : diiies j lors dist le chiual- 
lier : « Madame , ie locroye que incontenant mon- 
» seigneur ie coute votre filz viensist avecques noua* 
» et quil lesposast sa femme et se saisist de la sh 
» gnorie et print posSession de la terre ; » et iy. 
dist tant de raysons , que ia dame oogneust quil 
auoit rayson, et ly aocorda, et ii se partist secret- 
tement, et ne dit plus riens. Et dame KateUine 
sen yssist de sa chambre et ala vers son fik , et 
de fayt elk iy dist tant de raysons quii fust con-r 
tant a y aUer, sy ne pfcnoit rfcns ce non quii 
nauoit fait appareU de ioyeaubx et de vesteures } 
maiz madame Sa mere len conforta , car elle ly en 
donna des siens dont elle en avoit asses et de bons, 
et ie deuxieme iour apres le conte Humbert se 
partist a tout moult beUe compagnie , car il lauoit 
avecques ly ceulx qui ly deuoyent aydier en sa 
guerre , sy les mena toux avecques ly, et chimi- 
narent tant quik vindrent a Suze , et la fure^nt 
receus honorablement et richement, et leur fist le 
signieur de Suze grande et bonne chiere. Et quant 
ce vint a kndemaiii , et k chiuaUier fust assis en 
siege tribunal et sy fust vestus de robes royalles, 
et la furent dittes les conuenances pachoz et U-ait- 
tiez tant du mariage comtoenl de la signorie , et 
fust dit que des adonques le conte Hurabert deust 
prandre la possession de U signeurie de Soze. Maiz 
ia fist k conte Humbert vne chose dont il aquist 
graude ioange, car il se leua et dist tout eii haut: 
« Mes signiears, k vous prie que vons mentendes, 
» ie vaeU que vous sachkz qoil me soufiist de ce 
» quil la pku a Dieu et a monsetgneur de Suze 
» quil me veult donne sa filiie pour feuime, dont 
» ie kn remercye , et a moy soufist de lauoir, et 
» sy ay asses graees a Dteu pour cheuir et elk 
» et moy , sy ne moy sera ia reprouchie que mon- 
» seigneur son pere ait en son viuant despatillie 
» ne desay sy ddng pie de sa terre , ains sy ly 
» pkist sera signieur de toute Ia mienne Sy vous 
» taisiez. de ce poinfc. » Qdant fe sigtimnr tie Suze 
kntendist, il plora de ioye^ et ptus k fist aprb- 
chier de ly et k baysa, et pnk commc it peust il 
ly dist : « A beau fih y oti ates tant dcstnore que 
» nestes phtstost vevtas en ma compagnk , certai? 
» nemcnt fcn> hensse vesq» plas kngnciaent et pl»s 
» ioyeusement. » El krs saas aullre profongacion 
se fcua bcieesqpes cfe Suzc et se renestist et puk 
aia a leglise eattedraUe , et la il esposa. au conte 
Humbert Adiis k fittie ati signfcw dc Stee. Et puis 
ii chaota la messe soilenuelmen* ; apres hs messe 
se kua k signkcoT de Suse et fist venir k ednte 
Humbert, et puis sanuya sur son espaulb r etdist: 



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«7 



CHRONIQVES 



88 



« Beau filz , dor en avant vous serez mon appu- 
» yal ; » et ainsy vindrent insqua chastel , tables 
furent mises et le disner prest, lesposee fust as- 
sise comme appertenoit, et leuesques au dessus , 
et labe a laultre bout , et de laultre coste eust 
vne petite coucbe , ou se tenoit le signieur de Suze, 
6t la fust mise vne petite table basse , et il fist 
Tenir son beau filz , et la furent seruis entreulx 
deux ; pareilliement furent faittes les aultres asises. 
Et ce ilz furent seruis de toux mes honorablemeot, 
et a plante ne le faut desmander. Et apres disner 
menestriers et trompettes comencerent a corner et 
menestriers de toutes manieres dinstrumens ; sy 
comensca la feste en dances et en esbattemenz, 
le quelle dura iusqua la nuit , et apres soper lon 
coucha lespoux et lesposee en grant galles et en 
ioye , et ainsy fus le mariage acomplis. La feste 
dura toute la semayne , et sachiez que lamour fust 
sy tres grande entre le conte et dame Adlis, que 
ce seroit fort chose a raconter, et ausy fust elle 
envers leur beau pere le signienr de Suze. Durant 
celle feste le conte Humbert se tint empres son 
beau pere et parlerent et conclurent de maintez 
choses secrettes. 



' Comment la signorie paruint au cont Humbert. 

Le conte Humbert desmora par vng espace de 
temps auecques son beau pere iusqua ce que dame 
Katelline sa mere Iy manda quil la venist veoir , c 
et quil ly amenast sa belle fillie , la quelle elle 
desiroit de veoir. Et donques le conte Humbert 
le dist a son beau pere signieur de Suze, le quel 
ly ottroya den mener sa femme quant il ly play- 
roit. Et ainsy furent aprestees les dames et da- 
moysetles pour acOmpagnier la contesse Adlis, et 
puis prindrent conge et sen vindrent tout droit a 
Ayguebelle, ou sa mere les receust honorablement, 
et fust moult contente de sa belle fillie, car avecques 
la beaulte elle estoit sage et de doulces manieres, 
et bien aduenant , et sy sentramerent moult lune 
laultre, ainsy vequirent vng espace de temps ioyeu- 
sement. Durant ce temps la maladie du signieur 
de Suze engregia, sy fust fort habaisse, tellement 
que lon manda au conte Humbert quil viensist. d 
Et sy fist, et y ala; quant le signieur de Suze le 
vist, il fust moult content, et ly dist: beaufilz, 
il est temps que ie vous mette en mon lieu: lors 
fist mander les barons de son pays et les nobles, 
gentilz et aultres, et ceulx des bonnes villes, et 
leur fist a toux faire la feaute et lommage, et ilz 
le firent volontiers. Et quant le conte vist quil es- 
toit fort agreues, il envoya snbitement querre dame 
Adlis , la quelle vint vng iour avant le trepas de 
son pere , et fust le dueil grant : apres fust ense- 
uelis et fait losequie en la mere eglise tres hono- 
rablement , comme a tel signieur appartenoit , et 
avoir acomplie la neuvaine, le conte Humbert ala 
par tOut le pays , et print possession de toute la 



signorie, et puis retourna a Suze vers la contesse 
Adlis. Et ilz desmorarent par aucungs iours , et 
par ainsy succedist a la signorie de Suze le dit 
conte Humbert aulx blanches mains a cause de da- 
me Adlis sa femme ; la quelie eoatesse et dame 
de Suze engrossa a Suze , et fiist ehceinte dvng 
filz, le quel eUe porta son terme bien et a droit, 
et puis eUe enffanta et fist un beau filz , le quel 
fust au batesme nomme Ame a la requeste des 
haulx et nobles hommes du pays les quelx dirent: 
ce sera notre cher Ame. Lenffant fiist norris so- 
gneusement, et a la sayson noueUe se partist de 
Suze le conte Humbert, et mena sa femme et son 
filz au chastel dErmeUion, ou il fist sa desmorance. 
Lenffant Ame parcrust et deuint moult bel , et 
fust de bonne meurs et bien enseignes, teUement 
que de son temps ne se savoit son pareil: et ainsy 
gouerna le dit conte longuement les deux signories 
embonne paix. 



Du dejfiniment du conte Humbert, prumier conte 
de Murianne et signieur de Suze, le quel herita 
son filz Ame. 

Le conte Humbert, qui filz fiist de monseigneur 
Berauld de Saxogne, regna vingt ans embonne et 
grande prosperite, et tint la conte de Murianne et 
la signorie de Suze et touX ses pays embonne paix, 
el fust teUement daccord avecques tous les signieurs 
ses voisins, que en son temps ne fust nuUuy qui 
ly fist guerre, ne moleste: ilfust aymes et doub- 
tes de ses subgetz» U fust doux et debonnayre, et 
sy ayma et cregnist Dieu, bon catolique, fort ius- 
ticier et peu parlant. H morust en lan de grace 
mil xLvin, et fust enseuelis en leglise catedrale de 
saint Iehan de Murianne, qui est cite au pays; et 
sy fonda les prebendes et legtise par la moitie, et 
leur donna rantes et reuenues, et y fist des biens 
asses. Ainsy kissa son filz Ame , le quel estoit ia 
parcreu el beau damoysel, et en fiiiz de bonnes 
vertus; et ainsy laissa dame Adlis sa femme , qni 
puis ne soy voUust marier du grant dueil quelle 
porta de la mort de son signieur, et sy estoit eUe 
encores asses ioyne ; ains se print a gouerner les 
pays, et regist et gouerna sy bien, que vng ches- 
cung ladoroit comme sainte, et sy estoit amee et 
doubtee; et par morir-neust sonffert a faire tort 
a nully, autant au maindre, comme au plus grant. 



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8£> 



DE SAVOYE 



9°' 



Crognique du deuxieme conte de Mutianne et si- a prya quU ly voulsist aydier el ly venir a secours', 
" gnieur de Suze, nomme Jme, qUi puis appeUes et quU ly feroit teilement quil' auroifc eause destrfe 

content de ly; et tant firent que le conte Ame leur 
outrpya plus par amour que par ceuoytise. Et adon- 
ques ly nommerent vng iour que batallie rengee. 
et assignee estoit entre le conte de Bourgogne et 
de> Lorrayne. Et sy fist tant le conte Ame quil 
arriva en Bourgogne o toute sa compagnie bien 



• Cauda. 

: Lan mil XLvim commensca a regner le conte Ame, 
et en ce temps avoit forte guerre entre le conte 
Girard de Bourgogne et le conte de Lorrayne, et 
toux deux estoyent putssans, et tenoyent les champs 



toutes deux parties, et toux les iours se feysoyent quinze iour» avant le iour de la batattie. Et quaot 

proesses darmes et valliances de cheualleries dung le conte de Bourgogne sceust sa venue, il ly vint 

coste et dautre , dont la fame et la voix en cour- a lencontre sur les cbamps , et fust rooult ioyeux 

roit par tout le monde. iSy auint vng iour que le de sa venue, mais encores fust il plus ioyeux quant 

conte Ame sesbatoit sur les champs, sy vmt vng le vist en tel appareil, car par certain cestoit no- 

cheuaucheur qui moult alloit hastiuement, et le ble chose que de veoir son exercite; sy sentre bien 

conte le salua, et comme celly qui ne le cognois- vignerent les deux contes oultre mesure , dont le 
soit , ly rendist son salut , et passa oultre , et le b parler trop lon en seroit Sy ordonna le conte de 

conte Ame ty dist : mon amy, arrestes vng petit , Bourgogne vng cartier du pays pour ballier logis 



au conte Ame et a ses gens , et il fust fait ; et 
puis print le conte Ame et sy Je inena vers sa 
femme la contesse de Bourgogne et vers sa filhe 
Ianne , et la le fist festoyer au dames ; et ainsy 
desmorarent par aucungs iours iusques au iour de 
la bataUie assigne. 



iaf aparlera vous: et le cheuaucheur desmora, 
ct dist: que vous plest beau sire? hastes vous de 
parler, car iay hastcYX le conte ly dist: mon 
amjr, ie cheuaucheray o vous, afin que ne perdes 
temps. Sy se mirent en chemin, et cheuaucharent 
eevers la vitte, et le conte ly enquist dont il ve- 
noit , ou il alloit et des noueUes , et il ly conta 
tout lefiet de la guerre des deux contes de Bour- 
gogne et de Lorrayne. Et ainsy parlant ilz arri- 
uerent en la viUe : et k>rs le conte ly dist: mon 
amy , ■ vous seres mon hoste en cest nuyt , ce U 
vous plest; et le mena tout droit au chastel. Quant 
le eheuaucheur cOgnust que cestoit le conte, il ly 
prya mercy, et le conte rist , car U sestoit robe 
de ses gens sur les champs , et sen estoit venus 

tout seul avecques le cheuaucheur, le quel ly avoit rains asses et beaucoup plus que non furent les 
conte moultz des beUes armes et vaUiantisez , qui Bourguignons. Et quant le conte Girard les vist , 



Comment le conte Ame et le conte de Mascon or- 
donnarent les escadres, et comment le conte de 
Bourgogne doubta pour ce quil se vist a mains 
de gens. 

Le iour de la bataUie vint, sy se mirent sur les 
champs lune partie et laultre, sy furent les Lor- 



en ceUe guerre se faysoyent; et quant ce vint au 
matin, le conte ly fist donner vng chiual fires, et 
ly fist donner or et argent, et puis ly donna con- 
gie. Des celle heure ne fina le conte de pancer de 
aoy trouer en ceUe guerre; sy avint vng iour quU 
appeUa ses gouerneux, chiuaUiers et escuyers, et 
lenr dist: « mes amis et fireres, ie moy donne honte 
» destre ia sy agye comme ie suis, et que vnques 
» ie ne fus hors de mes pays, ne nay oscurcy ma 
» parsonne a quelque vaUiantise. Sy nest pas mon 



il sesbayst; et print a penser doubtanl de la ba- 
taille. Et adonques vint le conte Ame, et ly dist: 
« beau cousin , a quoy penses vous ? a vous ap- 
» partient de nous mettre en oeuure , et U moy 
» semble que vous estes le plus negligent, et quoy 
» vous esbaysssiez vous? se ilz sont plus de nous, 
» en nom de Dieu Uz seront au iour de huy nos- 
» tres, et se a vous ne tient, 1» iournee sera pour 
» nous, et le contede Lorrayne sera ou mort, ou 
» prison , sy ny a que de ens frappes. » Ad ces 



» intencion de plus ycy seiourner , sy vueil aUer paroUes se conforta le conte de Bourgoghe, et ausy 
» avant le monde, et moy exercyr ma parsonne, d firent tous ceulx de son party; et lors subitement 



» comme mes predecesseurs firent ; sy vous vueil 
» pryer que vous vullies aviser de mettre sus vng 
» npmbre de gens et qui maymera, sy moy suyue, 
» et soy mette empoint en armes de dans et par 
» tout ce moys. » Ad ce mot. furent moult ayses 
et ioyeux, les ioynes bacheUiers et nobles qui fem 
avoyent de eulx exercir au noble mestier darmes, 
et sapresta chescung au mieulx quil peust; sy en 
eust a moult grant nombre, tant de la les mons, 
eomme de sa, et ausy vindrent vers ly moultz de 
nobles estrangiers , tellement quil k sembla vne 
moult noble compagnie de gens darmes. Et ensoy 
aprestant le conte de Bourgogne sceust son armee, 
sy envoya vers ly une grande ambaixade , et ly 



se mirent en ordonnance , car desia estoyent or- 
donnee trois bataUiez, dont le conte de Mascon 
cpnduisoit la prumiere, et le conte Ame conduisoit 
la seconde , et en la tierce estoit le conte Girard 
de Bourgogne. ; en lavant garde estoit le signieur 
du Vergier o toute sa compagnie , et en lariere 
garde le signieur de Montagut. Et a ceUe heure 
fust fait chiuaUier nouel le conte Ame de Murianne 
et plusieurs aultres, et apres chescun se mist en 
appareil de combatre et de bien fayre son deuoir. 
Et de laultre coste fust le conte de Lorraine avec- 
ques le conte de Bar, qui avoit la prumiere ba- 
taUie, et avecques le marquis de Bades, qui avoit 
la seconde batallie, et il mesmes estoit en la tierce, 



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9» C9R0N1QVE 9 2 

et le damysel de Rodiraag avok U avant garde, et a damoyseau de Roddemag, leueques de Mes , des 

le eonte de Lucemburg aveeqoes le damysel de signieurs nomes et plusieurs aultres barons, chi- 

Conmersy aveyent lariere garde. Et quant ilz fu-. uaUiers-, escuyers, dont les noms ne sont escrips. 

rent sy aproches, quil ny eust que ferir et frap~ Et de la partie de Bourgogne morust le conte de 

per, lors encomencerent a sonner cors et trompet- Mascon, le signieur du Vergier, messire lehan de 

tes a desroy. Iiers le conte de Mascon avecque* Vienne et le signieur de Iogne et messire Han- 

sa eompagnie, et son arvant garde le signieur du thoyne de Salins et peu daullres de nom; mais 

Vergier se plongerent de tout leur effort ens lavant des lorrains peu en escbappa qui ne fussent mors 



garde et en Ja bataUie des barroys , et les assaUt- 
rent tres vtgureusement , et les barroys ne se fe- 
gnirent mye , ains se deffandirent , et teUement , 
qnilz reboufterent moult asprement le coute de 
Magcon, le quel y morust, mais ses. gens estoyent 
sy entaltietez de bien fayre et denlx deffandre, quilz 
ne prindrent garde a leur signienr ; longuement 
dura la meslee, mais quant les masconnoys virent b 
kiur signieur le conte de Mascon mort, ilz furent 
esbays et pardirent cuer, et prindrent a vuidier 
place et a eulx retrayre iusques en la batallie du 
eortte Ame ; sy y eust monltz de mors et de ble- 
ees , et la eust grande occision. 



Comment le conte Girard de Bourgogne vainquist 
le conte de Lorrajne par la valUance du conte 
Ame. 

* 

Quant \t conte Ame vist sy durement estre re- 
boutes les masconnoys, il natendist plus, ains es- 
crya a haulte voix: a, signieurs et amis, monstres 



et prins. 



Comment apres la batallie le conte de Bourgogne 
donna sa fillie Iekanne au conte Ame de Mu~ 
rianne d Salins. 

Estre la batallie faille, et la desconfiture tornee 
sur les lorrains, les signieurs loarent Dieu, et puis 
le conte de Bourgogne se traist vers le conte Ame 
et le mercya comme bien le seust iayre , et puis 
ly dist : beau cousin , nout en jrons a Sutins , 
et la nous festojerons ef ferons bomie chiere, 
avecques les dames ; et le conte Ame ly ot- 
troya , et ainsy vindrent a Salins au chastel de 
Bracon , et la furent rescus a outtre dire , et se- 
iournerent en festes, en ioustes, en tournoyements 
et en banques et en toutes manieres , et fist on 
a guerir naufres qui avoyent estes blesses. Et quant 
le conteAme eust la seiourne vngespace de terops, 
il ne sauoit que fayre , car tant esloit amoureux 
de ta belle damoyselle Iehanne de Bourgogne, quil 



vous au iour de huj. Et il engoncena son bordon c ne sauoit que feyre ; toutes fois il le tenoit tant 



et frappa le destryer des esperons, et sen batiist 
en6 la bataUie de> barroys, et toute sa bataUie lenr 
suyuist, et firent sy vallian.tement que ilz rebout- 
tarent et enchassarent lea barroys iusques en la 
grande hatalhe du conte de Lorrayne, et sy entra 
dedans ]a batallie du conte de Lorrayne avecques 
sa compagnie, teUement que lon ne eognoissoit les 
vngs des aultres teUement furent Uz entremeUes , 
et la furent fayltes maintez belles appertises du 
noble mestier darmes; et le fist teUement le conte 



secrettement, quil nestoit aume qui le sceuat, fors 
ly mesmes ; non obstant que moult se maintenoit 
en vers elle amoureusement, embeau maintient et 
en gracieux parler. Et se U estoit deUe amoureux 
en son corage, eUe ne lestoit pas mains de ly, 
car beau chiuaUier et ioynes estoit, bien en len- 
gages et bien sachent son entredames. Sy advint 
que comme amours les amans esuellie , il pansoit 
en son lit , et visoit comment U porroit fayre 
davoir damoyseUe Iehanne a femme; sy sa penssa 



Ame , que avant que aultre secours il ly venist , quil estoit temps de conge prandre , et qud des- 

le conte de Lprrayne y morust. Et quant le conle manderoit conge au conte Girard pour soy re- 

Girard vist fes durs fais que les siena soustenoyent, torner, et que il ne porroit estre quil ne ly pre- 

et comment le conte Ame et ks siens fe feysoyent, sentast aucung guerdon ; et que se ainsy estoit , 
il doubta que Uz ne reeeussent trep de daumage, U que par toux seruices U ly desmanderoit sa fiUie 

et ausy quil «e fy tomast a heote, se plus il lat- « mariage. Et comme U le penssa, il ly avint £ut; 

tendoit. Et subitement il escrya: a, signieurs et sy vint a lendemain, apres oyr messe lon se misfc 

amis, phts njr a du desntorer, qui majrme sj moj a disner , et apres disner lon print a festoyer , 

^uyue.} et sans plus arester, brocherent des espe- menestriers: et trompettes sonner, et dames, bacbet- 

rons et sembattkrenA en lavdtre coste de \* bataUie, Uers a dancer. Et peu apres le conte Ame vint efc 



et fe fist sy valfereusement que toux les lorrains 
pvindrent a vuidier place , et mesmement quant 
Uz virent feur signieur mort, et son estandart a- 
battu, la eust grande occision, et la reste prin- 
drent a fowyr, et le nouel chiuaUier fe conle Ame 
a fes, suyure, teUement quU eust a prison fe conte 
de Bar et fe nurquis de Bades et le damoysel de 
Comnersy et plusieurs aukres noblcs. La fust mort 
lc contc de Lorraync, le conte de Lucemhurg, fe 



print fe eonte Girard par dessoubz le bras, et co- 
mensarent a gamboyer par my la pJace du chastel, 
et lors print le conte Ame a dire : « monseigneur 
» mon eousin , il seroit meshuy temps que ce prinsse 
» congie de vous , car ie vows ay donne asses charge. »■ 
Lors dist fe conte de Bourgogne : « bcau ceusin , 
» iamais ne dtttes teUes parolles, car ie ne suis 
» pas sy mescognoissant , qne bien ne sache que 
» ie vqus suis plus tenus que homme qui viue , 



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9^ 



DE SAVOY.E 



» et nay riens en ce monde, dont vous ne puis- a 

)> siez ordonner , tant de mes biens , comme de 

» ma parsonne , car par votre proesse et haulte 

» cheualerie , Dieu deuant , ie suis venus au des- 

» sus de mes ennemis ; pour quoy ains que des- 

» partes desmandes quel guerdon quil vous playra, 

» et a mon pouoir vous laures , et ne moy deust 

» il desmorer ce non pour mon viure pour quoy 

» desmandes ardiement. » Quant le conte Ame 
loyst ainsy amplement parler , il ie remercya , et 
puis ly dist: « quazi soy hontoyant, beau cousin; 

» ie ne vous desmanderay ny argent, ne terre , 

» car graces a Dieu ien ay asses assouffisance, mais 

» ce cestoit votre plaisir, et que ie fusse a la val- 

» lue quil vous pleust a moy donner par mariage 



» mercyer de votre bonne compagnie et grande 
» vaillantise, combien que iay bon et grant voul- 
» loir a vous reguerdonner en temps et en lieu, 
» mais a present iay mestier de votre bon conseil 
» et avis; sy vous prie que ad ce moy vullies dire 
» votre avis. » Et lors leur print a dire ainsy : 
» mes signieurs et amis, ce cas avenoit que mon- 
» seigneur mon cousin de Bourgogne me voulsist 
» donner sa fillie a mariage quen loeres vous ? » 
Adonques toux dung voulloir ly dirent : « ce nes 
» pas chose a refuscr, mais il ly a bien maniere 
» au traittyer de ceste besongne. » Et le conte 
Ame dist: « Dieu y pouruoyera, mais ce ie y puis 
» aducnir , vous estes contans que ie le face ; » 
et toux ly distrent oy. Ad ceste conclusion alle- 



» madamoyselle votre fiHie , ie vous en vouldroye b rent dormir ; et quant ce vint au matin , et le 



» bien prier. » Lors lesgarda le conte Girard, et 
ly dist : « a la vallue Dieu ! mais pleust a Dieu 
» quelle le fust ; et si vous dy que se ie la vous 
» heusse oser par offrir que ia ieusse fait; sy vous 
» mercie de ce quil vous plaist davoir afinnite avec- 
» qnes nous, et dessy et desia ie la vous outroye. » 
Et le conte Ame len remercya , et lors fust cn- 
treulx deux le mariage fait , sy ly dist le contc 
Girard : « or ne faittes nul semblant, car ie par- 
» leray en ceste nuyt a ma femme , et puis de- 
» main a layde Dicu nous esployterons. » Apres 
leur parler ilz retornarent bras a bras en la feste, 
et inconlenant le conte Ame ala vers damoyselle 
Iehanne et la print par la main et print a dancer 



conte ct ses gens sabbilliarent le plus gentement 
quilz peurent, et puis allerent au leuer du conte 
Girard. Le conte Girard fust habillie et yssist hors 
de la chambre , et la donnarent bon iour lung a 
laullre, et puis se prindrent par les bras les deux 
contes et allerent iusqucs a la chapeile du chastel. 
Et la attendirent que la contesse et sa fillie Iehanne 
et les dames fussent venues , et quant tout fust 
prest iusques au comencier de la messe , et le 
coute de Bourgogne print a parler tout en hault 
et dist: « beau cousin, il vous a pleu de moy fayre 
» lonncur quc chescung set , ct aves vous et vos 
» gens exposes vos corps iusques a la mort pour 
moy , et sy aves heu grans fres et coustages a 



moult ioyeusement, cl bien ly seoyt; ainsy ilz fu- c » peu de remuneracion ; sy ne say pas bien de 



rent ioyeusement toul ce iour. Quant chescun fust 
retrait, et le conte de Bourgogne fust seul a seul 
avecques la conlesse, il ly print a dire : « dame, 
» que dirics vous de donner notre fillie Iehanne 
» a ce conle Ame de Murianne? ic vous scay a dire 
» quil est valleureux cheuallier, et nostre fillie est 
» asses en temps de marier. » Quant la coutesse 
leutendist, elle rcspondist et dist: « monseigneur, 
» par avanture nous parlons sans partye ; quc 
» ves vous se il la vouldra ? et se 



sentoit , et il la 



rcfusoit , ce seroit a nous ra- 
» proche; » lors dist le conte: « ne vous en sous- 
» sies, car ie enchiueray bicn, mais parlcs a notre 
» fillie, et sentcs sa volante. » Et la contesse dist: 

» ie le feray ; ce non obstant ie le ly ay moult d sanson qui fist loffice, et qui estoit tout reuestus, 



» quoy vous guerdonner ; toutes foys iay ysy no- 
» tre fillic Iehanne telle que la voyez, ce il vous 
» est agreable , et que Dieu laye ordonne a la 
» prendre, ie la vous donne par votre femme et 
» espouse,et du mariage ne vous soussies, car il 
» ny aura aultre moyen entre nous deux. » Quant 
le conte Ame de Muriannc loyst , il soy humillia 
vers ly et ly mercya son offcrte , et puis dist : 
« se ie estoye bon asses , ct quil pleust a elle , 
» ie seroye et sy plus que content , et lacepte , 
» et veulx. » Et lors dist le conte de Bourgogne : 
et vous, belle fillie, que dittes vous? Et elle res- 
pondist: monseigncur, a vous est le comander, et 
ie suis a lobeir. Et lors fust larciuesques de Be- 



» oyr locr, mais ie en soray encores son vouloir. » 
Lors ala la contesse au retrait ou estoit leur fillie, 
sy print a parler a elle, et lenquerist dung coste 
et dautrc , et tant sentist que la chose ly estoit 
agreable , a tant sen reuint la contcsse et se cou- 
cha empres son signieur le conte Girard , et ly 
conta et dist tout ce quelle avoit trove en leur 
fillie, dont il fust moult content, et ainsy passa- 
rent celle nuyt. Et daultre part le conte Ame fist 
desmander son conseil a son aller couchier , et 
Cst venir le signieur de la Chambre , le signieur 
Durtyercs et le signieur de Saint Pierre de No- 
ualhuse et ses plus especiaulx, sy leur dist: « mes 
» signieurs, frcres et amis, ic ne vous soroyc re- 



sy dist : monseigneur de Murianne, voules vous da-t 
moyselle Iehanne de Bourgogne pour votre loyalle 
espouse ainsy que sainte eglise la de Dieu ordonne? 
ct il dis: oy au plerir Dieu. Et parelliement il dist 
a cllc, et elle respondist: oy, comme Dieu et mon- 
seigneur et madame le veullent; et la fust acom- 
plis lc mariage , et la messe chantee , furent les 
nosces faittes , et la ioye recomensca et la feste 
renforssa , et ainsy disnarent , goustarent , soup- 
pcrent et banqueterent iusques a laler couchier , 
et sy y en eust moultz desbays dung couste et 
dautre. Lendemain festoyarent et firent grande 
chiere , et puis de iour en iour ioustes et tour- 
noyeraens et festes , ainsy fesloyarent vng temps. 



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9 5 



GHRONIQVE 



96 



Et apres en mena le conte Ame sa femme en aon « Ame retourna et entra 1 au conseil a tout la queue 



pays embelle compagnie , et vesquirent en bonne 
tranquiUite , et heurent vng filz qui eust a nom 
Humbert, par le nom de son grant pere Albert 
dit Humbert aulx blanches mains , le quel regna 
apres , ainsy comme verres en sa crognisque. 



Comment le conte Ame fust appelle conte Cauda, 
et de sa taort et quil laissa son jilz> Humbert. 

En oe temps morust Otto III, qui avoit este 
empereur par suscession de son grant pere Otto 
prumier, et puis de son pere Otto II, et U fust 
Otto le III ; et apres ly fdst esleu Henrich , qui 



de ses gens , et depuis il fust appeUes le conte 
quy menoit sy grande queue. En la sayson du 
printemps apres Uuer se partist lempereur Henricb 
de Veronne, et sen tyra vers Rome vers.le pape 
Gregoyre V, qui le coronna empereur. Et le conLc 
Ame lacompagoa et lensuyvist tout dis, et laymoit 
moult lempereur pour ce que sages et proudoms 
estoit. Long temps seruist le dit conte Ame lenv 
pereur iusqua ce quil leust noueUes de sa femrne, 
quil fallust quii retournast, et adonques U print 
congie de lempereur, le quel a paynes .ly vollust 
donner ; mais a la fin il eust et sen retonrna en 
ses pays et terres, tant de Suze comme de Mu- 
rianne, ou U fust receuz ioyeusement tant de sa 



fust le lxxxviii empereur, en lan mil et trois de b dame sa femme, comme de son filz et de ses 



grace des ia natiuite de notre Signieur, et fust 
le II Henrich, et en ly encomensca leleucion des 
empereurs par le princes dAlamagne appelles el- 
letteurs , et en son temps fiist la hme muee en 
sang, et cestuy Henrich fust saint comme ie tro- 
ueres en la martignane. Et apres son eUeccion U 
se partist de Bauyeres , dont U estoit duc , pour 
fioy aUer coronner a Rome, et desmanda des si- 
gnieurs de lempire pour ly acompagnier; et entre 
les aultres il manda au conte Ame de Murianne 
quU le viensist acompagnier, le quel le vouUust 
fayre pour hobeyr; sy assembla le plus grant nom- 
bre de noblesse qml peust, chiualliers et escuyers, 
et en cheuaucharent vers Ytalie ou desia lempe- 
reur estoit. Et le trouarent a Veronne , ou lem- 
pereur le resceust a grande chiere, et le vist moult 
volentiers , car moult beUe compagnye U menat ; 
et lempereur le print et retint de son conseii a- 
vecques les aultres princes dAlamagne, car moult 
sage estoit Or avoit le conte Ame acoustume de 
tout dis mener avecques ly toux les nobles quant 
il aloit a la court de lempereur, car moult les 
prisoit et honoroit , et ilz lamoyent ; et sy faisort 



hommes , et vesquist son temps passifiquement , 
et regna en sa signorie xxvi ans, et morust en 
lan. de grace mil. lxxvi, et fust sousterres empres 
son pere a saint Iehan de Murianne, ou Uz avoyent 
fondes neuf prebendes de chagnoynes a fayre le 
seruice dyuin, et leur confirma au chapitre les 
terres et les signories que ie roy Gondrant leur 
avoit donnes qui prumier ies fonda, et layssa apres 
-ly son heritier son filz Humbert H, b quel regna 
apres ly comme verres. 



Cronique du conte Humbert II «n nom , et troi- 
sieme conte de Murianne , et comment il eust a 
femme la fdlie au conte de Venice , Ldurence. 

Apres la mort du conte Ame , que fust lan de 
grace mlxxvi , ie conte Humbert print a regner , 
et receust lomage et fidelite de ses nobies et des 
bonoe viUes, de ses terres et pays, et il fust asses 
de bon eage. Et pour ce que toute sa terre U pos- 
sidoit tres passifiquement, et U est ioynes, il mist 
son exercite et print sa piaisance a la vouUerie et 
contineUement entres ses nobles ou il entroit. Vng au gibier et a la chasce , et tenoit grande foyson 
iour avint que lempereur tenoit son conseil , sy de toutes manieres doyseaux et de chiens courans. 
fist desmander le conte Ame, et il vint et vrta a Et vng iour ly print voiante de soy aUer esbattre 
luys du conseii, et sy menoit avecques ly sa ba- iusques en Arle , et de fait ii ly alla , mais tout 
ronnye; et comme il vrta et lempereur dist: qui est dis alloit chassant et faisant vouUer les faucons ; 
ce qui urte et buque? et vng chenalier dist: cest sy avint quii fiist ariues au conte de Venyce em- 
le conte de Murianne, le quel mayne apres ty vne d pres .Caipentras, et faisoit vouUer, et U fust rar 
sjr grande coe de gens , que cest meruelUes. Et porte au conte de Venyce comment ie conte de 
lempereur dist: faittes entrer ljr } et sa queue des- Murianne se aUoit deduisant par ses marches; sy 
more hors. Et le huyssier darmes vint, et ly dist: monta a chiual a tout ce de compagnye quil lavoit, 



monseigneur le conte entres ens, mais tmtre queue 
desmore hors: et le conte Ame se desdegna a ses 
paroUes et dist : se ie y entre , ma quoeue y en- 
trera , puis que quoeue en appelles : et luyssier 
darmes le raporta a lempereur ; et quant lempe- 
reur lentendist , il dist : alles et le faittes entrcr 
Ij et sa quoeue a son bon plaisir. Et luyssier alla 
hastiuement, mais ia le troua quil sen aUoit; lors 
1y dist luyssier: monseigneur, retornes et venes et 
entres a tout vos gens a votre beau plaisir, car 
ttinsy la lempereur commande. Et adonques le conte 



et vint trouer le conte Humbert sur les champs et 
ly dist: beau cousin, a ceste foys vous auraye, 
» sy vous prengs pour prisonnier, et randre vous 
» faut auLx dames : » et ilz sentre firent grande 
chiere, et puis le mena a Carpentras, ou sa femme 
et sa fillie estoyent. Et lors vindrent iusques au 
chastel , ou il fust receus moult grandemcnt , ly 
furent festoyer ce iour et apres iusques au liers 
iour, et teUement que la belle Laurence fillie au 
conte de Venice pleust moult au conte Humbert , 
et ausy fist il a ellc; sy sen descourist le conte a 



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97 . DE SAVOYE 98 

vng sien chiuallier quil moult aymoit. Et ledit a ceulx de la place ne peussent hors yssyr, et puis 



chiuallier qui sages estoit ttnt tel moyen que le 
mariage fust acomply au gre ds toutes deux par- 
ties, et fust la feste des nosces faitte a Carpentras, 
et la desmora vng mois entier. Au bout du mois 
que le conte leust festoye par tout son pays , k 
conte Humbert en meha la contesse Laurence en 
Murianhe, et sentramerent moultz parfettement, et 
sy hettreht vng filz qui eust a nom Ame. Et ainsy 
viuoit Ie dit conte embonne paix et grande tran- 
quilite, ne ne souffroit nul tort a estre fait a ses 
hommes. 



Comment le corite Humbert abaissa ie peage de 



print vne partie de ses gens et sen alarent con- 
tremont Tarentayse vers le mont de Golombue iou 
et iusques a lencommencement de llsere , et fist 
tant quil mist en sa subgecion tout le pays , ou 
encores il navoit nul signieur; sy sen fist signieur 
de la temporalite et domina tous les nobles du 
pays , qui par avant guerroyent lung laultre et 
venquoit le plus fort le fayble. Et quant il eust les 
homages des nobles 1 du pays , il les mena tous a- 
vecques ly , et reuint au siege et se fist de tant 
plus puyssant. Quant le signieur de Briansson vist 
que cestuy dominoit quazi tout le pays , et quil 
natendoit nul secours de nully , il fust esbay , et 
des lors il quist et sercha quil peust avoir paix 
Briansson , et comment il fust signieur de Ta- ~b et acord avecques le conte Humbert, et tellement 
rentesze. fust le traytye, que deuant toutes choses le signieur 

de Briansson lenoit et ostoit et abolissoit le deuant 
dit peage tout ius. Item que pour liniure quil la- 
voit faitte quil deueuoit homme et faisoit homage 
de toute sa terre au conte Humbert , et fust su- 
perieur de toute la terre. Et par ce moyen le conte 
leua le siege , et sen retorna en son pays , ou il 
vesquist plusieurs ans en grande tranquillite et 
en bonne prosperite et paix, et finist ses iours 
comme signieur tres crestien, et fust seuellis en 
leglise catedrale de saint Pierre de Mostier en Ta- 
rentaise, et desmora conte son filz le conte Amell. 
Ainsy morust le dit conte Humbert lan de grace 
mille cent et neuf. 



En ce temps avoit vng banneret qui sighieur 
estoit de Briansson , qui estoit moult ayaricieux , 
et sy avoit mis- sus et esleve vng peage trop oul- 
trageux et sur gens et sur marchandises , et sy 
estoit fier et oultrageux, et neiy sembloit que nul 
ly peust nuyre. Sy aviht que les marchans sen 
plegnirent au conte Humbert , qui' circonvoysin 
estoit , en ly disant : « nous solliemes au temps 
» de vos bons predecesseurs passer et repasser 
» sans estres opprimes , he greues , mais taainte- 
« nant le signieur de Briansson nous traittye sy 
d aygrement, qui nous sera force de noUs delais- 
» sier de frequanter et de entrer ce chemin et ce c 
» pays ; sy vous vouldriemes bien suplier et re- 
» querir quil vous pleust a y volloir remedier, et 
» pouruoir ', car encores a il plus fait , car il la" 
» double le peage a ceulx de vos pays et a vos 
» subges. » Quant le conte les eust oys , il leur 
dist : alles , car a layde Dieu ce y .pensse pour- 
uoir. Et puis avoir heu soh conseil, il escriuist au 
sighieur de Briansson quil ly prioit que il ne voul- 
lust plus donner vessassion , ne greuer les mar- 
rhans et ses bonnes gens du pays, autrement que 
force ly feroit de y remedier. Quaht le signieur 
de' Briansson eust les lettres leueeS , il se print a 
rire, et puis dist el respondist au messagier: va , 
et dy a tori signieur que ce ilmesmes y vient pas- 
ser, ie ly feray payer le peage a ly mesmes comme d 
font les gens , et lydyde bouche , car ie ne ly 
degneroye rescripre. Le messagier retourna, et 
dist au conte ce qml ly avoit comande. Et quaht 
le conte lentendist , il fust esmeu de mal tallant, 
ct voua Dieu et iura quil ly passeroit et repasse- 
roit sans peage payer. Sy fist incontenant, et mist 
sus son armee, et puis cheuaucha envers la roche 
de Briansson , ou le peage avoit este mis , et la 
il mist le siege, et y desmoura par maintz iours 
sans riens fere , car la place estoit fort et bien 
garuie de gens ef fournie dartilterie. Et quant le 
conte Humbert vist ce, et quil ne pouoit avoir la 
place par force, il ordonna vng sien chiuallier val- 
liant et prodome a tehir le siege et a garder que 



>3 



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99 



CHRONIQVE 



IOO 



Crognique de Ame IJ conte en nom, et quatrieme 
conte en Murianne , et prumier conte en Sauoje. 

Ame, quatrieme conte en Murianne, fiist homme 
moult grant de corps et fort porsionne de mem- 
bres , fort et puissant et abile de sa personne , 
moult corageux, de fier regart et peu parlans, 
mais subbit estoit et fort esmeu , et sy avoit la 
main plus preste que la bouche , sages estoit , et 
sy sa parolle tenant quant il promettoit aucune 
chose , pensif et morne , Dieu doubtant et cre- 
gnans , ne trop ne ly chaloit de femmes , toutes 
foys il iust souant en ortes de soy marier, veu 
que tout seul signieur estoit, Et de fait il fust 
parle de le marier a damoyseUe Clayrance , qui 
fillie estoit au conte de Geneue , et fust la chose 
tant avant, que lon tint le mariage par fait; mais 
le conte de Geneue sy troua aucune chose a dires 
au paches dentreulz, dont le conte Ame eust des- 
pit , et iura que iamais nauroit alliance avecques 
le conte de Geneue. Et sur ce il print par femme 
damoyseUe Guygone , fillie du conte dAlbanoys , 
dont le conte de Geneue fust moult courrousces, 
et la encomensca hayne et mal vulliance entreux, 
qui puis dura longuement, comme veyr porres sa 
en apres. 



Comment la contesse Guigone eust vng jili nomme 
Humbert par la deuocion deUe. 

c 

Guigone fiUie au conte dAlbanoys et femme au 
conte Ame de Murianne, estoit moult belle, doulce 
et amyable, et se pennoyt moult de faire toux les 
plaisir quelle pouoit a son signieur et mary, et 
souant se travaillioit de fioyr son signieur quant il 
entroit en aucung pencement, et tellement quilz 
sentraimoyent tant que cestoit meruelliez; et ainsy 
furent vng temps sans avoir nulz enffans , dont 
elle print a avoir merancolie, et se print a mettre 
en moult estroitte deuocion, tant de ieunes comme 
daumosnes, daslinences et de veux, de pelerinna- 
ges et daultres sufirages; et tellement le continua, 
quelle devint pale, seche et megre et moult de- 
bilitee. Et quant le conte son signieur vist ce, il 
en fust mal contant, et ne vouliust plus quelle d 
parseuerast en celle vie sy astritte, ains ly dist 
vng iour: « ma dame et ma mye, ie vous dy 
» vrayment que vous me fettes mal contant de la 
» vie que vous menes; sy vous prye que vous en 
» desportes et que viues ioyeusement , car il est 
» en Dieu de nous donner ce quil set que a nous 
» est necessaire, et sy vous suis asses peres, mary 
» et filz, pour quoy en Dieu seruant viuons ioyeu- 
» sement , ainsy le vueil. — A monseigneur » dist 
la contesse « ce il vous plaisoit dacomplir ce , 
» dont ie vous vouldroye pryer, iay esperance que 
» Dieu exaulceroit nos proyeres. » Et le conte dist: 
» dittes ce quil vous playra, car a mon pouoir ie 
» lacompliray. » Et lors elle dist: « monseigneur, 



a » iay esperance , ce il vous plaist, de ver a fon- 
» der vne religion de lordre du giorieux saint Ber- 
» nard abe de Clere vaux, le quel conuertist tant 
» de gens par la sainte predicacion, que Dieu nous 
» donra generacion et ligne, par la quelle nous 
» pourrons estre confortes. » Et lors le conte ly 
dist : « ma dame et ma mye, confortes vous, car 
» ie voe a Dieu que ayons lignee ou non, que 
» pour Dieu et en la reuerence du glorieux saint 
» monseigneur saint Bernard, que ie la fonderay 
» et parferay, se Dieu moy donne tant de vie. » 
Et la contesse lenmercya moult et fust fort con- 
sollee, et ne tarda gueres queUe fust enceinte du 
filz, du quel eUe acoucha au bout de son terme, 
et estre nes quU fust, U fust mis sur les fons au 

b battityre et eust a nom Humbert , et des lors en- 
comenssa le conte a fonder la ditte religion, et a 
ledifier et a y donner rentes, dismes et possessions, 
et la orna de chappes , chasubles et vestimentes 
eclesiastiques , de caUces, de Uures et des choses 
appartenans au seruice de nostre Signieur. 



Comment lempereur Hanrich duc de Boeme ajma 
le conte Ame , et quil lenmena a Rome avec- 
ques Ij. 

Au temps du conte Ame de Murianne avint que 
Hanrich dict de Boeme fust esleu a empereur, et 
quant il eust prinse sa prumiere coronne a Aex en 
Alamagne, U se partist o beUe compagnye de no- 
blesse pour aller prandre la possession du royaulme 
dArle, le quel ly estoit escheu a cause de lempire, 
et erra tant par ses iournees quU vint a Monmel- 
lyan. Et quant le conte Ame sceust sa venue , il 
se mist empoint o beUe compagnie de noblesse, 
et ly ala a lencontre, et lempereur Hanrich le re- 
ceust moult grandement et ly fist ioyeuse chiere , 
et ly prya quil voulsist aUer avecques ly en Arle 
et apres iusqua Rome , et quU fust a sa corona- 
cion, et ausy car U se doubtoit des Francois pour 
aucunes diuisions qui estoyent entreulx. Quant le 
conte Ame oyst que lempereur le requeroit sy be- 
gninement, et quil ly faisoit tant de honnour, il 
ly outroya et le conduyst et mena par ie pays dAl- 
banoys sur la terre du pere de sa femme , et de 
la en la contee de Venyce, et de la le conduyst 
seurement iusques en Arle, ou U se saysist de Ia 
possession du royaulme. Et print lempereur le conte 
Ame en teUe amour , quil se gouernoit et con- 
seUIioit tout pour ly; et dArle iiz cheminarent par 
vers la Lombardye iusqua Miilan, et de Millan a 
Rome , ou il se coronna. 



Comment le conte Ame print congie de lempereur 
a Rome a cause du conte de Geneuoix , quil 
Ij meust guerre ' nouelle. 

Estre coronne a Rome lempereur Hanrich, il 



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101 



W SAVOYE 



104 



souruiendrent noueUes au couke Ame qne ie conte a 
de Geneuoix ly mouoit guerre, et esteit enfcres. ens 
son pay& de Murianne ; et ce a csuse que le dtt 
conte de Geneuoix pourtoii mak en pasience de 
ce que le conte Ame navoit voUu prandre sa fillie 
amariage, et quil en avoit prinse vne demaindre 
lieu et de pms basse main; et ly fust raporte quil 
estoit partys de Geneuoix a moult grande compa- 
gnye de gens en annes y et estoM entres en Mu- 
riaune, ou il lavoit moult daumagie,. et gastoit et 
destruyoit les maisons aux gentilz bommes., et ruoyt 
tout pour terre, et avoit gastes et mis, a sac deux 
chasteaulx au conte de Sorche , et avoit feit beau- 
cops maulx. Quant le conte Ame entendjst et oyst 
ces noueUes , ce U fust mal contant ne le chaut 
desmander, car noble et hautain cuer avoit; sy vint b 
souldainement vers lempereur et ly dist: « Syre, 
» moy estant en votre seruice et hors de ma terre, 
» le conte. de Geneuoys, rae fait guerre ; et bien 
» a choysy que loings en suys, ear ce ie y fusse, 
» il ne leust oze pencer, ne eust este sy bardy. 
» Qr il fayt son. pouoir de moy tollir ma terre ; 
» sy moy desplait que plus looguement ne vous 
» puis seruir et tenir compagnye, pour quoy plaise 
» vous a moy donner congie ea vous requerant 
» ayde, eonfort, conseil et secours a mon besoin. » 
Quant lempereur oyst ces nouelles, il fust moult 
mai contant, et ly dist: « certainement de ce suys 
» ie moult mal content, quant vous estant en mon 
n seruice vous aves daumage receu, et en vltre 
» suys plus corrouce de ce quil faut que delaissies c 
» nostre compagnye. Mais quant a layde que vous 
» desmandes par le present, il ne moy semble 
» que feyre le deye, car il est moa vassal et homme, 
» et aussy estes vous, sy doys estre iuge de vos 
» differences et debas; mais desmandes queiconque 
» chose que fayre puisse pour vous et deye , et 
» ie le feray de tout mo« pouoir et voidloir, car 
» votre bon et loyal seruice nous a ad ce hoMige. » 
Quant le conte Ame leust oys, il mjst le genoil 
a terre et remercya lempereur tres humblemeat 
en ly disant quil ly soufisoit davojr «t destre en 
sa bonne grace ; tnais avecques tout ce ie vous 
requiers v&g don ; et lempereur respondist : des- 
v\andes. 

d 

Ycj enuestist (empereur ffanrich le conie Ame de 
Murianne de l# conte de Smoye> et Beugeys en 
Jiez et en homage de lempire, en souuerain si- 
gnieur. 

Lors dist le eonte Ame: « syre, il est vray que 
» par te bon regime de raop prumler aneesseur , 
» monseigneur Berauld de Sansongne, et puis de 
» ses suscesseurs iusques a moy, nous avons estes 
» enuestis par vos ancesseurs des terres et pays 
» qoe ie tieps, soubz votre sainte mageste , et sy 
» les avons conqueruez a grande payne et par val- 
» liances darmes , ou nous avons passes maintz 



» mortels perils et dangjers , et de. tout mon po* 
» uoir iay mjs tes dittes terres et pays empai» soubz, 
» bonne tranquilUte , en le subgeecion dfe la tvea 
» sainte mageste de- votre empire iusques a ht iwv-< 
» nee de huy. Or. est verite, tres chier sive, que 
» vous aves aucunnes contrees ieugnans a mes 
» dittes terres, qu> sont. nome.es. Sauoye etBieiig«9> 
» les quelles nont aul regiment, car a Umxie: fijys 
» gouernej lung , et. alautre lautre., et aoot toutes 
» petites signories qai nont nul domjnateur , et 
» fent guerre hmg a lautre ,, et qui plus y, a de 
» forees plus y a de dominacion sans rajj^on ne 
» iustice, et nest nulz qui y voyse sewjemenl aoii 
» marchant ou autare. Et dung chescung est donttoe 
» la voye de celbjy pays , ne; ny nulz passer qui 
» ne soit robe et pUbe, et par celle cause les plu- 
» sieurs lappelknt la male voye, et sy na vaUue 
n ceUe terre nuUe chose diu monde ny a vosi pre- 
» decesseurs, ny a vous, pour quoy pteyse a votra 
» mageste de moy enuestir de ceUes terres et de 
» Jes moy donner en homage, et a layde de n»tre 
» Signieur ie feray teUement que ten bppeUesa 
» sauue voye. » Et quant lempereur leust entendu, 
il ly respondist: « vous laues dit a bonne heuve, 
» car se vous heussies bien desmande plus grande 
» et miilieure chose, vous le heussies heu de nous; 
» sy la vous outtroyons et donons, par teUe con- 
» diciou que ce soit vostre prumier tUtre, et vous 
» faisons conte de Sauoye et signieur; » et len- 
uestist de la terre par la tradicion dunne espee et 
le baysa en la bouche, et puis ly dist: « conle de 
» Sauoye et de Murianne, ie vous prie que quant 
» vous aures acheue votre guerre que vous retor- 
» nes tost par deuers nous,; »• et il ly promist, 
et puis print congie de lempereur et erra tant par 
ses ioumees. quil vint en son pays , et troua sa 
femme et son filz sains et haytiez , et le pays en 
grande tribukcion. 

Comment le conte 4me prumier conte de Sauojre 
rancontra le conte de Genfiuoix sur le col de 
Tamis ejnbattaiXlie. 

Quant le conte Ame fust en son pays ariues, 
el il vist tes daumages que te conte de Geneue 
ly avoit faiz, il te porta mal pacienAement ; sy 
manda secrettement au conte dAlbaneys soja beau 
pere et au conte de Venyce le pere de la mere 
de sa iemme tes oultrages que ly avoit faiiz k conte 
de Geneue , et les requist quik ly venissent ay- 
dier a son besoing, e* entretenant U mist sus tout 
lesfort de sa nobtesae, et ordonna que a vng iour 
tous se trou.asseut en vng lieu,, et ses. deux beauh 
peres le vindrent seruir a moult gra»de et betie 
compagnye ; mais , eomme vray est , i\ nest riens 
sy segret que ne se sache, te conte de Geneue le 
sceust, et penssa bien que a son pouoir il se penr 
neroit de soy vengier de liy, sy &e mist sus a ^oute 
puissanee, et dist que micuix vaUoit aUer deuapt 



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io3 



CHROMQVES 



104 



que apres. Et adonques il sceust que toux estoyent a 
assembles en la playne dAyguebelle , tant de la 
comme de sa la riuiere , et iors vint le conte de 
Geneue, et se mist et logia sur le col de Tamis, 
et mist ses gens en ordonnance. Et le conte pru- 
mier de Sauoye le sceust, sy les aproucha tant, 
quilz pouoient veir lung lautre. Et lors print le 
conte Ame vne place a son aventage au plus pres 
de ses ennemis, et puis il dessendist de son che- 
ual a pye et appella les deux contes ses beaulx 
peres, et leur dist: « signieurs, nos ennemis sont 
» fors et sont vaiUians gens en armes, pour quoy 
» il nous est necessayre de nous mettre embonne 
» ordonnance; sy vous playse de y aviser et con- 
» seillier. » Et la dung commun conseil ilz ordon- 
narent de non fere que vne seulle battaillie et vne b 
seulle elle, pour ce que la place estoit petite, et 
navoit espace de largeur dempouoir plus fayre, et 
puys en leur ordonnance ilz monterent a cheual, 
et le conte dAlbanoys fust a la destre main, et 
le conte de Venyce a la senestre, et le conte de 
Sauoye au mylieu, et en celle ordonnance ilz prin- 
drent a cheminer et a aprouchier leurs ennemis 
en manyere de gens de grant cuer et de moult 
de valleur. 



Conunent les deux partjez sasemblarent en la bat- 
tailtie , et comment le conte de Geneve morust 
illeques. 

c 

Adonques , quant le conte de Geneve vist venir 
et aprouchier ses ennemis, et vist les trois contes 
en vne battaillie, et il avoit deux battailliez, dont 
lune conduysoit le conte de Nydoe, et il condui- 
soit laultre, il dist au conte de Nydoe: beau frere, 
ilz sont nostre , plus njr a que de les assallir rqjr- 
dement. Et lors le conte de Nydoe brocha son 
destryer des esperons , et sa battaillie lensuyuist , 
et vint poindre a lencontre du conte dAlbanoys 
tellement, quil le fist reculler et retrayre envers 
le conte de Sauoye , et ne fallust guires que son 
escadre ne fust rompue. Et quant le conte Ame vist 
ce , il ne sesbayst en rien, ains comme preux et 
hardy cheuallier il passa avant, et escrya ses gens, 
et comensca le prumier a ferir destoc et de tallie , d 
et vint rancontrer le cohte de Nydoe qui leur 
avoit fait perdre place , et les assaliirent sy aspre- 
ment , que peu sen fellut quil ny desmorassent 
toas , et les conuint retrayre iusques a la battaillie 
du conte de Geneve. Et quant le conte vist ce , 
il escria ses gens a haulte voix, et les ralia, puis 
comme preux et valliant cheuallier il se mist au 
front deuant tous , et fist moultz darmes , et la 
eust de durs estours dune part et daultre, mainte 
lame brisee et espees sur heaulmes retantissans , 
et la sefforsca plus que lon ne porroit deniser le 
conte de Geneue pour pouoir vaincre ses ennemis. 
Et pareilliement le fist le conte de Sauoye, lequel 
soustint de durs assalliemens, et voyrement le fist 



vaUliantement le conte dAlbanoys , lequel naban- 
donna vnques son beau filz de Sauoye; pareiUie- 
ment le fist le conte de Yenyce, et ausy firent ceubc 
de Maurianne , et tous dung coste et dautre, tel- 
lement que la meslee dura des leure de prime 
iusques a leure de nonne, sy fierement peUe mesle, 
que les heraux et poursuyuans ne sauoyent qui en 
avoit le miUieur. Maiz a la fin vng chiuaUier vo+ 
maiu nomme monseigneur Nicolas de la Colompne, 
qui estoit venus de Rome au seruice du conte Ame, 
sauansca , et trespassa les rens du conte de Ge- 
neue , qui moult vigureusement se combatoit , et 
vint ferir et asegner de vne grande hache sur son 
chief , et le frappa sy durement quU labattist mork 
a terre. Et le conte Ame lenssuyuist roydemenk , 
et leur creust le corage quant il virent le conte 
de Geneue par terre, et fi-apparent sur leurs aver- 
sayres en la plus forte et grande meslee, et quant 
les deux contes dAlbanoys et de Venyce virent sa 
grande proesse, il lensuyuirent , et desrompirent 
la presse dung couste et daultre tellement, que 
les Geneuoix prindrent la fuyte , et la morust le 
conte de Nydoe, et la plus partye des barons et 
noblez de Geneuoix, et peu y en desmora qui ne 
fussent mors et prins ; maiz ce ne fust pas sans 
grande perte de gens au conte Ame, car presque 
la tierce partye de ses nobles y morurent, tant 
cruere et aspre fust celle bataUie , la queUe de- 
puis fiist appeUee par les Geneuoix la maie iour- 
nee, et par les Sauoyens fust appeUee la dure 
iournee. 



Comment le conte Ame 
mist asseurte son pays de Sauojre et ses aultres pajrs. 

Apres ceUe desconfiture le conte Ame estre 
retrait , rendist loange a Dieu, et puis commanda 
aulx heraux a enquerir des mors dung couste et 
daultre , et chescung mettre en sepulture celon sa 
cotte darmes et estat, et les bleciez fist porter a 
sauuette par les guerir et mediciner, et sy les fist 
aUer et mener vers sa femme. Et puis ordonna ses 
gens , et fist a refrechir vng chescung, et a adober 
arnoys, furnytures et cheuaulx, et puis sen cheuau- 
cha , et tira au pays de Geneuoix , ou il print a 
guerroyer et a gaster le pays , et destruyst viUes 
et villages, et mist le siege deuant le chastel de 
Satetnay , et lasaUist moult asprement iusqua la 
tierce fois. El quant le capytaine sceust que son 
signieur estoit mort, le conte de Geneue , et vist 
bien quil natendoit nulz secours , U voullust pat- 
tier , maiz a payne fust ce a vie sauue, sy rendist 
la place de Satetnay , laquelle incontenant il fist 
araser et mettre a terre , et apres fist il pareiUie- 
ment du chastel de Cornillyon par le despit du 
conte de Geneue, lequel ly avoit abatu vng chastel 
en Murianne , ly estant a Rome, et vng aultre 
vers Ayguebelle. Et quant le conte Ame de Sauoye 
eust ce fait, il sen retorua et vint en Sauoye, et 



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io5 



DE SAVOYE 



106 



la possession, et la il ordanna des plus prodhomes a 
quil peust trouer et fiuer, et les fist et mist offi- 
ciers des grans officez iusques au maindres, bail- 
lifs, preuostz, presidens, chastellains, clers de cort, 
et sergens , et leur commanda a fayre raison et 
iustice au poure comme au riche, et puis fist or- 
donner de chastellanye en chastellanye gibes, four- 
ches, pilotz et pilloris pour feyre iustice des lar- 
rons et murtriers et pillieurs qui desroboyent pel- 
lerins, voyagians , marchans, traffiquans , nobles, 
errans, et toutes aultres manyeres de gens maulx 
emparantes ; et de fait embrief temps il reduyst 
le pays a telle sauuete et seurte , que en lieu de 
nom de male vqye , le payz fust appelle sauue 
woye. Et par la grande et bonne iustice que ce 
conte Ame HII et premier en Sauoye fist, lem- b 
pereur ly ordonna de tenir en tiltre du nom de 
Sauoye toutes les conquestes que ly et les siens 
porroyent faire des lors en avant. Et de la se 
partist le conte Ame de Sauoye, et cheuaucha vers 
Ayguebelle, la ou sa femme, la contesse Guygonne, 
le reseust a grant honnour et ioye, ct troua son 
filz Humbert en le age de treize ans, ou environ, 
lequel estoit ia parcreu tant en eage comme em- 
bonne meurs, au quel il fist bonne cbiere, et le 
vist volantiers. 



Commeni le conte Ame IIIl conte en Murianne, 
et prumier conte en Sauoye fonda labajre de 
Saint SupUce. c 

Estre le conte Ame avecques la contesse Guy- 
gonne, lequelle nentendoit qua faire ioyeuse chiere, 
)a nuit quant ilz furent couchiez, la contesse print 
a souspirer moult asprement, et le conte qui pas 
ne dormoit ly print a dire : « Ma dame et ma 
» mye , qui vous meut a ainsy soupirer ? Voyre- 
» ment ce mest vn grant desplaisir ; dittes moy 
» ce vous auez riens sur votre cuer. » Et lors la 
contesse ly dist : « Monseigneur , certaynement 
» iay vne chose sur le cuer, que voulantiers vous 
» diroye : or dittes , monseigneur, vous saues com- 
» ment il la plus a notre Seigneur de nous donner 
» notre cher filz Humbert, et ie tienz que ce fist 
» Dieu a cause de la promesse et du veu que vous d 
» fistes que vous fonderiez vne religion de Tordre 
» de monseigneur Saint Bernard qui abbe fust de 
» Glereuaux , ce il nous donnoit lignee , or nous 
» a Dieu donne ce beau filz, et encores vous na- 
» uez ne commence, ne esployte a quelque chose 
» de votre promesse; sy doubte fort que Dieu ne 
» sen courrouce a lencontre de nous , et quil ne 
» nous en meschie; sy moy pardonnes monseigneur 
» de ce que ie vous dys, et ne layes en desplay- 
» sances. » Et lors le conte Ame ly respondist : 
« Ma dame et mamour , ie vous say bon gre de 
» votre bon avisement , et ne vous doubtcs , car 
» bien brief ie la compliray a layde et au seruice 
» dc Dieu , et du glorieux Saint Bernard. » El 



des adonques il mist en conseil ou il porroit fonder 
le dit monastere ; sy fust ordonne de le fonder 
en Beugyez sur la montagne , la ou il fonda une 
abaye belle et sollempne de lordre de Saint Bernard 
soubz le nom du bon confesseur monseigneur Saint 
Suplice, et la dobta, et garnist, et ledyfia moult 
conuenablement , et y instituyst abbe et moynes 
prodomes a la loange de notre Seigneur qui lignee 
ly avoit donnee ; car qui vauldroit escripre tous 
les biens quil il fisf , la chose seroit moult longue 
a escripre. 



Comment le conte Ame fonda labqye de Tamys. 

Lannee estre fynye que la battallie avoit estee 
sur le colde de Tamyez, vindrent les parans des 
mors noblez et aultres , et sy y euxposarent au conte 
Ame de Sauoye en ly disant: « Signieur, il ly a 
» au iour dehuy vng an que en votre compagnye 
» se combattirent plusieurs nobles et vaillianz 
» hommes dont moultz en y eust de mors , les- 
» quelx sont , et furent enterres sur la montagne 
» de Tamyez; ly vous vouldrions pryer quil vous 
» playse de nous donner licence a vng chescung 
» de prandre son amy et parant, et de les fayre 
» enseuellir en terre benoytte , et de les enterrer 
» en cymetere. » Lors print le conte fort a jHh- 
cer ; et se print moult tendrement a plourer , ct 
a chief de piece il print a dire : « Mes amys , ne 
» cuydes pas que iaye hoblies mes bons seruiteurs 
» mors , et vuz ; les mors en fayre prier pour 
» leurs aumes et les vifs a les remiinerer. Et daul- 
» tre part dure chose serpit a recognoistre chacun 
» le syen, ne de les transporter en aultre lieu; 
» maiz ie vous diray que ie feray a fin que tous 
» soyent en terre benoitte, ie en lonneur de nos- 
» tre Signieur feray fonder vne habaye de moynes 
» au dit lieu comme iay fait a saint Suplice , et 
» feray benoittre la terre , et ordonneray abbe et 
» moynes a pryer Dieu quil laye misericorde dez 
» mors et trapasses , et en la remembrance de la 
» victoyre que Dieu la me donna. » Et adonques 
tous les remarciarent. Et incontenant le conte se 
mist a monter sur le cold de Tamyes iusques au 
lieu la ou la battaillie avoit este faitte. Et la co- 
menssa a raconter les valliances et bontes des 
nobles hommes tant signieurs, chiualliers, escu- 
yers et aultres, en les regrettans, plourantet sous- 
pirant , et gettant mainte larme. Et puis leur dist 
a tous : «mes signieurs et amis, ce possible estoit 
» pour supporter payne insuppbrtable , de les re- 
» suciter, ie la vouldroye porter iusques a lim- 
» possible , maiz ce ne peut estre ; et ce non obs- 
» tant ie voe ysy a Dieu de fonder ysy vne abaye 
» de lordre de Citteaulx en lonnour de Dieu et de 
» Nostre Dame pour et a cause du remede des au- 
» mes des corps des mors , lesquelz ysy furent 
» mis et enterres a la dure iournee la quelle fust 
» huy. a vng an. » Et la appella les maistres, ou- 



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107 



CBRONIQVES 



108 



Comment le conte Jme relourna a Bome 
au seruice de fempereur. 



vriers et masconz, et fonda la prumiere pierre de a et gens et pays, et se perdirent moultx Cristiens, 
labaye la quelle il lappella Tamys , qui veult au- tant en Surie comme en la Turquie. Et furent les 
tant a dire comme ranscon daume. Et la ordonna ditz freres et la ditte religion sy oppresses et sy 
abbe et moynes au seruice de Dieu et de Nostre au bas quil faUust que le hault mestre de la re- 
Dame, lesquelx il renta, fonda et doa comme sap- ligion desmandast ayde et confbrt, et souuenance 
pert a la iournee dau iour de huy. au pape Innoscent et a lempereur et au roy de 

France et aulx signieurs Gristiens. Et lors vng 
saint homme prelat nomme frere Bernard, abbe de 
Clereuaulx sy ala hastiuement vers le roy de France 
et lamonesta et lexorta, quil se vaulsist desposer 
de secourre la ditte religion et les Cristiens. Et 
Vng iour avint que le conte Ame estoit tout tellement lamonesta, que le dit roy print la croysie, 
seul appuye sur vne fenestre , ou il penssait moult et voa a leuer le siege, le quel tenoit le Turc de- 
durement ; sy ly recorda de la promesse quil lauoit uant Acre, ou quil morroit en la payne. Et des 
faitte a lempereur a Rome quant il se despartist adonquez fist le roy de France son apprestement, 
de ly, et subittement se leua. Et a ceUe mesme b dont moult long seroit den raconter la noblesse , 
heure commanda a seUer et a baguer et a monter tant des nauires comme daultres artiUieries , et 
a cheual , et puis ala vers la contesse et print passa oltre la mer pour combattre les mescreans , 
conge a eUe , et se mist en chemin pour aller a en soustenant la foy cristienne. Et sachez que 
Rome, combien que la contesse ly priast et requist moultz de gens prindrent la croysie pour 1* pre- 
quU vaulsist desmorer; maiz ce fist pour noyant, dicacion du saint booune. 
car il dist : « Ce que iay promis ie tendray a mon 
n pouoir, et donques puis que ie lay promis a 

» monseigneur et mestre , ie ly tiendray ; » lors Comment le pape ei lempereur trouarent le conte 
sans aultre aregt il print son chemin vers Rome. Ame en Bodes , et comment il partist ayecques 
Quant la noblesse le sceust , qui peut tirer apres le maistre de Rodes , et comment le mwstre 
tira , et se mist chescung empoint au mieulx quil de Rodes morust. 
peut, et suyuirent leur signieur teUement, quU 

vint a Rome a moult noble compagnye et grande, Entretant et durant le temps que le roy de 
car par la proesse le suyuoyent moultz estranges France saprestoit, le pape et lempereur heurent 
et priues, subgetz et non subgetz; U estoit largez c aduis denuoyer et tramettre conforte le hauk mes- 
amiteux et estoit ioyeux et playsant , et desmous- tre et ses freres de la religion , sy fust esleu le 
trant bonne chiere a vng chescung, pour la quelle conte Ame de Sauoye a estre chief et capitayne 
cause moultz le suyuoyent, sy ly avint sy bien de larmee, et len chergiarent le pape et lempe» 
que la plus partye des gens de lempereur sen esr reur quU ordonnast de larmee a son beau plesir; 
toyent partys a cause du maluaix ayer et de vne ly fist et ordonna telle armee, teUe que par tant 
mortabte grande et orrible qui souruint a Rome, peu de gens ne fust veue la pareiUie ny emplus 
dont plusieurs des gens de lempereur morurent , grant point et toutes gens desieutte, Et puis sen 
et teUement quU estoit a peu de gens. Et qnant ala monter sur le port de Brandis et Calabre, et 
il vist venir le conte Ame a telle noblesse et a nagerent en siglant par la mer, et heurent bon 
sy noble compagnye , il fust moult ioyeux et con- vent , que Dieu leur envoya tellement , quUz ari- 
tans, et le receust haultement, grandement plus uarent en Usle de Rodes, la ou Us trouarent le 
que escripre ne seroye ; et fust depuis son pru- hault mestre et ses freres moult desconfortes, maiz 
mier conseil, son gouerneur, son tout, et teUe- Uz furent grandement reconfortes de la venue du 
ment que riens ne se faisoit sans ly ; cestoit le bon conte , et le receurent en grande honnour ly 
segond empereur , cestoit ceUy qui tout regissoit, d et sa compagnye. Et ly firent ung grant bien vie- 
cestoit le tout du gouernement de lempereur. Et gnant en ly disant : « Certainement , nous avions 
car le chanceUier estoit mort , a ly fust baUie le 
ceel secret, et tput passoit par ses mains, et tout 
faisoit celon Dieu et raison. 



Comment le rojr de France emprint le vojrage 
oultre mer en lajde de Rodez. 

En ceUy temps aduint que le Turc et Jes mest 
creans guerreoyent moult les Cristiens, et par es^ 
pecial estoit moult pppressee la religion des si- 
gnieurs et freres de Rodes, tellement que le grant 
maigtre dc la religion de Rodes et dAcre perdist 



» bien mestier de vous, et si avons grande neces- 
» site de vostre venue ». Et apres ces cboses fait- 
tes, le bon conte leurs desmanda qwlies noueUez? 
et il ly respondirent : « Mpult maUes ; car le soul- 
» dan de Babilonne et le prince de Surie et le 
» roy de Turquie et le roy de Tunys ont assie- 
» gee notre bonne cite dAcre , par mer et par 
» terre tellement, que nulz ny peut entrer ni 
» yssyr, et sy ne sauons se nps freres, qui la 
w gardent , sont mors ou vifs , pour quoy nous 
» vons prions quil vous plaise a nous conseillier 
» et conforter. » Lors respondist le conte Ame : 
« Ie ne suis pas pour vous conseillier, maiz ie 



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DE SAVOYE 



110 



» suis pour hobeir ; touteS foys , ce bon vous sem- 
-» ble en moy et ma compagnye nous refresche- 
. » rons le tenips duraht que vous feres aprester 
» vos nauires. Et puis a layde Dieu nous yrons 
» notre voye. » Et le hault maistre et ses freres 
le remarcierent et lacorderent, et ly promistrent 
de viure et morir avecques ly, et de participer 
aulx biens et aubx mauk quil porroit avoir; ainsy 
fust acorde entreulx. Et desmora la le conte et sa 
compagnye , qui de la mer trauailliez estoyent , 
par lespace de quinze iours, et entretant le hault 
maistre et la religion sy firent apprester naues, 
galees, caresvelles et toutes manyeres de vayseaux 
nagent et vougant par mer , et puis monterent en 
mer, et pareilliement fist le conte Ame de Sauoye, 
et drescerent voyelles pour droit nagier vers Acre, 
et a layde Dieu tant siglerent par mer, qutlz par- 
uindrent a la plage de la veue dAcre tous a bon 
vouloir. Et lors comme ilz vindrent a la veuee de 
la cite , le hault maistre qui estoit moult bon et 
vailliant chiuallier et sans raproche , et qui moult 
cstoit redoubte des mores et des mescreans, dung 
bault et grant courage fist sigler sa gallee vltre en 
trespassant toutes les aultrez, et a force de vouguer 
il ce vint ioindre et en vayr a larmee des infidels 
et mescreans , et fist tant darmes , que Ibn ne 
porroit mieulx dire ne raconter. Maiz par cas din- 
fortune en repassant empres de une grosse naue 
turquoyse, il fust assaly et dung tret ou de ge- 
uelline ou de barre de fer, qui de la gabia des- 
sandist, il fust atteint tellement , que il fust.mort 
subbittement. Quant ceulx de la gallee virent leur 
ineschief sans anltre attente , ilz reuogarent vers 
larmee, et le plus coyement quilz peurent, il 
moustrarent leur meschief au conte Ame de Sauoye 
et aulx aultres signieurs de larmee, tant de la re- 
ligion conime aullres; lors furent ces sigriieurs et 
freres de la religion moult troubles , et en grande 
tribulacion, et se retrayrent tous vers le conte 
Ame de Sauoye, et ly prindrent a dire en larmes 
et empieurs : « Tres honore signieur , vous vees 
» comment les mescreans ont mort et tue notre 
» bon maistre vailliant et preux chiuallier, pour 
» quoy nous couseillions que nous nous retray- 
» hons le plus quoyement et secretlement que 
» fayre se porra , afin que celle chiuallie ne pren- 
» gnent cuer et hardement, car ce par avanture 
» ilz larparsoyuent , nous pourriemes estre deflaiz; 
» sy sumes de loppinyon de non plus envayr leur 
» aftnee , ains de nous retrayre et vagagier en les 
» greuant par aguet , et ausy en attendant larmee 
» du roy de France ; toutefoys votre bon coman- 
» dement soit fait, car nous sumes pour hobeir a 
» votre bon conseil et vouloir, comme a celly ou 
» apres Dieu avons nostre fiance. » 



b » 



» 



a Comment le conte Ame de Sauojre vestist surses 
armes et sur sa cotte darmes la cotte darmes 
du hault maistre et de la religion de Rodes , 
et comme il avittuaUia Acre , et desconjist les 
Serrauns. 

Quant le conte Ame de Sauoye eust oye la op- 
pinyon des freres , et quilz estoyent esbays et dtes- 
confortes, il parla moult vertueusement , et leur 
dist : « Or sa , mes signieurs , nous ne pouons 
» fayre qiie le bon chiuallier ne soit mort et tres- 
» passe, maiz ne playse pas a Dieu, que Ame 
» conte de Sauoye aye heu tant do honneur qui 
» aye la charge de larinee du pape et de lempe- 
» reur , et que nous soyons paruenus iusques a 
la venue et veue des infidelz, et que a layde 
» Dieu nous ne nous trauaillions de secourir et 
» desliurer les bons signieurs chiualiiers et freres, 
» lesquelz sont dedans la cite dAcre ; ne ia, se 
Dieu plaist, ce ne moy sera raproche, et sur mon 
honnour ie ameroye plus chier morir ; pourquoy 
» suyUe moy qui vouldra, et qui ne vouldra sy 
» le laisse. » Quant les signieurs freres et chiual- 
liers et cappitainez oyrent son parier , et ce bon 
vouloir de son hault Corage , ilz reprindi-ent cuer, 
et toux de vne oppinyon ilz respondirent: «Signieur 
» et cappitayne, votre volante soit faitte ; sy vous 
» promettons de vous suyure , hobeir, et de viure 
» et morir avecques vous ; et des ia nous vous es- 
» lisons et mettons au lieu de notre maistre , et 
» sy voullons et serons a votre commandement. 
» Maiz a lonneur de Dieu et de saint Iehan nous 
» vous supplions et prions quil vous plaise a pren- 
» dre la tunique et cotte darmes de la religion , 
» et de la porter , afin que les ennemis ne saper- 
» soyuent de la mort de notre bon maistre, vous 
» notiffiant que cestoit lhOmme au monde le plns 
» craint et doubte des infideles et mescreans de 
» la foy ; et vous sauez que vous et ly estiez asses 
» duhe grandeur et corpolure , pour quoy playse 
» vous adce nous outroyer. » Et quant le conte 
Ame eust oye leur requeste , il leur acorda , et 
fist le signe de la croix en vestant la tunique de 
la religion, quest vne croix dargent a quatre pointz 
du guelles et celle il vestist sur sa cotte darmes, 
questoit vng champ dor a vne aygle de sables 
membree de guelles ; et puis il se genoillia , et fist 
son orayson, en disant : ' «Beaulx doulx sire, Dieu 
» Iehus Grist , qui souflris mort et passion en la 
» croix pour le rachettement de lumain lignage, 
» ie toy requiers deuottement , que, pour le me- 
» rite de ceste croix que ie porte en la remem- 
» brance de celle ou tu fus mis, quil toy plaise 
» de nous donner vittoyre sur les ennemys de la 
» vraye foy cristienne, et ne veuilliez regarder a 
» nos pechies , maiz a ta infinite pitie et mise- 
» ricorde, et absolue puissance, en nom du Pere 
» et du Filz et du Saint Esperit, amen. » Etpuis 
se lena et escria a haulte voix : « Or, ailons allons 
» au nom de nostre Signieur. » Lors prindrent a 



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III 



CHRONIQVE8 



113 



remer et sigler a lencontre de larmee des mescreans o bonbardes, de pouldre et de cagnoois, dabis, de 



et toux a une flotte et du train ik les envayrent 
et assallirent tellement , que tous le6 petis naui- 
res quik encontrarent, furent parfondez en la mer. 
Et quant ce vint a lassalir les gros vaisseaux et 
les gallees, la eust fiere meslee, car les mescreans 
sestoyent moultz garnys et asseures, et firent a 
vltre mesure ressistence, ainsy dura longuemeht 
la meslee de gaUee a gallee, de naue a naue , de 
fuste a fuste la veissiez vouller par lair ganellons 
trait de toutez manieres , barres de fer , lances 
etgeuellines, canons et bonbardes. Et fust la meslee 
dure dung coste et dautlre. Et quant la meslee eust 



solliers et de toutes aultres choses a eubx neces- 
sayres ; et ainsy furent par aucungs iours, car les 
mescreans ne leur prouoyent greuer par caune. 
Et laultre partye qui estoit en la garde des vais- 
seaux sur k mer gardoyent les prysonniers, ct 
attandoyent leurs gens quUz venissent dAcre, et 
gardoyent leurs prisonnyers Serrazins , dont ilz en 
avoyent grandement, et de puissans , tesquek ik 
en menarent avecqueuk , comme apres porres oyr. 
Et quant les mescreans qui le siege tenoyent de- 
vant Acre, cest assauoir le turc, le souldan, le roy 
de Tunys , le roy de Grenade et les aultres leurs 



longuement duree , il avint que vne gallee soutille, aydans , virent leur naue pardue et leurs geas 
la ou estoit lamiral de Damascz qiu chiefs estoit mors et desconfis, et que malgre euk k cite dAcre 
de larmee de la mer pour les mescreans, sacousta b estoit resfreschie et secourue de gens , de viure et 



dartilberye, se ik furent esbays et courrbusses il ne 
faut dire ; et voarent a Mahom leur dieu que ia- 
mak ne cesseroyent quik aurayent la cite, sy re- 
firent leur mandement, etle refforssarent de gens, 
de viures et de nauUles pour ventr de rechief au 
deuant de la cite dAcre. 



a la gallee du conte Ame de Sauoye. Et le conte 
vist que celle gallee estoit asses plus basse que la 
sienne nestoit, il saUist a lencontre de kmiral a 
toute vne hache forte et pesante , et se iougnist 
a k pope de k gallee , et ausy firent moultz de 
vaillians prodomes chiualliers et escuyers tant de 
k religion comme daultres , et les gens au conte 
qui de Sauoye astoyent sesuertuerent a suyure et 
a garantir leur signieur, et de nobie et vaiUiant 
cuer frapparent sur lamiral et sur le patron et sur 

tous ceuk de k 'gaUee, et assaltirent sy vertueu- 

sement leurs ennemis , que tous les fallist fuyr et 

rettrayre en soutte , et euk mettre soubz couerte; 

et ainsy desmora le conte de Sauoye ly et ses gens 

signieur et mestre de la gallee , et sachez que la c 

eust grand occision et les plus blesces a mort , 

lesquels apres guieres ne vesquirent , car kmiral 

mourust incontenant quil fust soubz couerte , sy uoir de lever le siege dAcre , le quel tenoyent les 
firent k plus partye des aultres, et moult peu en infideles mescreans par terre, et quil lauoit rom- 
eschappa. Et quant les aultres signieurs capitaynes pue ceUe de la mer, il print congie a ceulx qui 
et gens darmes virent fayre sy vaillianment au tenoyent ens garnisons, et les confforta de fayre 



Comment le conte Ame de Sauoye se partist dAcre 
aptes ce quil eust avittualie , et quil repayra. 
et retorna en Rodes malgre les pajrens; et 
puis comme U fust a leleccion du nouel maistte 
de Rodes, et comme il fust requis de toute la 
retigion quil portast leurs arhies , et comme 3 
mena le hault maistre a Rome. 

Veant le conte Ame de Sauoye quil nauoit po- 



conte de Sauoye et a ses gens , U vougarent a 
force et de hautain courage , et se ferirent en la 
meslee , et les signieurs et freres de k religion le 
firent sy vaiUianment et sy vigureusement , que 
les mescreans et infideles perdirent cuer et cou- 



tout pouoir a les reuenir resecourir, et les exorta 
a eulx vaiUiamment deffandre et plus tost morir a 
honnour que viure a honte ne en repi-oche , et 
puis print congie deulx ; maiz las la eust pitye et 
plaintez et plours, car les chiuaUiers de k religion 



rage, quant ik apperseurent leur amiral chief et qui la estoyent et les aultres nobles et vaiUians 

capitayne mort et desconfis ; sy se mistrent a la Cristiens pour la deffansiop de k foy le remercya- 

fuitte , maiz peu leur vaUust, car tous furent que rent sy grandement , que a le raconter ne se pour- 

mors, que noyez, et leurs fustes pardues par k d roit sans plorer, et bien heussent voullu, se pos- 

grande proesse du bon conte Ame de Sauoye et sible eust este, que il fust desmore avecquenk pour 

de ses gens, non obstant que bien cuydoyent les la grande vailliance de ly, car bien leur sembloit, 

mescreans que du conte ce fust le hault et grand que riens ne doubtoyent , se tant seuUement sa 

mestre de Rodes qui ia mort estoit, maiz cestoit personne fust en leur compagnye; mais quant ilz 

pour ce quil pourtoit les armes de k religion. virent que se ne pouoit estre , ilz prindrent conge 



Estre celle desconfiture faitte, le conte Ame fist 
ferir de proue a terre a toute sa compagnye , fors 
k garde des fustes et vaisseaux, et entrerent a 
tout leurs viures dedans la cite dAcre , et les avit- 
tuaUiarent et refrescharent , dont les vaiUians fre- 
res et les bons gens darmes loaient Dieu et leur 
firent grande chiere , et furent ioyeux est ayses, 
car leur refrechement et secours ne fust pas tant 
seuUement de viures , maiz ausy dartillerie , de 



lung a kultre , et puis monta en mer et fist dre- 
cier voUles et sigle par mer, et fortune leur fist 
bon vent , et tant errarent quilz arhiarent au port 
de Rodes, la ou il fust receu moult noblement 
de grans et de petis. Et puis , a lendemain pria- 
rent au conte Ame quil ly pleust a estre au con- 
sistoyre de leur eleccion pour creer vng mestre 
de k religion , lequel fust esleu dung commung 
accort, et fust espagnol, vng moult vailliant chi- 



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n3 



DE SAVOYE 



-uallier de lordre, et la Tust chante Te Deum lau- a 
damus. Et la mesmez le hanlt maistre et les fre- 
res de la religion se leuerent toux , et vindrent 
vers le conte Ame , et ly distrent : « Tres horiore 
» signieur, Dieu par sa grace et misericorde vous 
» rande et recognoisse les biens quaues fait a 
» nous et a ia religion du glorieux saint Iehan 
» Batiste; car a nous nest possible a le vous re- 
» meriter. Maiz, tant vous voullons supplier , que 
» il soit de votre plaisir que veu la grace que 
» Dieu nous a lait, que en portant les armes de 
» la religion votre haulte proesse a heu vittoyre 
» telle que a tout iours, mais il en sera memoyre, 
» que ii soit de votre plaisir de ycelles armes por- 
» ter a tout iours , maiz dor en avant. » Quant le 
conte Ame les oyst, il les remercya comme bien b 
le sceust fayre , et leur dist ainsy : « Mes signieurs, 
» ie vous vauldraye complaire a mon pouoir, maiz 
» vous sauez comme lempereur donna les armes 
» que ie porte a mes predecesseurs , sy ne moy 
'» seroit licite de les laissier ne habandonner sans 
» la licence et vouloir de lempereur, le quel est 
» mon souuerain, maiz aultrement ie vouldroye 
» bien complayre a vous et a la religion. » Et le 
maistre et les freres chiualliers lempriarent de re- 
chief tellement, quil leur dist : « Mes signieurs , 
» de la grace de Dieu vous aves esleu vng a votre 
» maistre de la religion , sy est necessayre quil 
» voise a Rome pour estre confermes du pape , et 
» sy il ly plaist, ie lacompagneray iusques la, et 
» la trouerons monseigneur et mon souuerain lem- c 
» pereur , et se cest chose qui ly playse , et quil 
» le vueiliie, pour lonneur de Dieu et de mon- 
» seigneur saint Iehan et de toute la religion, ien 
» seray contans , bien que dure chose sera a moy 
» de delaisser et de relinquir aulx armes de mon 
» patremoyne ; » et ilz len remercyarent. Et puis 
tost apres ce hault maistre et ly sapprestarent et 
monterent sur leurs gallees et fustes, et siglarent 
par mer tellement quilx ariuarent iusques au port 
de Gayetta , et de la allerent a Rome ou le pape 
et lempereur les receurent moult honorablement. 

Cbmment lempereur donna au conte Ame de Sa- 
itoye congie et vouUust qiuL portast lez armez 
de Bodes , et comme le pape le voullust a d 
cause de la vittojre quil obtenist deuant la cite 
dAcre quant il eust vestue la cotte darmes du 
mestre de Rodes mort. 

Quant le conte Ame et le hault mestre de Ro- 
des furent venus et ariues a Rome, le pape et 
lempereur qui ia sauoient leur venue, se assem- 
blerent au chastel Saintangel, et la furent lcs 
cardinaulx et les prelas, et toute la noblesse tant 
spirituelle comme temporelle, pour les reseuoir a 
tout honnour, sachant la desconfiture que le conte 
Ame avoit obtenue contre les mescreans au deuant 
dAcre , et eulx estre informes de la proesse et 
chiuallcric du dit conlc, ilz le receurcnt tant ho- 



Ji4 

noreement et priscement et sollenement a grant 
triomphe, que plus rie se porroit dire. Le conte 
Ame entra bras a brasdu nouel mestre de Rodes, 
et tout dis le mettoit au deuant et lepresenta au 
pape , et puis a lempereur, en faisant les sollempni- 
tes qui estoyent aflayre, et la se maintint telle- 
ment quil fust prise des maindres iusques autx 
grans , et fist leur entreuenue telle que le pape 
conferma le hault mestre e lempereur ausy, et sy 
donnarent de grans dons au dit conte Ame de Sa- 
uoye, et la fist lempereur le prumier conte de lem- 
pire , et le retint son compagnon et prumier cham- 
berlain et gardian de son conseil. Et quant tout 
ce fust fait, le hault mestre crya a haulte voix : 
« Siience, silence, silence, tres satnt pere, et vous 
» empereur mon tres redoubte signieur, vous es- 
» tes les deux glayues du monde, et par iesquelz 
» cristiennete doibt estre soustenue. Et a vous ne 
» se doibt riens celler, pour quoy vulliez sanoir, 
» que vees sy celly par Ie quei la religion de 
» nostre ordre a este restoree , et vne partye de 
» la cristianyte sauuee , et ausy la cite dAcre gar- 
» dee, et sans nombre de noblesse aumantee et 
» gardee, il a este le bon champion dediant sa 
» parsonne a Dieu sans le monde doubter, car 
» soubz le ligne de la croix et des armes de Dieu 
» il delaissa lonneur de son patrymoine en de- 
» laissant les armes et lensengne de ses nobles 
» predecesseurs, et print labit et la cotte darmes 
)> du noble frere notre signieur et maistre mort, 
» et exsposa son corps a la mort tellement, que 
» comme il appert, a layde de Dieu les enriemis 
» de la foy sy furent vaincus. Pour quoy a toy 
» empereur, du monde temporel signieur, ie tant 
» comme mestre et frere de la religion du co- 
» mandement des- freres de la religion nous toy 
» prions et suplions que pour ce que a tout iours, 
» maiz il soyt memoyre de la grace que Dieu a 
» faitte a notre religion et a la cristiennyte , et 
» que toux nobles y pregnent exemple , quil soit 
» de ton plaisir de comander au conte Ame sy 
» presant, que il prengne a tout iours maiz, et 
» porte ia croix blanche en vng escu vermeil , 
» que sont les propres armez que Dieu donna 
» a la religion pour la deifance et aumentacion 
» de la sainte foy catholique, et ce dont tressainte 
» mageste toy plese a nous donner et outroyer » 
Et lors le pape print a parler , et dist : « Loyal 
» filz et signieur de lempire, vulliez le outroyer, 
» et ainsy faire a nostre • requeste ; car cest bien 
» chose qui si doibt fayre a lonneur de Dieu. » 
Et lors lempereur appella le eonte Ame , ct ly 
dist : « Vous oyez ce que dient ses signieurs , et 
» la requeste quilz nous font pourquoy il semble 
» a nostre mageste , et a la sainte coronne de lem- 
» pire , que ainsy le vulliez fayre et ootroyer, et 
» que des ores en avant vous et les voustres soyez 
» tenus de porter la croix blanche dedans vng 
» escu vermeil, que sont ies armes de Dieii en 
» signc de la vittoyre que obtenue aves comme 

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n5 



CHRONIQVES 



116 



» vray champion de la foy. Et sc non 'obstant , a 
» ne vueil mye que vous delaissiez a porter celles 
» que donneez vous furent par notre predecesseur 
» lempereur Otte, et celle de votre patrimoyne ; ly 
» vous comandons , et voullons que vous les puis- 
» ses porter pures, ou assemblees, ou escartellees, 
» comme a vous , et a vos successeurs bon sem- 
» blera , et en vltre vous faisons , constituons et 
» ordonnons le prumier conte en lempire, et vi- 
» cayre perpetuel de nostre saint empire. Et en 
» oultre vous retenons nostre gardien de nostre 
» conseil , et vous prions que vuliiez estre nostre 
» compagnon darmes en signe de vostre haulte 
» proesse, et de toux les grans et hauix seruices 
» que faix nous aves. » Et iors le conte Ame mist 
le jenoil a terre , et dist : « Tres sainte coronne b 
» et haute mageste , les honnours et haubx biens 
» quil vous plest a moy fayre, ie nay pas desseruy, 
» et se aucungs biens ont estez faitz , la loange 
» en soit a Dieu , et non pas a moy , maiz pour 
» vous hobeir, et a notre tres saint pere le pape, 
» ie hobeis et hobeyray a votre comandemeut. » 
Et lors lempereur print de la main des heraux la 
eotte darme du hault mestre de Rodes, ce fust la 
croix blanche ens vng escu vermeil, et prumiere- 
ment print la cotte darmes du conte, cest de son 
patrimoyne , questoyent les armes propres de 
Sanxongne , et puis la vestist au conte Ame , 
et puis print iaultre cotte darmes questoit vne 
aygle de sables voullant membree et coronnee de 
gueilles en vng champ d'or, et puis la ly vestist c 
sur lautre sans len deuestir. Et puis print la cotte 
darmes de la religion, et la ly vestist sur les aul- 
tres deux. Et lors le hault mestre, et le conte fi- 
rent leur remercyacion comme bien le seurent 
fayre , et heraulx , roys darmes , poursuyuans et 
gens dofice, trompettes et menestriers sy prindrent 
a cryer largesse , et a sons , tellement , que la 
terre en retentissoit. Et ceulx de leglise chantarent, 
Te Deum laudamus. Sy est assauoir que quant le 
dit conte accepta les dittes armes , il ne voullust 
point renoncer aulx armes de son patrimoyne de 
Sanxongne, que sont vng champ dor a quatre fesses 
de sables et vng chappeliet de synople a petites 
coronnettes du bout den hault de lescu trauersant 
iusques a iaultre bout dessoubz. Et ainsy ne fist d 
il pas aulx armes lesquelles furent donnee par 
lempereur a monseigneur Berauid de Sanxongne, 
que furent vne -aygle de sables membree et coron- 
nee de guelles en vng . champ dor. Sy est assauoir 
que les successeurs de ia noble ligne de Sauoye 
peuilent porter pur , assemble , ou escartelie des 
troys armes , et ensengnes , ce qua eulx playra, 
et bon leur semblera ; et bon seroit que les roys 
darmes , heraulx et poursuyvans resquissent , et 
feissent comme ilz furent ordonnes , et quilz aver- 
tissent les princes a porter ce que a eulx appar- 
tient. Et sy est assauoir que le timbre des armez 
de laygle ii ne le mua point a la prinse des armes 
de Rodes. 



Comment le pape , et lempereur envoyarent le 
conte Ame vers le roy de France, au quel le 
rojr se conseilla pour leuer le siege dAcre, que 
le Turc y tenoit. 

Larmee de France estre preste, monta sur mer 
au port dAygues mortes, et ia fust le roy de France 
o tres noble cheuallerie , et de la il envoya vne 
gallee armee vers le pape et lempereur a Rome, 
aulxquelx il prioit, quilz ly vausissent envoyer le 
conte Ame de Sauoye pour adresser et conduyre 
son armee et son entreprise. Et quant le pape , 
et lempereur heurent receuues les lettres du roy 
de France , ilz firent armer* prestement ce quilz 
peurent tant de galees , comme de naues et de 
fustes , et firent capitayne general le conte Ame 
de Sauoye, et lenvoyarent au roy de France, lequei 
la conceust, et attaint au port de Rodes. Quant 
le roy sceust la venue du conte Ame , ne chaut 
desmander la ioye quil leust , car plus contant 
fust que de tout lour du monde, et le fist a venir 
vers ly, et sy sentrefirent grande et bonne chiere, 
et puis print le roy conseil a ly comment il por- 
royent leuer le siege dAcre. Et lors le conte Ame 
ly desclayra toute sa volante et son entencion , 
laquelie le roy , et son conseil prisarent moult, et 
le creurent Lors fist le roy vng chescung aprester, 
et fist pouruoyance tant de viures come des choses 
a eulx necessayres , et fist a vng chescung regarder 
a ses armeures, et a leur artilieries, et apres firent 
voille , et siglerent par mer vers les partyes de 
Surie , et ilz heurent bon vent tellement quilz par- 
uindrent iusques a la veue de la cite dAcre. 



Comment le conte Ame ordonna avecques le roy 
de dessandre a terre pour combattre les mes- 
creans au deuant dAcre. 

Le matin a la iournant, ceulx qui estoyent en 
la garnison dAcre, les signieurs cheualiers et freres 
de la religion , et les aultres noblez et bons gens 
darmes lesquelx le conte de Sauoye y avoit laisse 
quant il sen partist , choysirent , et virent vne 
grande armee, qui sigioit par mer; sy se fiyarent 
que cestoit le secours que le bon conte Ame leur 
avoit promis , car en sa parolie ilz avoyent heu 
tout dis grande fiance depuis son partiment ; iors 
se commencerent a esioyr, et fayre vne grande 
ioye , et furent moult reconfortes , et sy fyrent 
vng grant vllement contre ceulx du siege, qui puis 
porta daumage a ceulx de iarmee du roy. Car les 
Serrazins qui sesmeruelliarent que se pouoit estre, 
prindrent garde que se- pouoit estre, sy fist monter 
gens et gayttes sur vung tertre, lesquelx apper- 
ceurent larme sur mer, sy prindrent a cYier aulx 
armes , aulx armes ; lors fust iost, et le souldan 
moult efiraes , sy se mistrent en erdonnance , et 
en grant arroy sur le port , et sur ia grauelle de 
la mer , cuydans deffandvc, et garder que les Cris- 



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II 7 



DE SAVOYE 



liens ne pregnissent terre , et moult se tenoyent a morurcut foyson de bon Cnsutn» «. 



cmbel arroy , car moultz et fors estoyent Et quant 
le roy les vist en teile ordonnance snr la grauelle 
21 la riue de la mer , il les doubta , maiz ce non 
obstant il desmanda le conte Ame de Sauoye pour 
auoir son avis , et son conseil; lors ly dist le conte 
Ame : « Monseigneur ne vous effraees de riens, ie 
» les cognois; car aultre foys les ay veuz et essayez; 
» ponrquoy se a mon conseil voullez croyre, a 
» layde de Dieu ilz seront toux votres a ceste 
» iournee. » Et lors dist le roy : « Par le bon 
» chief Saint Denis, il nen sera aultrement que 
» ce que en ordonneres. » Lors dist le conte : 



vng chiuaher de PkardK , 6m 
et non aultre de nom , nm. 

rent de celle chiuaUerie, et 

tant, come ia avoyent Lit; Leare im. tarte 
prindrent de lartUlierie la plos port «. & 
giarent sur les fustes , et ptus 
entrarent ens la oite dAcre , et U 
nuyt ; la ioye qne leur fust faite ne 
mander , la cite fust refrescher de viares, n&tmst. 
dartillierie, et loarent Dieu, et puk tanymu et 
dormirent a leur ayse , car plus nauoyeat 
de leurs ennemis. Ainsy passarent cette noji -. 



« Monseigneur , failtes crier que toux les vaisseaux point du iour se leua le bon conte , et Viut 
» se mettent a front , et que toux a vne foys ilz roy, et ly dist quil ne fallioit pas ce iaisser a tam 
» frappent de preuue a terre. Et que les gens de b et quil Looit quilz dessandisseut a terre , et qoiU 



» tret desmeurent sur Les gallees pour garder quilz 
» ne nous puissent aprochier iusqua ce qne nous 
» soyons tous dessandus , et puis tous de bonne 
» ordonnance, et dung bon courage nous tenons 
» enscmble,et a layde de Dieu ilz seront au iour 
» dehuy vaincuz. » Lors fist le roy a comander , 
ct a crier sy fust ainsy fait comme le bon conte 
lavoit ordoune, et deuise. 



Comment la bataillie fust crueuse au desmonter a 
lencontre des mescreans, et comment le roL de 
France et le conte Ame heurent lonneur , et 
quilz desliurarent la cite dAcre. 

Lors sapprocharent les naues et galleez, fustes 
et carauelles de la terre au plus pres quilz peu- 
rent toutes a vng front, et la dessandist le roy et 
son armee ; maiz le bon conte mist pie a terre 
des prumiers , lequel donna grant et vaillant cou- 
rage a tous Les aultres, car apres ly sallirent 
maintz vaiilians hommes qui en la grauelle , qui 
a terre. La heust dur estour , car Les mescreans 
sembattirent feUouneusement et asprement a len- 
contre deulx; La furent faitz de mouLtz grans proes- 
ses et cheuaileriez, car chescung se prenoit de 
myeulx foyre en armes ; et sachiez que lcs gens 
de tret , et les canoniers , qui desmores estoyent 
sur les fustes, firent grande occision des Serrazins, 



donnasseut lassaut aulx ennemis. Son conseil fiut 
tenus , sy sabilliarent et armerent le plus quoy 
quilz peurent, et vindrent mettre pie a terre sy 
pres de Serrazins, quil&neurent Loysir deuLx mettre 
en arroy. La se monstra bien lardiesse et la proesse 
des bons et fealz Cristiens, la eust dure meslee; 
car en ceL estour morurent bien quarante miUe 
Serrazins, et toux ceulx qui furent de pie desmo- 
rerent que mors, que prins, et ceulx de cheuaL fuy- 
rent. La fust prins Le roy de Tunys, lamiral Dadera, 
le preuost de Iherusalem, les deux filz du Turc, 
le frere du Tamborlan , et plusieurs autres de 
grande puissance. Et dura la meslee depuis Le point 
du iour iusques a mydi, et la, grace Dieu, peu 
Cristiens y morurent , maiz quazi tous bleces. 
Quant le roy vist la grace que Dieu leur avoit 
faite, il appelle le conte Ame, et ly dist: « Voy' 
» rement , mon cher frere darmes , bien deuons 
» Dieu loer; sy vous prye que lon face acrier que 
» vng chescung de nous roette genoil a terre, et 
» rendent a Die gloyre et loange. » Et ainsy fusfc 
fait , et puis firent aquerir les Cristiens mors , et 
les firent achargier , et porter en Acre enseuellir, 
et tous retornarent en Acre, et y portarent grande 
foyson dep viurez, quilz gagnarent en lost, et la 
furent Cristiens enricbir. Et ainsy desmora , et 
seiourna le roy et le conte, et leurs gens par au» 
cungs iours en La cite dAcre, insqua ce qiie les 
bLeces furent gneris, Et quant Us henrent seionr* 



«t tellement quil les fellut retrayre et guenchir d nes , et Uz furent asseures qne Les mescreans 



place, et tellement, quilz recullarent plus de deux 
traiz dare; et quant Le roy et les siens virent ce, 
ilz sarestercnt, et firent conseil; lors fust ordonne 
par le bon conte, que veu que La nnyt aprouchoit, 
quUz se retrayroyeut , et logeroyent en la cite 
dAcre par celle nuyt, maiz U requist au roy quil 
ly pleust de ly douner prumierement conge de 
faire vne course , et que se mestier estoit quil 
Ly donnast ayde et secours; le roy ly outroya. Et 
lors le bon conte, come vaiUiant, se print a mar- 
chier pas a pas , et comanda anLx gallees, que sa- 
coustassent endroit ewlx , lors fist vng cry, et se 
print a assallir lartillierie des bonbardes , et tel- 
lement quil fust maislre de LartilUerie, maiz las La 



avoyent ieur armee rompue, ie rby dist au conte. 
« Mon frere darmes, ie vous prle que veu que 
» aultrefoys vous aves avittaiUie ceste cite, et se- 
» courue , que encore» le vuUiez fayre , et Leur 
» ordonner ce que mestier leur sera, et ce quilz 
» auront affaire. » Le bon conte dist au roy : 
« Monseigneur, cest a vous a fayre qui mieux Le 
» seres feyre de moy. » Maiz de rechief Le roy 
Lempria, et le conte print, et fist prendre escliar- 
sement viures pour les fustez , et puis toute la 
reste il laissa a ceulx dAcre , que seroit ten-U»ie 
chose a conter , tant des blez , come vins , chars 
salees, baccons, fenez, cuyrs par solliers, selz,et 
toutez chosez necessayres. Et puis ce estre lait, lc 



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"9 



CHMWYQVES 



roy remist Acre auix frcres de la religion , et sen 
partist, et y laissa ceulx qui y Toullurent desmou- 
rer , et en mena ceux qui sen voullurent venir. 
Et puis se mist sur mer, et il eust bon vent, et 
sen reuint en son royaulme de France , et ariua 
a Ayguesmortez, et le bon conte lacompagna tout 
dis iusqua ce quil fiist a Lyon sur Ie Rosne, et 
de la le conte print congie du roy , lequel ly donna 
de grans et riches dons a ly , et a ses gens , et 
de la le bon conte vint en Sauoye, ou il troua sa 
dame et femme , et son filz , et sa noblesse , et 
tout le pays qui le reseurent a grant ioye. 



a Cy senssujueht les crogniques du liers Humbert , 
et II conte de Sauqye , lequel se maria a la 
Jillie du conte de Flandre. 



Comment le conte Ame morust en Chipres au re- 
tour de son vojrage , et peUerinnage du Saint 
Sepulcre. 

Apres aucung temps en bon espace que le conte 
Ame eust seiourne , et desmore en son pays , et 
visate les fins de ses contrees, il se penna de 
mettre bonne paix et bon acort entre toute la 
noblesse de ses paix , et ausy fist il pareilliement 
du maindre iusquez au plus grant, et reduyst tel- 
lement ceulx de sa subgecion quil estoit ame et 
doubte , et maintenoit iustice soustenant Sainte 
Eglise , les veuues, et les orphelins , faisant droit- 
ture , sans supporter ny adestre , ny a senestre , 
sa iustice nauoit ne amy , ne ennemy, et sa si- 
gnorie florissoit et militoit ; il estoit doubte et 
creineu des signieurs circonuoisins, et sy estoyent 
contans quil les tenist en amiste. Sy aduint vng iour 
quil entra en deuocion daler visater le Saint Se- 
pulcre en Iherusalem , et la terre sainte , sy sa- 
pareillia, et esleu ceulx quil voulloit mener aveque 
ly, sy secrettement que nulz ne le sauoit, car peur 
avoit que lon ne len destornast ; et quant se vint 
au temps de son partement, il se mist en habit 
de pellerin, et sen ala a Venise, et de La se mist 
en gallee avequez plusieurs aultrez signieurs , et 
fist son voyage en Iherusalem. Et quant il eust feit 
son Toyage, et visata toux lez saints lieux, il voul- 
lust passer oultre pour aller a Sainte Katerine, 
maiz monseigneur Yzambart de la Baume qui aTec- 
ques Ly estoit ne ly laissa , ains ly dist quil souf 
fisoit bien de ce Toyage ; sy remonta sur mer , et 
en son retour ilz nagerent tant quilz arriuarent 
et Tindrent en Chiprez ; et la estre ariues ly print 
vne aygre et dure maladie, de laquelle il morust 
et trespassa. La notice de sa mort Tint au roy de 
Chiprez, lequel en fust doullant et mal contant, 
sy y Tint ly mesmes, et en fist le dueil, et le fist 
sousterrer et enseuellir en labaye du mont de 
Sainte Croix sy tres honorablement comme fayre 
se peust. Et le nombre des iours de sa mort ce 
fust de lencarnacion de nostre Seigneur Ihesus Crist; 
lan mil cent liiii. 



Apres lenseuellissement du bon conte Ame de 
Sauoye, monseigneur Yzambart de La Baume print 
la conduytte de ses gens tellement quilz reuindrent 
au payz La, ou doulleur non pareillie fust feite , 
sachant la mort de leur bon et amyable signieur 
desmenant dueil tel , que plus dire ne se porroit, 
en regrettant la mort de leur bon signieur, lequel 
les aToit tant ames , et tenus chiers , avances , et 
tenus paisiblement, et gardes destre oppresses ; le 
dueil fust grant , lossequye se fist comme se il fust 
adce iour mort; car monseigneur Yzambart tle la 
b Baume avoit apporte son cuer embaume en vne 
quaissette de plom, et le fist enterrer a Haulte 
Combe, et la fust fait de rechief son seuellement 
tant honorablement comme lon peust, et estre La 
neuiesme faite , les nobles , et Les trois estas du 
pays se mirent ensemble, et vindrent pour donner 
ordre au pays et a la iustice , et a pouruoir au 
fet et estat de leur ioyne signieur Humbert conte II 
de Sauoye, et la eust esgart de ly baLLier estat, 
et de le marier , car desia il estoit grant , et en 
eage pour soy sauoir gouerner, et pourestre marie, 
et sy estoit sage, deuost, et de bon gouernement, 
habille , il aymoit Dieu , catholique en tout , pat- 
sible , et croyant conseil; il sacointa de plus no- 
bles et proudomes tant cheualiers comme escuyers 
c et aultre du pays, et fust de bonne meurs, ainsy 
se tins Tng espace de temps en gouernant son pays 
paysiblement ; il lavoit ie signieur de Menthon 
bon et preu chiualier , le signieur dOrche , le si- 
gniettr de Chastillion , et plusieurs aultres , les- 
quelx esgarderent que temps estoit que leur signieur 
fust maries, et quil eust femine pour avoir lignee, 
car seul estoit. Sy avisarent que le conte de Flan- 
dre. aToit trois filliez, dont il ne pouoit estre quil 
ny en eust aucune , qui ne ly fust avenable et 
propice , et afferant. Lors fust ordonne le signieur 
de Chastillion pour aller en Flandre , et fust mise 
lembassade sus belle et notable , lesquelx allerent 
Ters le conte de FLandre , pour Teoir les filliez , 
et pour ly pourparller du mariage ; sy errarent 
d par leurz iournees tant quilz vindrent a Gand , 
ou ilz trouarent le conte , et sa femme , et ses 
filliez, et tout son estat; le conte sceust pourquoy 
ilz furent venus , sy les fist logier , et leur fist 
grande et bonne chiere, et sans fayre aoltre sem- 
blant, il leur donna iour a les oyr. Le signieur 
de Chastillion qui moult sagez estoit, Tint Ters Le 
conte de Flandre , et ly fist sa creance , et le 
conte le receust benygnement, et fust moult ioyeux 
des nouelles quilz ly apportarent, et appella son 
consetl , et ses barons , et puis leur respondist : 
« Voyrement iay tant oy, et entendu de la grande 
» et bonne renomee du bon conte feu pere de 
» cestuy, et sa bonne fame emporle tesmognage, 
» quc iay espoir que cesluy ly resemblera ; sy 



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i ai 



DE SAVOYE 



123 



» aroye grant ptaisir dauoir aliance a ly ; pour- 
» quoy, signieurs , iay trois filiiez : vefcs les , et 
» celie qui plus avenante ly sera, ie suis con- 
» tant a ly doner en mariage , sy choisises la- 
» quelle vous playra , car ie desire de avoir 
» amiste et aliance aveques vostre signieur et mais- 
» tre. » Et adce parler le signieur de Chastillion 
dist : « Monseigneur , ce grande voulante aves 
» davoir laliance de monseigneur nostre mestre , 
» et des siens, encores la desire il plus ly, et les 
» siens de lavoir envers vous, et les vostres. » Lors 
choysyrent entre les trois la seconde nee , nomee 
demoyselle Mahault ; car la prumiere estoit trop 
eagee pour leur signieur. Lacort du mariage fust 
fait, sy ny eust pas grant retardement, car le 
conte estoit puissant et dargent et de gens , sy 
fist aprester toutes choses necessayres, chariot et 
montures. Et puis pria au signieur de Guystelles, 
qui son feal estoit , qud vausist acompagnyer sa 
fiilie iusques a son mary, lequei ie fist voulan- 
iiers ; et ainsy le signieur de Guystelles o beiie 
compagnye de nobles chiualiers et escuyers, de 
dames et damoiseilez , et le signieur de Chastiilion 
ne la laissa, ny habandonna iusques quii la ren- 
dist a son signieur le conte Humbert de Sauoye. 
Et quant il fust ariue , il troua son signieur a 
Chamberye, lequel avoit fait apreste pour sa feste 
a combie mesure. Les gens du pays heurent grande 
ioye , et le iour des nosces fust celebre moult 
trihumphaiement ; et tellement layma , et tint 
chiere que se fust oultre mesure , et eile ly ; et 
vesquirent en grande amour par plusieurs ans ; 
maiz la contesse neust nulz enfans , dont ie conte, 
et tout le payz estoient moult mal contens et dol- 
lans , et elle mesme en print vne merancolie , qui 
la mena en vne maladie de laqueile eile morust, 
et fust enseuellie honorabiement comme a telle 
contesse appartenoit. 



Comment le conte Humbert fonda labajre dAulx 
apres la mort de sa prumiere femme. 

En ce temps deux bons preudomes mbynes 
de Clereuaux prindrent conge de ieur abbe pour 
aiier tenir vie solitayre en hermitage en aucung 
lieu qut fust solitayre et deuot, et que plus com- 
pientatiuement peussent seruir Dieu que en leur 
abaye , et que ilz fussent hors du monde. Et leur 
abbe du contentement de tous leur donna. Et avoir 
prins congie , il se partirent , et chiminarent , et 
errarent contre orient en maintz lieux, ainsy qttilz 
trouassent lieu a euix conuenable, et a la fin ilz 
passarent oultre le lac de Lausane, et tendirent 
contre les haultes montagnes tant quilz vindrent 
en vng lieu appelle les Harpes , lequel leur sembia 
moult deuocieux. Et la il se mistrent a fayre deux 
petitz abitaclez dermitage au plus prcs dung ruys- 
selet corraut , et firent lung dez habitacles pour 
adorer, et iaultrc pour leur estre. Et sy menarent 



a sy bonne vie , et sainte , que leur renomee ses- 
pencha et pres, et loings ; et par leur predicacion , 
et par leur merite Dieu fist maintz miracies apers. 
Et aprez avint que leuesque de Geneue vint vi- 
sater le conte Humbert, et le conforter du trespas 
de sa dame et femme. Et apres plusieurs paroles 
consoiatiues le dit euesque iy dist, et senyfya comme 
en sa diocese avoit deux saints prome moynes, qui 
furent de iabaye de Clereuaux, qui viuoyent a mode 
dermites aulx montagnes des halpes en vng petit 
hermitage, et confortoyent maintes gens par leurs 
amonestacions, et nulz ne se partoit deux descon- 
fortes par tribulacion quilz heussent; sy loerqye 
quil vous pleust de vous aUer esbatre par vng 
passe temps iusqua la , et ie ■vous acompagneray 

b ce il vous plaist , en vous recommandant a Dieu 
par le moyen de leurs bonnes et saintes prpyeres. 
Le conte Humbert remercya leuesque de Geneue , 
ct puis ly dist que quelque iour il ly yroit. Vng 
peu de temps apres le conte en son dormant sy 
songia comment il estoit deuenus masson , et quil 
faisoit vne eglise de moynes. Et ly sembioit quil 
se trauallioit teliement quil suoyt. Et quant ce 
vint au matin, et il eust oye la messe, il print a 
disner asses legierement, et ordonna que ion ly 
aprestast sa monteure , car aller se voulioit esbat- 
tre ; dont ses gens furent mouit ioyeux , car lon- 
guement avoit este morne et pensif, et. tost firent 
son comendement ; et estre prest il monla a chenal, 
a asses peu de gcns, et en manyere de chassant, 

c il sen ala vers les Harpes dAux , et vint iusques 
au lieu la , ou estoyent ies deux saints proudom- 
mes moynes et ermites , lesquelx il souprint en 
leur pettte chappeiiettc , faisans les proyeres de 
lcur deuocion, empriant Dieu par leurs oroysons; 
sy attendist tant que lacheuement de telle heure 
fust en fin de leur oroyson , et asses tost les deux 
tlitz proudommes yssyrent hors , et furent esbays 
quant ils virent lc signieur et ses gens. Le contc 
les salua , et eulx li rendirent son salut mouit 
humbkment, et le bien viegnerent en Crist. Et le 
conte les oyst moult volantiers , et puis se tyra a 
part avequeux en leur saint habitacle , et la sas" 
sirent toux trois, lung des proudommes de sa, et 
lauitre de ia , et ie conte au my deulx ; et puis 

d print le conte a parier emplourant, et ieur print 
a conter, et a dire plusieurs tribulacions , meran- 
coliez et regres lesquelz il soupportoit en son 
cuer, tant de ia mort de sa femme, comme pour 
ce quii nauoit nulz enfans , comme par plusieurs 
autrcs choses. Et quant ses deux saints proudommez 
heurent oye sa coraplainle , ilz le prindrent a re- 
conforter , consoller , et a entreduyre tellement , 
que la grace de Dieu y oura , que le conte se print 
moult a esiouir , et quazi ne se pouoit saoulicr 
destre avequeulx. Sy commanda que lon ly apor- 
tast son gouster , et le vin que lon ly portoit , 
et cuyda bien que les deux proudommes en deus- 
sent mengier , maiz cc fust pour noyant , car ilz 
nc mengioyent que pain bis et racines , et ne buy- 



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i*3 



CHRONIQVES 



124 



uoyent que de le aune. Et alors print a regarder 
§a et la, sy ny troua, que grulliez et morceaulx 
de gros pain secq qui daumosne leur avoyent estes 
donnes. Et tellement sesioyst le conte en leurs 
paroles , quil fust moull ioyeux et alegre , dont 
ses gens furent moult confortes. Et ne tarda guieres 
apres, que le conte Humbert fonda illeques vne 
moult belle et notable habaye de la religion de 
Citteaulx, et ordonna vng nombre de religieux 
proudommes, et de sainte vie, et y donna rentes 
et possessions pour leurs viures , et grant terra- 
toyre. Et ce fust en lan mil c. xliii. Et fist abillier 
labaye tant de edifices, comme de vestimens deglise, 
de Jiures , et daultres choses necessayres a labaye. 



Comment le conte Humbert manda en AUtmagne 
vers le de duc de Salinguen pour avoir vne de 
ses Jiltiez. 

Quant le conte Humbert eust ainsy demene sa 
merancolie vng temps apres ce quil eust fonde le 
monestier de labaye des Alpes, vng iour ly print 
voulante de alier visater le saint lieu de la Char- 
trosse la grant, et la estre venus par grande de- 
uocion , il ly fist edifier vne chappelle et vng hos- 
tel qui encores est appelle la maison des hostes , 
et sy delita tellement que pluseurs de ses gens 
doubtarent que la il ne soy voullust randre Char- 
troux. Sy se mistrent enssemble ces barons qui 
avecques ly estoyent , et le prindrent a amonester 
et a dire : « voyce bonne et sainte vie, maiz en- 
» cores peut on bien viure ausy saintement en 
» lordre de mariage le quel est le premier ordre 
» que Dieu crea vnques , et par le quel tout le 
» monde est soutenus; pour quoy, cher signieur, 
» vulliez y avoir esgard, et vulliez delaissier dueil 
» et tristesse et toute merancolie , et vous delibe- 
» res de vous remarier, car a layde Dieu vous 
» aures encores belle ligne et grande , dont tout 
» votre pays pourra encores estre restores ; sy 
» vous suppiions, que ainsy le vulliez fayre. Quant 
» ainsy le feres , et ii plaise a Dieu que vous ayez 
» lignee, le pays et les habitans en seront sous- 
» tenus, gouernes et defiandus; pour quoy, cher 
» signieur, plaise vous a nous ce ottroyer.» Quant 
le conte eust oy la requeste que les subgetz ly 
heurent fette , apres beaucop dautres parolles il 
leur acorda et conseutist a soy marier, dont ilz 
heurent singuliere ioye , puis leur dist le conte : 
« Iay oy dire que le duc de Salinguen a six des 
» plus belles filliez dAlamagne; pour quoy ie loe 
» que vous y allies et que les voyez ; et se il vous 
» semble quil ly en aye nulle qui a moy soit ave- 
» nant, sy la desmandes au pere, et se illy plaist 
y> la tnoy donner-, sy la prenes , et si mamenes 
» celle que vous semblera pour moy plus conue- 
» nable; car, se a Dicu plaist , iespoyre dauoir en- 
» core gencracion. » Lors furent les ambayxeurcs 
ordonnecs pour y aller , et fureut anrestes dc lout 



a ce que mestier leur fust, et puis se partirent et 
errarent tant par leurs iourneez, quilz viqdrent la 
ou le duc de Salinguen estoit , et eulx estre ariues, 
le duc les fist logier honorablement. Et puis les 
envoya querre pour les festoyer au souper, et la 
eust grande signorie , et les dames et damoiselles 
furent 0 leur dame la duchesse et ses fillies , et 
fureut seruis moult grandement , sy fiist la eourt 
hault et pianiere , et ainsy furent au long du soup- 
per. Apres le mengier sonnerent trompetes et me- 
neslriers , et les dansseurz sesmeurent a dancer ; 
la veissiez chiualiers , escuyers et nobles fayre de 
leurs tours , sallir en lair et de maintient a qui 
mieulx mieulx, et ies ambaysseurs prindrent garde 
au maintient des six filliez , et vng chacung en soy 

b mesmez, sy leur fust la seconde nee la plus ave- 
nante; et ainsy furent la festoyant a manyere de 
court iusquez la mynuit passee, la feste cessa, le 
vin du couchier fut aporte, et la prindrent les 
ambayxeurs congie an duc , en ly priant quil leur 
vausist donner heure a les oyr et a fayre le con- 
tenu de leur ambayssade. Et le duc les assigna 
au matin apres la messe, et lors prindrent congie 
au duc et a la duchesse et aulx filliez, et se re- 
trayerent en leurs logis. Quant ilz furent en leur 
logis , et ilz se prindrent a desmander lung a lanl- 
tre, a chescung, son avis en effet, leur opinyon 
fust sur la seconde nee, et restarent dacort da 
ycelle desmander. La nuyt passa, le matin vint, 
et vng chescung deulx sabillia au mieulx quil 

c peust, et ausy firent les Ailemans; sy na resta 
guieres que vng grant tas de chiualliers et des- 
cuyers les vindrent querre pour les mener a la 
court, et le duc les attendist pour les mener oly 
a la messe, et avoir fait leur salut, le duc leur 
rendist, et apres print le chief de lembayxade et 
le mena par la main iusquez a leglise , et les da- 
mes furent dautre couste; ainsy furent la iusqua 
pres le seruice diuin , et puis reuindrent au chas- 
tel du duc, le duc entra en conseii et fist des- 
mander les ambayxeurs pour les oyr. Et la fugt 
faitte la proposite au duc , et ly narrant « comtneut 
» leur signieur le conte de Sauoye avoit oy les grans 
» et haulx biens de la noble maison de Salinguen, 
» et pour tant il desiroit moult dauoir aliance avec- 

d » ques ladite maison, et pourtant ce il est de volre 
» gre, tres hault et tres puissant signieur, de ly 
» doner vne de vos filiiez, il laura a gre.» Quant 
le duc les eust oy , il remercya leur signieur et 
eulx de ce vouloir, et puis leur dist: « ie suis 
» celiy qui voulantiers ly donray vne de mes fil- 
» liez, don ien ay six, comme veux aves, sy vous 
» autrye la ains nee. » Et les ambayxeurs res- 
pondirent : « Signieur , nous sauons les condi- 
» cions de notre signieur et maistre, et pour ce 
» vous prions que il soit de votre gre a nous ou- 
» troyer et donner la seconde nee , car cest celle 
» que a notre aduis est et sera la plus convenable 
» aulx meurs et condicions de notre prince et si- 
» gnieur. » Lors respcndist le duc : « Messieurs , 



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reement, car sage estoit : « Mes sigoicurs et amys, 

» iay annuyt considere la grant honnour que vo- 

» tre signieur et maistre le conte de Sauoye ma 

m feitte, «t ausy Ia grande amiste quil desire da- 

» uoir a moy , pour le moyen de la finete de nos- 

» tre iillie Anne, pour quoy ia navicndra que de 

» moy vous vous partyez escondit , et par ainsy ie 

» la yous otlroyc. Car sc vostrc signieur e mais- 



et ausy avoit le conte Humbert, car sil avoit bien 
aymee la premiere femme, encores ayma il mieubi 
la seconde, car elle le valloit de sens , de corps, 
de biaute et de mainlient , car se gracieusete fust 
pardue lon leust en elle retrouuee , tant cstoit 
playne de bonte et achiuee en toutes vertus. 



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127 



De la mort de la contesse Anne. 



CHRONIQVES '28 

a que leur signieur estoit obstenes de vouloir de- 
laissier le monde et de laisser ses pays sans hoirs, 
ilz furent mal contans, et firent vne assemblee des 
troys estas a Chamberye. Et la fust ordonne que 
lon allast vers leur signieur le conte, et que lon 
ly remonstrat bon gre malgre son erreur; sy fu- 
rent par les troys estas escluz tant de leglise comme 
des noblez et du commung , ceubx qui yroyent, que 
furent asses en bon nombre, et se partirent de 
Chamberye , et vindrent iusquau Bourget , et de U 
se mistrent sur le lac , et vogarent iusqua Haute 
Combe. Quant ilz furent ariuez , le conte les fist 
venir et les receust moult doulcement, et bien 
penssa la cause pour quoy ilz venoyent, maiz sem- 
blant nen fist. Et fist apporter la colacion, et ne 
fist desmontrance nulle quilz ly vausissent aucune 
chose dire. Et quant les ambayxeurs des troys estas 
virent quil ne leur disoit rieas, le chief des ec- 
clesiastiques ly print a dire : « Tres haut , tres 
)> excellent et trea puissant et nostre tres redoubte 
» signieur, nous vos subgetz de k part de tous 
» vos pays sumes ysy venus pour y euxposer au- 
» cunes choses lesquelles atouchent mouit grande- 
» meut a vous et a vos pays et subgetz ; pour 
» quoy, tres hautain et souverain signieur, hum- 
» blement vous supplions quil soit de vostre grare 
» de nous donner audience, et de nous voulloir 
» oyr sans aucunement encourre vostre male grace.» 
Et le conte qui bien panssoit ce que ilz ly voul- 
loyent dire leur outtroya a parler, et leur dist: 



Ainsy resquist vng temps la contesse tellement 
que vne griefue maladie la print et fust empiree 
de iour en iour tellement quelle morust, dont le 
conte mena dure et griefue douienr , et asses plus 
grande que ne se porroit dire; et de ly parler 
desioyssement sestoit pour neant; car chose nes- 
toyt dont lon le peust reioyr. Et de fait se mist 
en voulante de non soy iamais marier, et print 
en son corage de soy oster du monde et de soy 
tenir en aucung lieu sollitayre. Sy avint vng iour 
que le conte de soy mesmes print a aler parmy 
les champs et se partist de une petite viUe nom- 
mee Yanne , et acompagne daucungs religieux, il 
se troua aupres du Mont du Chat Artiam en vng 
lieu moult sollitayre et deuocieux, et lointain et 
hors de toutes gens, et nauoit ia que labitacle 
dung poure et saint hermite, et la ly vint en vou- 
lante de habiter, et de y faire aucune sainte ha- 
bitacion pour y fayre sa deuocion; sy y desmora 
par aucungs iours , et viuoit avec le saint hermite 
et avecques les religieux ; car lermite y estoit ve- 
nus habiter par miracle quy apparust de vne lu- 
miere replandissant qui se moustroit de iour et de 
nuyt Et quant le conte eust la desmore vng temps, 
et il veoit tout dis le miracle de ceUe lumiere, son 
affeccion doubla et de tout sadonna a mener vie 
tres sollitayre et deuocieuse, et moult ly pesoit 
quU ne pouoit estre pretre et chanter messe, maiz 
quant il ne peust aultre chose fayre , il mist sa *• « Dittes ce quil vous playra. » Et lors le chtef de 



vonllante et son courage de la finir Ia vie de ses 
iours, et se print a fayre la edifier vne religion 
daucungs saints proudommes, comme il fist, et que 
la desmorassent avecquez ly a seruir Dieu. Et 
quant il eust avise le lieu et la place , il ly sem- 
bla bien que estoit asses convenable pour y fonder 
vne habaye , sy fist auenir ouuriers de toutes con- 
dicions en grant nombre , et la fist fonder vne 
moult beUe eglise ensemble labitacion du mayson- 
nage pour la desmorance des religieux, lesquelz 
puis il ly fist venir , et la fonda de la religion des 
moynes de Citteaux en lonnour de Nostre Dame 
la Vierge Marie , et appella le lieu Haulte Combe. 
Et quant labitacion fust assez pour pouoir desmou- 



lembayxade print a parler , et dist ainsy : « Tres 

» redoubte et nostre droitturier signieur, ne vous 

» desplaise , nous sumes certains que plus de sen- 

» tement et de cognoissance aves que remonstrer 

» ne vous saurtons, maiz ne vous desplaise: quef 

» choses faittes vous ysy, et qui vous a mis ceste 

» fantasie en teste, que ne vous mariez vous, mieuW 

» vauldroit quil ne fust iamaiz religioh, que ce 

» que vostre terre desmeure sans hoir et sans stis- 

» cesseurs. Ellas ! se vous naues lignee , qui nous 

» gardera, qui nous deffandra, qui nous gouer- 

» nera, qui nous regira? A pays desole bien porra 

» dire, que ce signieur sera cause de ta destruc- 

» cion ! Ellas ! hautain signieur , ne vulltez estre 



rer, il manda par toutez les habayez de la sainte d » cause de telle destruccion et de tel mal, de de- 



religion , et la establist abe , moynes et couant, et 
officiers a Dieu seruir , el leur donna rantes , re- 
uenuez et possessions a pouoir viure honorablement, 
et la se tint le conte par plusieurs ans iusqua ce 
que les estas de son pays len degelterent par force. 



» laissier vostre terre veuue, setdle et mome. Pdur 
» tant, chier signieur, plaise vous a remarier affin 
» que de vous puissons avoir hoir et lignee dont 
» le pays puist estre restore. » Et le conle avoir 
oyes toutes ces paroUes, leur respondist : « Vous 
» parles envain , et battes leaune , car ie suis 
» ou ie desmourray et la ou ie finiray mes tours. » 
Et lors tous ceulx des troys estas respondirent en- 
semble : « Redoubte signieur , ainsy ne sera , car 
» vous aves a yssir et assaUir hors seans , et a 
» vous marier, car vous pouez aussy bien fayre 
Quanfles prelas et ecclesiastiques , barons et » votre sauuement en lordre de mariage, comme 
nobles et le reste du peuple du pays et signoriez » e n quelquonque religion ; pour quoy ne vous 
quipar le conte Humbert estoyent domineez, virent » veuillic desplayrc , car il vous conuient marier, 



Commeni les trojrs estas de Sauoye aUerent a 
Haidte Combe pour en Urer le conte Humbert, 
et pour le fajrre a remarier. 



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129 »E SAVOYE l3o 

» pour le qucl mariage vous puissiez avoir ngnee, a bert, et print fort a aymer sa fcmme , et k payd 

» par la quellc vostrc pays puisse estre maintenus fist grande ioye en loaoges a Dieu et a irstoyer 

» en iustice et restore de ligne en ligne , dont le et a esioyr tout fc pays , qui par avant cnydoyent 

» pays ne viegue en estringes mains, et trop plus bien que la lignee de fcur signieur deust fallir, 

» de bien porres fayre que destre miile ans avec- et par ainsy ilz se tenoyent pour estre regeneres. 

» ques ces moynes. » Le cpnte estoit moult des- Et fist le conte Humbert sOgneusement norrir son 

playsant, et ausy estoyent les moynes et labe, et filz Thomas , et pour la grace que Dieu ry avoit 

firent dure et grande resistence , maiz a la fin les faitte, il fonda vng pryore a lonnour de saint 

prelas et les barons et nobles et le peuple prin- Mauris , aUentree du lac du Mont dn Ghat nam- 

drent labe et les moynes appart , et leur iurarent, mee le lac du Bourget, et y mist des moynez de 

qne ce ilz ne faisoyent tant que le conte yssist lordre de Clugny, lcsqueuLx deussent pryer et 

de leans, quilz boutteroyent le feu en labaye, et adorer nostre Signieur ponr la prosperite de Tho- 

quilz destruyroyent ia religion en telle manyere , mas de Sauoye et de ses suscesseurs , en aumen- 

que iamaiz lon ny chanteroyent messe. £t lors tant la lignee de la maison de Sanoye et du pays. 

firent tant que le conte leur acorda de soy ma- Vieux et chenus fust Le conte Humbert en fcage 

rier, maiz quilz ly trouassent femme convenable. b de septante ans, et il ly supprint vne maladie qui 

moult lengregia. Et U cogneust sa mort et fist son 
testement, et recommanda son pupUIe, son fik 

Comment le conte Humbert esposa sa tierce femme au conte de Bourgogne , et asses barons , lesquelx 
fillie du conte de Bourgogne , et comment U ly promirent quilz le gouuerneroyent loyaUement, 
fonda le prjrore du Bourget, et comment U fenist et ainsy morust et trespassa Ie conte Humbert de 
ses iours. celle maladie, et fust ensseuellis et enfouys en 

labaye de Haulte Combe. La plainte de sa mort 
Quant labe et les moynes heurent oys parler sy fust grande tant des barons comme des nobles et 

fierement ceulz des troys estas, ilz prindrent a du peuple de son pays. 

fremir de paour , et tous plourans allerent vers 

ieur signieur le conte , et ly distrent : « A tres 

» redoubte signieur, soit de vostre pbisir de 

». croyre consseU et dacorder a vos subgetz telle- 

» ment que vous et vostres subgetz et vos pays 

» et nous en vallions de mieulx et que nous ne c 

» pcrissons en ceste abaye. » Quant le conte Hum- 

bcrt ies eust oys, Q print a plourer, et puis ieur 

acorda et consentist bien malgre sien. Et quant 

ceulx de lembayxade des troys estas heurent Ie 

conscntement a leur signieur, ,ilz furent ioyeux et 

bien ayscs ; sy fust avisc que le conle de Bour- 

gogne avoit vne belle fillie, qui vesue estoit, nom- 

mee Peronnelle , la quclle avoit eu pour mary vng 

duc dAuleriche, et sy nauoit que vng an quil es- 

toit mort , et clle en avoit heu dc ly deux beaulx 

fiiz, et lors fust avise que lon tratiast de ce ma- 

riage. Et furcnt ordonnes ambayxeurs pour aUer 

vers le conte dc Bourgogne pour ly requerre sa 

fiUie, et de fait eulx estre deuers ly, par la vou- 

lante de Dicu , le mariage fust acorde et acomply. d 

Et avoir este les partyez dacort , lon fist lappareU- 

liement tout teliement, que la contesse qui du- 

chesse avoit estee, sen vint avecques eulx noble- 

ment acompagnyee, et ariuarcnt a Chamberye ou 

les nopces furent faittez et ceUebreez en grant 

triumphc et a grant ioye, et dura la feste bien 

huiz iours, o ioustez et tournoys et sans fin de 

moultz desbattemens , et tout ce faysoyent pour 

allegrer et reioyr leur signieur. Le conte Humibert 

viuoit tout dis deuocieusement , maiz la contesse 

qui mouit sagc estoit , lc gagnya par son sens et 

sa gracieusetc , et ly aduint sy bien par la grace 

dc Dicu , quen vng espacc dc temps elle eust vng 

filz nommc Thomasj ct lors loa Dieu le conte Hum- 

>7 



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i3i 



CHRONIQVES 



l32 



Cj commencent les crogniques du cohte Thomas, 
et comment le conte Guj de Geneue ne ly voul- 
. lust donner sa JiUie , et coptment Ijr et la pu- 
. cette parlerent ensemble. 

. Thomas de Sauoye filz du conte Humbert des* 
mora pupille et adolescent en sa ioynesse , meust 
au pays grant diuision entre la noblesse du pays. 
Car chescung voulldit gouerner pour son singullier 
praufit, et a cause du grant tresor que le conte 
Humbert avoit laisse , et se meust la hayne en telle 
maniere que le plus fort opprymbit le foyble. Et 
sy conuint ,et fust necessayre que le conte de 
Bourgogne venist en Sauoye pour garentir sa fillie 
la contesse qui mere estoit du dit conte Thomas. 
Et quant ii fust venus, il mist et ordonna gouer- 
neux et refermeux sur le gouernement de lacon- 
tee , et puis assembla et ordonna et etablist du 
pays les plus prodommes , nobles et sages , et a 
ceuix il baillia le gouernement de son beau filz 
le conte Thomas. Et sy assembla les troys estas, 
par le quel consseil il fist mettre et ordonner of- 
ficiers en tous ofiices et en tous estas pour loyaul- 
ment gouerner lestat et la iustice du pays , faysant 
rayson et iustice a vug chescung, tant au petit 
comme au grant, et autant au poure comme au 
riche. Et sy desmora le conte de Bourgogne, que 
son beau fik le conte Thomas fust parcreu et fiist 
en eage de cognoyssance. Et avint que quant le 
conte de Bourgogne vist son beau filz en sens et 
quil fust parcreu , et quant il eust ordonne le go- 
uernement du pays , il sen partist pour retorner 
en Bourgogne. Maiz au partir de Ghambery le 
conte Guy de Geneue le sceust , et partist dAn- 
nessye et vint a Geneue, et la fist moult riche- 
ment fayre apareil pour resoyure le conte de Bour- 
gogne, et sy avoit tellement ordonne, que la con- 
tesse sa femme et Biautrix la belle sa fillie vin- 
drent a celle mesme heure que le conte de Bour- 
gogne et son beau filz Thomas arriuarent a Ge- 
neue , et la furent receus. Dieu scet comment le 
conte de Geneue avoit mande dames et damoysel- 
les du pays a grant nombre, la eust feste planiere, 
la fust triomphe, la furent ioustes, beordis , mo- 
risques, dances et momeryes, la furent veilliez 
iusques au iour , la furent faiz esbattemens a ha- 
bondance. Sy avint tellement que le conte Tho- 
mas de Sauoye , le quel estoit de son eage le plus 
frisque et puissant et ioyeux de tous les siens, en 
danssant avecques la belle Bietrix sen amoura delle, 
voyre tellement quil en fust feru tout oultre, et 
fust en yure de buyurage damours , et a celle heure 
Venus la deesse damours ly estouppa les yeux 
tellement, que la honte et vergougne ly fust par- 
close , et de fait en danssant il se print a requerre 
damours la belle Bietrix. Et ]y print a dire : « Ma 
» dame, mamour, et tout mon bien, ie vous re- 
» quiers mercy, et vous requiers que nayez a des- 
» plaisanse chose que ie vous dye , car autant de 
» bien et dhonneur que ie vouldroye pour moy, 



a » tout ausy vouldroyge pour vous ; ie vous dys 
» seurement, que vostre beaulte ma sy espris que 
» ne scay que fayre doye , sy vous supplie et re- 
» quiers , que de moy vulliez avoir mercy , car 
» voustre suis et subget a vostre comandement. » 
Et ainsy dancerent pluseurs tours , et au poser 
sasistrent loings dez aultrez pour pouuoir mieulx 
a son ayse parler ; et quant ilz furent assis ; il re- 
print a parler de plus belle en la reqnerant da- 
mours le plus honestement que fayre le peut, et 
la print fort a contraindre tellement quelle ly res- 
pondist: « A monseigneur mon cosin, taysiez vous, 
» car se monseigneur mon pere sauoit ce que 
» vous me dittes , ie seroye honnye , sy ne men 
» parles iames, car plustost morir que consentir 

b » a chose reprouchable. Maiz se il est ainsy que 
» vous maymyez, et ayez si chier comme vous dit- 
» tes, sy me fettes desmander a monseigneur par 
» voustre espouse, et quant ainsy sera, ie vous 
» promes que ie lacorderay et ie feray voulantierz.» 
Quant le conte Thomas oyst ce quelle ly dist, il 
fust plus contens que ce il eust gagnye cent mille 
escus , et ly dist : « A ma dame et ma mour et mon 
» tout, me tiendray seur de ce que vous moy dit- 
» tes, et le moy promettes vous.» « Oy, dist eUe, 
» seurement , car de tous ceulx qui iamais ie veys 
» ne oys parler, vous estes celly eh la quelle com- 
» pagnye iameroye mieulx estre. » Et lors le conte 
Thomas ly dist : « Or sa , ma dame et mon tout, 
» et ie vous promes que iamaiz ie nauray aullre 

c » femme espousee ce non vous. » Et elle le re- 
mercia et en ces ioyeuses parolles ilz dancerent, 
momarent et festoyarent quazi iusqnes au iour. Le 
conte Thomas estoit soupples, legier, appert et 
bien danssans, et se penna du bien fayre, et tant 
que la plus part sapperceurent quil estoit amou- 
reux de la belle Beautrix de Geneue. Danees fal- 
lirent, le congie fust prins pour avoir chescung 
son retret, ly se prindrent a donner bonne nuyt 
les vngs aulx autres ; la furent les yeux du conte 
Thomas peu repeuz, las il eust bien soubayde 
que le iour fust retourne, car a chescung pas il se 
retournoit pour pouoir celle veoir, ou tout son 
cuer et vueil estoit. Et celle qui guyeres et mains 
frappe estoit damours , que ly le conoya de ses 

d yeux tant quelle peust, et combien que toiis deux 
se despartirent de la feste , ce non hobstant, leurs 
cuers desmorarent enssemble. Quant ilz furent au 
logeys, le conte de Bourgogne et le conte Tho- 
mas coucharent ensemble , et quant chescung fust 
retrait , et le conte Thomas ne pouoit dormir , et 
se viroit et tournoit et soupiroit moult durement, 
le conte de Bourgogne qui moult sages estoit, co- 
gneust et apperceust que son filz cstoit frappes 
damours , sy ne fist aultre semblant, fors que tant 
seullement ly dist: « Et quest ce que ne dormes vous, 
» ou laisses les aultres dormir.» A dist le conte Tho- 
mas : « Monseigneur et mon pere , vous moy par- 
» donneres ce il vous plaist, et moy donres licence 
» de parler a vous, et de vous requerre vng don.» 



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i33 DE SAVOYfc l34 

Et U ly dist : Dittez , beau filz , quel regret aves a giment du pays , et ainsy deputs il visata Bour- 

vousl «A mon cher seigneur, certaynement ie ne gogne. 
» scay que fayre doye, car ie suis tellement es-r 
» pris de la fillie au conte , que ie ne scay que 

m deuenir; et certaynement se ie ne lay, ie tiens Comment le rqjr de France manda au oonte Guj 

» que ie morray ; sy vous vueil- prier que la vul- de Geneue quil Ij donnast sa JUUe a femme, et 

» Uez desmander a son pere quil la moy vueillie comment le conte Thomas de Sauoje la print 

» donner « mariage. » Et son beau pere le con- a force sur le chetnin et lespousa, et comment 

forta moult liement, et ly-dist: « Ne vous soussiez le conte de Geneue deuint son homme par lon- 

» et dormez, oar ie le ferai franchement, et sy gue prison. 
» soyez certain que cest femme que vous aures. » 

Ils se prindrent a dormir iusques a la matinee, et En ce temps morust et trespassa la royne de 

puis se prindrenl a habiUier et allerent a la messe, France. Apres son dueil fait, U fust dit au roy 

la qui plus ioly se peut feyre, sy le fist, la furent que le conte de Geneue avoit la plus belle fillie 

regars gettes, la furent oyiliiades lanceez, la furent que lou sceust nulle part, et tellement ly en fust 
amours regenereet , et apres lolfice de la messe , b parle, quil la desira a avoir, car sa bonne et grande 

le conte Guy de Geneue print te conte de Boiuv renommee estoit espanchee par tout, car se elle 

gogne par dessoubz le bras, et allerent bras a bras estoit belle encoures , estoit elle miUieur et plus 

iusques au logis, et en allant, le conte de Bour- sage, sy envoya le roy vne grande ambayxade vers 

gogne dist au conte Guy: « Mon cousin, vous es- le conte de Geneue, et ly fist a desmander sa fillie 

» tes sages, sy voyes ma niepce vostre filiie la pour lauoir a mariage. Et sy ly manda que il ly 

» queUe est pronte de marier; sy ne voy ou pleust daller incontenant parler a ly, et le conte 

» mieulx la puissiez mettre ne poser, que en mon fust moult ioyeux de ses nouelles , sy mout in- 

» beau filz le conte de Sauoye pour que ie vous contenant a cheual, et sen ala droit a Paris en 

» prye quil soit de vostre plaishr a la ly donner; » ia compagnye des ambayxeurs, et quant ils furent 

Le oonte Guy qui sages estoit, maiz moult fier ariues, et le roy les eust oys, il fust plus espris 

et hautain estoit, le remercya, et ly dist: « Mon- que deuant; et fist venir le conte Guy etly dis(: 

t» seigneur mon cousin, ie ne suis encores desli- « Beau cosin, il nous a este dit que vous avez 

» beres de se feyre, et ne le feroye pour riens , » vne fillie a marier, ce il vous plaist a la nous 

» car son grant pere occist mon pere sur le colde » donner parmariage, eUe sera royne de France.» 
» de Thamis, et ne cuydez pas que ie laye hoblie. c Et le conte Guy mist genoil a terre , et ly dist : 

» Et sy vueil que vous sachiez que ce par voustre « Mon signieur , quant ie seroye que vostre vou- 

» amour ne fust, U ne se partyroit hors de ma » loir sestendist iusqua la, ie vous auroye fort et 

» conte quil ne seeust bien comment, maiz par » moult grandement a remercyer. » Ojr , dist le 

» vostre amour ie le tiens seur. » Le conte de roy , seurement se il vous plest ; « Monseigneur , 

Bourgogne qui estoit caut et malicyeux le remar- » ie vous remercye, vous la pouez prandre a vos- 

cya, et ne ly fist pas grant parolles , maiz sans » tre bon plairir. » Alors dist le roy : « Beau pere, 

aultre semblant feyre , il tynt voye et chemin den » quant U vous playra vous la porres aUer querre, 

fuyre partir son beau fUz et entretint la feste tant » et ie vous baiUieray gens a la conduyre et a 

que le conte Thomas peust estre trois ou quatre » lamener. » Et le conte respondist : « Monsei- 

Ueues loings, le quel conte cheuaucha teUement, » gneur, vostre vouloir soit feit, et vous plaise 

que ry quatre furent au couchier a Ghamberye , » den ordonner a vostre voulante, car tout ainsy 

et ainsy se partist le conte Thomas sans congie » me pennerer de la complir. » Ainsy furent ceUe 

prandre de nuUy ne de sa dame ausy , dont moult iournee ensemble et moult se penna le roy du 

h/ pesoit et moult la regrettoit , et de grant despit conte honnourer et festouyer. Par aucungs iours 
quil eust, U mist en sa teste , ou quil deferoit le d desmoura a Paris le conte Guy , et se fournit da» 

conte de Geneue ou quil anroit sa fiUie Beaultrix. biUiemens au mieulx quU peust pour sa fiUie , et 

Quant le conte de Bourgogne sceust que son filz d'aultre part le roy fist feyre riches abUUemens et 

Thomas estoit a sauuete , U print conge du conte de moultz beaux ioyaux ; et sachiez que lapareU 

Guy de Geneue et de la contesse et de sa fiUie fust grant. Et furent ordonnees les signieurs pour 

et des dames , et sy escusa son beau filz Thomas aUer querre la beUe espouse , dont lung fust le 

de ce quU sestoit partir sans congie prendre , et conte de Ghampagne et laultre le conte Baudeyn 

dist a part a la beUe Beaultrix : « Ne soyez mal de Flandres , et pluseurs aultres lesquelx meurent 

» contente , car U ne vous a pas hobliee, et pleust et partirent de Paris avecques le conte de Geneue 

» a Dieu quU maymast autant que ie say quil vous pour venir et aUer querre la belle Beautrix; sy 

» ayme. » Et elle rougist sans -mot respondre. errarent tant par leurs iournees, quilz arriuarent 

Ainsy soy partist le conte de Bourgogne de Ge- a Annessye, et la furent festoyes de la contesse 

neue, et sen tira tout droit a Salins en Bourgo- et de sa belle fillie, des dames et damoyseUes et 

gne , ou il fust receups honorablement , car moult des noblez du pays. Et la desmourarent iusques 

long temps avoit desmore en Sauoye pour le re- au iour du partir. 

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i35 



CHRONIQV£S 



m 



■ Cependant le conte ThomaS fist vne .armee sy 
secrette quil nestoit nulz qui le sceust, fors ly et 
vng moult sage chiuallier qui estoit son maistre , 
et lequel ly avoit ballie son beau pere le conte de 
Bourgogne, et bourguignon esloit , nomme mon- 
seigneur Iehan de Sallins , et tout iours tenoit es- 
piez et gens pour sauoir quant la belle sen yroit. 
Sy avint quil le.sceust, et lors il fist en la nuyt 
inettre ses gens en embuche , et puis mist son 
conseil ensemble , et leur dist: « Signieurs , vous 
» estes tous feaulx de la maison de Sauoye , et 
» pourtant ie vous vueil descourir mon cas : sa- 
» chiez de vray que entre moy et la fillie au conte 
» de Geneue a telles conuenances , car ie ly ay 
» promis que iamaiz nauray aultre femme delle, 
» et elle ma conssenty en moy disant, que mieulx 
» ly estoye agreable que nul aultre. Et maintenant 
» . son pere la veult mener au roy de France,.pour 
» quoy iay entreprins que ainsy ne sera,' car se 
» moy seroit torne a reprouche et envers Dieu et 
» envers le monde , et pour tant iay avise de la 
» prendre et retenir bon gre maulgre, veu quelle 
» est ma femme. » Toux les conseilliers avoir ces 
parolles oyes , furent de . sa contrayre opinyon , 
disans que se ainsy le faisoit quil prandroit gucrre 
et debat a lencontre de la coronne de France, et 
que pour le mieulx il sen vausist de porter aul- 
trement, quil ly emporroit mescheoir et greuer a 
ses pays ; quant le conte Thomas eust oye leur 
responce , et il leur respondist : « Or sa , iay oy 
» vostre. vouloir, et se ientreprens chose dont 
» mal me viegne , vous nen pouez estre chargiez, 
» et se bien men vient, lonnour en sera mien ; 
» or y porra qui maymera sy mc suyure. » Et puis 
sans plus attendre, il mist pie a lestres, et monta 
sur son cheual et tira sa voye, et lors qui peust 
Je suyuist , tant chiualliers comme escuyers, no- 
bles et aultres , lesquelx rien ne sauoyent de son 
entreprrnse, ce non seul son maistre monseigneur 
Iehan de Sallins. Et ainsi cheuaucha toute celle 
nuyt iusqua ce quil vint -en vng boys aupres de 
Roussillion, la ou il lauoit fait attendre son armee 
en embuche , et quant il le sceurent estre venuz, 
ilz furent moult ioyeux, sy les conforta et enorta 
dung chacun bien fayre son deuoir avecques ly ; 
et la attendirent . iusquez au iour. Ses espiez ly 
vindrent dire, que lespouse disneroit a RoussiUion, 
et que les forriers y estoyent des ia, et tost aul- 
tres cheuaucheurs qui la conduitte cheuauchoyent 
vindrent et ly dirent :;« Monseigneur, le conte et 
» toute sa compagnye sont a demi lieue pres dysy, 
w et sont moult belle compagnye, maiz ilz ne sont 
» point armes. » Et lors il se descourist devant 
tous et leur dist: « Mes signieurs et amys, ie ne 
» vueil pas que vous cuydiez que ie vueillie fayre 
» chose qui soit contre Dieu, ne ausy qui me fust 
» reprochable au monde; sachiez.de certain que 
» la fillie au conte de Genene sy est ma femme, 
» et ie suis son droit mary, et maintenant son 
» pere la mayne au roy de Francepour la ly 



a » donner, et sy ne sceuent riens de cesle chose, 
» sy me semble que ie foroye mal se ie len lays- 
» soye aller , veu quelle est mienne ; pour quoy 
» a tous vous ie prie que a cest mon besoing rae 
» vulliez aydier et conforter. » Quant ses gens 
loyrent ainsy parler et quil lauoit mis Dieu deuers 
ly et a bon droit , ilz mirent cuers doublez et res- 
pondirent: « Notre . redoubte signieur, et a qui 
» nous sumes, soyez seur que nous viurons et 
» morrons avecques vous et a vostre comande- 
» ment. » Et ses parolles finyez, se mirent embel 
arroy et yssyrent du boys aupres dunne vaUee , 
ou ilz racontrarent toute la compagnye; sy mist 
le conte Thomas la main a lespee , et vint pran- 
dre le conte Guy de Geneue par le giron, et ly 

b dist : « Randes vous, conte.de Geneue, car vous 
» estes pris, et vous aves a randre mon prison- 
» nier ; » et tous ses gens darmes firent pareiUe- 
ment , tant quilz furent saysis de toutes les gens 
du conte , maiz aux . Franscoys ilz na toucharent 
Quant le conte de Geneue vist que cestoit adcer- 
tes , il dist au conte de Sauoye : . « Pour quoy me 
» pregnez vous ? quel chose vous ayge melTait que 
» ie le sache ? » Alors le conte Thomas ly dist : 
« Plus que vous ne cuydes ; prumierement vous 
» vouUez marier ma femme vostre fillie a aultre 
» mary qua moy a qui eUe est. » Et le conte 
Guy respondist: « Votre femme ne croy ie pas 
» queUe soit; et qui la vous a donnee ? Et depuis 
» quant est elle vostre? » Le conte Thomas dist: 

c .« Quant meussiez voullantiers prins par prisonnier, 
» et ce fust a Geneue , quant monseigneur mon 
» tahyon le conte de Bourgogne la vous desmanda 
» pour moy, et que ne la ly vausistez outroyer , 
» ains dittes, que pas nauiez hoblie les oultrages 
» de mes predecesseurs , pour quoy ie pretans a 
» avoir noueUe quereUe contre vous. Et afin.que 
» sachiez que iamaiz ne pensay viUain pancement , 
» ny a lencontre de vostre fillie ma femme ne de 
» vous ne de vostre maison , des lorsque prumie- 
» rementie veisvostre fillie, ie fus amoureux delle, 
» et en dassant ie la requis damours sans mal 
» pencer, comme pour ma loyaUe femme et es- 
» pouse , et la ie ly promis que iamaiz ie nauroye 
» nulle aultre femme a mariage quelle , et elle 

d » me respondist que quant il playroit a Dieu et 
» a vous quil ly playroit ausy; et ie la pressay ly 
» pryant quelle ne moy vausist escondire ; apres 
» plusieurs paroUez, son parler fust tel quellest ma 
» femme , et lay , et lauray ; or ly desmandes , se 
» ainsy est. » Et le conte ly dist: « Quen dittez. 
» vous ? » Et eUe ly respondist : . « Mooseigneur 
» quant il vous pleust, ie seroye contenle de la- 
» uoir. » Et quant le conte Guy entendist sa res- 
ponse, il vist bien que ainsy esteit, sy ne sceust 
que respondre f lors ly fist le conte Thomas donnec 
la foy, et puis le baUlia a monseigneur Iehan.de 
Sallins son maistre, et puis a ia saisir par la main 
la belle Beautriyx sa dame et sa femme, et-ly dist: 
« A mamour et tout mon bien, gracez a Dieu, or 



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1^7 »E SAVOYE 

» vousayge, sy vous reqaiers, ct prye que ne a 
» vous esmayez de riens , car ie suis vostre , et 
» tout vostre voulloir sera fait. » Et puis cheuau- 
charent droit a Rossillion , et la furent les nopces 
celebrees, et lesposa la le conte Thomas , empre- 
sence des ambayxeurs du roy, aulxquelx il fist 
grande et bonne chiere , et leur voullust donner 
dons , et les vouUust deffroyer, maiz ilz ne voul- 
lurent , ains sempartirent. Et quant ilz furent 
partys , le conte Thomas fist a retrayre le conte 
Guy , et le fist tres bien garder, et puis de hault 
my iour il sen aUa couchier aveques sa femme , 
et la fust le mariage consume ab vtraque parte. 
Long tens tint le conte Thomas le conte Guy en 
ses prisons , et iusques a tant, que a la requeste 
de sa fillie, il fust deliures, voyre par tel moyen b 
que il deuint homme du conte de Sauoye , et ly 
promist fidelite, et de tenir son pays en hommage, 
et de son fie tant par ly que par les siens , et 
ainsy fust relaisse le conte de Geneue, et la paix 
fette dentre les deux signieurs. 



i38 



Comment le conte Thomas envqya vers le roy de 
. France pour ly fayre assauoir son cas. 

Quant le conte Thomas eust seiourne le troi- 
steme iour apres ses nopces, ceulx de son conseil 
vindrent vers ly moultz esbays de ce quil avoit 
fait et entrepris , toutefoys quant ilz eurent oye 
sa rayson , et ilz virent la grande amour de leur c 
signieur et de leur dame , ilz fhrent contens , maiz 
apres.eulx estre en conseil, il fust avise , que le 
conte deust envoyer, et mander au. roy de France, 
en ly remonstrant que ce quil avoit fait, quU 
Jauoit iustement, et a iuste cause, et tout ce quU 
ly appertenoye de dire. Et ainsy fust avise , que 
lon y envoyeroit le signieur dAix, moult preu et 
sage chiuallier , et le president de Sauoye. Eulx 
estre ordonnes, ilz se mirent au chemin, et erra- 
rent tant par leur iournees, quilz viitdrent a Paris, 
ou ie roy estoit, sy desmanderent audience, et 
lon leur ordonna iour et heure. Et quant ilz fu- 
rent venus au deuant du roy , et ceulx qui ]y 
pleust que la fussent tant des royaulx comme dau- 
tres , et le roy leur dist : Mes amys , quet chose d 
vous plaist il a dire. Lors le president, qui moult 
sage et bon clerc estoit, print a parler, et a dire : 
« Tressainte coronne, et tres redoubte syre, nous 
» sumes ysy envoyez a vostre royalle mageste de 
» la part de nostre tres redoubte signieur le conte 
» Thomas de Sauoye, afin quil vous plaise de sa- 
» uoir quil est celly, qui vons vaudroit et seruir, 
» et honnorer. Or est ainsy que par deffaut destre 
» avises, et par males informacions , et faulx ra- 
» pors , maintes haynes , rancours , et mal vail- 
» liancez sengendrent, et pour tant nostredit si- 
» gnieur nous a sy envoyez pour vous dire , et 
» notifier, et fayre asauoir comment il la trouue 
» sa femme la fiUie au conte Guy de Geneue , 



» laqueUe U la trouee sur les champs, que lon en 
» menoit.hors du pays, et ly estre.de. ce aduer- 
» tis , il la saysist et print, et sy lespousa comme 
» sienne , car ilz sestoyent promis par avant entre 
» eulx deux ; . sy vous mande par nous, que ne 
» layez a despiaisir, car ce eUe eust estee vostre- 
» comme sienne , il la eust conduitte , et acom- 
» pagnee au plus honorablement quU eust peu , 
» sy vous prye et supplye que ne iayez a desplay- 
» sir , car U est pront a vostre seruice. » Quant 
le roy les eust oys , il les fist retrayre , et puis 
quant U eust sa deliberacion , U les fist appeiier, 
et leur dist : « Puis quainsy est , comme vous 
» dittes , rayson veult que nous soyons contans , 
» non obstant que il nous aye fait oultrage, car 
» il le nous deust avoir fait asauoir, maiz ce non 
» obstant il nous a fait aultre desplaysir, car il la 
» prins le conte Guy de Geneue par prisonnier, 
» et a mal fait, veu quil venoit en nostre seruice; 
» sy vous disons que ce il ne deliure, quil nous 
» despiaira. » Lors respondist le signieur dAix : 
tc Sire, quant vous sores pourquoy il le destient, 
» vous naures cause demparler , ne ausy a vous 
» de droit nen appertient la cognoissance , ains 
» appertient a lempereur; maiz afin que nen soyez 
» desplaisans , ie vous diray rayson pourquoy ii 
» la cause de le detenir prisonnier ; playse vous 
» asauoir que a Geneue, au iour que le mariage 
» fust fait entre eulx deux, que le conte Guy le 
» cuyda prandre par prisonnier , et teiiement quil 
» sempartist sans dire adieu, maiz ce fust par ie 
» conseil dc son beau pere ie conte de Bourgogne. » 
Pour laqueUe cause le roy ne sceust pius que res- 
pondre, et sen demist. 

Cependant mena le conte Thomas sa femme em 
sa conte de Sauoye , la , ou ii fust tres honnora* 
blement comme il appertenoit, et toux ceulx du 
pays se trauaillierent a le bien viegner, et festoyer, 
ct ainsy fist sa venue o sa femme , et sy ayma 
moult ses subgetz , et eulx ly , car bon sigrrieur 
leur estoit. Pour abergier, du vouloir de Dieu, 
le conte Thomas eust de la contesse Beautrix huit 
filz males , et deux filliez , dont le prumier des filz 
eus a nom Ame , et 1e secondiesme Humbert , et 
lc troisiesme Thomas, et le quatriesme Guiliaume, 
et le cinquiesme Ame, et le sixiesme Pierre , et Ie 
septiesme Bonnyface,et le huitiesme Philipe; et la 
prumiere des fiUies fust nommee Beautrix, et la 
seconde Marguerite ; et cestuy conte Thomas ayma , 
et doubta Dieu, et a cause que Dieu ly preseruast 
sa lignee , ly et sa femme emprosperite , il fist re- 
fayre la grande Chartrosse, qni toute brulee estoit, 
et deffaitte , teUement que nulz ysy habitoit ,. ne 
ny chantoit on ne messe, ne mattines, maiz il Ia 
fist re^difyer , et courir, et y fist avenir des reli- 
gieux chartroix , et y fist teliement quc tout iours 
depuis lon y a celebre loflice dium. 



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i3o. 



CHRONIQVBS 



■4o 



Comment le conte Thomas conquist tnouUz de ter- a 
res emPiemont , et comment U morust. 

Au temps- du conte Thomas fallist la lignee des 
eontes de Piemont , et ny avoir qui segnorisast , 
sy eust vng potestat en Ast, qui la cite gouernoit, 
qui moult sages estoit, et sy sappelloit le commis, 
voullust mettre en subgebcion le pays en leur fay- 
sant entendant quilz deussent viure soubz commu- 
naute^ maiz plusieurs des villes du pays se des- 
degnarent destre soubgetz a nulle communite, ne 
ne voulurent estre gouernes par communes, et se 
rebeilarent , et enst grande deuision au pays. Et 
quant le conte Thomas seust, et sentist leur de- 
uisions, il se mist sus, et print chiualliers et es- 
cuyers, et gens darmes de toutes fassons, et passa b 
de sa signorye de Suze en Avilianne , et de la il 
passa , et cheuaucha tant quil vint deuant Pignerol, 
qui estoit vne ville champestre , et en coustiere. 
Et quant les habitans de Pignerol virent la puis- 
sance au conte de Sauoye , ilz cuydarent quelle 
fust plus grande que nestoit , et ly vindrent au 
deuant, et ly apportarent les clefs, et se donna- 
rent, et randirent a ly , vltre le voloir, et malgre 
labe du monastier, lequel sen cuydoit fayre signieur. 
Et incontenant estre le conte Thomas saisy de la 
possession de la vitte, il fist a venir ouriers a grant 
force, et a nombre, et fist edyfyer au plus hault 
de la ville vng fort chastel, et le fist clorre du 
bourg dessus. Et de la il se partist, et vint de- 
uant Vigon , et la prist a force , et quant il en fust c 
signieur, il fist edifier et bastir a vng des coings 
de la ville vne citadelle, laquelle y est encores. 
Et apres lavoir laissee furnye, il vint deuant 
Gargnan , et la desmora plusieurs iours avant quilz 
se randissent, sy avint, que gens darmes souruin- 
drent a layde dn conte , et alors il seflbrsca de 
mieulz, et plus fort les assallir, ilz se randirent, 
et composerent, et ly en estre saisy, et la pos- 
session prinse , il ly fist edifier vng moult beau 
chastel sur la riuyere et sur le pont du dit Cargnan. 
Et illeques a Gargnan il seiourna aucungs iours , 
et refrescha ses gens, et renfforsca son armee, et 
puis passa le pons, et assiegia Montcallier", et la 
il desmora vng temps sans pouoir mal fayre a la 
ville , car forte estoit , et fournye de bonne gar- d 
nyson. Maiz le conte , qui sages et vaittiant estoit, 
se delibera de les tenir plus court , et retregnist 
son siege , et les tint sy court, que nulz ny pouoit 
ne entrer , ne yssir. Et vne nuyt il print a com- 
battre la tour du pont, et lassattist par manyere 
quil la gagna au point du iour, et lauoir gagnee, 
il la print a fortifier, et a garnir de viurez et dar- 
tittierye. Et quant ceulx de Montcallier virent la 
tour prinse, et que viures leur failttoyent, ilz se 
randirent au conte par composicion , et ly firent 
homage et fidelite. Apres avoir laisse garnison a 
Montcallier , le conte se partist o tout son ost , 
et vint a toute son armee deuant Turin, et la il 
vollust mettre le siege , maiz il troua le pays mol 



et parfbnt, car moultz de pluyues aveyent estes, 
sy ly fiist conseillie par ses barons, et par les mais-' 
tres de son artittierye , et aussy par les gens du 
pays , que par sa seurte U deust fayre vne bastiUie 
sur le tertre empres du pons deuers la partie de 
MontcaUier aupres du pont de Turin , teUement 
que ceubx dAst, et le marquis de Montferra, les- 
quelx estoyent leurs adesrans , ne leur peussent 
donner ayde, ne secours. Et la fist venir le conte 
ouriers de grande fbrce , et leurs estabUst garny- 
son de gens darmes pour les defiandre, et cepen- 
dant U seiourna a MontcaUier. 



De la mort du conte Thomas. 

Quant le conte Thomas se fusfc retrait a Mont- 
caUier, U se print a resposer , car moult trauaU- 
lie auoit durant ceUe annee. Et en ces iours ly 
souruint vne moult griefue maladie, et incontenant 
quU se sentist frappe, ii cogneust sa mort, et la 
prumiere chose quil fist, il eust son recours a 
Dieu , et desmanda ses sains sacremens , et fust 
ordonne mouit notabtement , et puis fist son tes- 
tement, et ordonna estre enseueUis a Saint Micbiel 
de la Gluse aupres dAuUianne en la seignorie de 
Suze , ou il donna pour le remede de sou anme, 
et pour le Ueu augmenter la vttle Saint Ambreux, 
et Iauent , et aultres terres et rantes en grande 
cantite ,- et laissa son prumier filz Ame conte de 
Sauoie et son heritier, par tel couent quil deust 
les aultres cheuir et alimenter. et ordonna que 
nuUe diuision ne fust entreulx. Et ainsy morust, 
et fenist le bon conte Thomas , et fust enseueltts 
a Saint Michiel , come dist est dessus. Dieu en 
aye laume embonne memoyre; ainsy soit U, amen. 



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I*» 



Crognique du III Ame et sepliesme conte de Sa- 
uojre, et de ses freres et des deux femmes quil 
eust , la prumiere la fillie du conte dAlbanoix , 
et laultre du signieur de Marseillie. 

Ame le TII desmoura conte septiesme de Sauoye, 
en leage de vintquatre ans , et enssuyuist le com- 
mandement de son signieur son pere , et ausy firent 
ses freres, car ilz aymerent et honnorarent lcs 
vngs les aultres, et combien quil fust signieur, il 
ne le voulloit pas estre, ains honoroit et avanscoit, 
le quel de ses freres quilz fussent enssemble , et 
tous les frerez le tenoyent a signieur , et ly por- 
toyent grant honnour , reuerence et hobcdience, et 
laymoyent chacun , et ly eulx , et leur faisoit dc 
scs biens plus que se chacun eust sa porcyon; ces- 
toit noble chose que de les veoir enssemble , car 
le maindre estoit le plus grant et le plus grant le 
maindre , et ainsy ilz se maintindrent , et prospe- 
rarent. Le conte Ame aymoit tant scs frercs, que 
afin quil neust cause daucune dissencion, il ne se 
voulloit marier ; ses freres se mirent et vonllurent 
quil se mariast , et a lcur conseil et voulante il 
print vne fillie du conte dAlbanoys. Et ceste nisl 
par aucungs temps avecques ly , ct neusl nul en- 
flans , et ce temps durant , vne griefue maladie la 
susprint, dont elle morust, et fust sousterrce a 
Haultecombe , et sa scpulture failte , le contc Amc 
desmora vn an en vesuage. Et dcpuis fust trailc 
le mariage de la fillie du conte Berold dc Mar- 
sellie et du dit conte Ame de Sauoye , la quelle 
fillie avoit a nom Cecillc, et moult sage estoit, 
de toutes bonncs meurs playne, et assuyuye dc 
manieres et condicions qui estre doyuenE en vne 
bonne pucclle ; et cstre le mariage oulroye , son 
frere Pierre de Sauoye partist o bellc compagnyc, 
et sen ala vers lc conte Berold dc Marsellie , et 
espousa par et au nom de son frere la bclle Ce- 
cille., et puis se mirent a chcmin a grant try- 
umphe , et fust amenee moult richement et trcs 
honorablement atournee. Et a sa venue fust faillc 
vne grande ioyc et festes et ioustes et beordeiz a 
dancez et momeryez dc toutes fassons, la ioye fiist 
grande et planiere, et puis Ie conte donna dons a 
ceulx qui lapartenoit, et ainsy desmoura la con- 
tesse Cecille, et de dans lannee elleust vng filz 
nomme Bonyface, et apres eust vne fillie appellcc 
Coutcnsse, et a present laisscrons a parler de ly, 
et parlerons de ses sept freres el deux seurs. 

Comment le conte Humbert de Sauoje ala en Prusse, 
et comment il j morust. 

Le segond filz du contc Thomas fust appelle 
Humbert , et fust homme maigre, secq , fort et 
isnel et fier en arraes, couragcux et de hault vo- 
loir , entrepregnans a toutes choses vortucuses. Sy 
avint vng iour que estant ensemble le conte son 
frere et ly , il dist au conte Ame : « Monscigncur, 



DE SAVOYE i^a 

a » mon frere, ie ne vous fays riens ysy , ct nous 
» sumes asses, et pour tant iay fam et volante de 
)) visater ct de veir et prouer du monde, sy vous 
» vueil pryer quil soit de voslre plaisir de moy 
» donner et aydier tellement que ie puisse aller 
» mon voyage a voslre honnour et a celly de nos- 
» tre maison, comme ie say que feres. » Lors ly 
respondist le conte Ame : « A monseigneur mon 
» frere, ou voulles vous aller? Vous sauez quc 
» toute ma fiance est en vou$ , sy vous prye que 
» vulliez dcsmourer, car de riens ie ne moy sousize 
» tant que vous sans, et scay empres moy sy vous 
» prye que vulliez dcsmorer. » Humbcrt de Sa- 
uoye le mercya, maiz apres moultz de parolles , 
il ly dist : 8 Monseigneur mon frere , ccst pour 
b » noyant, iay dclibere dallcr, sy moy recommandc 
» a vous , et moy faittes ce quil vous playra. » Lors 
dist le conte i « Maiz vous faitles et ordonncs ce 
» qua vous playra, car ie nc vueil fors ce qua 
» vous playra. » Lors ly fist ordonner le conte 
Ame son tresorier el ses reseueurs a ly dcsliurcr 
a son beau plaisir. Et defait il sceust quc les si- 
gnieurs dc Pruces avoycnt grande guerre a len- 
conlre du Turc et dcs mcscreans , sy se mist em- 
point a tout trois chiuaux de la ioyne noblesse de 
Sauoye, et sc mist a chemin pour crrer en Prus- 
ses ; le congie prendrc fust gricf ct pilcux , tant 
dcs damcs cOmme des signieurs frcrcs ct dcs aul- 
tres , car il estoit moult amez ct chcris dung ches- 
cung. Et cn son partemcnt il erra tant quil vint 
c ct ariua en Prusse, cl la il fust receust du hault 
maislre et des freres dc la religion moult haultc- 
ment et honorccment, et la il desmoura en armes 
longuement et fust en pluscurs battalliez, ou ly ct 
les siens sc portarcnt a comble mesurc bien , ct 
sy le fist sy chcuallereuscment , que ly que les 
sicns, quil conquist moult sur les mcscrcans et in- 
fidels , ct se porta lcllcment que en celluy temps 
il nestoit aullre renommee que de ly. Or aduint 
<[ >o lc hault maistrc eust vne battallie assignec a 
lencontre du roy Loytoycn ct du duc Wuylolf, qui 
inescreans cstoyent, et la se porta sy bien Hum- 
bcrt de Sauoyc, quc son glayuc esloil vcuz de tou- 
tes pars, maiz a la fin ilz furent sy chargiez que 
La hault maistre fuyst et le conte Humbert fust 
d mort ct les siens , et sachiez quil fust moult plains 
ct doloze dung chcscung , et mesmcnt des frercs 
dc la religion , lesquelx apres la battaillie ilz firent 
allcr les hcraulx et poursuyuans , pour apporter 
les corps des nobles pour les ensscuellir en sainte 
terre , et pour enfouyr la multitude des mors. Et 
la fust trouue le corps du noble noucl chiuallicr 
monscigneur Humbert de Sauoye , et avccques ly 
lung dcs filz du signieur dc Chaulagne et vng de 
cculx dc Saysscl. Et furent pourtcs a Craquou, la 
mestrc ville de Prusse, et la lcur fust fait leur 
obsequc moult honorablement , et furent entcrros 

cn la mcre eglise de Et ainsy morusl mon- 

seigneur Huinbert de Sauoye pour la foy en lan 
mccxxxvii; dont ce fust pitie et daumage, pour le 



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*43 



CHRONIQVES 



144 



grant et bon ootnmenceraent de la vallianoe de a de Flandres ; par aucung tems il desmoura conte 



ehitiallefie quil lauoit, et ainsy morust le bon chi- 
uaUier et quazi toux les siens comme martyrs pour 
la foy de leshus Grist. Dieu en ayt laume, amen, 
ainsy soit il. . 



Comment le rojr de France maria le trotxiesme 
fUz du conte Thomas , attsj- nomme Thomaz , 
et ly donna la fiUie au conte de Flandres 
Iehanne de Fiandres. 

Le troisieme filz fiist nomme et appelle Thomas, 
le quel fust sages a merueilliez , prudent et bon 
chiuaUier, et moult vailliant en armes, et cestuy 



et moult bien regist et gouverna le pays , et y 
fust moult aymes , mayz teHement ly aduint quil 
neust nulz oyrs, ne nulz enffans de la contesse , 
sy avint queUe iust malade dunne maladye dont 
elle morust , et par ainsy reuint la conte au plus 
prochain, celong les les et successions deS testeraens. 
Sy fallust que monseigneur Thomas sen partist, 
et laissast la conte ; maiz sachiez quil sempartist 
moult riche et puissant et furnys de tous meubies, 
et moult greua a ceuix du pays quant il les de- 
laissa, mais ainsy leilr fallust souffrir, et ly ausy. 
Et ainsy ly faUust partir de Flaudres apres la mort 
de sa femme, et sen reuint en Sauoye vers le conte 
Ame son ainnez frere , le quei le receust moult 



se mist en noble arroy et attraysta soy moultz des b grandement, et ly fist non pas comme frere, maiz 

nobles bachelliers de Sauoye , et a tout ce de gens comme pere ; et de fait ly baUya tout le gouer- 

quil peust avoir , il se mist en armes et sen ala nement du pays , et il le vaUoit, car bon et sages 

en France potir seruir le roy a lencontre des An- estoit, et proudons , et sy estoit aymez de toux 



gloys. Et teUement se porta et se maintint , que 
le roy le print en vne singuliere amour et layma, 
et tint chier et le fist soh frere dartnes. Or avint 
en ce temps qtie le conte Baudoyn de Flandres 
morust, et ne laissa que vne seulle fUlie, qui moult 
beUe et sage estoit, et ceUe suscidist a la conte 
de Flandres, ear nulz enffans maslez ny auoit. Sy 
aduint que le roy sceust la mort du conte de 
Flandres et comment sa fillie ly estoit desmoree 



ceulx qui le anthoyent et cognoissoyent. 



Comment monseigneur Thomas de Sauoye esposa sa 
deuxiesme femme niepce de pape Innoscent II II 
et ftllie au conte de Lauange de ceulx du Fles- 
que de Genes. 

Apres ia venue du cohte Tbomas, quant il rc- 
herityere. Et lors le roy appeUa messire Thomas uint des Flandres, et quil fust reoeups en Sauoye, 
de Sauoye et ly dist : « mOn frere darmes , le il fust moult aymes, car bon estoit et aymoit tou- 
» conte de Flandres est mort, et na laisse que c tez gens vertueuses, et maintenoit noblesse et gen- 



» une seulle fiUie herityere , et pour tant il nous 
>» est necessayre de ly pourueir dung mary le 
» qUel soit notre bon amy et loyal voysin , car 
» se aticung de nos ennemis dAngleterre ou da- 
» lieurz la pregnoit , se nous pourroit estre vng 
» tres grant daumage, pour quoy se U vous plaist 
» et le voulles, nous la vous donrons a femme. » 
Quant monseigneur Tbomas eust oy le roy, il le 
remercya comme U appertenoit et bieti le sceust 
fayre , puis ly dist : « monseigneur , quatit ainsy 
» aviendroit et Dienx le voullust , ie metiendroye 
» pour votre tenus et bien heure, sy vous prie 
» et supplie quainsy le vuUies fere, » Le roy ly 
dist : or ne vous doubtes , car ainsjr sera, et in- 



tillesse , et de toux redondoit sa renommee. Sy 
avint que pape Innotiscent IIII , qui de Genes 
estoit, et de la maison de ceubx du Flesq et des 
contes de Lauange , et ly estre fait pape , il Ij 
souruint vne dure guerre au patrymoyne de Iegiise, 
sy fiist mestier au pape Innoscent quil eust aucung 
qui ly menast et conduyst sa guerre. Et il oyst \a 
renommee et la valliantise du conte Thomas,, sj 
ly envoya son ambayxade, et ly manda quil se 
apprestast , et quil venist , car il le voulloit fayre 
confaronnyer de leglise, et son cappitayne gcneraL 
Et qnant monseigneur Thomas vist les lettres du 
pape Innonscent , il se mist empoint, et ala vers 
ly, et le receust moult nOtablement , et puis le fist 



contenaht le roy manda ses ambaisseurs en Flan- d son cappitayne et confaronnyer du patrimoyne de 



dres , et tellement besongnarent et esploytarent , 
que le mariage fhst accorde , et Sans eulx partir 
de Flandres, Uz mandarent au roy qnU envoyast 
monseigneur Thomas pour esposer la contesse ; 
dont le roy le mist en otdre et en grant point , 
et le fist acompagnyer de sa noblesse, et Iy donna 
or et argent et ioyaux, et labillia de ce dont 
mieulx mestier ly fust , et puis lenvoya en Flan- 
dres , et erra tant quil vint a Gant , et la U es- 
posa la contesse lehanne de Flandres en grant 
triumphe de idustes , de tOrnoys et de tous esbat- 
temens, et ainsy deuint monseigneur Thomas conte 
de Fiandres. 

Ainsy fust mohseigneur Thomas de Sauoye conte 



leglise. Et des lors le conte Thomas se porta sy 
vertueusement et sy vailliantement , que le pape 
le tint moult chier, et de fait U layma tant, quil 
ly donna vne sienne niepce a mariage , qui CUie 
fust de son frere, la quelle fust appellec par son 
nom Biettrix, et fiUie estoit a monseigncur P. 
du Flescho conte de Lauahge et ly donna grande 
somme dargent en mariage. Et durant le tcmps de 
Ia guerre, monseigtieur Thomas le fist sy bien quil 
vaitiquist les ennemis du pape , et mist sa guerre 
a bout, et dtirant ce temps monseigneur Thomas 
eust en Ytallie deux filz , dont le prumier eust a 
nom Thomas , et lautre apres Amc , Ic quel fust 
depuis contc dc Savoyc par droit hcritagc. Maiz 



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.45 



DE SAVOYE 



il eust mis la guerre a fin , il print congie a ne iamais il Be se voullust marier , ne neust femme 

ny enfans , et ne se treuue que iamaiz iusques 
alors il eust cognoissance de femme ; il ne chas- 
soit , il ne tlanssoit , il ne pregnoit nul esbatte- 
ment ou lon pcust cognoistre que son voulloir sa- 
donnast. 



du pape son huncle , et sen reuint en Sauoye ou 
il fust receups moult lionorablement , et a grant 
ioye , car il estoit moult ayines de tout le pays. 
Et se tint vers Ayguebelle ly et dame Beautrix sa 
femme , et la il eust ung aultre Glz que fust 
sou troisieme filz , et eust a nom Loys , et puis 
eust vne fiHie nomme Elynoyre, qui eusl a mary 
le sire de Beagieu. Maiz ysy se taist le conte de 
monseigneur Thomas de Sauoye, iusqucs temps en 
soit , et vient a parler de monseigneur Guilliaume 
de Sauoye , qui puis fust euesque de Valence. 

Coniment Guilliaume de Sauoye fust euesques 
de Valence en Dauphjne. 

Le quatriesme filz du conte Thomas , prumier 
conte en nom de Sauoye , fusl appelle Guilliaume 
et fust de moullz bonnes meurs , bien lctre , et 
bien ensengne, ct aymaut Dieu. Et par la miste de 
monseigneur Thomas il ala a Rome , et le pape 
Innosceut le prisa moult , et en ce temps vaqua 
leuesche de Valence , et le pape ly donna ct le 
fist euesque, et sy le fist legat et gouerneur de la 
terre du pape de Venice et dAvignon , ou il re- 
gist vng temps, et pour son bon regiment le pape 
lenuoya querre, et le fist son lieutenant au patri- 
moync de leglise de Rome. Et luy estant au 
gouerncment , il se regist et gouerna sy bien, et 
fust sy large a donner du sien , que tous les sei- c 
gneurs chiualliers, escuyers et nobles lc suyuoyent 
et ausy faisoyent gcns de toux estas. Sodoyers, et 
gens darmes , fans da pie ct tous cstoyent a ly 
hobeyssans , et tellement goucrna , quil entretint 
cmpaix le papal et le patrymoyne de leglise. Avoir 
vainquc plusieurs dissencions et soubmis les cnne- 
mis de lesglise au pape , tant par sa vailhance , 
comme par sa largesse , la quelle estoit tclle, que 
lon lappclloit le segond Allissandre , il estoit lar- 
— , ' s , liiil.tiii(!oiiii( s^ 3 m istcux y tloulx ct i 1 1 ( l ( 1 1 \ . c t 
soy confiaut dung chescung , il aviut que aucungs 
des ennemis du pape et de ses contrayres , enne- 
mis de leglise , le firent emprisonner et morusl 
subittement en la cile dAssise , ou gist le corps 
de saint Frangoirt. Et eslre leuesque Guilliaume d 
mort, son frcre monscigneur Pierre de Sauoye lala 
querre , et ie mist eu vne quaysse de plomb , et 
le fist apporter et ensseuellir en labaye dAultecombe, 
et ce fust en ian mil deuxcent et trentesix. 



DAjme de Sauoje cinquiesme frere. 

Ayme de Sauoye cinquiesme frere desmora ave- 
ques le conte Ame en Chabloix , comme vous por- 
res oyr apres ; cestuy fust homme paisible, et ne 
sentremist de nulle chose, ne ne se partist du pays, 
ne ne ly challoit de riens, morne et pensifs , sol- 
lytaive, et ne sauoit quil se voulloit a ly mesmes, 



De Pierve monseigneur tie Sauoje le sixiesme fdz 
qui eust a femme la fdlie au seigneur de Fau- 
cegnje. 

Pierre de Sauoye sixiesme filz du conte Thomas, 
estoit homme sage, ficr, hardys et terrible comme 
lyon , et sy se maintint en son temps tellement , 
quil mist a subgeccion moultz de gens, et fust sy 
prcux, que lon lappelloit le segond Charles Mayne, 
et fust marie a Helynoyre la fillie au seigneur de 
Faucegnye , et de celle il eust une fillie nomee 
Constance , la quelle eust a mary le conte dAl- 
baunoys , et puis ccstuy Pierre vesqui tant quil 
licrita par succession la conte et signorye de Sa- 
uoye, comme dit sera en lcmps et en lieu, maiz 
ysy laissera le conte a parler de ly, ct yra a parler 
de monseigneur Bonyface de Sauoye, qui puis fust 
arceuesque de Conlurbieres en Angleterre. 

. 

Comment Bonjface de Sauoje fust arcjuesques 
de Conturbieres cn Aingleterre. 

Bonyface le septiesme filz du conte Thomas , 
fust moult deuot , catholique et tres bon prou- 
dons , aymant Dieu et lettre en la sacre sainte 
theologie, et doutteur sub utraque specje, vaillant 
homme et cheritcux , Dieu aymant et doublant et 
cregnant, il avoit pytye des paoures , il soustenoil 
et consseilloit les vesues , les orphelins , et telle- 
ment quc chescung estoit par luy coufortes ct con- 
seillcz. Cesluy Bonyface fust moult parsuyuy en 
toutes les graces de Dieu , car il estoit grant et 
furnys de corp , et bien membre et esleue , de 
gente et moult belle face, doulx, aymable et gra- 
cieux, et tellement que lon lappelioit le second 
Absalom. Et ce non obstant il viscoit chastement 
saintement , vsant de grande deuocion. Durant 
ce temps vaqua la siege de Couturbieres , et vint 
notice au pape > lequel empourvist monseigneur 
Bonyface , et len fist arcyuesques , et fust esleu 
par tout le coliiege des cardinauix et du saint 
concille, a cause de sa sainte vie. Et apres son 
elleccion et son sacrement, il print conge du pape 
et sen partist pour aller prendre sa possession de 
son archeuesque, et erra tant quil vint a Londres, 
et la il fust receups par le roy dAngleterre et par 
toux les seigneurs, et de la cite , et ly fust fait 
grant honnour et a vltrance bonne chiere, et fust 
deffree et souuenus , comme ce il fust asses plus 
grant quil nestoit, et tellement que par sa sagesse 
et bones meurs le roy dAngleterre le retint de 

>9 



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'47 



CHRONIQVES 



148 



son conseil, et layma et honora tant quil vesquist a et le fist apporter en vne caysse de plomb bien 



Ainsy print conge larceuesqoe Bonyface du roy 
dAngleterre , et sempartist de Londres, et sen ala 
en son archeueschie de Conturbieres, et avoir prinse 
sa possession , il le gouerna et rcgist moult sain- 
tement , sagement et honorablement, et moult fust 
agreable a tout le peuple, et lappelloyent le segond 
saint arceuesque , apres saint Thomas. Or avint 
vng iour, quil se mist en voulante de retorner en 
Sauoye , et de veir et visater ses freres ; sy fist 
apprester vng ballomyer moult grant, et se mist 
appasser la mer , et eust bon vent , et passa , et 
puis se mist a cheminer et errer par terre a moult 
belle compagnye des nobles dAngleterre, et quazi 
tous estoyent montes de haubins irlandoys et da 



saudee , et sy fist apporter une grande lame de 
cuyure, ou la fasson de son ymage estoit pour- 
gettee , a quatre angelz de cuyure au quatre angles 
et cornez. Et quant il fust sousterres soubz la 
lame aupres du grant autel, il avint vne nuyt que 
vnd des moynes de Leans fust fort contraint de la 
maladye de la grauelle, et tellement quil aloit sus 
et ius du moneslier. Sy ly avint que par destresse 
il se vint a seoir et couchier sur celle lame de cu- 
yure sur Ia tombe du bon arciuesque , et incon- 
tenaut il fust gueris. Et celly moyne ala tout son- 
ner les chlochez et fist leuer les moynez, et leur 
dist son cas , sy chantarent te Deum laudamus , 
et depuis ceste nottifycacion de myracle y il vin- 



quenees angloyses, quazi tous blanc comme signes; b drent moultz de passiens de celle maladye , les 
et quant il fust venus en Sauoye, ne faut desman- quelz y gueryrent , et heurent garison tant de 



der comment il fust receups du conte Ame et de 
ses freres, et des dames, sy dura longuement, sa 
ioyeuse venue. Et apres il print a voLLoir visater 
tout le pays , car moult estoit puissant de finan- 
ces , et un iour il sen ala en labaye de saint Ram- 
bert , et la il fist lofice diuin , et puis cheuaucha 
et sen ala a Rassillion , et entra en la viLIe , et 
la il desmora vng temps, et y print plaisir, et le 
lieu luy plest , et tellement quil ly fist ediffyer 
et bastir au plus hault de la ville vng moult fort 
chastel , car il ly sembloit que cestoit vne clef tle 
pays, et quil estoit necessayre a garder et sauuer 
celle marche se guerre y sourvenoit. Et sy en fist 



celle infermette comme daulires , et depuis on set 
quen Angleterre ii avoit fait myracles en sa vye. 
Et fust vug temps que moultz de malades alloyent 
fayre leur deuocion sur sa tombe , et eulx avoir 
vng petit dormys sur la tombe , il sen leuoyent 
sanez et gueris. Et fust apportes en labaye dAuIte- 
combe par monseigneur Fierre de Sauoye son 
frere en lan hcc c lx. Pryont Dieu, quil nous face 
grace par le merite de ses saintes pryeres, amen. 



Comment Philippe de Sauoye eust en commande 
larcevesche de Lyon pour ce quil ne voullust 



fayre vng aultre a Vgine, et moultz daultres grans c prendre ordres de prestrage, et ausjr il eusten 



edifices ii fist fayre ens aulx pays de Sauoye 
Ainsy desmeura vng grant temps en Sauoye , et y 
marya mouLt de ses gens, lesquelz ii avoit amenez 
dAngieterre , et par especial vng chiuaLLier qui 
sappeiloit monseigneur Hanrich de Olande, le quel 
eust grande et belle lignee , et de ly sont partys 
ceulx du Cracherel et ceulx du Sayx et ceulx de 
Monthou , de part les filliez. Et avoir fait ces 
choses, Larceuesque de Conturberies sen retourna 



comande leueschjre de Valence. 



Le huitiesme et dernyer fiLz du conte Tbomas 
fust nomme Philippe et fust norris en court dc 
Rome, et sy estoit a la court quant son frere mon- 
seigneur Guilliaume de Sauoye qui evesque estoit 
de Valence. Et tost apres le pape et les cardynaulx 
firent confaronnyer du patrymoyne de leglise mon- 



en Augleterre , et la il vesquist moult saintement seigneur Philippe de Sauoye , et fast gouverneur 



et fust moult aflygis par sa beaulte, car mouLt de 
dames et de femmes le requirent par la grande 
cupidite de sa beauite , et le voullurent ad ce 
contraindre des plus grandes dames du pays; maiz 
ce fust pour noyant, car vnquez ny voullust con- 
sentir , ains vesquist caste et en santite toute sa 
vie. II fust vray amy des poures , sousteneur des 
veuez et des orphelins , aymant iustice , et tout 
son fait et estat estoit compille en moderacion de 
rayson. Ainsy vesquist par mouit de temps, et go- 
uerna les benefices de son eglyse celonc Dieu, au 
playsir des seigneurs et nobles, et augre du peuple 
tant ces soubgebz comme aultres. Or ly avint en 
son plain eage vne moult griefue maladie de gra- 
uelle , La queLle le tourmenta moult durement et 
sy asprement quil en morust, et a sa fin il fist son 
testement , et ordonna quil fust apportes et ensse- 
uellis en labaye de Haultecombe , et ainsy fait ; 
car le conte Pierre de Sauoye son frere LaLa querre 



et cappitayne general du patrymoyne , et moult 
aymoyt Lecercite du noble mestier darmes , il es- 
toit cheuallereux , preux , hardys et vailliant , et 
nullement ii ne vouloit estre deglise, mais ponr le 
d pouoir soustenyr ce non obstant on ly ballya en 
commande leuesche de Vaience , et puis tost 
apres larceueschie de Lyon. Et ainsy il ioyst et 
possedist les rantes et vsufruys de ces deux bene- 
fices, et tost apres ii sen ala a toute noble com- 
pagnye de gens darmes vers la Marque, qui estoit 
guerroye a lencontre du pape Clement IIIT par 
Conradin , le quel entra en Pucillie , et iy aseri- 
rent ceulx des Malestes en la Romanye, et le conte 
dUrbin, et le signieur de Canemin, les quelx mon- 
seigneur Philippe de Sauoye mist apres en sub- 
geccion, et les fist venir a lobeyssance de leglise, 
et leur fist faire lomagc, el lcs soubmist au pape. 
Quanl il eust menee a fin la guerre de leglise, et 
quil eust mis a subgcccion tous les rcbclles de 



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*49 



i5o 



legiise, il vint vers le pape , et vint raporter ges a Comment J\fargueri& secondtesnw fdtie au cqnfe 

affayres , dant le pape layma moult , et ly oflrist . TThQmas fust mariee att confa de Quiburg en 

de grans biens , maiz apres toutes chosez, jnopsei- Allamagrte , en Ellegon, 
gneur PhUipe de Sauoye renonsca a toux les be- 

nefices de leglise , et voullust estre seculier, dont La secQpdiesme fiUie du conte Thomas de Sa- 

iL desplust au pape , maiz il ny peust remedier , uoye eusfc a nom Marguerite, et qestc fust maryee 

ee Bjon obstant le pape ly donna moultz de biens, au conte Cpprat de Quiburg en AUamagne , et 

v et print congie de ly et des cardinaulx, et sen re- ceste peust nuja enffens. Et a ceste pript vne 

uint en Sanoye. Et comme dit sera en aon droit moult gryeue maladie , et eust sy grant doulleur 

evnte , cestuy monseigneur Philippe de Sauoye de cqer , quelle en toorust ; et eUe estre morte y 

vesquist tant quil fust conte de Bourgogne de part elle fust portee eq labaye dAuUecombe, et la fitst 

sa femme, et apres fust conte de Saitoye par ens&euellie moult hoporablement , et fust souster- 

drottte suscession patrinal , amsy oomme dit et ree en lan mi c t,xxip. Or ee tayst ysy le conte et 

raconte sera en temps et en lien aulx orogniques. Ustoyre des cinq filliez du conte Raymonde de 

enssuynans des contes de Sauoye, totrt par ordre. Prouence et des deux fiUies du conte Thomas de 

h Sauoye , et retorne au, conte Ame squ prumier 

f«« <ff* Urct ies auitres crogniques me vo*s esoaysm filz , ainsy comme vous orres ce Uses cy apres , 

$e le pope Clement et Gonradin sont prsjr nomnns , car tant de ly comme de monseigneur Pierre de Sa- 

Seruion les « voullu meUr* au vray , et a auis ek chcrche k conquestarent Chabloiz et Auguste. 

la martinyanne, et les aultres crognyques, tant des empereurs * * ° 
comntc des rojrs , pour paruenir a la verite , et ainsy est. 



Comment Bietrys , prumiere Jittie du conte Tho- 
mas de Sauoye , fitst mariee au conte de Pro~ 
- vence nomme Raymond. 



Comme ia a este dit , le conte Thomas eust 
deux filltes aveques oes huit filz: la prumiere fust 
appellee Biautrix , et ceste fust mariee au oonte 
Raymond de Prouence le quel procrea delle cinq 
fiUiez, et la prumiere eust a nom Marguerite. Et 
pour sa boime renommee de toute bonte , habon- 
dant en vertus , de bonnes meurs et ausy de sa 
tres euxcellente beaute , le roy saint Loys de 
Francc la print a maryage pour sa femme et fust 
royne de France. La segondiesme fiUye eust a nom 
Elynoyre , et ceste fust espousee a femme au roy 
Edoard dEngleterre , pour le traytye de monsei- 
gneur Bonyface de Sauoye son huncle , le quel 
estoit arcyuesques de Conturbieres. La troisiesme 
fiUie nommee Sanche fust femme a Richart frere 
du roy dEngleterre le quel fust sy cheuaUeureux 
et sy preux et vailliant , quapres U fust esleu a 
empereur, maiz il nen ioyst point. La quatriesme 
eust a nom Bietrix, et ceste eust a mary , et es- 
posa ponr mary Charles, qui fust filz du roy saint 
Loys de France. Et cestuy conquist par sa proesse 
la Pullie , et puis fust roy de Cecille , et elle en 
fust royne. La cinquiesme fillie eust a nom Ie- 
hanne. Et ceste fust mariee au roy Philippe de 
Nauarre. Ainsy comme plus a plain il est escript 
aulx cronyques de France et aux gestes espa- 
gnolles. 



Comment le conte Ame et son Jrere monseigneur 
Pierre de. Sauoye conquisterent Chabloys et 
Juguste par vng despit. 

Apres ce que le conte Ame fust mert vng lpng 
cspace de temps avint que le seigneur Ame qui 
signeur estoit de Chabloys et dAuguste morust et 
trespassa sans lignee de son corps et sans enfians. 
Et par droit retourna hi jeigneurie a la sainte 

0 mageste de iempure , et par ainsy y enveya lemi 
pereur moultz de gooerneurs les vpgs apres les 
aultres. Et vne foys U lavint que lempereur y 
envoya ppur gouerneur vng chiuaUier nomme mon- 
seigneur Herberad de Ifydoe , frer« an conte de 
Nydone. Et pe cheuaUier estolt fier , orguiUieux , 
diuers et dprribles condiciens, et nestoit nuU qul 
peust besongnyer empayx aveques ly, et a payne 
voullojt il nul oyr ny escuter, Or U avint vng 
iour que la maison de Sauoye envoyo.it une noble 
embaissade a Rome vers le pape et vers seg 
freres , et enlx passan? leur chemin paruindrent 
en la val dAugste et furent dessandans ct passans 
par le mont louet , et la Uz furent prins et ar- 
restes moult villaynement , et leur firent enten- 

d dant quilz avoyent rompu h peage, et les enme- 
narent viUaynement prisonnyers a leuv maistre et 
aeigneur et subbittement quU les vlst il les oul- 
tragia. Et eulx \y dirent quUz estoyent gentils 
hommes et embaysseurs de prince , et quilz nes- 
toyent astroins ne contrains a nul peage ne truage 
et ly pryarent quU les vausist deMurer , car toux 
estoyent subgebz a lemperew. Maiz leur parler no 
leur vaUust, ains le« pript a les vUlaner et a oul- 
tragier la noble maison de Sappye , et ks fist a 
mettre en prison mowlt dure , et teUement que 
monseigneur le president dp Sauoye ly respoqdist 
moult cheuaUereusement a lonnour de sop sei- 
gnieur , et quant loyst parler sy haultemept , il 
les fist retraindre emplus aspre prisotv Et teUe- 



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i5i 



CHRONIQVES 



i5a 



ment que vng chiuallier qni chief de lambayssade 
estoit nome monseigneur GuiUaume de Rogemont 
y morust , et monseigneur le president fust mys 
a ransson. Quant le conte Ame , et monseigneur 
Pierre son frere sceurent louttrage et la villanye 
que leur avoit faitte monseigneur Herberad de 
Nydene , ilz furent esmeus et mal contans. Et de 
fait firent Ieur secret mandement et se myrent en 
grande puissance , et se myrent en deux partyes, 
et sen ala le conte Ame par Tarentaise et entra 
par Collonneiou en la val dOugste, et monsetgneur 
Pierre son frere sen ala par Chahlaix a tout moult 
belle compagnye, etsy y fust avant que son frere 
se partist de Tarentayse, et se print a aprouchier 
dn pays en grande et belle compagnye et em- 
bonne ordonnance , comme vons orres , se vous 
lises sy apres, 

Comment monseigneur Pierre de Sauqye conquesta 
Chablays et Vattoys par sa proesse. 

Monseigneur Herberad de Nydone , quy gouer- 
neur estoit du pays , sceust certainement que les 
Sauoysiens venoyent a lencontre de ly, et que 
desgia monseigueur Pierre de Sauoye estoit sur 
les frontieres pour entrer au pays ; sy doubta 
moult , et sy fist son amas de gens et son armee, 
et sen ala sur la montagne Iott pour aller secou- 
rir Chablaix. Et quant il fust au bourg de Mar- 
tygne , il manda a leuesque de Syons quil ly 
mandast mille hommes armes , ou ce quil porroit 
pour defiandre la terre et le pays» de lempereur , 
la quelle venoit guerroyer monseigneur Pierre de 
Sauoye. Maiz leuesque ly manda quU nen feroit 
riens , et quil le tenist ponr excuse , car il estoit 
homme deglise, et a ly napertenoit de fayre guerre 
a nulluy , et quil voulloit viure empaix.- Quant il 
oyst k responce, U fust mal contant Et lors il 
manda son ballif monseigneur Hugue de Chyuron, 
le quel estoit preux et sage escuyer , et envoya 
vers Peterman de la Rogne , qui par lors regissoit 
le pays de Yalloix , et ly manda , que sa la fide- 
lite de lempire quil venissent a deffandre la terre 
de lempire de Chablaix et dOuste , questoyent as- 
sallys par les Sauoysyiens. Quant les villains du 
payz eyrent ses nouellez ilz nattendirent pas que 
Peterman de la Rogne lenr comandast ne quil leur 
dast son avis , ains sesmeurent subbittement a vng 
cry et se myrent en .armes et partyrent environ 
trois mille hommes , et vltre le voulloir de leues- 
que leur seigneur , et allerent a layde du gouer- 
neur. Quant le geuerneur se vist secours des Val- 
laysans , il se tint pour bien asseure. Et puis re- 
frescha ses gens, et puis vint sur vng pas de ro- 
ehe nomme le pas de Geneue , et nomme BreL 
Et la il se tint. vng espace de temps ly et ses 
gens. Et la il se tint sy fort que en nnlle manyere 
monseigneur Pierre de Sauoye ne ses gens ne 
pouoyent vltre passer , et sy y firent de moultz 



a belles armes. Quant mouseigneur Pierre de Sauoye 
vist ce , il sauisa et au conseil de ses nobles sy 
print vne nuyt vne partie de ses gens, et les en- 
voya par derryer les montagnes dAbondance , et 
passarent vltre et dessandirent en Vallays, et cor- 
rurent quazi la val planyere. Et quant legouver- 
neur cesy vist, et quil se sentist estre supprins 
deuant et derrieres , il ne sceust que fayre , et 
adonques il se print a torner en Cbablaix. Et mon- 
seignenr Pierre de Sauoye le suyuist sy de pres 
et sy fyerement , quil latengnist sur les champs, 
sy ly escrya : a couart . chiuallier , desmeure. Et 
le gouerneur quil preux cheualier estoit, se oyst 
ainsy appeUer , et quil se vist estre de sy pres 
tenus , il saresta , et visa et retorna , et raUa ses 

b gens au mieulx quU peust, et se mist a la defiance, 
car fier et vaiUiant esteit , et la fist tant darmes 
pour bi iournee que merueiUiez fust Et monsei- 
gneur Pierre de Sauoye fust moult content quant 
U le vist retorner, sy dist au seigneur de Sayssel 
le quei au plus pres de ly estoit : avant monsei- 
gneur Guillaume de Sayssel ; or est a point , ie 
vous requiers hrdre de cheuatterye. Et le seigneur 
de Sayssel ly donna la coUee de lordre de cbe- 
uaUerye, etly dist: chiualtter de par saint George. 
Estre monseigneur Pierre chiuallier plus ny eust 
dattente ; et lors toux a vng cry et a vne buffee 
ilz assaUirent leurs ennemis, et la eust dur estour 
et grande meslee, la furent faittes armes a vltran- 
ce, la furent proesses oultre raesure demonstrees, 

c maiz a la fin le gouerneur ne ses. gens ne peurent 
obtenir, car les VaUesans se prindrent a desmar- 
chier , et se mirent a la fuytte et la fust mort 
monseigneur Herberad le gouerneur et monsei- 
gneur Iehan dArberg son niex , et deux freres fiiz 
du sire da Venche , et plusieurs aultres nobles, 
et quazi tous. morurent sur la place sur le piain 
de PourvaUeyz , et Ita morurent la plus part des 
Yallesans. Quant monseigneur Pierre se vist avotr 
obtenue la iournee. U dessandist de son chiual , 
et mist genoUz a terre, et loa Dieu parfondement. 
Et puis sans seiourner il cheuaucha contre mont 
le Rosne, et gagna et mist a sa subgeccion tout 
le pays , et print la seigneurie de Chabloys sans 
contredit Et apres U sen ala et print Syons la 

j cite en VaUeys , et mist les portes par terre , et 
fist rompre les murs emplusieurs lieux en signe 
de subgeccion. Et puis vint devant Luche , ia 
queUe U print par force , et puis passa le pays 
de Tretamagne , et sy se logia a Vyege , et la il 
gagnya le chastel du conte de Blancdras , et le 
print par force , et puis a puissance U entra de- 
dans le Sarail , et vint a Brigue. Et la y fist 
mainte proesse darmes, et fist tellement, quil mist 
a sa subgeccion. Ceulx de ChasteUion et de Mons- 
stier et de Conteys et dAraguion et la vUle de 
Nares se mirent empoint pour garder les pas a 
lencontre de messire Pierre de Sauoye. Maiz a 
vng matin deuant laube du iour les Sauoyens 
monterent le contremont, et monterent iusques au 



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.53 

my du mont sans eslre apperceus , maiz ceulx du 
gait les sentirenl, et cryarent alarme, et prindrent 
a contrester et a battallier moult durement, et leur 
firent moultz de maulx, et la furent maints bleces 
el naufres et mors dung couste et daultre , maiz 
en la fin les Sauoyens gagnarent le somet du mont, 
et la sarengerent en ordonnance, et frapperent en 
dur estour tellement que quazi tous les Allemans 
et Vallezans y morurent et la furent desconfis. Et 
la sc porta monscigneur de Sauoye tellement quil 
conquesta tout le pays , et des adonques il ncust 
iiulle contredicion ne nulle resistence , et de la 
passa oultre rnonseigneur Pierre iusques au bourc 

fluue du Rosne. Et signora 
inonseigneur JPierre long temps les Vallezans , et 
les tint tant que il lcs remist et randist au bon 
saint homme lcuesque Garin , commc subgetz de 
Icglise. 

Comment monseigneur Pierre de Sauoje eust lancl 
. de saint Mauris , le quel ont les seigncurs de 
Sauoje en garde. 

Quant monseigneur Pierre fust retoumes des 
marchez de Vallays, et quil eust mis a subgeccion 
toute celle contree , il vint vng iour a la citc dc 
saint Mauris , et la fust receuz moult honorable- 
ment, plus par crainte que par amour. Et moultz 
doubtant labe et les esclesiastiques se congrega- 
rent toux ensscmble en la chappelle du glorieux 
saint Maurice, et la se tenoyent moult deuottemenL 
Et quant monseigneur Pierre de Sauoye les vist 
estans en tant de peur et de crainte , il fust mal 
oontans , et de fet il dist a labe et aulx moynes 
et aulx de leglise : « mes seigneurs et amis , ie 
» veulx que vous sachiez que ie suis cristien et 
» que ie doubte et ayme Dieu, sy ne vulliez avoir 
» doubte de moy , car plustot morir que vous 
» fayre contre rayson et droitture , maiz ie vous 
>» prye, quil soit de volre plaisir de moy mons- 
» strer les reliques et sanctuayres dc ceans. » Et 
veant labe et les moynes son grant et bon vouloir 
tres cristien , ilz ly monstrarent tout , sans rien 
ccllcr , et entre les aultres reliques monseigneur 
Pierrc troua lanel du glorieux sainct Maurice, au 
quel il eust vne singuliere deuocion , sy requist 
a labe et au couuent que il fust de leur plaisir a 
le ly donuer et outroyer pour sa singulierc deuo- 
ciou , et quil le leur desseruyroit ; les queulx ly 
refuscrent, disans que tel digne et sy precieux ioel 
ne deuoit estre eslrait de leglise, et que pour riens 
ilz ne le donroient. Maiz apres il leur sceus tant 
dirc et leur alega tant de raison , quilz furent 
contans de ly ballier le dit ancl , par telle pro- 
messe et par telle condicion que il ne le deust 
donner ny alyener a nulluy ny a aultre, senon a 
la droitte ligne de la noble maison de Sauoye, et 
que de hoir en hoir deust a venir et que tout dis 
le chief de la noble maison de Sauoye le deust 



i54 

a porter en grande sollempnile et dignite. Et avoir 
receu le dit saint anel en grande deuocion , il le 
porta sur ly toute sa vye , et sy y eust moult 
grande fiance , et en remuneracion de ce don 
monseigneur Pierre de Sauoye fist affaire le clo- 
chier du dit couant lout de grosse pierre de tail- 
lie bel et hault. Et sy donna en aumentacion et 
pour le salut de la noble maison de Sauoye em- 
partisipant aulx saintes prieres de la ditte habaye, 
ccst assauoir la vallee de Bagnes , et moultz dau- 
trcs biens fist a la dite habaye , comme il appert 
iusques a la iournee de huy. Quant monseigneur 
Pierre eust conquis le pays, il ly fist edifier qua- 
tre forteresses moult fortcs ; la prumyere fust 
Esmens , la secondicsme Ghillion , la troisieme 

b la tour pres de Vyneys, la quatriesme fust Marty- 
gnye qui sist au pas de saint Branchier. Et fist 
refayre toutes les fortes places sur les rochez con- 
tre Valleyx. 



Comment le comte Ame fust seigncur de la ciic 
dOugsta. 

Endementrers qne lc goucrneur dAougsla et de 
Ghablaix estoit au pays de Bret aveques les Val- 
lezans a lencontre de monseigneur Pierre de Sa- 
uoye, le conte Ame passa Columpne iouz et vint 
en la val Digne. Et quant les nobles et gentilz 
hommes et ceulx du pays sentirent et seurent ve- 

c nir le conte Ame en leur pays , ilz se mistrent 
ensemble et firent ce quilz deuoyent fayre , et se 
mirent en armes pour deffandre leur terre et leur 
pays o tant de gens quilz peurent finer , et vin- 
drcnt a lcncontre du conte Ame , et firent tant 
quilz gagnarent le pas de la Roche appelle pierre 
tauuee. r*t la se tindrent sy lort , que le conte 
ne peust oultre passer , ia soit que maintes foys 
fist son effort, et sessaya de pouoir oultre passer 
et dc leganyer et conquerir, maiz vnques il ne le 
peust gagnyer, et ainsy il les tint court et estroit 
et ausy firent eulx ly. Ce pendant leur vint nou- 
velles, comment leur gouerneur estoit tue et mort 
aveques les Vallezans , et daultre part leur vint 
nouellez et assauoir , comment lempereur estoit 

d mort nouellement , et comme le siege imperial 
vacquoit Et adonques ilz tindrcnt vng conseil au 
quel fust avise que il porroit estre que le nouel 
empcreur leur pourroit ballier aucung estrangier 
a signieur ou a goucrneur tant dAlamagne comme 
dautre part, et pourroit estre tcl quil les porroit 
greuer et ranssoner et emporter le tresor hors du 
pays , et mieulx nous est et seroit de estre en la 
subgeccion de notre voysin que nous cognoissons 
que de nul aultre estrangier ; sy firent a trattier 
la paix par aucungs bons et sages , et tellement 
fust acbrde et tratye entre le conte et eulx , que 
le dit conte seroit leur seigneiir et eulx seroyent 
ses subgetz , en ly rendant ses droys et deubz , 
et il leur conferma et confermoit leurs libertes , 



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r55 



CHROSIQVES 



i56 



franchises et cousturaes du pays, comme par avant a 
Uz avoyent vzes et acoustumes , ainsy comme il 
apert pbs a plain aulx lettres qui alors enfurent 
doonees , eseriptes et ceellees. Et quant tout fust 
acovde et estraint , les barons , nobles et les go- 
ueroeux du pays et toux les troys estas vindrent 
vers le conte, et ly fyrent la fidelite et feaute en 
homage, chescung celonc ce quil ly appartenoit, 
ct puis lamenarent en la cite dAugste et ly bal- 
ltarent les clefe , et le receuprent pour leur sei- 
gneur oultreeroent , et cryarent viue viue notre 
seigneur le conte de Sauojre. Et apres aucungs 
iours quil seiourna en la cite , il sen partist 
dOugste , et sen passa mon Iou, et chenaucha en 
Ghablayx , ou il ne troua pas messire Pierre son 
frere , ear il estoit encores au pays de Valloys. b 
Et le conte print la fidelbe des nobles du pays , 
©t puis se partist de Ghabioys et sen retourna en 
Sauoye, ou il troua son frere Ayme qui moult ma» 
iadez estoit. 



Comment Ayme de Sauoye fonda lospital de la 
ViUe Neufue ou il gist , et comme U morust 
ladre embonne patience. 

Ariue que fust le conte en Sauoye, il troua son 
frere Ayme en moult grande necessite de maladie. 
Et lors il manda par toux payz et par toutes con- 
trees pour avoir medicins et pour trouer remede 
a la maladie et infermite de son frere; maiz riens c 
ny vallust, ne tant ne seurent fayre quil puist 
guerir , et ainsy il desmora par lespace dttn an 
en dure et grienfue maladye , et fust moult afoy- 
bly. Et quant Ayme de Sauoye se vist ainsy au 
bas , et en febiesse du corps , il dist au conte 
-Ame et a monseigneur Pierre de Sauoye ses fre- 
res : « mes seigneurs et freres , ie vous requiers 
» quil soit de votre plaisir de moy donner aucung 
» lieu solytayre la ou ie puisse uzer le remanant 
» des mes iours et la sourplus de ma vye ,. car 
» trop me gryeue et enuye la noyse des gens, et 
» sy veulx mueracr. » Et lors monseigneur Pierre 
de Sauoye ly respondist et dist: « monseigneur 
>i mon frere , iay fcit et edifie vng moult beau 
» chastel appelle Chiliion en Chabloys, et est sur d 
» le iac en bcl et bon aer et est fort et seur. 
» Et la vous porres retrayre et porres gouerner 
» tout le pays , car bonnement pour nos affayres 
» ie ny puis entendre. » Et Ayme monseigneur 
sy acorda et fust transmue dilleques a ChJUion , 
et la il print moult le temps en gre celong sa 
maladie , car le chastel estoit et est moult bel et 
avoit son desdoit sur la riuyere , et Ies belles 
chasces sur la terre , et sy veoit passer les pel- 
lerins, lesqeulx passoyent de Franee et de mains 
aultres lieux a Rome et vers les Marches dYtallie 
et de Naples , et leur donnoit volantiers a boyre 
et a mengier, et souuenoit les necessiteux dargent 
ct dc vesture. Et pour ce quil nauoit lieu conve- 



nabie a les abergier la nuit hors de chastel, U fist 
feire vne chappelle au deuant de la porte de la 
Ville Noeue en lonneur de Notre Dame la glo- 
ryeuse Vierge Marie, et puis fist edifier vng hos- 
pital aupres pour abergier et pour recullir et re^ 
trayre et sustanter le poures et necessiteux tant 
pellerins come aultres. Et sy y ordonna vng espi- 
taillier et aultres pretres seculliers a seruir notre 
Seigneur , et notre dame sainte Marie , et y or- 
donna seruiteurs et familliez a spruir les poures 
en leurs necessites, et leur donna rantes et viures 
moult grandement , et y fist pourueir de Us et de 
tous aornemens necessayres tant a la chappelle , 
comme a lospitat tellement que encores y . pert. 
Quant ce fust parfet , cogneust Ayme monseignenr 
que ses maladiez ly tornoyent en lepre. Et de la 
il se partist et sen ala en la vallee dYluy sur vne 
roche entre saint Mauris et Monteil , au quel lieu 
avoit vne moult belle eglise , et la fust aucungs 
iours, maiz apres il ly morust et y finia ses iours, 
et de la il fust porte en son hospital de la Ville 
Neufiie, et la fust enterres et enseuellia comme a 
ly appartenoit , et morust en lan mcc* xlvi. 



Comment k conte Ame de Sauoye marust 
apres Ayme monseigneur de Sauoye. 

Eetre fait le deuil dAyme de Sauoye par le coute 
Ame et par monseigneur Pierre de Sauoye, le conte 
Ame samaladia dune griefue maladie, la quelie ly 
dura long temps, et puis morust et fust souster- 
res et enseuellis a Haulte Gombe en grans plours, 
car moult bon et prodons signieur estoit, et mo> 
rnst lan de grace uccunt. Et desmora heritier Bo- 
nyface son filz que desia estoit grant et beau ba- 
chelier, et sy kissa vne fillie avecques ly nom- 
mee Contense, comme desia dessus est dit. 



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j57 de savoye 

Cronique de Bonjface conle VIII, et prumiere- a 
ment comme il desconfist les gens de compagne, 
et puis comment il fust desconfis, prins et mort 

Bonyface VIII conte de Sauoye fust grand de 
corps, furnys de puissans membres, bien forme, 
haut et droys, et a merueilliez bel et playsant 
homme, et dung hautain et grant corage, fier, et 
soubtil , sages , cault et malicieux , et en son 
temps ne troua qui le passast de force , dont de 
pluseurs fust appelle le segond Rolant. Or avint 
que en ce temps sourdist yne guerre et discenssion 
entre les gens du dit conte, lesquelx estoyent em- 
Piemont , et entre ceulx de la cite de Thurin ; et 
ce fust a. la promocion et par lentreduysement du 
marquis de Monfcrra et de la comunaute de ceulx b 
de la conte dAst , car ilz tendoyent a conquerir et 
conquester les placez et le pays que le dit conte 
avoit par dela. Et adce fayre envoyarent et man- 
derent par les frontieres secrettement a Thurin 
grant foysons de gens darmes , lesquels firent et 
faysoyent guerre en manyere de gens de compa- 
gne, de rottiers et robeurs , et pillioyent, gastro- 
yent , destruysoyent ceulx qui en celles marches 
se tenoyent , et par especial ceulx qui la se teno- 
yent par la part du conte Bonyface de Sauoye. Et 
furent sy appresses , quil fallust quilz envoyassent 
au dit conte leur signieur pour avoir secours et 
ayde , car ceulx des compagnez de Thurin gasto- 
yent et destruysoient ses pays comme de Riuolles, 
de Moncallier et des aultres lieux dentour et a len- c 
viron. Quant le conte Bonyface entendist les nouel- 
les, il se mist en trois iours au millieur point 
quii peust , et le fist sy secrettement , qua peynes 
savoit on ce quU vouloit fayre , ne ou U voulloit 
aller, et cheuaucha tant de iour et de nuyt que 
au quatriesme iour il fust a la mynuyt a Riuolles, 
et entra ens ; quant U fust ens , U se refrescha , 
et ne desmora guieres que ceulx des compagnez 
de Thurin vindrent assalir a laultre part a la porte 
du bourg embas eulx cuydans , quil ny eust aultres 
gens que ceulx de la viUe. Et quant le conte oyst 
lesturme et la noyse , U fust moult ioyeux , et 
ainsy quil sestoit desarme pour soy aucunement 
refrechier , il se fist de rechief armer, et sans cle- 
ron ne trompette il fist armer toutes ses gens, et d 
ausy ceulx de la ville qui prindrent corage pour 
la venue de leur signieur, et il les conforta et 
enorta a bien fayre , et puis monta sur son cor- 
sier ; et vint vers la porte ou estoyent les ennemys, 
et fist ovrir la porte et ferist sy asprement ly ct 
ses gens avecques ceulx de la ville sur les enne- 
mis , quilz tornarent en fuy tte , et lc conte les en- 
chassa iusques a la porte de Thurin , tellement que 
la plus part furent que mors que prins , et ce leur 
fust dure destrosse. 



i58 



Comment le conte Bonjface assiegiq 
la. cite de Thurin. 



Quant le conte Bonyface se vist ainsy avoir de- 
boutte et raboutte ses ennemis et aduersayres, et 
que ceulx de Thurin serrerent leurs portes» son 
hault corage sessausca et eleua, et delibera de non 
partir de deuan Thurin iusqua ce quil eust la viUe 
a sa volante, et de fait il y mist le syege a tout 
ce peu de gens quil lauoit. Et pour ce que asses 
fort nestoit, ii manda toux les nobles et feaux et 
toutes les communes tant des vilfes comme du piat 
pays des terres ly tenans en Piemont , quiiz venis- 
sent en son ayde et aiutoyre , et quilz venissent a 
ly aydier et tenir et fortifier son siege deuant Thu- 
rin , car il estoit delibere de lauoir a force. Et 
pour la grande benyvollance que tous avoyent a ly, 
prontement et prestement ilz vindrent a son man- 
dement sy tost quilz peurent ne sceurent. Et cc 
pendant ii manda au marquis de Saluces quil le 
venist seruir et acompagner et aydier , le quel mar- 
quis de Saluces y vint a moult noble compagnyc 
de gens darmes et de guerre et de noble compa- 
gnye de fantz a pie, sacquemens et pauesars et 
dabalestriers. Et quant le conte Bonyface se vist 
ainsy reforce , il ordonna son premier siege deuant 
Thurin a la porte deuers la riuyere du Pou , et la 
fust combattue vne rochette seant a lung des boutz 
du pont sy asprement et sy durement, quilz la 
prendrent dassaut. Et depuis Uz peurent aUer et 
retourner seurement de Thurin a MoncaUier , ius- 
ques a la bastie que son grant pere y voit fuit 
fayre e drecyer aupres du pont de Thurin quant 
il guerroya ceulx de MoncaUier. Vng matin fust que 
la plus partie des compagnons qui estoyent dedans 
Thurin pour la deffandre , yssirent hors et se mi- 
rent sy avant en lost du conte Bonyface, quilz aba- 
tirent moultz de pauiilions et de logeis, et prin- 
drent de prisonuyers avant que ceulx de lost se 
peussent armer, car par avant il ny prindrent 
nuiie garde. Le conte Bonyface sy avoit de custume 
que nuyt et iour il se tenoit armes , et vellioit, 
quant les auitres dormoyent; quant ii oyst leflroy, 
il print unc iance en sa main , el pareiilement fist 
le marquis, et leur gens le suyuyrent. Adonques 
les compagnons de Thurin qui se virent chargiez, 
ilz firent escus de leurs prisonnyers afin quilz sc 
peussent retrayre en la cite , maiz le conte et les 
siens firent leur escaramuige , et ne leur challeust 
de prisonnyers , et combatirent et le firent sy roy- 
dement, quilz desconfirent les compagnons de Thu- 
rin , et par leur effort en furent tous que mors que 
prins, et peu en eschappa , dont ceulx de la cite 
fuient hors despcrance, et en grant doubte. 



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/5g CHRONIQVES »60 

Comment le marquis de Monferrat et ceulx dAst a ses darmez fayttes, la furent mains beaux fajz dar- 



desconfirent le conte Bonjface et le marquis de 
Saluces, et comme ilz morurent. 

Quant ceulx de Thurin virent le meschief sur 
eulx torner, et quilz virent leurs gens desconfis 
et pardus, ilz doubtarent moult destre prins et 



mes esprouez ; maiz a la parfin le marquis et cenlx 
dAst vainquirent le conte Bonyface et le marquis 
de Saluces, et furent tous deux prins avecques 
maintz aultres nobles, et furent menez prisonniers 
en la cite de Thurin. Eubx estre la emprison, les 
heraulx vindrent sur le champs et recogneurent 



sOubgigues par le conte de Sauoye. Sy manderent chescung les mors de son cartier , et puis les firent 



enterrer chescung celonc son etat. Et ainsy des- 
moura le conte Bonyface environ huiz mois pri- 
sonnier a Thurin, et puis il y morust, et environ 
quatre moys apres y morust le marquis de Salu- 
ces , et fust leur definement et enterite en lan de 
grace mcclvi. Et ainsy morust sans estre mariez 
et ne laissa nul hoir de son corps, et ne laissa 
et que le marquis de Saluces esioit en sa compa- b que sa seur nommee Gontense , la quelle nestoit 
gnye et en son ayde, il firant espier leur puissance, encores mariee. Sy ne susida pas a la conte , car 
laquelle nestoit pas trop grande, et entretant ilz nulle fillie ne sucesde a leritage de Sauoye par 
se myrent empoint et saprestarent a toute leur constitucions. Et apres fust damoyselle Contense 
puissance, qui fust asses plus grande que nestoit mariee a messire Bonyer conte de Chalon, du quel 
celle du conte , et la firent leur armee sy secrette elle neust nulz enffans , le dit conte Bonyer de 



secrettement au marquis de Monferrat et a ceulx 
de la conte dAst par lesquelz ilz estoyent entres 
en goerre , que t ce ilz ne les venoyent secourir , 
quik estoyent pardus. A ces nouelles sentirent le 
marquts et ceulx dAst que le conte Bonyface le- 
noit Ie siege deuant Thurin , et le daumagc quil 
leur avoit fait par locision de ceulx des compagniez, 



et sy briefue , que ce fust merueillie, et sassem- 
blarent et cheuaucharent sy hastiuement de nuyt 
et de iour, quilz vindrent a la veue de siege. Et 
adonques les gardes de lost du conte Bonyface vi- 



Chalon morust asses ioyne homme, et desmora ve- 
sue. Et vng tempz apres son vesuage elle fbst re- 
mariee a don Manuel frere du roy dEspagne ; sy 
laysons ysy apparler delle , et retornerons. a nos- 



rent venir et apronchier embattallie vne moult grant tre matiere , en conclusant que estre mort le conte 

mukitude et assemblee de gens darmes qui embat- Bonyface , il fust apportes , cest assauoir sa caderue 

taUlee cheuaucheoyent moult hastiuement et sapro- e t ses os a saint Iehan de Murianne , ou il fbst 

choyent de lost. Lors vindrent les gens darmes de enseuellis et fait son obseque par lez chanoynez 

lost au pauiUion du conte et du marquis , et leur e t par ceulx du payz moyen la signorye mouli 
dirent: «Signieur, retrayez vous, car veez cy le c sollegnement et honorablement en grande dignite, 

marquis de Monferrat, et la puissance de ceulx e t fust mis au cercueil dehors de leglise avecques 



» dAst qui sont au doule de vostre puissance. » 
Auoir oy ces paroUes le conte et le marquis se ti- 
rarent a part eulx deux tant seuUement, car ioy- 
nes et corageux estoyent, et sans aultre conseil ilz 
deliberarent de plustost attendre la battaUIe hono- 
rablement que de fuyr ne eulx retrayre honteuse- 
ment. Et Iors toux deux requistrent lordre de chi- 
uallerie a vng vieil chiuaUier qui sappelloit mes- 
sire Ame de Luzerne, et puis se apresterent et 
rengerent embattaiUic ; maiz ce fust oultre lauis et 
conseil des signieurs chiuaUiers et escuyers et ca- 
pitaynes de leur ost, et fust cogneu que consilium 
iuuenum Roboam fecit egenum. Car eulx estre em- 
battaillie , et attendans leurs ennemis , le marquis 
de Monferrat et ceulx dAst qui le double de gens 
avoyent, firent trois battaillez , cest assauoir le mar- 
quis deux, et ceulx dAst vne. Et quant ilz furent 
a laprochier, et le marquis se ferist en la batallie 
du conte Bonyface a tout sa prumie/e escadre moult 
asprement, et la fust la melee aspre et dure, tel- 
lement que le marquis de Saluces et ceulx du conte 
furent contrains de ly donner ayde et secours, et 
le firent sy vailliantement quUz rebouttarent le 
marquis de Monferrat ct ly firent vuydier place , 
maiz adonques se plongereht ens la reste de ceulx 
de Monferrat , avayques layde de ceulx dAst , et 
chargerent tellement sur les Sauoyens , qua paynes 
lc peurent soustenir. La eust inainles beUes proes- 



les os de Humbert aux blanches mains , iadis pru- 
mier conte de yceUes marches , enssemble ceuk 
dAme dit Cauda. 



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Ufc SAVUIE 



162 



Cronique du conte Pierre, conte IX, et prunuer. 

Comment il ala assieger Thurin , et conwtent 

il print les barons embattaiUie , et comment il 

gagna la cite. 
■:,ii MtMflhb c jiroiai fed sli \uf16i •)!!•".• &M 

Apres la mort du conlc Bonyface , le quel mo- 
rust a Thurin , souruint la suseession par droilte 
ligne a monseigoeur PieiTe de Sanoye , qui son 
vncle estoit , le quel sy mena vne doulleur de dur 
amertume du trepas de son nepueu. Maiz ce non 
obstant, il print la possession du conte et des ter- 
res , et print la fidelite des nobles et gentilz hom- 
mes ; el ce faisant, il comanda a tous quilz sapres- 
tassent a vng iour quil leur donna , et fist et or- 
donna son mandemenl sy secrettemenl comme fayre 
le peust. Car pour le ducil quil avoit de ce que 
son nyefs estoil iuorl sy soudayncment , il deslihera 
de sa mort vengier. Sy fist aprestir son arince en 
grant nou.bre de gens darmes, chiualliers et escu- 
yers, et sy eusl moultz de pietons, et sans attente 
ii passa le Mont Cenys , et erra tant par ses iour- 
nees quil viut au point du iour deuant Thurin, et 
la mist quatre sicges au deuant des quatre portes, 
et encores il nauoit que sa noblesse , sans nulle 
artillierye , maiz apres souruint son artillierye taul 
menue que grosse , et assiegia tellemeut la cile , 
et la tint sy court et iaprocha sy de pres , que 
nulz ny pouoit ue entrer ne yssir. Et lellemcnt 
les guerroya , et y fust sy iougucment , quil con- 
uint par force de famine que ceulx de la cite se 
randissent a ia mercy et a la volanlc du conle 
Pierrc. Quant ilz se furcnt rcndus , ct ilz heurcnt 
halliez des meilleurs ct plus grans de la cite eo 
hoslage , le conte Pierrc cntra cn la cite de Thu- 
rin. Et la il fist moult grandc vengiance de la mort 
de son nepueu , car il mist lous les conssentans 
an lil et a la bouchc du glayue et de lespee. Et 



de Thurin , et lcs souhmist a raoult grandc suh- 
geccion , et y mist garnison et furnist le chastei , 
et y mist holHciers dont il se fyoit , et les mist a 



de Thurin , de quelconques eslat quil fust , nestoit 
sy hardy ne ose de porter cotteau qui eust pointe, 
ne dauoir glayue , lance , ue arnoiz, ne nulle ar- 
tillierie de deffancc en sa maison. Ains fist prandre 
et porter au chastel toutes armeures , paueiz, ar- 
balestres, collourincs et aullre arteilerie de guerre, 
et leur niist imposicions, trais et gabelles , et les 
soubmist a toutc humilite. Et dc fait monstra bien 
quil lauoit a vtranre grant deplaisance de la mort 
de son feu nepueu, et monstra lamour quil cust 
en ly. 



a Comment le conte Pierre cujdu fujre guerre au 
marquis de Monfcrrat et aulx Astoii , et quil 
ly fallust rctorner en Chablu/s, a cuuse du <yi- 
cajre de lempereur nouel , nomme Fru/erich , 
qwfust le duc de Zofphingeu. 

• Jt . . 

v> '," ' • ■ :</ i 'h '■ irtHpuid^mHO 9i> 'orib 

Le conle Pierre estre signicur de Thurin, il sc- 
iourna aucungs iours , et de plus en pius reforca 
son aimee , et delibera daller fayre gnerre au uiar- 
quis de Monfcrrat et a ceulx dAst, car moult leur 
portoit giant Jiayjie en son cuer. Et ainsy quil sa- 
prestoit et pcnsoit destre prest pour leur fayre 
forte et dure guerrc , on iy apporta nouellez com- 
ment lempereur Friderich noucl esleu avoit eu 
courronx et despit de ce quauoit este fait au go- 

b uerneur dc Clutbloiz passe , et que la signieurie 
de Sauoye iauoyeut priuse ; et que pour regagnier 
la ditle terre ledTt empereur y awoit mande lc duc 
de Chophinguen , vng prince dAlamagne le quel 
empartie avoit signorye en Vuaulx , par regagnycr 
le dit pays de Chabloys et dOuste. Et quanl le 
contc Pierre entendist et sceust ces nouelles , il 
se mist empoint et mist seure garnison a Thurin 
et au pays, et puis se parlist a la mynuyt a toule 
son armec, et sy secrettcment que pcu de gens 
sauoyent son vouloir ne ou il alloit , et scn vint 
par la vai dOustc, et passa Mont Iouz, et se feust 
en Chabloys. Sy ny sceust sy tost eslre ariues quil 
troua quc le duc dc Chophingucn avoil mis le sicgc 
dcuant son chastel de Chillion deuers la partyc dc 

c Vaudz. Et lors cheuaucha le contc Pierre loutc la 
nuyt sy coyement, quil ne fust aperceu de ses 
eunemis , car il y vint par lautre coste , ct fisl 
tel signe au guet du chastel , quil fust cogneu , 
et nestoit que ly trois , et quant il fust cns , il 
se refrcscha et beust , et ceulx du chastel furenl 
moult ioyeux de la venue de leur signieur. Et lost 

et choysisl ses enneinis el aversayres, et vist quilz 
avoyenl leuis logis lung loings de lautre, et quilz 
donnoyeut, car de nulz ne se doubtoyent; et adon- 
ques il dessaudist au pie du chasleau sur le lac , 
et se niist sur vne pelile nef, et se fist lirer a 
force de gens iusques a la Villeneufue , ou il la- 
uoil Jaissie ses geus, et viut a moult ioyeuse chicie 
d et moullalcgremcnl. Et quant ilz le virent sy ioyeux, 
ct ses geus ly desmarent, et quelz nouelles , mon- 
seigneur ? Et il leur disl : « A mes signieurs et 
« amis , bonnes et belles, car a layde de Dieu, sc 
>> nous voullons estre botmes geus , toux nos en- 
» nemis son nostres, car ilz ne sccuent riens de 

. | . . vPtiiiP * iii' <» v t i I 1 1 1 ti 1 1 1 < ilt» nnnc itif n is t n ■ i' 

» estre gens de bien. » Et toux a vne voix res- 
poiidircnl : signieur , il nj a que du commander ; 
et iors suhiltement saprestarent, et saimerent, ct 
mircut cmpoint , et moulerent a cheual emboune 
ordonnance, et de main en main cheuaucharcnt 
iusques a laube du iour ; avoir passe le pas du 
cliaslei de Chillion sans sonuer tiompetles , ne cl< - 
rons , et a vng cop prcgnirent el frapparent sui 



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i63 



CtfRONrQVES 



164 



le logeis et teutc du dnc de ChOphhigUen , ct sy a mettre pye a letrief, ct mist gamyson cn la tour 



en heurent bon marchie , car ilz trouarent ly , ct 
ses gens toux desarmes," moytye veilliahs, - nioytye 
dormans. Et les aultres frapperent sur les logeis 
des aultres signieurs , et firent tellement que le 
duc de Chophinguen fust prins par prisonnier, et 
se randist au conte Pierre. Et ausy fust prins le 
conte de Nydoye , le conte de Gruyere , le conte 
Arberg , et sy furent prins le baron de Montfau- 
con , de Granscon , de Cossonay, de Montagnye , 
ensemble plusieurs autres barons , signieurs , chi- 
ualliers , escuyers , et nobles des dits pays , et 
tous les fist mener prisonnyers au chastel de Chil- 
lion le conte Pierre, et la il les festia honorable- 
ment non pas comme prisonnyers , maiz comme 
si 



et en la ville et puis fist chargier son artillierye, 
et sen tira tout droit deuant la ville de Roumont, 
et ceulx qui dedans estoyent eulx sachans estre 
leur vilte forte , ilz se mirent a deffance , et tin- 
drent aucungs iours ; maiz ce veant le conte Pierre, 
il ordonna. a drescier son artiilierye et ses engins, 
et le battist et foulla tant de bonbardez comme de 
pierres de faiz , quilz ne le peurent souffrir , sy 
leur fust force a eulx randre , sy parlamenterent 
et se rendirent leurs vies et bagues saunes. Et es- 
tre ce fait , le conte Pierre entra ens la ville, et 
receust les hommages, et y seiourna aucungs iours, 
et fist a reflrechier ses gens, et cependant il ly 
fist a fonder a lung des boutz vng chastellet a lung 



ignieurs par celle nuyt , et moult fust grant le b des cantons du bourg. Et apres aucungs iours il 



gain de leur despoillie , et chescung gagnia au 
butin. 



Comment le conte Pierre conquerist , et fust si- 
gnieur du pays de Vaudz par soh sens et 
proesse. 

Quant le . conte Pierre eust gagnee la iouruee , 
il loa Dieu de bou cuer, et puis dist en son cuer: 
certainement Dieu majrme quant il ma donne telle 
vittqjre ; et avoir faitte son oroyson et parfurnye , 
il appella ses barons et son mareschal , quesloit 
le signieur de Chiuron, et leur euxposa de moultz 



tonrna son arme et sa cheuaucha vers Murat. Et 
eulx sachans sa puissance , et que desia il estoit 
signieur dune partye de Vaudz, et quilz natten- 
doyent nulz secours , ils prindrent conseil , et dung 
acort ilz ly vindrent au deuant, et ly portarent les 
clefs, et le prindrent a signieur, et il fust moult 
contans deulx. Et la il fist fayre vng donzon et 
vne forte tour a lentree de la ville , au plus pres 
de la porte. Et la pres au mylieu de la broye vne 
tour entre le lac de Murat et de Neuf Chastel. Et 
estre ce fait, il sen tira tout droit deuant Yverdon, 
et lasiegia ; maiz ceulx dYverdon estoyent fors , 
et sy avoyent grande artillierye et forte garnyson , 
et firent comme vaillians gens, et greuercnt moult 



belles parolles , en leurs disant : « Signieurs et c ceulx de lost , et le faisoyent de grans daumages. 



» amys , il la pleu a Dieu de moy donner sa grace 
» destre bien fortune , conime vees , tant de la , 
» comme dessa les mons , ct pourtant ie suis in- 
» tencionne de suyure ma bonne fortune ; vous 
» veez quil nest desmore au pays de Vaudz signieur, 
» ne baron , ne homme de pris , ne de nom , que 
» toux ne soyent en nostres mains ; pourquoy le- 
» giere chose sera a nous a conquester le pays. » 
Et tous furent de son acord; et alors il munda de 
rcchief en ses pays pour avoir gens fresches , et 
fist a meltre sus toute artiltierye , tant de pouldre, 
comme de trait et dengins de pierre et daultres 
manyeres de colliars de chatz et de rebaudequins, 
et quant tout fust apreste , il se meust en noble 



Et le conte les faisoit quazi tous les burs a don- 
ner lassault , et iour et nuyt il faisoit a tirer bon- 
bardes contre les murs ; maiz ce quil labattoit le 
iour, ilz refaysoyent la nuyt, et ainsy il ne les 
pouoit avoir , car moult vailliaus gens estoyent et 
bien se raonstrerent estre nobles , car iusques a 
force de famine iamaiz ilz ne se voullurent rendre, 
et moultz de foys ilz yssirent sur lost et sur le 
siege , et leur portarent de grans dommages, dout 
le conte estoit fort yres , et iura que iamaiz dille- 
ques il ne partiroit iusques adce quil eust la vilie 
a sa mercy, et de rechief il renforca son siege et 
incessantement leur donnoit brigue et assault , et 
aplana presque toux ies fosses , maiz ce riens ny 



arroy et sen ala a la conqueste du pays de Vaudz. d valloit , car la ville est forte a cause du lac et de 
Et de fait sa pruiuiere cheuauchee fust a Moudon ; la ryuyere , maiz le conte les tint sy longnement 
et la y vint de front et de belle entree , il print et sy court , quil les affama , et par ainsy ceulx 



de la ville le plain , et entra ens a force, et puis 
vint deuant la grosse tour et la siegea. Et y fist 
assyre ses engins et son artillierye, maiz quant ceulx 
de dedans virent quilz nattendoyent nulz seeours, 
et des ia sauoyent estre leur noblesse prinse, ilz 
sa parlamenterent, et se randirent et firent le say- 
rement, et heurent leurs bagues et viez sauuez , 
et puis entra le conte Pierre ens la tour , et Ia il 
fist vng banquet qui dura iusques la nuyt, et fist 
a >enir toutes les dames, et firent grande chiere 
et honorable. Et puis au matin le conte Pierre 
fist sonner ses trompettes ct clayions , et fist a 



de Yverdon se randirent a ly par composicion corps 
et biens sauues , et ly firent homage et fidelite, et 
la fist construyr et bastir vng chasteau qui encores 
y est sur la riuyere de la Toylle. Et la il desmoura 
aucungs iours, et sy y fust longuement en batis- 
sant tous dis son chastel, et se pendant ceulx du 
pays et des aultres villettes venirent vers ly , et 
pluseurs' se donnareut a ly , car moult preux. et 
gracieux et sage chiuallier estoit, et nul ne se par- 
toit de sa presance quil ne ftist consolles , confor- 
tes et contans , et par son scns moiiilz hobeyrent 
a ly et fust quazi signieur du pays. 



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DE s.woyi: 



166 



Comment le conte Pierre mandu a CJUUion querre, a » taut comme il touche a tous vos Allemans , ie 



le duc de Chophinguen et toutes les aultres si- 
gnieurs et prisonniers qui j estojent , et les fist 
amener a Yverdon , et la il les composa et mist 



Pierre conte de Sauoye estant a Yverdon , il 
pensa vng iour que par le moyen des bons prison- 
niers quil lauoit , quil porroit bien estre signieur 
du pays de Vaudz , et de fait il mauda son capi- 
tayn general questoit monseigneur Mcrraet de Chiu- 
ron , et ly envoya querre tous les prisonniers ques- 
toycnt a Chillion et a la Ville Nefue et aulx aul- 
ties lieux , et les fist amener a Yverdon vers ly. 
Et celle nuyt quilz furent ariues, ilz leur fist raoult 



» le veulx ; maiz en tant quil a touche aulx si- 
» gnieurs et bavons de ce pays de Vaudz, ilz fe- 
» ront loraage a moy , et sy mayderont par mo- 
» yen leur ransson ft soupporter vne partye de 
» npes charges , corome Gruyere, Gransson, Cos- 
» sonay , Montagnye et les aullres. » Toittes foys 
apres moultz de lengage, ilz furent tous desliures 
par la remission de la terre et par les fidelitez et 
homagez, que tous les signieurs barons et nobles 
du pays firent au conte Pierre de Sauoye. Estre 
ce fait , le conte Pierre manda la plus grande par- 
tye des dames du pays a Yverdon , et par espe- 
cial les dames et femmes des signieurs prisonnyers, 
et la il les festfa trois iours sy grandement , que 



grande et bonne chiere , et leur donna a tous a b plus ne se pouoit dire, et a la nuyt balia a ches- 



souppcr moult grandement , et puis les fist rctrayre 
au dormir. La nuyt passa , et le iour vint , et a 
aller a la messe il fist venir le duc de Chophiu- 
guen et le conte de Gruyere , le conte dArberg , 
le sire de Granscon, le sire de Cossenay , le fire 
de Montagnye ensemble plusieurs aultres barons, 
>, escuycrs. Et apres la messc il entra en 
eil, et les fist tous venir , et la il priut a par- 
ler au duc de Chophinguen et a toux les aultres, 
ct lcur print a dirc moult sageiueni el doulcement, 
commc U senssuyst : « Mon siguicur c!c Chophii 
» guen et vous au 
» en ma terre moy guerroyer , ct ne le vous ay 
» desseruy, toutes foys Dieu en est dcucrs le droit, 



ophin,- 



cune son chescung , et ainsy les festia , et apres 
sen ala le duc de Cbophinguen en son pays , et 
promist de fayre ratifyer a lempereur la remissiou 
du pays comroe il fist, et Les signieurs furent sub- 
ges , et il desroora signieur du pays. 

Commcnt le conle Pierre sen ala en Engleterre 
pour veoir sa njepce la rojne dEngleterre , qui 
lauoit mande , car moult lajmoit. 

Le conte Pierre desmora longucment au pays 
de Vaudz , et moullz ayma le pays , et y seiourua 
volautiers ; et y fist cdyfier et forlifier sy gran- 



» car vous estes tous mes prisonniers , comme p dement, que ce fust merueilles, et tellemeni traita 
» vccz ; sy sachez qiue se nc fust que vous mauez 
» fiiit perdre aultre terre , et roanez fait a despan- 
» dre vng grant argent , ic mc passasse legiere- 
» rnent de vostre ransson, maiz a cause de vostre 
» vcnue iay pardu lAstoys, et ausy la seigneurie du 
» marquisiil dc Monferrat , ct sy ay beaucop des- 
»> pamdu dargent a cause de ceste guerre , ct sy 
» ay bcaucop daullres raysons tle vous ineltre et 
» teuir a grande et hautc ransson, toutcs foys ie 
» ne veulx pas regarder au pis , ct sy ue tache 
» myc a vous dolfayre. Et pourtant a vous mon- 
» seigncur de Cbophingucn se pom- vostre ransson 
» vous me voulles donncr toux les droys , accions 
» et poi-cions , lesquelles vous aues eu tout lc 
» pays de Vandz , et men mettez empossession , 
♦> et me faittcs randre les homages , sans aullre 
» ransson, ie vous quiltcray , et vous layray afldcr 
ii ifranc et Ttbre. Et se non ie vous promes que 
» encores nestes pas eschappes de mes «aains, et 
» sy anray le pays dc Vaudz , «ulliez ou non. » 
Quatat le duc Joyst ainsy parler , il penssa vng 
peu , et ly fist mal de perdi e vng tefl ioeel comrae 
Vaudz , et puis deultre part ii ly souuiot de ses 
gestiiz «t nobies bomnes , qui .prisonnyers eato- 
yewt , 4|ui esjtoyent en grant nomtwe. Et puis pirint 
party , et dist : « Or sa , monseigneur le conte et 
» mon maistre , ie suis dacord par tel moyen que 
» tnoy et les myens soyons libres tous , francz et 
» quitlcs. » Le conte Pierre ly respondist: « Eu- 



du pays des plus grans iusques aulx roain- 
cbes, quilz lamoyent, doubtoyent, et honoroyent; 
et de fait ladoroyent comme leur dieu en terre , 
car il les gardoit sans leur fayre greuesses , en 
maintcnant bonne iustice , et leur obseruant leurs 
costumes , libertes et francbises , et teUement les 
entreliut , que ce tout le monde fust venus , ilz 
ncusseiit point prius daullres. Ce terops durant ic 
duc de Chophinguen tint sa promesse , et envoya 
au conte Pierre la ratificacion de lempereur , et 
en fist lempereur vng grant conte , et layma , et 
par ainsy il lcusi paisibicment la seigneurie du pays. 
Et ainsy ii alloil de ville en villc , de chasteau eu 
chastean, el viuoil ioyeusement. Sy avint vng iour, 
d que sa nyepce la royne dEngleterre ly envoya vng 
chiuallicr dEnglcterre, et ly manda, et prya, quil 
ly pleusl de laler veir et visater, car moult 4e de- 
6iroat a weoir. Et quant 4e conte oyst ce qoe sa 
nyepce ly uandoit, il se deslibera de y aUer , et 
ordonna son fait, et le pkts brief quil peust , U se 
partist , et erra tant par ses iournees quil vint a 
Londres, ou il iroua le roy, et la royne sa nyepce, 
•qui le receurent a comble jnesure,et la il se fes- 
*ia ; «t fust du consesl estixut du roy ; et pximt 
iwdre de ia Gtiarrettiere dEnglcterre , dont Uz ne 
sont que trveize , et Ja sarent faittes iowstes , tor<- 
noys , neordeis , assemhlees de dames , banquedz , 
entremes , noueaudx habittiemens , iet toute ioyeu- 
sete a comble mesure. Ce terops duramt, estant le 



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»6^ 



CHRONIQVES 



168 



coute Pierre en Engleterre, le conte de Geneue a il les leust, et en lisant il rougist , et sans fayre 



fist beaucopz doppressions au pays de Vaudz par 
le moyen de deux chasteaulx quil y tenoit , cest 
assauoir les Cles , et Roue , et tellement que le 
baillif et gouerneur de Vaudz le manda, et escrj- 
uist a son signieur , qui en Engieterre estoit , et 
ly envoya vng heraut, comme verrez , ce lisez oul- 
tre , au chapitre en suyuant. 



Comment le conte Pierre jouoit en la chambre de 
la rqjrne a vng ieu , que portes vous sur le 
dos ? aveques les dames. 



Grand dueil, et desplaisir eust le conte de Ge- 



aultre semblant il retorna a iouer aveques les da- 
mes , lesquelles ly mirent vng oreillier de drap 
dor sur les espaules , et puis ly desmarent : que 
portes vous sur le dos? Et il dist: ie porte Roue, 
et les Cles en Vaudz. Et la royne sa nyepce ly 
respondist , et dist : vous ne respondez pas bien , 
mon huncles. Et aultres foys ly desmanderent les 
dames: que portes vous sur le dos?et il ne leur 
respondist aultrement , et ainsi le firent iusqua la 
tierce ibys , et tout il respondist ainsy. Lors la 
royne, qui moult sage dame estoit, saperceust que 
son huncle le conte avoit nouelles du pays , dont 
il estoit desplaisant, sy le tyra a part, et ly dist: 
queUes nouelles aves , mon huncle ; il me semble 



neue de la conqueste quauoit faitte le conte Pierre b que vous estes corrousces , dittes le mojr y ie vous 
de Sauoye du pays de Vaudz , et bien iugioit en 
son corage que ce il risquoit longuement quil fe- 
roit dautres conquestes, sy ne pensoit iour et nuyt 
ce non a ly fayre a perdre la terre de Vaudz; or 
tenoit il aucunes places ens les frontieres de Vaudz, 
comme les Cles, et Roue, et la il tenoit garnison; 
et quant il sceust le conte Pierre estre partys, et 
alles en Engleterre , il se trayst en Vaudz , et la 
moult sessia , et mist payne a les fayre rebeller , 
et leur mist avant beaucops de partys , oy iusques 
a eulx rendre comunes , et quil leur ayderoit tel- 
lement , que le conte Pierre ne les seroit , ne 
porroit greuer, ne nuyre ; maiz les signieurs , et 
nobles , et le comung sy heurent troue tant de 
bonte, et damour, et de benynollance, que iamaiz c 
ne le vouUurent conssentir , et oultre ne vouUu- 
rent fauscer leur foy et promesses , et de fait se 
tindrent comme bonset loyaulx subgebz et vassaux, 
du maindre iusques au plus grant Quant le conte 
de Geneue vist que en nulle manyere ne pouoit 
paruenir a son intencion , il cuyda enrragier , et 
de fkit comanda a ceulx de Roue, et de le Cles, 
que tous les griefz, daumages, despit, et desplai- 
sirs quilz porroyent fayre aulx gens du conte de 
Sauoye, et a ceulx de Vaudz, qmlz leur feissent, 
et ainsy le firent , et seflbrcerent de tout leur 
pouoir dacomplir le comandement de lenr signieur 
et maistre. Car ilz prindrent huy vng homme, et 
de main deux, et plusieurs sen trouarent de mors 



emprjre. « Or sa , ma dame , ma nyepce , il est 
» vray que le conte de Geneue, et moy en nostre 
» enfance nous ioyons aulx estras, et heumes debat 
» en ioyant, et ie ly donay du poing sur son vi- 
» sage en nous debattant : et il ausca le tablier , 
» et men frappa sur la teste, et depuis ne fumes 
» iamaiz amis , et sy sumes cosins germains. Et 
» tout dis depuis il cest efforce de moy fayre toux 
» les daumages et ennuys quil la peu. Or il mest, 
» graces a Dieu, sy bien aduenu que noueUement 
» iay conquis et gagne le pays de Vaudz, ce non 
» deux placez cest le Cles et Roue qui sont au conte 
» de Geneue. Et depuis mon partiment par le mo- 
» yen de ces deux places U a quis et cest essaye 
» de fayre a rebeller et orter de ma signeurie 
» ceulx du pays de Vaudz , maiz Uz ont estes sy 
» bons et sy loyaulx que iamaiz ne lont voulh 
» fayre. Et quant il la veu lenr fermete et leur 
» constance, il sest essaye et essaye toux les iours 
» a leur fayre toux les maulx et daumages quil 
» peut par le moyen de ces deux places, et a fait 
» murdrir et ranssoner de mes bonnes gens du 
» pays et de mes subgetz , la quelle chose ie porte 
» mal empacience , car ce mest vne dure charge 
» sur le dos. Et pour ce iay dit en iouant que ie 
» portoye sur le dos Roue et les Cles, sy me suis 
» aduise que se il plaisoit au roy de moy aydier 
» de gens et secretement , ie ne doubte poiut que 
» brief ie ne gagnasse les diltes deux forteresses, 



par les chemins, et par les boys. Quant le gouer- d » et tout ce qud la en Vaudz, en venant de prime 
neur et baUif de Vaudz vist que les soubgetz de 
son balliuage estoyent sy mal menes, il print con- » 
seil aulx signieurs, et gouerneux du pays, et puis » 
secrettement Uz envoyarent vng heuraud a Ieur » 
signieur en Engleterre ; et ly escriuirent tout au » 
long le cas , et la matere ; et quant le heuraud » 
ariua , il entra en la chambre de la royne Ely- 
noyre , qui fiUie estoit de la suer du conte Pierre, 
la contesse Bietrys de Prouence, et la il troua son 
signieur le conte Pierre qui se iouoit aveques les 
dames a vng gieu que lon dit , que portes vous 
sur le dos ? Quant le coqte vist son heuraud , il 
desira de sauoir nouelles de ses pays , sy vint a 
iy, et le heuraud ly baisa et baUia les lettres, ct 



» venue , car ce le taysoye armee en mes pays , 
il auroit avis et se furniroyt et sapresteroyt, et 
» me seroit vne . grande payne et despance oultra- 
» geuse a les gagnyer , et par ainsy se monseigueur 
» le roy me veult aydier, ce les auray legiere- 
» ment quelle fortesse quelles ayent » Et quant 
la royne leust oy et entendu, elle ly dist: « Bel 
» huncle, laisses en fayre a moy , car ien cheuy- 
» ray bien envers monseigneur le roy, car ie say 
» quil vous ayme, et ausy il fera quelque cbose 
» pour moy, sy viues ioyeusement. 



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DE SYVOYE 



170 



Pierre , et comment il gagna les Cles et Roue 
en V audz. 



13. X.iV\>. 



Comment le roy dEngleterre donna ajde au conte a nyeres de gens, el ce sy fust sy secrettement, que 

peu de gens lc sceurent. Le conte Pierre se fist 
frere darmez du roy , el le remercya, et au qua- 
trieme iour il print cougie du roy et de la royne, 
et puis sen partist non sachant nulluy ce quil vol- 
loit fayre ; il erra par ses iournees tant de iour 
que de nuyt, quil vint deuant iour deuant le chas- 
tel de le Cles en Vaudz ; et mist ses gens en deux 
partyez , et envoya lune des partyez a Roue , et de 
laullre partyc il mist le siege deuant les Cles ; et 
ce fist il pour monslrer double puissance. Et in- 
contenant il mauda par toux ses pays pour avoir 
ayde et secours a toute puissance pour ranforcyer 
larmee. Et sy bien ly aducnist , que vng chescung 
y ala sans allente et de bon cuer ; la puissance 



Apres tous festoycmens la nuy vint, et se mist 
chescung a soy retrayre , sy fust chescung a son 
repayre , et estre retrait le roy et la royne , et 
couche en leur lit , la royne comensca a souspirer, 
et le roy qui moult laymoit ly dist : A ma dame 
ct ma mye , quesse quil vous faut et quaves vous ? 
Et elle ly dist : « Monseigncur , il est vray que le 
» conte de Geneue porte gros et mal tallant a 
» mon huncle de Sauoye, et long temps quil ly a 



» 



manyeres son daumage , or 



» ainsy quil la conquis vng pays nomme Vaudz , 
11 ou le conte de Geneue tient aucunes places par b fust grande , les chasteaulx furent maulx garnys de 
» lesquelles sont moultz greues les aultres voysins, gens et de viltuaillie et de defence , sy furent prios 
» et il en a nouelles dont il est moult desplaisant; les Cles et Rouc moult legieremcnt, car ilz cuyda- 
» sy vous vouldroye bien pryer quil vous plaisist rent que la puissance du conte Pierre fust asses 
» ly donner ayde, confort et conseil et souue- plus puissante quelle nestoit, et par ainsy ilz se 
» nance. » Le roy ne ly respondist riens, ce non randirent vies et bagues sauues. 
quil ly dist: « Ma dame et ma mye, dormons nous Le conte de Geneuoys sceust comment le conte 
» et faysons bonne chiere, et la nuyt aura conseil.» Pierre tenoit deux sieges au deuaut dc lcs Cles et de 
Ainsy passa celle nuyt iusques au matin, sans aul- Roue, sy Gst son effort de gens darmes, et se mist 
tre chose dire, ne fayre. empoiut et cuyda venir secourre ses gcns et places, 

maiz ce fust pour neant. Car quant le conte Pierrc 
eust prins les Clcs ct Roue, il sa penssa bien que 
Comment le roj dEnglctcrre parla au matin au le conte de Geneue feroit son elfort tant pour son 
conte Pierre de Sauoje, et comment il Ij domia honnour que pour garder sa terre , et de fait il 
ajde et secours de gens et dargent. manda vne partye de sa puissance a resister quil 

c ne passast , el ilz ne furcnt pas sy tost a Rolle , 
La nuyt passee et le iour estre vcnus , lc roy que le conte de Geneue fust a Nyons. Et la il eust 
fist desmander le conte Pierre de Sauoye, ct le nouelles que les Clcs et Roue estoyent randus; le 
priut a part et ly dist : « Mon bel huncle , pour bruit fust grant de layde du roy dEngleterre, tant 
» quoy me fettes vous parler de vos affayres par en gens comme en argent , et tout le pays fust 
» femmcs ? Car ie ne suis point homme de femmes, mis sus et tellement que le conte de Geneue nosa 
» ce non a jouer et a esbattre , et ausy lon ne passer oultre la ville de Nyous. Le conte de Ge- 
» doibt parler des guerres ne de grans afTayres neue vist quil nc pouoil passer oultre et que le 

conle Pierre estoit trop puissant , il se mist a soy 
rctiayre, et vint et se tint entre Nyons et Giayz, 
et la se tint , et seiourna aucungs iours. Le coute 
Pierre se vist avoir hoste de sur son dos les Clcs 
en Vaudz , et Roue , et les avoir submiz a soy , 
et avoir aioinle sa baronnye de Vaudz , et prinsez 
lcs fidelites , dont il compcllit toux ceuk de Vaudz 



» aulx femmes , maiz ie vous iure en parolle de 
» roy que ie vous ayderay , seruiray ct souuien- 
» dray, et me Uoueres en toutcs choses possibles.» 
Le conte Pierre senclina et fist la reuercnce quil 
lapertenoit, et le remercya moult humblement, et 
ainsy quil lapertenoit , et ly dist : « Monseigncur 
» le roy , ie suis vostre , et sy mauez fait tant de 



avecqu 



tre alliance et affinite d » ly fayre homage, il se refcescha, ct se inist em- 



» que mauez mis de vostre ordre de la Gerratyere, 
» sy suis celly qui vous seruira a mon pouoir lo- 
» yaulement. Or est ainsy que iay conqueire terre 
» et pays. dont le conte de Geneue mon cosin est 
» mal contant , et ne cesse nuyt ne iour de moy 
» greuer et de moy pourchascer mon daumage ; 
» il est puissant et quant ie feroye mon armee 
» publique , ie auroye asses affayre , maiz ce il 
» vous plaisoit a moy donner ayde et confort , ie 
» men yroye secrettement , et ne doubte point 
» que ie naye vittoyre et vengiance de ly. » Et 
adonques le roy ly promist et de fait le fist , et 
ly ballia gens et argent , secours et ayde, et a bon 
nombre darchiers et eschielleurs , et de toutes ma- 



point pronlement , et se mist en chemin pour al- 
ler trouer le conte de Geneue , et pour le com- 
batlre , car il le reputoit, et tenoit pour son en- 
nemy mortel, et deslibera, ou quil morroit, ou 
quil le vaincroit , et auroit : mais le signieur de 
Menthon, le signieur de la Roche, le signieur de 
Compaiz , et plusieurs aultres signieurs de Gene- 
uoys se mirent entre deux pour le traytye de la 
paix. Et manderent au signieur de Cossenay , au 
signieur de Gransson, au signieur de la Tour, au 
siguieur de Mons , au signieur de la val dlsere , 
au signieur de Granges,et auhr aultres signieurs, 
qui ia estoyent aioings aveques le conte Pierre , 
quilz ne souffrissent que tel inconvenyent passast 



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i7« 



CHROSIQVtS 



1"72 



avant , dont graat murdre se pouoit enssuyure. Et 
pofar tant qtiil letw pledst a tenyr vfce iournee da- 
iniste pour coneorder ecs deux signieurs, et pour 
garder les pays destre fdulles et deslruit. II fust 
regarde par le conseil du conte Pierre, et par les- 
gard des signieurs detsus nommes, etde plusieurs 
aultres. dea pdys , fant noblcs comme communes , 
que paix se tratast , et ae fist entre ses detix si- 
ghieurs par telle manyere , que veu que le conte 
de Geneue avoit tenuz aultres termes, quil ne de- 
buoit au conte Pierre , que les placez quil avott 
gagnye en Vaudz , ly desmorassent franches et quit- 
tez, maia pour ce que les dittes placez valloient 
mieulx que la despense ne montoit , quen avoit 
feitte le cortte Pierre , ilz ordonnarent que le conte 
Pierre donnast au conte de Geneue vne somme 
dargent, que furenl financfc6 asses conuenables, car 
au conte Pierre soufisoit quil eust ioint, et vny 
le pays de Vaudz a soy aveques lonnour quil en 
avoit heu. Et par ce mOyen fust la paix fiutte telle 
quelle , et ny eust nulle battalfie , ilz firent paix 
en male voulante, car iamaiz ne sestoient ames, 
ne amerent , mais ce fust au conte de Geneue vng 
fayre le conuient. Chescung sen retrayst en ses 
partyes de pays, et fust la paix criee des deux 
partyez. Quant le conte Pierre fust empaix , et 
quil eust conclus , il se retr&yst a Morges ; et la 
il tint cort ouerte huit iours , et pttis ordonna a 
son tresorler, et a ces reseueurs dauoir financez, 
et puis quant il fiist seur de son paiement, vng 
iour il desmanda totts les chiualiers , eseuyers , 
hobles gens darmes, archiers, et gens de trait, et 
cttstiUiers , lesquelz il laubit amenes dEugleterre, 
fet toux les gucrdonna grandement dargent , de 
draps de sbye , et de tayne , daraoys > et de clu> 
uauix, et de toutfes aultres cheses, que tous fiirent 
contans , il len rauoya faonestetnent , et remercya 
par lettres , et par ses ambaisseurs quil ly envoya 
te roy, et ia royne dEngleterre, et depuis pourta 
la Gerretyere tdute sa vle. Toutes ses gens, et ceulx 
qui furent venus aveques ly dEngleterre firent tel 
raport au roy , et a la royne , que trop plus que 
contans furent , et «iasy U deliura ses sodoyers. 
Apres il print son estat , et la necessite de son 
estre, et contenta tout le desmorant tellement, 
que chescung fust contant , »et en ce village de 
Moflges il print plaisir , et y fist edifyer vng cha- 
steau asses bel , et fist atnurer le village comme 
il esft , qui par avafnt estok poure chose , et vng 
Viilage , et en fist ville , et la nomma Morge , a 
cause pour ce que vne petite riuyere, qui sappelle 
Morge , court au plus pres. Et ainsy il Ibnda quatre 
place eu Vaudz, cest assauoir Voyron, la Couste, 
Saiat Atidrien et Saint Gregoyre dEsperance , et 
Saint Saphorin dEzon, et repareiHia, et rettforsca 
tooult tout le pays , et y ■desmoura longuement, et 
volantiers, et sefist moult a amer de tous les subges 
du pays tant nobles, comme aultres, et ne cessoit 
daler de lreu en lieu, et festta les dames, et 'les fem- 
raes du pays tant que chescung layma , et doubta. 



a Copimcnt le conte Pittrre ala vers lempereur ves/u 
de t»te robe, la moj tie de soje etlautre moitjre 
de maUlie daubergion dacier, et comme il prinl 
de fye et sen vestit de toux les pajs quUavoil 
conquis. 

En celle sayson morust lempereur Friderich, 
qui ennemys mortel estoit du conle Pierre- de 
Sauoye. Et (ust esleu ia empereur le duc Otte de 
Bauyeres de la toaison de Haidberg, et de par la 
meyre il estott de Sayxsogne. Et estoit pallatin 
sur le Rin, cestoit roy des Romains, en leleci- 
con de lempire; se mist a venir contremont le 
Rin, et print a reseuoir les homages de lemptre, 
et vint iusques a Bale, et U il seiourna vng 

b espace de temps. Quant le conte Pierre sceust 
que son consanguene estoit fait empereur, il se 
mist en apareil de longue main. Et vng iour il 
se print a partir, dont son pays fust mal contant, 
car ils doubtarent, que lempereur ne ly feist au- 
cune vengiance, tant de la mort de monsegneur 
Herberad de Nydon, comme de la prinse dn dnc 
de Chophinguen, sy le conseyUiarent qu'ii ny al- 
last pas, mais quil ly envoyast; mais ce fust pour 
neant, car il sauoit bien quil lauoit empenssce. 
Sy fist aprester son nombre de gens embel arroy, 
et son estat et bagage, et sy armatoutes ses gens 
de cottes dacyer , et sy fist fayre secrettement vne 
robe pour ly, moytye dor et de soye, et nroytye 
daubergion de mailie dacier, et se fust, du les 

c destre et le drap dor et de soye qui riche estoit 
fust au les senestre, avoir ce fait, ii erra tant pas 
ses ioumees, o toute sa compagnie, qut vint a 
Basle, et quant il fiist dcssandus^ il manda a lem- 
pereur, que quant il piayrok a sa mageste , quil 
ly yroit feyre la reuerence. Quant ietnperenr Otte 
t>yst ce, il iy manda quil ly tardoit a le veyr, et 
quii le verroit vohuttiers, et a lye chiere; le conle 
Pierre se desabillia, et se vestist de sa robe dor 
et dacyer, et toutes ses gens armes le leur hau- 
bergions, et il poUrtoit vne grande espee en 
escherpe, et puis vint deuant lempereur, et ly 
fist la reuerence, ear sages estoit, et ly dist: 
« Sainte mageste et mon droittnryer signieur, ic 
» snis venus, et viens, a vostre hobeyssance, 

d * comme ie doy, et cenrme tenus y- suis, et a 
t) vons fityre homage et fidellile planyere de mou 
« deu. » Lempereur Otte, qoi le saooit de son 
sang et son parant, et qui «sfcoit «u siege de sa 
mageste sur vog eschaufitut, deuant legtise de 
notre Dame de Basle, quant il eust ey son f>arie, 
il le prisa «noalt et de sens et destre, et appella 
son ohattcellier, et puts deuaat toux ies barens et 
«eigneur de iempire qui la estoyent, il iy dist, et 
-desmanda pour qvoy il pwuntoit oelk robe myp&r- 
tye de paix et de guerre, et pour qaoy il estoit 
venus a tout lespee deuant ly , et quil 4y coman- 
doit, quil ry deist, auttremcait quii ne lenuestiroit 
point. Quant le conte Pierre oyst ses parolles, il 
dist: « Satnte magestc, vous ne <poues ignorer 



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'0 



DE SAVOYE 



i 7 4 



» que mes predecesseurs et moy ne soy ons partys a » arme et ltspee, et me fusse deffaiulu, et sy 



» de la seigneurye de Saxogne, etmon grand pre- 
» deeesseur monseigneur Berliaud de Saxogne con- 
» quis Sanoye et aullres pays , et de ligne en ligne 
» nous auons conqueru a layde de Dieu et de 
» lespee, et soubz votre seruice, sy porte le drap 
» dor pour vous honnorer, et larnoys et lespee 
» pour vous seruir, et pour moy deflandre en- 
» contre mes ennemis; et ausy pour quonquester 
» de myeulx en myculx. » Quant lempereur Otte 
eust oyes ses raysons, il le prisa plus que deuant, 
et de fait il len vestist de toux lcs pays et de 
toules les terres quil tenoit, et le fist vicayre 
de lempire en toux ses pays, et le baisa en la 
bouche, et puis le conuoya an disner, et le contc 



» ne moy heussies pas heu sans cop ferir, car 
» iusques a la mort ie heusse deffandu nion pays 
» lespce au poinl, car ic beusse heu vng aven- 
» tage, qui est tcl, car il na hoinme en toux 
» mes payz dc qui ie moy tiegne sy seur, quils 
» ne viuent et muyrent avequcs nioy, tant de 
» mal me veullent ilz. » Et lenipereur ly disl: 
x< Cest bien vesqu ct faittes que sage, car il nest 
» pas syre de son pays, qui de ses honunes est 
i) hays. » Le conte fust moult en la grace de 
lempereur , et fust de son estroit conseil , et 
desmoura pluscurs iours aveques ly, mais vne 
griefue nudadie le print tant, quil print congie 
de lempcrcur, et sen vint en son pays tout droit 



le mercya, et lacompagna, et disna aveques ly. b a Chillion , ou il maladia long temps, et ne 



Quant le conte Pierre se vist en la grace de lem- 
pereur, il ly dist: « Monseigneur votre mageste me 
» perdonnera bien, se ie vous dis aucunes choses?» 
Oy, dittcs seuremeut: « Monseigneur, il cst vray, 
» que la grace Dieu ic me suis acreu de pays, 
» et nay point souffert a mes ennemis, que ils 
» mayent foulles, et larmeure et lespee ont esles 
» ma conduitte, et pour ce suis ic ainsy venus au 
» deuant de votre mageste. Et sy mauoit on donne 
» entendre que vous ne menvcstirirs point de 
» Chablays et Dougste, ne de Vuadz, ne dcs 
» aultres pays, que nos predecesseurs onl conquis 
» tant cn Ytallie comme allieurs; or ic trouue,et 
» ay troue lc contrayre, donl ic vous rucrcye, 
» sy soys asseure, quc ic vous seruiray dc corps c 
» et de biens. » Et lempereur ly merrya, et disl: 
« Mon beau cosin , tenes vous pres de nous, et 
» nous faysons notre consseillicr; sy vous tenes 
» pres de nous, et uous vous feront du bien. » 
Moult layma lempercur par son scns ct par sa 
va.lliance, sy coinmanda au chancellier, quil ly 
feis ses lellres dc son enveslemenl. Et le chan- 
cellier desmanda au conte Picrre, quil ly monstrat 
les viellics lettres de sou invcstement, par pouoir 
fayre les aultres dessus tant de Sauoye, comme de 
Suse, et de Piemont, et de tous les aultres pays. 
El adonques le conte Pierre print sa grande espee 
et la saqua hors du feurre toule nue, et puis dist: 
Monseigneur le cliancellier , voyes sjr les lettres 



pouoit cheuauchier nc partir hors du chastel, cenon 
aucunes foys quil se mettoit en vne nagelle, el 
pregnoit de layr sur le lac; et ainsy il cogneusl 
sa mort et la fiiiement de sa vie, sy fist, or- 
donna son lestemeni et son lex, comme veyr porres 
au segondiesme chapitre sy apres; apres que inon- 
seigneur Philippe de Sauoye eust laisses les be- 
nelices de leglise quil lenoit, quant le pape le 
voullust fayre prestre. 



CommetU monseigneur Philippc de Sauoye laissa 
lcs bencfices dc leglise, et se marja a la con- 
tesse de Bourgogne a Sallins. 

Eslant le conle Pierre malade a Chiltion, le 
pape Clemcnt IIII, qui estoit de Prouence, et qui 
estoit huncle de monseigneur Philipe de Sauoye 
da part sa mere, comme aves oy sa devant, le 
quel fust fait pape lan de grace m. u. c lxv, et 
qui regua ui ans, ix mois celon la martynyane. 
Celly qui a escrit Ies crogniques de Sauoye il ly 
a mys pape Innocent, mais sauue sa grace, car 
rrllonc le papaliste ce fust Clemeut comme dessus 
est dit. Et cestuy papc Clemenl avoit heu graude 
guerre avecques lempereur Courradin, qui enlra 
au patremoyue de leglise emPullie, el ly fusl 
Charles en avde. Et cn ce tcnips fust fait con- 
pharonnier de leglise monseigueur Philipe de 
que iaj de mes signoryes; et puis, ly inonstra le d Sauoye, et Iy ballya on a comande larcheveschie 

de Lyon et lesueschye de Vallence pour soustenir 
son estast. Mais quant la guerre fust fenye, el 
Gonradiu eusl la teste couppee, le pape manda a 
monseigneur Philipe, quil voulloit quil chautasl 
et celebrast messe, ou quil laissast les benefices, 
car moult estoit le pape de bonne conscience, et 
sy avoit este maryes. Et ainsy illy comanda, que 
dedans lannee yl deusl prendre ordre de prestragc 
et les gres sacerdotals. Adonques monseigneur 
Philipe respondit, et dist a son huncle le pape : 
« Pere saint, votre sentite a maintenant bcan co- 
» mander, puis que vous estes empaix, et quc 
» plus naues mestier de moy ne de mon aydc, 
j> car graces a Dieu et le bon seruice de vos bons 



pommeau de lespee, et ly dist: Vees cy leceau, 
eutrc leltre nayge. Et le chancellier print a rire, 
et puis il lala dire a lempereur, qui ncust grant 
ioye, et dist au chancellier: Or ly faittes ses pru- 
mieres , car nous les ly donnons. II remercya lem- 
pereur, et lempereur Olte se print a faire colla- 
cion de vin et despices , et puis en es battemcnt 
il dist au conte Pierre: « Beau cosin , ce ie ne 
» vous heusse voullu envestir de Chablaix, de 
» Vaudz et dOuste, mais que ie les heusse voullu 
» avoir pour moy, que heussies vous fait par votre 
» foy. » Le conte ly respondist, et dist: « Mon- 
» seigneur, \ous en dirayge sur la foy et fidelite 
y> que ie vous doy, ic vous heusse tourne le coste 



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i 7 S 



CBR0NIQVB8 



176 



» subgets et tparans, Jnoy et aulues vous avons a draps dor, el de soye, et les noist moult honeste- 



scrui iasques au $aug, sans avoir point de votre 
» argent, ne sans gaudir de vos finaoces. Et il 
» pleust a vostre santite, que pour soustenir le 
» patremoyne de leglise a lencontre des ennemis 
» de leglise, par le conseil de vos freres les car- 
dinaux vous me bajliastes en comande pour 
soustenir mon estat, et les gens darmes lar- 
cheueschic de Lyon et lesueschie de Vallence, 
apres le deceps de monseigneur Guilliaume 
evesque de Vallence mon frere, et plus a votre 
santite de moy dire, que seurement ie la ceptasse, 
combien que ne fusse ne clerc, ne prestre, et 
que pour le sou6tenement de leglise ie le pouoye 
» fayre, et le me comandastes du voloir de vos 
» freres les cardinaulx, et de tout votre consci- b 
» totre, et ie vous responcUs: pere saint, ne moy 
» faitte fayre chose contre laume, car ie suis 
» cristien, et cristien morray au plaisir Dieu. Et 
» ie cuydant bten fayre, lottroyay, et ay este en 
» votre seruice ou encores suis loyaulment, et sans 
» estre guerdonne na my na quart. Et puis que 
» ie cognoys que les benefices ie ne puis tenir 
» sans pechie , ou de prandre lordre sacerdotal , 
» de sy et des ia ie prens congie de vons, et 
» vous quitte vos beneiices, et desmourray mon- 
» dain, car monseigneur mon frere de Sauoye a 
» asses pour nous toux. Et a dieu. » Le pape 
vist son nepueu endigne, et le cuyda appaisier par 
belles parolles, en disant: « beaulx niepz, vons 



ment darmes et de cheuaux. Et puis partirent 
toux deux de Rome, et- errarent tant par leurs 
iournees, quils ariuarent a CbUlion, ou Us troua- 
rent monseigneur Pierre le conte malade , le quel 
fust moult ioyeux de leur venue, et se esleassa au 
nueuk quil peut. Et quant Us furent a segret, le 
conte Pierre dist a son frere monseigneur PhUipe: 
« A monseigneur mon frere, que vous aves bien 
» fait de non avoir acepte leglise, et de non 
» tenir benefices, car vous vees que de nous huitz 
» freres, nous ne suraes desmores que deux, vous 
» et moy. Et sy avons troys neueux filz et enffaro 
» de notre frere monseigneur Thomas, et ie nay 
» que vne seulle fiUie nommee Coutence, la quelle 
» ne doibt heriter, ne ausy ie ne la soufreroye 
» pas a estre heretyere, quant il ny auroit aultre 
» constitucion ne ordonnence que la mienue. Sy 
» say queschapper ne puis de ceste maladie, pour 
» quoy mon beau frere, ie loe, et vous emprye, 
» que vous vuUies marier, afin que puissies au- 
» menter, garanlir, et garder notre pays, tant par 
» ligne, come pav aeroyssement de pays. Et sur 
» ce jay aduise, quil seroit bon denvoyer vne em- 
» bayxade vers la contesse Aiix, qui seulle heri- 
» tyere est desmoree de la signorye de Bourgo- 
» gne, et que ceUe puissies avoir, car delie se 
n dient tous les biens du monde. » Et monseigaeur 
Philipe ly dist: Mouit nous est prochaine de pa- 
rante, sj doubte , que dieux ne sen courrousee. 



saues que au benefice il lapertient seruice, et c - Adonques, dist le conte Pierre, cest chose le- 

giere, le pape empeut dispancer legierement. Sy 
ly acorda monseigneur Philipe. Et de fait em bien 
brief temps les embaysseurs aUerent et retourne- 
rent, et entretant furent reuenus ceulx de Bome 
Sy se partist monseigneur PhUipe, et sen aia a 
Sallins, ou il esposa la contesse Alix au chasteau 
de Bracon, et fiist hobeys et prins a signieur et 
conte de Bourgogne, a cause de sa fenune. 



)> pourtant ie ne dbibs nuUement souffrir a nul 

» laix a tenir benefices sans ordres, sy vous prye, 

» que vullies prandre ordres, et ie vous feray 

» cardinal, et vous accroistray grandement en be- 

» nefices, car ie vous desire moult destre empres 

» moy, sy vous prye que ainsy le motroyes. » 
Monseigneur Philipe respondist: « Pere saint, se 

» a simple tonsure votre grace me veult laisser 

» les benefices pour soustenir les droys de leglise, 

» ie vous seruiray encores, et y employray ma 

» parsonne, comme aultres foys iay fait, et mieulx 

» se ie puis; et ce non, pregnes vos benefices, et 

» enfaittes ce quU vous emplayra, car alayde Dieu 

» notre inaison a pour nous soustenir sans estre 



Comment le conte Pierre mourust embrief temps. 

Apres les nouces du conte de Bourgogne estre 
faittes en grant trihumphe, lon aporta les nouelles 
evesque. » Et ainsy il se partist du pape, et se d au conte Pierre, le quel en eust tressingulliers 



vestist dabbis sequlliers a robes courtes, veant le 
pape et toux ceulx de leglise, et clergies, et les 
cardinaulx, et chescung fust esbays, et ainsy il 
desmora aucung iours a Rome, et fist festes, et 
dances, et grant tryhumphe; et puis, print son 
nepueu messier Ame de Sauoye le quel il lauoit 
norry, et alarent prandre congie de leur huncle 
le pape. Et quant le pape vist messier Ame, qui 
noueau chiuallier avoit este fait en Romagne, et 
le quel estoit jeunne chiuallier et grant, et ausy 
monseigneur Philipe, il les eust volantiers retenus 
et y fist tout son pouoir, mais il ny pardist que 
le ienguage, car ils ne fussent desmorcs pour riens; 
alors le pape leur donna de lor, et de largent, et 



plaisir, mais sa maladie iy engreua, et print fort 
a maladyer tellement, quil cogneust sa mort aprou- 
chier, et sy fist son testement mouit honorable- 
ment. Et laissa son frere monseigneur Philipe, 
heritier et signeur et conte de la signorie de Sa- 
uoye et des pays conquis, et ordonna a ly ballier 
lanei de saint Mouris. Et quil le deust porter sur 
soy et ausy que perpetuellement tous les susces- 
seurs de Suuoye le deussent pourter en grandc 
reuerance, et beriter de heritier en heritier, de 
suscesseurs en suscesseurs. Et ordonna a sa fiilie 
Contense femme du conte Dalbanoys, vne somme 
dargent oultre son mariage, qui ia paye esloit, ct 
par cella U iespellist de non heriter, en confer- 



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'77 



Dli SAVOili 



mant les anc/ens Jte^tcinens de ses predecesseurs, a Crognique du Couie Philipe conte x le quel 



qui estoyenMels que nulle fillie ne fcmme ne 
deust ne ne peust heriter en nulles des seigneu-, 
ryes appertenans a Lj, signor,ye de Sauoye. Etre 
ce fajt \\ trespass/vv, et morust en Uu de grace 
w. n. c Lxyni, et fust portes en Haylte Combe, ou 
il{pMV, 

■ : .!:'>•< ;■> : ikm >•!=/. . >vl»jY n» vnyte.ni k> 

fiUh-mskrsiiUkii wtfffoiT *** termuK, •! • ■ 

•! t JfV.i-«-->i't i.i't •. SVII^ p •>»(!;![• -::! -•; 

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i -II >l :..,' "IMB MS19097S Ofil li ir.'i t '> '■:■■■ '::: j 



empauc ses pajs, et morust sans enffans. 
>;J *siir<j J^;i > liuo (h tvta% »qifjii r I dJiioj aJ 

Estre morl le conte Pjerre de Sauoye, il fust 
poi tcs et enterrp? sy nonorjjjjlement que possibLe 
fust, en Uaulte Combe, ct la fugt faitte son obse- 
que tel que myeulx ne $e peut dire. Et ce pen- 
dant, ceuU du pays mirent sus vnie partye des 
nobles, lesquck cn bon nombre allerent emBour- 
gogne vers leur signieur, et ly noncerent la mort 
tlc leur feu signipur, et ly requistrent, quil ly 
pleust a yenir prandre la possession de la conle, 
et de ses auhres pays comme leur droitturyer si- 
guieur quil e$toit, ct que sans contredil il ly ap- 
j>ortoyent la hobeissance du conscnlement tles troys 
b estas. Quant le coute Philipe les eust oys et sceust 
la mort, il fusl tiiste et dolant, et moult j>lcgnyst 
»|uil nauoit este a sa mort et a sou seuellement, 
Hl j>uis les nenjercya de leur bonne hobeyssauce. 
Et f>ui$ fist logier ct resoyure moult honorable- 
ment, et celle nuyt il oixionna torches et lumy- 
nayres de circ, et mauda par lout preslres et 
eclcsiastiques, et fist fayre a Sallins vug aullre 
obscquye moult sollcmpue, et furent vcstus ly cl 
tputes $es gens dabbis noyrs, et a loux poures 
robes blanches doiinecs, «t lanmosne a toux venans. 

.iiOiwlaV 



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Cornmcnt le conle Phiiipe conle de JJourgogne ct 
de Siiuayc vint cn Sauoje prendre possession. 
teol h .'j/onr^ >.'> «n.-noil f i; .//.•; . ii noa ab f |,„p j» . • , jirdl.il -•! liup Jaiisngo-i linp Jrisoi 

Le jeuellement cstrc fail, il appella ceulx de 
son couseil et ceulx qui lestoyent venu querre, et 
desmanda de ses barone aveques Jy, et puis priut 
congie de sa femme la conte6se, et puis se misl 
a cheuauchier tant quil fust en Sauoye. Toirx ceulx 
du payg sachans sa venue, ly alerent alencontrc, 
ct ly portarent lcs clefz, et fircut hobeissance, el 
les ecclesiasliques vindrent emprocessions, et ly 
|>orlarent lanel de saint Mouris, le quel estre dcs- 
saudus a genoulx en grandc humilite et deuocion, 
il baisa la croys et pnis lanel, et le print, etde- 
jutis il le porta sur sa char niie. Apres il ala par 
loux les pays ,et print les Gdeliites dcs nobles ct 
lcs liommages de toux; et puis il manda querrc 
d sa dame et femme la contesse Alix de Bourgognc, 
la quelle vint et fust receue moull liouorablcmenL 
Et la mcna, le conte Philipe, par tous scs jwys, 
ou leur fust faitte graude chiere, car moult fust 
ayme de tout son peuple et de toux scs subgels. 
Car il les gardoit et maintenoit, et les gardoit 
deslre foulles et ne leur soufroit a estre fait nulle 
estorcion ne nulle greuesse, et ne souffroit que 
nuls hotliciers les opprimassent , et neust souifert 
en nulie manyere que lpn eust fait desphtisir a 
ses gens, et par ainsy il fust ame et doubte tant 
en Bourgogne comme en Sauoye toute sa vie et 
les tint embonne paix et embonne tranquillite tout 
son temps, et vesquist tellement ique nulz ne leur 
fist molcste. 

33 



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'79 



De la contesse Alix'- 



CHRONIQVES «8o 

a labaye dAulle Combe, et donna tbtix ses muebles 
pour Dieu, et ordonna de belles ausmosnes, et fist 
de moults beaux lex,' et puis ordonna a la con- 
tesse de BourgOgne vne somm£ dargeht poiir la- 
croys de son dc^yre, et pour W qui! aymoit, car 
moult hotable dame' estoit. Et apres 0 ordonna a 
estre conte de Sauoye, duc de Chablaix et dOugste 
et marquis en Ytalye, Ame son nepueu le segonde 
ne. Et le prumier nes Thomas il fist signieur de la 
principaute et terre conquise em Piemont, la 
quelle avoit conquise le grant conte Thomas son 
grant pere. Et au troysiesme le .dernyer nes son 
nepueu Loys il donna la baronnye de Vaudz et 
Beugeys, et toutes les appartenances, ensemble 
piuseurs aultres chasteaulx et forteresse pour sous- 
tenir son estat 



Le conte Philipe apres ce quil eust prinse la 
possession de ses pays, il envoya querre la con- 
tesse sa femme en Bourgogne, la quelle vint et 
la receust a Morges. Et de la U la mena a Cham- 
berye ou lon la receust moult haultement, et la 
fiist festoyee a joustes, a tornoys, a dances en 
grant tryhumphe, et fust vng temps en bonne et 
grande prosperite, et chasca, et mena la contesse 
dung lieu en aultre puis sa puis la, mais tost apres 
il la maladia dune griefue maladie comme vous 
orres se lises, et cogneust sa - mort, et comme 
sages et bon cristien quil estoit il fist son teste- 
ment et son lex, et partist sa terre a ses troys 
nepueux Thomas, Ame et Loys, et fist dusegond 
nes conte de Sauoye. Et donna a sa femme la 
contesse grant acroyssement > mais ce fust en ar- 

gent, car il ne ly vottust donner nulle terre, car VelamurmuraciondeThomatprumierne de Sauoje. 



asses en avoit em Bourgogne. Sy me teray delle, 
et reuiendray au partage. 



Thomas le prumier ne de Sauoye fust dedesgne 
et mal contant de ce que le conte Philipe faysoit 
son mains ne conte et signieur, et comensca a 
murmurer, et ne se peut tenir de parler. Et disi: 
« monseigneur mon huncle, vous faittes contre 
» droit, car le prumier ne doibt emporter k 
» chiefs de la signorye, et ie suis prumier ne, 
» par quoy vullies y aviser, plus par raison que 
» par voulante, car il me greuera se ainsy le fettes.» 
Quant le conte Philipe eust oye la mal voulante 
ment quii cogneust quil le falloit morir, et quii e de son nepueu Thomas de Sauoye, il fust moult 

indigne, et lors deuant le secrettayre et nottayre 
il leur dist et parla prumierement a Thomas, et 
ly dist: « beaulx niefs, ie vous avoye donne du 
» mien plus que naues merite et que nestes digne, 
» et vous ne me saues nul gre; ie vous cogaoys 
» asses , car vnques ne fust que yous ne murmu- 
» risies et tout votre corps nest plain que de toute 
» rymour, et sy ne vouiles pas tenir mon teste- 
» ment, ne mon ordonnance. Mais pour ce que 
» ie vueil que vous sachies que iayme myeulx Ame 
» que nuls de vous, ie vueil et ordonne quil soit 
» votre signieur, et que vous deux soyez de cy 
» en avant ses vassaulx et subgebs, et que tenes 
de ly toutes les terres que ie vous ay donnees, 
» et ausy de tout ce que porres acquerir de cy 
» en avant. Et sy vueil que maintenant vous troys 
» aproues mon testement, et que promettes a le 
» obseruer et tenir sans contredit. Et celly qat ne 
» levouldra ratifier, ie le priue de sa terre, et ia 
» donne aulx aultres qui seront contans de tenir 
» et obseruer mon ordonnance. » Lors sauansca 
monseigneur Ame deuant le tabeUion, et jura et 
promist de le tenir et obseruer, et ratifia son or- 
donnance, en remarcyant son signieur et huncle. 
Et puis Loys le mains ne sy hobeist, et iura pa- 
reiiiiement. Et quant Thomas vist les deux freres 
aioings en contre ly, bon gre mal gre il hobeist 
a la volante de son huncle ie conte Philipe, et 
ne vouttust plus alicr a lencontre de sa volanle, 



Contment le conte Phitipe partist sa terre a ses 
trqjrs nepueux, Thomas, Ame et Lojrs, et com- 
ment U fist Ame le segond ne conte, car U 
lajrmoit. 

Ce temps durant le conte PhUipe sa maladia, 
et ly sourprint vne moult griefue makidie et teUe- 



nen pouoit eschapper de ceUe maladie; et vist, 
quU nauoit nuls enffans , sy vouUust fayre son 
testement. Et sy fist aduenir son nepueu Ame, ie 
segond ne, lequel tt lauoit norry, et ly dist: 
« beau nyes, ie vous ay norris et vous ayme, car » 
» tout dis vous maues fait a plaisir, sy vueii que » 
» soyes conte apres moy, et seres conte dc Sa- » 
i) uoye, duc de Chabloys et signieur dOugste et » 
» marquis en Ytalye, et aures lanel de saint » 
» Mauris. » Et lors ly respondit Ame son ne- » 
pueu: « monseigneur mon huncie, ie doubte, que » 
» monseigneur mon frere Thomas qui est prumyer » 
» nes nen soit mal content, pour quoy vuUies y » 
» aviser; ce non hostant, monseigneur, ie vous » 
» remercye, et votre voulante soit faitte, car ie d » 
» suis celly qui hobeyray a vos commandemens , » 
» et a moy soufeist votre voullante. » Lors dist » 
le conte: or, ne vous soussieez et ne faUtes nul » 
semblant. Ainsy avint quil mande a lendemain ces » 
troys nepueux Thomas, Ame et Loys. Et eust son » 
secret secrettayre, et en leur presance U ordonna 
son testement, ainsy quil senssuist: prumierement 
il donna son aume a Dieu, a notre Dame, et a 
toute la court cellestiette, et print en avoquas et 
avoquates ma dame sainte Anne, sainthe Elisabetht 
et sainte KateUine nomeement, et monseigneur 
saint Jean Baptisle, et saint Mouris, et saint 
George, et saint Michiel, et puis toux les auitres 
saints et saintes, et ordonna a estre enterres en 



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181 DE SAVOVr. 

:iins sc conleala dc loidonnance cL dc son lcs, ct 
promist, et jura, et ratifya en la main du secret- 
tayre et thabelliou, et vltre il promist a son hun- 
cle le conte sur sa foy et sur son honnour de non 
iamais aller au contrayre du voulloir de son or- 
donnance. Et des lors il soubmist ct fist soubniettre 
soubs lomage du conte Ame son nepucu, le quel 
il cnvcslist de la conte et des signoryes dcuant 
tlilles, cest assauoir Thomas et Loys, et des lors 
en avant ont estes les dittes signoryes soubs la 
haulte signorye de Sauoye. 



1 



a Cvognique dc messivc Ame en nom a\\ el conte xi 
de Sauojc, cL comcnt ses deux fvcves allevent 
pvandve possession de leuvs pajs. 



movt du conte Philipc. 



Auoir acompli le conte Philipc son teslemcnl el 
quil eust acorde ses troys nepueux, il vist et co- 
gneust sa mort, et lors il fist aller cryer et notti- 
fyer par tous les pays tant de Sauoyc, comme 
de Bourgogne, cmc se il estoit parsonnc quil se 
plegnist de ly ne a qui il deust riens, quils lc 
venissent nottiflier, ct que lon paycroit el contcn- 
leroil vng chescung; et ordonna gens propres ad 
cc fayre. Et puis fisl donner et payer aul.v poures 
religieux et gens deglise , celonc sa voulanlc. Et 
pareilliemcnt aulx vesues, aulx orphelins, pupiles 
et pucellcs, et aullres poures necessitcux, et sy 
guerdonna toux ceulx dc son hoslel tant cn argent 
comme en joyaulx, robes, veslurcs, chcuaulx, ar- 
noys et aullres bagues, lellemcnl cpie avant le 
trapas dc se cyeclc il ne ly dcsmora vng seul 
mcublc, cxccpte lanel de saint Mauris, lc qucl 
dcuant lous il losta dcssus sa char, el le baillia 
en heritage a son ncpueu le conte Ame, et lc fi6t 
chiuallier, et dcpuis fus appcllc mcssier Ame et 
conle, comme dessus est dit. Apres ces choscs 
faitlcs, il Irespassa, ct fust portes , soutlcrres et 
cnseuellis en labaye clAulte Combe, en grande sol- 
legnile el en grant tryhumphc, car avant sa mort, 
il leur avoit acreu de rantes et donnes habis sa- 



Quanl hs troys frcrcs heurent fait et acomply 
losbsequye et lenterrement du bon conte Philipe 
leur hunclc, vng chcscung deulx print la dresce- 
mcnt dc son chemin pour aller prandre vng che- 
scung dculx la posscssion de lcurs tcrres ct pays. 
Et quelquc male contcnlacion quil ly eust cslc 
par avant, ils furcnt dung tres bon acort, ct pro- 
myrent et iurarent destre lous vngs, et ainsy le 
siguicur Thomas dc Sauoye passa oultrc Mont Senys 
ct scn ala era Picmont, ou il print sa possession; 
ct le signieur Loys sen ala cn Vuaudz; et le conlc 
b Ainc ala preudre la possession de sa conte et de 
ses pays. Sy layssc ysy le contc de lisloyre a parlc 
du signieur Thomas de Sauoye, qui fusl preux el 
bou chiuallier, et cle sa gcnologic, et comme vng 
bls quil eust nomme Philipe, fust princc de la 
Moree, ct dc lcurs conqueslcs et viltoyres. Et 
ausy fait il du signieur Loys signicur dc Vuaudz, 
et dc sa lignee, et de ses proesses, car lcurs cro- 
gniqucs cmparleront plus a plain en temps el en 
licu, se liscs aprcs. Et ensuyurons noslrc malcrc 
suyuajjt la crognique et les fais du contc Ame. 



a moult grant plante ; sy fust moult plains car bon 
et pj*odons estoit, et chcuallei - eux. Et sy morust 
cn gi-ande deuocion et bellc j-epentance, et en 
graude cognoissance, cn laii de grace de la nati- 
uite de nostre Scigneur Iehus Crist lan m. cc. uii." 
ct v. 



Coment le conle Ame eust pav fcmme 
dame Subbille contcsse dc Bagie cmBvesse. 

c 

Lc conte Ame xi de Sauoye fust prince sagc et 
discrct, et moult curieux, et en oullre fust de 
moult belle estature, et fust plain de bonncs meurs. 
Et quant il eust prinse sa possession, et la fidc- 
lite des plus grans iusques aux maindres, il ve- 
quist vng tcmps moult amyablcment aveques eulx, 
ct tcllement quil conquist lcur amour, et ne vi- 
uoit pas comme signicur avcques ses subgetz mais 
comme compagnon; il jouoit de lasbalestre avc- 
ques les bons hommes du pays, et leur donnoyt 
prys, il tyroit de lase, et y instruyst moults dc 
ses nobles. Et cstoit rccognoissant des seruices a 
ly fays, ct ouroit par i-ayson sans estre ne trop 
cschars, ne trop prodigue, il nc faisoit riens sans 
d conseil et meure deliberacion , et tellement se 
contint, que par sa bonte, et non pas par foi - cc, 
il fust signieur, et ayme de tout son pays et de 
ses subgets. 



Coment le conte Ame fust contraini a soj marier. 

La grande amour, quc lcs signicurs, barons, 
gcntils et nobles, et les troys estas hcurent a leur 
signieur, leur contregnist a en horter Ieur signieur 
a.ly marier. Sy ordonnerent les troys estas, gens 
a ly parler, quil ly pleust a soy marier, car tout 
sc rccouroit fors lc temps pardus, et ly distrent: 
« tres redoubte signieur, nous sumes ysy envoyez 



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.83 



CIIRONIQVES 



184 



» de la part de vos subgets , et du voulloir de tous a 
» vos pays, pour vous requerre et supplier, quil 
» soit de votre grace et plaisir de vous marier, 
» ainsy que Dieulx la comande, et afin que la 
» bonte de votre signorye nous desmeure emper- 
» petuelle memoyre. » Le conte Ame les remer- 
cya, et cogneust leur grant et bon vouUofr, et 
puis leur dist: « Signieurs et amys, troues moy 
» ou et lieu conuenable, et ie ne vous detliray 
» pas. » Lors fust avise, que vne contesse de 
Baugie , la quelle estoit desmouree herytiere de la 
contee, et quis fiUie estoit au duc de Bar, laqueUe 
joyne, sage, et belle, et bonne, que lon envoyast 
par deuers eUe, et que se Dieux lauoit ordonne, 
que le mariage sacomplist. Quant le conte Ame 
les eust oys, il penssa vng peu a persoy, et puis b 
leur dist : « la dame SubbiUe contesse de Baugie 
» cognoys ie bien mieulx que nulles aultres loin- 
» taynes , que ie ne say quelles sont, ne que que 
» ie ne cognoys , sy seroye plus contant destre 
» maryes a vne myenne voysine que a vne loin- 
» tayne, que ie ne cognoistroye, car la bonne 
» renommee, et les bonnes condicions sont plus 
» de sa prochayne, que ne son les richesses des 
» loingtaynes et estrangieres. » Quant ses subgetz 
virent, quU sacorda adce , Us fiirent moult ioyeux, 
et ly dirent: « monseigneur, vous aves escleu la 
» bonne et miUieure partye, car elle a renomee 
» bonne et noble, et sa parsonne est sage, et de 
» beau maintient, et sy a bonne et vaUliable terre, 
» et la quelle est iointe a votre terre de Bresse. » c 
Lors furent escleu les ambaisseurs pour y aller, 
et pour traittier le mariage; sy y aUa messire 
Pierre de la Baume signieur de Vualefin, le chan- 
ceUier, et le president, et plusieurs aultres si- 
gnieurs, et tellement exploitarent, que le traytye 
du mariage fust acorde, fait et conclus ; dont tous 
les signieurs barons, chiualliers et escuyers, et 
tout le comung tant de Bresse que de Baugie, 
furent moults ioyeux et contans, a cause de lalie- 
nement des deux pays et de leur passificacyon , 
car par avant tout dis estoyent en debas et dife- 
rances, et fust faitte vne grande ioye en tout le 
pays. 



Des nopces faittes a Chainberye. 

Estre conclus le mariage le plus brief que fayre 
se peust, lon mena la contesse Sybille a Cbam- 
berye, et la furent esposes, et faittes les nopces 
en grant tryhumphe, et liesse; la furent ioustes, 
et tornoys et beourdis, dances, momeryes, mo- 
risques , et moults desbattemens par plusieurs 
iours, mais en tous les esbattemens le conte Ame 
se .porta sy bien , quil lemporta le pris , tant des 
dames comme dung chescung, et par la vraye 
cognoissance des roys darmes, heraux et parsny- 
uans, et a tout iugement du droit darmes. La 
fcstc estre faitlc, chescung sen repayra, ct le 



conte Ame et la contcsse Sybille mcnerent joyeuse 
et bonne vie , et allerent visatant les pays, chascent 
et festoyant, et ainsy furent aucung temps avoir 
visate ses pays, ou par tout il mist ordonnance 
de justice, il retourna a Chamberye, ou il lordonna 
le conseil et la chambre des contes, et la fust 
desmorant long temps, sans ce que la contesse 
portast nuls enffans, dont ly et eUe et tout le 
pays furent et estoyent maulx contens, mais ce 
non hobstant ne ly ne eUe nen faysoyent sem- 
blant, ains sentremoyent et honoroyent, et ser- 
uoyent Dieu moult deuottement, et faysoyent de 
grans aumosnes et de grans biens secrettement, 
et aymoyent Dieu et les siens et maintenoyent 
iustice. Et ainsy vesquirent vng espace de temps 
sans avoir lignee ny enffans, dont tout le pays 
estoit mal contant et desplaisant. 



Comment le contc Ame et la contesse Subille son- 
gerent vne nuyt vng mesme songe , et wrent 
vne mesme vision. 

Ainsy desmorarent vng espace de temps le conte 
et la contesse sans avoir nuls enffans: moult de- 
uotte estoit la contesse et moult bon estoit ie 
conte, sy seruoyent nostre signieur, et requeroyent 
quU leur donnast lignee. Et ainsy leur avint vne 
nuyt, que toux deux songerent vng mesme songe 
et pareil. Et fust tel quUs veoyent six joynes enf- 
fans en leage dignoscensse , lesquelx faysoyent 
loanges a Dieu. Et ly faysoyent proyeres, quil ly 
plcust a donner lignee au conte et a la contesse, 
dont ils peussent avoir ioye, au jouuyssement de 
la suscession et gouernement du pays, et pour 
regir le peuple de Sauoye au temps a venir. Le 
conte sesueillia souldainement et getta vng grant 
souspir, et tel que la contesse sen esueiUia, et 
ly dist: a monseigneur, quaues vous? et il respon- 
dist: fors que bien, ma dame et ma mye, mais 
pleus a Dieu que ce que iay songye fust vray. 
Et la contesse ly dist: or pleust a Dieu que ce 
que iay songe fust vray. Lors dist le conte: or 
ne men dittes riens, ne ie ne vous en dirqy riens, 
mais souuiegne vous en, et le faitlez escrire, et 
ausy ferayge; et ainsi le firent separe lung de 
lautre. Et quant ce vint au descourir, lon troua 
que cestoit vng mesme songe ; lors pensa vng peu 
le conte, et puis dist: « ie voe a Dieu que ie 
» fonderoy o vng couent six enffans dynoncensse 
)> au seruice de notre signieur, et le feray en 
» telle intencion, que notre signeur nous donne 
» lignee, et les ordonneray au plus deuot lieu 
» que ie porray trouer. » Et avoir fait le veu, il 
ne desmora guieres, que la contesse engrossa et 
emceinta. Et au bout de son temps elle peperist, 
et fist vng enifant, qui nomme fust Edoart, dont 
tout le pays fist grant ioje, et fust la feste grande; 
lors sc recorda le conte dn veu quil lauoit fait , 
ct eust conseil. Et de fail il ordonna et fonda en 



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i85 



DE SAVOYE 



186 



saint Pierre de Clugny six innoscens a. au Dauphine, et passerent par vers Mon luel et 



ioyues entlans, lesquelx cleussent sauoir leur chant 
pour seruir au seruice diuin, et de fait y ala, et 
les renla, et fonda au dit couent par lel nioyen, 
que ausy lost que les dits enftans istroyent hors 
de leage dinnoscence et paruiendront a la do- 
lossence, cpiil fust hoste, et mis vng aultre en son 
lieu, et ausy quils deussent porter labit de la re- 



au port dAloettcs, et a tous les aultres pors, et 
( orrurent toute celle marche du Dauphine, et 
prindrent prisonniers et proye , et amenerent 
besliaume a grant foyson, et firent moullz de 
maulx en attes de guerre. Quant les nobles du 
Dauphine se sentirent ainsy greues, ils se mirent 
sus, et vindrent sur les champs pour cuyder re- 



ligion, et en yssant de la puerilite quils deussent courer leur proyc, mais ce fust pour neant, car 



dcsmorer de lordre et avoir leur prebande et 
substance. Et ausy ce il lauenoil que aucung deulx 
morust en lestat dinnossence, que lon ly feyst 
loffice et le sacrefice des innossens. Et de fait il 
les renta tant en argent comme en tcrres et aultres 
biens , et leurs donna de moull/, riches vestemens 



le conte Ame les altendist et les reboutta, et sy 
en y eust pluseurs mors, mais la messiie Thomas 
de Sauoye il entra sy avant, et sy porta sy vaillian- 
tement, quil ly fust blesce a mort, toutes foys 
le champ leur desmora. Les Dauphinens relraix, 
le conte Ame et monseigneur Loys dc Vuaudz fi- 



deglise et aornemens dautcl et de beaulx rcli- b rent porler monseigneur Thomas a la coste saint 
quayres. Et de ccs pachtes et conucncions furent 
faittcs hobligacions du couent, de perpetuellement 
ce obseruer a la noble maison de Sauoye, em- 
priant pour le salut et laumentacion de la noble 
lignee de Sauoye. Ce eslre fait le conte priut con- 
gie de labe et des religieux pour sen rctourner, 
lesquelx le voullurent conuoyer iusqucs a Macon, 
mais il ne voullust; et ainsy il print congie, et 
sen retorna, et vint ioyeusemenl vers la contcsse 
sa femme. Et leur fist Dieux lelle gracc, que cn 
celle nuyt la contesse conceusl vng fils maslc, le 
quel elle pourta son temps, et uaisquist, et fusl 



Andrieu, ou il morust en lan m. cc. lxxxiii. 

■ 

Coment le dauphin Humbert fist son mandement 
pour resister au conte Ame de Sauoje. 

Quant le dauphin ce vist ainsy folle, ct quc son 
pays fusl gaste et assacquamande et forrage, il 
fust dollens et yres, et manda ses barons, comme 
le signicur du Bouchage, de Sessonnage, de Tul- 
lins, et les aultres signicurs, et fist tout son cf- 
fort, tant dcs nobles comme daultres, et deslibera 



battise par non Aymo, dont le pays fist de rechief de soy vengier de loutrage et. daumage, que ly 
graude ioye et feux, et feste pour lacroyssement avoit fait le conte Ame de Sauoyc, mais la plus 
de la noblc lignce de Sauoye, la quelle ils veoyent c part de ceulx de son conseil ne ly loai-ent point, 
multiplicr. Etaprcs ils heurent troys fillies de temps ct ly desconseilliarent larmce et lemprise, car il 



en temps: la prumiere eust a nom Hclynoyre, et 
fust marye au duc dAutheriche. Et la segonde eust 
a nom Margucrite , et fust marye au marquis Jchan 
de Monlferrat, au quel Iehan fallist la gencracion 
dAlleran le prumicr signieur et marquis de Mon- 
ferra. Et la tierce fillie eust a nom Agnes, la 
quclle cust pour mary le conte Guilliaume dc 
Geneue. 

Comment le dauphin Humbert deffia le conte Ame, 
et comment le conte Ame Ij fist guerre au Dauphine. 



ne pouoit allencontrc du conte Ame de Sauoyc, 
nc ncstoit pas pour le greuer, ne ausy pour ga- 
gnyer son pays, car trop fort estoit, et considrrc 
la fortcsse du pays el la puissance de ly, le conte 
estoit plustost pour gagnycr son pays, que ly lc 
sicn. Quant le dauphin eust oys son conseil, il 
le creut, et cogneust quc seul il ne pouoit a len- 
contre du conte. Sy manda et envoya vers le conte 
de Geneue, et vers ses aultres allics, et pour rc- 
sister et gucrroycr le conte Ame de Sauoye; et 
mirent sus vne grande puissance pour vouUoir 
cnlrcr el guerroycr les pays du conte; mais le 



conle Ame ne dormoit pas, ains fist son armec 
Apres vng temps que le contc Amc eust fonde ^ et mist garnisons aux frontycres, et tellement se 

conduyst, quil leur rompist leur armee, el nc fi- 
rent riens se non gastcr lc pays du Dauphine, et 
y firent pis que lcs efinemis. Et sen partist le 
conte dc Geneue, et sen relourna en son pays, 
et lc dauphin se retrayst en ses pays, et fomist 
les places des marches . et frontyercs pour la 
doubtancc du conte Ame. Mais ce pendant le 
contc Amc sceust leur desparlye, sy scn ala au 
deuant dune place que le dauphin ly avoit prinse, 
qui Septime avoit a nom, et la print dassaul, et 
la regagna, ct puis la fortifya, et la fournist dc 
gens, et de viurcs, et dartillierye moull grande- 
ment, ct bicn cuyda oultrc passer, mais son con- 
scil ne ly apporta pas, ct ainsy il sc rclira en soa 



scs mnoccns au saint couant de Clugny, et quil 
fust rcpayre en Sauoye, et quil cust deux filzs 
masles, cest assauoir Edoart et Aymo, le conte 
llmbert dauphin de Viennoys qui alye estoit ave- 
qucs le conte de Geneuc , le dit dauphin manda 
tlefiyer le conte Ame de Sauoye. Quant lc conlc 
Ame se sentist deffycs du dauphin il le manda 
subbittement a son firere monseigneur Thomas 
conte de Piemont, et ausy fist il a son frere Loys 
monseigneur de Vuaudz, et au signieur de Baugie, 
et au signieur de la Baume, et a moulls dautres 
barons, chiualliers et escuyers , el molt sccretic- 
nu;ul Hrent vne quantile de gens darmcs ct dc 
gena a pie. El aprcs cn vnc nuyt ils entrarcnt 



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187 



CHROSIQVES 



188 



payz, ou U lint instice haulle et planyere, et se a de Geneuc, et le daupbin ses aduersayrcs , fust 



maintint tellement <jue chescung layma et doubta. 
Et tout iours il cheuauchoit en armes, et ne rom- 
poit point son armee, et sy entretehoit ses gcns 
moult amyablement, et ainsy desmora vng temps. 



Comment le conte Ame guerrqya le conte de Geneue. 

Estre regagne Septime, vindrent nouelles au 
conte de Sauoye , que le conte de Geneue sestoit 
party du Danphine, et quil entra en Vuaudz, et 
ly il fist aspre guerre , et corrust iusques aux mar- 
ches de Chablaix et du Viuerays, et par toute la 
contree fist grant greuance. Et nestoit nuls qui 
peust ne osast aller de marcbe en aultre sahs estre 
mort ou prins, dont le conte de Sauoye fust moult 
mal contant, quanfil sceust les nouelles, sy dist 
en soy mesmes, le conte de Geneue cest allies au 
danphin a lcncontre de moy, mais ainsy ne des- 
mourra; et ie y vueil remedier. Lors fist son man- 
dement sy secrettement, que peu de gens sen ap- 
perceurent, et assembla 6es nobles et son armee 
tout quoyement, et corrust en Geneuoys, et y fist bayxeurs de toutes pars vers le conte Ame de 
moult de daumages, et puis se retrayst a Geneue. Sauoye, et ly remonstrerent les griefs, daumages 
Et la il se mist et se retrayst au chastel de lYle et peril des pays, et en vltre que par leur def- 
sur le pont du Rosne, afin quil peust avoir son faut la croysye pouoit desmorer; et que, se par 
aller et retourner, et son passage en Vuaudz vers ly il desmoroit, quil feroit mal, et quil en anroit 
monseigneur Loys ■ son frere ; et apres aucungs reproche. Et que desia le dauphin y avoit consenty 
iours, ly et ses gens estre refreches, il se mist et enclus le conte de Geneue. Quant le conte Ame 
empoint pour aller combattre le conte de Gene- c eust oyz les ambayxeurs de tous les signieurs, il 
uois. Et sen ala tout droit a Nyons, par cuydier les remercya moult grandement, et leur fist lon- 
trouer en Vuaudz le conte de Geneue, mais le neur le quel a vng chescung appertenoit. Et puis 



espanchee en diuerses partyes du monde; et fust 
la renommee grande des griefz maulx et daumages, 
qui se faysoyent tant dung couste que daultre. Et 
tellement qnil vint a la notice du pape Gregoyre x, 
et de Ruodolf conte de Augspurg, qui avoit este 
esleu a roy des Romains a Basie, et fust esleu 
en lan h. cc. lxxiii, et regna xvm ans , et laproua 
pape Gregoyre x, le quel ie coronna a Rome, ou 
le conduyst le conte Ame, come verres se lizes, 
et aussy vint assauoir au roy dEngleterrc et an 
duc de Bourgogne. Et le pape Gregoyre qui en- 
tendant de mettre sus la croysye escriuist an roy 
des Romains et au roy dEngleterre et au doc de 
Bourgogne que pour ie bien de toute cristiennete, 
que lon tratast la paix entre le conte de Sauoye 
et ses aduersayres. Et toux les signieurs fhrent 
entallantes de y envoyer leurs ambayxeurs et mes- 
sages pour le traitement de la paix. Et prumye- 
rement ils allarent par deuers le dauphin; et apres 
pluseurs parolies le dauphin sacorda, et quist U 
paix, mais que le conte de Geneue y fust enclos 
et conclus en la paix. Et de la vindrent les am- 



conte qui auoit ses espiez sen partist, et vmt par 
le hault de Vuaudz, et ala passer par le pont de 
Charicye, et se retrayst en son pays. Quant le 
conte Ame sceust quil le fuoyt, et quil ne laten- 
doit point, ii corrust, et gasta tout le pays, et 
passa iusqua la cluse de Giaix, quil print, et le 
chastel de Leye , et se saysist tellement des places 
du pays, quil pouoit aller et marchier de scs pays 
en aultres sans lc dangiers de ses adversayres. Et 
avoir ce fait, il retorna a Geneue, et de la a 
Thonon et a Yvyans , et vint aulx Allinges , ou il 
establist deux forteresscs , et fust entreuk la guerre 

sy mortelle et tant longuement, que maintes villes d fermee la paix a vng chescung par soy, et celle 



leur conta ses droys et les tors de ses aduersay- 
res, et quant tout fust" propose, replique et dou- 
blique, il leur dist: « ja a Dieu ne plaise quU 
» soit raproche a la maison de Sauoye, que par 
» moy desmeure vng sy hault et sy grant Vien 
» comme lexaulcement de la cristianyte, et suys 
» contans de la paix et de la cort tout teliement 
» que les pachtes du conte de Geneue et lacort 
» soit fait entre le cohte et moy, et celles du 
dauphin entre ly et moy; car ie ne vouldroye 
quen defialiiant de lung a lautre il me peust 
porter daumage. » Et ainsy il fust acordee et 



en fiirent destruyttes, maintes gens mors et les 
champs gastz. Et chacung iour dung costc et 
daullre gens prisonnyers et ranssones, et quazi 
tout ie pays mabnenes, mais tout dis le conte en 
avoit le miliieur, et ainsy se maintint longuemcnt 
le conte Ame de Sauoye. 

Comment le pape Grcgqyre x, et le rqy dEngle^ 
terre et le duc de Bourgogne passijierent le 
conte Ame de Sauoye aveques le dauphin et lc 
conte de Geneue. 



paix et concorde fust cryee et nottifiee par tout les 
troys pays. Et ce estre fait, ils remarcyerent les 
signieurs ambaysseurs, et leurs donnarent grans 
dons, et puis chescung sen retorna et repaysa vers 
son signieur et maistre. 

Comment lempereur Ruodolf conte de Auspurg , 
quifust esleu a Basle lan m. cc. lxxiii., avoit 
mande au conte Ame, se ille seruiroit, a aller 
a Rome, et ce il le condujrroit par son pays; 
et comme il Ijr ala dire la responce ly mesntes. 



La renommec de la forte et dure gueric, qui En celluy tcmps rcgnoit le roy des Romains 
cstoit cntre le conlc Amc de Sauoye, et lc conte nommc Ruodolf dAuspurg, Ic quel fust esleu a 



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i8g 



DE SAVOYK 



Baslc pour rcgncr cn ftifl£i#, et fnsl son ellec- a vers le pape; le quel avoir oye sa requesle ne ly 



cion faitte eu lan m. cc. lxxiii. et rcgna xvin. ans, 
et la proua papc Gregoyre x , et en celluy temps 
fust la croysye, et en celly temps fust lesclipse 
generalle emplain midy, etfustfamine moult grande 
et furent lcs tcmpliers brulcs et destruys par toute 
la crisliennete ; et fust la cite de Lyon prinse et 
anatamatysee pour ce quils ne creoyent pas que 
procedist du Pere et du Fils le Saint Esprit. Et 
en ce temps fust Engilrand a Paris pandus, et 
furent deux comcttes, et le roy de France fust 
confus en Flandre ; et pour ce que ie viegnc a la 
verite, celluy qui a escriptes les aultres crogni- 
ques, il la dit que en ce tcmps fust Hanry de 
Lucemburg ct pape Clyment, mais il nest ainsy, 
car certuy Hanry et pape Clymcnt furent en Avi- 
gnon lan m. ccc. vni. , et ne fust jamais coronne a 
Roine. Et Ruodolf le fust ainsy , comme orres que 
le conle Ame de Sauoye ly mena. Et sachies que 
cntre lempereur Ruodolf conte dAuspurg ct lc roy 
Ilanry il ly eust dcux roys Romains, cest assauoir 
Adoif de Nasxoe qui regna vi ans en Alamagnc 
sans coronne imperial; et puis y fust Albert fils 
de Ruodolph dAuteriche, qui regua x ans en Ala- 
magne sans la coronnc de lempire. Et ces deux 
regnarcnt soubs pape Bonyface vm , et puis y vint 
Hanry dc Lucemburg, comme ia esl dit, et comme 
orres se lizes. 

Or apres que lacort du conte Ame de Sauoye 
ct du conte de Geneue et du dauphin fust fait, et 



osa refuser, et ly ottroya, et se mist empoint, et 
requist a lempereur quil ly balliast aucung des 
siens pour veoir coment il besogneroit; mais lem- 
pereur ly dist quil ly avoit asses de ly. Et ainsy 
se partist le conte Ame o son estat, et cheuaucha 
ct erra tant quil vint a Pise, ou il trouua pape 
Gregoyre, le quel ly fist grande et bonne chiere. 
Et puis fist son ambaixade , et fist tant quil lacorda 
sucunes diffcrances questoyent entre le pape et le 
roy des Romains Ruodolf, et puis print congye du 
papc et des cardinaulx, lesquelx ly donnerent de 
grans dons, et ly promist le pape quil lyroit at- 
tendre lempereur ou roy dcs Romains a Rome, 
ct qne la il le coronneroit. Et ainsy sc partist le 
conte Ame de Pise, et sen retorna et cheuaucha 
tant quil vint a Berne, ou il rencontra lempereur 
*a moult noble compagnye, qui desia lauoyent mene 
de Basle a Berne. Quant lempereur le vist, ne 
chaut desmander se il ly fist bonne chiere, et en- 
corcs plus grande quand il sceust comment il lauoit 
besongne, sy se misl des celle heure en avant en 
la conduytte et protecyon du conte. Et quant le 
conte vist la fiance et lonnour que lempcreur ly 
faisoit, il ly dist: « Signieur, ie vous remercye dc 
» cc que tant vons fyez de moy; or soyez certain, 
» que a layde Dieu ie vous conduiray a Rome et 
» seurcmcnt, et nayez doubte. » Lempereur le rc- 
mercya et le lint aupre de ly. Aprcs fist le conte 
partir lcmpereur, et Ia mena de Bcrne a Murat, 



quc lcs ambaixeurs de lempercur furent relornes, c ct ne vint point par Fribourg, pour ce quil le 
ils dircnt tant de bien a lempcrcur du eonte Ame 
de Sauoye, que incontenant il ly manda quil avoil 
voulante de parler a ly et ly manda , prya et re- 
♦piist quil vienst verly , et lc conte fust entallente 
dc le seruir; sy sc mist, el se mist en chcmin, 
avcques sou estast et aucungs nobles, ct sen ala 
a Basle vers lempereur Ruodolf dAuspurg, lc qucl 
le receust a lyc chicre, et ly fist moult grant 
honnour et acueil. Et quant il eust oy parlcr et 
quil leust son conseil, il lc retint aveques ly , ct 
Iy prya quil ne labandonnast point, ct quil le 
vausist conduyre par son pays pour aller a Romc 
pour soy couronner , et ausy quil ly aydast a pas- 
ser par my a la terrc de Lclegon, qui alors estoit 



vouloil mener et conduyre tant quil porroit par 
sur sa terre, et ausy pour ce que la ville estoit 
du duc dAuteriche, qui nesloyent pas trop bons 
amis. De Murat il lamena a Moudon et de Moudon 
a Losanne, et puis a Geneue et aprcs a Chambe- 
rye, et partout fust receupz moult honorablemenl, 
ct ainsy le conduist ct mcna par la conte de Sa- 
uoye et de la lc conduist par la Murianne et ly 
passa lc monl Senyx. Et en passant le monl Senix 
il fust sur le tcrlre de la Fcrriere au prcs de Suzc, 
lempereur regarda embas et en hault, et vist le 
pays dYtallie, et la il se mist a genouls et regarda 
en vers le ciel, ly dist en latin: o Domine Ihii 
Crisle, obsecvo te, vt me deffendas , et eruas a 



a la maison dAutcrichc, a la quelle il avoit au- d sufficacione parcium uius patrye Ytalie gencium. 
cune diflerance et ennemystye. Le conte avoir oy Qucst a dire : « o Signieur Dieu Ieshus Crist, ie toy 



son tallant, ly dist: « signieur, ne vous doubtes, 
» car seurement a layde Dieu ie vous conduyray 
» par tout, et ne vous layray point. Mais ie loeroye 
» que avant toutes choses vous envoyssyez vers 
» notre saint pere pape Gregoyre votre ambayxade, 
» et comme vous voullcs fayre le deuoir a Dicu 
» et a leglisc, et que il vous mande sa bonne 
» voullante ct son bon plaisir. » A ces parolles et 
ad ce conseil sacorda lempereur Ruodolf et tout 
son conseil, mais il fust dit que nul plus propicc 
ny pouuoit aller que le conle mesmcs; lors prya 
et rcquist lempercur au contc Ame, que par tous 
scruices il vausisl entreprendrc le voyage pour ly 



ae 



ffand 



re 



» requiers que tu me vulliez garder et 

» de la sulficacion des parcialites peruerces des 

» gens du pays dYtalie , dont ie voy le clymale. » 
Lors le conte Ame qui empres ly estoit, ly dist: 

« siguieur, confortcs vous, car fors a vous ne tien- 

» dra que bien garde en seres, et se croyre me 

» voullcs, vous cn seres prcserues et gardes, sy 

» vous conuienl fayre comme vos ancestres firent, 

» lesquelx ne prindrent nulle part ne partye ne 

» soustenance .ne de Guelf ne de Jobellin, et ce 

» ainsy le faittes, Dicu vous gardera de leur de- 

» ception. » Lors lempcreur dist au conte: « ie 
ys votre sagesse a votre parlcr; et sachcs 



cogno 



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» ique vQ^iji^ nay voulloir'de teuir parcialite, pe 
» tyendray, et sy vops croyray; mais k lay dit 
» par ks djuersites et parficularites qui gont eps 
a aulx pays dYtalye, Et de ce vpus vueii asseurer* 
», que ie vous crfray, car a lempereur Rupdolph, 
S jd4jaspiirg .no sera ja raprpche qpil tkgnp par- 
» cialitc ne partye en Ytalye ne -aUHeurs; ains suis, 
» deslibere ,de maintenir iustuse a vng chp&cungy 
» et de fayre par manyere qup J)ie» et kglise et 
» le mopde sojt de mey cpntans, meis de tant vous. 
)». prye que ne mabandopes en nulle manyerp. >* 
Et le conte Aroe ly prpmist, et krs k retipt par 
son eompagnou darmes et k chipf de son estroit 
coRsei|. . . 



Qnnmmt Impevew Roudolf ' de Augspurg cons-, 
Mtoyst le tionte 4me emprince de lempire , et 
^ojnment le eonte 4m4 h mena coronner d Mome, 
et la k paps Gregojrre X k coronna. 

Ije conte Aroe avoir oyes ks perojks de lenv; 
pereur , laseura et conforte mpult , et emparlaut 
ik vindrent iusqua |a Fprriere , ou iJL Jeust , et 
puis le mena au gitre a $pze, et de k k conduyst 
a AviUiane et dAvilliane a Riuolles, et de la a Mon- 
callier, et la seiourna aupuags iours. Et; au partir 
de Moncallier le eonte raist ses gen$ en ordon- 
nance, comme se il vaulsist pnteer Probattailhe > 
et pareilUement le fist lempereur, et cheuaucha- 
rent a bannyeres et estendards imperiajs despkyes 
et estandus iusques a la cite dAst, ou k cpnte 
Ame le conduyst tryumpbaleiwnt > et a lentree 
dAst U ly dwt; « gainte magcste, vees cy vne 
» de vos cites de YtaUe appertenans a lempire ; 
» mais ee non obetant que ie soyo bors de mon 
» terrain, sy vous conduyrayge iusqnes a Kome 
» et a votre coronnacion, et iusques la ou il vous 
» playra, » Lempereur le remercya et ly dist <, 
v votre bon et grant voloir nest pas des ores, il 
» ly a ia piece que le savbis. » Et Seiourparent 
la aucungs ioa», et Ia tint le siege emperial. Et 
deuapt vng cbescung a son prumier siege il lap- 
peUa le conte Ame, et puis print a parler et dire: 
« conte et consanguinee , nous trouons et sauons 
» par vrayes informaeiong , que vous estes partys 
» des enipereurs Ottes de la mayson de Saxongne, 
» et vous et vos anceslres ont moult estes loyaulx 



» la vous donnoflys e,t, vops ^nuestons. E,^ pn vltre 
», ypus feispns p9tre 1 vicfyr i e ) general, par fcrus vos 
» p»ys que an .prpsent tepes «t possede», de 
» toux peubi vous enuestons e n feduaeion dpmage, 
», dont ie vpu> enueste par la tradicion de ceste 
» e/spfte et ^ ^qai^eme^t^dei m^J^^ J^ors 
k. baysa e» reseruant sa; ^deji^ , ^onf,, ^ conte 
Ame le remercya, moujt b^nid?lement, et des.lors 
furent aionstes vaveque^ s^s wiltrest t#tres, prtnce 
m lemplre et vieffpe perpfi^e(. Et, puiSjjjn^ Jem,- 
perpur spp siege en^perial, et .pece^s^ les, .^°wages 
da pays, e^ fi$t d^, cbiualliers ^et .ap^blift jieaur 
coup des puissans du pays, Et apres ge; mire^t ee 
chenjip, et errarept, et ; c^mi^arept fapt,;qf^ili viu- 
drent aPisej Et la ik trouerent le pape Qregoyre 
et ses cardinauk, Et e^e.ariues kmpereu^, il fijsi 
Jogk?, St kndeinaift Uepyda j»arler, au : pape;; maii 
aucupg lavoyen^ injorme 4fl noipe]le& .parpjUe*, & 
lemept que grajMkn;di^e^ce,;,se;meu^ «mre k 
pape et.kmperenRy 4w^:le :! copte, Ame, fyst, pal 
contant, et enst grapt poyne -a rejtraMyer ks & 
%res , et les difievances quj spurdyen^ e$toyent 
Et p»r Ifi nioyen du copte Anse. fureujt ordopMfes ckq 
personpes dung chescupg cos^e , p\ k RPnte 
moyen dentk pape. e^leAistd^.sa.parftqffifli.re paift 
nauk ; ce fprenl; le. cardin^l dQugfHe » k wdkwl 
de Vulgeement , appeUe de PelJ«!gare s U ^ardH 
Blanc et k cardinal Gentil, et pour k. seqreliayre 
papal y fust mestre loban de jlege. Et avequcs 
kmpereur et de sa part fiirent ; mesire Guulaum^ 
de Flandres, k conte de Salubrieb engloys, mes- 
sire Odde de Gransson le grant, ,et messir« de U 
Vigne; et mestre Yves sfcrettayre imperiaL Et 
des deux couste^ a estre par mpyen fiist e$ko le 
cpnte Ame de Sauoye. Et .avoir ks djfrerpnts 
battue6, proposees et repjiquees, a layde de Diea 
et par k .conseU du bon ponte Ame tout fiist a- 
corde et cede, et fast teHemput feit, que le pape 
et tout son college et kmperear et toute sa com- 
pagnye conduyrent et meparenft lung lautre a Rome, 
et par le moyen du bqn conte AmQ fiast coronne 
kmpereur RuodoU* a Hpme atdx spllempnites et 
cyrymoynes qui y appertcnoyent, et par la bonne 
conduitte et grant sens du co»te fijreut fiuttes 
maintes bonnes conduyttes et avenscione tant a 
leglise comme a kmpire , dont k dit con&e Anw 
obtenist grant ks et haulte gkyre, et laymerent et 
honorarent k pape et kmpereur et toux ceulx qu 



» a lempire, et sy lont rooult bkn serny, et ont le cogneurent, car bon Pt sage estoit, large et 



prtnse grande payoe et despances pour la roa- 
» geste de kmpire. Et voas ensfuyues bien vos 
» ancesseurs, car vows nous aves antenes dAla- 
» magne a vos fies et missions, coustz et despances 
» iusques ysy en ceste cite dAst; et pour ce quil 
» soit memoyre de vous au temps aduenir, neus 
» vouB constituons et ordonnons prince en lem- 
n pire , gaiidissant et gioant de tout.es ks dignites, 
» emolumens et proufis, ksquels y appertiegnent , 
» et veu que cest la plus grande et plus haul- 
» tayne digoite que kmpereur puisse donner, nous 



habaadonne, doub? aux bons fier aux feUous, 
vaiUiant et a toute altrance Pieu cregnant, seraant 
et doubtant en meintenant iustice. 



Comment la contesse Sybilh mmda gens darmes 
a lencontre du davphin Humbert- 

Gepepdant que le conte Ame estpu a Rome au 
seruice de lempereur, k dauphin Humbert de 
Viannoys avoit tout dis sur k cuer les vllrages 



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ig3 



DE SAVOYE 



» bonne paix entre le conte et le dauphin, et nous 
» voyons le contrayre; sy n» debuons soufirir, ceste 
» erreur veant que la faute vient du dauphin et 
» non pas de notre filz le qoute, car il egt o nous 
» et en notre serujce. » Et leropereur ly respon- 
dist: « pere saint, quant aipsy seroit que souffrir 



du temps passe, et queroit toute occasion de mo. 4 «mon filz tres cristien, nous cuydyons a.votr mise 
uoir guerre au pays , non obstant la paix faitte ; 
sy avint vng iour que aucungs marchans du Dau« 
phine rompirent le peage a Qnyrieu, qui du conte 
estoit , et ilz fbrent arestes et detenus ; sy vint a 
notice au dauphin , le quel ne desmandoit aultre 
chose , et dist que ores avoit bonne occasion de 

mouoir guerre, car les officiers du conte lavoyent » le vouldries, sy ne le souffriroye pas , car trop 

pluseurs foys oultrage et ly et les siens. Lors fist » a seruis la mageste de lempire a ses fres et des- 

son mandement le plus efforceement quil peust, » pans, pour quoy nous sumes tenus a le souenir, 

et assembla gens tant du Dauphine comme dal- » soustenir et aydier. » Lors. dit le pape : ie le 

lieurs, et fust en grande et puissante compagnye, souuiendrajr dargent. Et lempereur dist : et moy 

et apresta vne grande partye de son artillierye et de gent , car tant sayge des myens que quant ie 

vint mettre le siege devant Quyreur, et de playne ne vouldroye , sy sen yront ilz en son seruice. 

venue il print le bourg dessoubz, mais le chastel Lors appellarent le conte Ame et ly dist le pape: 

fust fort et bien artillie , car durant la guerre le b « beau filz, vray hobeissant de leglise, il est bien 

conte lavoit moult fort fortyfye, et avoit de moultz » rayson que vous alliez secourre vostre terre et 



bons gens darmes, et sy en estoit capittayne le. 
bastard de la Baume, preux, sages et vailliant, et 
ceulx de la ville furent retrait dedans , sy se def- 
fandirent vailiiantement et tellement, que le Dau- 
phin ne leur peust riens fayre. La nouelle vint a 
la contesse Sybille comment le dauphin avoit as- 
siegie le chastel de Quyreu, sy ne fist pas comme 
femme, mais comme vng bon gent darme, et monta 
elle mesme a chiual et subbittement manda tous 
les signieurs circonvoysins, et fist cryer son man- 
dement general sur la payne des fyez et riere fyez. 
La vint le signieur de Vualephin, le signieur de 
Roche , monseigneur Iehan dAyx , et la contesse 
manda aussy toux les subgetz de sa conte de Bauge c 
et ausy et Vuaudz, la vint le signieur de la Tour, 
le conte de Gruyere, le signieur de Mons et plu- 
seurs aultres, et subbittement vindrent au seoours 
de Quyryeu et du capittayne le bastard de la Baume, 
et teilement quil fallust le dauphin soy retrayre et 
partir du siege. Sy fust ordonne que larmee de 
Sauoye ne se rompist point , ains se mistrent en 
garnys.ons aulx frontieres sans mouoir aultre guerre 
iusques a la venue de leur signieur. Et ainsy se 
logiarent aulx frontieres pour la deffance du pays, 
eulx y cuydant desmorer longuement, veu que 
leur signieur le conte estoit loings; car la pru- 
myere chose quelle fist, eUe print son secrettayre 
et fist escripre et recriuist a son signieur le conte 



» pays, et pour ce que beaucop aves despandu a 
» notre seruice, nous vous donne vne teUe somme 
» dargent, que fust en asses bon nombre, et sy 
» ly dist , quant de plus aures mestier , de iour 
» en iour vous souuiendrons. » Et leropereur ly 
dist: « mon filz, et ie vous seruiray de gens ; sy 
» esryzes de ma compagnye tel nombre de gens 
» quU vous playra, et les emene$ 0 vous. » Le 
conte les remereya , et leur dist ; « vous maues 
» hobiige et mobiiges trop, mais se non obstant, 
» a layde de Dieu , ie suis asses puissant pour 
» le dauphin , mais neanmoins ie ne refuse pas 
» le bon vouloir de vos bonnes graces , empre- 
» gnant congie de votre grace et santite. » Et a- 
veques ly estoit messire Odde de Gransson le graut, 
le quei parla moult haultement , en recognoissant 
les benefices et les biens quilz faisoyent a son sir 
gnieur. La renommee fust comme le cpnte Ame se 
partoit pour guerre qui en son pays estoit. Lors 
vint le conte de Salubrich, et se presenta au conte 
a le seruir en sa guerre a toule puissance ; et. pa- 
reilliement le fist mcssire Guille le conte de Flan- 
dres. Et le marquis de Rottlyn et le conte de Ny- 
doe, le conte de Neufchatel et pluseurs aultres se 
oflrirent a le seruir, dout tous U les remercya en 
leur disant quil nestoit ia besoing pour sy peu de 
chose quilz abandonnassent iempereur , et pour 
noii mettre desdaing entreux , il nen voullust nul? 



a Rome, et affin quelle ne faliist, elle y envoya d acepter nomeement , et ainsy se partist le conte 



deux messages afin que ce lung faUist, que laultre 
ne faUist pas , et sy ly envoya assavoir tout laf- 
fayre, et comment le dauphin le guerroyoit. Quant 
le conle eust leu et oyes ses noueUes, il aia vers 
le pape Gregoyre et vers lempereur Ruodolf, et 
leur dist : « pere saint et saiute mageste , vees 
» comment ie snis festoye en estant en vos ser- 
» uices, sy vous playse a moy donner congie pour 
» aller secourir mon pays, et ainsy ie prans con- 
» gie de vous, et bien me desplaist que plus lon- 
» guement ne vous puis seruir, et se ie ue vous 
» ay bien seruis, vos santitcs me vullient pardon- 
»> ner et tenir par excuse. » Quant le pape oyst 
ces parollcs, tout mai contant il dist a lempereur: 



Ame de Roroe a tout son estat tant seulemeut. Et 
erra par ses iournees son chemin pour repayrier 
en son pays, non cuydant avoir aultre compagnye; 
mais lempereur, qui ly avoit dit quil le 5ernir0.it 
de gens , ne loblya pas , ains manda le conte de 
Salubrich qui avoit m c cheuaux et v c archiers, et 
ly dist : « conte de Salubrich , nous avons faitte 
i) telle promesse au conte de Sauoie ; et pour ce 
» que tenus y sumes , vees cy votre paye pour 
» trois moys, et soyes seur du desmorant, et incon- 
» tenant partes et aUes apres le conte, et ly soyes 
» en ayde , sy le vous recomandons. » Le conte 
de Salubrich ne le sc fist pas a dire deux foys , 
ains incontenant il print congie du pape et de 



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CHRONIQVES 



196 



lempereur, et partist au plus matin en suyuant le 
conte de Sauoye , et tout dis venoit a la disnee , 
ou le conte faisoit sa souppee , iusqua ce que le 
conte fust en son pays de Fiemont, ou il lategnist 
cn la ville Quier; sy ne chaut dire la grant ioye 
quilz sentrefirent; et lors le conte: « beau cosin, 
» voyrement ma bien tenu promesse la sainte ma- 
» geste de monseigneur lempereur , et suis fort 
» hoblige et a ly et a vous, et vous soyes le bien 
» venus. » Gelle nuyt dormirent ensemble et heu- 
rent conseil, et au plus matin partirent de Quier 
et cheuaucharent moult hastiuement oultre le mont 
Senix iusques quilz vindrent a Ghamberye. Et toux 
ceux du pays par ou il passoit le suyuoyent sans 
estre desmandes, car moult estoit ames et doubtes. 
II laissa ses gens au pays, et vint a moult peu de 
gens a Ghamberye , ou il troua la contesse Sybille 
sa femme, la quelle ly fist grande et bonne chiere, 
et la loa moult par le grant sens qui en elle es- 
toit, et fust moult contens de conseilliers et de 
leur gouemement et du mode et de la manyere 
quilz avoyent tenue a la garde et defiance du pays. 
Lendemain fist le conte a refreschir ses gens et 
a garder a leurs armes et a leur chiuaux, et co- 
manda que chescung se fournist de ce que besoing 
ly seroit , et que chacun fust prest au matin a 
laube du iour. 



Comment le conte Ame entra au Dauphine, tenant 
le dauphin le siege deuant Quyrjeu. 

Estant le dauphin retourne au siege deuant Quy- 
ryeu , le conte Ame ny ala pas , car la contesse 
avoit oyes nouelles du capitayne le bastard de la 
Baume , que encores ilz navoyent garde du dau- 
phin, ce non obstant que lon avisast a leur don- 
ner secours. Et quant le conte seust ce , il dist : 
il faut ioer a plus sauoir. Et de fait il entra au 
Dauphine, et layssa Quyryeu et vint deuant Bel- 
lecombe , et de plain assaut print le bourg et la 
ville et les assaquamanda et y fist a mettre le feu, 
et ne combattist pas le chastel , car impregnable 
estoit. Et de la a toute sa puissance il entra en 
la terre de Greuousdan, et print a corre la terre 
en faysant moult de mauk. Quant le dauphin seust 
que le conte Ame estoit entres en son pays , il 
laissa le siege et sen leua en grande haste , et y 
laissa beaucop de son artillierye, et sen ala res- 
trayre a Goncellio qui moult fort estoit, et la il 
se tint moult doullans par la venue du conte. 
Quant le conte Ame sceust que le dauphin estoit 
entres a Goncellin, il vint en la prayerye dessoubz 
Goncellin ou estoit le dauphin, et arengia ses gens 
et eust empres ly le conte de Vuarvich , et dist : 
« or seroit bon que le dauphin et moy missent fiu 
» a notre guerre , car il ma meu souuanteffoys 
» guerre , et riotte sans cause et sans rayson , et 
» cest vante de pillyer mon pays. Et pour ce que 
» lcs gens des deux pays ne soyent plus daumagcs 



a » ne greues ie suis entres en ses pays, et suis ve- 
» nus par le combattre corps a corps , ou gens 
» contre gens ; et pourtant monseigneur mon com- 
» pagnon de Vuarvich, se bon vous semble, et a 
» vous autres mes signieurs et amis , nous nous 
» planterons en ceste playne et y tendrons nos 
» trefs et tantes et paueillions, sy verrons que le 
» dauphin vouldra fayre. » Et le conte de Vuar- 
vich et les aultres signieurs lacordarent, et ainsy 
fust fait. Quant ilz furent logies la avoit roys dar- 
mes , heraulx et poursuyuans , trompettes et cle- 
rons , lors tindrent conseil et firent avenir Giar- 
ratyere le roy darmes dEngleterre, et Sauoye le 
herault , et leur dist le conte Ame : « alles vous 
» en au chastel de Goncellin , et dittes au dau- 

b » phin que ie ly mande que ce il est sy cheual- 
» lereux comme il le fait, que il viegne seurement 
» en ceste playne , et que nous combatons corps 
» a corps nostre querelle , afin que ceulx de nos 
» pays nemportent pas la poyne et le daumage; et 
» ce il ne veult ce fayre , sy viegne a toute sa 
» puissanee et ie lattendray. ysy trois iours , et a 
» qui Dieu en donra le meillieur, sy laye , et Dieu 
» en soit deuers le droit. » Quant Giarrettiere et 
Sauoye heurent le comandement du conte Ame, iU 
montarent sur leurs cheuaulx ayant leurs cottes 
darmes vestues, et cheuaucharent au long de la 
playne tant quilz vindrent au deuant du chasteL 
Le dauphin Humbert estoit au plus haut du don- 
gion , et regardoit larmee trist et mal contant; et 

c quant il vist venir les heraulx, il dessandist et Vuit 
au chastel embas, et comanda que lon leur ourist 
et que lon les mist ens. Et sapareillia ly et ses 
gens de fayre lye et grande chiere. Et cependant 
les heraulx vindrent et bussarent au chastel , et 
tantost lon les mist ens ; sy dessandirent et pvis 
montarent en la sale ou estoit le daupbin, et 
sans le saluer Giarretiere print a dire: « monsei- 
» gneur le conte Ame sy vous mande par nous 
» deux , que sans cause vous aves foulles et gas- 
» tes ses pays apres la paix , et que pour ce il 
» est entre au votre , et pour qui ly griefue de 
» fouller les bonnes gens du pays, il vous mande 
* que se vous estes sy cheuallereux, que vous vul- 
» lies combattre la querelle dentre vous deux corps 

d » contre corps , seul a seul , et 9 qui Dieu en 
» donra le millieur , quil laye , quil est celly qui 
» vous combatra et metra son corps contre le vos- 
» tre, et que la se cognoisse qui a droit ou tort. 
» Et ce se ne voulles fayre , il vous mande et 
» nottifye, et ausy font toux ses aydans, quil vous 
» attendra en ceste playne trois iours, et que vous 
» amenes toute votre puissance , et que il vous 
» combattront et donront battalie, et sur ce vous 
» plaise a nous donner responce. » Le dauphin , 
avoir oy leur parler, desmanda a Sauoye : vouUes 
vous plus dire? et il respondist: il la dit bien et 
vrajr et verite. Lors le dauphin respondist et leur 
dist: « alles, et dittes au conte que ie ne crains, 
» ne doublc, et quc se mainlenant il est bien four- 



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'97 



» nys, que ie le seray vne aultre foys a mon tour, 
» et que plus brief quil ne cuyde ie liray trou- 
t uer ou quil soit. » Et puis fist donner a ches- 
cung vne robe et sen retournerent vers leur si- 
gneur le conte , et en la preseuce de toux ilz re- 
citarent la responce du dauphin. Quant le conte 
Ame leust oye, il dist deuant tous : « or pleust a 
» Dieu et a monscigneur saint Mauris, que la que- 
» relle sen deust derrayner entre nous deux, mais 
» puis quil ne veult , ie ne puis ; » sy fist a re- 
forcier son champ , et la desmora trois iours et 
trois nuys en triumphant a trompettes et clerons 

belles armes failtes tant aulx barrieres de Goncellin 
comme en la playne par asseure el pour lamour 
dcs dames; car messire Iehan de Saissel, Nantcrme 
signieur de la Tour empres Vyuoys et Guilliauine 
cte la rJaume vindrenl corre msques auK barrieres, 
et la furent rapouces oultrageusement, et y en eust 
des mors et bleces de lcurs gens. Lors se retray- 
rent au parc du contc, et cmportarent leurs mors 
et bleces, mais a paynes peureut dormir celle nuit, 
ne attandre quil le iournast , sy se mirent dere- 
chief empoint et vindrent deuant Goncellin, et fi- 
rent a cryer que se il ly avoit troys gentils hommes 
de tous cartiers qui vausissenl fayre chcscung trois 
cops de lance contre autres trois genlils hommes 
attendans en toute seurte , fors dcs armcs a leur 
acomplir. Le dauphin avoit o ly de moults nota- 
bles et bons gentils hommes, entrc les quelx fust 
Anthoyne signieur du Bochage , Synart de Bcau- 
mont et Guy signieur de Sessonnage , lcs qnelv 
requistrent a leur signieur lc dauphin quil lcur 
outroyast daller fayre ses armes, et il leur donna 
conge; et lors firent rcspondre par Dauphin le he- 
raut , quilz troueroyent a qui parler. Cependant 
sabilliarent lcs trois deflandans , et furent montes 
ct armes et yssirent hors la lance au point , et 
de prumyere venue Aynart de Beaumont vint at- 
tandre Guillaume de la Baume et le porta par terre 
cheual et homme ; lors ponist Nanterme signieur 
de la Tonr et attegnist Antohyne signieur du Bo- 
chage et ly persca iespaule de part empart, tel- 
lement quii pasma, et Nanterme fust blesce en la 
main moult durement. Lors desmora monseigneur 
Iehan de Sayssel et Guy signieur de Sessonago , 
les quelx firent plusiears corces sans attainte, mais 
a la fin ilz se tegnyrent tellement, que les deux 
lances rompirent et les deux destriers acullerent a 
terre , mais ne furent blesces ne lung ne lautre , 
mais fort furent estourdis, et ainsy furcnt recnyliis 
les Tngs et les aultres, les vngs au chastel, et les 
aultres au parc , tellement que lon ne savoit qui 
le miliieur en avoit eu. Pluseurs aullres belles ar- 
mes y furent faittes , dont les noms se taisent a 
cause de la brieste du conte et de la crdgnique , 
et ensuist son train. Car apres les trois iours, au 
quatrieme le conte fist cuillir ses trefs , tentes et 
pauillions , et fist a sonner a ses trompettes son 
despartement , et attendu que le dauphin ne ly 



DE SAYOIE iqS 

a voulioit liurer battaiilic , il se desiogia cmbel ar- 
roy et cheuaucha tant quil vint au chastel de la 
Tvrace, ou ly et ses geus se logerent pnr cedie 
nuyt. Et au lendemain il sapresta au point du iour, 
il prinl a assaliir ie ciiastel , mais rieus ny peust 
fayre, et sy dura iassaut iusqua la nuyt, et rooult 
fui-ent greues les Sauoyens , et sy y en eust des 
mois et blesces, car messire Hogues Darssers qui 
dedans estoit cajutayue, qui preux et vailliant che- 
uallier esloit, y monslra bicn sa proesse , car il 
deffundist et garantist le chaslci au grant daumage 
du coute Ame et de ses gens. Quant le conte Amc 
vist ce, tres mal contant se deslogia de la Tyrace, 
et sen tyra deuant le chastel de Barraulx , et la 
taiiist ct la nrtnt dassault et la brula et desrocha 
b iusqua pye de mur , et emmena prisonnyer le si- 
gnieur de Serre et laques de Muellion et le bas- 
tard dc Valantynoys et plusieurs aultres qui de- 
dans estoyent. Et en son retour il gasta et destruyst 
moult des niaysons des gentils et nobles du Dau- 
phine. 



Commetit le daupliin Humbert rompist lariere 
gardc du contc Amc en retomant du Dauphine 
en Sauoye. 

Quant le conte Anie fust pr.rty du deuant dc la 
Tyrace, mcssire Hugues Darsses fist espier ou l'ar- 
mee aloit, sceust de ccrlain quil aloit deuant Bar- 

c raulx, lors sc partist cclle nuyt ct sen ala a Gon- 
cellin , ou il troua son siguieur le dauphin et les 
aultrcs signieurs aveques ly , sy ly distrent : quclz 
nouclles ? et cuydarent que la Tyrace fust prinsc 
et randue. Et lors leur dist messire Huguc : « a 
» layde Dieu moy et mes corapagnons avons sauuc 
» et garde le chastel de la Tyraee tellement que 
» navons paidu vng seul homme , et ce puis ie 
» dire que le conte en a pardu plus de cent, que 
» mors , que blesces , et ainsy sen est partys et 
» sen est alie deuant Barraux ; sy fays gran doubte 
» qui ne le pregne , car il nest pas fort et nest 
» point artillie, et ne plains que les gentils hom- 
» mes qui dedans sont , car ou ilz sont mors ou 
» prisonniers. Sy loeroye Tne chose a fayre , ie 

d » say que au parly de Barraux il faut quilz pas- 
» sent par les boys de Siluette, et iiz ne se doub- 
» tent de riens et yront en desaroy , et pourtant 
» ie diroye que vous monseigneur vous aprestes 
» vous et vos gens , et quen ceste nuyt nous al- 
» lions mettre embuche au dit boys, et laisserons 
» passer le fort de la compagnye du conte , et 
» quant lariere garde passera, que sur celle frap- 
» pons et assaillions, car ilz seront noslres, et au 
» mains ilz ne porront pas dire quilz nayent troue 
» a qui parler. » Le dauphin qui plains estoit de 
mal lallant , et qui tlesir avoit de soy vcngier , 
prisn moult le parler de messire Hugue Darsses , 
et ly dist: a messire Hugue, benoilte soit ta mere 
■ qui vous porta , et par morir ie votts croyray. 

a6 



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»99 



CHRONIQVES 



200 



Et fous les aultres signieurs , comme Beaumont , a 
Bochage, Senssonage et pluseurs aultres lacorda- 
rent; sy sabiUiarent et mirent empoint et cheuau- 
charent toute nuyt iusques au boys de Siluette, et 
la iiz sembucharent moult secrettement , et la se 
tindrent coyement quilz ne furent apperceus. Au 
matin se partist le conte Ame de Barraux qui brule 
il lavoit, et fist mettre toux ses prisonnyers deuant, 
el tout le bestiame a lavant garde, et ly et le conte 
Saluberich menoyent la battaillie. Et lariere garde 
venoit loings apres, la quelle riere garde y menoit 
le signieur de la Tour, et eulx non doubtant de 
riens et non cuydant que le dauphin fust oze de 
yssir hors, ilz alloyent en desarroy chantant et gal- 
laht; et le dauphin qui ia savoit que lavant garde 
et sa battaillie estoyent loings, il yssist et frappa b 
sus au mains de bruit quil peust, et tellement que 
le signieur de la Tour fust prisonnyer et aucungs 
aultres nobles , - comme Aubert de Colombier , le 
bastart de la Serra et aultres, et la reste moru- 
rent. Et la furent faittes maintes belles armes et 
cheuallereuses, toutes foys le dauphin incontenant 
se partist et sen retrayst a Goncellin a tout ce de 
prise quil lavoit : aucungs de ceulx qui eschappa- 
rent le notifiarent au conte Ame, et comme tres 
mal contant il retourna ariere par ses gens se- 
courre , mais se fust a tart , car ia estoyent' re- 
trayx, ne ne trouarent a qui parler. Le soir il se 
logia sur les champs par despit, et le dauphin ly 
manda que se il ly voulloit randre le signieur de 
Serre, Iaques de Muellion et le bastart de Val- c 
lantynoys , qui ly randroit le signieur de la Tour 
et Aubert de Collombier et le bastart de la Serra, 
et de toux les aultres prisonnyers prisonnyer pour 
prisonnyer; et combien que les vngs pesassent 
plus que les aultres , chescung fust contant de 
randre prisonnyer par prisonnyer, et ainsy reuint 
en Sauoye. 



seigneur , vees cy femmes et enffans , vous deues 
loer Dieu de ceste belle lignee; sy le confortarent 
et appayserent, et ainsy fist son dueil sa neuvaine 
et son xxx' , et puis il se remist a ordonner son 
fait et a logier ses gens , car point ne voullust 
rompre son armee par ce temps. 



Comment le roy Charles de Provence et de Cecille 
Jist la paix entre le conte Ame de Sauoye et le 
dauphin et le conte de Geneue. . 

Charles roy de Cecille estant em Prouence , sceust 
les maulx et les daumages des deux partyes et des 
deux pays, sy fist comme ce quil estoit bons et 
prodens ; et pour ce il ordonna gens pouf aller 
en ambayxade a toutes deux partyes pour trattyer 
la paix. Le dauphin et le conte Ame de Geneue 
eurent conseil, et virent et cogneurent quilz nes- 
toyent pas puissans au conte Ame de Sauoye ; sy 
sacordarent a la payx. Et le conte Ame de Sauoye 
ne plegnoit que le daumage des bonnes gens du 
pays, sy dist: « quelque droit ne raison que iaye, 
» ne quelque tort quayent mes aduersayres, ponr 
» lamour du peuple ie suis contans; et ausy pour 
» lonneur de Dieu et de monseigneur le roy de 
» Cecille ie suis contans de fayre paix, et de en 
» estre a lordonnance de monseigneur le roy. » 
Et estre alles et retournes, les treues furent prinses 
par vng temps , et la conchision de la pays sur 
le roy, et ainsy furent cryees les treues et la payi 
sur lordonnance du roy Charles de Cecille ; et ainsy 
firent astinance de guerre soubz male voulante, car 
iamais puis ne samarent. 



Comment le conte Atne vint a Chamberye, et quil 
troua safemme dame Subille morte. 

Comme le conte Ame arriua a Chamberye et quil 
entra au chaslel cuydant avoir bonne chiere, et 
il oyst vng grant crys et vne grant rumour et plours 
et plains; il dessandist et desmanda que cestoit, 
et lon ly dist: alas! madame est morte. Et il dist: 
a Dieu ne soit! Sy monta sus et vint en la cham- 
bre, et troua sa dame morte. La doulleur quil 
mena ne chaut desmander; et non sachant de quoy 
elle estoit morte , il enquerist , mais elle navoit 
este malade ce non trois iours, et sy receust tous 
ses sacremens comme tres cristienne dame. Apres 
toutes doulleurs. et plaintes fust portee dame Su- 
bille a Haultecombe , et la fust enterree et se- 
ueliie, Le dueil fust grant et la doulleur amere , 
et quant le conte de Saluberich et les aultres si- 
gnieurs virent ce, ilz prindrent les deux filz Adoart 
et Ayme et les trois fillies , et ly distrent : mon- . 



Du mariage de la fillie au duc de Brabant et du 
conie Ame de Sauoye pour le traittier de mon- 
seigneur Pierre de Granscon venant dEngleterre. 

Messire Pierre de.Granscon estoit aUes en En- 
gleterre en ambayxade, ou moult fust honnore et 
prise, car sage et prodons et vallereux chiuallter 
estoit, et la ly fust donne lordre de la giarratyere, 
dont ne sont que xiii; mais le conte de Vuarvicb 
estoit mors , et monseigneur Pierre de Gransson 
fhst mis en son heu de lordre ; or avoir fait sou 
ambayxade , il passa la mer et vint en Flandres 
et de Flandres U vint em Brabant , et vint a Lo- 
uain , ou il troua le duc de Brabant , le quel le 
receust a grant honnour et ly fist grande chiere 
et le festya et fist dances et banques , ou entre 
les aultres fust vne fillie du duc qui moult pleust 
a monseigneur Pierre de Gransson et a temps es- 
tott de maryer. Le duc retint troys iours le signieur 
de Gransson, sy parlerent de beaucops de choses, 
et entre les aultres pourparlerent du maryage 
de sa fillie et du conte Ame de Sauoye, et fust 
charge monseigneur Pierre de Granscon de fayie 
responce au duc du dit maryage. Sur ce print con- 



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301 



DE SAVOYE 



303 



gic monseigneur Pierre de Granscon du duc de a dc Nassoe aveques le signieur de Granscon ; sy 

lamenarent en Sauoye a Chamberye ou chastel , 
ou le conte Ame lepoza, et furent faittes les nos- 
ces en grande sollempnite et en trihumphe de 
ioustes, de beourdis et de dances, en momeryes, 
en banques , ou les signieurs brabaussons se por- 
tarent moult grandement , et ausy fist le conte et 
fust moult loe de sa femme. Et il se tint moult 
contens delle , et sentramerent de moult grand 
amour , et la traittya moult benignement , et eust 
delle quatre fillies , dont lains nee fust nommee 
Marye , et eust pour mari le signieur de Fauce- 
gny; la deuxieme eust a nom Katelline qui espoza 
le duc dAuteriche; la troisieme eust anom Iehanne, 
et fust femme a lempereur de Constantinoble , et 



Brabant , le quel ly donna dons et le desfrea ; et 
estre partys , il erra tant quil vinl a Chamberye 
en Sauoye, ou il troua son signieur le conte Ame, 
le.quel le receust et veist voullantyers, et le print 
a part et ly desmanda de nouelles, le quel ly en 
dist celon ce quil len savoit. Et apres tous parlers 
monseigneur Pierre dist au conte : « monseigneur, 
» vous ne poues ainsy desmorer, il vous faut ma- 
» rier, et pour vous en dire, tant pour viure ce- 
» ion Dieu, comme pour aquerre aliances et amiste, 
» sy vous dis que ie suis passe par Louain , ou 
» estoit le duc de Brabant , le quel par lonnour 
» de vous ma festoye et defree et donne dons dar- 
» g«nt et de cheuaulx. Et entre les aultres iay vue 
» vne sienne fillie, la quelle a mon avis est playne b la quatricme eust a nom Byautrys, qui fust marye 
» de toutes vertus, sy suis eutre en langage o.ly en Engleterre au duc de Clayrance, et furent toutes 
» tellement, que ie tiens quil seroit contans de la 
» vous donner a femme, et ie loeroye que la pre- 
» gnisses, car ellest belle; et sy est sage, car iay 
» parle a elle et est dc beau maintient, et la liance 
» est grande et le mariage bon , sy vous loe que 
» ii femme la pregnes , attendu le bien delle et 
» la mayson dont elle est. » Quant le conte Ame 
eust oy monseigneur Granscon , il visa vng peu , 
et puis desmanda les plus prochnins de son con- 
seil, sy lacorda. Et adonques fusl ordonnc quc lc 
dit monseigneur Pierre de Granscon y deus aller; 
sy sc mist empoint et print son chemin , et erra 
tant quil vint a Louain , ou il troua le duc de 
Brabant, le quel le receust a lie chiere, et le fist c ct sages. Et voyant la destruccion de la cite et 

deulx, ilz firenl conuoquer le peuple de celle citc, 
et tindrent vng conseil general, et la heurent de- 
libcracion entreulx de prandre deux signieurs lung 
guelf et lautre giobelin ; sy ordonnarent enlreulx 
quilz prendroyent deux signieurs ; lung fust mon- 
scigneur Philipe de Sauoye qui estoit le prumier 
prince de la Moree, et celly fust par la parlye des 
guclfs, et pour la partye des giobellins ilz prin- 
drent le marquis de Monlferrat, les quelz eusemble 
faysoyent raisou de ceulx qui se voulloyent mouoii 
a parciallite. Et ainsy du consentement des deux 
signicurs lun gouemoit vne annee , et lautrc vne 
aultre annee; mais ce fust error peius priore , car 



playnes de tres bonnes meurs. 



Coniment le conte Amc fust signicur de la cite 
dVuorje em Piemont. 

Rumeur et descession et debat se mist en la 
cite dYuorye entre les guels et iobellins qui ens 
la cite estoyent , et fust la descencion sy aspre , 
que lune des parlycs occyoit lautre quant plus 
puissantc se trouoit ; et durant ces partyes il ly 
eust bcaucop de gens mors et aflblles , la quellc 
chose despleust el desplaisoit aulx bons proudomes 



venir disner o luy, et apres 

de Granscon print a parlamenter o lc duc , et ly 
dist : « monseigneur , demyerement que ie fus sy 
» il fust de votre plaisir de moy parler de made- 
» moyselle Marye votve fillie, el que bicn la voul- 
» dreys avoir marye, ou bien ly fust. Et par ainsy 
» il men est recorde; sy vous dy bien que se Dieu 
» la ordonne, que ie ly ay trouue son per bel et 
» bon et grant signieur et vailliant homme de sa 
» parsonne , car en armes il est au iour de huy 
» lung des renommes signieurs du monde , cest 
» monseigneur le conte Ame de Sauoye ; et ne 
» cuydes pas pour ce quil est monseigneur que ie 
» le loe, car la verite en luyst au iour. » Quant les officiers du prmce Philipe en leur gouernement 
le duc eust oy le parler de monseigneur de Grans- d soustenoyent et favorizoyent les guelfz, et en lau- 

tre annee ceulx du marquis favorisoyent et main- 
tenoyent les giobellins, et ainsy la cite fust em pire 
estat que deuant, car toutes deux partyes estoyent 
destruytfes par le gouemement des hofficiers. Et 
en fust la cite en teUe pourete et destruccion, que 
pluseurs habandonnarent et assentirent la cite et 
leur lieu. Lors fust avise par aucungs des cittoyens 
et bourgioyx de la ville le gastement de leur cite, 
et dirent entreulx : « nous avons vng signieur voi- 
» sin a nous, dont sa terre dOugst marche a nous, 
» et le quel ne fust iamais ne guelf , ne iobellins , 
» ne ne tint iamais nulle parciallete, cest le grant 
» Ame de Sauoye , le quel est sage et bon si- 
» gnieur, vailliant, doubte de ses ennemis et amcs 



con, il le remercya moult, et puis ly dist: « uion- 
» seigneur Pierre , il ne faut pas que men diez 
» riens, car ses faiz et ses oeuures gabent sa par- 
» sonne , et sy ne ma on point parle de nul qui 
» soit qui mieulx me plaise, et puis quainsy est, 
» se il plait a mon cosin le conte , ie suis tres 
» contant , et la ly ddnray de tres bon cuer. » 
Lors monstra monseigneur Pierre de Granscon sa 
puissance , et de feit fust trattye le mariage , et 
lespoza monseigneur de Granscon pour le conte a 
Louain ; sy fist le duc aprester moult noblement 
et moult richement pour la conduyre et amcner 
en Sauoye , sy en eust la conduitte le conte de 
Saint Pol , le signieur de Bergues et lc mains ne 



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ao3 



CEROMQVES 



3o4 



» de ses subges et voisins; sy nous seroit prepice 
» et uecessayre davoir vng tel signieur pour noui 
» garantir et deffandre , et pour fayre raison et 
» iustice a vng chescung. » A ce conseil sacorda- 
rent toos , et de fait ilz mandarent leurs saindi- 
gues a playne puyssance vers le grant conte Ame, 
qui par lors estoit a Riuolles , et la ilz ly expo- 
sarent lefiait de ieur embaixade. Quant le conle 
de Sauoye les eust oys , et eust comprins leur par- 
lement , il leur donna iour a respondre , et celle 
nuit il enuoya vers soh nepueu le prince Philipe, 
et ly nottifya et fist assauoir tout leffait , et que 
sur luy il ne prendroit iamaiz ne terre , ne que- 
relle, mais sur le marquis oy bien, et que ce quil 
avoit estoit syen, et que ce il ly sembloit bon, quil 
bi prandroit pour eulx deux. Le prince Philipe ly 
manda qnil feist son bon plaisir et comme bon ly 
sembleroit , car il voulloit ce quil voulloit , mais 
il nen voulloit riens savoir a cause de ledit du mar- 
quis et de ly , et sen raportoit auk gens dc la 
ville. Quant le conte Ame eust la responce, il dist 
aulx saindiques: or sus a cheual, nous acorderons 
bien mon nepueu et mojr ; sy monta a cheual le 
conte Ame acompagne de pluseurs nobles du pays 
et cheuaucha tant quil vint a Valpergue, ou il fust 
receu grandement par les signeurs de celluy lieu, 
les quelx ly firent homage et fidelite de leur bon 
gre et dormist leans. Et puis an matin les contes 
et signeurs de Valpergue lacompagnarent iusques 
en Yvoree, et la fast rcceu le conte de ceulx de 
la cite pour leur signieur, et leur donna libertes 
et franchises, comme appert aulx chartres et let- 
tres qui en furent faittes. JEt fist cryer et deffandre 
que sur payne de la mort nulz ne fust oze, ne ardy 
de parler de guelf, ne de giobellin; ne de nulle 
part quelconques em publique ou em particularite, 
et mist la viHe en moult grant regement , et la 
condoyst et maintenist en grant tranquillite. Quant 
le marquis le sceust, il fust mal contant, sy manda 
au prince Philipe pour savoir come le fait alloit , 
le quel ly manda que ceulx de la ville estoyent 
paruerse generacion, et que ainsy quilz sestoyent 
donnes a eulx , que ainsy ilz sestoyent donnes a 
vng aultre , et que au deable fussent ilz donnes , 
et que il ne voulloit prandre debat aveques son 
huncle par sy meschantes gens. Quant le marquis 
eust la responce , il se pensa bien quil ly avoit 
aucung trattat, sy en fust mal contant en son cuer, 
et ne loblya pas , ains le print a cuer , et . depuis 
se penna de fayre contre la maison de Sauoye a 
tout effort, tant en secret, comme en paleys; mais 
le conte fust bien dacord aveques son nepueu le 
prince. 



Comment le conte Ame edifja et establit Marual. 

Aprcs ce que le conte Ame eust prinse la pos- 
scssion dYuoree , il sceust que le marquis estoit 
mal contant, sy se doubta quil ne machinast au- 



a cunes malices , sy cheuaucha par tout le pays et 
vint vers son nepueu le prince Philipe , et ie Gsi 
gouerneur du pays, autant du sien conune luy, et 
manda au marquis quil eust paciance, car ceuix 
dYuoree lavoyent contraint a eulx secourir , car 
pardus estoyent par leur parcialites, et que a cause 
du deffaut des officiers, tant de ly comme du prince, 
quilz avoyent fait ce quilz avoyent, et que tout 
autant droit U iy avoit, comme eulx y avoyent au 
prumier, pourquoy y volloit sauoir ce riens desman- 
der ly en vouiloit, car U estoit pour soy deflandre, 
ou ce non quil ly envoyast son ceeUe destre amy 
ou dastinance de guerre, car aiUeurs affayre avoiL 
Quant le marquis enst entendu la voiante do conte 
Ame, et vist et cogneust laliance de ly et du prinoe 
b et ia grace que le conte avoit du peuple, il con- 
sentist a la paix , et firent paix et aUances pour 
dix ans, et ainsi mist le conte bonne et notabk 
ordonnance au pays , et baUia le gouernemeot a 
son nepueu ie prince quil laymoit moult, et puis 
sen revint a Ghamberye , ou il fust receu de la 
contesse sa femme mouit ioyeusement, et ansy fust 
il de tout le pays. Quant vint a lendemain, U tiut 
conseil, et la ly fust desclayre coment le conte de 
Geneue ly avoit meu guerre a ia postoiacion du 
dauphin. Quant le conte Ame eust entendo la cause, 
quelque amonr quU eust a sa dame et famtne , il 
ne seiourna pas grandement empres elle , ains su- 
bittement il fist mettre ses gens en appareil, et 
au qnatriesme iour ii partist et cheuaucha en ar- 
c mes iusques a Geneue. Et pour ce quil navoit for- 
teresse abiile , ne souffisant a guerroyer le conte 
de Genene , il fist edifier es marches de Giayx 
vne place appeUee le chastel de Marual , et ia 
fburnist de gens darmes et de bons rottiers, les 
quelx corroyent tout le pays au conte de Gene- 
noys , et faisoyent monltz de mauix , et destruy- 
soyent toute ceUe contree et avoyent leur retrart 
et refuge au dit chastel de Marual, et aiosy dura 
longuement ceUe meslee , dont le conte de Ge- 
neue fust mal contant , et ne pensa ne iour ne 
nuyt fors a iy resister. 



Comment le conte de Geneuojs edifia le cliastel 
d GaUiart aupres de Geneue vne lieue. 

Quant le conte de Geneuoys sceust que le conle 
Ame ediffyoit et ia avoit edifye Marual, qui moult 
le greuoit, il se mist a edifyer vne aullre place 
empres de Geneue pour ce que ceulx de Geneue 
soustenoyent le conte Ame, et pour greuer ceulx 
de Geneue; et appella ce chastel Chasteau Galliart, 
le quel est assis au pres de la riuiere de lArue , 
et espressement le fist pour guerroyer le conte de 
Sauoye et ceulx de Geneue et ceUes marches. Et 
la mist garnison qui moult greuoit le pays ; lors 
sengringerent et acrurent les anciennes ennemis- 
tyes entre les deux contes, et firent sy morlelle 
guerre*et sy aspre , sy aygre et sy crueUe , que 



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20.) 



I)E SAVOYE 



2 06 



a puyne porroit on racontcr les grans maulx, dau- a 
mages et murdres que soustenoit tout le pays tant 
duiie part que dautre, car le terrain des deulx pays 
estoit sy entrcmesles et estoit tant furnys de gens 
danncs , que nulz nyssoit dung cosle ou dautre 
quil ne trouast rancontre , et en ce temps furent 
faittes de moultz belles armes tant dung couste 
que dautre. 



Comment le signieur de Geys print Marual , et 
comment le conte Ame le desconfist. 

Messire Guilliame de Ioinville signieur de Geys 
sy lenoit le party du conte de Geneuoys , et fust 



Comment le conte Ame eust le chastel viculx 
dEntrcmons. 

Le conte Ame fust moult desplaisant du gaste- 
ment de son chastel de Marual, sy tint les champs 
et print tout le pays, ce non giayx, et tint moult 
court le sire de Geinville et de Geys, et se re- 
trayst a Geneue en lile sur le Rosne, ou les cit- 
toyens le festoyent , et ly eulx. Sy ly vint vng 
messagier de Sauoye qui ly apporta lettres, com- 
ment le conte de Gcneue et mesire Iehan dau- 
phin et frere du dauphin avoyent tellement tratte 
avequcs monseigneur Robert de Monbel, seigneur 
dEntremons qui du fiez de Sauoye estoil, que par 
:>rgent que par promesses, quil recogneust et print 



moidt mal contant de la place de Marual, et de la 0 le chastel du fiye et domage du dauphin. Et quil 
gai nison qui dedans estoit , car le conte Ame ly sestoit declayre ennemis du conte, et que le dau- 
estoit trop pres et trop greuable voisin ; sy fist phin et le conte de Geneue ly avoyent promis de 



espier par pluseurs iours comment il porroit pran- 
dre la place ; sy avint vng iour que il sceust que 
le cappiltain de Marual estoit alles vers son si- 
gnicur le conte , et que dedans la place estoyent 
peu gens , sy manda au coute de Geneuoys quil 
ly envoyast tout ce de gens darmes quil lavoit , 
car il ne faisoit nulle doubte quil neust Marual , 
cai il savoit par espies que ceulx dc Marual fay- 
soyent pctite garde. Tantost le conte de Geneuoys 
ly manda bien secrettement toute la nuyt ce de 
gens darmes quil peut finer, et en fust cappitayne 
le signieur de Menthon , et quant il fust venus en- 



le garder, garantir et defiandre. Quant lc conte 
Ame eust lettes ses lettres , il dit aulx cyttoyens 
de Geneue qui o luy estoyent : « mes amis, ar- 
» gent fait moult ; voyez comme monseigneur Ro- 
» bert de Monbel par argent et financez ma re- 
» linquy et delaysse maluaysement , or sa lc 
» vin ; or oyes tous : ie vous promes , mes amys , 
» que ie ne cesscray iamais iusqua ce que ie soye 
>» deuant Entremons , et que ie ne laye, ou que 
» ie y morray. » Lc grant dcspit queust le contc, 
le fist enverimer. Et fist tout son efibrt, tant dar- 
tillierye comme de trail , et rcfrescha ses gens 



viron la my nuyt vers le sire de Geyx, il heurent c darnoys et de cheuaulx , et puis monta , et sen 



conseil ensemble, et desia avoit dresce les eschielles 
le sire de Geyx , et de fait prindrent demblee le 
chastel de Marual et tous ceulx qui ens estoyent. 
Quant ilz furent maistre de la place , ilz heurent 
debat, se ilz arraseroyent et habateroyent la place; 
le sire de Menlhon ne voulloit , et le sire Geyx 
voulloit, et ainsy fust fait et fut habatus et brulle 
le chastel de Marual a res de terre. Vng gentil 
homme de Vuaudz nomme Anthoync Dauenche qui 
dedaus estoit, seschappa et vint sy brief, qui troua 
le conte son signieur, le qucl desya venoit a toute 
vne belle compagnie , car ia avoit sentu que le 
conte de Geneue avoit mis gcns sus, et se doubta 
bi< n que ce ne fust contre ly , lors ly dist An 



ala de Geneue a Enlremons , mais avant il ha- 
batist le chastel de Fleye qui estoit au seigneur 
dc Geys , et de la il sen ala mettre le siege de- 
uant le chastel dEntremons , ou esloyent pour le 
gardcr environ m c et l hommes tant Geneuoys 
comme Dauphiniens. Quant le conte Ame fust au 
dcuant du chaslellet , il le vist moult fort , et 
c ogncust bicn quil ne lauroit pas legierement, sy 
fist lordonnancc de son siege , et fist adresser ses 
trefs , tantes et paueillons , et fisl a fayre loges 
de fueilliez et a assire ses bonbardes , couilliars 
et engins , et les fist garnir de manteaulx et dc 
chas afin que ceulx du chastcl ne les peussent 
greuer ne nuyre , ct la fust moult long temps et 



thoyne Dauenche : « A monseigneur 



> 



» le bien venu ; hastes vous, car votre chastcl de 
» Marual est prins , et encores y sont ilz , et les 
» troueres au forrage. » Le conte mist cn ordon- 
nance ses gens , et vint en moult belle conduitle 
et frappa sur eulx de tel randon, que peu de ge- 
neuoys ne des aullres nen eschapperent que tous 
ne fussent mors ou prins , et recururent lc pil- 
liage , et fust prins le sire de Menlhon et a poyne 
peust cschappcr monseigneur Guilliaumc dc Ioin- 
ville sire de Geyx. Le conte Ame plein de mal 
tallant cnssuyuist le signieur dc Gcyx iusqucs aulx 
portcs de la ville, mais il se sauua dedans le chas- 
tcl de Gcyx ; et quant lc conle visl quil nc le 
pouoit avoir , il fist lc gasl tout allcnlour. 



soyes d y lust sy longuemcnt quc ceulx du chastcl heurent 
presque consumes toux leurs viures , et sy avoyent 
continuel assaut , et leur estoyent gettes de graus 
ordures ens le chastel, et estoyent sy cours tenus, 
quils ne pouoyent entrer ne yssir , et veoyent , 
que leur secours tardoit nioult , et tant que plus 
ils ny avoyenl despcrance , et des ia cn estoyent 
mors par la famyne la plus grant partye. Quant 
nionseigncur Robert de Monbel sire du chastel 
vist Ia grant pouerte de ses compagnons , il co- 
gncust bicn que par sa foule ils estoyent pardus; 
sy appella le sire de Chata du Dauphine , qui 
cappitayne estoit , et . cappilaync demandcs vos 
coiiipagnons , et quant ilz furent presans, et mon- 
scigncur Robert dist: « mes scigneurs cl amis, 



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ao-y 



CBROMQVES 



208 



ie cognoys que ie fuis cause du meschief «n a » ie monstreray au dauphin et au conte de Geneue 



quoy vous et moy sumes , et voy bien quil ny 
a remede , sy me vueil euxposer a la mort pour 
vous garantir; sy veulx aller parler a mon droit- 
» turier seigneur , car se le dauphin et k conte 
» de Geneue meussent assallis, il ne fiist pas a 
n moy donner secours , or sa iay mal fait, plaise 
» a Dieu que par ma personne ie le puisse rapa- 
» reillier. » Lors se print a deuestir iusqua sa 
ehemise et mist sa ceinture a son col et descbaux, 
« or , adieu messeigneurs , quant vous aures veu 
» quil sera de moy , sy partyez et randez la place , 
» car ie say quil est bon et pietable seigneur, et 
» vous nestes pas ses subgebz. » Ad ces parolles 
chescung print a piorer , et il partist tout seul par 



» que iay este abuses, et quilz ne mont pas tenus 
» promesse. Et pour ce que votre grace voye )a 
» verite, bien tost vous verres pour quoi ie le feys, 
» mais que ie puisse aller et retourner iusques au 
» chastel: et sachiez que avarice et follye dorgueil 
» le me firent faire, car il me sembloit que plus 
» avancyez maindres que moy. » Le conte print a rire 
et puis sy ly dist : « Monseigneur Robert, faittez 
» votre fidellite , et puis vous en elles en votre 
» chastel, et le gardes bien, et renonces a toux 
» les attes que faiz aves tant au dauphin comme 
» au conte de Geneue, et puis nous amenes tous 
» vos compagnons tant nobles comme aultres ysy 
» seurement, car ie leur veuil donne a soper et 



la feuce poterne, et vint tout droit au pauellion du b » festoyer. n Monseigneur Robert avoir faitte sa fi- 



conte , et la se mist a genoilz, et dist: « a mon 
» tres redoubte seigneur, mercy ; votre grace et 
» begninete ne vueillie regarder a ma faute et 
» maluaistie , votre grace face de moy ce quil vous 
» playra , la bonte de vous ne vueillie regarder 
» a ma faute. » Quant le conte Ame le vist, il 
fust meu de pytye mais ce non obstant il se leua, 
et se retourna daultre coste sans ly rien respon- 
dre. Et messire Robert se leua, et se mist aultre 
ibys a genoilz : « a mon tres redoubte seigneur , 
» ie vous cry mercy, iay fidly , et ausy fis saint 
» Pierre ; plaise vous que ie qui ay fait le mal , 
» que iemporte la poyne , et pregnes le chastei a 
» votre plaisir, et que de ceulx qui sontdedans, 



deiite print congie de son seigneur, et il le fist ac- 
compagnier par ie sire de la Tour de Vyuays ei 
par ie bastard de la Baume et piusieurs aultres 
gentiis hommes. Et ie seigneur de Chate et ses 
compagnons qui estoyent sur le dongion pour at- 
tendre quil la viendroit de monseigneur Robert 
de Monbel, car bien cuydoyent quil deust morir, 
furent moultz esbays, car ilz ie virent retourner 
en tel estat, sy ne sceurent que pancer. et quant 
il fiist deuant la porte il crya : mes seigneurs fai- 
tes overture seurement , car iajr trouue grace dt- 
uant monseigneur plus que merite najr. Ilz dessao- 
dirent et vindrent embas , et les gentilz hommes 
les festoyarent , et le sire de Chate qui mouk 



nuiz non aye mal , ce non moy ; car iiz ne sont c preux et sage seigneur estoit les remercya , et 



)> point vos subgebz , et leur seigneur leur a fally 
» promesse ; pour quoy, monseigneur, votre grace 
» vueiltie avoir misericorde deulx et que iemporte 
» la pugnicyon. » Quant le conte Ame eust oy 
monseigneur Robert, et qui se randoit sy fort 
couppable, et quil parloit sy raisonnablement , il 
fust meu de pitye , sy se torna , et Iy dist : a 
monseigneur Robert , vous aves mal fait; et il 
respondist : ie le cognoys , sy men mes a votre 
misericorde du tout entout. Voyre, dist le conte, 
et feres vous iamais plus faute ? « A monseigneur, 
» il est a vous de men garder, mais ce non obs- 
» tant , se iauoye mille vies iusqua la fin du monde 
ie ies mettroye pour vous, et ne cuydes pas que 



puis deux et deux furent accompagnes et menes 
au siege deuant le conte et ses barons, le quel 
les receust a bonne chiere, et les convoya au so- 
per, et pourparlarent de leurs mesaysez. Et Vt 
conte les prisa moult de leur vailliantiges, et ik 
prisarent moult le conte de sa proesse, et apres 
le soupper le conte Ame appella le seigneur de 
Chate et tous ses compagnons, et ieur dist: u Mes 
» seigneurs et amys , votre seigneur le Dauphin me 
» meut souant noyse , et est cause de moult de 
» gastement de pays ; ie vouldroye bien que ly et 
» moy corps a corps meissent fin en notre que- 
» reile, or sa il en est en ly, vous monseigneur 
de Chate, pour ce que ie valles, ie vous donne 



» ie le dye pour pour de morir, car pas sy tost ne d » ce corssier et coeste robe, et cent escus, pour 



morray comme le vouldroye. » Et lors le conte 
Ame meu de pytye print vne robe longue de nuyt qui 
empres ly estoit, et la ly getta sur le dos , et len 
courist , et puis ly dist. « Monseigneur Robert, ne 
» vous fiez pas que ie vous face, comme Dieu fist 
» a saint Pierre , qui le renya trois foys et li par- 
» donna , car ie vous promes , que ie ne vous par- 
» donray pas la deuxieme, mais ceste ie vous par- 
» donne, et Dieu le vous pardonne, car ausy foysge.w 
Et adonques messire Robert a genoulx remercya 
son droitturier setgneur, et ly dist: « A monseigneur, 
» ma faute est plus grande que n'est votre miseri- 
v corde , mais votre grace et bonte el immensurable 
» et inestimable, sy soyez certain quc se ie vis que 



vous en aller honorablement, et a tous vos gens 
» ie leur donne leur biens, bagues, cheuaulx et 
» arnoys sanes, vous priant qua ia prumiere guerre 
» que votre seigneur le dauphin me menera , que 
» vous le serues. Mais ce en champ ou fourteresse 
» vous vous troues, que demandes a votre seigneur 
» congie de venir disner ou soupper avecques moy, 
» et y venes seurement soit hors ou ens. » Estre 
ce fait, monseigneur Robert remist les clefis au 
conte, et le fist venir iogier au chastei, et ly et 
ses seigneurs , ou il fust receu san$ viure , car 
tout fust apporte du siege ce que lon y mengia. 
Au matin prindrent conge le sire de Chate et ses 
compagnons, et sen rctournerent au Dauphine vers 



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309 



D£ SAVQYE 



940 



leur seigneur , au quel y contarent la bonte , la «* goeur Iehan de Fffliens Vickmne > qui desmoroit 



vaillance , la largesse , et lonneur du conte Aoae. 
Et de fait le sire de Chate desmanda a son sei- 
gneur le dauphin quil ly donnast congie daller en 
Ierusalem et a sainte Katelline , car iamaiz plus il 
ne le seruiroit en armes , car par ly et par le 
conte de Geneue nestoit reste quilz ne fussent 
tous mors et honnys, et que pas ne leur avoyent 
tenu promesse ne couennances. Et ly contarent la 
noblesse et la pytye du conte Ame. Le dauphin 
ne sceust que respondre , fors quil dit quil sen 
attendoit au conte de Geneue. Avoir ce fait le sire 
de Chate se mist empoint, et monta a Marceille 
sur ht mer et passa en Ierusalem ou il morust. 
Et se tu mon deuancier escripuant naz ce veu 



au chastel de lile sur le pont d» Rosne, fttst avise 
que k, conte et ie sire de Faucegny estoyent au 
thastel, il lenvoya incootendnt vers son seigneur 
le conte de Sauoye, et ly .fi*t asaauoir toul le fait> 
et quil le viensis aecourir brief, car a hryde Die» 
U encheuyroit bien, et tonte nuyt manda aulx fron- 
tyereis » toux les cappitaynes de 90« seigrieur de 
Sauoye que prontement U venissent vere e,ulx et 
leurs gens darmes, les quelx firent de bon voub 
loir, et ausy manda vne partye de bons et Voyaubt 
noblez et bourgiolx <te ia ette , et se myrent a 
fournyr et fortifyer leglise et fer deux totus do 
saint Piere > et tonte nuyt vindrenfc geas , qui se 
mirent a garnir les carrefours de la vilk et ausy 



ny escript, sy va aulx crogniques du dauphin qui b leglise. Et quand le vidonne se vist estre ,fwrt, 
sont a Vienne et la tu le troueras, et ne dys pas tant de ceulx de k viUe comme des cappytatnes 
quainsy ne soit. et gens darmes souruenus , U se mist en appareil, 

Estre partys le sire de Chate , le conte resta a et aut point dtt iour vint eryant avant la viUe > 
Entremons , et monseigneur Robert print ,son sei- qui vive, qui vive, et toute la cite le suyuist, ce 
gneur par la main, et le mena en vne crotte moult non les traytres; et trompettes a sonuer ; eb fiV 
secrette, et nauoit aveques ly que le conte de Gru- rent vng grant bruit Et alors cnyda- le, conte et 
yere, le sire de VuaUephin, et euk estre la , il le sire .de Faucegnye estre trays e4 perdus, sy se 
ourist vne mastre de ferr, qui enterree estoit en 
terre , et puis ly trayst hors x mil frans dor viel 
tant a cheval comme a pie, et tira hors la lettre 
de la promesse des deux seigneurs , et puis ly dist : 
Si le pregnez , car ilz sont votres et non pas 
mjens. Quant le conte vist son bon vouUoir, il ly 
respondist : « Monseigneur Robert, ie suis contans 

» de vostre bon vouUoir , sy ne veulx aultre chose c fust dit comme le conte de Geneue sestoit retraio, 



mirent en fiiyte , eulx : et leurs gens , et sea »>■ 
trayrent au Chaatel gaiUart tristes et doUans. Le 
conte Ame eust receu tes kttres de monseigneur 
Iehan son vidonne , sy cheuaucha toute nuyt et 
tout le iour teUement quU Tint en nenue heures 
de Chamberye a Geneue; ly estre ariues, ceubt de 
la cite sy furent ioyeux et reconfortes , et il ly 



» de vous que votre hoheissance, sy vueil que ce 
» tresor soit pour marier vos fiUies tout tellement 
» qne vous promettrez de non empoint marier ny 
» au Dauphine ne en Geneuoys, ce non en Sauoye 
» et en nos pays. » Et U ly iura, fianca, et promist 
Et par ainsy le conte ly remist sa place pasyfi- 
quement, et sen partist, et sen vint a Chamberye 
pour soy refrechir, et mettre empoint. Et apres 
monseigneur Robert fist grant daumages au dau- 
phin et au conte de Geneue, come orres 



Conanent monseigneur lehan de Filliens vidonne 
de Geneue getta hors de Geneue le conte de 
Geneue et le seigneur de Faucegny. 

Cuydant le conte de Geneue que le conte Ame 
fust encores au siege deuant Entremons, ly et le 
sire de Faucegnye firent leur amas secretlement , 
et heurent traittye aveques aucungs gentilz de la 
cite , et a layde de ceulx U se pensa faire seigneur 
de la cite , et desia U avoit promis a aucungs deulx 
de le fayre vidonne de Geneue a son nom et soubs 
ly. Et de fait vindrent le cente et le seigneur de 
Faucegnye , et entrarent par la fauce posterne de- 
dans le chastel, et se myrent a la fournir et for- 
tifyer avant quilz osassent entrer en la viUe, car 
ce ilz fussent entres de playne venue ilz hcussent 
peu fayre vng grant daumage en la cite. Monsei- 



et lors le conte Ame fist cryer que qui laymeroit 
le suyuist, et print a fiiyre le tour par ht eite, 
et la furent assaquamendes les maisons desrocheez , 
et aucungs mors de ceuk qui coulpablez estoyent 
de la trayson. Quant aucungs coulpabks virent ce, 
ik cuiderent fuyr, mais furent prms. Le conte 
Ame eust faitte ceste execucion , U dist : Or sa , 
U est temps de bqjre ; sjr dist que ie aye a man- 
gier au chastel du conte de Geneue , et verrajr 
qui me controdira. H envoya ens, et pnis y en- 
tra , car nul ny estoit ; tous les nobks cytoyens 
et bourgioiz vindrent vers ly, et les receut mOuk 
doulcement, et leur disU « Mes amys, ie ne Suis 
» pas pour vous greuer, ains suis pour vous seus- 
d » tenir et aydyer, pourquoy ie vouldroye que 
i) vous feissiez evoquer votre peupie en cloistre, 
« et que ie parle a eulx. » Les saindiques et le 
vidonne firent incontenant cryer le conseil general, 
et la fust lassemblee ds ta viile, et le conte eust 
entretant mengie , sy y vint a tout son consseU. 
Et la il print a dire: « Mes amys, ie ne suis pas 
» pour vous subgiguer, ne pour vous prandre pour 
» myens, car vous estes a leglise el a Dieu ie ne 
» veulx oster , mais ce vous avez evesque malin- 
i) gne et paruers, et qui vous vueillie destruyre 
i> et gaster , et dont mes pays puissent moins val- 
» loir , ie ne suis pas par le soufrir ; pour quoy 
» dittes en tous votre oppynyon. » Et lors fust 
vng bourgiois qui print a parler et dist: ellas nous 



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31 1 



CHRONIQVES 



213 



nauoiis trop souffert ; et la il exposa le griefz , a 
daumages , efforcemeus de femmes et autres pillie- 
ryes quauoyent estes faittez par les contes de Ge- 
neue. Quant le conte Ame eust lentencion de la cite, 
il vint a saint Pierre en lesglise , et la il fist son 
oroyson , et avoir faite la devocion, il vint deuant 
le chastel, et le troua vuyde, et la du consente- 
ment des cyttoyens il ordonna a labatre et desro- 
chier , et ainsy fust fait, et pareilliement a toux 
les coulpables de la cite , lesquebi sont encores a 
la iournee de huy escrips au papier noir de la 
ville. Et des celle heure fiist le conte de Sauoye 
quazi comme seigneur de Geneue, apres leur eves- 
que, et tout dis se tindrent en sa proteccion. Et 
quant leur evesque leur voulloit fayre quelque 
grief, le conte de Sauoye les defiandoit. Le conte b 
Ame monstra quil cuydoit que le conte de Ge- 
neue et le sire de Faucegnye fussent allez plus 
loings , sy mist vng segret embuche au bois de 
chenes , et puis a peu de gens il vint corre au 
deuant le chastel de Galliart : ceubx qui dedans 
estoyeut, aucungs ioynes yssirent dehors, et leur 
donnaient la chace , et eulx se prindrent a retrayre 
iusques au boys. La furent recuUlis , et tous que 
mors que prins ; la fust prins Peterman de Mon- 
thou, Guilliaume de Fassye, Mermet de Gholays, 
Guilliaume de Villette , et plusieurs aultres , et 
furent menes prisonnyers a Geneue. 



Comment le conte de Geneue dessandit et vint c 
deuant la cite de Geneue et la cuyda regagner, 
et comment le sire de Nycolaus print le chastel 
de Bouges. 

Estre retorne le conte Ame a Geneue, il fist 
vng grant mangier aubi dames de la ville, et les 
festoya. Et apres tous les mes le conte les seruist 
de ses prisoniers quil avoit prins deuant Galliart; 
et leur , mes dames , voyez sy des gentil de beau 
cousin de Geneue , qui vous sont venus festqyer. 
Et vne dame , qui parente estoit de ceuk de Vil- 
lette estoit du nom , se leua , et puis : mon tres 
redoubte seigneur , ie au nom de toutes les aul- 
tres et de moy vous remercyons de ce mes dont 
nous aues seruy , et laceptons, sy plaise a votre d 
grace a le nous laissier. Le conte musa vng peu , 
et puis dist : et ie vous les autrye et donne , et 
les vous Uure francs et quittes. Et les dames len 
remercyarent , et par ainsy fiirent desliures celly 
de Villette et toux les aultres , vindrent deuant le 
conte et a genoulx le remercyarent , et il dist : 
remercyez les dames; et ils vindrent et baisarent 
les dames, et puis danssarent. Le conte se re- 
trayst, et fist a desmander les quatre princepeaux 
prinsonnyers , et si leur enquis moult de lestre 
de leur seigneur le conte , et se plengnist a eulx 
de la guerre quil ly faisoit , et leur dist tant , 
quilz furent moult contans de ly, et puys leur 
donna franschement conge , cheuaulx et arnoys et 



bagues sauues, et puis reuint vers les dames, ou 
il fist grande chiere. Les prisonnyers desmorarent 
tout ce iour, et furent festoyes de leurs parantes 
et amys, et puis a lendemain sen allerent , et 
quant ilz furent a Galliart, le conte fust esbays 
de leur venue, sy leur demanda, queUe ransson 
ne quel sayrement aves fait. Peterman de Monthou, 
qui moult sages estoit , respondit : « Ne nous 
» nauons paye ransson , ne nauons estes requis 
» de fayre promesse , ains avons estes desliures 
» francz et quittes a la reqneste des dames , com- 
» bien que le conte Ame a parle a nous , et se 
» regrette pour quel cause vous ly faites gnerre, 
» car il vinroit volontiers empays ; mais tant nous 
» a il dit , qua la prumyere guerre que ly me- 
» nerez, quil vous moustrera quil ly despbxyra, 
» et sur mon honneur cest lung des nobles prio- 
» ces du monde ; » et les autres dirent , il est 
vray. Quant le conte les eust oys , plain de mal 
tallant il dist , sy ne desmorra il pas ainsy ; et 
sen entra en sa chambre, et les laissa. Estre le 
conte Ame a Geneue , il tint conseil et ordonm 
secrettement, que la cite fust garnye et fbnrnye, 
et mist grosse garnison en lile , et establist que 
les cappitaynez a lentour fussent prest a toutes 
heures , et ausy tous les bourgiois et nobles se 
garnyrent en leurs maisons, et se tindrent moalt 
pacifiquement. Et estre ce fait , le conte de Sa- 
uoye sen partist de la cite, et ala visatant ses 
pays. Tout ausy tost que le conte de Geneue sceust 
quil fust party, il et le sire de Faucegnye firent 
leur amas de gens darmez , et vindrent de noyt 
deuant la cite cuydans ens entrer a toute puis- 
sance ; mais le vidonne et ceulx de la ville furent 
avises , et ausy estoyent sur leur garde , et le rt- 
boutterent tellement quil desmora deshors, et sj 
perdist beaucop des siens. Et du despit et mai 
tallant quil eust , il print a fayre le gast a len- 
tour de Geneue , et couppa vignes , arbres , et 
gasta les blez et fruys de terre. Et pour ce qne 

leuesque de Geneue monseigneur favori- 

soit les ennemis du conte de Sauoye, monseigneur 
Iacques de Quart ballif de Chabloys se mist sus, 
et vint deuant le chastel de Rauoree, qui estoit 
de levesque , et le print par force et le desrocha 
et abatist. Et entretant que le conte faisoit le gast 
entour de Geneue, et messire Anterme de Nico- 
laux mist vne partye des gens darmes de Sauoye, 
et cheuaucha deuant le chastellar de Bouges , le 
quel il print demblee par eschelle de nnyt , et 
le furnyst et garda pour son seigneur le conte de 
Sauoye. Quant le conte Ame sceust ce quauoyent 
fait messire Iaques de Quart ballif de Chablois et 
messire Hanterme de Nycolaux , il fust moult io- 
yeux, et de feit fist vne ordonnance de gens dar- 
mes et de garnisons partout le pays , et en ce 
faysant, le conte de Geneue manda au dauphin 
les grief et puissance dont le conte Ame usoit , 
et que se on ly laissoit fayre que il les deschas- 
seroit du pays, et en ce parlement firent grandcs 



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2l3 



db; savovs 



S*4 



alliances. Le conte Ame le sentist ; sf --erdonaua , 
que le bourg; de MonmeUian fust eiosV car U ny : 
aroit de force qne Ifc chastel par tors. Et de fait 
ce il lordonna >-il le^ruuv* iayre , e% >. ordotfcaa 
mestres doeure», massens et charpentiers et oaain- 
ouriers et aatres genis tra plat pays , et la print 
a ediffier la muraifie et olotistrure de MonmeiUian, 
et y laborarent leng temps , et le faisoyent pour 
garder que ies Dauphiniens ne peussent passer, et 
ausy quil ne peussent entrer en la val de Nyco- 
laus , qui moult estoit preux chiuallier , et qui les 
avoit fort guerroyez , et ne tendoyent qua le def- 
fayre. Ge non obstant le conte Ame cheuaucha par 
ses pays en faisant retayre les fortificacions neces- 
sayres, et non doubtant de nulluy cheuauchoit 
comme en chasse et a plaisanee puis sa puis la , 
en faisant grande chiere aveques ses nobles 



Comment messire Iehan dauphin et son frere le- 
vesque de Mes gasterent le bourg de Monmelian. 

Corame oys aves , a Monmellian il navoit en 
celluy temps de force que le chastel et les mai- 
sons des gentilz hommes qui assisent estoyent sur 
le roch, et le bourg dembas qui desclos estoit ce 
muroit par le conte Ame de Sauoye , et y estoit 
le ballif aveques les comunes et les ovriers pour 
fortifier le pays de Sauoye et la val de Nycolaux. 
Quant le dauphin le sceust , il ordonna messire 
Iehan dauphin et leuesques Hanry de Mes son 
frere , et mirent sus ce de gens quilz peurent, el 
vindrent de iour et de nuyt , et en desroy fe- 
rirent sur les comunes et sur les ovriers , et en 
tuarent plusieurs , et en menarent prisonnyers, et 
pilliarent le bourg , et au partir ilz y bouttarent 
le feu. Et pluseurs des comunes se sauuerent sur 
le roch aveques le ballif et aultres gentilz hommes 
et nobles du dit lieu. Subittement il vint assauoir 
au conte Ame , sy tira 'celle part , et tellement , 
quilz neurent lespace de desrochier ce de mu- 
raillia qui y estoit faitte. Et de despit le conle 
Ame cheuaucha follement iusques deuant Grenoble, 
ou il mist* ie feu aulx fauxbourgs, et print de proye 
ce quil peust avoir , et sen retourna ; maiz ce 
illy eust guieres desmores iamaiz nen fust party , 
ne ly ne ses gens. 



Comment le roy Philipe rojr de France apajrsa les 
debas du conte Ame de Sauojre ,- du conte de 
Geneue et du dauphin Humbert , et comme 
Edoart de Sauojre lala seruir en Ftandres. 

Les vielliez innyquitez et antiques malvalliance 
entre Sauoye et Geneuoys et le Dauphine se prin- 
drent a renoueller dung couste et daultre, et tel- 
lement que nulz nestoit scur ne dune part ne 
dautre. Le conte de Geneue couroit dung coste , 
et le dauphin coroit de lautrc , et le seigneur dc 



« Faucegnye .. daultre part , ieUement que quelque 
conduytte ne puissance quil leust il ly donnoyent 
asses; afayne; maiz ce non obstant, il Wr resistoit 
et teut dis. gagnoit sur euk et geni et pays , car 
moult cheualleureux estoit. Et ainsy dura fhr guerpe. 
longuement aspre et dare , et moukz firent de 
maulx au pays. 

En ce temps lan m cc nn" et xi, le roy Philipe 
de France enst en ce temps guerre aveques les 
Flamens , et ayoi$<, mestier de gens ; sy sa penssa 
que se il pouoit mettre et fayre paix en Sauoye 
et au Dauphine, quil auroU leurs gens darmes et 
quil les prandroit a ses gages , comme il fist ; sy 
print son cbanceUier et le conte de Narbonne et 
plusieurs aultres, et les tramist au conte Ame et 

b au conte de Geneue et au dauphin Humbert. Et 
teUement esploittarent comme gens et signeurs de 
grant bien quilz estoyent , que lacort et la paix 
fust faitte entre tonttes les partyes, ettoux furent 
assembles au chastel de Chamberye, on a la messe 
toux firent le serement de tenir la paix et con- 
corde qui estoit ia prononcee, sur la payne de$- 
tre infame et pariure. Estre fait la concordance , 
le conte Ame les festoy* moult grandement avec- 
ques les ambaysseurs , et apres ancungs iours 1« 
conte de Narbonne qui moult vailliant chniaUier 
estoit , print a dire deuant tous : « messeigneurs 
» oyes; qui vouldra conquerre honnour et proufit, 
» sy viegne au seruice du roy Philipe , et de sy 
» et des ia ie ies contenteray par broys moys., 

c » car il portoit finances assez. » La fust Ecfoart 
filz du conte Ame de Sauoye qui se leua, et vint 
deuant son seigneur et pere humblement, et ly dist : 
a monseigneur , pour ma prumiere requeste ottro- 
jrez mojr que ie jr vojrse. Le conte Ame y. respon- 
dist ; avez vom bon voulloir de jr aller ? - Ojr , 
monseigneur, se il vous plaist. - Et vous jr j/res. 
Quant le conte de Narbonne et le chanceliier de 
France loyrent, ilz furent bien ayses, lors remer- 
cyarent le conte, et empeu de iours le conte Ame 
ballia deuxcent lances et mUle hommes de trait a 
son filz Edoart, el lenvoya au roy Philipe, le quel 
le receust en grant honnour , et le print de son 
hostel, et le fist chiualUer a ientree de la batail- 
lie, qui fust amont empires contre les Flamens. 

d Sy cheuaucha le roy o toutes ses gens en beUe 
compagnie , et desconfist ies Flamens au nombre 
de trente mil. Et la se porta messire Edoard sy 
vailliantement , que sa nouelle cheuallerie fust re- 
nommee en grant proesse. Et au retour estre a 
Paris , le roy ly donna grans dons et moultz dc 
presans ly fist , ct le souldoya , et paya ses allees 
et venues , et bien le cuyda retenir , maiz il ses- 
cuza. quU nauoit commandement de son seigneur 
et pere ce non de retorner la guerre fiynye, maiz 
que au bon plaisir du roy il le viendroit seruir a 
son pouoir. Et ainsy print congie du roy Philipe, 
et sen relourna en Sauoyc. 

Item en cc tcmps fust esclisse et famyne gc- 
ncraUc. 



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2l5 



CHRONIQVES 



216 



Item fiirent les templiers brullez et destruys par 
tout le monde. 

Item fiist Lyons prins pour ce quilz ne creo- 
yent point que le Saint Esperit procedast du Pere 
et du Filz. 

Item fiist Eugilrand a Paris pendus, et sy furent 
deux comettez. 



Comment le conte Ame ala a la chasse quant il 
sceust que son filz Edoart retornoit , pour le 
racontrer sur les champs. 

En retournant messire Edoard de Sauoye de la 
battaliie de Flandres et du seruice du roy , son 
pere en estoit ia avise , sy monstra daler a la 
chasse sans sauoir la venue de son filz. Et en 
chascent , il troua les avanceurs , sy se musca au 
boys et laissa passer moultz de gens iusqua ce 
quil vist messire Edoard le quel venoit en moult 
bel arroy en lordonnance de sa garde , et quant 
il le choysist sy dist: vojrrement estez vous partjs 
de Sauqjre } et en ce disant il yssist de loreillie 
du boys , et vint rancontrer son filz , le quel in- 
contenant dessandist et mist pie a terre , et vint 
fayre la reuerance au conte Ame , lequel le vist 
voullentiers , et le receust begnignement, et puis 
ly dist : montes. Et messire Edoard mist main au 
coursier et a larson de la selle, et sallis sus sans 
xnettre pie en estref. Le conte le vist voullantiers, 
et ly dist : vous navez riens fait que vos prede- 
cesseurs najent fait. Lors dist messire Edoard : 
a , monseigneur , il me soufferoit bien den fajre 
mains , et pleust a Dieu que ien peusse vaUoir le 
maindre. Ainsy sen cheuauscherent lung 0 laultre 
iusques a Ghamberye , ou il fust receu ne chaut 
desmander comment tant des dames comme de la 
noblesse du pays , comme de ceulx de la ville. 
Celle nuyt fiist fait tryhumphe de ioye , et quazi 
dura iusques au iour ; ainsy fiist receu messire 
Edouard a son retour de sa prumyere armee. 



Comment le conte Ame avoit trajtje le mariage 
de la JiUie au duc de Bourgogne nommee dame 
Blanche , et comment U le dist a son filz qui 
moult fust iojeux. 

Quant la receue de monseigneur Edoart fust 
fiutte , le conte Ame print a part son filz et ly 
dist: « beau filz , ie suis meshuy pour moy repo- 
» ser , et vous venes , sy me plaist moult votre 
» commencement. Et poiir tant ie vous ay pour- 
» chasse femme et dame de bonne maison, et afin 
» que vous saches quellest , cest la fillie au duc 
» de Bourgogne. » Quant messire Edoard eust oy 
le parler de son seigneur et pere , il ly dist : 
« monseigneur , celle ayge veue en mon allant , 
» et sy me pleust moult, et a a nom damoyselie 
» Blanche , et me festya a Digion , et voyreraent 



a » ie la desiray ; sy vous supplie , monseigneur , 
» que la bensongne soit avancee. » Le conte Ame 
fust moult contens de ce quilz avoyent veuz km 
laultre , sy ly dist : beau fih , nen faities nul 
semblant , laisses fayre a moj ; et ainsy se des- 
partirent. Le conte ordonna le conte de Monrauel, 
le seigneur dAix , et le chancellier , et leur dist : 
« or sa, iay parlement comme vous sauez aveques 
» beau cosin ' de Bourgogne du mariage de sa fiUie 
» et de mon filz Edoard , sy vueii que vous y 
» alles , et que se Dteu la ordonne , que le mi- 
» riage sacomplisse. » Ilz furent prest et hobey- 
rent, et le tresorier ies depecha, et puis errarent 
par leur iournees quiz vindrent a Digion , ou iiz 
trouarent le duc et la duchesse et damoyselle Blan- 

b che, et fiirent receus grandement. Apres ilz firent 
leur embayxade, et teliement que le duc fust con- 
tant, car ii lauoit veu messire Edoart en larmee, 
et ie prisoit moult, et ausy la fiiiie lauoit veu en 
son aller, sy avoit la duchesse qui moult enfurent 
contentes. Le duc fist' aprester robes et ioyaux , 
paliafrays et chiuaux , et toutes choses necessayres, 
et puis dist a monseigneur Guillaume de saint 
Iullian , a monseigneur Guy dAumanges ballif de 
Bourgogne , et a monseigneur Iehan de SaUins : 
vous trois aures la conduitte de notre fiUie Blanchc 
IIz le firent tres voullanties et en fiirent iovenx, 
Et avoir prins congie damoyselle Blancbe , ceuJx 
de Bourgogne , et ceuix de Sauoye se mirent en 
chemin , et conduyrent la damoyselle Blanche ri- 

c chement paree iusques a Chamberye , ou elle fust 
receue liement et tres grandement, et fust menee 
dune venue en la chappelle du chastel , et la les 
espoza larceuesque de Tarentayse en grande soi- 
lempnite. Et puis vint on au disner , le sernkt 
fust fait sy richement, que plus dire ne se por- 
roit , dentremes , de farces , de momeryes et de 
toutes fassons dinstrumens. Apres disner furent 
dances , et au banquet fist crier Edoard , que a 
lendemain Uz estoyent douze gentUz hommes at- 
tendans sur ie Rain au ioustez vng chescung gentil 
homme a sept venuez dattante, et qui mieuJx le 
feroit de dehors , U auroit vng fermaii de cent es- 
cus , et celly qui mieulx le feroit du dedans, il ao- 
roit le chappeUet et vng diamant Apres la crye 
d de leraut , qui se peust aprester y sapresta pour 
iouster a lendemain. Lors vint messire Edoard de 
Sauoye sur le reng, et amena o luy onze gentilz 
hommes non cogneuz, ieaume en ia teste, la lance 
au point, et ainsy entrarent ens les lices et la fu- 
rent attendans. Et daultre part vindrent gens de 
toutes pars , et comensca la iouste apre et dure , 
et dura iusqua la nuyt au torches. Messire Guil- 
Hame de Sain IuUian et messire Guy dAumagez et 
messire Tehan de SaUins furent avecques messire 
Edoard du dedans qui moultz bons iousteurs es- 
toyent , et le firent moult bien , et ausy fist mes- 
sire Edoard , maiz le pris fitst donne a messire 
Guy dAumangez ballif de" Bourgogne. Et a ceulx 
du dehors fust donne a Girard de Mascon, lc qucl 



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3IJ 



T)E SAVOYF. 



ai8 



iousla mieulx. Et ainsy dura la feste huit iours en a Itern soubz pape Nycolas IIII fust faitte leleccion 
grande ioyeusete et triumphe. Et puis furent don- de Adolf de Nassoe qui regna vi ans , et morust 
nes dons , robes et chiuaulx aulx seigneurs Bour- 
gnignons , et tellement , qne chescung fust con- 
tant j et puis sempartirent bien contans. Messire 
Edoard sy ayma moult dame Blanche , car sage et 
bonne estoit , et elle layma et prisa , car il le 
valloit , et eust delle vne fiUie qui fust appellee 
damoyselle Marye, qui puis fust femme et esposee 
au duc de Brettague. 



Comment de rechief le conte de Geneiie et le 
dauphin Ielian voullurent mouoir guerre au 
conle Ame de Sauoye. 

En ce temps mourust le tlauphin Humbert plain 
de iours , vieulx et casses , car moult avoit tra- 
uaillie en son temps , et avoit randu larme a Dieu 
il laissa deux filz , cest assauoir , messire Iehan 
pour dauphin, et son frerc messire Hanry evesque 
de Mes en Lorrayne. Et en celle annee trespassa 
le conte Ame de Geneue , et laissa conte monsei- 
gneur Guilliame son filz. Et se les deux perez 
scntramarent en leur viuant, encores sentramereul 
iniculx le conte Guillaume de Geneue et le dau- 
phin Iehan ; et estoyent tous deux ioynes et desi- 
royent de fayrc quelque chose , dont^ il fust parlc 
dculx , sy se pourpenserent dc renoucller et mo- 
uoyr gucrre a lcnconlre du conte de Sauoye , en 
disant quil estoit lcur cncien ennemys , et quilz 
vengeroyent les anciens oultrages de leurs prede- 
ccsseurs. Maiz ils ne losarent fayre publiquement, 
ne entreprendre , car ilz sauoyent estre trop fort 
le conte de Sauoye et le doubtoyent. Et en ce 
lemps sesloyent assembles vng grant mas tle com- 
pagnes qui assemblcs estoyent en Gascogne ; sy 
pourpenserent de les fayre venir en Sauoye, et de 
fait ilz manderent le sire de Tullin du Dauphine, 
et le sire de Fauerges de Geneuoys qui les alle- 
vent querre , et les amenerent en Sauoye , ou ilz 
firent grant tlaumage, maiz a la fin ilz furent des- 
confis , comme orres se lises cy apres. 



Comment messire Edoard de Sauoje desconfist les 
gens de compagne et gascons deuant saint 
Andrieu. 

II est assauoir , que durant le conte Ame en 
vye , qui vesquist et regna xxxvm ans , que lem- 
pereur Ruodolf quil lauoit meue a Rome tres- 
passa , et morust , ct ausy fist le pape Gregoyre; 
et sy est assauoir , quentre leuipereur Ruodolf et 
Adolf de Nassoe qui fust esleu roy de Romains a 
Frankfort quil ly eust vn papes , cest assauoir , 

Pape Innoeent V. 

Item pape Adrien V. 

Item pape Nycolas III. 

Item pape Marlin IIXI. 

Item pape Honore. 



ips vng an 

et demy deuant sa mort , pape Cellestin qui ne 
regna que v mois et v iours , et puis fait pape 
Bonyface VHI, qui regna vih ans. Et soubz cestuy 
morust Adolf sans la coronne de lempire. 

Iehan Seruioti a voullu ce ysy mettre a fin que la verite 
soit veue , soubz quelx papes et soubz quelx empereux 
furent les seigneurs de Sauoye. 

Des compagnes de Gascogne. 

h En tcmps il avoit vne compagnie de gens amasses 
qui estoyent aulx partyez de Gascongne , et au 
pourchas du dauphin Iehan et du conte Guilliame 
de Geneue, ilz les firent venir pour les fayre en- 
trer en Sauoye et sur la terre du contc Ame, car 
culx ne losoyent daumagier. Et ainsy ilz vindrent 
deux capitaynes, que furent messire Annerquin 
de Clerieu et messire Amc de Poittiers , et ame- 
narent aveques eulx vne grande compagnye dc 
gens darmes, lesquelx se vindrent lougier vng es- 
pace de temps aux villages dempres saint Anilrieu. 
Et la ilz faysoient toux les maulx du monde , ct 
gastoyent tout le payz. Lcs nouelles en vindrent 
au conte Ame , sy fust informes secrcttement que 
cestoit a linlrodicion du dauphin Iehan et du conte 



ment , et quant il fust prest , il se pcnssa bien 
quil en seroit, sy manda au dauphin et au contc 
de Geneue , qucl remede estoit de fayre deschas- 
ser ces gens qui ainsy gastoyent le pays , tant les 
leurs comme les siens, et ce fist il a fiu quilz nc 
cuydassent quil fust prest et quil ne donnassent 
nulle ayde aulx dittes compagnes. Et apres ii de- 
manda messire Edoard son filz , et ly dist : « ie 
» say certaynement , que le conte de Geneue et 
» le dauphin ont fait venir ces gens, et ces deux 
» capitaynes messire Annerquin de Clerieu et 
» messire Ame de Poittiers pour moy greuer. Sy 
» vueil monstrer de non en riens sauoir , ne co- 
» gnoistre, et pour ce quilz nayent nulle doubte, 
» ie men partyray demain , et men yray en Pie- 
» mont ; pour quoy mon filz ie vous commande 
» en tant que me doubtes et ames, que moy es- 
» tre partys vous les aUes deschaissier, car dedans 
» brief temps vous aures bonne et grande ayde. » 
Le conte Ame avoit ia mande au conte dAusseurre 
mary de la seur de monseigneur Edouard et a son 
cousin messire Pierre de Sauoye arceuesque de 
Lyon , et a son huncle messire Loys de Vuaudz , 
et a tous les auitres de Sauoye, et que chescung 
viensist a tout ce de gens quilz porroyent finer , 
car il estoit delibere de aUer combattre les com- 
pagnes qui estoyent entres au pays et quil le gas- 
toyent. Avoir este sceues les nouelles , toux ies 
scigneurs furent prestz, et vindrent au iour nomme 



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2ig GHRONIQVES 3ao 

et furent toux assemblez a saint George dEspe- a ly en eust de prins , car quazi tdux furent que 
apres la couste de- saint Andrieu , et la 



rance 



mors que naufrez. a mort. Looguement dura la 
firent leur ordonnance et banyeres et estendarz et meslee, et apres fust mise leur despeueiUie a part 
pennops et avant garde ordonnee , et fusk ordon- pour mettre a butlin ; et puis messire Edoard et 
uer qua leffondrer vng chescung mist pie a terre. tous les seigneurs firent avenir les heraulx et firent 
Et se prindrent a aprouchier leur ennemis. Quant cherchier les mors pour les ensseuellir et sousterre, 
messire Annerquin de Clerieu et messire Ame de syne trouarent que six gentilz hommes des Sauo- 



Poittiers se virent estre surpris, ilz se mirent en 
ordonnance et embattaillie, et dirent a lcurgens: 
ou il faut morir , ou sojr deffandre, car fujre ne 
pouons nous , ne nous sauuer , ne retrajre. Lors 
se mirent en vng parc a la playne dessoubz saint 
Andrieu, se tindrent embataillie rengie, et la des- 
liberarcnt de vandre leurs viez , et monstrerent 
bien quilz estoyent gens de guerre sauans et es- 



yens mors , maiz bien y morurent quatrecent qne 
de comunes , que de gens de trait , que de cus- 
tilliers et varles de guerre. Les noms de six gen- 
tilz hommes , Eynart de Rogemont , Guille de 
Chastellion ; de Bresse Philibert de Varas ; de 
Vuaudz Mermet de Combremont ; et de ceulx 
de larceuesque Iehan de RossiUion, et Pierre de 
Moufort. Et ceulx prins et portes en leglise de 



proues , et cuyderent bien que les Sauoyens les b saint George dEsperance , et toux les aultres fu- 



deussent assallir a cheual , car se ainsy leussent 
fkit , ilz les penssoyent desconfire. Lors ce mirent 
a dessandre la vallee les seigneurs , et quant ilz 
furent au pie , tout homme mist pie a terre. Et 
la se mist messire Edoard en son ordonnance de 
lauant garde , la quelle il lauoit voullu avoir , et 
larceuesque de Lyon et messire Loys de Vuaudz se 
mirent en leur battaUliez rengee, et le conte 
dAusseurre et le sire de Eeauieu furent en la 
riere garde; et estre chescung en son ordonnance, 
ilz prindrent a desmarchier comme gens de haul- 
tain cuer , et trompettes et clerons prindrent a 
sonner , et tout dis marchoyent avant sans eulx 
de rien mesmarcher. Et quant les deux capitaynes 



rent sousterres en la plus prochayne cymetiere. 
Et ainsy furent desconfis les gascons et compa- 
gnes, ou il ly eust vng grant gain et bon buttin. 
Messire Annerquin de Clerieu et Pirot de sainte 
GarneUe furent amenes a Chamberye prisonnyers, et 
la fust sceu deulx comment le dauphin et le conte 
GuiUaume de Geneue les avoyent fait venir, et qne 
ilz leur avoyent promis ayde a lencontre dn conte 
de Sauoye ; sy furent mis au chastel sur lenr foy. 
Maiz apres mist le seigneur Edoard toux les sei- 
gneurs ensembie , larcenesque de Lyon , monsei- 
gneur Loys de Vuaudz , le conte dAusseurre , le 
seigneur de Beauieu, le seigneur de la Baume, et 
pluseurs aultres seigneurs et nobles ensemble, et 



et leur gens les virent venir en telle ordonnance, c tindrent vng conseil tous ensemble ; et la U fost 
ilz cogneurent et dirent : nous aurons affajre, or deslibere que veu que le conte de Geneue et le 
sa , nuh ne se bouge ; ktissons nous assaillir , et dauphin avoyent ce fait, que larmee ne sentrerom- 
sj tost quil se desmarcheront , Ij frappons sus , pist point iusquace que lon leust nottifSe au coote 



car ausj sumes nous mors. En se paroUes vint 
monseigneur Edoard o son avant garde , et les 
escrya , randes vous , randes. Et messire Anner- 
quin de Cierieu crya, nj a il nulle mercj ne nul 
remede; et monseigneur Edoard respondist, nenj. 
Et alors se prirent a meskr les ung aulx 'autres 
tres asprement , et la se firent maintes belles ap- 
pertises darmes , car le gascons estoyent fiers et 
corageux , et leur riecessyte les enhardissoit ; et 
de fait se larceuesque de Lyon et monseigneur 
Loys de Vuaudz neussent fierus dedans , monsei- 

gneur Edoard eust heu a fayre car le pire en avoit; d paix des seigneurs , et aucungs mariages. 



Ame , et ainsy le firent , sy mirent leurs gens 
darmes a logis qui pres que loings. Et les sei- 
gneurs firent bonne chiere a Chamberye aveques 
dame Blanche et aveques les aultres dames qn\ 
bien les seurent festoyer , sy fust envoye le sei- 
gneur de la Baume vers le conte Ame em Piemont, 
pour ly conter le secret et lefFayt 



Comment larcheueque de Tharantaise et leuesque 
de Grenoble et le prince de la Moree firent la 



maiz la bataiilie estre ens frappee, les chargerent 
inoult fort, maiz ce non obstant les gascons veo- 
yent leur mort, sy faysoyent tant darmes que plus 
ne se peut dire, tant quil ly en eust beaucopz de 
mors et dung couste et dautre, maiz a la fin vint 
la riere garde du conte dAusseurre et du sire de 
Beanieu , qui fres estoyent et frapparent ens en 
telle manyere, que plus ne peurent durer quilz ne 
pregnissent la fuytte et la en la chasce fust prins 
Annerquin par messire Edoard et Pirot de sainte 
Garnelle , les quelx ly donnarent la foy. Messire 
Ame de Poittiers fust mort , et aussy fust Guil- 
liemat de Biern et le YUiot de Coerase, et main- 
tez auhres noblez de Gascogne , et moult peu il 



Le signieur de la Baume se mist en chemin ct 
crra tarit , qud vint en Yuoree , ou il troua le 
conte Ame, le quel le vist vouilantiers. Et ly conta 
tout leffet de la destruction des compagnez et 
gascons ', ly dist et conta la vailliantize de mes- 
sire Edoard , et la charge des faiz darmes quil 
avoit soustenus avant que la battaiUie y peust par- 
uenir. Et puis comme la battailUe le secourist, et 
puis la riere garde , et enfin comme toux furent 
desconfis , et pres tous que mors , ce non mon- 
seigneur Annerquin de Quirieu leur capitayne , 
et Pirot de saintc Garnelle , les quelx avoyent 
dit quilz estoycnt vcnus a la postulacion et entro- 



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221 



DE SAVOYE 



ducion du conte Guilliaume de Geneue ct du dau- a 
phin. Et que par ceste cause ilz nauoyent voullu 
desarmer leur armee iusques a son sceu et man- 
dement, et cest ma charge. 

Quant le conte Ame eust oye lambaixade du 
seigneur de la Baume , grant ioye eust cn son 
corage de la valliantize de son filz et des aultres 
seigneurs de son sang, et de lamour quilz avuyent 
portes lung a laultre, et de leur entretcnue , sy 
dist : u a voyrement ne fournignent ceulx de la 
» maison de Sauoye , maiz mal pacientement ie 
» porte ce que mont fait mes voisins , et qui se 
» sont voullus greuer et leur pays pour moy gre- 
» uer et foller; maiz par monseigneur le bon saint 
» Mauris , ie les greueray , se ie puis , sans moy 
» greuer, et avant que ie ne les grieue ie me b 
» greueray en les greuant. » Et puis dist au sei- 
gneur de la Baume : vous aves bien fait de non 
rompre larmee , car il la conuient ranforcier. Et 
incontenant fist mander et escrire lettres , sy ies 
manda par tout le pays , que chescung fust prest 
a vng iour nomme, et qui que laymeroit le suy- 
uist. II estoit tant ayme que chescun saprcsta pour 
le suyure , sy se troua asses belle compagnye de 
Piemont , non obstant ceulx qui ia estoyent ave- 
ques le prince de la Moree oultre pass , ct le 
bruyt et la voyx fust grande de la vittoyrc et des- 
tresse quavoyent faitte les seigneurs aveques mes- 
sire Edoard; ly se mist chacun a venir au ser- 
uice du conte que cestoit merueillies. Ainsy a vng 
iour de saint George tint le conte Ame court c 
overte en Yvoree , et lendemain il se partist en 
armes , a bannyeres desployez et estendars et 
penons estandus, et en grant triumphe de trom- 
pettes, de clerons et de menestriers cheuaucha 
tant quil vint a Chamberye , maiz en venant , 
messire Edoard et toux les seigneurs o toute lcur 
compagnie en armes ly allerent a lencontre sur 
les champz, les quelz il vist vollantiers, car bclle 
compagnie estoyent et en belle ordonnance. Et la 
dessandist messire Edoard et toux les aultres sei- 
gneurs a pie , et le bienvignerent , et il les re- 
ceust moult begninement , et puis montarent t et 
se mist messire Edoard au pres de son signeur 
parlamantant , et toux les aultres signeurs lung a 
lautre. La terre retantissoit du son des trompettes '/ 
et menestrez ; la avoit cry de heraulx , la cstoit 
ioye trihumphalle, et ainsy ariua et vini le conte 
Ame iusques au chastel de Ghamberye, ou il troua 
a la porte damc Bianche sa fillie et toutes les da- 
mes qui le receurent a leur deu , et ce il fiist 
festoye celle nuyt il ne le faut desmander. Et ainsy 
vint le conte Ame a Chamberye ; a lendemain il 
tint conseil, et fist vne ordonnance de compagnes, 
et fist capitaynes a mode de compagnez , et or- 
donna ses gens darmes a viure comme en com- 
pagne. Et leur ordonna daler viure au Dauphine, 
et leur . promist de les secourir a leur bcsoing, et 
quil ne leur feroit pas comme le dauphin avoit 
fait aulx aultres, car a lcur besoing il les souuien- 



droit. Et ainsy eslre celle ordonnance faitle, ches- 
cung se mist empoint soubz son capitayne, sy ne 
voullust le conte Ame que nul seigneur de nom 
y allast. Ains voullust que tant seullement simples 
genlilz hommes eussent celle conduytte. Et fust 
ordonne , que le bastard de la Baume et Pierre 
de Chastellion et Anthoine de la Serra fussent ca- 
pitaynes des compagniez. Et de fait heurent la 
conduytte des gens de compagne de Sauoye. Et 
sallerent logier depuis la Buyssiere iusques a Gre- 
noble, et la viuoyent comme gens darmes et fay- 
soyent moultz de maulx. Quant le dauphin Iehan 
vist ce , il se doubta moult , et furnist ses places 
et les forlifia au mieulx quil peust , pour garder 
son pays, et manda au conte de Geneue quil avi- 
sast sur cest affaire, car il estoit bien esbays, que 
veu lacord et les treuez qui entre Sauoye et eulx 
estoyent que le conte leur meust guerre; le conte 
de Geueue ne se doubta pas mains. Maiz ce non 
obstant il enuoya vers le conte Ame, en ly disant 
que son cosin le dauphin se plegnoit de ly , car 
vltre lastenance questoit entreulx, Q ly avoit mande 
gcns darmes en son pays , et sans deffiance. Et 
quanl le conte eust oy lambayxade de Geneuois, 
il respondist, quil nauoit nulles gens darmes, maiz 
bien estoit que a cause des compagnez de Gas- 
congne son filz Edoard avoit fait amas de gens 
darmes , et apres sa vittoyre il lauoit donne con- 
gie aulx compagnons, et quilz queissent leur aven- 
ture , avoir les contentes , ilz sestoyent partis et 
aller a leur auanture , et par ainsy ilz sont quas- 
ses , sjr nay que fayre deulx au presant, combien 
quilz mont bien seruy , et a leur besoing ne les 
layray point , et ne feray pas comme ceulx qui 
nont soustenus ceulx qiulz avoyent fait a venir , 
et se vous soufise. Le chancellier entendist bien 
le conte, sy print conge, et puis reuint Annessye 
vcrs son scigneur, et ly fist le raport. Incontenant 
il manda au dauphin, et ly manda quilz estoyent 
dccelles par messire Annerquin de Quirieu, et par 
sainte Garnelle , et quil estoit de necessite que 
gens de bien se mclassent de lacort. Quant le 
Dauphin Iehan vist ce , il manda a leuesque de 
Grenoble , que il voullust aviser sur cecy, le quel 
incontenant sen ala vers larceuesque de Tharen- 
layze, et aveques ly ala messire Guigue Allamant, 
sirc de Vualbcnoys , moult notable et bon chi- 
ualier, et de la ilz allerent vers monseigneur Phi- 
lipe de Sauoye , prince de la Moree , et quant ilz 
furent assembles , et leuesque de Grenoble leur 
dist : « messeigneurs , vous veez la grande des- 
» truction des deux pays et la grande pitye de la 
» guerre , qui a dure iusques ysy , et se plus lon- 
» guement dure , toux sumes destruys et desers , 
» ce plus cheons en cruelle guerre , ou ia avons 
» estes par plusieurs ans , dont nous sumes sy 
» empires que plus ne pouons soustenir , car nos 
» seigneurs et nous et le pays sumes sy apouris , 
» que dargenl , de gens et de viures ne se treuuc 
» plus. Et maintenant sc Ia gucrre se remet sus, 



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Ja3 



CBRONIQVES 



3^4 



» il nptfs couiendra aller pourchassier notre viure 
» en autre inarche et en aultre pays , pour quoy 
» messeigneurs ie vous prie a lamour de Dieu , 
» que p6ur bien de pays et pour le bien publique 
vuillions pourchascier la paix afin que leurs 
» subges et ceulx qui sont soubz eubi et les voy- 
» sibages de pays a pays puissent loer Dieu , et 
» euk amer dessoubz leurs signoryez; pour quoy 
» vos messeigneurs , monseigneur larceuesque et 
» vdus monseigneur le prince vulliez remonstrer 
» a mon tres redoubte seigneur le conte Ame 
» quil ne vueillie prandre vengiance des chosez 
» passees, et se aulcung oultrage y a este fait que 
» ce il vuillie obeir et se vueiUie condessandre a 
» bonne paix pour lonneur de Dieu , et pour le 
» bien des deuk pays. Et pareiliiement messire 
» Guigue Allamant et moy pourchascerons et ferons 
n tant envers notre seigtteur le dauphin et le 
» conte de Geneue et le seigneur de Faucegnye, 
» quilz seront contans. » Au parler de leuesque 
de Grenoble sacordarent toux , et larceuesque 
de Tarantayse et le prince de la Moree sen alle- 
rent et vindrent vers le conte Ame leur seigneur, 
au quel ilz remonstrarent le gastement du pays , 
et comment ses aduersaires se soubmettoyent a 
raison , et que pour Dieu il vaulsist condessandre 
a la paiz. II respondist , que mieulx valloit pays 
gaste que pays pardu, et quil en vouloit avoir vne 
fin , car fiens ne ly tenoyent quilz ly promissettt, 
et que il laymoit mteulx quilz le deschasserent ou 
quil les deschassa. Grandes furent les repliques et 
dupliquez, et en eflet a grattt trauail et labours et 
prieres ilz le firent consentir , et consentist au re- 
fermement de la paix. Et pareiiliement firent le- 
uesque de Grenoble et le seigneur de Valbonnoys 
envers leur seigneurs le dauphin et le conte Guil- 
liame de Geneue et le sire de Faucegnye. Quant 
ilz heurent le conssentement de leur seigneurs , 
ilz sassemblarent au iour assigne aulx Eschielles , 
et la conelurent la paix, et puis les deux ambais- 
sades vindrent a Chamberye , ou vint le seigneur 
de Menthon et le chancellier de Geneuoix. Et la 
fiist prononcee la paix et en vltre y fust traittie 
le mariage du conte Guilliaume de Geneue et de 
damoyselle Augnes tierce fillie du conte Ame , et 
fiilie de sa prumiere femme dame Subille de Bau- 
gie. Et ausy fust traite le ttiariage du Beigneur de 
Faucegnye et de damoiselle Marie quarte fillie de 
Sauoye et prumiere fillie de dame Marie de Bra- 
bant sa seoonde femme. De ses mariages et allian- 
ces fust la ioye grande ens es pays , tant quil ne 
sen peut plus dire. Et lors furent cellebres les 
nopces a Chamberye , ou dura la feste pour huit 
iours a trihumque de ioustes , de torttoys , de 
beordis , de banques de dames et momeriez et de 
tous esbattemens , a comble mesure. Et apres le 
conte de Geneue sy en mena la contesse Augnez 
en sa conte, et le seignettr de Faucegnye en mena 
dame Marie en son pays. Et depuis viuant le grant 
conte Ame , il ly eust bonne paix et transquilile 



a entreulx , cest assauoir entre Sauoye , Geneue et 
Faucegnye, et samerent lung laultre. Combien que 
le dauphin Iehan nen estoit pas bien contans de 
celle alliance , et pourtoit mal en gre le grief que 
le conte ly avoit fait , maiz cestoit secrettement , 
car il se veoit estre aifeblis du conte de Genene 
et du seigneur de Faucegnye , sy ly failust avoir 
pacience. Et ainsy le conte Ame manda au ba- 
stard de la Bauuie et aulx aultres capitaynes des 
cOmpagnes quiiz vuydassent ie Dauphine et quilz 
retornassent , et sy firent, et eulx estre venus a 
Chamberye , ii leur donna dons et leur ballia or- 
donnance , et puis chacun se tint prest tant en sa 
maison comment en son iogeis. Et par ainsy fust 
le pays embonne payx par lespace de deux ans 

b entre Sauoye et le Dauphine. 



Comment le dauphin Iehan eust Ambrunaj pour 
le trajrttie de trcyrs mojrnes, qui trahirent Ltbc. 

Le dauphin ne pouoit porter empacience lei 
alliances et mariages faiz, et ne pouoit hoblier les 
vittoyres et daumagez que le conte Ame et mes- 
sire Edoard ly avoyent faiz, maiz ansy ly desmora 
par lespace de deux ans , et durant se temps il 
quist dauoir aliances empluseurs lieux, cotnme en 
Gascogne , et aveques le conte dAuuergue et plu- 
seurs autre6 seigueurs ; sy se fortifya au mieulx 
quil peust, et ne pensoit ne nUyt ne iour ce non 

c de feire aucung oultrage au conte Ame , et a sa 
terre. Sy avint deux ans apres les alliances ou en- 
viron, que le dauphin iehan de Viannoys estoit a 
Vienne, ou il se tenoit. Et par ee temps il lanoit 
un saint abe en labaye dAmbrunay , le quel m* 
noit vie de proudomme , et viuoit saintemeot et 
celong Dieu , et ne pouoit souffrir aulx moynes 
fayre chose qui ly apparust ne semblast estre mal 
faitte , et chastioyt et corrigioit les moynes quant 
ilz faisoyeut ce qullz ne deuoyent. Sy avint quentre 
les aultres religieux il ly en avoit troys du Dau- 
phine , ieunes , vagues et fols et plains de male 
volante , lesquelx machinarent vne trahison pour 
ce que leur abe les tenoit trop court ; sy avbt 
que lung des troys prittt conge pour aller veyrses 

« parans et amys au Dauphine , dont il estoit Et 
estre partys de labaye , il sen ala vers le daupbin 
au quel ii dist tous les maulx du monde de labe, 
et ly fist entendre , que quant ettlx parloyent du 
dauphin en nulle manyere , quil les faisoyt taire , 
et les mettoit en astinance et les tratoit tres mal. 
Et pourtant ce il voulloit ilz ly ballieroyent kbe, 
labaye et la viile, la quelle ly seroit bien propice 
aveques saint Germain en Varray. Quant ie dau- 
phin Iehan eust oyez les partlles du moyne il 
consentist , et fist aprester de ses gens secrette- 
ment et de nuit , et puis les envoya aveques le 
moyne, le quel ies cottduysist iusques a vne grange 
aupres des murs de la ville et de labaye. Et ainsy 
comme le bon abe ailoit a lofice de matines, vint 



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225 



1>E SAVOYE 



226 



le moyue qui avoit pavle au dauphiti, et troua ses a Comment le daupliin assiegia ie chastel de Mirabel 



tleux compagnons les aultres moynes , et de fait 
prindrent leur abe qui estoit eu deuocion sur vne 
feneslre de monstier, et le priudrent et le lierent, 
et puis ovrirent la posterne qui yssoit deliors , et 
firent entrer les gens du dauphiu qui prendrent 
labaye , et fournirent la ville pour lcur seigneur , 
et mircut gouerneur en labbaye celly moyuc qui 
la trahison Gst. Et de fait les trois moyues pen- 



qui estoit du conte Amc , et cormne il le gagna. 

Mal contant fust le dauphin Iehan de Viannoys 
quant il sceusl la prinse dAmbrunay, et ne penssa 
fors qua soy vcngier , et de fait tist tout son ef- 
fort de soy vengier du conte Ame , et a tout ce 
quil peust avoir de gens il ala meltre le siege de- 
uant le chastel de Mirabel. Et sy manda au contc 
abe , et le firent a morir en grande Guilliaumc de Gcneue et au seigneur de Fauce- 
cruaulte, et tous les moynes de Sauoye qui leans gnye quil ly vienssissent aydier et seruir et se- 
estoyent ilz chassarent hors , el mirent les armes courir, comme ilz leur avoit fait aultre foys. Maiz 
du dauphiu sur labaye et sur les portez , et man- le conte Guilliaulme de Geneue et le seigneur de 
darent a ceulx de saint Germain quilz estoyent Faucegnye ly maudarent que vne foys ilz avoient 
tek quilz estoyent. promisc et iuree la paix et par son conssentcmcnt, 

b cl cn vltre ilz estoyent maryes aulx fiilicz de Sa- 
uoye , sy ne pouoyent bonnement sans leur hon- 
Comment le conte Ame recoura Ambrwiay , et nour blecier, et sans eulx pariurer. Quant le dau- 



comment il manda au dauphin at U lauoyait. 



in oyst ce , il nen fist pas grande estime , car 
ia iauoit pcnce en soy mesmes , quilz ne le ser- 
uyroyent pas , attendu les mariages et alliauces 
failtes, maiz il fist vne grandc taillie en son pays. 
Et de fait il donna tant dargeut et de fynances 
au capitayne de Mirabel, quil ly raodist la place, 



Lc chastelain de saint Andrieu dAmhrunay sceust 
la prise de labe et de labaye , sy le manda incon- 
tenant au conte Ame de Sauoye son seigneur, le 
qucl en fust moult mal contant et corroces ; sy 

utist incontenant cheuaucheurs par pays et fist son et ainsy il eust Mirabel , et le furnist, et tint. 
mandement ; et apres envoya vng sien secrettayre 
vers le dauphin Iehan, et ly manda se il voulloit 

avoer le prinse dAmbrunay , ct ceulx qui avoyent Comment le conle Ame fist mandement pour leucr 
pandu lcur abe, le quel estoit a ly , ct son adhe- le siegc de Mirabel , et pour le secorir. 

rant; le dauphin sy respondist : ie ne saj se labe 

estoit a ly ne son adherant , mais ie avoe ceulx c Nouelles vindrent au conte Arae de Sauoye que 
quil lont fait et lay fait fayre, cai* labc estoit mon le dauphin Iehan avoit la plus bclle compaguie 
ennemy et mauoit fait a desplaisir. Quant le se- de gens darmes nulz que dc scs predecesseurs heus- 
creltayre oyst ce, il ly dist : nionseigneur donques sent , car il avoit vne grant rolte de Gascons et 



aves vous rompu la paix ? - Non ay , tlist le 
dauphin , car Ambnmay nest pas du conte , ains 
est dt- labe quy sestoit mesfail a lencontre de moy ; 
sy lay peufayre licitement, et vous en alles , car 
autre chose naurez de moy. Le secrettayre sen 
retorna vers son seigneur le conte , et ly raporta 
la response du dauphin , dont le conte Ame dist 
en fureur , et iura que par la foy quiL deuoit a 
son lmucle Philipe de Sauoye , qui conte fust de 
13ourgogne , quil nauroit iamaiz paix au dauphin 
Ichan. Et des lors ranforsca le conte Ame son 



de Biernays, et sy avoit le visconte dAuuergne et 
pluseurs Espagnars, et quil lavoit mis le siege de- 
uant le chastel dc Myrabel j et que des ia y es- 
toit son artillierye , engins , boubardcs et colliars 
qui iour et nuyt grcuoyent ceulx du chaslcl ; sy 
fust lc conte moult penssif ct moult doulant , et 
sentremist de trouer fasson de leucr le siegc , et 
scvorir Mirabel ; sy voullust aller a tout ce peu 
de gent quil auoit combalre le dauphin , mniz il 
ly fust couseillie quil ny alast pas, car le dauphin 
esloit trop puissant. Et se il ly alloit , il nc ly 



uiantleineut , et mist gens darmes sus a grande d alloit, il ne ly scroil pas honnour se il ne le com- 

battoit , et par lenre, lc daiiphin estoit trop puis- 
sant. Et pourtant, il ly fust tlit el conseillie , que 
il feist son mandement general et quil requist ses 
amys et alyes. Et que il esseast se il porroit se- 
coarre tant de gens comme de viures ceulx ques- 
toyent dedans Mirabel ; maiz ce fust pour neant 
car lc dauphin lauoit tellement assege , que nulz 
ny pouoit entrer , et sy firent tout leur eifort , 
maiz remede ny eust, sy sen retornerent vers le 
conte leur seigneur et ly dirent , qne le siege es- 
toit sy aspre et sy dur, quil nestoit nul remede 
de ens entrer ; et que se briefment ne leur don- 
nat secours , quil faudroit quilz se randissent, car 
trop estoyent greues par effort de guerre. Le conle 

3 9 



quautite , et moust subittement , et tost fist venir 
.sou arlillierye , et mist le siege deuant Ambrunay. 
Et la desmora aucungs iours, maiz ilz neurent ntil 
secours , et atnsy par force dassaut et de com-- 
hattre il print la ville et labayej, et furent prins 
les troys moynes qui avoyent leur abe pandu , et 
furent envoyes a leur souuerain pour en feyre 
pugnissyon > car le conte Ame estoit moult ca« 
tholique , et sy ny vouUoit atouchier a riens qui 
appertenist a legltse , ny au sacres et dedies de 
leglise, et combien quilz lauoyent bien desseruy 
la mort , il len laissa la pugnyssion a leur souue- 
rain. Et ainsy recoura et reust le conle Ame de 
Sauoye Ambrunay. 



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337 



CBRONIQVES 



238 



Ame avoir oye la nouelle , fust mal contant , sy a 
manda tous ses vassaux a force , et sy manda ses 
nepueux , cest assauoir Philipe de la Moree qui 
amena vne gente compagnye de Piemont , tant de 
gens darmes comme daballestriers etde fans a pye 
et panezars. Et monseigneur Loys de Savoye sei- 
gneur de Vuaudz y vint a moult belle compagnye 
de gentilz hommes et de gens de trait Et sy vint 
le duc dAuterriche mary de dame Katelline sa 
fillie , le quel amena belle compagnye et grande. 
Et sy y vint ausy le conte dAusseurre filz de sa 
fillie dame Elynoyre, et sy manda par larceuesque 
de Lyon monseigneur Pierre de Sauoye , et ausy 
il requist messire Philipe de Brettagne pere de 
dame Blanche femme de son filz. Et messire Edoard 
de Sauoye estoit alles en Bourgogne , ou il las- ^ 
sembla vne grande cheuallerie et escuyrye de 
Bourgognons, aveques les quelx il vint luy et son 
filz messire Odde, et entra a Bourg em Bresse, ou 
ilz trouarent le conte Ame , au quel ilz venoyent 
en ayde , et ausy le seigneur de Baugie. Et pour 
essayer le conte Guilliaume de Geneue, et le sei- 
gneur de Faucegnye , maris de ses filliez , il les 
manda, dont le conte de Geneue et messire Hugue 
dauphin seigneur de Faucegnye mandarent leur 
armee et leur gens au conte Ame' pour ce que 
tenus y estoyent par leurs confederacions , maiz 
ilz ly mandarent, quil ly pleust de- avoir leur per- 
sonnes par excuses, par pluseurs raisons. Le conte 
fust bien content, et ly souffist dauoir leur gens, 
les quelx le seruirent en celle armee , dont fust c 
capitayne general de ceulx de Geneuoys messire 
Hanry seigneur de Menthon , et de ceulx de Fau- 
cegnye fust chief Rolent de Thoyre. Et ceulx tous 
seruirent le conte Ame durant son armee. Or en- 
tretant que larmee sassembloit a Bourg em Bresse, 
le dauphin se hasta et fist tant par force de fi- 
nances, que le chastellain et capitain de la place 
quilz ly randirent la place , lon veult dire que 
encores ilz heussent bien tenus, iusques a la venue 
du conte leur seigneur , maiz ilz heurent excusa- 
cion de la longue desmeure et du tardist secours. 
Et ainsy tint et furnist le dauphin le chastel de 
Mirabel , et puis sen passa le Rosne , et retorna 
au Dauphine , et avant quil partist , il ordonna 
ses gens darmes et les envoya a saint Germain de d 
Varrey et aulx aultres placez quil tenoit en ses 
frontieres. Car bien penssa , que le conte Ame de 
Sauoye ne laisseroit la chose ainsy. Et il sentoit 
ses places fortes , sy pcnsa de y remedier entre- 
tant , et ainsy eust le dauphin le chastel de Mi- 
rabel. 

Comment le conte Ame et tous les seigneurs a ly 
aljes entreprirent et mirent le siege deuant, et 
asiegerent la ville et le chastel de saint Germain 
dAmberien. 

Le conte Ame ayant son armee assemblee a 
lcnviron dc Bourg pour aller leuer le siege de Mi- 



rabel, et toux ses seigneurs allies estoyent prestz 
pour aller leuer le siege, quant il vint vng mes- 
sagier , qui ly porta nouelles que Mirabel sestott 
randus : se il en fust mal contant ne le chaut des- 
mander, sy se murent a conseil et la fust ordonne 
daller mettre le siege deuant saint Germain dAm- 
berieu , qui siet sur le pas de lantree de Byeu- 
geys , et ne pouoit on aller de Bresse en Sauoye 
que lon ne passast par la , ou de grans oultrages 
leur estoyent faiz et estoit trop daumagiable au 
conte se passage et a ses subgebz, car passer ne 
pouoyent sans avoir brigue. Quant ce virent le duc 
dAutheriche et Philipe duc de Bourgogne et les 
aultres seigneurs , ilz ordonnarent dacomplir ce 
quauoit este pourpalle , sy mirent empoint leur 
armee, et ce mirent en chemin a bannyeres des- 
ployez et estandars et penons estanduz. Et vindrent 
mettre le siege deuant saint Germain , et firent 
leur ordonnances pour mieulx avisonner la forte- 
resse; sy fust ordonne que le duc de Bourgogne ■ 
et messire Odde son fils et leurs bourguignons et 
le prince de la Moree et le sire de Baugie et leur 
gens fusscnt logiez deuers la partye de saint Ram- 
bert. Et le duc dAutheriche et ses allemans el 
messire Loys sire de Vuaudz et les gens an conte 
de Geneue et du seigneur de Faucegnye et dn 
conte dAusseurre et de larceuesque de Lyon heus- 
sent leur logeys de la partye deuers Ambrunay, 
en celle playne. Et le conte Ame et messire Edoard 
et ses gens se logiarent hault en la montagne as- 
ses pres du chastel , et mirent tellement le siege 
tout autour du circuyst de la ville et du chastel, 
que nulz ny pouoit entrer ne yssir. Et la fist le 
conte Ame adrecier bonbardes et engins et de 
toute manyere dartellierye , qui moult damaioyenX 
nuyt et iour le chastel et la ville , maiz cealx de 
la garnyson estoyent moult vaillians geos et ruses 
de guerre, et estoyent embon nombre et bien avi- 
tallies , et se deffandoyent tellement, que peu ou 
riens ne prisoyent ceulx de siege ; et la eust fait 
de belles armes, car ceulx de la garnyson ysso- 
yent menu et souuant , et rapoussoyoit ceulx du 
siege vigureusement. Adonques fust tenus vng con- 
seil par les seigneurs et par la noblesse , et co- 
gneurent bien que par force ilz nauroyent point 
la place , sy fust avise que lon feist semblant de 
leuer le siege , et daller aultre part , pour veoir 
se lon porroit attrapper ceulx de dedans et ceuh 
de la garnyson , et se lon les porroit fayre yssir 
hors pour les attraper , comme il avint ; sy fist 
cryer le conte Ame par lost que chescung delo- 
giast; et furent chargiees les artillieryes et tentes 
et paueillions ; et fust crye que chescung se ren- 
dist deuant Lagnueu. Apres le crye chescung se 
deslogya , et sasemblarent en la playne. Et Dieu 
set se ilz furent hues et moques de ceulx du chas- 
tel et de la ville , comme ceulx qui sen alloyent 
sans ryens fayre , maiz le cohte panssoit auttre 
chose, et souffroit pour le mieuix, 



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229 



DE SAVOYE 



a3o 



Comment les seigneurs retornarent au siege , et a 
comment le conte Ame eust saint Germain et le 
chastel. 

Quant le siege fust deslogie , et furent siir la 
playne , ceulx de la garnyson de saint Germain 
prindrent garde, et virent clerement, qui tyroyent 
le chemin de Lagnyeu , et que des ia lartillierye 
passoit par saint Denis. Lors se penssarent quilz 
yroyent secourre Lagnyeu, et nese doubtarent plus 
de riens, sy se partirent le plustost quilz peurent, 
et sen allerent droit par le sentier de la monta- 
gne , qui est beaucoup plus brief , que le chemin 
dessoubz , et sen ailerent forrer dedans Lagnyeu 
pour la garder et deifandre. Le conte Ame avoit 
ses espies, et incontenant quilz fhrent passes, lon b 
ly vint dire, que ceulx de saint Germain estoyent 
yssus et oultrepasses, et de subbit il fist a retour- 
ner son artillierye et son armee. Car les espies 
qui estoyent sur les arbres vindrent lung apres 
laultre, disans, il est temps de retourner, car tout 
est vujdje , et avons veu ia passer par la mon- 
tagne ceulx de la garnjson , et son ia a Lagneu 
ou bien pres. Et ainsy sen retoama le conte ave- 
ques tous les aoltres seigneurs , et se relogiarent 
chescung en sa place deuant saint Germain, dont 
itz estoyent partys. Quant ce vint a la nuyt, ceulx 
du dauphin qui attendoyent que le siege fust mis 
deuant Lagneu, furent esbays que nulz ne venoit 
sy envoyarent cheuaucheurs pour les cheuauchier, 
sy trouarent quilz estoyent retornes an siege de- c 
uant saint Germain, et quil lauoit rasiege son ar- 
tiilierye ; et lors esbays que pars sy se parforssa- 
rent de pouoir rantrer en leur garnison , maiz 
tart y vindrent, car les seigneurs faysoyent bonne 
garde, chescung endroit soy , et ainsy quilz cuy- 
darent entrer secrettement ens, ilz furent assaillis, 
ct la eust dur estour , et qui peust fuyr sy fuyst, 
et qui se peust sauuer se sauua. El la fust prins 
le seigneur dVryage et le seigneur de Chates , et 
pluseurs aultres, et les aultres se retrayrent a 
Lagneu et la ou ilz peurent. A Iendemain fust or- 
donne de donner iassaut a la viUe , sy furent 
chargyez bonbardes et engins, et ttrarent de grant 
randon , tant au chastel comme a la ville. Et le 
duc de Bourgogne et messire Odde son filz , ie d 
prince de la Moree , le seigneur de Baugie ave- 
ques leur armee assallirent le bourg dessus. Et le 
duc dAutheriche et les Allamans , le seigneur de 
Vuaudz, larceuesque de Lyon, les gens du conte 
de Geneue et de Faucegnye assallirent le bourg 
dembas, et sy le combatirent sy efForcemcnt, quil 
le prindrent dassaut , ia soit ce que moultz de 
leurs gens y furent mors et daumages. Et ie conte 
Ame, ly et ses gens qui gardoyent le hault contre 
ceulx du chastel , afin quilz ne peussent secourir 
la ville et le bourg , quant il vist le bourg estre 
l>rins , il apeu de gens descendist et vint vers 
les seigncurs embas , et tous de vne voullante ib*. 
assalliient la ville de saint Germain. Et pour ce 



que pluseurs de ceulx du bourg se furent retrays 
en la ville lesquelx aydarent a feire merueillieuse 
deffance a ceulx de la ville , dura lassaut depuis 
tierce iusqucs a vesprcs , car nullement ne se 
voulloyent randre , maiz cbescung en sOn endroit 
sy firent sy vailliantemerit , et assaliirent sy vigu- 
reusement , quilz rompirent les murs emplusieurs 
lieux, et par ia entrarent gens darmes a fbyson 
tellement quilz furent maistres de la vilie. Quant 
ceulx de la viUe virent ce , ilz se cuydarent re- 
trayre au chastei , maiz les gens de ia garde du 
conte Ame les en gardarent , et ne les laissarent 
ny passer ny entrer ; ains en furent plusieurs mors 
et la plus part prysonniers. Quant la ville fust 
prinse , les Bourgnons et les Alamans et ceulx de 
la garnison voullurent abatre et destruyre la viile 
a cause de leurs gens qui mors et gastes y avo- 
yent estes, maiz le conte leur dist : messeigneurs, 
la ville nous est propice a combattre le chastel , 
et>ausj pour la Jrontiere ; sj vous prje , que la 
laisson iusques apres la prinse du chastel, et apres 
lon avisera que sera de fajre. Et ainsy fust acorde 
et ordonne. Et fist mettre le conte toutes les fem- 
mes et les enffans dcdans ieglise, el fist cryer que 
sur payne de la mort nul ne fus oze ne hardi 
de rober eglise , de violer femme ne fiUie , ne de 
greuer enffans. Et puis fist leuer son anillierye a 
lenconire du chastel, le quel ilz battirent par les- 
pace de troix iours , et le grauerent moult , et 
quant ie chastellain qui pour le daupbin ens estoit 
se vist non atlendant secours , et la ville estre 
prinse et le bourg destruit , il raudist le chastel 
a vie sauue et ala volante du conte au quatrieme 
iour. Et le conte le garnist et avittuaUia , et re- 
fortyfya la viUe , et fust cogneust que fort es- 
toit et necessayre au pays a tenir , et ainsy fust 
prins saint Germain a cause de la prinse de Mi- 
rabel. 



Comment le conte se partist de deuant saint Germain, 
et comment il gagna Amberjeu. 

Estre gagne saint Germain , le conte Ame la 
foumist et de gens et de viurez et dartillyerie, et 
fist refayre les murs , et ordonna a y ediffyer de 
grant force , sy ballia la garde du chastei a An- 
thoine de la Serra, qui moult hon homme darmes 
estoit , vaillant et prodons et feal. Et ly baillya on 
teUe compagnye de gens quil voullust, et il ly fist 
moult beUe ordonnance de garison de chars sal- 
leez , de farine , de vin , de cuyrs , et de sel et 
de toutes chosez necessayres a garder place. Et 
puis de la il et les seigneurs se deslograrent, et 
a toute puissanee alierent mettre le siege deuant 
la ville dAmberyeu, qui estoit fournye pour le 
dauphin , et par force de combatre la prindrent 
dassaut. Et la fust prins le sieur du Bochage , 
et maints aullres gentilz hommes , et fust des- 
trnytte la ville , et gettee par terre et mise a 

3o 



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23 1 



CHRONIQVES 



232 



sacqueman par le conte Ame de Sauoye. Et au 
partir dAmberyeu le conte Ame gagna toux les 
chasteaulx , vUles et villages de celluy pays , ap- 
partenans au dauphin. Et quant il eust mis a sub- 
gebcion tout le pays , U furnist ce quil deuoit 
fournir , et arrasa se qui ne se pouoit tenir ne 
garder , et sen repayra a Bourg, ou U fist grande 
chiere a festoyer toux les seigneurs qui lauoient 
servi et acompagne en son armee. Et leur donna 
dons a chescung celon soy tellement, que chacun 
celon soy fust bien contant , et les remercya. Et 
puis prindrent congie les seigneurs lung de lautre, 
et repayrarent et retornarent chescung en sa con 
tree , et fist tant le conte , quil ny eust grant ne 
petit qui ne se ofierist a son seruice , tant quilz 
viuroyent. 



Comment le dauphin Iehan morust de merancoljre, 
et laissa Guigue son Jilz regner apres Ij. • 

Quant le dauphin Iehan de Viannoys seust la 
perte et la prise de saint Germain et dAmberyeu, 
le gastement et le destruement des aultres places 
et du pays , et quil vist laydement et la souue- 
nance quauoient fait tant de grans et notables , il 
cogneust bien quil ne porroit resister a lencontre 
du conte Ame , et, ausy quil se vist habandonne 
du conte de Geneue et du seigneur de Faucegnye, 
sy print en soy telle merancolye , quil en prist 
vne grande maladie , et telle quil en morust asses 
prochaynement , et laissa Guigue son filz regner 
et estre dauphin , et pour ce quil estoit ioyne, il 
ordonna aux gouerneux de Dauphine quil ne feis- 
sent point de guerre. 



Comment le conte Ame se maintinst apres la mort 
du dauphin Iehan sans fajre guerre , et com- 
ment il ala en Avignon vers pape Iehan XXII 
pour poUrchasser la crojsie , ou il morust. 

Lon treuue eu la martignyane que lan miii c et v 
fufit fait pape Climerit , le quel regna vm ans , x 
moys , et xv iours , et soubz se pape Climent fust 
fait roy des Romains Ruodolf dAuteriche , qui re- 
gna x ans sans etre empereur , ne iamaiz ne fust 
a Rome. Et en lan mccc xvi fust fait pape Iehan XXII 
qui regna mi ans , et fust fait pape deux ans 
avant que Ruodolph roy des Romains morust. Et 
apres le dit Ruodolph fust esleu Hanrich de Lu- 
cemburg a estre roy des Romains et empereur , 
maiz iamaiz ne print coronne a Rome , ains vint 
en Avignon vers pape Iehan, pour les affaires de 
leglise et de lempire. Et cesy a narre Seruion 
pour venir a la verite du milisme et du nom de 
ceubx qui regnarent par le lemps, et pour monstrer 
soubz quel pape et soubz quel empereur ou roy 
des Romains le grant conte Ame ala vers le pape 
Ichan en Avignon , et vers le roy Hanry a causc 



a de donne secours de lempereur de Constantinoble 
qui mary estoit de sa fillie. 

Le bon conte Ame sceust que le Turc donnoit 
grant vaixacion a son filliastre lempereur de Con- 
stantinoble. Sy fist comme tres cristien seigneur , 
et mist tous ses pays et acorda aveques tous ses 
voysins tant par paix comme par treues , et puis 
fist visetacion par tous ses pays, et fist fayre les 
reparacions des chasteaulx et villes tant de viures 
comme dartillierye , et puis mist ballifs , chastel- 
lains et officyers tels que bon ly semblerent. Et 
laissa gouerneur general son filz messire Edoard , 
et puis atourna son estat , et se partist pour aller 
en Avignon vers pape Iehan XXII et vers le roy 
Hanry de Lucemburg, erra tant par ses iournees 

b quil lariua en Avignon o moult gente et belle com- 
pagnye. Et la le pape et le roy des Romains et 
tous les signieurs tant spirituels comme temporels 
le reseurent moult grandement , car moult estoit 
prises pour les vertus et vailliantises qui en ly es- 
toyent. A chief daucungs iours ly fust donnee an- 
dience pour pourpozer son cas : et la em plain 
concistoyre il dist et proposa le deffailliement de 
la cristiente, et comment Constantynople estoit em 
peril de perdre et destre prinse du Turc, et com- 
ment le pape estoyent tenus et lempereur de se- 
courre la cristiente, et qua ce il protestoit se se- 
cour ny estoit donne , et que ly estoit pres de y 
employer corps' et biens. Quant le pape et lem- 
pereur et tout le coliege leurent oys, il prindrent 

c iour a respondre , lonnorarent moult. Et de fait 
apres pluseurs deUberacions fust ordonne vne ar- 
mee pour secourir Constantinople, et fust ordonne 
que le grant conte Ame en fust le chief et sope- 
ryeur; mais la fortune ne vouUus pas, car le bon 
conte amaladya et ly print vne griefue maladye, 
dont il morust en Avignon, et par la quelle mort 
toute larmee fiist desroutte et deffaitte. 



De la mort du grant conte Ame , qui morust en 
Avignon. 

Comme oy aves , le grant conte Ame fust ap- 
pelles grant pour deux choses, lune pour ce quil 
d estoit grant de corps et bien parsonne , vigureut 
et bel a merueillies, lautre par ses vertus et haul- 
tes proesses , car il estoit ayme de ses subgetz , 
doubte de ses ennemis, doulz et humble aulx bons, 
fier et cruel aulx mauluaix et a ses ennemis. Et 
pour ce tant quil vesquist lon lappella le grant 
conte Ame de Sauoye. Cestuy conte Ame estre ve- 
nus en Avignon pour les causes dessus dittes , il 
ly print vne maladie , de la quelle y cogneust quil 
deuoit morir, sy fist comme. tres cristien signieur, 
et receust tous ses sacremens et print la soublu- 
cion du pape, et avoir fait le codicile de son tes- 
tament, il trespassa et morust en Avignon en lau 
de grace mcccxxiii le quinzieme iour dottobrc; et 
dAvignon le fist porter son filz le conte Edoard en 



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DE 

grande magnificence et solempnite en labaye dAute- a 
combe , et la fust fait lobsequye en grant regret 
et en grant pleurs de tous ses subgez et de toux 
ceulx qui le cogneurent. Cestuy conte Ame layssa 
deux filz, le prumyer Edoard quil laissa conte et 
ly fist ballier lanel de saint Mauris, et lautre fust 
Ame qui fust escolier , et desmora en court de 
Rome et tint plusieurs grans benefices de leglise 
a simple tonssure et en babit secullier sans ordres, 
et vesquist tant que la conte et signorye de Sauoye 
ly avint par suscession , car le conte Edoard ne 
regna a estre conte ce non six ans , comme ver- 
res se lises ; et toutes foys en son temps il fist 
de grans choses, et fiist daumage de sa mort ce- 
lonc le monde ; et Dieu pardoint aulx trespasses. 
Amen. b 

1 



*34 

Crognujue du conte Edoard douzieme contc , qui 
fust appelle le large conte pour ce quil cstoit 
tant liberal en son temps. 

Apres la mort du grant conte Ame regna Edoard 
son filz , et print la possession et la hobeissance 
de ses pays, et eust lanel de saint Mauris, et re- 
ceust les Gdelites des nobles, et cheuaucha tout le 
pays , et se fist moult aymer de ses nobles chi- 
ualliers et escuyers et de toux ceulx du pays : il 
estoit grant et de belle corpolence, il estoit fort, 
et se delitoit moult en fayz darmes, car son pere 
ly avoit norry des sa iounesse : il estoit larges et 
ly restoit riens a donner, robes, arnoys, cheuaulx 
et tout ce quil auoit nestoit pas sien , ains estoit 
de toutes gens de valleur. II faisoit iousles et tour- 
noys , festes aulx dames , dances , banques et mo- 
meries. Et de fait despandoit sy largement , que 
asses souuant il ny avoit que prandre , et en es- 
loit souant en grans dangiers , tellement quc son 
tresorier ne sauoit ou prendrc pour la \ittuallic 
de lostel et pour ce que mestier ly estoit , car il 
estoit sy prodigue , que ce il est heu loutes les 
linances du monde ct tout lc tresor , il les eust 
despandues et donnccs em peu dc temps. II tenoit 
grant estat a dame Blanche sa femme et vcsquoit 
ioyeusement. 



Comment le conte Edoard print le chastel de Mont- 
c forcheys , le quel avoit edyfyc le signeur dc 
Fauccgnye. 



. < ■ 



■ 



. ■ 



La paix avoir duree vng temps entre les Sauo- 
yens et Faucegnerains, -les pays senricherent dung 
couste ct daultre, et par cspecial le pays de Fau- 
cegnye , car il estoit sages , tirant et eschars , et 
se delitoit moult a fayre ranlbrcier ses placcs ct 
a edifyer , et faisoit chastaulx et closoit villes , et 
estoit signicur et homme moult menagier et de 
grande prouision, et faysoit manoyrs et norrissoit 
bcstiautne, et cstoit de financc amasseur. Or entrc 
les aultres il fist edifyer en la marche de Poches 
au plus hault de la montagne vng chastcl fort, le 
quel il appella Montforeheys , du quel chastel il 
d pouoit veoir son pays de Faucegnye et les pays 
de Geneuoys, de Ges, de Vuaudz et de Chablays, 
ct la il dcsmoroit voullantiers en este pour le bel 
ayr qui ly avoit. Or il lavint vng iour que le chas- 
tcllain de Thonon ala vers le conte Edoard son 
signieur , et ly dist : « monseigneur , ie mesmer- 
» ueillie comment vous aves laisse edyfyer au si- 
» gnieur de Faucegnye le chastel dc Monforcheys, 
» attendu quil est edyfye sur lcs limyttes dc vo- 
» tre terre et de votre iuridicion appartenant sur 
» mon hoifice , et que ausy par le temps avcnir 
»» vous porroit porter daumagc. » Quant le conte 
lcust oy et cntendu , et a son raport il se teust , 
ct fist secrctlcmcnt son arince , sy secrettcment 
que nuLz ne savoit son inlencion, et fist rapareil- 



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i35 



CHRONIQVES 



i36 



lier son artillierye , et quant il fust furnys de ce 
que mestier ly estoit, il envoya vng beraut Ters 
le signieur de Faucegnye son beau frere qui sa 
suer avoit , et ly manda quil estoit bien esbays , 
et se meruelliot comment il lavoit ose edifyer vng 
chastel sur sa iuridicion sans ly fayre assavoir, et 
que incontenant il le deust fayre abatre , et que 
de subbit le cbastel de Montfbrcheys fusthabatus, 
aultrement quil lyroit abatre. Le signieur de Fau- 
cegnye fust esbays , et ly manda que il ne laba- 
troit point , et que ainsy ce nestoit point sur sa 
iuridicion , ains estoit sur la sienne et sur sott pro- 
pre terrain , et quil estoit contans den estre a la 
cognoissance des circonsvoysins , et se il se tro- 
uoit quil eust tort , quil lesmanderoit tres voul- 
lantiers, aultrement non. Incontenant quil eust la 
responce, il fist cryer que ehescung fust prest, et 
chescung le suyuist vollantiers , car laeges et ha- 
bandonnez estoit; sy fist drecier son artillierie et 
vint mettre le syege deuant Montforcheys , et la 
desmora onze iours, et au douzieme ii le print par 
force de combattre, et le fist desrochier a pie de 
terre. 



Comment le conte Edoard desconfist U dauphin 
Quigue et ses aUies deuant les Alinges, et eust 
le chastel. 



Tenant le siege le conte Edoard deuant Mont- 
fourcheys, le signieur de Faucegnye requist le dau- 
phin Guigue son nepueu quil ly youlsist aydier a 
toute sa puissance a leuer le siege qui tenoit le 
conte Edoard deuant son chasteL Lors sapresta le 
dauphin pour aydier a son parant et son vassal , 
et list son mandement et sapresta et vint au plus 
brief quil peust, et entra en Faucegnye o belle et 
grande compagnye de gens darmes, et aveques ly 
messire Hugue de Geneue et toute leur compagnye. 
Et quant ilz furent ariues, ilz trouarent que le 
conte Edoard avoit prinse la place et babatue par 
terre. Ce ilz fiirent mal contans ne le chaut des- 
mander, et pour vengiance ilz assiegerent le chas- 
tel dAllinges, Ie quel estoit du conte Edoard , et 
la furent pluseurs iours , et la tenoyent le siege 
Je signieur de Faucegnye, le dauphin et le conte 
Hugue de Geneue a toute leur puissance. Et ce 
veant le conte Edoard, il amassa a pie et a checal 
la plus grande compagnye que de subbit il peut 
trouer et finer, et cheuaucha em battaillie iusques 
au plain dessoubz les Alinges , ct la il dessandist 
et ordonna sa bataillie et arengia ses gens dales 
dauant garde et de riere garde, et la il monstra 
bien quil estoit savant en armes et bon gent dar- 
mes , car sans soy eftrayer il fist lordonnance de 
son ost et ne faysoit aultre semblant que se il 
deust aller a nosces. Quant le signieur de Fauce- 
gnye , le conte de Geneue et le dauphin et leurs 
aydans virent le conte apixmchier pour les com- 



a batre, ilz dirent: honte nous seroit se nous lat- 
tandions ysy au siege; sy Se leuarent du siege et 
dessandirent baS en la playne, et moult ordonnee- 
ment ilz se rengerent em battaillie a lencontre de 
celle du conte Edoard. Leurs ordonnances faittes, 
se prindrent a marchier lung contre lautre pas a 
pas. Et a lefondrer la eust moult grant eflusion 
de sang, car la plus partye des Dauphinnoys j 
morurent sur la place, et la reste furent prins et 
naufures, et ceubi du conte de Geneue fuyrent qni 
peust fuyr , non obstant que moultz il ly en eust 
de mors et de prins, et a paynes se peurent sau- 
uer le conte Hugue de Geneue et le dauphin Guigue 
de Viannoys et le signieur de Faucegnye et aucuno 
peu de gens aveques eulx, les quelz furent et es- 
b toyent durement blesces. Ainsy desmora le champ 
et la place au conte Edoard ; et quant ii se vist 
estre vittorieux sur ses ennemis, il mist genoils a 
terre et loa Dieu, notre Dame et saint Mauris, et 
puis fist cryer que qui auroit prisonnyers quil le 
monstrast et reuellast La crye estre faytte a son 
de trompette par la bouche des herauk , la fust 
amene le signieur du Bouchage et Guilliaume de 
Muellion qui la bannyere pourtoit du dauphin, 
Anterme du Riage et maintz auitres gentilz hom- 
mes du Dauphine. Et puis furent amenes monsei- 
gneur Pierre de Compeys, Ame de Lecler, du 
quel le frere morust portant la bannyere du conte 
de Geneue , Amblart de Mieulxna , Anthoyne et 
Pierre de Challanssonay et pluseurs aultres de ceuli 
c de Geneueys. Et puis furent amnes de ceuh du 
signieur de Faucegnye, Humbert de Chisse, Gnil- 
liaume de Toyre o ses deux freres , Humbert du 
Chastei et pluseurs aultres nobles de Faucegnyc. 
Quant le conte Edoard les tous veus , il laiss» a 
chescung son prisonnyer, et puis envoya a Geneuc 
tous les naufres pour eulx. guerir, et puis ordonna 
et fist a ensseuellir les mors, et puis remanda les 
communes et ses allies et tout ce quil peut avoir 
de gens subbittement en soy refforcent, et puis 
asiega le chastel viel des Alinges qui se tenoit pour 
le dauphin, et y desmora sy longuement assiege, 
quil le print par force tant de famine comme das- 
saut. Et quant il eust prins , il le fist habatre et 
ruer par terre. Et puis ordonna que des pierres et 
d du marrin lon deust refayre son chastel dAiinge 
qui assis estoit de les laultre, et puis y mist gnr 
nison, et de la il et ses gens vindrent a Geneue, 
ou il contenta vng chescung, et sen repayrarent 
vng cheschung en sa contree. Le conte Edoani 
estoit homme de guerre, sy penssa en soy mesmes 
que le signieur de Faucegnye et ses ennemis ses 
allies ne laisseroyeut pas la chose ainsy , et que 
ne feroit il, se le cas ly fust avenus; sy ne rom- 
pist point son armee, ce non des comunes et oullre 
vagans, sy tint tout prest iusques passes n" homes 
combatans , fournys et habillies en grant estofle , 
et ly se tint tout quoy en visitant ses pays puis 
sa puis la , et tout dis faysoit son retonr cn la 
cite de Gencue , ou il esloit moult aymes , et la 



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3^7 



DE SAVOYE 



338 



il se fcsloyoit o les dames et o ceulx dc la ville a Chastellar dc Boges , lc contc Edoard , qui frerc 



a lung iour cheux lung, et a lautre thcux lautre. 



Comment le signieur de Faucegnje eust le Clias- 
tellar de Boges , et comment le conte Edoard 
le recoura a force darmes. 

Le signieur de Faucegnye nc pouoit hoblier, ne 
oster de son cucr les oultragcs a ly cslre faiz par 
lc conte Edoard, et soy vulliant vengier, il fist vng 
assemblement secret bien de deux mil hommes 
tant a pie comme a cheual. El de fait il fist tant, 
quil entra dedans le Chastellar de Boges , et fist 
reforcier le lieu et la fust trois iours en bastissant 
Ic rcforcement; et au quatricme iour vint le conte b ct ardirent le villagc et destruyrent, et lout firent 



dc sa femme estoit, fust sy mal coutant quil lcn- 
voya deffyer son bcau frcre le conte Guilliaume dc 
Geneue; et de fait ly fist courrc son pays comme 
pays de cnnemis. Et ce voyant le dit conte de 
Geneuc , non soy voyant puissant , il salia et fist 
aliances avequcs le signieur de Faucegnye et ave- 
ques le dauphin Guigue de Viannoys. Et de fail 
ilz firent leurs mandemens a grant pouoir, et vin- 
drent entrcr et guerroyer ens aulx pays de Sauoyc 
et en pluseurs licux , ou ilz ardirent et gaslerent 
moultz de bon lieux, et en menarent prisonnyers 
et bestyaume et proye , et firent moultz de dau- 
magcs. Et apres ilz mirent lc siege deuanl le chas- 
tcl de Vellctte, et courrurent au deuant de Vyryeur 



Edoard qui lavoit sceu , et eust aveques ly bien 
aullre deux mille combatans ; et de prumyerc vc- 
nue il vint frapper sur les logeis dcs Faucegnerens 
de tel randon, quil scmbloit que la terre fondist, 
et la eusl vng grant cry et hucmcnt, mais a cclle 
poinle les Faucegnercns resisterent sy fortement , 
quilz rapousserent les Sauoyens des les logeys ius- 
qucs au dessoubz de la ville , et la est moullz de 
in ors et de naufres des Sauoyens , ct furent re- 
boutles villaynement. Quant messire Edoard vist 
ses gens rompus et desordonncs , il cuyda enra- 
gier, sy print sa lance au point et sc torna cryant: 
Sauojre au conte! qui maymcra, sj me sujue ; et 
puis dist a Yulliaumc de Cossonay , qui son es- 
landart portoit : a cuer fallj plustost morir a hon- 
tiour , que viure a honte : a celluy cry chescung 
se. tourna et chargercnt les Fauccgnerens et de tel 
raiulon et sy fycremenl, que se scmbloit vne foul- 
dre. Et la refist Vullieme de Cossonay, qui la ba- 
nyere portoit, tant darmes que ce fust merueillie , 
et ab poindre la bannyerc a pie du mur, ct la 
se fiient de moultz bclles armes , mais en la fin 
le signieur de Fauccgnye et toutes ses gens prin- 
drcnt la fuytte, et la morurent la plus grant par- 
lye, et ceulx qui eschapparent fuyrent en Gene- 
ueys, et qui sa qui la, et a payne se peut le si- 
gnieur de Faucegnye sauuer, et la fust moult gi-e- 
uee la geutilliesse de Faucegnye tant par mort , 
cumme par prison , dont les noms seroyent longs 



pour ce que le signicur de Vellette et le signieur 
dc Vyryeur estoyent favorables et hommes au conle 
Edoard. Et de la cheuauchcrent les contrees de 
Thonon et dYuians , et destruysirent et gastcrent 
tout ce qui estoit hors de fortcrcsse et de cloys* 
trase, et sen retornarent a Armence, et la ilz sc 
mircnt sur le lac cl nagerent oultre a force de bat- 
leaulx, et corrurent tant de sa comme de la, tant 
au pays de Vuaudz comme en Chablays , ou ilz 
firent moultz de daumages avanl que lon y peust 
remcdier. Ainsy cheuaucharent lc signieur de Fau- 
ccgnye, le conte Guillaume de Gencue et le dau- 
pliin Guigue et messire Hugue de Geneue par les 
frontieres de Chablays. Le conte Edoard ne dor- 
moit pas , ains enlre deux il fist son mandement 
et ala a toule sa puissance deuant lc chastcl el 
^illc dEuyans quil assalist par deux iours , et au 
troisiesme il la conquesta et la brula et destruyst 



et mist la ville en r 



■uyne 



et v morurent moultz 



Quant le 



ses ennemis, il entra au Chastellar et la il sabergia 
et fist visaler les naufres , et ordonna a enterrer 
les mors. Et asseura le chastel et le furnist et ar- 
tillia tellement de viures et de geng qui le garde- 
rent lellement , que vnques puis il ne fust prins. 



Comment le conte de Geneue salia aveques le dau- 
phin pour ce que le conte Edoard lavoit defje 
pour le retrait de scs ennemis quil avoit fait. 

Pour ce que le conte Guiiliaume de Geneue re- 
«eust le signieur de Faucegnye et ses gcns sur son 
tcrrain el pays aprcs ce quilz furent rompus au 



des habitans , et y eust moultz de prisonnyers. 

Comment messire lehan dc Chalon eust la Cluse 
de Gejs, ct comment le dauphin fust descoiifjs 
en Vuaudz. 

Guilliaume conte de Geneuc sc vist cstre delfyez 
du conte Edoard , sy manda et requist messire 
Iehan de Chalon son cosin quil ly viensist en ayde, 
eust chasses d et il le fist volantiers, et se mist empoint et vint 



par saint Glaude ferir a Geyx o belle compagnie 
de gens darmes , et de Geyx il sala ioindre ave- 
ques le dauphin et au conte de Geneue et au si- 
gneur de Faucegnye et a toute Ieur armee; ilz le 
receurent ioyeusement, et apres ilz firent deux 
partyes de leurs gens, dont messire Iehan de Cha- 
lon et le sigoieur de Faucegnye menerent leur siege 
deuant la Cluse de Geyx, et la ilz desmorarent 
tant quilz leurent a force ; sy la furnyrent de vi- 
ures et dartillierye et de gens , et y mist chastel- 
lain et capitain; et le conte de Geneue et le dau- 
phin et messire Hugue de Geneue cheuaucharent 
contre Vuaudz, ou ilz firent moultz de maulx. Et 
tellement que les barons et la genlilliesse et lcs 



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a3g 



CHRONIQVES 



comnnes du pays sessemblarent a resister a len- 
contre d'eulx. Et furent embattaUie deuant et des- 
soubz Cressye , et la se tindrent toux quoy. Quant 
le conte de Geneue et le dauphin les virent ainsy 
estre amoncelles, ilz ne cuydarent pas quilz fus- 
sent tant de nombre comme ilz estoyent, sy dirent: 
frappons ,frappons sur ceste viUanaillie! et la eust 
dure meslee , car la morurent grant notnbre de 
gens de toutes deux pars , mais a la fin le conte 
de Geneue et son frere et le dauphin perdirent la 
plaee et se retrayrent a fine force de fhyr iusques 
a Geix. Et la fhst prins Guilliaume de Vulliauffens 
et Glaude son frere et plusenrs bourguignons. Du 
Dattphine, le signieur de TuUins et le stgnieur de 
Clauaison. De Genenoix, Humbert de la Motte et 



« receu 
nour , 



240 

argent, et que mieulx vailoit morir a hon- 
que viure a honte. 



Comment le conte Edoard habattist la bastie dt 
Compeys , et ne peust avoir celle de MUUer. 

Messire Girard de Ternye fist bastir et edifyer 
au nom du conte de Geneue qui feal il estoit vne 
bastie Sur vng grant moUart appelle du MiUier sur 
le Rosne dung coste et sur lArue de lautre et a 
front de Geneue. Et la cloyst premier de paUins 
de boys , et puis la mura et cloyst de murs , et 
la fist a cause de guerroyer ceulx de Geneue pour 
ce quilz estoyent adherissans et aydans au conte 



ie signieur de la Barme et pluseurs aultres , mais b de Sauoye. Et messire Humbert de Cholays mestre 



ia plus part y morurent. Ainsy se retraysirent a 
Geix , ou vint monseigneur Iehan de Chalon et 
ie signieur de Faucegnye qui venoyent de la prinse 
de la Cluse, et quant ilz les virent ainsy desconfis 
et rompus , ih furent mal cotitans. Et veu que 
liuer estoit venus , ilz rompirent leur armee et 
torna chescung en son pays. 



Comment le conte Edoard reprint la Ciuse 
de Geix. 

Quant ie conte Edoard sentist la despartye de 
ses ennemis, et quil sceust quilz «estoyent retraix, 
il ne dormist pas, car moult ly greuoit de ce que 
tant lavoyent oppresse ceile sayson, et que sy fors 
estoyent, quil ne les avoit peu combatre pour non 
mettre son estat en avanture. Et daultre part fust 
moult ioyeux de la rotte et desconfitture que ceulx 
du pays de Vuadz avoyent faitte, sy sa penssa et 
dist en soy mesmes: ilz ont guerroje leste , mais 
ieferajr chaude guerre en liuer; sy sapresta moult 
paisiblement et sans bruit, et prya aulx gentik 
hommes que vng chescuug se tenist prest en son 
hostel, et leur souuenist celon sa puissance , car 
larges et liberal estoit, e t donnoit arnois et chi- 
uaulx , et faisoit fayre ioustes et festes a Geneue 
ou il se tenoit, afin que lon ne saperceust de son 

entreprise. Et chescun laymoit pour sa bonte et se refrescha. Et messire Girard de Teroye mist a 

pour sa largesse, et le seruoyent plustost sans ar- d seurte sa bastie du Miilier, qui puis fist mainle 

gent que aultrs a tout bon solde. Et ainsy se tint guerre a Geneue. 

a Geneue iusques pres de Noel, et fist cryer vng 

beordis et vne ioustes au Lalandes de nouembre , 

et quant il eust ses geus ce quil empeust avoh-j 
il cheuaucha deuant ia Ciuse de Geix quavoit prinse 
messire Iehan de Chalon pour le signieur de Fau- 
cegnye, et la il desmora neuf iours sur la nege et 
gellee. Et finablement voyant le chastellain quil 
nattendoit secours , il pachea et print argent et 
randist la place. Et puis sen alia le chastellain en 
son hostel et vint vers monseigneur Guilliaume si- 
gnieur de Geix , le quel le fist pandre par son 
faattereau pour la fautte quil lavoit faitte , disant 
qae mieuk ly estoit estre prins par force, quavoir 



dostel du conte GuUliaume de Geneue en fist bas- 
tir vne aultre bastie sur le molart de Compeys, 
ou U mist brigans et arballestriers pour la garder 
et deffandre. Quant le conte Edoard sceust les deu 
basties dreccees et fortiflyees, il se mist a cheuao- 
chier a tout son armee^ et vint tout droit deuaot 
la bastie Compeys , et la combatist teUement quil 
la print par force et la fist arasser par terre , et 
ceulx qui ens furent prins il les fist tous pandre 
par la gorge , sy que nuiz nen eschappa qui ne 
fust mort ou prins. Quant ce fust fait, monseignenr 
Pierre Lanus prya au. conte Edoard quil allast de- 
uant la bastie du MoUar, la queUe messire Girard 
de Ternye avoit drescee sur sa possession ; et le 
conte y ala et la combatist et la prist et rua et 
arrasa par terre , comme il lavoit ihit de ceUe de 
Compeys. Et lors fust ordonne quilz deussent che- 
uauchier iusques au pont dArue pour passer oai- 
tre et paruenir au deuant de la bastie du Mittyet 
deuant saint Iehan le Rosne entre denx; roa/s mon- 
seigneur Girard de Ternye sceust leur venue et 
bien sen doubta ; sy fist abattre ie pont d&rue 
quazi la moytie deUa , tellement que le conte ne 
sa compagnye ne peurent passer ; sy fist essayer 
le gue pour passer oultre, mais lArue estoit sy 
grande que plusieurs sy noyarent. Et quant le conU 
Edoard vist quil ne pouoit oultre passer, il se re- 
trayst a Geneue , ou il fust le bien venus , et la 



Comment le conte Edoard eust le chastel de Ses- 
sens appertenant au conte Guilliaume de Getteue. 

Tout liuer se lint le coute Edoard a Geneue, 
et fist son assemblement de gens pour estre prest 
sur le printemps , et fust seur de moult belie com- 
pagnye de gens darmes. Et quant se vint sur lc 
printemps il se partist de Geneue a tout son ar- 
mee et cheuaucha a la Cluse , et erra . tant quil 
vint deuant le chastei de Sessens , le quel estoit 
an conte de Geneuc, et mist le siege tout autour. 



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7 -i I 

Et la il ordouna a fayre quatre assaux aulx quatre 
partyes du chastel , dont lung fust ballie su sire 
de Gramont nomme lost saint George , et iaultre 
eust le sire dEntremons , et le tiers eust messire 
Galloys de la Baume signieur de Vuanllefin , et le 
qaatriesme retint le conte Edoard pour ly, et ainsy 
ordounarent celle nuyt tout leuv fait. Et quant ce 
vint au point de la iournee, ilz donnarent lassaut toux 
a vng cop au quatriesme pars du chastel de Ses- 
6ens moult durement ; et ceulx de la garnison se 
deifandirent sy vailliantement et sy vigareusement, 
que ilz en tuarent et elTollerent moultz de ceulx 
da conle Edoard, mais tant ne se seurent deffan- 
dre que dassaut ne fussent prins. Et le conte les 
print a raercy pour ce que sy vaiHiautement ces- 
toyent deffandus, et les trattia moult doulceraent. 



Comment lon apporta nouelles que te conte de Ge- 
neue estoit mort, et comment Balkm frtSt prins. 



Quant le conte Edoard eust prins Sesseni , il 
ordonna de le furnir de viures et de gens et dar- 
tillierie et y desmora aucungs iours, et ce pendant 
lon ly apporta nouelles que le conte Guilliaume 
de Geneue estoit mort Et non obstant quilz ne 
laymott guieres , sy en fist U te dueil , Caf pa- 
rans estoyent, et mary de sa suer estoit, et sott 
filz estoit son nepueu, qni fust appelle le conte 
Ame de Geneue. Mais ce non obstant le conte 
Edoard ne rompist point son armee, ains fist deux 
partyes de ses gens , et lune il baitlia a monsei- 
gneur Galloys de la Baume sire de Vauliephtn, le 
quel sen aUa deuant Ballon , ie qael chastel sy es- 
toit du conte de Geneue, et teilement le combat- 
tist quii leust , et entra ens et fist tellement quil 
contregnist tous les nobles du mandement et tous 
les hommes a ly fayre la fidelite au ttom de son 
signieur. Et de lautre partye de gens darmes ie 
conte les print et ala mettre le stege a Armence, 
et entretant quil fust au siege fist vng sy horrible 
temps de tempestes , de grelles et de ruysnes de 
pierres , que maints gens perirent , et les pierres 
tuarcnt les oyseaulx en lair vouilant et les poissons 
et les canars au lac , et furent les vignes et ies 
bles et les biens de terre toux gastes , et fust sy 
orrible Ia tempeste quil fallust , que vaulsist ou 
non le conte de Sauoye , quil ieuast le siege de 
Hermence , et par adonques ne fist aultre chose 
qui a ramentrer feoe , ains sen revint retrayre a 
Geneue, ou il se reposa par aucungs iours, et fist 
ses gens a refreschir, et la menoit ioyeuse vie ly 
ct ses gens. Et la vint monseigneur Galloys de la 
Bautne, le quel il receust moult grandement, car 
moult bien sestoit porles ly et ses gens. 



DE SAVOYE 



2^2 



a Commetit le conte Edoard descmfist le cdnle Amc 
de Geneue mr ie mont du Mortier. 

Ame ioyne conte de Geneue , filz de feu conte 
Guillaume et de dame Agnes de Sauoye suer du 
conte Edoard , desmonra en ieage de xv ahs , et 
voullust fayre de lomhtc. Et sy print fort a cuer 
se que son huneie le oontregrtoit «y durement, et 
ce quil navdit laisse pour la mort de son pere de 
le guerroyer. Ainsy vng iour il se trbuua aveques 
ses ioynes gentilz homnies, et emparlant qut dung 
que danltre , il voa et iuta quil se penneroit de 
ravoir ses forteresses pardue Ott quil morrOit, et 
deiibera daler combatre le cottte Edoard ou quil 
fust; sy fist son mandement de toUX ses barons, 

b nobles et oomunes de tottt le pays de Geheuoys. 
Et ausy manda messire Hugtte de Geheue son 
huncle et le signieur de Faueegnye, le sighieur de 
Geix, lesqueix sassetttblarent en la ville dAhnessye, 
et furent loges tout alentour du pays ; sy Gst le 
conte Ame sa despartye et cheuaneha 0 toute sOn 
armee depuii Annessye iusques a Ruinyliier, et de 
la il delibera dentrer ters les terres qtte le conte 
Edoard tenott es marches deuers GetteUe, et fist 
deux pars de ses getts > lune pottr courre Vers 
Ballon et laultre pour venir vei-« Galliard et aulx 
aultres places quil lavoit pardttes. Le eonte Edoard 
sceust fceste armee et ne dormoit pas ; sy mattda 
toutes les garnisons qut vindrent subittemetit , et 
puis dist a messire Galloys de la Bautne: « il ttotts 

c » faut ailer a lencontre de mon rtepufcu , fct sy 
» me grieue , mais a ceste fbys ie suls desllbere 
» de moustrer a messire Hugue de Geneue sa fo- 
» lye et son petit gouernfement; or sa il ne faut 
» plus seiourner. » Sy partirent a la myttttlt de 
Geneue , et furent au point du iour a Salanoue. 
Et quant tl fust la , nouelles vindrent au conte 
Ame de Geneue que le conte Edoard le venoit 
combatre , lors il ne despartist pas ses getts, ains 
se mist en ordonnance et sapre6ta de combatre , 
et gagna le dessus et le sommet du mont du Mor- 
tier. Et a ce cop ie conte Edoard estoit des ia 
au pie du mont du Mortier et au dessoubz du bas 
du mont. Ei le conte de Geneue se hasta tant 
quil gagna le hault, et la il se rengia et fist plan- 

d ter ses bannyeres; la furent estandars et pennons 
desployes, la furent sons de trompettes et de cle- 
rons. Quant le conte Edotird vist ses ennettlis en 
telle et sy belle ordonnance, il otfdonna de ce peu 
de gens quil lavoit deux battailies , et ballia lune 
a roessire Galloys de la Baume, et latttre il print, 
mais toutes deux estoyent quazi en vue, excepte 
cent hommes a cheual bien montfcs et armes quil 
lavoit ordonhe pottf les desroyer. Et cependant le 
conte Ame de Genette voyattt mettre son ennemy 
en ordonnance, il fist attssy de ses gens deux bat- 
tailles , dont messire Hugtte de Geneue et le si- 
gnieur de Geix heurcnt lune, ct ly ct le signienr 
dc Fauccgnye henrent laotrc; ct mespartirent lctirs 
gens de trait et leurs piettons , et sc mirent en 

3i 



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43 



CDROMQVES 



3 44 



apareil , dont le signieur de Ternye eust la cou- a 
duitte. Le conte Edoard fust longuement attandant 
que les Geneuoix dessandissent , mais ilz se te- 
noyent sans desrangier, ne eulx mouoir de leur 
place. Et quant le conte Edoard vist ce , il fist 
signe ! au cent hommes dacheual que tous ferissent 
a vng cop sur la battallie, et ilz le firent, et tous 
a vng fais les lances sur la cuysse ferirent en la 
prumiere battaillie du conte Ame de Geneue. Et 
la comensca lescaramuche des Sauoyens et des Ge- 
neuoyx moult aspre , et en tant que celle escara- 
muche duroit, le conte Edoard monta par vng les 
le mont du Mortyer aveques toutes ses gens. Et 
estre montes , il ferist parmy la battallie de ses 
ennemis; la eust dur estour et dura longuement, 
car les Geneuoyx moult vailiiantement reboutterent b 
les Sauoyens, et les faisoyent devaller. Et la fist 
messire Girard de Ternye de moult belles armes 
et vaiUiances, et ausy firent tous les signieurs du 
party du conte Ame de Geneue, le quel fist mer- 
uellies darmes. Mais le conte Edoard qui vailliant 
cheuallier estoit , ralioit ses gens et les en ortoit 
de bien faire. Et teUement que par leur vaiUiance 
ilz gagnerent piace sur leurs ennemis, et eulx 
avanssant, et leurs ennemis reculant, Uz furent 
sur la playne du Mortier. Et la fust la meslee dure 
et aspre , car les Geneuoyx se raUarent et se en- 
tremeslarent les vngs aulx auitres teliement, quilz 
ne cognoissoyent lung lautre a cause de ce que 
les deux partyes avoyent leurs bannyeres et estan- 
dars rues par terre, sy ny avoit plus de cognois- c 
sance densengne, ce non crier qui viue; et la fust 
dure la meslee et daumagiable de deux coustes , 
quant vng chiuallier dAlamagne nomme monsei- 
gneur Frichz des contes de Letz se mist a rele- 
uer et redrecier la bannyere du conte de Geneue, 
mais monseigneur Guilliaume de Mons vailliant et 
nottable chiuallier du pays de Vuaudz le vint vr- 
ter sy fierement qui le rua a reuers sur la terre 
et fust fort biece, et puis monseigneur Guilliaume 
de Mons le brant dacier en main freppant a des- 
tre et a senestre fist tant darmes, quil vint au lieu 
ou lestandart et la bannyere de Sauoye estoit par 
terre, et tant fist darmes a iayde des aultres quil 
la releua et remist a lumyere. Et quant ce virent 
les signieurs de Sauoye , ilz se raliarent toux a d 
vng crys, et firent tellement darmes quilz mirent 
leurs ennemis a fuytte , et en ia fuytte furent mains 
inors et prins , et la receust le conte de Geneue 
et son huncle messire Guigue et leurs aydans moult 
grant daiunage. Et a paynes se peurent sauuer le 
conte Ame et son huncle et le signieur de Fauce- 
gnye et le signieur de Geix, qui se retrayrent a 
Annessye en grant tristesse , ou ilz se tindrent a 
garant. Et quant dame Augnes de Sauoye les vist, 
eUe eust grant doulieur et amertume de cuer , sy 
dist a son filz et aulx signieurs quaveques ly es- 
toyent : vous naves voullu croyre : or sa il ny a 
plus que de querir a luy et a son pays les remedes 
honorables et proufitablcs. 



Comment le conte Edoard ala mettre le siege de- 
uant le chastel de Varey apres la battaillie du 
Mortier. 

Le conte Edoard de Sauoye fust moult ioyeu de 
la vittoyre quil eust sur )e mont du Mortier , sy 
donna a ses gens toute la despoiliie tant de pri- 
sonniers comme daultres choses; et ne ly doulloit 
ce non de ce que le conte et ies aultres signieurs 
estoyent eschappes et retrays a Annessye, sy dist 
a ses vassaulx et aulx signieurs qui aveques ly es- 
toyent : « mes signieurs , ie ne puis supporter en 
» raon cuer de ce que nos ennemis nous ont sy 
» fort festoye et mal menes iannee passee , et quUz j 
» ont estes pius fors de nous. Or nous a fait Dieu ' 
» tant de grace que ores sumes plus fors et en 
» avons le miUieur. Et les a Dieu chastie, et pour- 
» tant, attendu que nous avons nostre armee preste, 
» ie ne la vouldroye entrerompre, ains la voul- 
» droye reforcier voyant que nos ennemis sont me 
» ius. Et pour tant ie loeroye que vng chescung 
» se mist empoint, et ie manderay par mes si- 
» gnieurs parans et alyes quiiz soyent a vng ionr 
» nomme a Bourg em Bresse , car ie veulx estre 
» sy fors que ie puisse tenir champ a force mal- 
» gre mes ennemis. » Quant ses gens darmes lov- 
rent, ilz furent moultz ioyeulx et ne desmandoyent 
aultre chose et ilz estoyent riches , sy ly direot 
quil ne pouoit mieulx dire : lors fust conclns que 
toux se deussent trouer a vng iour nomme a Bourg, 
et ainsy fust. Et adonques les pluseurs se partirent 
pour eulx refireschir et pourchasser tant darnoys 
comme de cheuaulx, et aussy pour aUer en lenrs 
maisons pour visater leurs mesgnages. Et ce pen- 
dant envoya le conte Edoard lettre par tout, eV 
fist vng moult grand mandement. Et trottarent 
cheuaucheurs par tous pays portans lettres. Et 
manda son nepueu ie conte dAuserre et son co- 
sin Robert filz du conte de Bourgogne et le conte 
de Beaugieu et le conte de Quibourg et le signieur 
dArberg et ie conte de Neufchastel et pluseurs aul- 
tres signieurs et barons estrangiers de contrees 
loingtaines, les quelx voullantiers le vindrent ser- 
uir pour la vailliance et largesse. II manda ausv 
le conte de Gruyere , le signieur de la Tour , le 
signieur dAuenche et finalmcnt toux les barons . 
chiualiers et escuyers de son pays ; et sy esleust 
des comunes ce que bon ly sembla. Et ainsy fu- 
rent tous au iour nomme a Bourg em Bresse, ou 
le conte Edoard et son frere messire Ayme de Sa- 
uoye les receurent a grande et bonne chiere , et 
la il comuniqua et fist assauoir a toux ies signieurs 
son entreprise et ce quU voulloit fayre. Le conseil 
estre tenus et lordonnance faitte , lon fist chargier 
lartillierye et tirer avant, et lassemblee desmarcha 
a bannyeres desployes et cheuaucharent tant quik 
vindrent deuant "Varey , ou ilz mirent le siege. Le 
siege pose et mis , ilz firent leur ordonnances de 
tentes , de trefs et de pauellions et de loges , el 
firent leur asise dc trait, dengins et de bonbardes, 



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DE SAVOYF. 



,46 



tle massonneaulx et de couilliars et dcspingales , a ileslrier de celtuj terrible homme qui tanl de nutl 



et sy trayrent iour et nuit ens le chastel, et las- 
saillioyent sy fiereinenl de toutes pars que le chas- 
lellain et le cappitayne ne savoyent plus quc fayre, 
ne ceulx de la garnison de quel tour tourner. Et 
pour le grant trauail que leur estoit donne , il/. 
vindrent a parlement, et la ilz furent conlans que 
se dedans quinze iours ilz nestoyent sccourus par 
messire Hugue de Gcneue leur signicur et par le 
dauphin , du qui fies le chastel cstoit , et quilz 
ncussent secours dedans le terme , quilz se ran- 
droycnt au conte Edoard. Le conte Edoard et toux 
les signicurs furent en conseil , sy leur seiubla 
qucrabrief ilz auroyent le chastel puis quilz ve- 
noyent a paches , et ne penssoyent iamais quilz 



nous fait, et ie taydevay. Ad ce moment repassa le 
33rebanssou deuant, lors le graut Chanoyne haulsca 
la barre de fer et ferist sy durement le destrter 
quil ny vallust chauffrain quil ne labatist a terre, 
et lors le signieur de Vaux qui vist le Brcbansson 
sobz son chiual, dessamlist et lala tuer soubz son 
dcslrier, dont apres il fnst fort blames quant il 
ne le print par prisonnyer , et ainsy riionist lc 
Brebausson. 

A celle puguyee savanssarent les gens du conte 
Ame de Geneue et de ses aydans tant les cscadrt s 
comme la battaillie, et ferirent ens par tel randon 
quilz repoulsarent lcs Sauoyens iusqucs au pauil- 
lion du conte Edoard, dont le dit conte et messire 



hcussent secours, ne ne cuydoyent ausy que leurs b llobert de Bourgogne et le signieur de Beauieu 



eunemis fussent sy fors et puissans quil peussent 
leuer le siege , dout ilz firent grant folye , ainsv 
comme orrcs se lises. 

Se le conte de Sauoye eust fail son mandenient 
dminc part, le dauphin Guigue et lcs Geneuow 
refirent le lcur daullre et bien paysiblement. Et 
le signieur de Tornon , qui cappitayne estoit de 
A arey durant les treues, manda a messire Hugue 
dc Geneue que se il ne venoit secourre Varey de- 
dans quinze iours, quil failloit quil la randist ; il 
estoil ia loul prcst et sou nepucu le conte dc Ge- 
ueue avequcs ly. Et daullrc part il lavoit en son 
ayde le dauphin , le qucl avoit en sa compagnve 
mcssirc Iehan de Chalon son tosin , lc conle de 



estoyent chiefs , et Ia se tindrent en eulx deffan- 
dant iusques leur gens fussent ariues , et la fust 
liiit chiuallier messire Robert de Bourgoguc par 
la maiu de messirc Edoard de Sauoye. Et ce es- 
Irc fait, eulx et ceulx du siege corrurent toux a 
lu meslee, ct a vng cry corrurent et entrarent les 
S i-.iovcns cns lavant garde du dauphin et cns les 
elles que conduysoit le conte de Geneuc et aidt 
cscadres de sy granl force, quilz reflachirent leurs 
cmicmis, et leur firent perdre placc. Quant mes- 
sire Iehan de Chalon les vist sy villayncmcnt re- 
boutlcs, il dist au dauphin: signieur, or cst temps 
de secourre nos gens , or soyons prodomines ct 
les secorons. Ad ce mot le dauphin et tous feri- 



Vallcntynoys, le signieur de Vaux du royanlme , et c rent de lcl het , quilz scntrcmeslarcnl sy avanl 



vng cappitayne de compagnes qui sappelloit le grant 
Chanoyue , et sy cust daultrcs signicurs du pays 
vng graul tas , lcllement quil se sentisl puissaut 
a lenconlre de ses ennemis. Et ainsy sassemblerent 
les Gencuoys ct les Dauphinoys sur Ia playne et 
HUT lc port dAlocltcs iusques a la mire dAmbru- 
iiay, cl la furenl sy coyement que ceulx du siege 
nen seurcnt ricns iusqua ce quilz les virent et 
apparseureut cm baltaillie rengee. Et (piaut le 
conte Edoard cl scs signicurs et gens ce virent , 
il sarniarent et moularent a cheual sans ordon- 
iiauces, ct se mirenl a monter la prumyere mon- 
tagne sans ordonnance , el se mirent a venir a 
Ieucontre de lavaut garde du dauphin , la quelle 
mcnoit le simiicur dc Vaux du rovaulme et le Cha- 
noyne, et la les assaliirenl les Sauoyens par tel ef- 
fort quilz les rebouttarent iusqua la battallie du 
dauphin, Or avoit il en la compagne du conte 
Edoard vng tant Vaitliant et bel homme qui sap- 
pelloit le Brebansson ; il estoit monte sur vng 
delrier de Flandres bien artne , et pourtojt vne 
masce de cuyure a sou arson et vue longue espee 
eu son poiug , le quel par force darmes rompist 
troys foys lavant garde du dauphin eu couraut la 
ou estojt .le dauphin pour le cuydier prandre ou 
luer. Quaut le signieur de Vaux vist que ly et ses 
gens estoyent sy mat menes par ce chiualier qui 
tout tuoit et habatoit , il dist au granl Chanoyne 
qui a pie tenoit vne grosse barrc de fer : Jlers le 



parmi les Sauoyens que lung nc cogneust laultrc, 
ct la forent faittes maintcs vaillianccs darmcs de 
tollB dcux coustes, et lant que ce scroit merucillies 
a le raconter, et la ne fust nuh espargne , car 
tout fust pelle melc. 



De la prinse du conte de Sauoye. 



vingt vng hommc darme 



Durant celle battaillu 
nommc Haulbcrlon de Maillicz , le quel vint ct 
choisis le conte Edoard et le pressa sy fort quil 
le print a prisonnyer , et afin quil le peust plus 
seurement garder , il appella le signieur de Tor- 
d non et ly dist : aydies moy a sauuer le conte de 
Sauoye que iay prins ; lors ly ayda et le mena- 
rent hors de lestour de la battallie. Et euU passans 
par deuant vng chiuallier sans raprouche nomme 
Guilliaume de Bozesel, qui vieidx et ancieus chi- 
uallicr estoit et moult blesces; et quant il vist son 
signieur enmener prisonnyer et secourre ne le 
pouoit, il escrya a son filz qui empres ly se com- 
battoit et ly dist a haulte voix: « a Hugue, Hugue! 
» lon en roayne ton siguieur et le roien prisonnyer, 
» le conte Edoard est prins ; va et sy le secours 
» ou tu soye6 mors ou prisonnyer aveques ly, car 
» ie suis trop blesces et ne le puie secourir. » 
Quant me6sire Hugue de Bozesel oyst son pere , 
et il vist son signieur emroener, il naresta plus x , 

33 



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a47 



CHRONIQVliS 



248 



ains brocha le destrier le brant dacier au poing 
et frappa a destre et a senestre, et Gst tant quil 
vist son signieur et ceulx qui lemmenoyent, et en 
le suyuant il troua le signieur dEntremons et ly 
dist: sujrues moj hastiuement , lon en mayne mon- 
seigneur prisonnyer; et ly et ses gens suyuyrent, 
et tant ne seurent fayre quilz ne trouassent ia 
leur signieur aupres dung buysson hors de lestour, 
ou ia le voulloyent desartner, et lors frapparent 
de tel randon que Haubergion de Mailliez y fust 
occis et mors , et fust blesce le signieur de Tor- 
non, et remontarent leur signieur a cheual et ly 
firent passer le ponl dAins et mirent a sauuete 
leur signieur. Et ainsy que ilz secoroyent leur si- 
gnieur et se combattoyent , par la passa messire 
Haubert de Saxonnage , et le signieur de Tornon 
ly crya: messire Haubert , venes nous secourir , 
car lon nous oste le conte de Sauojre que prins 
avons; messire Haubert fist comme sy ne loysl et 
passa oultre , car il laymoit et ly voulloit grant 
bien pour ce que vne foys il ly avoit sauue la vie 
a Faris , et par ainsy il passa lout vltre et se plon- 
gia en la battaillie avecques les aultres. Et apres 
que messire Hugue de Bozesel et le signieur dEn- 
tremons heurent leur signieur sauue, eulx cuydans 
redrescer leurs gens, ilz retornarent en la bat- 
taillie , ou ilz furent prins aveques plusieurs aul- 
tres signieurs , comme orres. 



De la battadlie obtenue par le dauphin contre le 
conte Edoard de Sauoye. 

La battaillie fust sy cruelle que moultz y fiirent 
mors des.deux pars, mais plus des Sauoyens que 
des aultres. Et en effet desmora le champ au dau- 
phin Guigue et au conte de Geneue, lesquelx ob- 
tindrent la place. La fust prisonnyer messire Ro- 
bert de Bourgogne , le conte dAusseurre , le si- 
gnieur de Bcaugieu, le quel entre toux aultres fist 
a merueillies darmes et oultrageuse deffauce avant 
quil fust prius ; et ausy furent prins messire Huguc 
de Bozesel et le sire dEntremous et mains aultres 
chiualliers. et escuyers , tant du pays commc 
daillieurs , les quelx toux payarent ranscon avant 
leur deliurance. 

Apres ce sy le signieur de Tornon vouliust char- 
gier monseigneur Haubert de Saxonnage en la pre- 
sence du dauphin, en Iappellant et disant que se 
il ly eust voullu aydier quant il lappella, que le 
coute de Sauoye ne fust pas eschappes , ne Au- 
ber gion de Mailliez mort, et se il ly voulloit dire 
au contrayre, il ly maintiendroit. Et le dauphin 
sans attandre aultre responce dist au signieur de 
Saxonnage : pourquoy ne les secourustes vous? Lors 
respondist: « monseigneur, ie ne le deuoye fayre, 
» ne suis tenus a le fayre, el Dieu me garde de 
» iamais aller contre sa parsonne, car se ie mes- 
» mes leusse prins ou quil fust en ma puissance, 
» ie leusse sauue se ie hcusse peu ne seu , ne 



a » en ce faisant ie ne me fusse en riens forfait , 
» et suppose que ie.heusse oys le signieur, ic feys 
» ce que fayre deuoye. Et se le sire de Tornon 
» veult dire au contrayre, ie suis sy pour ce xnain- 
» tenir comme chiuallier sans rapprouche , car 
» vne foys il ma fait tant de bonte , que ie suis 
» en vie pour ly apres Dieu et pour vous seruir. » 
Lors le dauphin ly dist: quel seruice et bonte vous 
fist iamais le conte Edoard ? « Monseigneur , dist 
» Saxonnage, ne vous recorde il quapres la bat- 
» taillie de Flandres vous demandastes a femme 
» la fillie au roy de France, et que monseigneur 

* » Iehan de Aygreuille grant maistre dostel du roy 
» vous respondist , que le roy ne donroit pas sa 
» fillie a vng tel pourceau que vous esties. Et vous 

b » priastes et commandastes que ien feisse et pre- 
» gnisse veniance ; et apres ie le rancontray a 
» Paris, ou ie loccis et tuay de mon espee, et eu 
» moy retrayant le prumier qui ma cognist ce fbst 
» le conte Edoard, le quel alors estoit moult bien 
» du roy. Et quant ie fus son prisonnier , il me 
» desmanda la cause et ie ly dis, et ausy que se 
» avoyge fait pour ce quil lavoit villane et blasme 
» monseigneur droitturier. Et quant il meust oys, 
» il me layssa aller et me donna voye et chemin 
» de moy sauuer par sa bonte et franchise, et se 
» il ne fust, lon meust la teste couppee et oe 
» fusse pas ysy , et le sire de Tornon ne meust 
» pas randu la vie, ne vous ausy , monseigneur, 
» par qui amour et seruice ie le feys, et ce nulr 

c » veult sur ce riens dire , ie suis pront de res- 
» pondre a mon honnour, soit Toruon ou aultre. » 
Quant le dauphin les eust oys, il leur mist cileotv 
et fist chescung tayre et apaisa le debat et leuc 
deffandist que iamais plus nen fust parle ne dang 
coste ne daultre. Apres ce fust fait le buttin et ie 
chastel de Varey rcforce et avittuallie , et \a des- 
mora monseigneur Hugue de Geneue , et le dau- 
phin en son pays , et tous les aultres chacun en 
sa contree , et le conte Ame de Geneue vint a 
Annessye, ou il cohta sa venture a sa mere, qui 
ne sen esioyst ne doullust. 



Comment le conte Edoard ala pour avoir secouis 
d em Bourgogne , em Brettagne et en France , et 
quil morust a Paris en lan mil cccxxrx. 

Le conte Edoard estre vaincus deuant Varey, et 
avoir pardus ses signieurs et amis et ses subgebz, 
print vne grande merancolie et vng grant corroux 
en ly mesmes, et ne pouoit supporter en son cuer 
la honte et chasce quil iavoit heue deuant Vai*ey , 
et la desconfiture et de ly et de ses gens. Sy voua 
a Dieu quil pourcbaceroit de soy vengier de loul- 
trage quii lavoit receuz ; sy se mist au nuillieur 
point quil peust, et se partist de Bresse et seu 
ala em Bourgogne vers le duc Philipe son beau 
pere et pere de sa femme dame Blanche, au cpicl 
il conta son fail, cl ly requist ayde et sccours, rt 



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a4g J)E SAVOYE a5o 

quil laydast a vengier. El ie duc Philipe de Bour- a Crognie/ue de Ame conU treizieme rubriqae , et 

go^ne ly dist: « mon filz , confortes vous, car ic comme le dac de Brettagne voullust avoir la 

» vous ayderay a vengier a laydc de Dieu; sy vous scigneurie a cause de sa femme Jiltie a Edoard. 
» hoflre raa parsonne et toute ma puissance. » Et 
desia il estoit en traittye de la rausson de mon- 

seigneur Robert de Bourgogne son filz , qui paya Le conte Edoard morust soubz pape Iehan XXII 

l m •frans , e vint avant que le conte partist , dont et soubz lempereur Loys et soubz Philipe roy> de 

il fust rnoult ioyeux. Et apres le conle Edoard le France iusques en lan de grace mil cccxXxv,, <jue 

reinereya, et puis se mist a cheuaucliicr era Bret- fust esleu pnpe Benoit XII. Et le conte Ame ru- 

tagne vers le duc qui mary estoit tle dame Mar- brique , frere du conte Edoard mort , print a re- 

guerite de Sauoye , le quel il rcquist en ayde, et gner lau mil cccxxx, le quel regna quatorze ans, 

il ly outroya secours a toute puissance , et il lc et dura iusques en lan de grace mil cccxun. ; Or 

rcmercya. Et apres lottroyement du duc , il print il avint que estre mort le conte de Sauoye Edoard, 

congie de sa fiHie la duchesse , et erra en vers le quel ne laissa que vne seulle fillie sans masle 

Paris , ou le roy estoit, pour ly desmander ayde, herilier nommee dame Marguerite de Brettagne , 

car bien lavoit seruis en Flandres et aillieurs; mais h la quelle quant elle sceust la mort de son pere , 

le conte Edoard fust supprins de vne griefue ma- apres tout dueil elle envoya et tramist en Sauoye 

ladie et de vne fieure cotidiane sans cesser , tel- vne moult grande et belle ambayxade a toute puis- 

lement quU en raorust sans parler au roy. Quant sance et a procure tabbellionnee pour prandre pos- 

le roy le sceust, il fust sy mal contans que re fust session de la conte et a reseuoir les homages des 

raerueillies ; sy ly fist fayre son obsequye moult nobles et des comunes de Sauoye au nom delle , 

lionorablement a notre Dame de Faris. Et puis soy disant estre droitte heritiere de son signieur 

scs gens lembaucemerent et confirent en cspices, pere le conte Edoard, lequel navoit la'i6se aultre 

ct puis le mirent en vne tombe de plomb bien enffant. Estre ariues a Chamberye les ambaixeurs 

sauldee ct len firent porter a Haullecoinbe , ou il de Brettagne , ilz trouarent les troys estas pour 

fust enscuellis aveques ses peres lan de grace tnil aviser sur le gouernement du pays , et adonques 

cccxxvnii. Et pour ce quil morust sans enfans , ilz firent nottifier aulx troys estas pour quoy Uz 

fust ballie lauel saint Mauris aulv signieurs et ba- estoyent venus, et quc lon lon donnast audience, 

rons du pays , lesquelx leurent en garde iusques et lon les assigna au matin en la grande sale du 

au renouellement de laultre conte , qui fust son chastel. Et la furent les signieurs et barons , les 

frere le conte Ame. Le dit conte Edoard sy mo- c ecclesiastiques et le comung , et les ambayxeurs 

rust soubz pape Iehan XXII et soubz Loys de Bau- furent assis en leur lie» donnours, et la prindrent 

yere eslcuz empereur , et lors roy des Romains , a dire et declayrier la cause et le cas pour quoy 

et soubz Charles roy de France , lesquelx regna- Uz estoyent venus. Sy print.a parler leuesques de 

rent de iusques en lan de grace mil cccxxxinj. Nantes du congie du signieur de la.Val, et dist: 

« messeigneurs, vous naves pas a ignorer que damc 
» Marguerite duchesse et dame de Brettagne ne 
» soit et aye este fillie du feu conte Edoard , et 
» quelle ne soit seulle et droitte heritiere , pour 



» quoy monseigneur de la Val et moy sumes cy 
» venus a toute puissance, dont nous faisons foy, 
» pour prandre la possession et les feuages du 
» maindre iusquau plus grant ; vous requerons 
» que ainsy le vullies fayre sans contredit, comme 
» tenus y estes et que fayre le deues. » Et apres 
d le signieur dc la Val se leua et dist : « messei- 
» gneurs, il vous a tout dit, et ne doubtes point, 
» car vous seres bien trattes et soubz doulce sei- 
» gneurie. » Quant il les heurent oys et entendus, 
ceulx de troys estas se retrayrent a conseil , et 
avoir leur responce ordonnee , elle fust mise a res- 
pondre a larceuesque de Tharentayse. Et lors estre 
rassembles au conseil, larceuesqucs de Tharentayse 
se leua en tout honnour ct puis print a dire : 
« messeigneurs ) a moy indigne et peu savant 
» est commise a vous fayre responce; sy me par- 
» donnes, se aucunement ie dis aucune chose, ou 
» il Iy aye que redire , car ie parleray a la cov- 
» reccion de mes signieurs qui cy sont. Et pour en 
» comencer , sachies que par bellez conslitucions 



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25l 



CHROMQVES 



302 



» sont faitz decres et ordonnances par tous les si- 
» gnieurs de Sauoye, que tant quil ly aura enffans 
» masle du nom et des armes de Sauoye, soit de 
» frere ou de cosin ou de propinque , que nulle 
» fillie ne femme ne doibt heriter. Et pourtant 
» que Dieu mercy encores nous avons messire Ame 
» de Sauoye frere du feu messire Edoard, et toux 
» deux furent filz dung pere , le quel doibt estre 
» heritier et de droit ly appertient la contee en 
» toute raison. Et en oultre apres de ly et en son 
» deffaut apparuiendroit a monseigneur Philipe de 
» Sauoye prince de la.Moree ; et en son deffaut 
» aviendroit a monseigneur Loys de Sauoye si- 
» gnieur de Vuaudz; mais bien au deffaut de des- 
» sus nomes la signorye appartiendroit a ma ditte 
» dame de Brettagne , et aultrement non; pour 
» quoy vous ly dires qnelle nous pardonne ce nous 
» ne faisons ce que vous desmandes, car de droit 
» ne le debuons ne pouons fayre. » Apres beau- 
cops de repliques et tripliques a celle responce 
sen tournarent les. ambayxeurs em Brettagne , et 
raportarent au duc et a la duchesse la responce 
des troys estas de Sauoye, dont ilz ne fhrent pas 
bien contans. 



Comment les trojrs estas de Sauoye manderent en 
Avignon , pour fajre venir le conte Ame pour 
estre conte cn Sauoye. 

Puisque partys furent Ies ambayxeurs de Bret- 
tagne, les signieurs des troys estas se rassamble- 
rent pour avoir signieur en Sauoye. Lors print a 
parler messire Galloys de la Baume disant: « si- 
» gneurs nous sumes ores comme les berbis sans 
» pastour, et navons ne signieur ne conte qui 
» nous deffande, soustiegne , ne maintiegne. Et 
» sy avons guerres, tribulacions, angoisses et po- 
» uretes ; car vous saves que la plus partye de 
» nos parans et amis sont encores prisonniers , 
» lesquek ne se peullent rachater pour la pourete 
» des guerres que tant longuement avons suppor- 
» tees. Et sy sumes emperil que le daupbin nen- 
» tre sur nous , car ce il venoit a force et il nous 
» trouoit sans chief , il feroit grant paour a tous 
» les membres du pays; sy loe que nous envoyons 
» vers messire Ame notre signieur quil sen vie- 
» gne incontenant pour sauuer, conduyre et go- 
» uerner ses pays , et quant ii ne le vauldroit 
» fayre, que lon en requeste le pape, qui ly fera 
» fayre. » A celle parolle sacordarent tons ; sy y 
alerent deux euesques , cest leuesqoe de Geneue 
et de Murianne et quatre barons, ce fost messire 
Galloys de la Baume , le sire de Choutagne , le 
sire de la Val dlsere et ie baron de Gonflens o 
beUe compagnye. 



a Comment Ame vint, oullre son vueit , dAvignon 
a Chamberye, et comment il print congie du 
pape lehan et du rqy PhiUpe de France , sans 
encores renoncier aulx benefices de leglise quil 
tenoit. 

Les ambaixeurs errarent par leur iournees tant 
quilz paruindrent en Avignon, et la ilz trouarent 
leur signieur vestu de dueil , et se des ia il lauoit 
grant dueil , de rechief il recommensca son dueil 
quant il vist ceulx du pays. Et apres ce fait les 
ambaixeurs priarent a leuesque de Genene quil 
feist et deist ce qui ly avoit este commis , et il 
lobeyst, et print a dire : « Tres hault , tres ei- 
» cellent et tres puissant et notre droytorier si- 

b » gnieur, toux ceulx de vos pays tant de Sauoje 
» comme daultres se recommandent a votre bonoe . 
» grace, et tous vous supplient, pryent et reqnie- ■ 
» rent qne tontes chosez laisseez vous vuUiez veoir 
» et prandre ce qui est vostre , et gouerner v» ' 
» tre pays et vos subgebtz comme tenus y este ' 
» celonc Dieu , droit et rayson. » Quant messin 
Ame de Sauoye les eust oys, il penssa vng peuet 
avisa, car clerc et dotte et sages estoit , sy lenr 
dist : « Tres reuerans pere en Dieu, et vous mes 
» signieurs et amys , ie vous remercye de Ia payne 
» quauez prinse de venir ysy a moy , et ausj 
» fayge toux les aultres signieurs barons, nobles et 
» aultres , du grant et bon vbuUoir qnilz ont Uras 
» a moy, et ce quilz font ilz font comme lojanh 

c » et bons subges doyuent feyre. Et Dieu me soit 
» tesmoing que se ie vous sauoye pouoyr nain- 
» tenir , garantir et regir et remettre sus k ptp, 
» que vouUantiers my employeroye , et vodb&- 
» tiers la payne empendroye. Maiz deur cboses 
» mesbayssent et me font doubter que pas bien 
» ne puisse fayre mon honnour, ne le vostre, ne 
» le proufit du pays. Et oyez pourquoy : prumie- 
» rement vous saues que une foys iay este dedye 
» a Dieu et a leglise , et combien que ie soye a 
» simple tonsure , sy ayge gaudiz et gaudisse des 
» biens du cruxifis , et ay tenus et tiens plusieurs , 
» benefices de leglise , sy suis cristien et doubte 
» Dieu. Laultre sy est: vous saues que monseignevr 
» nostre pere le grant conte Ame ne laissa nuh 

« » deptes apres sa mort, ains laissa le pays en> 
» bonne prosperite a feu monseigneur mon frere 
» messire Edoard , et sy ly laissa vng grant tre- 
» sor , le quel il despandist, donna et consuma 
» empeu de temps plus a volante, qua prouffit; 
» sauez ausy que a cause des guerres il la vendu 
» et engage viUes , chasteaulx , terres et rantes , 
» tellement que ores U ny a plus que prandre; 
» et que ie deusse estre conte et signeur du pays, 
» et que ie ne vouS peusse garantir ne deffandre, 
» ne maintenir mon estat et ceUy du pays , il 
» nest trop mieulx que ie desmeure en lestat en 
» quoy ie suis , et plus chier y ayme a morir que 
» viure en languissant. » Lors print le parler leues- 
que de Murianne , et ly dist : « A tres hault et 



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a53 



» tres excellent sigaieur, vous saues mieuk que a 
» vous ne dittes , car tant qua touche au prumier 
» point , vous sauez que se bien heussiez receuz 
» toux les ordres iusqua la messe, que pour vng 
» sy grant bien commest le restorement dvng pays 
» et le releuement dung pays et de sa sussecyon, 
» que vous Ie deues et pouez fayre , et tout lais- 
» ser pour le sauuement de la partye et du pays. 
» Et en oultre de lengagement des terres et du 
» pays ne vous coussiez , car nous qui sumes sy 
» de la part de tous vos ecclesiastiques et mes- 
» sire le Galloys et les aultres signieurs vous 
» promettons que a vostre ioyeux aduenement-que 
» nous ies vous donrons franches et quittes , 
» et en oultre aures tel souenement que vostre 
» estat se porra maintenir grandement. » Messire b 
Ame les remercya moult , maiz fort se tint en 
son opinion, et leur dist quil estoit bien contant 
quilz pregnissent le prince de la Moree , ou mes- 
sire Loys de Vaudz , et ainsy par celle foy ilz 
ne firent aultre chose. Quant ce vint a La nuyt, 
les signieurs ambaisseurs se mirent a conseil , et 
desliberarent daler le matin fayre la hobeissance 
et reuerance au pape , et quilz ly requerroyent 
leur signieur. Et ainsy le firent. Au matin se mi- 
rent en appareil et allarent au palaix et firent des- 
mander audience , et le pape la leur donna vou- 
lantiers, et quant ilz furent en sa presence, il les 
receust benignement. Apres ce que les deux eves- 
ques heurent fait Ieur arangue, messire Galloys de 
la Baume, qui moult estoit en lengagiez , print a c 
dire : « A tresaint pere , pour Dieu misericorde , 
» et plaise a vostre santite dauoir pitye du poure 
» pays desolle de Sauoye , et de nous conforter 
» et aydier ; nous sumes ysy venus querre nostre 
» tres redoubte et droitturier signieur pour estre 
» nostre conte et gouerneur, commest droit et 
» raison , et il ne nous veult consentir; pour quoy 
» snpplions a vostre santite , que le ly faittes a 
» fayre. » Quant pape Iehan vist leur grande af- 
feccion , il se torna deuers le roy Philipe , et ly 
dist : Beau filz vojrcjr bonne affeccion de subges. 
Et puis fist a desmander messire Ame de Sauoye 
qui pas la nestoit, et il vint , et la deuant tout le 
colege il ly desmanda pour quoy il ne voulloit 
acepter Ia signeurie : lequel ly dist la cause comme d 
ia avoit dit. Et lors le pape veant son bon voul- 
loir , le fist son confaronnyer de leglise , et ly or- 
donna autant de penssion comme valloyent ses be- 
xiefices. Et ly mist payne descumnyement , quil 
sen allast prandre la possession de sa conte et de 
sez pays , et il lobeist , et puis print congie da 
pape et du roy, et sen vint a Chamberye. 



DE SAVOYE a54 

Comment tnessire Ame print conge du pape , et 
comment il vint a Chamberye , ou les troys 
estas le receurent a conte et par leur signieur 
et que U eust lanel samt Mattris. 

Quant le pape eust donne licence a messire 
Ame , et quil ly eust fait beaucbp de bien , mes- 
sire Ame le remercya, et puis print congie de ly 
et du roy Philipe et de toux ces cardinaulx ; et 
sachez quil estoit moult en leur grace , car moalt 
estoit sage et de bonne et honeste vie , etgraua 
mouit au pape quil iabbsndonast; toutor foy* ainsy 
se partist messire Ame avecques ses gens , et che- 
uaucharent tant quilz vindrent a Chamberye, ou il 
fust receuz par ses troys estaz mouit grandement, 
et fust fait conte de Sauoye et ly fust baitie lanel 
de saint Maurice en ia grande salle du chasteL Et 
epres prinse sa fidelite des nobles et des villes et 
des communes du pays, ceulx du pays tant eccle* 
siastiques cornme nobles et subgetz ly donnarent 
vng don par son ioyeux aduenement:, le quel il 
ne voullust pas prendre, ains voullust que U £ast 
mis en les mains des trois estas, lesquelz en d*Us- 
sent rembre les terres engagees, et ainsy k firentj 
car tout fust rambu, et ancores • ly desmorarent , 
grans soubres dargent contant , sy nen fist pas 
comme avoit fait messire Edoard sbn frere , car il 
ne despandoit riens oultre rayson , il se mist a 
cheuauchier par ses pays, il refaisoit ses chasteaulx, 
il ordonna a tenir bonne iustice au poure comme 
au riche. Et ainsy U se maintint vng temps. Maiz 
epres le duc Iehan de Brettagne au nom de dame 
Marguerite sa femme qui fille fust du conte Edoard, 
ly meust question et debat , disant que sa femme 
en estoit vraye et droitte heritiere. Mais apres par 
ie moyen du roy Philipe et par le moyen des pre- 
las et signieurs du pays de Sauoye la chose fust 
apaysee par moyen de vne somme dargent que lon 
ly donna , et par iesquelles finances la duchesse 
de Brettagne quitta droit et accion tel quel queUe 
pouoit avoir sur ia conte ne sur le paiz. 



Comment le conte Ame eust a femme damoyseUe 
Yollant jillie au marquis Theodore de Mont- 
ferra. 

* 

Apres que le coute Ame eust regne deux ans 
en son pays, et quU eust acorde avecques sa niepce 
de Brettagne , il ly print taUant et vouUante daller 
veoir le pape son maistre en Avignon ; sy se par- 
tist asses secrettement et asses a peu de gens fors 
que a necessite , et sen cheuaucha par le royaulme 
pour doubte du Dauphin , et fist tant quil paruint 
en Avignon. Et quant le pape le vist, il lonnora 
moult, et ly fist grande et bonne chiere, et entre 
les aultres choses il ly comanda a soy marier , et 
quil choisist ou que ce fust , et quil mesmes trat- 
teroit le mariage. Lors ly respondist le conte Ame: 
« Pere sainl , ie doubte que Dieu nc sen cour- 



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!»55 



CHR0NIQVE8 



206 



n roucc , car vous sauez qtte soubz vostre pro- a 
1» teccion iay gaudy des beneficcs de leglise, pour 
»') quoy mieulx ameroye ainsy viure que eslre roa- 
» riez. » Et le pape ly respondist quil voulloit quil 
fust maries. Et de rechief ly donna or et argent 
et oouelle prouision , et ly dist quil retornast en 
son pays , et quil panceroit bien de ly. Et ainsy 
print congie le conte Ame du pape Iehan en Avi- 
gnon : et sen retornast a Chamberye , ou tous les 
iours tenoit conseil en ordonnance. 

Envirou celluy terops mourust le marquis Iehan 
de Montferra de la lignee dAileran, mary de dame 
Marguerite de Sauoye, et morust sans heriticrs 
procrees de son corps. Et veant les noblez et ceulx 
du pays que la droitte ligne estoit delfaillie, pour 
ce que aultrefoys il ly avoit heu empereur en Cons- b 
tantiuopoly des marquis de Montferra , ilz heurent 
deliberacion, et sy enuoyarent querre messire Theo- 
dore segond filz de lempereur Manuel de Constanr 
tinopoly et de feu dame Kateiline fillie du dit 
Iehan qui fust marquis de Montferra , et apres 
toutes choses il vint et fust receux a marquis. Et 
entre les aultres de ses enfians il amene vne moult 
belle damoyselle sa fillye seullc, nommee Yollant, 
laquelle estoit tant vertueuse et de sy bonne con- 
dicion , que sa rcnommee en voulloit par tout, et 
chescung parloit de sa bonte et beaulte. Sy avint 
vng iour que deuant le pape lon eroparloit. Et le 
pape penssa vng poy, et puis appella leuesque 
dAuignon et son maistre dostel le signieur de Blau<- 
nau de Prouence, et Ics envoya en Sauoye vers c 
le conte Ame , et iy dirent que le pape ly man» 
doit quil deust prandre Yollant la fillie au mar- 
quis de Montferra , et ainsy le Grent. Et quant 
le conte Ame les eust oys , il remercya le pape 
de la bonne souuenance quil avoit de ly , et puis 
les remercya de leur payne et bon vouloir. Et apres 
maintes parolles il leur dist : « Messieurs, le pape 
» parle san partye et nous ausy , et se elle ne 
» voulloit et que pas ne ly plaisisse , car ceUe est 
» sy belle et sy vertueuse comme lon dist, elle 
» inerite bien dauoir aultre de moy. » A, dist le 
signieur de Blaunau: Monseigneur , vostre blasme 
vous vaut vng los. Ainsy se desduyrent. A lende- 
main manda le contc Ame tout son conseil et dcs 
signieurs ce quil peust avoir, et leur euvposa ce d 
que le pape «voulloit quil fist , et tous ly acorda- 
rent et furent moult ioyeux , et ly pryarent quil 
lacordast. Et ainsy fust ordonne quil feroit sem- 
blant denuoyer vers son cosin le prince de la 
Moree, comme il fist, et ausy pour ly nottifier, et 
que les ambayxeurs du pape allassent vers le mar- 
quis , et quilz feussent sa vouilante et voulloir, et 
ainsy se partyrent les ambayxeurs du pape et al- 
lerent droit vers le marquis. Et larceuesqucs de 
Tharentayse et messire Galloys de la Baume sy 
alloyent avecques eulx iusques a Pinnerol , ou le 
prince estoit, et avoirdit au prince leur vouliante, 
ceulx du pape tirareut avant, et ceulx de Sauoyc 
desraorarent altendant Ja respouse dculx. Et quant 



monseigneur dAuignon et de Blaunau fcirent vers 
le marquis , et ilz heurent euxpose leur comisston, 
et dit pourquoy Uz estoyenl venus ; le marquis 
remercya le pape et eulx, et moult de legier il 
outtroya le mariage , car veu quil estoit estrangier, 
il desiroit dauoir ia mistie du conte et des eircons- 
voisins, et leurs alliances pour ce que son mar- 
quise marchissoit a eubx , et ausy que son ainsnez 
frere nouel empereur de Grece avbit a femme 
dame Iehanne de Sauoye sa suer. Quant le mar- 
quis eust aulx ambayxeur6 du pape outroye , ik 
manderent incontenant vers le prince et vers les 
ambayxeurs de Sauoye a Pinnerol quiiz venissent , 
car tout estoit outroye et acorde ; sy y aUerent I 
larceuesques et monsieur GaUoys , et eulx estre 
ariues a Cheuastz, larceuesques espousa dame Yol- 
lant pour ie conte a ia coustume des princes. Et 
puis ie marquis fist aprester sa fillie au plus ri- 
chement quil peust , et la fi6t acompagnier de aV 
mes et de damoiseUes , et ly mesmes la condujst 
iusques a Cyryas ou eUe fust receue a grant ion 
par dame Marguerite de Sauoye la vieUie marquisc 
de Montferra, seur du conte Edoard, et la fot 
iusqua ce que le prince de la Moree vint, ie qutl 
ia receust en grant honnour. Et de la le dit prinet 
et la viellie marquise la conduyrent iusques a Cham- 
berye, ou furent faittes les nosces a grande sol- 
lempnite et a grant feste ; la furent ioustes, beor- 
dis et gieux darmes , la furent dances , momeriex 
de toutes fassons, la eust ioye plahyere tant que 
plus ne se peut dire , et apres la feste faitte , le 
conte guerdonna les noblcs et les dames quil b- 
uoyent acompagnee. Et estre chescung partv, k 
conte ayma moult dame YoUant , et ausy fist ell* 
luy, car toux deux estoyent bons et sages, et ainsj 
ne desmora guieres quelle fust ensceinte. Et * cbief 
de neuf moys elle fist vng bcau filz , le quel ba- 
tisa en grande soUempnite ievesque de Murumne 
a Chamberye , et fust nomme Ame par le conle 
de Geneue quil le tint sur fons, combien quil de- 
voit avoir a nom Iehan par pape Iehan qui soa 
pan-ain deuoit estre , maiz las il morust deuant sa 
naissance en lan mcccxxxiiii , dont le conte mena 
grant dueii. En lan apres elle eust vng aultre filz, 
le quel fiist nomroe Iehan, a cause du pape mort, 
et cestuy Iehan nc vesquist guierez , ains morust 
tost, et fust enterres aulx CordeUiers a Chambe- 
rye lan mcccxxxv. Et en celluy temps fust fait et 
cree pape Benoit XII, qui regna huiz ans, et ces- 
tuy encomenssa a edifier le palaix dAvignon. Et 
durant pape Iehan XXII et pape Benoit XII, Lovs 
se coronna a empereur a Aix, a Milan et a Rome. 
Et apres eust vne fillie appellee damoiseUe Blan- 
che. Et la contesse Yollant sygnoria et gouerna sv 
sagement, quelle fust moult ame de son signieur 
et de tout le pays. Et tout le peuple la prisoit , 
aymoit et doubtoit , et sur tout les poures , car 
elle les vestoit, chaussoit et habiilioit, et leur fai- 
soit au plus quelle pouoit leurs neccssites , et lcs 
tralloit doulcement el pitcusement, dont le conlc 



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esloit moull conlant el ioyeux, el le veoil voullan- 
lierz , non hobslant que iamaiz ne ly dist au con- 
trayre de riens quelle vaulsist fayre , ainsy i!z vi- 
uoyent comme deux angels en amour , empaix et 
en tranqudlite. Avint quelle eusl vng aultre filz , 
le quel fust batise a gi\mt hasle , et eust a nom 
Loys , et estre batise d morust , ct ausy fist sa 
mere a lenffanter, dont estre loux deux mors, ilz 
furent ensseuellis a grans plours de poures et de 
riches en labaye dAultecombe en vne chapelle 
nonellement edifiee, aornee de reliques , dymagcs 
<t de draps , et fisl le conte ensseuelbr avecques 
eulx les os de ses ancestres , qui csloycnt mes- 
partys empluscurs lieux. Et ce fust lan mcccxi.ii, 
le treixieme iour dc nouembre. 



Commcnt le conte Ame fist son armee, H avecques 

siifnieur t/e Gcjc. 

Guigue Dauphin de Viannoys print sy granl 
gloyre de la battaillie quil avoit gagne deuant Va- 
rey et ausy des finances quil avoit heu des rans- 
sons des prisonniers , et ausy soy donnant grant 
ioye de la mort du conle Edoard. Et de. fait il 
faisoit toux les oultragez et desplaisirs quil pouoit 
aulx circonvoisins du Dauphine et de Faucegnye , 
lant nobles comme aultres. Veans ceulx du pays 
les griefs, daumages et tourmans que le Dauphin 
leur faisoit, ilz se mirent ensscmble . ei emoyarent 
vers leur signieur le eonte Ame , ct se plegni- 
reut a ly et ly requislrent confort , aydc ct se- 
cours, et conseil. u Car uous sumcs pilliez, rans- 
» sonnez et conlrains tant empeagez comme en 
» toutes aultrcs chosez maltraltes , et ce nous fait 
» fayre vostre ancien ennemis. Et sc rcmede ny 
» est mis , nous ne pouons viure ne desmorcr 
» en vos marches. » Quant le conte Ame oyst la 
plainte des bonnes gens du pays , et les vist po- 
urement hahilliez et mal montez , ct il cn eust 
pitye. Sy donna aulx gentilz hommes chiuaux, ar- 
gent , et a cculx du peuple il donna 



viurez , robes et franchiscs en ses pays , et puis 
leur dist : « Tornes vous en vos maisons , et ayez 
» pacience iusques ie vous mande. Car a layde 
v Dieu ie vous vengeray brief » Ilz le remarcia- 
rent et furent moultz contans de ly , et sen alle- 
rent soubz bonne esperance. Ne tarda guieres que 
le conte Ame tint conseil avecques ses barons et 
nobles moult secrettement , sy ly fust loe quil se 
deust raonstrer non valliant soy souffrir a estre 
ainsy foulle ; sy fist mander raessire Philipc de 
Sauoye prince de la Moree , et messire Loys de 
Sauoye signieur de Vaudz , ses cosins germains. 
Et en vltre fist son mandement general. Et sy 
eust beaucop dAllamans et des Bourguignons. Et 
deunnt toutes choses il fist fayre lomagc uu conte 
Ame de Geneue et a messire Hugart signieur de 
Gcx , et promirent de non donner aydc ne fauenr 
ou Dauphin ne aulx Fauccgnerons contrc Sauoye. 



DK SAVOYF- *58 

a Et quant il lcust misc a point son arince , il eusi 
apreste son arlillierye, ct il |y vindmit de loutcs 
pars arballcstriers , custillicrs et brigans, tellement 
que il eust vnc moult noble assemblee. Et quant 
il fust empoint, il ala meltre Ie siege deuant le 
chaslel de Monlhouz, que le Dauphin Guigue avoit 
donne a messire Humbert de Viannoys sou freres 
avecques la baronnye de Faucegriye qui moult gre- 
uoit le pays. Et la quelle baronnye estoit escheulte 
au dauphiu pour la mort du signieur de Faucegnye, 
lequel esloit mort sans enfians procrees de son 
corps, qui son homme estoit, et ainsy il le donna 
a son frere empartage. Ce chastcl de Monthouz 
greuoil moult au pays, et a ceulx de Geneue, car 
plaius cstoit de brigans et de gens amasseys , sy 
b delibera le conte Arae de y aller mellre le siege, 
<t de lauoir ; sy lassicgya par tel manyere que 
nulz ny pouoit entrer ny yssir. Et avant quil le 
vaidsist combaltre , il tint le siege dix iours en 
apprestanl son artillierye , et en crdonnant son 
assaut , et au onsiesme iour chescung fust arracs 
et empoint , et donnarcnt lassaut au chastcl , lequel 
fust dur et aspre , car ceulx de dedans se deflan- 
dirent tres vailliantement, maiz peu leur vallust , 
car le conte Ame cstoit sy enlanlenle dacheuer 
son cntreprise , quil fusl le prumier sur lcs murs 
a entrer ens. Et print sa bannyere au poing, et 
ly mesmcz mist sur la tour. Et sc rendirent a ly 
tous ceulx du chaslel , ct furent ses prysonnyers, 
aulxquclx il fisl bonnc compagnye , pour ce que 
c sy vailliantement sestoyent delFandnz. Et la sesio- 
yrent moult lcz noblez du pays quant ilz virent 
la proessc ct vailliance el ardiesse de lcur signicur 
< t prince , el de son bon adressement au com- 
mencement de sa signorye. Et ce estrc fait, il mist 
garnison en la place , et de la retorna a Gencue, 
et eulx estre refrechis , tous les signieurs, et cha- 
cun retourna en sa maison , ct en son repayre. 
Et < e fust en lan mil ccc. xlii, que Pape Climent VI 
fust cree , de la nascion de Lymogez , qui regna 
onze ans tant soubz Loys cmpcrcur, comme soubz 
Charles de Boemya , lequel fust esleu soubz ly a 
i d( s l{oni<ii iis y ct lccjucl ll coi onnfi & t inj)ci cnv. 



d Comment messire Hugue de Geneue reprint le 
chastel de Monthouz. 

Dc la prinse de Monthouz sc despila le dauphin 
Guigue , et le plus briefs quil peut il tramist mes- 
sire Hugue de Geneue son parant et vayssal a la 
plus grant compagnye de gens darmes quil peust 
pour venir a layde de messire Hurabert signieur 
de Faucegnye, et cheuaucha messire Hugue sy se- 
crettemcnt, et vint de tire , que au tiers iour il 
ariua a Ia my nuit deuant le bourg de Monthouz , 
lequel il print deschielle , et entrerent dcdaos. Et 
la estoit couchie hors du chastel Ame de Ceruant, 
lequel y estoit chastellain, et aveques ly fust Vinccnt 
Lambert , ne say pourquoy ilz y estoycnt , raais 

33 



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CHRONrQVES 



260 



a grant paynes se peurent fetrayre au chastel, et a ou quil morroit ; car encores estoyent tous la , et 



au donion, Iequel ilz tindrent quatre iours, maiz 
par faute de viures , et par petite pouruision , et 
peu dauis , et quil neurent que mengier, il fallust 
que au cinquiesme iour par deffaute de famine ilz 
se rendissent a messire Hugue de Geneuc, lequel 
la fournist et garnist a toute force pour messire 
Humbert signieur de Faucegnye , et y oura plus 
sagemcnt que les aultres nauoyent fait. 



Comment le conte Ame fist son armee pour secourir 
Monthouz. 

Le conte Ame estoit a Seissel quant les nouel- 



tenoyent le chastel. Ainsy ordonna le conte . Ame 
deux batailliez; la prumiere conduist et mena le 
signieur de Beaugieu o ses elles bien ordonnes , 
et la seconde il retint a ly et au conte de Geneue, 
et la riere garde , et les gens de cheual il ballia 
a messire Hugart de Gex , et la riere garde , et 
les gens de pie il baillia a Iehan de Sauoye. Et 
ses ordonnances faittes , la furent faiz chiualliers 
messire Iehan de Sauoye , messire Anthoine signieur 
de Beaugieu, messire Hugart de Gex, Anterme de 
Nicolas signieur de Vrtieres, et mains aultres de 
plusieurs contrees. Monseigneur Hugue de Geneue, 
et son assemble qui estoyent dedans Monthouz co- 
gneurent bien quilz auroyent affayre , car il vist 1 



les li viudindrent, que monseigneur Hugue de Ge- b larmee rangee dessoubz la playne de Montbouz, sy 
neue aveques les gens du dauphin avoient la nuyt se mist empoint , et ordonna ses gens sur Ie mo- 
prins le bourg de Monthouz, et que toute la puis- lart de Monthouz, et tint le dessus iusques au pie, 



sance de Faucegnye y vint a combattre , car Ie 
dongion se tenoit encores par le chaslellain questoit 
Ame de Ceruent Oyes les nouellez, le conte Ame 
rescriuist au signieur de Beaugie , et a Iehan mon- 
seigneur de Sauoye , qui siege tenoit au deuant 
de la bastye de Cessongier, quilz laissassent tout, 
et viensissent a Seissel vers ly, et ausy il escriuist 
au conte Ame de - Geneue , et a messire Hugart 
signieur de Gex , quilz deussent estre a Geneue 
au iour nomme. Et quilz y fussent armes , montes, 
et habilliez en fasson de guerre , le mieulx que 
fayre se porroit. Et toux sabiilyarent pour y estre 



et se mist en moult belle ordonnance; et la furent 
faiz maintz chiualliers nouiaulx, et puis comandi 
et fist crier , que nulz ne fust oze ne hardy de 
passer le pie du molart pour ryens qui leur en- 
treuenist, et quilz gardassent la coste, et ainsy li 
desmorarent sans eulx mouluoir. Quant le conte 
Ame vist que ses ennemis ne se mouoysnt, et quilz 
naloyent navant nariere, il dist: « Or sa Dieu-pour 
» nous se ilz estoyent bien deux foys autant, sj 
» faut il ens frapper. Or sa il faut essayer se dous 
» nous porrons mesler a nos ennemis sur cc\le 
» motte. » Et lors fist ioindre messire Iehan de 



au iour. Et Iehan monseigneur filz de messire Loys c Sauoye et messire Hugart de Gex avecques sa ba- 

de Sauoye , et le sire de Beauieu aveques moultz taillie , que menoit Ie signieur de Beaugieu , et 

daultres signieurs. Et quant ilz heurent ces nouel- leur ordonna de tant fayre , quilz les meissent ea 

les ilz leuerent le siege de deuant Cessongier qui desarroy, et quilz essayassent se ilz les porroyent 

estoit au dauphin , et cheuaucharent iour et nuit fayre a marchier en la playne. Et ce il fust £a\l, 

tant quilz paruindrent a Seissel ou estoit le conte et se mirent a entrer sur eulx moult vallereuse- 



Ame , lequel a la my nuit monta a cheual aveques 
son armee , et fust au point du iour a Geneue , 
ou il troua le . conte de Geneue son nepueu , et 
Hugart de Gex grendement acompagnes. Et il fust 
ioyeux de lcur venue ; el encores en ce iour le 
conte Ame , et tous les signieurs dessus nommes 
a bannyeres et estendars ouuerts, et cheuaucharent 
dessoubz le mollard de Monthouz , et la se ren- 
gerent, en esperant que Ame de Ceruent , et 



ment , et marcherent le contremont , maiz ilz fu- 
rent receuz des leurs ennemis qui lauentage avo- 
yent du haut, et les chargerent sy durement, quilz 
les reboutterent bien le trait dung arc, et la eust 
moult de belles armes faittes , et sy y morurent 
moult de Sauoyens, et la fust prins messire Iehan 
de Sauoye , et plusieurs aultres nobles et aultres. 
Ce veant le conte de Sauoye , et de Geneue leurs 
gens sy viUainement rebouttes, et leur cosin prins, 



Vinceut Lambert tenissent encores ie dongion du d et maintz aultres, ilz desliberarent ou de morir, 



chastel , maiz ilz furent bien loings de leur espoir; 
car ilz sestoyent randus celle matinee. 



Comment le conte Ame desconjist messire Hugue 
de Geneue et les Faucegnerens , et quil reprist 
le chastel de Monthouz. 

Quant le conte Ame vist, et troua que Ame de 
Ceruent, et Vincent Lambert heurent randu le 
dongion , il fust mal contant ; et de fait il fist 
mettre embel arroy et embelle ordonnance ses 
gens pour combattre messire Hugue de Geneue , 
et iura ou quil auroit le chastel , et les combattroit, 



ou de les recorir , sy se plongerent sy fyerement, 
et ferirent a lencontre deulx, quilz les repoussa- 
rent iusques au molart, et la ilz se cuyderent 
arester , maiz les gens de pie avoyent gagne la 
moittie de la motte par vng petit santier. Et la 
ilz les combattirent moult aygrement. Et le contc 
de Geneue leur vint a secours tandis quilz com- 
battoyent, et fust entre le chastel et les Dauphi- 
noys. Et la eust dure meslee , et moultz de mors. 
Quant messire Hugue de Geneue vist quil estoit 
assaillis de toutes pars , et que mieulx amoyent 
viure a honnour que a honte fuyr , et quilz ses- 
toyent disposez comme genz non tenant conte de 
leur vyes ; et lors cogneust bien messire Hugue 



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2(>I 



DE SAVOYE 



,62 



de Geneue que nial aloit , Sy print parly de soy a entre Montmelian et 



Et iors le 



retrayre , et aveques vng page il se sauua, et sen- 
fuys a Saint lore sy secretteinent , que ses gens 
nc seurent quil fust dcuenus , ne ne sauoient se 
il estoit ou mort , ou prins. Et la fust la meslee 
sy dure , que les Dauphiucns et Faucegnens furent 
deseonfis. Et la fusl recours messiie Iehan dc 
Sauove et tous les aultres prisonnyers. Et en ce 
chapleys furent mors des Sauoyens euuiron quatre 
cent tous nobles hommes , et bien cinque cent de 
cenk de pie. Et de la part de messire Hugue re- 
sterentsur la place mors que chiualliers, qnescuyers, 
que gens darmes t&nt du Dauphine comme dal- 
lieurs, l.t somme de sept cens hommes, et de cetilx 



Ame sen ala celle part , et eust conseil a fayre 
bastir deux forteresses. Et estre bastiez et bien 
fourniez , le Dauphin nauroit pouoir de fayre ce 
dont il cestoit vante. Lors furent mandes massons, 
chappuis, ovriers et manhouuriers , pietons, fem- 
mes et filliez de tout le pays , et fust tellement 
besongne que en moult brief temps furent edifiez 
foussailliez et bastis les deux ehasteaulx , cest as- 
savoir les Marches, pour ce que marchissoyent au 
Dauphine , et lautre fust nomme les Mottes, pour 
cc quil est plus avant sur les motez de la bays- 
siere. Et lcs pallissa oultre les murs, et les fur- 
nist darteillierye , de viures et de gens par telle 
fasson que le Dauphin Hugue neust pouoir dacom- 



de pie , tant arbalcstriers comme custilliers , la 

somme de mille hommes. Et resta le champ aulx b plir son mal tallent , ne sa Ventance 
Sauoyens ; et y eust moultz de prisonnyers el de 
bons , et le signieur de Claueson et de Ryage du 



line se retrayrent au dongion avecques plu- 
seurs aultrez nobles ; et la les assegerent lez deux 
contcs. Et apres le siege furnir , Ui firent les 
mors enseuellir , et tramirent les naures a Geneue 
pour eulx guerir. Et puis le siege par troys iours 



pnnt r uiegrant. 



Moult fellon fust messire Hugue de Geneuc du 
il.mmage et de la honte quil eust receu deuant 
Monthouz , et manda au Dauphin quil fist tout 



deuant Monthouz se tint cn leur donnant nuyt et son etfbrt et quil le reforcast de gcns, aultrement 

iour moult de trauail et de payne , et ausy vit- quc messire Humbert son frcre seroit emperil de 

tuallie leur fallist , se se randirent le sigr.ieur dc perdre son pays de Faucegnye. Et quil le fist bricf. 

Claucson et le signieur du Ryage , et les aullrez Les nouellez oyez le Dauphin , il print de gens cc 

au quatrieme iour , leurs viez sauuez , maiz eulx quil eust et les mieulx empoint, et lcs envoya en 

restans prisonniers , et ly randirent le chastel et Faucegnye a messire Hugue de Geneue. Et quant 

le bourg qui ia cstoit prins. Et la desmora le conte U sentist que le conte Ame estoit en Sauoyc , lc 
tant quil fortyfiya et avittuallia et garnist et fur- c qucl faisoit contruyre et ediffiyer a force de gcns 

nist la plaoe, et la ranforsca lellement quil neus les Marches et les Mottez et nc soy donnoit aul- 

gaidc de la perdrc. Et apres il fist veuir le si- trement garde, et ce pendaut, messire Hugue 

gnieur de Claueson et le signicur du Riage, et leur cheuaiicha a toutc sa puissance, et vint combatlrc 

desmanda quilz hcussent fait de lv, se ilz leussent la tour de Villegront. Et tant fist quil leust a 

prins ; et ilz ly respor.dirent : Nous heussions es~ forcc. Et la cyda furnir et avittuallier , maiz il eust 



tes richez , ce non hobstant vous sauez bien quil 
eust fallie que vous heussiez este en les mains de 
nostre signieur le Dauphin. Or sa, dist le conte 
Ame : Combien heustes vous de ransson des pri- 
sonnjers de la iournee de Varey , et qui furent 



de conseil de non , et qne se le conte reuenoit 
qttU lauroit de legier , sy y mist le feu par tout, 
et osta lcs portes , et se mist a habatre les nmrs 
qui estoyent sy fors cymentes, quil nen peust riens 
avoir non pas esrachier vne toyse de mur. Et quant 



ceulx qui furent vos prisonnjers, ie ordonne que U vist ce, il sempartist et se trahist en Faucegnye, 
a eulx mesmes randes lcur ransson , et puis que car bien sauoit que le conte Ame le viendroit tro- 
soyez quitlez. La fust le siguieur dHurtieres qui uer. Sy vindrent les nouellez au conte Ame, com- 
dist : Monseigneur, ie laccepte , car ie fus prison- ment messire Hugue avoit prins le chastel de la 
nyer de Claueson , sy le moy donnez ; et le bas- d tour ^ e Villegrant , sy ne seiourna plus , ains 
tart de la Baume requist le signieur du Ryage quil se mist sus et manda monseigneur Loys dc Sa- 
eust , et leur firent comme il leur avoyent fait uoye le quel vint a belle compagnye , et se tro- 

uarcnt a Geneue , et de la cheuaucharcnt et ty- 
rarent de • grand randon iusquez a Ville ou ilz 
cuydarent trouer messire Hugue, et estoyent des- 
liberes de le combattre, maiz il avoit contre pencc 
et il ilz ne le trouarent pas. Et ainsy le conte 
Ame et messire Loys entrarent ens sans contredit, 
et de fait a force de gens il refist fayre le chastel, 
et courir la tour , et redifier les murs et le mai- 
sonnement embien brief temps , et le furnist et 
avittuaiUia , et des celle heurc il y tint forte grande 
et bonne garnison , tellement que plus ne se pcr- 
dist. 

34 



Commcnt le conte 4mc fist bastir et edifier 



Ne desmora guieres apres la desconfiturc de 
Monthouz, que le Dauphin se venla quil viemlroit 
meltre les feux aux bourgs de Chamberye et a 
foi < e , le conte Ame loyst dire, et ly fust dit quil 
lauoit dit. Et le conte Ame contrepeusa a contra- 
rier son emprise , et considera quc le Dauphin ne 
pouoit bonnetnent venir a Chamberye ce non por 



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a63 



CBRONIQVES 



264 



Comment les Dauphinens cuyderent escheller 
la Perryere, et que le Dauphiny morust. 

Or heurent ceulx du Dauphine grant despit des 
forteressez que le conte Ame avoit fait bastir et 
leuer et ediffier , sy allerent vers le Dauphin et 
ly requirent quil leur donnast licence daller pren- 
dre vne forteresse sur le conte Ame, nommee la 
Perryere, car les eschelleurs y avoyent estes moult 
de foys , et raportoyent que ceulx de dedans fay- 
soyent petite garde, et que de legier auroyent le 
chastel, car point ne se doubtoyent ny avoyent 
nul avis. Oyez ces chosez le Dauphin leur outroya. 
Estre leur acorde , ilz apresterent leurs eschielles 
tant de cordes comme de bois , et se mirent en 
chemin les Dauphiniens tant nobles, comme gens 
de pie et aultrez gens de toutes sortes , et cheuau- 
charent iusques au boys au plus pres de la Per- 
ryere , et la ilz estacharent leurs chiuaux , et sen 
allerent a pie , tellement portant leurs engins ius- 
ques a pie de mur. Et la ilz drescerent leurs en- 
gins sans contredit iusques au chasteau, maiz les 
chiuaux qui estoyent desmores au boys se desta- 
charent et firent sy grant bruit et sy grande noise, 
que le guet du chastel sesueillia, et print a cryer: 
Trahis trahis , alarme alarme ; lors subbittement 
vindrent a la deffance sur les murs, et getterent 
sur les eschielles grosses pierres le contre bas tel- 
lement , qua celle heure il ly en eust pluseurs 
afolles et blesces et de mors , et ainsy fallirent a 
leur entente les Dauphinens. Geulx de dedans es- 
toyent vailHans gens , sy se mirent a Ies eschielles 
de cordes , et mirent les aultres par pieces et 
tronssons. Et sur ce apparust laube du iour, lors 
se retrayrent les Dauphinens au boys, et la heu- 
rent conseil questoit de feyre , sy sacordarent de 
la desmorer adce de gens quilz estpyent, et de 
les tenir sy court quilz peussent avoir la place , 
et quentre deux ilz manderoyent leur signieur Ie 
Dauphin quil vienssist a toute puissance pour Ies 
resfreschir et soustenir et aydier. Et ce conseil 
fust tenus , sy envoyarent a leur signieur le dau- 
phin, et puis ordonnarent leurs loges de foullieys 
et de tentes, et se logerent et mirent siege au 
deuant de la Perryere. La dedans estoit capitayne 
Iehan de Verbon signieur de Chastel, Aymo de la 
Motta qui chastellain estoit, Parceual du Villars, 
et iusqua cent et trente tous gens de bien et no- 
bles hommes, lesquelx se mirent en appareil deulx 
deffandre , et ne le doubtoyent guieres , et tant 
quilz furent la ilz sallirent hors sur ceulx du sicge, 
et la furent faittes maintez belles armes , tant 
adcertes comme pour les dames. Et au deuxieme 
iour le bastart de Sayssel et le bastart dAigremont 
mandarent au siege se ilz ozoyent trover deux gen- 
tilz hommes bastars ou aultres a lencontre de deux 
aultres bastars gentilz hommes ausy a fayre troys 
copz a ferr amollu, et celly qui getteroit ou bles- 
seroit son homme quil deust estre son prysonnyer 
iusquez a la somme de deux cens escus ; lors vint 



a avant le bastart de Lers et le bastart de Vallen- 
tinoyz; sallirent avant et -vindrent au deuant du 
signieur dAlbanoys , qui chief estoit de celle ar- 
mee, et ly requistrent congie dacomplir les ar- 
mes ; il fust contant, et de fait furent cryeez tre- 
ues par celluy iour , et au deuant de la barriere 
yssirent et vindrent les qua^re bastars et toux en 
bon point montes et armes. Sy vint le bastart de 
Sayssel a lencontre du bastart de Vallantynoys, et 
sategnyrent tellement et sy durement , que les des- 
triers tombarent a terre, et les lances rompirent 
sans estre blesces , maiz toux deux furent sy es- 
tourdis , quil les fallust releuer et emporter lung 
au siege, et laultre au chasteau. Apres vint le bas- 
tart dAygremont et le bastart de Lers , et a la 

b seconde pointe le bastart de Lers attegnist le bas- 
tart dAygremont en la main de la bride et ly per- 
sca tout oultre, et le bastart dAygremont lategnist 
en lespaule de la lance au dessus de la ruelle, et 
ly perssa tout oultre , tellement que le tronsson 
passa demy pie oultre, et tomba ly et le chiml 
a terre ; sy en fust portes tout paumes en son siege 
et le bastart dAygremont se retraist au chasteau. 
Ainsy desmorarent sans aultre chose fayre, iusqoes 
au quatrieme iour que le Dauphiu y vint a toote 
sa puissance. 



De la venue du Dauphin. 

c Fally leschellemeut, fust envoye vers le Daapain 
pour avoir secours , le quel vint au quatriesme krar 
apres quil le sceust , de gens darmes et de bart 
Et fist cryer par tout son pays que qui laymeroit 
le suyst pour aller deuant la Perryere ; et a&ft 
mandement vindrent a pie et a chiual qni renir 
y peust. Et le quatriesme iour ariua le Dauphin en 
grande et belle compagnye au siege, sy desmanda 
a ses gens se la place estoit pregnable dassauL Et 
il ly fust respondu quilz nen sauoyent riens. Com- 
ment , dist le Dauphin , ne laues <vous encores 
avisee? Et il ilz ly distrent: nous estiemes trop 
peu de gens. Maiz pour vray nous y yrons de 
presant, et vous desmorresysy voyre. Dist le Dau- 
phin : Par saint Hugue, ie non feray ains, j yraj 

d comme vous. Et subbittement U mist son ermet 
en test, et print vne hache en sa main, et sen 
ala sur le douve du fossel, et avecques ly le si- 
gnieur dAlbanoys et le signieur de Clermont. Et 
alloyent avisant la forteresse, et deuisoyent com- 
ment ilz la porroyent avoir. Et eulx estans, la par- 
tist du chastel par vne fenestre vng trait de don- 
nayne et dune erbaliestre a banc, le quel ferist 
le Dauphin au milieu du front teUement, qnil ly 
persca leaumet de part empart, et tomba inort a 
terre. Et quant les siens virent ce, ilz corrurent 
pour le redrecier, maiz ilz le trouarent mort, sy 
lcnportarent soubz sa tenle a vltrance maulx con- 
tans , et ainsy la uiorust le Dauphin Guigue. 



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2 65 



DE SAVOYE 



266 



Zte la destruccion de la Perryere 
par les Daupliinojs. 



Quant les Dauphinoys virent leur signieur mort, 
ilz sasemblarent pour regarder questoit de fayre , 
et la fust fait le signieur dAlbanoys chief general , 
comme se il fust Dauphin, et tous promistrent de 
ly hobeir comme a leur droitturier signieur , et 
lors ly et tous les nobles et toutcs les comunez 
iurarent et promistrcnt quilz ne se partiroycnt de 
la iusqua cc quilz hcusscnt prinse et habattue la 
Perryere , et quil vcngeroyent la mort de leur si- 
gnieur. Estre ce ordonne , ilz firent chargier bien 
secrettement le corps du Dauphin, et lemportarent 
en vng iour et vne nuyt iusques a Grcnoble, ou 



a gages, ilz se randirent leurs vies sauues, la quelle 
chose leur fust promise par le chief le signieur 
dAlbanoys et par toute la gentilliesse, et fust dit 



quilz avoyent fait comme vaillians et bonnes gens, 



et que daumage seroit de leur mort, et ainsy ilz 
furcnt asseures. Lors leur fallust dessandre a vne 
corde lung apres laultre que furent en nombre 
cent et trente contans les dcuans mors. Et quanl 
ilz furent tous avalles , et ilz furent en *la basse 
court, et estoyent deuant lc signieur dAlbanoys et 
deuant la gcntillicsse , et quilz parloyent a eulx et 
sestoyent randus prisonnyers a vie sauue , lors ses- 
meurcnt les comunes , et comme chienz enragiez 
les vindrent tuer et copper par piecez, tellement 
que vng seul nen cschappa , vaulsissent ou non la 



il fust ensseuellis au colige de saint Andrieu a grant b genlilliesse , et apres mirent et bouttarent le feu 



plcurs , maiz par le mieulx ne firent guieres de 
pompes. Lors le signieur dAlbanoys ordonna son 
siege, et fist ses appareilz comme ce il fust Dau- 
phin. Et au bout de deux iours les Dauphinoys 
donnarent lassault au chastel , et le combatirent 
sy aygrement , quilz prindrent la basse court das- 
saut malgrc ceux de la garnison, et aulx quelx fust 
force deulx retrayre en la grosse court en eulx 
detfandans sy vertueusement et grandement , que 
les Dauphinoys ne peurcnt aultre chose par celly 
iour. Le capitayne Iehan de Verbon et le chastcl- 
lain Aymo de la Motta et Perceual du Villars et 
les deux bastars de Sayssel et dAygremont mirent 
vng homme dehors la nuyt pour avoir sccours de 



ct brullarent et desrocharent et aplanerent la place 
iusques a fons de terre. Et puis de la se partirent 
et allcrent qucrrc en Faucegnye le signieur Hum- 
bert frere du dauphiu Guigne, et le menarent au 
Dauphine 011 ilz le prindrent et rcceurent pour 
lcur signieur, et fust fait dauphin. 

■ 

Du pape Benoit xn. 

Deuant ce tempz regnoit cncores pape Benoit xir 
en Avignon. Et vng iour que le dauphin Humbert 
y estoit, et le signieur dAlbanoys et le signieur 
de Clermont, ils furent sept gentilz hommes de 



lcur signieur le conte de Sauoye, maiz lasse il fust c Sauoye qui allerent appeller de mauestre et gel- 



prins des ennemis , et en cc ilz hcurcnt fiance, et 
se tindrent comme vous orres a lendcmain. Les 
Dauphinoys vindrent au pie dc la tour a marteaulx 
conten aulx picques, achas et pauays couers , et 
trcfs de faiz , et appuycreut a la tour en maniere 
da garite , et par dessoubz minarent la tour et la 
rompirent, maiz ce non hobstant ceulx dc dedans 
vindrcnt a la contre mine , et la en eust bcaucop 
mors dung coste et daultre , ct la morust le bas- 



de Sayssel et plusieurs aultres, maiz la presse 
des Dauphinoys fust sy grande , quil les fallust 
retrayre au dongion et sur le plus hault estage de 
la tour. Quant ilz furcnt rctraix , lcs Dauphinoys 
prindrent fagotz , pals , boys et buche et paillie a 



terent gage a lencontre du signieur dAlbanoyz et 
du signieur de Clermont, dont Glaude de Verbou 
fust le chief et principal et Mermet de la Motte 
et les aultres appertenans aulx noblcs mors en la 
Perryere disant, que maluaisement ils estoient cause 
de la mort de leurs freres, fiis et parans , et quils 
les avoyent asseures de la vie, et que sur ce ils 
avoieut estes coppes par pieces comme villains, et 
quils les volloyent maintenir gentils hommes. Et 
de cela ils gettarent leurs gagez. Le signieur dAl- 

de Clermont respondirent, 



quil leur en desplaisoit, et que ce avoit este fait 
vlti-e leur gre et vueil, et que par ainsy ils ncstoyent 
tenus den liurer gages. Lors leur fust respondu 
grant foyson, et y boutterent lc fcu, le qucl brula d quils deuoyent morir a les defiandre. La chose fust 
les troys estages dessoubz , maiz au quatrieme ou fort desbattue, mais apres loutes choses le pape 
ilz estoyent ne peust venir. Ceulx du dongion get- fist ceder et apaysier les deux parties a leur hon- 



toyent pierres de faiz quilz prenoyent de la tour 
mesmes , et faisoyent grans daumages aulx assail- 
lians , dont pluseurs y furent inors ct affblles, et 
se tindrent sy fortement que ceulx du siege ne les 
peurent avoir par celluy iour, et sy y receurent 
grant daumage. Qnant vint au troisieme iour, lez 
gens du siege retornarent et ordennarent de mi- 
ner la tour pour la fayre tomber et cheoir tout 
cn vng tas , car aultrement ne les pouoyent avoir. 
Quant ceulx du chastel virent quilz nauoyent uulz 
secours et que randre ou morir leur falloil , ilz 
prindrent a parlemcnter, et apres beaucop de lan- 



neur, et sy en chargia le roy Philipe de France 
tant de la paix des deux signieurs, comme du 
gage, le quel apaysa tout comme orres se lises. 



Comment Philipe rojr de France fist la cort, 
et passicja le conte Jme et le dauphin Humbert. 

Philipe roy de France se partist de Paris pour 
aller a Tholouse, et le pape Benoit ly envoya vne 
embaixade par la quelle il ly nottafia et ly fist 
assauoir entre les aultres choses les grans maux 



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367 



CHRONIQVES 



2G8 



quesLoyeat a toux les pays a cause de la diuision 
du conte Ame et da dauphiu. Qunnt le roy oys 
ies noueUes, il fist comme royz et princez vallereux 
doyuent fayre, et pourpenssa de y mettre paix et 
acorde. Sy fist telle responce aulx ambaysseurs du 
pape, quils furent moults contans; lors fist comme 
roy vailereux, et sy proposa de mettre paix en- 
treulx; et incontenant il fist escripure lettre au 
conte Ame de Sauoye quil vaulsist venir a Lion 
a vng iour nomme, car ad ce iour illy seroit, et 
pareilliement fist il au dauphin Humbert. Et eulx 
avoir receues les lettres du roy sans le sceu lung 
de lanitre, eulx sceurent la venue du roy, sy se 
irouarent a Lion a sa venue, et sy avint tellement 
qjue tous deux se trouarent a vng moment deuant 
la presence du roy. Et lors le roy les print tous 
deux lung de sa lautre de la, et leur dist de moult 
belle parolles bonnes et attratiues a toute moicon 
de paix , et leur ordonna que chescung esleust deux 
arbitres, et il seroit moyen dapointier tous leur 
debas, et apres toutes responces, dupliques et tri- 
pliques, toux deux furent contans, et lenchergerent 
hault et bas , sy furent esleus leurs arbitres dung 
chacuug coste, est assauoir de la part du conte 
Ame de Sauoye, le conte Ame de Geneue, et mes- 
sire Philipe des Prnuanes, et de la part du dau- 
phin furent esleus monseigneur Anthoine signieur 
de Carmont et monseigneur Humbert sire de Beau- 
mont. Et la puissance estre outtroye, le roy estre 
a Lion , desmanda les quatre chiualliers qui esleus 
estoyent, et apres plusieurs demandes, allegacions, 
repliques, dupliques et repliques et proposicions 
faittes sur leurs diJEFerances, la paix fust apointee 
et prononcee, tout tellement que le roy les fist a 
venir tous deux en sa presence, lung a destre 
laultre assenestre. Et la le roy leur dist moultz 
de belles parolles bonnes et attrattives a toute 
consoilacion et esmouement de paix. Et deuant 
vng chescung le roy ordonna, du conssentement 
des arbitres, tout tellement que deuant toutes 
choses toutes ramours et mal vuilliances laissees, 
ils deussent estre amis, et des differences den» 
treulx le roy le retenoit a soy a prononcier a son 
plaisir. Et apres faitte son ordonnance, le roy les 
print tous deux par Ies mains, et le fist touchier 
et acoller et embracier lurig Iaultre, et le fist 
prandre bras a bras, et la fust a porte vin et 
espices et toux deux ratifiarent la paix. Et la don- 
nerent a boyre lung a laultre, et fust leur trailtie 
escript par le greffie du roy, et sonnarent me- 
nestriers et trompettes , et fust la feste grande. Et 
des celle heure en avant dura leur paix durant la 
vie du conte Ame, dont Sauoye et le Dauphine 
toux deux pays en vallirent beaucop mieulx pour 
et a cause de lantement et du trafie des vngs 
entrc les aultres. 



u Comenl le conte Atne mena bonne el sainte vie, 
et comme U morust. 

Des lors que le conte Ame eust paix en son 
pays, il mercya Dieu deuottement, et se mist 
amener mouit bonne et sainte vie; il ordonna hof- 
ficiers, iuges et chastellains, ballifs et prevosts 
en tous ses pays, et leur ordonna, sur la payne 
de la vie, de fayre iustice et rayson au maindre 
comme au plus grant, au poure comme au riche, 
sans nulz opprimer ne greuerj il leur ordonna 
gages, afin quils neussent cause de estorquir, rans- 
sonner ne tiraner, il lauoit en soy iustice aveques 
misericorde, il estoit doubx au bons et pitenx auli 
necessiteux, il estoit apaisans les debas et dissen- 

b cions quentre venoient entre ses nobles, il estok 
nourisseur de paix, il estoit humble, doulx et cor- 
teys, sans orgueil ne mal disant, il estoit chari- 
teux et donnoit de grans aumosnes, il estoit desp 
chable ceulx quy avoyent aly a besongyer et 1 
fayre, il aymoit les sages et proudommes, et scn 
acompagnoit et seruoit, il fouda les freres Pres- 
cheurs a Monmellian, et sy restora pluseurs anl- 
tres eglises, il fonda et ordonna en toux les chas- 
teaulx du pays; il disoit chescung iours son not- 
turne et ses heures canonyques, il tint empaii et 
bonne transquiliite les siens, il estoit bobey des 
sieas, et doubte de ses voisins et ame de ses pro- 
chains, et de fait ses vertus estoyent tanthahon- 
dables cn toux biens, que nature y avoit fait et 

c acomply vng chief dosure, dont trop loiig seroit a 
raconter et a escripre. Et non obstant quil eust 
troue vne grande partye des terres engagees par 
le conte Edoard son frere, il les rachata et re- 
mist sus, sans nulle appression, il fist de gras 
edefices, il fist la petite chapelie au chastel de 
Chamberye, et de tout le cours enssuyuant iusques 
a la cusine il fist le chastei du Point dAins. Et 
ouitre toux ses fraix et missions et despances il 
avansca vng grant tresor sans a nulluy fayre fcort, 
et en son temps vesquist moult catholiquement 
Or apres ses choses il ly print vne griefue ma- 
iadie, par la quelle il cogneust sa mort aprou- 
chier, si se mist em bon estat et receust tous ses 
sacremens, et fist son lex et testement, layssaot 

d son heritier Ame monseigneur son fils, et fist ses 
tuteurs monseigneur Loys de Sauoye signieur de 
Vuaudz son cosin germain et le conte Ame de 
Geneue son nepueu, et sy recommanda Ame mon- 
seigneur a ses barons et gentils hommes. Et ainsy 
fini ses iours et morust en soy segnant de lanei 
saint Mauris, en lan de grace m. ccc. xlii. soubs 
pape Climent vi, et soubs lempereur Charles de 
Boemya. Et fust ensseuellis en sa chappelle a Haulte 
Combe. 



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rublique, et de ses tuteurs et de son gouerne- 
ment. 



369 DE SAVOYE 370 

Cronique de Ame v et xim conte appeUe Vert a Geneue ne pouoit estre qtte daumagiable* a la si- 

gneurie de Sauoye. Et ainsy fust avise, que mon- 
seigneur Guillaume de la Baume chiualier sans 
raproche fust principal gonerneur du conte et du 
pays , et avant quils partissent de Chamberye pour 
lennortement et avisement de monseigneur Guil- 
liaume de la Baume, tous dung acord, iust fait 
chanoellier monseigneur Jehan Rauais; et furent 
fais regens et conseilliers principaux le signiear 
de Saint Amour, ie sire de Gramoht, et messire 
Loys Rauoyre, et plusieurs aultres nobles et no- 
tables, et fust mise la iustice sus embon et grant 
terme, tant pour la dottrine de signiear comme 
par la conduitte du pays. Et toutes ces choses 
faittes, du conseil de tous messire Guillaume de 
la Baume print le conte Ame, et lemmena en 
chassant iusques au Bourget, et de la sur beUes 
nefs et batteaulx il k mena contraual . le Rosne 
iusques au pays de Bresse, et hy et ies consseiUiera 
ordonnarent gens a la garnisob du tresor et de» 
lettres, et mirent gaanisons aulx frontieres, «t 
mirent vng tresorier general et vng recepueur ge^ 
neral sur les rantes et reuenues et entrees da 
pays. Et le tindrent emBresse a peu de despaace 
a son simple estat, et fust gouuerne en son en- 
fance sy nottabiement, que lon ly espargna vng 
aultre grant tresor aveques ceUy de son pere, les 
quelx tresors il employa moult honorablement en 
son temps, comme dit sera apres, 



Lan de grace m. ccc. xlii. soubz pape Clement vi 
et soubz lempereur Charles de Boemya apres le 
deceps du conle Ame 1111 fust fait conte son fils 
Ame v et conte xnn en Sauoye, le quel regna xlviii 
ans, que fust et dura depuis lan m. ccc. xlii. 
iusques a lan m. ccc. xc, et sy avoit ix ans, ainsy 
vesquist en tout lvii ans. Et cestuy conte Ame 
fust gouerne par monseigneur Loys de Yuaudz et 
par le conte de Geneue; et apres par messire 
GuiUaume de la Baume ; et ly mist on lanel de 
saint Mauris a porter sur ly a tout iours; et sy i 
desmora damoyselle Blanche sa soeur qui puis fust 
mariee a mouseigneur Galiache Visconte de Milan 
et de Pauye, de la quelle naisquist messire Jehan 
Galiache conte de Vertus, et prumier duc de Mi- 
lan. Et fust son comraencement de signeurie soubz 
pape Innocens vi, qui regna x ans, et pnis fust 
fait pape Vrbain v, qui regna vm ans. Et durant 
ce temps fust fait pape Climent des contes. de 
Geneue, et y eust cisme en leglise. Car le duc 
dAniou et le conte de Sauoye et plusieurs aultres 
signieurs adherirent au pape Climent, et moultz 
daultres au pape Gregoyre, dont pape Climent se 
tint en Avignon, et pape Gregoyre a Rome; et 
depuis fust fait et cree pape Gregoire xi en lan 
ccc. 1111." et 11. Or pour venir a mon propos de 
la verite, iay encomence soubs quelle signeurie 
ceulx de Sauoye regnarent. 

Or donques inort et ensseuellys le conte Ame 1111, 
desmora et regna son filsAmev et contexmi,en leage 
de ix ans,et ly mist on lanel de saintMauris en sol col 
aporter a la coustume des contes. Et ausy desmora 
sa suer damoiselle Blanche la quelle fust puis ma- 
rie au fils du conte Galiache qui prumier fust duc 
de Millan, comme ia dessus est dit. Et car son 
pere ly avoit laisse vng grant tresor, vng chescung 
desiroit fort a le gouerner, veu quil estoit pupille 
desmoure , et ne se pouoit gouerner de ly mesme, 
sy fust fait ainsy que le conte son pere avoit or- 
donne, et furent ses tuteurs messire Loys de Sa- 



Comment le conte de Geneue fust mal contant 
de ce que Um Ijr osta le gouernement, et la tuteUe. 



Le conte de Geneue sceust ce quauoit este fait 
et ordonne par les trois estas a linstigacton de 
monseigneur GuiUiaume de la Baume et des aultres 
deuant dits nommes, sy fust moult mal content, 
et quist et sercha tous les moyens quil peust de 
rauoir le gouernement et le ioyne conte en ses 
mains. Et manda en Auignon le testement et lor- 
donnance du feu conte Ame, et fist citter messire 
GuUliaume de la Baume et les aultres par la court 
du pape en la chambre apostolique, qu tout le 



noye signieur de Vuaudz son huncle, et son cosin d conseil envoya vne nottable embayxade, et tant 



le conte de Geneue. Et ces deux heurent le go- 
uernement et la ministracion de ly celong lordon- 
nance du pere, et ses deux le gouernerent bien 
iusques en leage de xn ans. Et en ce temps print 
vne griefue maladie a monseigneur Loys principal 
gouerneur, dont il morust. Et estres enfouys et 
ensseuellis, le conte de Geneue voullust avoir le 
gouernement et laministracion tout a par soy. Et 
de fait, il mist la main en tout le gouernement, 
xnais les barons et les nobles et ceulx des trois 
estas se mirent enssemble, et considerarent les 
anciennes ennemistes et mal vulliances dentre les 
deux signories de Sauoye et de Geneuaix. Et de 
fait cogneurent que le gpuernement du conte de 



sceurent dire et remonstrer, que il fallust que le 
conte eust pacience bon gre maugre. Le ioyne 
conte fust norris en son enfiance moult vertueuse- 
ment, en ly remohstrant de viure embonnes meurs 
et de tenir et croyre conseil, et sy le mottoit on 
a lexercisse de sa parsonne sans le greuer, a iouster, 
a luyttier, a saulter, a dancer, et en oultre ly fi- 
rent aprendre tellement quii fust clerc entendant, 
et bon lattinieux. Et de iour en iour croissoit en 
cognoissance, en sens et en aulmentament de par- 
sonne. Et sy vint a tant, quil sauoit dire ie veulx 
ce ou ie ne le veulx mye, et ayma et tint chier 
le bons, et par ses grans vertus le conte de Ge- 
neue et ies aultres voysins ie doubtarent moult. 



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€HRO»JQVEg 



273 



-Comment le ioyne conte Ame ei messire taques. 
•r keurent iQuler. ;•.-... 

v ..... 

i Pw k mort du ray Robert de CeciHe, aviht yne. 

partie du Piemont a la royne Iehanne sa niepce, 
la quelle estoit en Naples, et pour.ce quelle estoit 

hhngs, il sourdist vne moult grande deuision au 
pays entre les Gulfz etlobellins, et principabnent 
entre ceuix de la ville de Quier, et fiirent en lel 
party quils piilioyent, roboyent, assaquamandoyent 
iesvngs les aultres, et fortifyoyent leurs maisons 
au dedans de la ville, et estoyent en telle estre- 
mitte, quils estoyent comine ceulx qui sont sur la 
mer, car qui plus y a de force, plus y a de mes- 
trise. Ils faysoyent haultes les vns contre les aul- 
tares ei chescung pUlioit a son tour; et leurs meslees 
fiirent telles que plusieurs en furent mors et taillies 
par pieces. Quant ce sceust messire Guillaume de 
la Baume, il fist ce quil estoit, et inanda au conte 
de Geneue, quil deiaissast toutes rancours, et quii 
viensist fayre soh deuoir, et ly envoya dargent 
par mettre sus son armee, et quil viensi6t pron- 
tement pour acompagnyer et fayre son deuoir 
aveques le ioyne conte Ame, et quil seroit chief 
de larnaee. Quant le conte de Geneue 66 vist esoripre 
$y benignement il fiist contans, et de fait se mist 
«o noble arroy , et le vint trouer a Ghamberye. Et 
ki its se firent grande et bonne chlere, et fiirent 
hobliez toux maulx tallois et loutes rancours, et 
menarent le conte Ame vltre Mont Senix, et vin- 
drent a Riuolles a toute vne moult belle armee , 
car lez ioynes hachelliers suyuoyent volantiers leur 
signieur en son prumier voul et en sa prumiere 
armee, sy ly vindrent gens de toutes, et il les 
sauoit bien recuillir, il sauoit donner raisonnable- 
haent armes et chiuaux, et souuenoit dargent a 
eeulz qui le valloyent, et la souiournerent aucungs 
iours; sy vint vers ly le prince Iaques de la Moree 
a tout ce de compagnye quil lauoit oome ia mande 
cstoit. Et apres leur bien vignyer, ils se partirent 
de Riuolles en moult belle ordonnance, a tout ce 
de gens darmes quils avoyent, et se vindrent lo- 
gier au deuant de la uille de Quier a bannyeres 
vuertes et estandars et pennons desployes, la son- 
narent trompettes et clerons, sy que la terre en 
retentissoit, la se print chescung a iogier a tehtes, 
a. loges et a pauellions. Et a lendemain se mirent 
* ordonner pour assire lartellierie; et bien mous» 
troyent ceulx de lost quils estoyent gena de guerre. 
Qnant ceuk de la ville virent leur vilie assiegee; 
esbays que pars sy se mirent en conseil les cit- 
•toyens, les nobles et le comung, et de fait he 
voullurent laisser gaster leur ville, attendu quils 
hauoyent ne nattendoyent ayde ne secburs; et pau 
ainsy il fust traytye soubs certaynes pachtez quils 
se donnoyent au conte Ame et au prince de la 
Moree, et ainsy leur portarent les clefs soubz les 
couenances et ordonnances, les quek les deux si- 
gnieurs leur iurarent a tenir. Et par ainsy les deux 
signieurs et leurs gens entrerent dedans Quier, ou 



at Us rcceurent les Cilelilesj ct. y mircut bofficiers 
tQBS. deux .dont. les vvugs gouernoyent iutie annee 
par le conte, et laultre annee par le prince, et de 
la ils allerent deuant Virleys, ou ils mirent le 
siege et prindrent le chastel et la ville par force, 
dont les signieurs de celle ditte place deuindrent 
leurs hommes, et leur firent fidelite et desmora- 
rent leurs subgebs. 



Comme monseigneur Guilliawne dc la Baume trat~ 
tja de marier son signieur le conte Ame a 
: damojselle Marguerite de Boulongne et dJu- 
■ uergne. 

Messire Guilliaume de la Baume qui aymoit soa 
signieur a vltrance et a comble mesure, ne ces- \ 
soit nuyt ne iour de penser au bien et a lauance- | 
ment de son signieur et de ly acroistre 6a signieo- f 
rie et de ly fayre avoir lignee, pour ia restoracioo ' 
du payse. Et ainsy messire Guiiliaume trayln 
de ly fiiyre a donner damoiselle Marguerite de 
maindre eage, fillie du Cls au duc Odde de Bonr- 
gogne, appelie Phiiipe monseigneur de Bourgogne, 
ie quel a cause de sa iemme estoit conte de Bo» 
iongne et dAuuergne, par la quelie cause iadittt 
fiUie en deuoit eslre hereliere a cause de ia mere 
qui desia morte estoit, et de fiiit tant fist et inb 
tya, quil la mena en Sauoye en grant tryhumphe, 
et la fust receue sy grandement, que plus ne se 
•}? peut dire. Mais Iasse elie ne se ti*ouua femme 
vtilie ne abille ne: consonnante adroitte nature, ne 
a avoir enffans et fust teiie que iamais mariagefle 
fnst cohsume eritreuk, et tellement quclle mesme 
desira et desmanda destre embeguynage et en rt- 
Jigion, Quant messire Guilliaume vist et entendist 
son cas, il se mist en chemin et ala vers ie duc 
de Bourgogne et sou fils et leur cohta le cas,\es 
quelx le avoyr oy, mandarent vers elle pour sa« 
uoir la verite et leur.dist Et lors ils firent ra- 
mener la datnoiselle en Bourgogne et monseigneor 
Guiiliaume de la Baume la conduyst moult hooo- 
rablement. Et depuis elle fust dame de religion • 
Poysy, et fust dame de sainte et bonne vye, el 
monstra bien que par son deffaut et a elle tenoit, 
d et par ainsy le conte desmoura desmarie, et fust 
vng temps sans soy remarier, comme orres se 
lises apres. 



Comment le conte Ame ala guerrojer en f-^allors 
les comunes rebelles cotitre leuesque de Sj-on. 

Le conte Ame fust en leage de xx ans vng tres 
bel signieur valleureux et cortoys, Sage et. enten- 
dant son cas, et combien quil creust consseil, sy 
faisoit il de ly mcsmes aucune foys sa voullante, 
sy sceust et cntehdist que le peupie du pays <\e> 
Valloys et les comunes furent rebelles a lencontre 
de leur evesque, et sy : launyent deschasce, dont il 



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a? 3 



J>E S.4.VOYE 



et tous le suyuirent, sy le& assallirent sy chatide- 
ment et sy fierement, qna gnienes nenrmt longue 
duree, et embrief fureni dtsconfis, et tellement 
que sur la place aa trouarent des VaHezans raors 
nn." ou environ, et plustost phi& que mains, et 
ce qui en eschappa, senfuyrent en kutbt dea tnon- 
tagnes; et ne se treuue, que ta morust r«g kontm* 
de nom ne de nnblesse de ceux du conte de 
Sauoye. Et vng nomme Crittyen de Vualcheut estoif 
leur cappitayne, le quei fuyst, mats apres ils ly 
copparent la teste, et sy firent ils a toux ceuk 
quils peurent tenir qui fuys estoyent. 



en.eust pitye et doulleur en son cuer. Sy se mist a lors brocha des esperohs, efc entra en ta moslee, 
a penier moult durement, et sur son pancement 
souryint le conte de Geneue qui son parrain estoit, 
et ly dist: monseigneur, a coy pances vous? Et 
la se troua monseigneur Guilliaume de la Baume, 
qui le vist pansifs et )y dist: voyrement , monsei- 
gncur, il nest pas bon de ainsy pancer longuo- 
ment et seul, esioysez vous. Lors le conte Ame 
leur dist: « or sa venes monseigneur mon parrain 
» de Geneue, et ausy vous, raon mestre messire 
» Quilliaume de la Baume, et vous tous aultres 
» nos consseilliers, oyes ce que dire vous vueil, et 
» ne soyez pas esbays de mon pancement, car ce- 
» long dieu iay entreprins de faire vengiance de 
» celle villagnagne de Vallesans qui sy vuyttupe- 
n reusement ont deschasces leucs signieur et 
» evesque, et ly ont tollue et ostee la cite de 
» Syon et les chastauk et forteresses de Nuyron, 
» pourquoy avoir oye la requeste que nous a faytte 
» le dit bon signieur evesque, ie vous reqniers 
» que moy conselliez ce ie ly doy aydier ou non, 
»> car iay voulloir de aydier a leglise et de chastier 
» ces villains. » Quant toux les signieurs virent 
son noblo corage, et la fin a quoy il tendoit, Us 
ly acordarent, et dirent, quil disoit et faisoit bien; 
sy fust ordonne incontenant de fayre son mande- 
roeot general, sy fust mande le signieur de Beauieu, 
et messire Philipe, et Jehan de Vienne, et mes- 
sire Hugue signieur de Regnie, et le conte de 
Neuichastel, le conte de Nydoe et le conte dAr- 



Comment le siege /ust mis deuant la cite de Syon 
en VaUays. 

Apres la deseonfiture et la rotte qoeust le contq 
Ame sur les VaUenans , il aU tout droit a tqute 
son arraee mettre le siege deuant la cite de Syon, 
et lauironna teUement, que nuls ny pouoit entrer 
ne yssir, excepte que par le crett dernier du chas- 
tel de Turbillion entroyent et yssoycnt les paysans 
a pie, et ausy ceuk du chastel; et sy sa vittua~ 
lioyent malgre ceulx de k>st, et de ses vittuallies 
ils mespartysoyent a ceuk de la vitte. Quant le 
conte Ame entendist que viures leurs venoyent, 
il tint conseil et la fust ordonne, que s.ans plus 
attandre lon donnast lassaut a la cite. Et sans phis- 



berg, le conte de Gruyere, le sire de Gransson, c attandre ordonnarent leurs eschieltes, manteaulx, 



le signieur de la Chambre, le signienr de Mont- 
faucon, le signieur dEntremons, le signienr de 
Coussonnay, le signieur dAyx, le sigoieur de Ny- 
colas dit dOurtieres, * les signienrs de Corgeron, 
de Varas et de Vuarambon, de Chiuron et de 
Gramont et de Chaudee. Et des pays de Piemont 
furent mandes le prince Jaques qui amena aveques 
ly vne partye de ceuk de Vualperga et de Saint 
Martin, et de ceulx de Luserne et de ceuk de 
Piochascz. Et sy y vindrent les signieurs de Chal- 
lant, et ceuk de VaUeze, et plusieurs aoltres chi- 
ualliers et escuyers, dont les noms ne sont escrips, 
et tous sassemblarent a Saint Maurice, et de la 
ils sen allerent deuant la cite de Syon, "mais il 



chas et mineurs, magonoeauk, marteauk et aultres 
engins a rompre mur; et puis ordonnarent troys 
assauk au trois pars de la viUe, dopt au princepal 
assaut fust )e conte Ame de Sauoye et le conte de 
Geneue, et toute la noblesse de Sanoye, de Ge- 
neuau, de Baugek, et le signieur de Beaugyeu, 
et le prince Jaques de Piemont et les syens, et 
ceuk de la val dOuste et de Chablak heurent le 
segond, et le tiers assaut hcurent les Bourguignons 
et les allemans et les comunes de Vuaudz. Estre 
iordonnance faitte, chescung se pourueist de ct 
que mestier ly estoit , et se retraist chescung celle 
nuyt au mains de brnit que fayre se peust, et 
faisant bon guet iusques passe la mynnyt. Et en- 



trouarent les comunes sur vng mollart aprestes de d v > r on du point de matinez fust lassaut donne en 



contrester et resister a lencontre deuk. Quant le 
conte vist ses ennemis, il eust conscil a toute la 
noblesse, sy fust ordonne de mettre pie aterre , 
et que sur payne de la mort nuls ne fust ose ne 
hardys de sallir ne yssir de son ordonnance. Lors 
fut*ent mis les arballestiers el les comunes a lauant 
garde et les conduyst le signieur dc Gransson qtti 
leur chief fust par ceUe iournee, le quel mist vil- 
lains contre villains, et cn euk combattant, le si- 
gnieur de Gransson print ce quil lauoit de gens 
darmcs a cheual, e* a course de ehival ferirent 
toux a vng cop teUeroent quils ies dcsassemblerent. 
Et quant le conte vist le desroy , il crya qui may- 
mera sy mc suyue, car au besoing voytou larnjy 



troys Iieux ainsy comme deuant avoit este ordonne, 
et chescung se mist en son lieu par grant arroy 
et la prindrent a sonner trompetes , et clerons , et 
corns, et bnysnes, tout tellement que lair et la 
terre en retentissoient, .et tous cryorent a lassaut 
a lassaut, a larme a larme. Et en ce feisant mes- 
sire GuiUiaume de la Baume requist et prya a son 
signieur k> conte quii vauaist resoyure lordre de 
cheuallerie, et il ly acorda et requist messire 
Guiiliaume, quil le feist chinailier, et iors le bon 
chiuallier sacqua sespec, et ly donna la collee en 
disant, chiuallier de par saint George. Et a cel 
motacnt furent plus de n. c chiuaUiers que signieurs, 
barons, ct nobles hommes, et lors rcforssa las- 



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HqS CflRONIQVES 076 

saut fier et aspres, car chacun se pennoit de a dames, et de chescune vne verge dor; et" celli qui 
myeult fayre. La farent combattus a vltrance , car 



mieulx le feroit Ie segonde iour, auroit le baisier 
dautres quatre dames et de chescune vne verge 
dor; et celly qui mieulx le feroit le troisieme iour 
auroit le baisier daultres quatre dames et de 
chescune vne verge iour, et au quatrieme iour se 
feroit le beordis a tous venans. 



oeulx de la cite se mirent a deffandre vigureuse- 
roent, et dura le combattement des deuant Ie iour 
iusques a basse nonne. Et la se porta trop vltra- 
gement le conte, et fust en de grans perils, et 
ausy le firent moult bien les nouiaulx chiualliers, 
et sy firent tous, car tant ne se peurent deffandre 
eeulx de la cite, quil ne fussent vaincus et leur 
ville prinse par force de combatre. Et quant ils 
furent sur les murs, le conte dist par son bon 
Dieu, rjuil ny entreroit ia, ne par sur mur ne par 
dedans porte, sy se mist a deualler le contrabas 
des murs, et fist a desrochier vng grant cartier 
du mur, et par la il entra sans baisser sa ban- 
nyere; et la ville prinse fust mise a sacqueman. 
Et ce estre fait, le conte ala deuant le chastel de 
la Mayere, et quant le chastellain vist la ville 
prtnse il eust paour, sy rendist le chastel de la 
Mayere sa vye et des compagnons sauue. Et apres 
les chanoynes qui estoyent dedans la forte egiise 
Vaillieres, se soubsmirent a lordonnance du conte. 
Et apres il vint deuant le chastel de Turbillion qui 
encores se tenoit, et la il fist drecier vne bastillie, 
mais avant quelle fust complye le chastellain ran- 
dist Turbillion, ausy a vies saiiues, et ainsy eust 
le conte la ville et ses chasteaulx. Et quant les 
Vallezans virent leurs gens tous mors et desconfis, 
il eschappa qui peust. Et quant ceulx de Mon- 
torge et ceulx dAyaut le sceurent, ils heurent 

moult grant paour, et heurent conseil deulx inetlre c gnieur de Vuarambon, le 6ignieur de Vaulephi 
a la mercy du cotite Ame, et tellement vindrent 
tratter aveques le conte, quil se randirent vies et 
bagues sauues, et la se mirent a lordonnance du 
conte, et ly randirent les deux chasteaulx Mon- 
torge et dAyaut, Et leur ordonna a fayre lomage 
a leur signieur leuesque de Syon, et leur fist randre 
au dit euesque le chastel de Cras , Montorge et 
dAyaut. Et ainsy le conte Ame remist et retoma 
en sa signeurie leuesque de Syon, et le raist en 
sa possession leuesque en son siege en leglise ca- 
teldral de Vaillieres, et la ly mist en sa subgeccion 
la cite de Syon ensemble toutes Ies forteresses. Et 
auoir mis le conte les Vallezans a lobeissance de 
leuesque, il sen partist de celles marches, et scn 
retorna en son pays, ou il fist grant chiere. 



Comment le premier iour des ioustes vindrent sw 
lez rens le conie et ses douze compagnons a 
tout douze dames, tous et toutes vestus et para 
de vert. 

La nottificacion des ioustes faittes et le ionr 
b estre venus du prumier iour de may , et signietm 
et dames estre ariues tant de loings comme dc 
pres, et vng chescung estre apresle a la iouste, 
le conte Ame vint sur le reng a tout ses ona 
compagnons, toux vestus de cendal vert, et leurs 
chiuaulx couers de mesmes, et sy y avoit donie 
dames, vestues et parees de mesmes, ensembk 
celles brides et garnisons, et avoient les donze 
dames douze cordons de soye verde chacune nw- 
nant son chiuallier atache a Ia bride , et le heaulme 
en la teste, et la lance au point, et tout conett 
de verd. Et du nombre des chiualliers ioustans 
aveques le conte furent, le conte de Villars, /e 
conte de Gruyere, le signieur dEntremons, le 
signieur de Cburgeron, le signieur dAix, le si- 



■n, 



Comment le conte Ame fist crjrer iouste generalles 
de douze chiualliers attendans. 

Neust guieres seiourne le conte Ame a Cham- 
berye, apres son retour de Valleys, quil fist cryer 
ionstes, et le fist assauolr pres etloings; et dysoyent 
les chapitres ainsy: sachent tous nobles et gentils 
hommes que au premier iour de may se troueront 
douze chiualtiers nouyaulx, les quelx seront attan- 
dans par trois iours toux venans vng chescung par 
sept attaintes; et celly du dehors qui mieulx le 
feroit le premier iour, il auroit le baisier de quatre 



le signieur de Cossonay, le signieur de la Tour, 
le signieur de Chiuron, le signieur dVrtiex-es; cts 
douze vindrent sur les rengs toux couers et pares 
de vert, a tout leurs douze dames comme ia dessv» 
a este dit, et a lencontre deulx vindrent le conte 
de Vallentynoys, le conle de Nydoe, messire lehan 
de Sallins, le signieur dAumanges ballif de Bour- 
gogne , le marquis de Rottly , le signieur de Blu- 
nay, le signieur de Granges, Peterman de la Ro- 
gne, et Anthoine de Saint German, et plusieurs 
aultres signieurs et nobles sans nombre, lesquelt 
toux vindrent sur les rengs pares, montes, armes 
sy haulteinent, sy honorablement, et sy gente- 
ment , que mieulx ne se peut dire. Les douze at- 
d tendans vers estre venus sur les rengs, les douze 
dames deslassarent et liberarent charune son chi> 
uallier, et puis yssirent hors des lices, et raonta- 
rent sur les eschaufaux, et apres print la iouste 
et le poingueys a encommencer, et letrif moult 
fort et fier, les quelx durarent depuis leure de 
tierce iusques a lembrunyr de la nuit, teliement 
quii fallust aporter torches a grant quantite. La 
iouste finee par ce iour, vindrent les douze danrtes 
et relassarent chacune son chiuallier, et les en 
menarent desarmer au chastel. Lors fust conrt 
tenue a toux venans, et chesrung souppa et apres 
menestriers, trompettes, sacquebouttes et clerons 
prindrent a sonner, et momeries furent a tornes 
de touttes fassons, et puis fust Ie banquet fait, ou 



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277 DE SAVOYE 378 

vindrent les quatre preraieres dames chacune vne a conte vert les oyst, illeur dist: « mes dames, ie 



verge dor en sa main, et lune apres lautre bai- 
sareot messire Antboyne de Gramont comme le 
mieulx avoir fait de ceulx defaors par ce iour, et 
pui» ly donnerent chescune vne verge dor pour le 
pris. II se monstra estre honteux , et les remercya, 
et puis de rechief se prindrent a sonner menestriers 
de toutes fassons; la fust donne la premiere dame 
au dit messire Anthoine, et dura la feste iusques 
bien tart et apres la mynuyt. 



» vous remereye, en reseuant le baisier de vous. » 
Et les baisa, et epres le haisier, U lenr dist: « il 
» me soufist, sy vous prye que ne me gabez, car 
» trop bieu que nay pas este le mieulx faisant de 
» ceulx de dedans, sy vous prye que les vullies 
» porter au signienr de Villars, et au signieur 
» dEntremons , et au signieur de Corgeron , ■ car 
» mieulx les out gagneez que moy. » Et lors sacor- 
darent les dames de donner les verges dor aulx 
trois dessus nommes, mais non pas les baisiers, 
dont ils se monstrarent a estre maulx contans. Et 
vindrent tous trois vers leur signieur le conte Vert, 
et se plegnirent a ly disant quil leur avoit tort 
Le segond iour que fust le lendemain, de rechief de leur tollir )e baisier aulx dames, et que mieulx 
les douze dames ramenerent leurs chiualliers sur h heussent ames les baisiers des dames que les< 
les rengs toux habillies de nouuaux habis toux vers, verges dor. La risee en fust grande , et lors re- 
car ils furent couers eulx et leurs detriers toux comensca la feste en grant trihoujphe, qui dura 



Du scgond iotir des ioustes. 



de samit vert, et les dames semblabjement elles et 
leurs aquenees tout de samit vert monlt richcment, 
et les tenoyent enlasses dung noueau cordon vert, 



iusques an ipur du raatin. Le lendemain fust le 
conte Ame ly et tous ceuly de sa court vestus de 
vert, et le continua a porter, dont des lors il fnst 



Et puis les delasserent et sempartirent, et monte- appelles le conte Verd. Apres tout ce fait il or- 



rent sur les loges des tices , et lors recomencerent 
les ioustes les quelles furent dures et aspres, et 
durarent iusqua la nuyt serree, et telleraent quils 
sempartirent a fallos et a torches. Et pnis assirent 
au soper, et apres le mengier les dances comen- 
cerent, et puis vint on au banquet la ou fust 
donne le pris par les quatre dames a messire Peter 
conte'dArberg, et eust le baisier des quatre dames, 
ensemble les quatre verges dor, et apres recomen- 
cerent dances , morisques et momeries durans 
iusques apres mynuyt, et pnis estre fait le retrait, 
chescung fust en son logis iusques a lendemain. 



Des ioustes du tiers iour- 

Le troisiesme iour de may au plus matin leue, 
les douze dames amenerent leurs douze chiualliers 
enlassies comme deuant, et furent eulx et leurs 
destriers toux couers de drap vert, toux couers 
de fueillies verdes, et toux dechiquetes, friloquites, 
et les dames pareilliement et leurs aquenees. Et 
avoir delasse leurs chiualliers, elles partirent du 



donna a defrayer chescung franc et quitte, et sy 
donna vne grande quantite de robers vertes, tant 
de soye comme de drap, et les festoya tellement, 
que tous furent contans de ly, tant estrangiers 
comme priues. Et depuis lon laissa,, le nom du 
conte Ame et fust appelles le conte Verd. 



Comment messire ffugue de Geneue eust 
la baronnje de Gejrx. 

Viuant encores le conte Ame de Geneue, mes- 
sire Hugard signieur de Geyx pour vng despit que 
le daupbin ly fist , qui sapelloit Guigue , et par 
vng oultrage , le dit messire Hugard se partist de 
sa fidelite, et reprint, et recogneust domage toute 
la terre quil tenoit du conte Ame , apelle le conte 
Verd, et ly en fist homage et fidelite, et renonsca 
adce a quoy il estoit hobliges au dauphin ; et ainsy 
gaudist toute sa vie de la baronnye de Geyx soubz 
lomage et fidelite de la seigneurie de Sauoye. Sy 
avint yng iour que vne griefue maladie susprint a 
jncssire Hugard de Geyx, dont il cogneust sa mort. 



reng, et monterent sur les loges, et la comensca d Et se repantist de ce quil avoit fait, et envoya 



la meslee, qui dura tout le iour; la se portarent 
moult grandement et bien les Bourguignons ; et 
estre la iouste fette, lon fist comme par avant, et 
apres le dancer et le banquet fust donne le pris 
et le baisier par les dernyeres quatre dames a 



querre en Faucegnye messire Hugue de Geneue 
qui la gouernoit par le dauphin, et ly dist: « beau 
» cosin ie me repans de ce que iay fait envers 
» vous , maiz ce na pas este par male voullaute , 
que iamaix ieusse envers vous , ains le fis par 



messire Ghiebaut conte de Neufchastel, empres du » leutrage que me fist le dauphin, et par mal de 



lac dluerdon. Et estre ce fait et les pris donnes 
des trois iours, les douze daraes toutes enssemble 
firent sonner instrumens de toutes manyeres , et se 
roirent a aller vers le conte Vert, et pourtoyent 
chescune vne verge dor en sa main et ly dirent: 
« monseigneur, pour non flatter vous aves este le 
» pruinier mieulx faisant de ceulx de dedans, et 
» pour ce npus vous donnons le. pris. » Quant lc 



ly. Et par ce que ie nay nulz enflaus , et que 
vous.estes mon plus prochain de part ma mere, 
et que de droit il vous appartient , ie vous ay 
ordonne , et ordonne mon heritier en teut et par 
tout , et vous donne Geyx , et toute la baron- 
nye , et vous envestis et mes empossession en 
ma vie , sy vous recommande mon aume , et a 
Dieu soyez. » Et bien lost apres il rendist les- 

36 



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»79 



CHRONIQVES 



280 



perit a Dieu, et morusL Estre mort messire Hugard, a moultz de manyeres, tellement que moult estoyent 



messire Hugue de Geneue ly fist son obsequie 
moult honorablement ; et cependant sy fist, et fur- 
nist et print Ia possession de tout, et garnist les 
places et fourteresses, et puis sen ala vers le dau- 
phin Humbert, et se fist envestir et enfeduer au 
dauphin de la ditte baronnye de Geyx, et la print 
de ly de fyez et domage. Quant le conte Vert 
sceust la mort du signieur de Geyx, et comme il 
lauoit fait son heritier messlre Hugue de Geneue, 
il lenvoya vers ly , et le somma et requist quil ly 
viensist fayre lomage , et recognoistre sa fidelite , 
comme son predecesseur ly avoit fait. Quant ines- 
sire Hugue de Geneue eust les lettres leises , il 
respondist que il nauoit que fayre aveques le conte 



greues. Et veritablement la furent faittes de moultz 
belles armes, car ceulx du chastel yssoyent menu 
et sonant , car en la ville , et au chasteau avoit 
de vaillians gens, chmalliers, et escuyers, lesqueli 
se deffandoyent , et combattoyent vailliantement. 
Le capitayne fust Hugue de Saint Iore, et aveques 
ly Guilliaume de la Croyx, et Humbert du Chastel 
de Salanche , et plusieurs aultres nobles de Fau- 
cegnye : et du Dauphine y estoit messire Enard de 
Beaumont , et messire Anthoyne de Chate , et 
plusieurs auitres dauphinens , lesquelx monstrarent 
bien quilz estoyent vaillians, car plusieurs foys ys- 
syrent sur le siege , et firent darmes a oultrance, 
en attendant secours. Le conte Verd les prisoit 



de Sauoye, ne nestoit, ne voulloit estre son homme b moult par leurs vaillianees , mais ce non obstant 



en riens , et que tant quil touchoit de la baronnye 
de Geyx , quil la tenoit de fyez et domage du dau- 
phin Guigue , et que le dit dauphin estoit assez 
puissant a ly maintenir la terre, et quil sabusoit, 
quil ly deust fayre homage. Quant le conte Verd 
eust ces nouelles , il fust moult mal contans , et 
eust conseil a y pourueoir. Et sans longue attente 
il ly pourueyst comme orres. 



Comment le conte Verd conquista Gejx 
et toute la baronnje. 

Le conte Verd tint son conseil a Geneue, sans 



il les mist a telle estremite, que il fallust que de- 
dans le quinziesme iour le conte print la ville de 
Geyx dassaut , et entre les aultres le signienr de 
Mons , et cenlx de Vaudz sy portarent raoult vail- 
liantement. Estre la ville prinse , le conte ne se- 
iourna pas , ains mist le siege a pie de mur <fo 
chastel. Et la mist le siege royal , car en mettast 
le siege il leur donna bissaut , il les battist dar- 
tellyerie , il lez fist miner , et tout a cop leur 
donna tant a fayre , et les assallyst sy aygrement 
de toutes pars , que moult furent greues ceuli da 
chastel; toutes foys ilz firent comme vaillians gens, 
et se tindrent par celle foys, la nuyt abourda, et 
se retrayrent , et se mirent a point les blesces. 
fayre aultre semblant ce non en manyere de ioyeu- c Et ceulx du chastel prindrent vng poy de refre- 
sete , en dances et esbattemans ; et toutefoys il gere , car de tout le iour neurent espace quazi de 
mandoit loings , et pres tous ses amis et alyes quazy byre , ne de mengier ; lors Hugue de Saint Jore, 



comme en ioustes et bourdeys, et y vindrent gens 
de toutez marchez en grant nombre , et viuoyent 
en grant ioyeusete. Quant le conte Vert se vist 
avoir sy noble corapagnye, il moustra bien quil 
estoit prince vallereux. Et U mesmez dist en la 
sak des Cordelliers de Geneue : « Mes signieurs 
» et amis , ie vous mercye de ce quil vous a pleu 
» ysy venir , sy vous requiers que moy vulliez 



qui capitayne estoit , et Guilliaume de la Croix , 
et Humbert du Chastel de Salanche se mirent * 
conseil, et desmandarent Enard de Beaumont, et 
Anthoine de Chate , qui chiefs estoyent des dau- 
phinens , et la fust avise , que attendu quuz nat- 
tendoyent nulz secours , et que plus nauoyent nuk 
viurez , et que moult estoyent foulles et affeblis 
de gens, quilz se meissent a parlementer deuk 



» acompagnyer bien pres dysy, et ie vous feray randre a vye et bagues sauues. Estre lacord en- 
» compagnye. » Chescung crya, comandes , coman- treulx fait, eeulx du chastel firent vng son de cor- 
des , nous sumes prestz; lors il les remercya , et net , et puis Hugue de Saint Iore print a cryer, 
puis leur dist: faittez que sojrez prestz a la mj- plajse a monseigneur le conte de moy donntr 
nujt , et ie vous condujraj. Pas ne dormirent d seurte que ie puisse a Ij parler, etdessandre embas 
toute la nuyt Jes plusieurs , et furent tous en ap- a Ij parler. Quant le conte lentendist il mesmes 



pareil , et au point du iour furent deuant le cha 
stel de Floremont , lequel ilz prindrent dassaut , 
et par force. Et la dedans fust prins le Galloys 
de la Buyssyere, qui capitayne en estoit, ensemble 
plusieurs aultres du Dauphine, et de Faucegnye , 
et de Ja terre de Geyx. Estre prins Floremont, 
Je conte se retorna , et mist le siege deuant Geyx , 
ct ly mist sy fort, et par telle manyere, que nulz 
ny pouoit entrer ne yssir.' Et la fist le conte Verd 
syege assegie , fortifia bastillies , atorna engins , 
bricolez, colliars, chas , trefe, canons, bonbardes 



ly respondist , capitajne, venes seurement aveques 
ceulx quj vous plajra damener aveques vous, et 
soupperes aveques les compagnons ; lors heureat 
conseil, et dessandirent bien iusqua dix. Et le 
conte les receust benignement, et les festoya moult 
de boyre et de mengier, car moult les prisoit 
pour la vailliantize deulx. Et la apres toutes choses 
fust acorde quilz rendroyent le chastel , leur viez 
et leurs baguez sauues. Et le traitye fait , ilz me- 
narent le conte dedans le chastel, et la il dormist 
celle nuyt , et fist moult donnour et de cortoysie 



et engins de toutes manyeres appartenans a arty- a ceulx de la garnison par leur vailliance; le matxn 
fices de guerre. Et continuellement les battoit en le conte furnist la ville , et le chastel de gens, 



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DE SAVOYE 



de mures, et dartellierye, et baillia , et obtint a a 
ceulx de la garnison ce quil leur avoit promis, et 
les mena aveques ly empregnant la possession de 
Geyx ; maiz quant ilz vindrent deuant le chastel 
de Fleye , Aymar dAnyeres et Ayme de Rossel- 
lion voullirent fayre du bon valet, et refusarent 
a rendre le chasteau iusqua la tierce foys, et lors 
iura le conte quil les auroit sans mercy. Lors 
manda artillierye a toute force , et les assiegia. 
Quant ilz virent ce, ilz firent comme gens de bien, 
et se tindrent insqua muraillie desrochee , et la 
furent prins eulx et leurs compagnons. Et quant 
ilz furent deuant le conte Verd, il leur dist: voy- 
rement vous estes bons pour garder forteresse , et 
pour ce vous jrrez garder le chastel de Geyx, et 
les envoya tous prisonnyers a Geyx , et puis tira b 
oultre empregnant possession de la ditte terre 
iusques a la Cluze. Et tout dis menoit aveques ly 
lez nobles de la garnison de Geyx , et quant il fust 
a la Cluze , il les appella tous , et puis leur dist 
par manyere de lozengier : « Or sa , mes amis et 
» signieurs , alles a Dieu, et vers vostre mestre 
-» messire Hugue , et ly dittes que voyrement il 
» na plus que fayre a moy a cause de la baron- 
» nye de Geyx, et que son signieur le dauphin 
» na mye estes asses puissant , ne souffisant a le 
» maintenir encontre moy. » Et sy leur donna 
vltre leur promission pour leur despance. Eulx 
partans remarcierent le conte, et prindrent conge 
de ly , et sen allerent au Dauphine vers le dan- 
phin , et vers messire Hugue de Geneue , et leur c 
contarent la vailliantize du conte Verd , et leur 
dirent quilz neussent plus desperance a la baron- 
nye de Geyx , car tout avoit prins et gagne le 
conte Verd de Sauoye , et ce fusft en lan mil . . . 

Comment messire Hugue de Geneue apres quil eust 
pardu Geyx , gasta et destruyst aucuns chas- 
teaulx du conte Verd de Sauoye. 

Courrouce fust, et mal contant messire Hugue 
de Geneue quant il sceusf estre pardue la seigneurie 
de Geyx, sy dist au dauphin: « Monseigneur mon 
» cosin , se vous ne me secoures, et aydes a moy 
» vengier du conte de Sauoye , sy ne vous fyez d 
» iamaiz plus en moy , car le daumage que iay 
» ie lay pour vous, et pour voulloir estre tel que 
» vous estes. » Lors ly dist le dauphin Humbert: 
« Mon cosin , ne vous soussiez , car ie vous as- 
» seure de vous secorir et aydicr de tout mon 
» pouoir. » Et lors subittement manda le dauphin 
et pres et loings , et souldoya gens de maintes 
contrees , et sy fist mettre sus ceulz de son pays 
tant nobles comme comunes , et fist moult graut 
assemblee. Et avoir son armee preste, il la baillia 
a messire Hugue de Geneue, lequel les mena de- 
uant le fort chastel de Mordres, lequel il combatist 
tellement , quil le print , et mist a lespee toux 
ceulx qui dedans estoyent , et puis y mist le feu, 



et le desruyna , et deffist de tous poins. Et dillec- 
ques sen ala a Masieres , lequel il gagna , et y 
boutta le feu , et en fist comme de Mordres. Et 
apres il ala au deuant du chastel de Bonnevaux, 
et la siegia. Et la il desmoura par aucungs iours 
sans y pouoir riens fayre , sy afint que vne nuyt 
il vist lumiere par vne fenestre , ou il lauoit de 
paillie, sy appeiia son maistre bonbardier, et ly 
fist tirer vne fusee , et la fist mettre le feu , et 
par la fust embrase le chastel, et fust tout ars et 
brule , et ceulx dedans ausy , et ceulx qui cuyde- 
rent yssir , ilz furent tues et mors. 

Comment le conte Verd desconftst les dauphiniens 
a Dolenien , et messire GuUUaume de la Baume 
les desconfist aulx Arbrez. 

Les circonsvoisins de celie contree vindrent eulx 
plaindre au conte Vert, et ly anonscerent la prinse 
de Mordres et de Masieres, et le siege de Bonne- 
uaulx qui faitte avoit este par messire Hugue de 
Geneue a layde du dauphin , et ly priarent quilz 
y vausist remedier. Le conte les oyst begninement, 
et leur respondist quembrief seroyent secourus. Et 
ia estre messire Guiiiiaume de la Baume, et plu- 
sieurs aultres barons , nobles et gentilz hommes , 
print a dire messire Guiliiaume de la Baume: 
« Monseigneur plaise vous a oyr , et vous aultres 
» tous mes signieurs et amis , se maintenant vous 
» ne venes a chief , et a fin des guerres et debas 
» quaues heues encontre ie dauphin vostre ancien 
» ennemys , iamaiz ny viendres , et iamaiz il ne 
» vous vint sy bien a point comme maintenant , 
» car vous estes puissant de noblesse et dauoir , 
» et vos payz sont deuenus riches et puissans a 
» cause de la longuesse de la paix. » Celles pa- 
rolles auoir oyez le conte Verd , il fust ioyeux , 
et dit ainsy a messire Guilliaume: « Benoitte soit 
» leure que vous naisquistes , par le viuant Dieu 
» vous mauez fait plus content de- ce conseil, que 
» se meussiez donne vng tresor. » Lors se mist 
en celle nuyt a tout ce de gens quil lauoit, et sy 
fist mander par toute son hobeissance que vng 
chescung le suyuist, et au matin se partist pour 
aller leuer le siege de Bonnevaulx. Et comme il 
ariuoit a Dolenien, il recontra une grant partye 
des dauphiniens, qui sen retornoyent du siege da- 
ueques messire Hugue de Geneue , ct ceulx me- 
noyent grans proyes ct grandes despoilliez quilz 
lauoyent gagnez tant la , comme au piat pays da- 
lentour. Le conte avoit racontre vng sien homme, 
qui ia iy avoit dit que Bonnevaulx estoit ars , et 
brulle. Et qaant le conte les vist de mal tailant, 
il dist: oryci pourra qui auiourdehuy le fera bien, 
et sans plus marchander le conte se ferist entreulx, 
et vng chescung le seruist par telle manyere quilz 
se mirent a la fuyltc, et il lcs suyuist de sy pres, 
que quazi tous furent tous que mors, que piins, et 
recouura la proye. 



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CHRONIQVES 



284 



Messire Guilliaume de la Bauroe nestoit wye a 
aveques son signieur le conte quant il ronipist les 
dauphinoys a Oolenien , ains cheuauchoit o belle 
compagnye par vne aultre voye. Et dauenture il 
sembatist en vng lieu appelle soubz les Arbres , et 
ta il troua vne aultre compagnie des dauphinoyz, 
qui ausy venoyent du siege de Bonneuaubx a moultz 
de despoilliez. Quant messire Guillaume les choi- 
sist, il se mist a les assallir, et de fait il les as- 
sallist sy fierement, que se fust merueilliez, et 
eulx virent que mestier leur estoit , sy se deffan- 
dirent moult vigureusement, et la qust fait de moultz 
beaux faiz darmes de tous coustez. Et en combat- 
tant les dauphinoys gagnerent vne haye , et la se 
logerent tellement , que on ne les pouoit offandre. 
Et adonques messire Guilliaume de la Baume roa b 
pie a terre ly et ses gens, et saprocharent deulx, 
et la furent, et marchandarent long temps iusques 
a lauesprir , et nulz ne pouoit vaincre lautre. Mes- 
sire Guilliaume enragioit de ce quil ne les pouoit 
avoir , lors fist vng cry, et tous les Sauoyens vne 
huee , et a vng cop les assaiUirent par telle force, 
que les dauphinoys furent mis a routte , et plus 
ne heurent puissance deuk deffandre, ains se ran- 
dirent aulx Sauoyens qui les emraenarent prison- 
niers , et recouurarent leurs proyez et despoUliez. 
Celle nuyt messire GuUliaume, qui riens ne sauoit 
de la vittoyre de son signieur dist : « Mes signieurs 
» et amis , monseigneur le conte sera tout esbays, 
» que nous sumes deuenus , et ausy ne Sauons 
» comment il ly est, sy seroit bon que lalissions C 
» trouuer quelque trauaU quayons heu. » Lors sa- 
cordarent tous, et mirent a sauuete leurs prison- 
niers pour les emmeuer seurement , et cheuaucha- 
rent toute nuyt iusques a laube du iour, quil 
ariuarent a Dolenien. Et quant le conte les sentist 
venir, il fist assauoir que cestoit , car sur sa garde 
se tenoit , et quand il sceust que ce fust monsei- 
gneur Guillaume, il ly ala a lencontre, et comme 
par gale il ly dist : a monseigneur Guilliaume ou 
fustes vous a nostre belle destresse? Et monsei- 
gneur GuiUiaume ly dist : ou fustes vous a nostre 
gaing ? Or garde chacun son butin , car ie ne 
changeroye pas a vous. Quant le conte loyst , il 
fust esbays , sy cheuaulcha oultre , sy vist grant 
copz de prisonniers, et de proyez, et despoilliez, d 
sy ly dist: a monseigneur Guilliaume , nous serons 
a buttin ; lors dist: ie ne sajr que ie feray. Et 
adonques le conte print messire Guilliaume, et le 
mena au logis, et fist logier tous ses compagnons, 
et en fist peusser , disant que bien avoyent gagne 
le reposer. Grande fust la chiere et la ioye, et la 
reposarent tout ce iour iusqua lendemaint, et en- 
voyarent en Sauoye Ieurs prisonniers , et puis se 
refrecherent , et mirent empoint. Et la heurent 
conseil dentrer au Dauphine. 



Comtnent le conte Verd cheuaucha sur le Dau- 
pkine , et que le dauphin le manda defier. 

Le conte Verd , et messire Guilliaume de la 
Baume sy heurent dormy ensemble, et celle nuyt 
heurent deliberacion, que, veu quilz lauoyent vain- 
cus les dauphiniens , et quilz avoyent par prison- 
nyers la plus part de la noblesse du Dauphine, 
quilz entreroyent au Dauphine. Et avoir tenuz ce 
conseil, le conte fist sonner ses trompettes pour 
le monter a chiuaL Et U mesmes fust le prumier 
a chiual , sy se mist en reng sur la playne de Do- 
lenien , et la saresta iusques toutes ses gens furent 
en ordonnance. Et quant Uz furent toux la a roes- 
sire GuUliaume de la Baume qui capitayue general 
estoit , lors leurs dist le conte Yerd de moult beUes 
paroUes , disant : « Mes amis et compagnons , te 
» et vous sauons bien que ie suis vostre signieur, 
» et que vous mavez a hobeir; maiz ce non hobs- 
» tant ie ne veux estre ce non vostre coropagnon, 
» et vous promes que en toux les biens et aven» 
» tages , gaings et honnours qui en souldront, que 
» ie veulx que vous en soyez signieurs et partici- 
» pans. » Lors tous a vne voix , signieur , nom 
sommes a vous , commandes. Lors leurs dist : or 
sa , tous au Dauphine. Lors se mirent a cheuau- 
chier vers la bastie de BeUemarche, laqueUe aroit 
edifye le dauphin Humbert par le eonseU de mes- 
sire Hugue de Geneue , et la se logia le conte 
Verd 0 toute sa compagnie. Quant le dauphin sceust 
que le conte estoit la, il ly manda par vng heraud 
se il estoit tant oze de latendre par trois iours, 
quil le viendroit trouer. Le conte qui ia avo/t 
adresce son artiUierye , nen fist que rire , et dist 
a leraud , tenes , voila que ie vous donne , et Yj 
donna robe et fynances , et ly dist : « Alles a 
» vostre signieur le dauphin , et ly dittes : que 
» non pas troys iours , maiz tout ce temps , et 
» viegne , car il me trouera plus tost que mestier 
» ne ly seroit , et or y parra ce il sera tant oze , 
» car avant vespres ie auray la bastie de Belle- 
» marche , et ne say nuiluy qui la me contredie. 
» et en vltre dittes ly , que ce il vien tost , qut 
» il me trouera ysy en la playne de Champe- 
» rylliant , et la ie la tendray ; et ly dittes quil 
» viegne , car aultre chose ne desire. » A ceUe 
responce sen ala le heraud , et fist son raport a 
son signieur le dauphin, lequel fust esbays et cour- 
roces , maiz il ny pouoit remedier. Estre partis le 
heraud , le conte donna lassaut e la bastie , et la 
print par force. Et avoir la prinse, il ly mist gar- 
nison, et la print a foumir, et de la il ala & la 
vUle de ChamperyUiant , et la estre logiez , il 
manda Sauoye son heraud au dauphin Humbert , 
et ly manda et fist dire, que le conte de Sauoye 
lauoit ia attendu par troys iours a CbamperyUiant; 
et que ce il estoit sy cheuallereux comme mande 
]y avoit par son heraud , quil deuroit bien venir 
veoir vne sy belle compagnie , et telle assemblee 
qui latendoit. Et lors respondist messire Hugue de 



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*85 



DE SAVOYE 



a86 



Geneue a fcraad : ir AUes / et dittes a Vostre si- a il print vne meraheolie qui moiult le greua, et dont 



» gnieur, que monseigneur le dauphiri fe trouuera 
» plutost que besohVg ne ry seta. » A celle res- 
ponce sen retourna Sauoye, et Tint Ters sOhsi- 
gnieur, et ly dist: « Desarmes tous, et tous alles 
» dormir seurement, car ie vueil amender tout le 
» daumage quil vous fera de sy en avant. » Maiz 
ee non hobstant le conte attendist sur les champs 
■cinq iours , iusques que le terme fust passe quil 
avoit mande au dauphin. Et quant il vist que nulz 
ae venoit a lencontre de ly, il retourna aulx ba- 
Sties de Mortes et de Bellemarche , et pbur des- 
daing il les habatist et aplana , et destruyst par 
terre, et sur liuer sen retorna a Chamberye pour 
soy seiourner et refreschier ly et ses gens, et me- 



il vendist le Dauphine au roy Iehan de France 
pour despit , ainsy comme orres se lyses. 



Comment le dauphin Humbert vendist le Dauphine 
au rojr Iehan de France par despit. 

Trist , marry et merancolieux fust le dauphin 
quant il se vist estre ainsy soubgigue par le conte. 
Sy fist assembler les trois estas de son pays , et 
desmanda se il ly avoit nul remede a resister, et 
a leuer Ie siege du conte. Et la fust regarde que 
non , et que le conte estoit trop puissant , tant 
de ses gens comme de ses alyez ; et ausy quil se 
nerent ioyeuse vie , iusques en sur la pasqueur. b estoit fortifye par tel party en son siege, que fort 

seroit a ly contrester, car ilz sont en telle ordon- 
nance , que le double plus quilz ne sont ne les 
seroyent greuer , ne deslogier. Lors fust le dau- 
phin plus pensifs , plus triste, plus dolant que par 
avant. Et en larmoyant il dist a ses gens et Con- 
seiliiers : « Or sa , ie voy bieh que ie nay puis- 
» sance de pouoir resister a mes ennemis , car 
» argent et gens me faillient , et mes subgebz 
» sont oppresses , gastes et malmenes , et mes for- 
» teresses , villes et pays destruys et desruyes ; et 
» sy nay nulz enffans ; et ne suys utille ne souf- 
» fisant de mon corps, a cause de mes maladiez, 
» a pourter armes, ne a cheuaucher, ne a resistir 
» conlre mes ennemis. Et sy voy mon ennemy le 
» conte de Sauoye , qui me vient dominer et gue- 
» royer ens mes pays; sy ay avise pour ly con- 
» trester de bailier le Dauphine au roy de France, 
» lequel mieux pourra defiandre le payz que nulz 
» aultre , et porra contrester aulx ennemis, et gar- 
» dera doppression le pays. » Et ad ces parolles 
toux furent dung acord. Lors envoya le dauphin 
le president du Dauphine , et le signieur de 
Tullins vers le roy lehan a Paris , lesquelx ly fi- 
rent lofferte. Et quant le roy Iehan les eust oys 
parler , et quil entendist les paches , il fust moult 
contans , et leur fist moult grant acueil. Et apres 
moult de parolles vindrent a leffet tout tellement 
que le dauphin Humbert ioyroit et gaudiroit des 
rantcs et vsufruys toute sa vie, et vltre plus ly 



Et tont dis faisoit sou appareil pour estre prest en 
la sayson du nouel tempz, comme orres apres. 



Comment le conte Verd assiegia la Tour du Pin. 

Afin que la sayson ne se passast sans beson- 
gnyer , le conte Verd qni nauoit pas dormir tout 
liuer sans penser de trouer moyen de greuer scs 
ennemis , et a bon droit , pour exercir le noble 
mestier darmes , et pour employer la ionesse de 
sa noblesse, vng prumier iour de marz , il fist 
cryer ioustes et beourdis a tous venans a Cham- 
berye , et la vindrent la plus part des noblez de 
son pays. Et la fust faitte grande chiere, en ban- c 
ques , en dances et momeries , et au troisiesme 
iour il appella toux les noblez , et tint son con- 
seil. Et la il leur dist : « Mes signieurs et amis, 
» vous seues comment le dauphin , et messire 
» Hugue de Geneue , nos anciens ennemis , nous 
» ont voullu greuer , et ont, et plus leussent fait 
» se ilz heussent peu. Et pour ce ie suis deslibere 
» de les aller trouer ou quilz seront , sy vuiiliez 
» aviser ou mieux vous semblera bon daler. » Et 
la fust avise et dung acord daler mettre le siege 
deuant la Tour du Pin, lors fist le conte mettre 
sus paueillions , monyault , trefs et engins , et se 
mist en chemin a estandart desploye , trompettes 
et clerons sonnans , teilement que la terre en re- 



tantissoit. Et fust le conte en noble arroy , et mena d donroit vne grant somme dor. Et sy promist le 



aveques ly le sire de Beauyeu , le conte de Qui- 
bourg,le conte de Neufchastel sur le lac, le conte 
de Nydoe , et en oultre ses barons , chiualiers , 
escuyers et nobles , et vne partye des comunes ; 
et de fait sans plus attandre il alla mettre le siege 
deuant le bourg , et la Tour dn Pin. Et la il fist 
adrescer son artellierye , et les tentes de son siege , 
et la desmora par plusieurs iours, tenant son siege, 
en les grauant de iour en iour. Le dauphin fist 
son efibrt , et souantes foys se essaya a leuer le 
siege, maiz riens ne ly valiust, et toutes foys en 
corant ses gens faisoyent daumages et trauail a 
ceulx du siege : maiz le conte sestoit sy fbrtifie , 
que le daupbin ne ly pouoit fayre daumage, dont 



roy de garantir , deffandre a ses fres et missions 
le pays du Dauphine encontre le conte de Sauoye, 
et .toux aultres. Et sy en deuoit estre heretier le 
prumier ne de France , et deuoit porter les armes 
escartelleez tant de France comme du Dauphine. 
Et avoir conclus et ferme les paches , le roy fist 
escripre vne leltre au conte de Sauoye , comment 
il ly notifyoit que le Dauphine estoit a ly, et quil 
ly deust vuydier sa terre , et quil ne cuydoit riens 
avoir affayre a ly, par quoy il le deust guerroyer. 
Quant le conte oyst ses nouelles , il fust moult 
marry, et ce ne fust de merueilliez , car embrief 
il cuydoit gagnyer tout le Dauphine. Et ce non 
hobstant il nabandonna pas le siege , ains le re~ 



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3«? 



CBIlOXfQVES 



forsca , et furnist darteillcrye et de viures pour a tf ne penlent desmorer empaix, Et pour ainsy, *cn 



resjster a ses ennemis. Maiz c« non hobstant \\ 
enst conseil, et envoya messire Guilliaume de la 
Baumc vers lc roy. 



Commenl messire GuilUaume de la Baumc aUt vcrs 
le roi Iehan a Paris a cause du Dauphine qnil 
fauoit achette. * 

Subittcqtiept que lon eost receu les lcttres tlu 
roy deuant la Tour du Pin , messire GniUiaumc 
db la Baunqe sempprtist, et tira tout droit a Paris 
Ptt le roy estoit, dn quel il estoit moult familier, 
5#r mfssire le Galloys de la Baume fust majstre 



» que le Dauphine est cn vostrc main , il seroif 
i) de neccssite , quc vons ordonnessiez gens o feyre 
» limytacion des deux pays, et ausy a aviser que 
» ce illy avoit viUc, ne tcrre qui fust bien seante 
» au Pauphinc , que ccllcs seschangiessont a lcn- 
» contrc dc cellcs qui seroyent bicn aduenant cs 
» pays dc Sauoye , et par ainsy vqus porrqz fayre 
n de deux gucrres vne bonne paix. » Le roy fnst 
moult contans du parjcr et de lauiscment de mon- 
seigneur GuiHiaume de )a Baume , et )e prisa monlt 
ct loa , et \y dist : c$ Or sa , vous desmorres ysy 
» par aucungs iours, et le plus briof que ie porv 
» ray , ie vous despccheray, » Sy print congie dn 
roy en ly pryapt quU lc dcsiiurast, ear hast* 



das arbajestriers du royaulme ; sy desmanda aur h avpit. En celle nuyt le roy parla a la royne de c* 



diene* , et le roy la ly donna. Sy avint quc mes- 
Sure Guilliaumc dist au roy : « Sirc , yous nwcs 
» pas este bion conselliex de vouUoir prendrc len- 
*> pemiste de monseigneur le conte de Sauoye pour 
» le Dauphin de Viannoys , ear vous oauez voisin 
» qui vous puisse tant aydier ne nuyre comme ly. 
9 Sy saues que vqs anciens ennemis lp roy Edoard, 
» '9% les engloys, et Je prince de QaUes cheuau- 
» cbent vostre royaulme du long et d» les, et se 
a il aveooit que le conte de Sauoye sa ioingnist 
» vne foys aveques eulx, comme ia a este rcquig 



mariage , car damojseUe Bonnc estoit a Paris ave- 
quez elle , et elle loa moult la chosc , et lende- 
main le roy emparla au duc dc Bourbon , lequel 
cmprya le roy que la chosc sacomplist, ct la roync 
le dist: « Ce sera vnc bonne aliance, sy sera bof 
» que vous faisiez bonne et grande chiere a mes- 
» sire Guilliaume , ct quil tiegne moyen que b 
» chose se perface. » Quant ce vint le nratifi, ea 
allant a la messe , le roy parh» a monseigneur 
Guilliaume, et teUement que tout fust accorde et 
de la somme du mariage , et de tout, et riens ny 



» par le duc de Loncastre , et quil ne la vouUu f.iUust que le conscntement du conte. Ainsy print 

» fayrc pour lamour de voua , sy saues qu'd est messirc GuiUiaume conge du rey,et do la roync, 

» preux et cheuallereux , et vng despit fait fnyrc lesquelx ly donoarent de beaux dons, et ausy fist 

»» du mal asses , et ce vous porroit porter preiu- c le duc de Bourbon , et damoiselle Bonnc, ct pnis 



» dice a vostre royaulme. Et se ie vous amasse, 
» ie ne vous diroye pas ces paroUes, et vous saucs 
>> que iay estc norris en vostre court, et soube 
» vostre seruice des ma ionesse, sy suis tenus de 
» obuier «u daumage de vostre royaulme et dc 
» vqus , et adce layre , ie employeray corps et 
» biens, sy vous supplye, cher sire, que en tout 
>» ce vulUez aviser. » Quant le roy Iehan eust oys 
roessire Guilliaume de la Baume , il penssa vng 
poy , et puis ly dist : « Se nous heussions pence 
» que le conte de Sauoye en fust mal contaot , 
») nous ne heussiemes iamaiz fait lcs paches nc les 
» couenances aveques le dauphin ; or les choses 
» sont fermees, sy ne les pouoos ne rompre ne 



se partist de Paris, et cheuaucha tant quil vint 
a la Tour du Pin , ou il troua son signieur , qni 
encores tenoit le siege , et quant il sceust ce qua-r 
Udit exploytic messire Guilliaumc, il fust content, 
ct ly plcust le mariage , et ausy les &iz des es- 
changes des pays , et leua lc siegc, et sen rctornn 
a Chamberye, ou il fust aucungs iours, et ordoxma 
ce quapartenoit. 

Aucungs iours apres la vcnue de roonseignenr 
GuiUiaume , le roy et le duc de Bourbon envoya* 
rent vne belle ambaysaile vers le. conte de Sauoye, 
ct la fust trattc et acomplys le mariage par atnsy 
que le roy donroit dc mariage au conte trois miUes 
liures annuelles et de rnnte sur la reue de Mascon. 



». laisser a notre honnour. Sy nous vulttez cons^ d Et cn vltre fust apointye que eschange se fist et 



» seiUier comment en ce cas nous deuons gouerner, 

» et que nous nous puissons entretenir en lamiste 

». du conte vostre maistre. » Lors print mes&ire 
GuUliaume iour dauis , et puis respondist , et dist 
au roy : « Syre , iay avise une chose , une chose 

» dont il pourra aduenir vng grant bien. Le duc 

» de Bourbon a vne suer nommee damoyseUe Bonnc, 

» sy me semblerolt de bon que vous en feissiess 

» le mariage delle et de mon signieur , et par 

» ainsy vous le porryes attrayre encores dc plus 

» pres a la roaison de France. Et en vltre les terres 

» de Sauoye et du Dauphine sont sy entremellees, 

» que il ne peullent mesler de la iustice, que les 

» oiEciers nayent debat les vngs aulx aultres , et 



limitacions daucunes villez et chasteaulx, cest as- 
sauoir que toutes les villez et chasteaurx, qui vltre 
la riuyere du Genier seroyent , qui au conte de 
Sauoye appertiendroyent , que celles desmorassent 
au dauphin , cest au prumier ncs du roy de France ; 
et touttes viUez, chastcaulx, terres, qui par dessa 
la riuyere seroyent, desmorassent au conte aveques 
ce quil tenoit en la Yerboine. Et en vltre au conto 
resta la baronnye de Faucegnye et de Bcaufort , 
et les homages du conte de Geneue, du signieur 
de Villars, et plusieurs aultres fyes noblcs, Et an 
dauphin restarent les homages du signieur de Cla- 
uayson , du signicur de Maubech , et plusieurs 
aultres quil lauoit au Dauphine. Et par aitisy tan* 



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2 8g 



DE SAVOYE 



390 



pac le moyen du mariage , comme par les eschan- a auant. Sy men tays iusques a son droit lieu , et 



ges fust la paix faitte des deux seigneuriez , qui 
puis dura longuement. 



en suyuray ma matere au vray , car ce pendant 
vne gens de compagnye vindrent guerroyer emPie- 
mont, ou le conte ala par les en chassier. 



Des alyances faitles entre le roi cle France 
et le conte de Sauoye. 

Apres ce que la conclusion du mariage et des 
eschanges fust faitte, le conte fist son procureur 
messire Guilliaume de la Baume a aller esposer 
Bonne de Bourbon , qui lors estoit a Paris aveques 
la royne sa suer; et ainsy sen ala messire Guil- 
liaume en la compagnye des ambaisseurs de France 
et de Bourbon iusques a Paris , ou ilz furent re- 
ceupz honorablement. Et au iour assigne furent b 
les csposallies ordonnees, et la paix cryee, la furent 
heraulx, roys darmes, ct poursuyuans ; la furent 
clerons, trompettes, sacquabouttes, ct nienestriers; 
la furent instrumens de toutes fassons, la fast lar- 
gesse cryee , la fust la ioye planyere , et a celle 
heure le roy mena messire Guilliaume en la cham- 
bre de la royne, et la il fiansca damoiselle Bouiu: 
pour et au nom de son signieur le conte, et puis 
fust menee en la chapelle de Saint Pol, et la fust 
veuestus leuesque de Paris, lequel lesposa au dit 
messire Guilliaume damoiselle Bonne au nom de 
son signieur le conte. La festc dura trois iours , 
et aprez furent failtcs allyances cntre le roy et le 
conte Ame de Sauoye , et ny eust excepte par le 
roy, ce non le pape, ct le dauphin son ains ncz c 
filz. Et le conte reserua le pape , et lempereur 
sans aultre , et la furcnt balliez les ceeilcs dung 
couste et daultre , car messirc Guilliaume pourtoit 
le blanc celle du conte, et lc roy baillia son ceelle 
du grant ceau a cheual de France , et furent les 
alliances et la paix cryes a Paris , et par tout lc 
royaulme , et en fust faittc grand feste. Apres 
toutes ces choses, le roy fist ordonner gens pour 
conduyre, et mener la contessc Bonne en Sauoye, 
sy fust menee a noble compaguye , car son frere 
de Bourbon ensemble plusieurs aultrcs grans si- 
gnieurs la menarent iusques a Mascon, et la fust 
festoye , et puis fust remise sur le pont de Mascon 
quest en la seigncurie de Sauoye , 011 elle fust re- 
ceue haultement par le sire de Beaugyeu , et par d 
le conte de Monrauel , ct par plnsicurs aullrcs 
signieurs barons et nobles. Et dc la fust menee 
au pout de Vaulx, et de la se troua le conte sur 
les champz , lequel la receust ioyeuscment , et la 
vist moult voulantiers, et la mena en grande so- 
lempnitc a Bourg, ou il fusl moult fcstoye, et de 
Bourg il lamena a Chamberye , ou les nopces et 
la feste furent faittes , et ilz vindrent dames et 
signieurs de toutes les pars des pays du conte , 
et la eust tomoys , ioustes et beourdis , dances , 
inorisques et momeryez, et dura la feste huit iours, 
ct au partir eust de grans dons donnes tant aux 
Eranscoys , comme aulx Bourbonnoys , et apres 
fust moull notable dame comme orres , ce lises 



Comment les gens de compagnye -vindrent guer- 
royer emPicmont a linstance de larceuesque dc 
Milan , et du marquis de Saluces. 

Les nopccs iaittcs , et viuant le conte ioyeuse- 
ment aveques sa femme , ly vindrent nouelles , 
comme larceuesque Iehan de Milan , qui par son 
sens , et par sa force cestoit fait signieur du pays, 
tant de la cite cotnme de la terre, et pour degetter 
lcs gens darrnes hors du pays, il les fist aller em- 
Piemont par le consentement du marquis de Sa- 
luces, qui secrettement leur donnoit retrait, car 
il naymoit point le prince. Et de celles compagnyes 
cstoyent chiefs et tapitaynes le grant Dauid , et 
Robert du Pin , et aultres avecqueulx, et avoit este 
ordonne par larceuesque de Milan quilz deussent 
fayre bonne guerre au prince de Piemont , et le 
marquis leur donroit retrait et secretle ayde. Et 
les capitaynes firent comme leur cstoit commande 
et ordonne , et entrcrent en Piemont a tout leur 
cifort, et par le consentcment du marquis, et sc 
vindrent logier en labaye de Stapharde , et de la 
ilz corrurent la terre du prince Iaques, el du conte 
de Picmont, et y firent moultz de daumages, de 
griefs , et dinconueniens , et furent soustenus par 
le marquis sccrettement. Quant le conte eust ces 
nouellcz, il mist subittcment son mandement sus 
cn grant nombre de gcns, et dist: « Par la mort 
» Dicu, a layde Dieu, ie y metteray tel rcrnede, 
» que iamaiz gens de compagnyes nentrerout en 
» mes pays quil nen soit exemple aulx aultres , 
» et les maintiegne qui vauldra. » Sy manda au 
prince Iaques de Picmont , que le plus secrette- 
ment quil porroit, il meist sus tout ce de gens 
quil porroit, car a tel iour il scroit vers ly a bon 
nombre de gens. Et puis sans arrester il se mist 
a passer le Monl Senix, et vint a Villefranche sur 
la riuycre du Pou. Et la le vint lacontrer le prince 
Iaques , qui le receust ioyeusement : au matin se 
partirent le ronte et le prince de la Moree a estan- 
dars desployez , et se vindrent au deuant de labaye 
dc Stapharde , ou estoyent logicz lcs gens de com- 
pagnye. Quant le grant Dauid, et Rnbcrt du Pin 
se uirent surprins , ilz sarmerent , et se mirent a 
eulx defiandre pour lcurs viez sauuer , et natten- 
dirent pas que lon les assallist, ains vindrent ferii 
sur lauant garde durement et asprement, tellement 
quil en y eusl plusieurs de ceulx de lauant garde 
mors et prins. Et adce cry vindrent le conte et le 
prince a toute leur battaillie , et ferirent sur eulx 
tellement , quilz furent tous que mors que prins, 
et recorurent leurs gens, et la eust moult giande 
occision , sy fust prins le grand Dauid, et Robei t 

3; 



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39 1 



CDRONIQVES 



393 



quek le conte , et le prince ordotmerent que toux 
fussent pendus , sy en fureot pandus en la playne 
entre Montcallier et Riuolles tant, quil ny avoit 
arbre qui nen fust furny. Et le grand Dauid fust 
pandus a Villianne aveques vne partye des siens, 
et Robert du Pin fust mene a Suze, ou il fust 
panduS ausy aveques vne partye des siens. Et telle 
execussions en fust faitte, que tout le pays en es- 
toit plain, et se fist le conte pour donner exemple 
aulx aultres quilz ny tornassent plus. Et sachiez 
que le marquis se doubta moult, car bien sceust 
quil estoit de celles , maiz ce non hobstant le conte, 
ne le princene ly en firent semblant dung grant 
temps apres, iusqua ce quil en virent leur point, 
comme verres se lises, iusquau temps quil ly fallust 
fayre lomage. 



a ioyeusement, et aporta les leltres signees et ceel- 
lees ,. dont le conte son signieur fust moult contant, 
et ausy en fust le conseil , et tout le pays. 



Comment le conte Ame acheUa la baronnye de 
Vuaudz du conte de Nameurs , lequel lauoit he- 
ritee a cause de sa femme. 

En ce temps tenoit le conte de Nameurs la ba- 
ronnye de Vuaudz a cause de sa femme , qui fillie 
fust a messire Loys de Sauoye , lequel morust sans 
auoir nulz enffans masles, et neust que celle seuUe 
fUlie nommee dame Katelline. Et car la seigneurie 
de Vuaudz estoit loings des pays du conte , il ne la 
tenoit guieres chiere , ains la presenta a vendre 
au duc dAuteriche. Le conte Ame le sentist , et 
sceust, sy enuoya messire Guilliaume de la Baume 
vers le conte de Nameurs , et ly manda a dire 
quil lauoit sentu que il voulloit vendre Vuaudz, et 
se ainsy estoit, que , veu que celle terre estoit 
partye de sa seigneurie , quil la ly vausist plus 
tost ballier qua nul aultre, et ausy de droit U la 
,doibt plus tost avoir quautre , car elle est de son 
homage, et fust.de son partage a cause du conte 
Philipe; et que se il ne se voulloit deporter de 
la vendre, que il ly en donroit autant et plus que 
nulz aultre. Quant le conte de Nameurs eust oyst 
messire Guiluaume de la Baume, il ly dist: « Mes- 
» sire Guilliaume , il est vray que par aucungs 
» de mes affayres ie veulx vendre Vuaudz. Et se cas 
» estoit, que monseigneur mon cosin vostre si- 
» gnieur et maistre le vueillie avoir, il laura par 
» moins quelle ne vaut. Et sy ly baudray plus vou- 
» lantiers qua parsonne qui viue. » Messire GuQ- 
liaume estoit sage , et sy tint moult de termes pour 
y pouoir paruenir, et tout tellement, que lacord 
du prix fust fait ainsy quil apert en la lettre de 
la vendicion, et du prix de lachat; le conte vendist, 
et dame Katelline ratifia ; et fust paye le prix de 
lachat tout contant a Nameurs, car monseigneur 
Guilliaume auoit porte les finances aveques ly, et 
plus largement , car le conte de Nameurs ne sauoit 
que la terre valloit a cause des hofficiers, qui tout 
naengioyent, et pour ce il en fist bon marchie; 
ainsy retorna la baronnye de Vuaud a la seigneu- 
rie de Sauoye, et sen reuint messire Guilliaume 



Comment le prince Iaques fist nojer vng clerc 
des signieur de la Chambre , et fist morir vng 
des Prouanes par despit. 

Une sentence fust donnee par le prince Iaques 
de la Moree a lencontre dung de ses gentilz hom- 
mes du lignage de ceulx des Prouanne^ , lequel 
soy sentant greues , il appella par deuant son sou- 
uerain le conte Ame de Sauoye, et sen ala a Cham- 
berye , et poursuyuist son appellacion; lors ly fust 

h ballie vng secrettaire du conseil resident aveques 
lettres obtentiques, legitimes, et en debitte forme, 
pour aller citer le prince Iaques a soy venir com- 
paraytre, et pour maintenir et monstrer sa sen- 
tance estre bonne et formable. Sy sen partirent 
le gentiihomme et le clerc, et sen allerent emPie- 
mont , ou ilz trouarent a Turin , et hi le clerc le 
cita, et exsecuta ses lettres. Quant le prince Iaqaes 
se vist estre cites et executes , il fust moult des- 
degnes , et en grande fureur il commanda que lon 
le getast en la riuyere du Po, et incontenant fnst 
prins et noyez , et estre noyez il le tirarent hors, 
et lenterrarent sur la grauelle du fluyue ; et en 
oultre le prince procura que le gentilhomme fust 
tue et mis a mort. Quant le conte le sceust, il 

c fust courousce a merueillies, car il ne cuydoit pas 
que son parent et subget ly portast sy peu dobeys- 
sance , donnour , damour et damiste , que soubi 
son mandement il deust avoir tel vltrage comme 
faitte vne telle execucion de faire morir ses offi- 
ciers ; sy iura , que il ly moustreroit quil lauoit 
mal fait, et quil le feroit venir a rayson et obeys- 
sance. 

Le conte Ame manda ses trois estas a Cbam- 
berye , et la eust conseil et deliberacion de pour- 
ueir sur loffence que le prince avoit faitte ; lors 
fust ordonne qne celluy oultrage ne se passast sans 
pugnicion a cause des aultres aduenir, afin que 
grans et petis y heussent exemple; lors se mist Ie 
conte sus 0 belle compagnye de gens darmes, et 
d passa le Mont Senix , et de fait il print Turin , 
Pignerol , Montcallier , Sauillian , Vigon , et plu- 
sieurs aultres villes et chasteaulx , et quazi tout, 
ce non la ville et le chastel de Cargnyan, ou le 
prince se retrayst; et la le conte mist le siege, et 
la siegia tout au tour, et y desmora plusieurs iours, 
et la furent faittes maintes belles armes dune part 
et daultre tant asprement, comme ioyeusement , 
car les nobles de Sauoye ne queroycnt pas a le 
destruyre, et yssoyent souuent et menu, bien as- 
sally, bien deffandu, et touttefoys il ly morurent 
plusieurs vaillians. gentilz horames , et par especial 
y morust messire Guilliaume de la Baume , dont 
le conte cuyda morir de dueil, car moult laymoifc, 
et son compagnon darmes esloit et son gouemeur, 



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DE SAVOYE 



aoSy y morost laqaed xle ChaMant y' fifc de messire 
Ame ■• de Ghallarrt y r maiz apresi tout dueU fe Vrtnte 
les fist ehsseuellir moult h<m«rablemfent a Riuolles- 
ea f leglise ide* Pareeheors en grande solempnite. 

. . .• wa% ;.«n •i , iiIov shSoii nJ« ■•.v; "... «s.v.;v. 

Z>e lacord du conte et du prince. 



et tel estoit qa® lon>fcppcUoit le petit chute , ::efc a debuoir comme ses predecesseurs lauoyent fait .«,- 

ses predeeesseurs , et quilz lj> recogneust sa fide- 
ltte dn marqoise, comme & le deuoit ■. fayre ; le 
quel marquis respondiat. eju&nen fereit rtens, car 
ce ainsy fust qne ses predecesseurs heussent : fait 
aucune fidelite aulx conter de Sauoye, que se avoit 
este par force et par violance, et quenlx nestoyent 
que vsnfruttayres de la terre, et quil* nei pouo- 
yent hobiiger les successeurs awnir; et qne il nen. 
feroit riens , ear Dteu forma lomme en franohe 
liberte , et donna la terre aulx hommes , et que- 
se il nestoit sy grant signieur comme il estoit > 
quil estoit signieur et homme comme il estoit. 
Quant le conte entendist la responce du marquis, 
il dist : « Par saint Moris U dit bien , maiz puis 
d que mes predeeesseurs et ancestres oot estes sy 
» vaiUians et sy prodomes quil ont fait fayre la 
» fidehte a ces ancestres par force et par violance, 
» ie messayeray se ie le porray fayre a fayre a 
fr. ce imarquis , car ou ie ne seray pas conte, on 
» il me sera subget ;! car avltrement ne seroye a 
» mettre au nombre de mes Bncesseurs, sy mes- 
» seray destre mis- au nombre de leurs cronyques, 
» et se ilz les ont ens a force et par forbe , ie 
» Iauray. Or sus , il ny a plus que tarder, car ie 
» ne seray a ayse de cuer iusqua ce quil laye 
» faitte la fidelite bon gre .Ou malgre. » Et sans 
fayre oultre mandement , il se mist en chemin pour 



Les nobles < eftcpreudomtes de Saooye avoyent 
grant desplaisir de celle guerre et debat, car toux 
deux gastoyeht ce qua eulx deox estoit, et sy es- 
toyent dung sang , et dune maison et dnng nom, 
et sentremirent cazi tous a fayre lacord , maiz le 
conte estoit sy yres de la mort de messire GuU- 
iiatune , que il ny Toulloit consentir. Maiz apres 
moultz de parlemens, le conte sacorda , et endina 
a la paix tdut teUement que le prince se mettroit 
a sa tqullante, et par ainsy fost pratique par ceulx 
qui la mattere conduysoyent , que le prince vien- 
droit cryer mercy an conte hors de Gargnyan, et 
laterent querre en la viUe , et lamenerent hors au 
siege iosques au paheUho» duicontei Et dausy loiogs, 
qoe le princei wlst -sow signieur.et cosin le conte, 
il mist le genoii a. terre , et a chaudes larmes ly 
crya mercj. lk ceile-fbys ie conte nen fist semblant, 
il se leua , et marcha trois pas , et puis le genoil 
a terre, cryaj metcy de rechief , et encores le 



conte se teust, et a latierce foys il marcha iusques passer oultre les mons a tout ce de gens quil la- 
a ces piez, et la ly prya pardon de son heflence; uoit, et manda lettres par tout son .pays bn il 
et voyant le conte son humiiite , il ly pardonna , c nauoit riens escript , ce non tant seuUement, quj 



el des lors U ly remist sa terre, dont tout le pays, 
et tout le peuple furent esioys ; toutes foys le conte 
le voulloit tenir • en subgeccion , et apres ancungs 
iours il len amena aveques ly en Sauoye , ou U 
desmora grant piece. Le conte pretendoit de re- 
tenir aucunes terres pour sa despance , maiz a la 
requeste de la contesse et des noblez dn pays, il 
ly remist tout, sans y retenir riens, fors la soue- 
raynete , tout teUement , que le prince promist , 
et ausy firent toux les nobles, et toutes les cites 
dn pays , et balliarent leurs ceeUes, qne se iamaiz 
il avenoit que nuk prince fist rebellion a lpstel de 
Sauoye , que ilz se randroyent , et baUieroyent a 
la subgebcion et dominacion de Sauoye ; et ainsy 
fust lacord fait, et le prince sen retourna en son d Quant le conte Ame se vist sy belle compagnye 
pays de Piemont , et depnis honora , seruist et de gens darmes et sy beUe noblesse , le cuer ly 



mapnera , sy me suyue le plus hastiuement quil 
porra ,- la bonte et la vailliance de ly le fist suyair 
dcs plus grans iusques anlx maindre tout teUement, 
que embrief terme ii eust vne tres noble et gente 
compagnye de gens darmes an pays de Piemont. 
Et le cuer ly creust , et fist vng ordre comme vous 
orres en lonnour de Notre Dame. 



Comment le conte Ame fist vng ordre dung coUier 
de quinze chiuaUiers en lonnour des quinze 
iojrez de ISostre Dame, et en fonda la Chartrosse 
de Pierre Chastel. 



doubta la doble maison de Sauoye. 



Comment le conte Ame fist son mandement contre 
le matquis de Sahices pour Ijr fere guerre. 

Le conte Ame avoit pluseors foys requis le mar- 
quis Friderich de Saiuces quil ly feist lomage 
comme tenus y cstoit, maiz le marquis qoi veoit 
quil avoit asses aiTayre allieurs , ly avoit refuse ; 
or le conte le portoit en son corage, et qoant il 
se vist pasifye a vng chescung, il manda au mar- 
quis Friderich quil ly rendist lomage , et feist le 



creust en lonnour, et sa penssa de fayre vng or- 
dre de qninze chiuaUiers en lonnour des quinze 
ioyez de Notre Dame , et lordonna tout tellement 
que le collier seroit fait dor a feuiUies de lorier 
entretenans lune a laultre , esmaUiez, de vert es» 
mail, et en la rompure dessoubz auroit vng pen- 
dant a trois neux de Ias entrelasses, correspondant 
lung a lauitre, et au myUeu du las auroit son 
mot quil portoit , questoit , fert. Et sy ordonna 
que tous les chiualliers que en seroyent fussent 
sans raprouche , et quilz ne deussent habandonner 
lung laultre par vie ne par mort, et se cas ave- 
noit que aucunne deceussion ou debas entreue- 



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2Q5 



CHRONIQVES 



396 



nissent entre aucungs deult ou par heritages, terre a a momeries a la nuyt iusques au iour. Lon ne 



soroit raconter les desduys et plaisances qui la fu- 
rent faittes, et se il faisoit beau veoir les quinze 
chiiiaUiers a tous leurz quinze colliers , tous ves- 
tus de mesinez , il ne le faut desmander, et ainsy 
fust encomensce lordre du noble collier de Sauoye. 



ou aultres choses , que ceulx entre quy il entre- 
uiendroit deussent estre a lordonnance des aultres, 
et que quaire deulx empeussent ordonner sans fi- 
gure de plait, et quilz deussent procurer le bien, 
lonnour et lauancement lung de laultre. Item or- 
donna que vng chescung des chiualliers deussent 
dire quescung iour quinze ave mariez. Item or- 
donna et fonda la Chartrosse de Pierre Chastel 
pour le salut des aumes des chiualliers fays et 
avenir. Et de fait moult secrettement il fist affayre 
quinze colliers dor toux pareilz, et puis fist vng 
banquet apres la messe , et il eust esleuz en son mist tous les signieurs en conseil , et la enrent 
corage quatorze chiualliers pour donner a ches- deliberacion et firent leur ordonnance , incontenant 
cung Ie sien. Et ta a menestriers, clerons et trom- firent sonner a trompettes et clerons le monter a 
pettes la furent leues les ordonnances et chapitrez b ehiual , la furent estandars, banyeres et peaons 



Comment le marquis de Saluces fist lomage 
au conte Ame de Sauojre. 

La -feste faitte au quatriesme iour, le conte Ame 



du dit ordre, et que au deffaut de lung, cest apres 
sa mort, lung en deust eslire vng aultre, et ausy 
se aucung se mesfaysoit, que lon ly peust oster 
le dit ordre, et quil le deust ranuoyer ou quil 
fust ensemble beaucopz daultres bons et nottables 
chapitres , comment de soustenir orphelins , fem- 
mes veues, contrarier a fauces querelles et sous- 
tenir loyaulte. Et cestre fait, il fist a cryer ci- 
lence et paix par Sauoye le heraud, et puis dist: 
« Mes signieurs , sachiez que ie iure et promes a 
» tenir ses chapitres, et sy prengs le collier le 
» prumier, non pas comme signieur, maiz comme 
» frere et compagnon de ceulx qui en seront, car 
» cest ordre de freres ; » et beaucop daultrez no- 



et ensengnez de toutes manyeres ; la fust Jartet 
lierye chargee, et this envoye. Et en battailUe or- 
donnee cheuaucharent de playne venue iusques de- 
uant le chastel de Carail , qui se tenoit pour le 
marquis. Et ceUuy ilz prindrent dassaut, et mon- 
tarent la roche vers le chastel, et bien combattn, 
bien deffandu, il fust gagnye. Et lors fburnist Ie 
conte le chasteau , et puis se deslogia, et vint 
assieger Raconys , et le mist en son hobeyssance, 
et en fist chasteUain vng des gentilz homes de 
Sales. Et de la se partist et ala mettre le siege 
deuant Saluces , ou estoit le marquis Friderich. Et 
la il mist et planta son artillierye par tel fasson, 
que longueraent dura le siege , maiz il le tint sy 



bles paroUes quil dist , dont tous ceulx qui la es- c court , sy dur et sy aspre , en donnant pluseurs 



toyent le prisarent moult Apres cela il appeUa soy 
mesmes, conte Ame de Sauoye le prumier chi- 
uallier; le deuziesme, le conte Ame de Geneue, et 
ly dist : Beau cosin , vous plaist il destre de cest 
ordre ? le quel ly dist : Oui , se il- voust plaist ; 
et lors il iura les chapitres , et puis receust le col- 
lier en son col; et puis appeUa messire Anthojrne 
de Beaugyeu, troisesme ; messire Hugue de Chal- 
lion quatriesme; messire Ame de Geneue, signieur 
dAuihon , cinquiesme; messire Iehan de Vienne , 
amiral de France , sixiesme ; messire Guilliaume de 
Gransson, septiesme ; messire GuiUiaume de Cha- 



assaux et escaramuchez , que a payne pouoyent plus 
soustenir ne endurer ceulx de la viUe; vafltiantizes 
darmes y furent faittes de tous coustes. Maiz quant 
la marquize, qui fillie estoit de messire Hugue Ae 
Geneue , signieur dAnthon, et parante estoit du 
conte de Sauoye, vist la destresse, eUe fist comme 
sage et bonne quelle estoit , et prist cohge de son 
signieur le marquis pour venir parlamenter avec- 
ques le conte , et elle venue, parlamenta moult au 
conte , en ly priant que honorablement il vouUus 
traytyer son signieur le marquis, et quelle le fe- 
roit venir a seurte vers ly pour traytyer la paix; 



lamond, huitiesme; messire Roland de Veysy de maiz le conte ne la voullust oyr, ains dist quQ 

Bourbonnoys, neuuiesme; messire Estiene bastart lauroit a sa mercy. Au fort , au conseU des si- 

de la Baume et mareschal de Sauoye, dixiesme ; d gnteurs la marquise sen retourna , et dist a son 

messire Gaspart de Mon Mayor, le onziesme ; mes- signieur le marquis: Monseigneur, Uny a remede, 

sire Berlu de Forax y le douziesme; messire Cheu- car ou il vous faut estre pardus , ou vous mettre 

nart de Montliou, le treiziesme; messire Bichart a la misericorde du conte. Le marquis ne sceust 

Musard, vnd vaiUiant chiuaUier dEngleterre, bon que fayre, sy pensa vng petitj et puis dist a la 



et hardy, fust le quinziesme. Et tous fyrent le say- 
rement celon les chapitres , et baisarent lung laul- 
tre en la bouche , et se- tindrent freres ; et ce es- 
tre fait, le conte Ame les fist assire tous en vne 
table , et il fust le dernier qui sassist ; le seruice 
fust fait; la eust ioye planyere ; la furent dames 
et damoyselles ; la fust cryee largesse ; la eust acom- 
plissement donneur, de ioye et de liesse a comble 
mesure de tous instrumens, et ainsy dura ceUe 
feste trois iours, a ioustes, a toumoys, a beours, 



marquise : « Retournes au siege , et parles a mon- 
» seigneur Estienne de la Baume , et fettes tout 
» ce quil vous dira , car il est proudons chiuallier, 
» et est mareschal de Sauoye ; et ly dittes que ie 
» me soubmes a son ordonnance. » La marquise 
ly manda quelle venoit parler a ly, messire Estienne 
lala dire a son signieur le conte, le quel ly donna 
congie de ly aller a lencontre, comme il fist, et 
Ia recontra a lyssue de Saluces ; or apres pluseurs 
parolles, il fust tratte que le marquis viendroit a 



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CHRONIQVES 



3oo 



Martin et t6utes Jes aaltrcs places quilz tenoyent. a » et au duc de Bourbon vostre frere. » Et ainsy 
Et eulx estre festoyez , ilz pf indrent congie du desmora larmee. 
cdnte de Sauoye, et ly promirent foy et seruice , 
et de la ibi sempartirent et sen entrarent sur le 
terrain des viscontes et signieurs de Milan et de 
Pauye , aulx quelx ilz prindrent pluseurs terres , 
chasteaulx et forteresses , et leur firent de grans 
daumages , et ainsy en fust desliure le conte de 
Sauoye. 



Comment le conte Ame et le duc de Bourbon en- 
treprindrent le Doyage daller en Espagne pour 
vengier la mort de la rojrne Blanche que le rqjr 
don Pierre fist amorir. 

Chafles roy de France marya damoyselle Blan- 
che, seur au duc Loys de Bourbon et de dame 
Bontie de Sauoye, au roy don Pietre de Castelle, 
le quel layma et honnora par vng espace de temps , 
et se tindrent chier comme en mariage lon doit 
fayfe. Or avint que vne genefacion de iuyfe qui 
le gouernoyent ly parchasserent vne ioyne femme 
qtri iuyue estoit, la quelle estoit tant et sy belle, 
que plas ne sen peust dire, et teliement fust abu- 
zes que cestoit iour et nuyt tout son desduit, et 
ne ahtoit ne venoit vers k royne. La royne qui 
Son signieur ayma , le reprint vng iour et largua 
mouhz de foys. Et sur tout ly pria et requist que 
se ainsy voulleit fayre, que au moins il pregnist 
femmes cristiennes et non pas iuyues, quest chose 
contre la foy et deffandue et prohibie en la kato- 
lique religion par les commandemens de Dieu. Des 
quelles parolles le roy don Pieter fust fellon et 
mal content , et le print a sy grant desplaisir quil 
ne le pouoit tollerer ne souflrir, sy avint que par 
le conseil dung iuyf qui le gouernoit et de la 
iuyfue, il fist Vne nuys prendre la royne Blanche 
et la fist estaindre et estoffer entre deux couttres, 
et ainsy morust , de la quelle mort la contesse de 
Sauoye en mena grant dueil , car la suer estoit , 
sy ne cessoit de prier et requerir son frere le duc 
de Bourbon et son signieur le conte de Sauoye 
quilz empregnissent vengiance.- Et tant fist que 
tous deux entreprindrent daler en Castelle pour 
en fayre vengiance, a layde de Henrich bastart 
dEspagne, le quel voulloit toliir le royaulme au 
roy pour sa grande desloyaulte, sy sapresta le conte 
o moult belle compagnie de gentilz et nobles hom- 
mes, et fust tbut prest pour parfayre son voyage. 
Et ainsy quil voulloit partir , vint vng chiuallier 
de Bresse , nomme messire Humbert Richart , le 
quel venoit dEspagne et de Castelle , le quel ly 
dist : v Monseigneur , vous estes reuenus de vos- 
» tre voyage, car en ma pi-esence le begue de 
» Villaumes la occis et tue a layde de monseigneur 
» Berlrand de Claquin cognestable de France et 
» du begue de Villaumes, et des gastons et daul- 
» tres. Et tient paisiblement le royaulme de Cas- 
» telle, et ie y estoye et lay dit au roy de France 



Comment lempereur de Grece fust retenus par son 
vassal le rojr de Bourgarye, le quel attoit pour 
donner secours a Bqitrgarye que le turc as* 
siegia. 

En ce temps passa le bras saint George lami- 
rach de Turquye a mouh grant nombre de tnrqs, 
et vint en Grece fayre guerre a lencontre cle lem- 
perenr Alexe de Constantinoble , au quel il print 
pluseurs cites , chasteauk et terres, et le mist en 
telle extermite , quil ne ly desmora ce non Gons- 
b tantinoble , Nycopoly , Andrenopoly et Galipoly , 
et aucunes aultres places qui au montagnez esto- 
yent asises > et Cherines place de mer qui par force 
ne se pouoyent prandre. Et quant lempereur se 
vist sy oppresse des infideles , il se mist a chinal 
en cheminant vers Bourgarye , pour cuyder avoir 
secours de son vassal de Bourgarye et a vng aul- 
tre roy nomme le roy Andrien son vassal ausy. 
Et quant le roy de Bourgarye seeust quil venoit, 
il le laissa entrer dedans Andrenopoly. Et ia il ie 
print par prisonnyer, et le destint a cause de ce 
que le roy de Bourgarye sy sestoit acorde et aJyex 
secrettement avecques le turc. El ajnsy fust des- 
tenus lempereur Alexius en la cite dAndrenopoIy 
en Bourgarye. 



Comment le rqjr Andrien dUngrye Jist assauqjrr 
au conte Ame de Sauojre la prinse de lemperettr 
de Grece. 

Le roy Andrien dUugrye sceast que lemperear 
de Constantinopoly fust prins et que lamiracb, de 
Turquye avoit prins et occupe la plus grande par- 
tye de Greee , et que le roy de Bourgarye sestoit 
rebbelle contre son souuerain lempereur, et quil 
lauoit prins en venant vers ly en Ungrye, et que 
le dit roy sestoit allyes avecques le turc , sy eust 
grant doubte quilz ne le venissent assallir en son 
royaulme dUngrye, sy manda vng chiuallier au 
d conte de Sauoye par le quel il ly manda et escri- 
uist, comme son parant lempereur Alexius de Cotts- 
tantinopoly estoit prins , et quil lauoit pardu vne 
grant partye de la Grece, et que Ie turc lauoit 
deffye , et quil doubtoit que la cristianyte neust 
a souffrir et a fayre, et ly manda quil lenuoyoit 
ce chiuallier au roy de France et aulx signieurs 
crystiens pour y remedier , et ly faisoit assaaoir 
que se ilz voulloyent venir par mer, que il yroit 
par terre a tout soixante mil coinbattans ; sy ne 
faiz nulle doubte a layde Dieu , que se vous ve- 
nes nous vaincrons le turc , et sy aurons lempe- 
reur vostre cosin et parant , et aurons le turc, 
et recouerons la Grece. Quant le conte eust oyes 
ces parolles, il fust doullant et ioyeux , doullant 



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DE SAVOYE 



3oa 



de la prinse de lempereur et de la perte du pays, 
et ioyeux pour se quil avoit son armee preste des 
quil cuydoit aller en Espagne , et quil ly greuoit 
de la desarmer, et pensa que mieulx ne la po- 
uoit employer que la. Et a celles parolles fust pre- 
sant messire Humbert Richart, le quel visi le conte 
pensifs, sy ly dist : « Monseigneur, ie cuyde sauoir 
» ce que vous pensez. » Or dittes, dist le conte : 
« Cest que mieulx ne pouez employer vostre ar- 
» mee , que en ce voyage. Et car ie voy et co- 
» gnoys que celonc Dieu et le monde vous ne 
» poues mieulx fayre ne mieulx employer vostre 
» armee , ie vous supplie que le fassiez , et ie 
» vous promes a vous y seruir de ma puissance. » 
Et quant le conte leust oys, il ly dist: Vous estes 
bon deuin , car ie nen pensoye pas mains; et puis 
dist aulx aultres nobles signieurs et barons : et 
vous quen dittes ? En effait tous lacordarent ; sy 
fist la response par le dit chiuallier au roy Andrien 
dUngrye , quil fust seur que il seroit par tout le 
moys de may en Grece, et quil yroit -o son armee 
deuant Galipoly. Et tous ses barons nobles et aul- 
tres ly promistrent de ly aller seruir, ainsy com- 
ment Uz firent, comme orres. 



De larmee que le conte Ame fist pour aUer 
en Grece pour le secours de lempereur. 

Apres la deliberacion du conseil et du conte , 
le conte appella le chiuallier dUngrye, et ly dist: 
« Mon chiuallier, vous vous en yrez pour acom- 
» plir vostre embayxade, et soyez seur que a layde 
» Dieu ie seray deuant Galipoly par tout le moys 
» de may a tout ce que ie porray furnyr de na- 
» ues et de gens ; et ce dires a monseigneur le 
» roy dUngrye. Et que ie ly prye que en ce temps 
» il se treuue la, car a layde Dieu et la sienne nous 
.» donrons secours et a lempereur et au pays. » A 
tant se partist le chiuallier, et fist son voyage, et 
raporta au roy Andrien Le bon volloir du conte, 
et comment il ly avoit dit, que par mer il seroit 
puissant, et que il fist sa puissance par terre. Ce 
temps durant, le conte fist son appareil, et fist 
aprester a Venyse, a Genes, a Nyce, a Marsellie 
nau.es, gallees, carraquez, carauelles et toules ma- 
nyeres de vaisseaulx, et mist sus vnc moult grande 
armee par mer. Et puis ordonna du gouernement 
de son pays et de ses terres, et puis print congte 
de la contesse sa femme , ou furent les douUeurs, 
car cestoit pitye que de la veoir , maiz ce fust 
vng fayre le conuyent, ainsy se partist a son ar- 
mee , et sen cheuaucha oultre les mons , ou par 
tout ly fust faitte chiere comme a leur signieur , 
et pluseurs noblez desirans dauoir honnour le suy- 
uyrent. Et de Piemont vint a Pauye ou il troua 
messire Galiache mary de sa seur, qui le festoya 
moult grandement, et ly ballya pour le seruir en 
son voyage messire Lucquin de Vermes capitayne 
de cent hommes darmes deslite. El de la sen ala 



a contraual le Po iusques a Vehize, ou il fust re- 
ceuz du duc et des Venysiens. Et aucungs iours 
fust la, en faisant son appareil, et en attendant 
ses gens et ceulx des aultres contres qui de plu- 
seurs pars y venoyent, entre les quelz y vindrent 
messire Hugue de Chalon signieur dArlay , mes- 
sire Loys son frere signieur dArgua, messire Ame 
de Geneue dist le Vuerche signieur dAnthon , et 
messire Pierre son frere ; et daultres contreez y 
vindrent le signieur de la Roche, le signieur de 
Lesparre, le signieur du Hasset, messire Philippe 
de Lomburg, le conte de Montfort; en Alamagne 
le signieur de Lucemburg et son abe messire 
Iehan Thiebaut de Neufchastel, et pluseurs aultrcs 
signieurs , barons, chiuaUiers et escuyers de main- 

b tes regions, qui pour conquere honnour et pour 
lamour du conte , car moult estoit ames, et vng 
chescung aloit voulantiers en soU seruice. 



De lordonnance que le conte fist a Venyze pour 
conduyre son armee sur la mer. 

Ame V conte de Sauoye quant il vouUust par- 
tir de Venize , il appeUa toux ses nobles , et se 
mist a conseU pour fayre ordonnances sur sa con- 
duytte et sur son armee sur la mer, et ausy il 
eust certificacion des nauiUes de toux les pors, et 
ou ilz se deuoyent trouer, et par ainsy fust or- 
donne , que le signieur de Hasset , le signieur de 

c Saint Amour, messire Estiene de la Baume son 
amiral seroyent ensemble en vne gallee au plus 
pres de la gallee du conte, en manyere de baltaillie 
a la main destre , et que lamiral deust estre four- 
nys de toux estouffes tant de trait, comme daultre 
artillierie pour deffandre et secourir se battaillie 
ou rancontre avenoit aucunement sur la mer; et 
sy fust ordonne que a Ia senestre fussent en leurs 
vaisseaux messire Aymart de Clermont , messire 
Iehan Euantier de Vienne, messire Gaspart de 
Mont Mayeur marescal , et leurs gens pour fran- 
chement envayr les ennemis quant a combatre 
viendroit. Et sy fust ordonne que toux les aultres 
signieurs dc son sang, et les banneres, nobles chi- 
ualliers , escuyers o leurs gens de trait panisars 

d fussent rengiers en leurs naues, en manyere de bat- 
taillie, et que tenir se deussent au commandement 
et ordonnance de messire Guilliaume de Gransson, 
du signieur dVrtiercz , du signieur de Lesparre , 
et de monseigneur Iehan de Grollee signieur de 
Virieu. Apres fust ordonne et voullust le conte 
que messire Estienne lamiral dit de la Baume vougast 
deuant la couete des quatre gallees du conte qui 
de Geneuoys estoyent , cest assauoir la sienne , la 
deuxiesme de Iaquez Martin , la tierce de George 
Lyon, la quatriesme celle de Iehan Tachy, et que 
lune ne deust perdre la veue de laultre. Et pour 
non estre troues en desarroy fust ordonne que tou- 
tes les gallees se tcnissent iognans ensemble et 
lune prcs de laultre ; et se ioignist la gallee ed 



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3o3 



CHROMQVES 



3o4 



messire Guilliaumc de Gransson a lagallec du conte 
de Geneue, la gallee au signieur Desparre a celle 
du signieur de Chalon , et celle de Tristain de 
Chalon apres celle Desparre , la gallee du signieur 
de Hasset a celle de Tristain de Chalon , celle de 
Iehan de Veygie o celle du signieur de Basset, 
et celle de messire Quart de Clermont o celle de 
Gransson, celie du signeur dAix o celle de mon- 
seigneur Iehan de Grolee. Et toutes les aultres fu- 
rent mises par ordonnances. Et ce cas aduenoit, 
que nulz chasteaux, villes , terres ou forteressez 
fussent prinses sur les ennemis de la foy , que pour 
ce nulz ne fust hardiz de yssir de son ordonnance, 
et que feux ne pillierie fussent faittez, ce non par 
lordre du conte et de lamiral. 



CommerU le conte se partist de Venize pour aller 
en la Moree oultre mer. 

Quant le conte Ame eust aprestes ses nauires 
et ses ordonnances faittez , et quil fust prest a par- 
tir de Venize, il fist a fayre vng grant tas de iour- 
neez de veilus et de drapz de soye vers , et au 
velluz vers avoit troys las noes de Sauoye , qui de 
brodeure dor estoyent , dont vng chescung chiual- 
lier en eust la sienne , et en cellez de drapz de 
damas et de satins avoit ausy Iroys las noes de Sa- 
uoye , broudes dargent moult richement, lesquelles 
furent donnee aulx escuyers. Et le conte eust vng 
iaquez vert broude dor a las noez de mesmez, et 
dessus la iournee de mesmez des chiualliers; sy se 
partist le conte de son logis et embelle ordonnance, 
deux et deux, qui deuant qui derriere, et passe- 
rent au long de la ville , et deuant saint Marc o 
leurs habilliemens pares et ordonnes. Sy furent 
veux, regardes, honores a grande merveillie, leves- 
que de Venise leur donna la benedicion, et tout 
le peuple les beneyssoit ; lors monta le conte en 
sa gallee, et vng chescung en son nauire; la furent 
voiiles drescees, cordez tirees, monter nauchierz 
a la cage , marinyers vouguer , et comistres siffler. 
Et toux dunne voix comuns vive Sauoye tant et 
sy fierement , que tout en retentissoit iusques sur 
la place de saint Marc; et tellement que cestoit 
liesse et ioye de les oyr et veoir. Ainsy partirent 
de Venize en celle haulteur et triumphe , et na- 
uigarent et siglarent par mer tous enssemble, tant 
quilz ariuarent a Coron , ou ilz trouarent larmee 
qui venoit de Genes , et larmee de Marseillie et 
larmee dAyguesmortes. Et Dieu leur fist celle 
grace, que toux les vaisseaulx de leur armee ari- 
uarent la , dont moult sesioyst le conte et toute 
sa noblesse , sy se penna le conte de les festoyer 
moult et ioyeusement le fist. Et eulx fesiians , 
ariua sur le port de Caron vne fuste et galiotte 
dung gentil homme qui dist au conte : « Monsei- 
» gueur, la disposte des Iuns cosine de la con- 
» tesse vostre femme vous prie que la vulliez se- 
» courir , car larcevesques de Patras ly a tollue 



a » sa terre , excepte le chastel de Iungs on il la 
» tient maintenant assegye. » Lors dist le conte , 
et iura, pour lamour Dieu, et par lamour de wna 
cosine , et par lamour que ie porte a dame Bonne 
ma femme, ie yray au secours de ma cosine. Et 
lors mist son consseii enssemble , et la fust or- 
donne de vouguer iusques a la bouche du fluyue 
de Dyry , et monta contremont la ryuyere tant 
quiiz vindrent deuant le chastei de Iung. Quant 
1'arceuesque de Patras et ses gens estans au siege 
virent les gallees venir , ilz furent esbays , et se 
retrayrent sur vng tertre, et de la envoya larce- 
uesques deux freres meneurs au conte, lesquelx ly 
dirent que la cause pour quoy il tenoit le siege 
et guerroyoit. ceste dame que cestoit pour la cris- 

b tiennete et pour le droit de leglize maintenir, et 
quil sauoit tel le conte quii sen remeltoit a son 
ordonnance et a sa cognoissance. Quant le conte 
oyst sa presentacion, comme cristien signienr il 
doubta de mefiayre a leglise, et toute foys il des* 
libera de oyr les deux partyes , sy manda deui 
chiualliers a querre larceuesque, et sy manda 
aultre deux chiualliers a querre la disposte ; et 
ainsy tous deux estre venus , larceuesques print 
a dire : « Monseigneur le conte, ie say que vous 
» estes signieur cristien et de bonne foy , et pour 
» ce , ie veulx que vous sachez que se que ie fays 
» ie le faiz pour Dieu et pour soustenir les droys 
» de leglize. Or est ainsy que ceste dame tient 
» sa terre de leglize , et soubz la dominacion de 

c » mon eglise de Patras , dont ie suis arceuesques; 
•a et comme contre Dieu eile detient ies droys de 
» legiise, et a refuse iusques a maintenant a fkyre 
» droit et debuoir a leglise. » Le conte bon et 
cristien dist a la disposte : Cosine, que ditles vous? 
Elle respondist : « Monseigneur , a moy napertaent 
» den fayre homage , recognoissance ne fyes , car 
» ie nen suis que vsusfruittayre a ma vie , ains 
>i appertient autx heritiers du dispot de Romagne, 
» mon feu mary, aulx quelx doibt retorner apres 
» a mon deceps, la signeurie de Iung. » Quant le 
conte eust oys la quereile, il dist a la disposte: 
« Dame , vous aves tort , car leglise ne doibt riens 
» perdre , et qui que tiegne le fyez , il le doibt 
» recognoistre , et pour se vous le voulles fayre, 

d » ie vous appointeray, et se non ie ayderay a le- 
» giise a son bon droit, et seray contre vous, * 
Quant ia disposte lentendist, elle ly dist: « Mou- 
» seigneur , ie feray ce quil vous playra a coman- 
» der , maiz ferez ce quest de droit. » Lors ly fist 
recognoistre et fayre lomage, et ly fist rendre tou- 
tes ses terres prinses , et les passifya , dont larce- 
uesques le prisa et loa raoult , et ly donna de 
moultz belles reliques , et puis print congie da. 
conte , et sen retorna a Patras , et dist par tout 
que voyrement ce conte estoit pro^doms et bon , 
et ly donna grande fame et loange. Et la disposte 
sen retourna en son chaslel, et gaudist ses terres 
sou viuant. 



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3o5 



DE SAVOYE 



3o6 



Comment le conle vint a Negrepont , et de la a escuyer nomme Cambray , nez tlu pays de Fauce- 



a la veue de Galipoljr. 

■ 

Avoir le conte fait lacord de larceuesque et de 
la disposte, il print a voguer par mer , et cygla 
tant quil vint a Negrepont, ou il troua la reste de 
ses gens comme il leur avoit ordonne. Quant le 
conte eust troues ses gens et son armee , ilz firent 
grande chiere , et puis les fist mettre en ordre , 
et leua ses bannyeres , ses estandars et ses pennons 
sur tout ses nauires , et dessoubz ses armes vng 
chescung chief patron et capitayne desployarent les 
leurs , tellcment que cestoit belle et riche chose 
a veoir. Et puis se prindrent a voguer a lencontre 
de la Grece ; la oyssez clerons , menestriers et 



gnye , le quel portoit le pennon de sesarmes, le 
quel le fist moult vailliantement, car il marcha a 
lout son enssegne en les turcs , et lors les sauo- 
yens se monstrarent bien gens de bien ; car lesca- 
ramuche commencee, les turcs firent grant def- 
fance, et la eust dure meslee , maiz le conte en- 
tretenoit ses gens et les enortoit de bien fayre , 
et telleinent quil contregnist les turcs de mettre 
leurs troys battailliez en vne. Et vne grande can- 
tile darchiers turquoys se mirent a terre, et tiro- 
yent par emhas de leurs fayettes barbelees , les 
quellez frappoyent aux pies des cristiens et les 
damagerent moult , car quant ilz estoyent blesces 
au.v piez, ilz ne pouoyent avant aller. Les sauo- 
trompetes a tel et sy grant bruit , que lair et la b yens ce veant, sesuertuarent tellement quilz se 
mer en retantissoyent. Eulx vougans par la mer, 
le patryarche de Go 

son armee , ly vint a lencontre sur vne gallee , et 



lategnist bien pres de Galipoly. Quant le conte le 
vist , il fust ioyeux sy sentresfirent grande chiere, 
et ly desmanda de lempereur, le quel ly dist quil 



meslarent main a main aulx turcs et leur firent 
; la furent faiz maintz beaux faiz 
darmcs , la veissiez arballestriers trayre , archiers 
tirer, fayettes vouller, dars getter, lances branler, 
et cops despeez donner ; la fust la meslee , et ce 
hurt hideux et fiert. Et la eust vng turc qui sa- 



emprison. Et lors ly desmanda du uansca a lencontre de Huguin de Virier , et non 



roy dUngrye qui venir debuoit par terre , et ly 
dist quil nen sauoit nulles nouelles. « En nom 
Dieu , dist le conte , le roy dUngrye se offrist de 
» venir par terre a loute puissance, et sur sa pa- 
» rolle ie suis venus ; maiz veuuz ou non , nous 
» ne laisserons pas a besongner a lencontre des 
» infidefs et ennemys de la cristiennete et de lem- 
» pcrcur. » 

Comment le conte assiegia Galipoljr en Romanje. 

Des lors que les turcs sceurent larmee du conte 
de Sauoye venir , ilz sassemblerent au plus grant 
elfort quilz peurent , en coustoyant la riuiere de 
la mer pour deffandre quilz ne dessandissent a 
terre. Et firent sur la marine troys battuilliez de 



soy donnant garde et soy combatant allieurs , le 
turc le ferit dung cotteau serrazinoys tellement , 
quil le fist chanceller. Et Cambray son escuyer , 
qui son pcnnon pourtoit, vint et ferist le turc de 
lance et du pennon , quil persa et trespassa le 
turc de part. Et quant le turc se vist enferre , 
il se mist a couler tout oullre la lance pour cuy- 
c dier venir combattre son homme , maiz avant quil 
venist au mylieu de la lance il morust. Longue- 
mcnt dura la meslee , maiz a la parfin les sauo- 
ycus luur firent perdre place et rompirent les turcs. 
Et la en eust moultz de mors et de blesces, sy 
se retrayrent les turcs sur vng tertre aupres de 
Galipoly , et de la ilz prindrent a regarder lafere 
des cristiens, et furent moult esbays de la vail- 
liance des cristiens; et de la ilz se retrayrent aulx 
plns prochainez villes et chasteaulx du pays, pour 
leurs geus. Et Ie conte qui les vist, print conseil fayre guerir les malades et blesces. Et le conte se 
au patriarehe et a ses capitaynes , a ses barons et mist a genouilz , et loa Dieu, et ausy firent tous 
noblcs , et la fust ordonne que toux les vaisseaux les cristiens de la vitloyre quil leur avoit donnee, 
deussent ferir a terre de front et dune venue, et et prindrent corage pour ce bon commencement. 



que tous dessendissent , ce non les canonnyers et 
gens de trait lesquelx deussent lircr et 



les tttrcs , en les gardant deuix aprouohier des 
cristiens. Et quant ilz seroyent dessandus, et eulx 
estre rengierz , qualors ilz sallissent a terre , et 
ainsy fust fait; car du desir quauoit le conte. deulx 
coinbaltre , il fist ferir de preuue a terre au de- 
uant de Galipoly, la quelle tenoit Lamorach roy 
de Turquye , qui lauoit tollue a lempereur de 
Gonstantinopoly ; sy fust sa gallee la prumiere frap- 
pant en terre , et la Teissiez chiualliers,. escuyers 
a dessandre qui mienlx pouoit voyre sans eschielle, 
■sallians en la mer du tallant quilz avoyent de com- 
battre les turcs. Lon dist que la gailee de Huguim 
de Virier, dit Caput, fust la prumiere dessandant 
a terre. Et le prumier qui dessandist fust vng sien 



Et puis mist le siege deuant Galipoly par mer et 
d par terre tellement , que nulz ny pouoit ne yssir 
ne entrer. 



De lassaut de Galipoljr et des turcs desconfis. 

Le conte ordonna troys assaux pour mieulx avi- 
ronner la cite, et fist rne riere garde dont au 
prumier assaut fust messire Estienne de ia Baume, 
et messire Gaspart de Montmayeur mareschal de 
lOst, avecques le conte et le signieur de Lesparre, 
le signieur de Basset , le signieur Danthon et de 
maintz aultres chiuaUters tant de France, comme 
dAlamagne et de Guyenne, et daultres lieux. Et 
«npres du conte fust messire Aymar de Clermont, 

3 9 



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3o7 



CflRONIQVES 



3o8 



messire GuiUiaume de Granscon, Rolant de Veyssy a des turcs ; et tellement le suyuist lauant garde , 



et Iehan de Seraual, dit Pacerot, Iehan bastart 
du Vernay, qui lors fust fait chiuallier, Michaut 
le pape de saint Sully, Ginot de Sarlay, Iehan de 
Ternamoy et Aymar le Gris, Thomas de la Baume, 
Siluet Rauoyre et daultres asses qui chiualliers fu- 
rent faiz, et leur fust ordonne lassaut par terre. 
Le tiers assaut par mer eust le signieur de Met- 
telin avecques le Grezois. Et le signieur de Gha- 
lon a tout cinq cent hommes darmes fust ordonne 
pour garder que les turcs qui sur le tertre esto- 
yent ne dessendissent a la recourse pour rompre 



que les turcs furent bien esbays , et la furent 
faittes maintes belles appertizes darmes entre cris- 
tiens et turcs , la fist le conte Ame vltre mesure 
darmes, et se combatist fierement, la fust le si- 
gnieur de Geneue , le signieur de Chalon , le si- 
gnieur de Lesparre , le signieur de Basset , mes- 
sire Aymar de Clermont, messire GuiUiaume de 
Gransson et maintz aultres nobles signieurs chi- 
ualliers et escuyers , et bien leur estoit mestler , 
car les turcs estoyent deux foys autant et plus 
quilz nestoyent ; la dura la meslee et le hutin his- 



lassaut. Estre lordonnance faitte, chescung se mist ques a soleil couchant, que Jon ne sanoit lesquelx 

empoint , et le patriarche leur donna la benedi- le millieur en avoyent Lors les mareschaux de lOst 

cion. Et puis a cop sonnerent clerons et trompe- qui tout dis assauiioyent la cite , virent leur si- 
tes, et a vng crys fust crye, a lassaut a lassaut. b gnieur en dangier , sy laissarent lassaUir, et vin- 

Lors print chescung affayre son debuoir ; la sa- drent au secours du conte ; la vindrent sauoyens 

uansca messire Rolant de Veyssy, vng appert chi- et bourghignons et allamans, et de fait se plonge- 

uallier, et se partist dempres du conte, et print rent et ferirent en lestour de la battaillie par tel 

vne eschieUe , et sauansca tant quil fust le pru- fbrce , que les turcs ne les peurent souffrir ne 



soustenir , ains prindrent la fuytte , et la en eust 
mainz mors et tues, et ausy y eust des cristiens, 
maiz par la grace de Dieu la place leur desmora. 
La place estre gagnee et les turcs retraix sur lenr 
tertre, dont ilz furent partys; lors te conte loa 
Dieu de la vittoyre , et ausy firent toux les sieus, 
et car leure estoit tarde, ilz se retrahirent en leur 
champ , et se fortifyerent celle nuyt, et firent grant 
guet pour doubte que les turcs ne les souspris- 
sent. 



mier a monter sur les murs de Galipoly, ou fie- 
rement se combatist. Et ainsy comme le bon chi- 
uallier se combatoit, vng turc lauisa et ly getta 
vne grosse pierre de faiz tellement quil fust tout 
defroissez et cheist du hault embas , et la morust, 
dont le conte et toux furent corrousces et douil- 
lans. Par celluy iour cessa lassaut, car la nuyt les 
supprint ; a lendemain recomensca lassaut dur et 
fier , bien assally , bien deffandu , la firent les 
cristiens merueilliez darmes , et de monter et 
destre renuerses, car les gens nacontoyent riens c 
de leurs viez et leur sembloit que en morant ilz 
alloyent en paradys , la avoit chas, manteaulx et 
grips qui gardoyent ceubx qui a pie de mur esto- 
yent, a magonceaulx, picques et palz de ferr, a 
aques et amaques et aballestriers a trayre. Et les 
turcs laissant cheoir pierrez de faiz, trefe de boys, 
de feu alumes , et de gresses et huylles chaux , 
maiz de ce nacontoyent riens les cristiens , ains 
montoyent et combattoyent et minoyent et rompo- 
yent les murz; la fust le conte sy eschauflfes que 
il ne prisoit en riens sa personne , sy sesuertua- 
rent les mareschaux de lOst, et la fust vng cry 
dung chescung a bien fayre. Et la fust lestour 

aspre et dur , car en maintz lieux par les murs a mon avis il seroit pour le mUlieur et le phts 
troes se combatirent main a main. Et le signieur ^ seur que vous vous retrajrsses ceste nuyt dedans 
de Mettelin qui sur mer estoit, greuoit moult ceulz les naues sur la mer, considere leure tarde. Monlt 
de la ville , et sy faysoit mout vailliantement , el ly grauoit des bleces, mais tous dung acord mon- 
sy greua moult ceulx de Galipoly. Quant les turcs terent sur mer , a la parolle du seigneur de Met- 



Des Turcs qui estojrent dedans Galipoljr sen Juj- 
rent la nujrt et habandonerent la cite. 

Le conte de Sauoye qui se vist avoir desconfit par 
deux foys les turcs, print Dieu a loer et fust ioyeux 
et doullant; ioyeux de ia vittoyre, et doulant du 
deffailliement du iour et que la nuyt vint, car bien 
ly estoit avis, que se la nuyt ne fust venue, quil 
eust gagne et les turcs et la cite; on fist sonner 
le retrait, et se mist emparc , en esperant que au 
matin il assaudroit la cite ; et lors vint a Iy k 
seigneur de Mettellin quil ly dist : monseigneur 



qui sur le tertre estoyent , virent la ville presque 
pardue , et de feit tous a vng cop dessandirent, et 
vindrent frapper sur la riere garde , la quelle con- 
duysoyent le signieur de Geneue et le signieur de 
Chalon , et les greuarent moulta fayre, et par lors 
les turcs en heurent le millieur. Le conte qui de 
son assaut vist ses gens greues , il delaissa lassaut, 
et a toute sa gent il vint au secours de la riere 
garde; la fust messire Ricbart Musar qui la ban- 
nyere portoit du conte , le quel se mist sy avant 



tellin, et ordonna le seigneur de Geneue et le 
seigneur de Challon lesqueix avoient fait la riere- 
garde tout ce iour, feissent la retraitte entiere en- 
tre le conte et 6a gallee. Et sy manda les capi- 
taynes des gallees, les patrons et les chiualUers et 
escuyers, et tindrent conseM sur ce qui estoit a 
fayre a lendemain ; sy fust conclus que le matiu 
au point du iour lon donroit lassaut a la ville par 
mer et par terre , et la furent ordonne ceulx qui 
le deuoyent fayre , et ainsy chescung sapresta , et 



et entra sy parfont en lestour quil rompist ia presse puis prindrent a reposer cc peu quilz peurent 



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3° 9 



DE SAVOYi: 



3io 



Celle nuyt ceulx de la cite qui avoyeut veuz leurs a gens du conte , nagerent de ysle en ysle et de 



gens estre desconfis sur la terre , et aussy le dur 
assaut quilz avoyent euz par mer , eurent conseil 
et dirent que tenir ne se porroyent. Sy se parti- 
rent celle nuyt, et habandonerent la ville, et em- 
porterent moullz de richesses, et ny desmora nulz 
ce non aucuns prisonnycrs grecz , quilz nen osa- 
rent mener pour peur quilz ne cryassent, lesquelx 
au matin comraencerent a cryer a haulte voix : 
signeurs cristiens venes , car les turcs ont la 
ville vujde. Le seigneur de Mettellin qui les en- 
tendist vint au conte et ly dist : « monseigneur , 
» iay oy cryer sur les murs que ceste nuyt les 



port en port , tant quil trouuerent leur seigneur 
au port de Thuedon. 

■ 

Co/nme le conte guerroja par mar lempereur de 
Burgarie qui tenoit en prison lempercur de 
Grece. . 

Grant plaisir eult le conte de Sauoye quant ses 
gens qui estoient perdus per la mer arriuerent 
vers ly a Thenedon , sy demanda au patriarche de 
Constatinoble et a sa cheuallerie questoit de fayre, 



et pillie la ville , et sen sont que luy conseillierent daller sur le terrain i 

» partys , sy ne say ce est cautelle ou non, maiz pereur de Burgarie et le guerroyer durement , 

» il me sembleroit de bon de envoyer veoir que b iusques ad ce quil aroit deliurer de prison lempe- 

» cest. » Lors ly dist le conte : beau cosin , en- reur de Grece. A ce saccorda le conte , et mon- 



vojez j de vos gens et des miennes. Sy y allerent 
de par le conte Michille et Troysuernay deux gens 
de bonne fasson , et le neveu du signeur de Met- 
tellin , et quant ilz furent la , ilz trouarent par 
verite que les turcs sestoyent partys celle nuyt , 
lors entrarent en la cite , et enquirent de tout 
lafayre , et puis mandercnt au conte et a larmee 
quilz viensissent, car les turcs estoyent partys et 
fuys , et la ville gagnee. De ces nouelles tous fu- 
s, car fain auoycnt de les conquerre 
fait, le conte dessandist 
a terre et toute sa compagnie et entra en la ville, 
et la ilz demourarent aulcuns iours , et se refre- 



terent en leurs gallees voyans en Burgarie, en vne 
ville noinmee Manchopoly, ou ilz mirent eschilles. 
Et pour ce que les habilans ne sauoyent la venue, 
ilz furent prestz assea de legier de Manchopoly 
ou ilz mirent eschielles, sieuirent la riuiere Marme, 
et alerent deuant Suzopoly , ou ilz enlrerent a 
force. Eulx partant de Suzopoly entrerent au port 
de Schaffida, out estoyent pluseurs naues turquoy- 
ses , lesquelles en combatant ilz perirent et par- 
fonderent. Et pour ce que celluy port estoit bou 
et seur, il seiorna le conte per aulcuns iours ius- 
ques a tant que par force il eut la ville et le port 
de Scafida a son commandement ; de celluy lieu 



cherent, et la fist le conte reuisiter la ville, et la c alerent les gens darmes avec le conte deuant vng 



fist renforcier et avictuallier de viures habondam- 
ment , et la fomist de gens darmes et dartillierie 
de guerre a deffandre tant de pouldre comme de 
trait. Tellement que garde nauoit des ennemis, et 
desliura les prisonnyers crisliens qui dedans esto- 



yent 



galeres , 



et fustes , et puis se partit dillecques, et se print 
a nagier contre la Grece o toute sa compagnie. 



* 



conte pour lorrible vent. 

Singlant oultre vers la Grece obscura le temps 



chastel appelle Lassillo pour le combattre , et en 
laissaillant furcnt ceulx du chastel sy espauantes , 
quil se rendirent au conte de Sauoye leurs vies 

sauues. 

Comme le conte par les prisonniers qui eut pris, 
notijjiu a lempereur de Burgarie le guerroje , 
sil ne luj rendoit son cousin lampereur de Grece. 



r.sire reiourue le coute au port vers ses galees, 
les prisonniers pris es villes do Manchopoly , Su- 
zopoly et Scafida et Lacillo furent dire au conte 
quilz esloyent merueilliez pourquoy il preignoit et 
et sy leua vng sy grant vent et fortune sur mer, d gastoit le terrain de lempcreur de Burgarie leurs 



que le nageur du conte de Sauoye fust esbay , 
dont par avanture la gallec du coute arriua en 
vng lieu appelle Tuedon , et deux galleres avec la 
sienne sans plus , et le remanant lune sa , laullre 
la. Auint que lone partie des galees prirent terre 
en Turquie en un port nomme Tauire, et descen- 
dans a terre allerent forragier contre )a Turquie 
accuellans hommes et proyes a foyson. Quant les 
turcqs sentirent aucuns cristiens estre descen- 
dus sur eulx , vindrent en sigrant nombre contre 
yceulx , quil reconrent la proye et refilaclerent sy 
lurdement les cristiens , que a peine peurent ilz 
rentrer en leurs galees , et dune part et daultre 
en y eut moult de mors et bleciez. Ce veant les 



seigneurs , qui onques riens ne luy auoit rueftait; 
aulx queulx il reSpoudist , que ce faisoit il pour 
ce que lempereur de Burgarie avoit pris son cou- 
sin germain lempereur de Constantinoble , et quil 
ne cesseroit mais de guCrroyer les Burgariens , 
iusques a tant que lempereur Alexe fuSt deliure a 
sa liberte: lors les prisonniers supplierent au conte 
de Sauoye quil laissa aller aucuns deulx, relenans 
les aultres en hostftge, vers lempereur de Burgarie 
a chergier la deliurance de lempereur de Grece. 
A leur requeste senclina le conte, et en laissa al- 
ler six des plus enlendans , qui promirent de re- 
tourner vers lny rapportant lentencion de leur 
seigneur. 

/, 0 



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3n 



CHRONIQVES 



3l3 



Comme le conte et sa baronnie prirent dassaut 
■ la cite de Messinbre que tenoit lempereur de 
Burgarie. 

Du port de Stafida se partit le conte de Sauoye 
et arriua deuant la cite de Messembre appartenant 
a lempereur de Burgarie, et la luy et sa baronnye 
et ses gens qui furent a la prise de Gallypoly 
descendirent a terre , puis assegerent Messembre 
tout en tour , tant que dycelle nulz ne pouuoit 
yssir ne entrer , et se longement y seit le conte 
que entredeux fist apreste touttes artillieries ne- 
cessaires a combattre la cite. Lappareilliement es- 
tre mis a poing des artillieries et ordonnances 
pour assaillir, voulut le conte que trois parties de 
ses gens fussent faittes a lassaut maintenir , dont 
au premier assault furent les seigneurs de Basset 
et de lEsparre , qui requierent estre auec eulx 
messire Guilliaume de Gransson et messire Iehan 
de Grolee ; le second avoit le conte et auec luy 
estoit le seigneur de Geneue , celluy de Challon , 
et les segneurs de Vrtieres et de CJeruaont ensem- 
ble ceulx de Clermont et de Sauoye, de Bourgoi- 
gne et du Dauphine; et au tiers assaut par la mer 
estoit le seigneur de Methelin avec les gallees Ian- 
noyses , ou moult avoit de vaillans hommes et de 
pluseurs marchez , que tous desiroyent honneur 
acquerir. Lordonnance complie, se mirent les gens 
des trois assault a assaillir Messembre par terre 
et par mer, et tant sauancerent quil approcherent 
de prumiere venue les murs. La sefForcoyent les 
vaillans chiualliers de monter a mont , les bons 
escuyers et hommes darmes de monter et myner, 
eroer et desmallier la muralle pour combattre et 
entrer dedens , et les albelestriers Iannoys et aul- 
tres traire, gecter canons de leurs galees dedans la 
ville. Ainssy les Burgariens bien combatoyent et 
deflendoyent , leur cite fiist prise et posee aux 
«aquemans , et mis a lespee ceulx dedans pour 
cause quil avoyent trop occis des crestiens assail- 
lans, et que moult y eut de chiualliers et escuyers 
naures. Sy resta le conte par aulcungs iours pour 
ies faire mediciner et garir, mais apres leur ga- 
rison ne volut que le conte perde temps, pour ce 
demanda les gens de lempereur de Constantinoble 
que auec luy estoyent venus en aucunes galees : 
« iay gaignies a layde de Dieu et de ma baronnye 
» ceste cite de Messembre et les chasteaulx de 
y> , Lassillo , Scafida, Suzopoly et Manchopoly, que 
» tenoit lempereur de Burgarie , sy me suis dis- 
» posez a les vous rendre au non de lempereur 
» votre seigneur , pour quoy ycelles mes en vo- 
» stre garde, car ie me voy contre les infideles 
: » per la maniere des Burgariens guerroyant ius- 
'» ques a tant que lempereur Alexe mon seigneur 
•» et cousin soit hors de prison. » 



a Comme le conte asseiga la. cite de Vama en 
Burgarie , et comme douze citadins alerenl a 
■ lempereur burgarien leur seigneur procurer la 
detiurance de lempereur de Grece. 

Baillies les fortresses en garde aux gens de lem- 
pereur de Grece , monta le conte de Sauoye sur 
ses galees , et arriua en Burgarie au port dttne 
cite appellee Varne , tres forte , bien muree , et 
grandement garnie, et la descendit mectant le siege 
tout au tour dicelle. Lendemain fist visher le conte 
par les anciens, se on la porrok prandre dassaut, 
que respondirent appres la visitacion que non, mais 
looyent que on se tenist deuant par aucuns iours 
pour veoir se ceulx de la ville se vouldroyent ia- 
b- mais rendre, et sil ne se rendoyent brief, que on 
allast aillieurs. A ce saccorderent , sy ordonna le 
conte messire Iehan de Vienne et messire Guil- 
liaume de Gransson a parlamenler avec ceulx de 
Varne, qui tant practiquerent ensamble que ceuli 
de la cite prouuerent de non faire desplaisir a 
lost du conte, ains leur bailleroyent viurez et anl- 
tres choses necessaires , et tramectoyent douze de 
leurs cytoyens a leur seigneur lempereur deBur- 
garie a procurer a que lempereur de Coastami- 
noble yssist de prison ; et le conte promist non 
leur faire dommage iusques au retour de lears 
ambasseurs. Ces choses promises, alerent les donze 
citadins a leur empereur, et le conte demoura eu 
son siegie. 



Comme le chastel de Ljmeno Jut rendu au conle. 

Auoir seiourner le conte per aulcuns iours de- 
uant la cite de Varne , se partirent de lost p\u- 
seurs chiualliers , escuyers , arbalestriers et amo- 
ronniers , et alerent auz piez deuant ung chastel 
nomme Lymeno , pourtans eschiellez , marteauk 
pour lessaillir , et dressans leurs eschielles , ceulx 
du fort requerant que ne leurs fut fait desplaisir,. 
et ilz se rendroint au conte de Sauoye leurs vies 
sauues. Les parolles oyes, se retrayrent de lassault 
et vindrent a la porte qui leurs fust desclose, an 
furnissant le chastel qui estoit bel seant a luy de 
d bons de la viUe , du quel le conte ordonna puis 
apres castillain messire Anthoine de Champinge 
appeUe le bastard de Sauoye. 



Comme le chastel de Colocastre fut pris par Jbrce, 
et taittie par pieces les gens diceUuy. 

Pluseurs aultres iouenes gens que ne furent mie 
a la prise de Limeno , dont ilz estoient mal con- 
tens , proposerent de prendre vng aultre chastel 
illec pres et monterent sur une gallee portans 
eschielles de cordes pour eschiUier de nuyt le 
chastel de Colocastre ; et quant vint passee la my- 
nuit ilz drecerent secretlement leurs eschielles et 



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5i3 



DE SAVOYE 



montevent sur lcs murs iuscjucs au nombre de 
quinze hommes darnies sans estre apperceu , et 
montant le seize vne des gardcs du chastel oyt la 
rimur des armes de leschiellement, qui commensa 
a cryer sy fortment , que les aidtres gardes ses- 
ueillierent, et tout a vng tas frepperent sur cinq 
chiualliers et dix escuycrs qui estoyent desia entres 
dedans tant cruellement qui les ouirent et Jes 
taillereut par pieces , et desrocherent leschiellant 
contreval leschille. Quant les aultres gentiz hommcs 
sentirent leurs compaignons mors et quil eurent 
faillir a leurs , ilz furent tant courrociez el hon- 
teux , quil ne se sosoyent a leur rectour monstrer 
deuant leur seigneur. Toutteilbys le contc les fist 
venir, et leur dist : « compagnons on soule dirc 
» que le ieu darmes et damours, pour une ioye 
» cent doulours. Ne vous esmoycs pas , car a 
» laide de Dieu ie vcngeray voz compagnons qui 
*» sont mors. » Lors fist apprester le conte vne 
partie de ses gens et a belle compagnie tramist 
combatre Colocastrc per maniere , quil fust pris 
dassault , et taillier par pieces les habitans di- 
celluy pour le vcngement dc la mort aux cinq 
chiuallier et dix escuyers qui eurent fait morir. 
Estre le fort pris , le conle cle Sauoye voullut bail- 
lier en gardc aux gens dc lempereur de Grcce les 
chastieaulx de Limeno et de Colocastrc. Mais ilz 
cstoyent sy pou de gens quil ne voulurcnt pren- 
dre la charge pour leurs sinon le chastcl de Co- 
locastre, ains lassa le conte chastcllain a Lymeno 
messire Anthoine de Champinge bastard de Sauoyc 
iusqucs a tant quil fust cn Constantinoble , et 
pcust remettre aux gens de lcmpcrcur. 

' — r - ii "iiftij milhl tbcMJp (3twdU%B>4fe>ftimtefW>li * 
Comme lc conte deliura son cousin lempereur de 
Grece des mains de lempereur de Burgarie. 

Arriuans les ambasseurs de la cite de Varne eu 
la cite dAndrenopoly a leur seigneur lempereur 
de Burgarie , luy raconterent comme le conte de 
Sauoye vng puissant prince estoit venus dcs par- 
ties de France pour le guerroyer, et ia auoit pris 
et gastez ses cites , villes ct chasticaulx scans sur 
la marine es marches de la Grece , et encores te- 
noit assiegier la cite de Varne pour cc quil tenoit 
prisouniers lempereur de Constanlinoble. Sy luy 
supplyercnt quil le laissast allcr liberalemeut , et 
ik procureroient que le conte de Sauoye se leue- 
roit de ses pays ; et pareillement luy auoyent re- 
cite les six prisonniers que le conlc: auoit laisser 
nller de Lassillo, et tant luy dircnt c[ue lempereur 
de Burgarie consentit a la delivrance de lempereur 



promist non le guerroyer plus auant a Varne. Sen 
retourncrent les douze ambasscurs de celle cite et 
les siv prisonniers de Lauillo racontans au conte 
laponctemenl quil eurent fait a laissier allcr lem- 
pereur en son pays ; clu quel le conte en ful tres 
contant, et pour accomplir les choses pourparlees 



a il enuoya le palriarche dc Conslanlinoble a lem- 
pereur de Burgarie portans lettres , et le conte 
promectoit que tant et quantez foys que lempereur 
Alexe son cousin seroit en Constantinoble en sa li- 
berle il leueroit son siege de deuant Varne , et 
plus oultre ne procederoit a euure de fait sur lcs 
Burgariens, ains sen retourneroit. Quaut lempereur 
de Burgarie, et ses barons eurent visites les lec- 
tres , ilz furent plus asseures que deuant , et in- 
continant fircnt venir lempereur Grezois , en le 
dcliurant au patriarche , et luy baillerent cinq 
hommes a cheual , .et le compaignerent iusques a 
la citc cle Constantinoble. 



b Comme le conte laissa Burgaire , et ula par mer 
en Constantinoble , et comme il fut receu par 
lempereur iojreusement. 

Certifliet le conte de Sauoye de la deliurance de 
lcmpereur de Grece son cousin , il leua son siege 
de deuant Varne, et montant en ses gallees laissa 
liiugarie , et sadressa vers Constantinoble. Quaut 
lempereur Alexe et les barons de Grece seurent 
lanenement du conte a Constantinoble, lempereur 
pour plus haultement et honorablement receuoir 
sou cousin le conte , fist apprester prestres , col- 
lieges et toutes ordres de religion , gentilz hom- 
mes, borgois, merchans, peuple , femes et enfans, 
et alerent a la greue dc la mer a lencontrc du 

c conte , criant vive le conte de Sauoje qui a de- 
livre la Gresse des tours , ct lempereur notre sirc 
des mains de lempereur de Burgarie ; sy le re- 
ceurent a sy grant ioye , que a paine se porroil 
racompter. Lc contc estre clescendus de sa nauie, 
a lencontre de luy ala lempercur qui lacolla moult 
estroittement, en disant : u biau cousin, Dieu vous 
» rende les biens que vous aucs fait a la chris- 
» tiente, et principalement a moy, car se vous ne 
» fussiez venus par de sa, ic nay nul baron chrcs- 
» tien en la Grece ne en Rommanie, ne teneyssons 
» plain piez cle terre, que les Turs et Burgaricns 
» neussent conquis , et ic fusse mors ct peris en 
» prison. » Lempereur de Constantinoble auoit 
silcnce en son parler , luy rcspondit le conte de 

d Sauoye : K monseur et cousin , se le roy Andrien 
» de Hongrie fut venus per terre pour vous se- 
» courir comme il mauoit mandez par son chiual- 
» lier, luy et moy cussous pris telle vengence des 
» oultrages fais a vous , qui en fut perpetuelle 
» memoire, et non obstant quil ne soit pas vcnus 
» a layde cle Dieu iay lant fait que vous estes hors 
» de prison , dont Dieu soit loer. » A ceste pa- 
rolle lempereur prit per la main le conte de Sa- 
uoye , et le mena per la cite a grant cglise qui 
est de sainte Sophie, et de la au paleys, ou ont ilz 
receu et couchoit tant honorablemcnt que plus ne 
se porroit faire. 



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3»5 



CHROMQVES 



3i6 



Comme /4 Corite fist pugnir d Constantinoble vng 
de ses chiualliers pour ce quil fut trouuet gi- 
sanl avec la fiUie son hoste. 

En seiournant le conte a Constantinoble, et ref- 
frechissant ses gens, vng ieune chiuallier se accomita 
de la fille de son hoste per maniere que le pere 
et Ia mere les trouuarent couchiez ensamble, dont ilz 
furent tres mal contans , et sen alerent plaindre 
au conte , le quel fist incontenant prendre le chi- 
uallier et lenuoya a lempereur affin que raison fut 
faicte de luy selon le cas. Lempereur veant que 
le conte luy faisoit cest honneur ne volut pas faire 
la pugnicion, mais le remist au conte quil en fist 
la iustice , le quel demanda a ceulx de la cite 
quelle pugnicion se faisoit dun tel cas , qui luy 
respondirent disans : nous auons accoustume de 
taillier la barbe publiquement a ceulx qui font 
telx delis ; - taillier la barbe , dist le conte ; par 
la mort Dieu il nen aura iamains. Sy se resioyt 
le conte pour ce quil amoit le chiuallier , car il 
cuydoit que on luy deust taillier la teste, dont il 
estoit tres couroucier. Lors fust prist soudainement 
vng barbier, et ou millieu de la place deuant le- 
glise de sainle Sophie luy fist copper la barbe de- 
ttant chascun , de la quelle iustice lempereur et 
tous ses subgetz furent sy tres content, qui repu- 
terent le conte lung des plus vaillians iusticiers du 
monde. 



Comme le conte requist a lempereur Alexe quilz 
obeist au pape , et tenist la foy de leglise ro- 
maine. 

Aduint vng iour que lempereur de Constanti- 
noble semont le conte de Sauoye au disner , et 
appres mengiez luy dist le conte : « monseigneur 
» mon cousin , na pas este per moy que le ter- 
» rain que les turs tenoyent decza le bras sainct 
» George ne soit conquis , mais a demourer per 
» le roy de Ongrie qui deuoit venir comme vous 
» saues. Et. Dieu scet que ie ay fait mon loyal 
» deuoir, et puis quil ne vient ct lyuer approche, 
» ie ny seroye aultrement que remedier, sy men 
» veul retourner en mon pays de Sauoye ; mais 
» ie vous prie, que pour tous les seruices que ie 
» vous fis , onques vous me voullies donner vng 
» don. » Demandez , dist lempereur, car il nest 
riens quil ne soit possible que ie ne fasse pour 
amour de vous. - Promectez ie moj, dist le conte: 
ie vous' promectz que le feray , dist lempereur , 
demandez. - « Iay entendu, » dist le conte, « que 
» vous et ceulx de votre empire desuoyes aucu- 
» nement a la foy catholique que tient leglise de 
» Rome , dont iay este melencolieux , considerer 
» que ma mere partist de vous, et votre mere est 
» partie de nous. Les contes de Sauoye et ne 
» porroit estre repprochiez per les princes chres- 
» tiens mes voysins, que en mon lignaige a gens 



a » 



desuoyans a la foy catholique et romaine , la 
» quelle chose seroit charge a moy et a ma lignye. 
» Sy vous requier par la promission que maues 
» faite, que vous submectez vous et votre empire 
» a lordonnance et creance de 1'eglise romaine , 
» et vons en venes a Rome faire obeissance an 
» pape, comme vray fil obedient de saincte eglise, 
» et ie procureray a mon poir que vous sera 
» donne ayde contre les tnrs et burgariens votres 
» ennemis. » Oyant lempereuf de Grece la re- 
queste du conte de Sauoye , il fut moulC pensif de 
la response, et apres vng grant dist : « bieau cou- 
» sin, ie suis tant obligiez a vous, quil nest riens 
» venant a votre plaisir que ie ne face, et puisque 
» vous maues a ce enduit , ie vous promet que 
» moy et mon pays en ferons du tout a votreor- 
» donnance; mais a present ie ne porroye leissier 
» mon regne et aler a Rome, sy vous baillieraj 
» le patriarche , et de mel plus especial consel- 
» liers que sen yront auec vous et parleront 
» tousiours des matieres, et ie ou vouloir de Dien 
» seroy vers le saint pere dedens six moys aduenir. » 
Lors fut le conte bien ioyeulx, et le remercya mouk 
gracieusement , sy prist congie de luy pour ce 
mectre en mer, en luy priant quil voulsist furnir 
le chastel de Lymeno , sy que son chiuallier qui 
se gardoit peust retourner a luy briefment. 



Comment lempereur de Grece refusa dobeir au pape. 



Montant le conte sur ses galees, vindrent a luj 
le patriarche et un chiuallier luy disant : « sire 
» lempereur vous priez que ie tenez pour excuset 
» sil nc se mest a lordonnance du pape de Rotne, 
» ainsi quil vous avoit promis, car son peuple la 
» sentuz , sy sen sont assemblez en sa presance , 
» iuy annonczant que si fait ce ilz te chasseroit 
» hors de Constantinoble, et prendront vng aultre 
» seigneur. Et soit Dieu loes de ce que vous es- 
» tes yssus de la cite , car se le peuple en seut 
» plus tost le fait, vous et voz geus eussiez esle 
» en grant peril. » Du parle du patriarche fust 
le co